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Diritto pubblico comparato
prof. Elisabetta Palici di Suni
Se frequentanti, dirlo e interroga su quello. Il diritto dell’Unione Europea comprende 27 Stati che contribuiscono a creare il diritto europeo e ciascuno di essi contribuisce con le sue tradizioni e caratteristiche. Questo spinge a guardare non solo agli Stati più importanti, ma anche a quelli più piccoli che possono comunque condizionare il diritto europeo. (ad esempio: l’Italia è l’unico paese ad avere difensore civico solo a livello regionale - defensor del pueblo / ombudsman. Ma è un istituto che è nato in Svezia). Nella comparazione i soggetti devono avere elementi di diversità, ma anche qualche elemento di analogia. In questo corso compariamo i paesi dell’Unione Europea ed il diritto comunitario costituisce elemento di unione. La comparazione viene effettuata in modo orizzontale, cioè confrontando i temi più importanti del diritto costituzionale. Questo perché tutti i temi del diritto costituzionale possono essere affrontati con diverse prospettive che perseguono una certa finalità. Ad esempio, la Germania ha una certa avversione nei confronti della democrazia diretta, quindi ne si fa un utilizzo molto limitato.
- Come si modifica la Costituzione in Germania? Occorre la maggioranza dei 2/3 di ciascuna delle 2 Camere del Parlamento.
- In Irlanda, invece, il Parlamento approva una legge come un’altra (ordinaria) senza nessun tipo di procedimento aggravato. Però, questa legge deve essere approvata con referendum popolare. In Irlanda l’unico aggravio è il referendum. L’Irlanda è uno Stato piccolo bicamerale. Il Senato ha una composizione corporativa. I parlamentari hanno pensato di abolire questa Camera, ma il corpo elettorale ha preferito mantenerlo. Questi sono due modelli estremi che presuppongono una diversa concezione della Costituzione: il modello tedesco presuppone la Costituzione come legge (Legge Fondamentale), mentre in Irlanda il procedimento di revisione costituzionale implica l’idea che la Costituzione sia un patto tra il popolo e le istituzioni.
- La soluzione italiana è intermedia, tendente a quella della Germania.
- La Svezia (replicata dalla Spagna), invece, adotta una posizione esattamente intermedia: per la revisione costituzionale, il Parlamento approva la modifica della Costituzione e poi si scioglie. Quindi sarà quello nuovo a decidere. Non è un referendum specifico su quella revisione, però il popolo viene comunque coinvolto. Applicando questo principio si possono individuare per i vari aspetti tutte le scelte possibili. In materia di giustizia costituzionale, alcuni sistemi affidano il controllo unicamente al Parlamento (UK e Olanda, quindi il Parlamento è giudice di se stesso); mentre in altri ordinamenti i singoli giudici possono sindacare la costituzionalità delle leggi (Lettonia,
Estonia, ecc.). La soluzione intermedia è la Corte Costituzionale, cioè un giudice speciale nominato, almeno in parte, dal Parlamento.
Criteri di Copenaghen:
Dopo lo scioglimento dell’Unione Sovietica molti Stati si sono riformati perché da sempre avevano patito numerose dominazioni. Ritrovano l’indipendenza, quindi, dopo molti anni. Ciò ha portato a numerosi conflitti: i confini erano stati modificati numerose volte e questo ha portato a che ci fossero numerose popolazioni alloglotte (parlavano lingue e praticavano religioni diverse), soprattutto ai confini degli Stati. Ricostruire queste nazioni era un’operazione conflittuale (ex: Jugoslavia o Croazia e Serbia che parlano la stessa lingua, ma utilizzano alfabeti diversi). Questi Stati, che rinascevano, aspiravano a far parte dell’Unione Europea poiché volevano rientrare in un tipo di ordinamento liberal-democratico. Negli anni ’90, pertanto, c’era questa prospettiva di allargamento dell’Unione Europea ai paesi che prima erano sotto il dominio sovietico, anche se l’UE era spaventata da questa situazione di conflittualità. Per questa ragione a Copenaghen nel 1993, il Consiglio Europeo stabilì i criteri per aderire all’UE: i criteri di Copenaghen : criteri politici, economici & acquis comunitario (patrimonio comune europeo di valori e principi). I criteri politici, per noi più interessanti, necessari per poter aderire all’UE sono:
- Stabilità democratica (stabilità istituzionale): necessario, quindi, prendere in considerazione la forma di governo (che attiene ai rapporti tra le istituzioni) presente in ogni stato dell’UE, ma anche alla forma di Stato (che, invece, attiene ai rapporti fra i 3 elementi che costituiscono lo stato - popolo, territorio e istituzioni -) il cui aspetto più importante è la contrapposizione tra stati composti e stati unitari (federalismo vs regionalismo). NB: per garantire la democrazia è importante garantire un minimo di decentramento!
- Stato di diritto (o principio di legalità / rule of law). Possiamo individuare tre temi, ossia:
- le fonti di diritto (rapporto tra esse)
- la magistratura e giurisprudenza (garantiscono rispetto delle leggi). Solo se indipendenti, garantiscono il principio di legalità dello stato di diritto.
- la giustizia costituzionale (come si garantisce il rispetto della costituzione).
- Diritti umani e rispetto e tutela delle minoranze
- diritti fondamentali
- principio di eguaglianza,
- parità uomo-donna
- tutela giuridica delle minoranze
FORMA DI GOVERNO:
Necessario partire dall’evoluzione dello stato moderno.
- Monarchia assoluta: (RE) Lo stato moderno si forma con l’idea di nazione e la formazione conseguente di stati moderni che, normalmente, sono monarchie assolute con la concentrazione di tutti i poteri nelle mani del re. Lit de justice: quando il sovrano voleva imporre la sua volontà anche contro i consiglieri, egli entrava su un baldacchino per ribadire che fosse lui il sovrano.
- Monarchia costituzionale : (RE + PARLAMENTO) Un passaggio fondamentale che si ha in tutti gli ordinamenti è quello da monarchia assoluta a costituzionale, anche se esso avviene in tempi diversi.
- Nel Regno Unito si ha per la prima volta al mondo la contrapposizione tra il Re ed il Parlamento.
- In seguito, sempre nel ‘700, prima della Rivoluzione Francese si ha in Svezia il passaggio a monarchia costituzionale.
- Nel resto d’Europa si ha dopo la Rivoluzione Francese (1789). Il parlamento in senso moderno nasce nell’ordinamento britannico perché vi sono alcune circostanze: vi è uno studio di Alexis de Tocqueville (studioso francese, considerabile come il primo comparatista moderno perché paragona l’ordinamento francese post- rivoluzionario e quello americano dopo la rivoluzione americana) in cui egli afferma che il passaggio dalla monarchia assoluta alla monarchia costituzionale avviene molto prima in Gran Bretagna per via della forza della aristocrazia (i Lords), la quale aveva un grande potere politico. L’aristocrazia vigente nel Regno Unito, però, aveva origine Sassone (tedesca) e grazie a questa poca dimestichezza con la lingua inglese portò i nobili ad appoggiarsi alle realtà locali. I Lords si rendono conto della loro importanza ed il consiglio del Re si trasforma in una camera indipendente, passando da meri consiglieri ad una vera e propria forza politica, contrapposta a quella del Re. Ciò conduce anche alla concessione della Magna Charta ed è la base per la formazione di un Parlamento contrapposto al Re. I Lords hanno interesse a che si rafforzi la loro incisività ed incominciano a convocare
anche i rappresentanti delle comunità locali (Commons) che incominciano a partecipare alle deliberazioni e si arriva al punto in cui si formano due camere separate: Commons e Lords = origine del bicameralismo e del Parlamento in senso moderno. In Francia questo processo non si realizza in maniera analoga, come osserva Tocqueville, perché la Francia è un territorio già molto omogeneo e tende ad un governo accentrato. L’aristocrazia francese ha rivendicato sempre privilegi, ma mai una sua autorità politica perché il Re non necessitava dell’aristocrazia, come invece ne avevano bisogno i re Sassoni nel Regno Unito. Ciò ha concesso alla Francia di mantenere più a lungo la monarchia assoluta, che poi è saltata attraverso una rivoluzione (diversa da quella inglese “Gloriosa”) che porta ad una frattura molto netta. La Gloriosa Rivoluzione avviene un secolo prima (fine ‘600) in modo molto più graduale e per motivi anche religiosi. La frattura tra monarchia e parlamento è determinata anche dal fatto che gli Stuart, sin dall’inizio del 1600, iniziano a voler riacquistare dei poteri che non avevano più, volendo riprendersi dei poteri da “monarchi assoluti”. Il loro tentativo di voler contrastare l’evoluzione politica, unita a problemi religiosi (Cromwell e puritani vs Stuart) conducono alla Gloriosa Rivoluzione. Essa si concluderà nel 1688 con il Bill of Rights, ossia un elenco dei diritti che il Parlamento non vuole più cedere. Il Re non può adottare atti in contrasto con le leggi del parlamento, sancendo così inequivocabilmente la supremazia del Parlamento. Questo cambiamento è, però, la naturale evoluzione di una frattura già presente dal 1200, mentre in Francia si ha una frattura netta tra Ancien Regime e ciò che verrà dopo. In Svezia questa trasformazione dei rapporti tra Re e Parlamento precede la Rivoluzione Francese: nel 1700 era già presente una costituzione che riconosceva la supremazia del Parlamento. Questo fenomeno viene teorizzato con la Teoria della Divisione dei Poteri (potere esecutivo, legislativo, giudiziario) ed è il risultato della monarchia costituzionale. Da questa divisione nascono 3 diverse forme di governo.
- Repubblica presidenziale: (PRESIDENTE + PARLAMENTO) la contrapposizione Re vs Parlamento si trasforma in contrapposizione tra Presidente (di estrazione popolare) vs Parlamento. La forma di governo presidenziale viene affermata per la prima volta nel 1787 con la Costituzione Americana. In questo contesto nasce il sistema dei Checks and Balance: Presidente e Parlamento si condizionano reciprocamente, in modo da non sovrastarsi, ciò coinvolge anche l’organo giudiziario. I tre poteri stanno sotto la Costituzione. I condizionamenti esistono, però, nessuno dei poteri sovrasta l’altro e la Costituzione Americana è una “re-pubblicazione” di quella inglese. Presente negli USA e quasi tutti gli ordinamenti latinoamericani.
- Governo parlamentare: (PARLAMENTO —> GOVERNO) altra derivazione dalla monarchia costituzionale inglese. Il Re inizia a “regnare”, ma non a “governare”. Egli è
corpo elettorale (referendum per le decisioni più importanti), pertanto il governo si occupa della ordinaria amministrazione; dall’altra perché la Svizzera è caratterizzata da una grande varietà di lingue e di religioni, quindi una composizione così variegata del popolo svizzero determina che i collegi sono proporzionati alla presenza dei vari gruppi ed alla loro convivenza. CIPRO : grande contrapposizione tra i Turchi ciprioti e i Greci ciprioti. I primi hanno proclamato la repubblica di Cipro del Nord riconosciuta, però, solo dalla Turchia. Evoluzione storica delle forme di governo :
- (^) MONARCHIA INGLESE 🇬🇧 Il Parlamento inglese deriva dal Consiglio del Re (King’s Council), che gli era indispensabile per governare. I Lords, quindi, acquistano un grande potere politico. Con la Magna Charta del 1215 si reclama il diritto dei pari (Lords) di essere sentiti per certe decisioni (tasse, Habeas Corpus, proprietà: tutte materie che avranno, poi, riserva di legge). Il Parlamento diviene un organismo contrapposto al sovrano. Nel 1265 si ha un allargamento di questa Camera dei Lords: vengono nominati 2 cavalieri per contea + borghesi rappresentanti dei borghi, convocati insieme ai Pari da Simone de Monfort. Ciò per rafforzare le decisioni dei Pari. Questa iniziativa non piace al Re, ma il Re successivo (Edoardo I) convoca anche le autorità locali (i Commons). La Camera dei Lords resta un istituto unico, ma nel 1345 la Camera dei Comuni si stacca con Edoardo III e le due Camere si sviluppano in maniera autonoma. Nel 1600 c’è un tentativo degli Stuart di riprendersi i poteri assoluti, ma è un tentativo che fallisce con la Gloriosa Rivoluzione. Comincia così una lotta con il Parlamento che caratterizza la storia costituzionale inglese. Si concluderà nel 1688 con il Bill of Rights, ossia un’attualizzazione della Magna Charta in cui vengono ribaditi i poteri del Parlamento e la sua supremazia, che costituirà il principio fondamentale del costituzionalismo inglese. Come si passa dalla monarchia costituzionale alla monarchia parlamentare? L’episodio significativo è il caso di Lord North. Egli viene nominato Primo Ministro nel 1770 con il Re Giorgio III. In quegli anni i rapporti con le colonie sono complicati perché quest’ultime cominciano a ribellarsi. Nel 1777 si ha una grande sconfitta britannica, Lord North si rivolge al Re per rassegnare le sue dimissioni, ma il Re non glielo permette. Nel 1781, in seguito ad un’altra sconfitta, il Re continuava a non voler negoziare la pace, ma la Camera dei Comuni votò a grande maggioranza una mozione che chiedeva la fine della guerra. Possiamo qui ravvisare un passaggio importante dalla fiducia del Re alla fiducia del Parlamento. Lord North non governa per il Re, ma per il Parlamento e se non ha la sua fiducia non può non dimettersi. Egli si rende conto che un governo, per governare, deve avere l’appoggio del Parlamento. Si ha la graduale attenuazione del ruolo del sovrano ed un rafforzamento del ruolo del governo, sostenuto da una maggioranza parlamentare stabile.
- SVEZIA 🇸🇪
La storia costituzionale svedese può essere avvicinata all’evoluzione del Parlamento nel Regno Unito. È il secondo come affermazione del sistema parlamentare. 1434: il Riksdag (Parlamento) viene convocato con i rappresentanti dei vari ordini della società svedese. 1523: Gustavo I viene eletto Re dal Riksdag. 1680: Carlo XI cerca di ripristinare i poteri assoluti del sovrano, indebolendo l’aristocrazia. In questo periodo la Svezia è potenza militare importante per l’Europa in quegli anni, si combattono ad esempio le Guerre del Nord. In particolare, dopo le guerre con la Russia e la sconfitta della Svezia, si ha la fine dell’assolutismo reale. Nel 1719 Ulrica Eleonora viene eletta regina con la promessa che avrebbe rispettato la Costituzione. Tra il 1720 e il 1723 vengono approvate leggi che privano il sovrano di molti poteri a beneficio del Riksdag. Nel 1772 il nuovo re, Gustavo III, riesce ad imporre una nuova Costituzione che riafferma l’autorità del sovrano rispetto al Riksdag. Ma, nel 1809 il Riksdag detronizza il re Gustavo IV ed elegge al suo posto Carlo XIII, promulgando una nuova Costituzione, basata su una separazione dei poteri, con una posizione molto forte del Parlamento. Infine, nel 1975 si ha una legge costituzionale che, pur mantenendo la monarchia, toglie al Re la maggior parte dei poteri che in teoria spetterebbero al capo dello stato in una forma di governo parlamentare (non può nominare il governo, sciogliere il parlamento, promulgare le leggi). Ad oggi, i suoi poteri sono meramente formali. In un contesto come questo sono sovrani i partiti. Perché non togliere un Re spogliato dai poteri effettivi? Fa comodo, perché nessuno può controllare la maggioranza parlamentare.
- (^) FRANCIA 🇫🇷 In Francia, il passaggio tra Ancien Regime e potere rivoluzionario avviene in maniera già drammatica. L’aristocrazia qui non aveva mai esercitato alcun potere politico, ma aveva avuto solamente numerosi privilegi. Se in Svezia e nel UK l’aristocrazia fu all’origine del Parlamento, qui in Francia essa è sempre stata dalla parte del Re. Nel 1789 si ha la presa della Bastiglia, ma anche la Declaration de l’homme et du citoyen. La prima costituzione si avrà nel 1791. Il periodo storico è segnato da molti contrasti e da molti conflitti finché non arriva Napoleone. Egli crea un direttorio, ma poi si farà proclamare Imperatore e cercherà di invadere il resto dell’Europa (guerre napoleoniche). La caduta di Napoleone implica l’inizio di un periodo nuovo, la Restaurazione: il ritorno sul trono dei sovrani cacciati da Napoleone. Si ha un “costituzionalismo moderato della restaurazione”. I sovrani restaurati tornano sui loro troni, ma non possono più governare senza un Parlamento o una Costituzione. In particolare, questo si esprime nella Charte Constitutionelle del 1814 : essa delinea un
vigenti all’epoca e si ispira però maggiormente a quella della Germania (Legge Fondamentale). Non abbiamo un passaggio traumatico.
- (^) ITALIA 🇮🇹 In Italia, nel 1848 i moti dell’epoca portano Carlo Alberto a concedere questa costituzione octroyèe: lo Statuto Albertino. Qui, come la Charte francese, si parla di Statuto per non rimarcare la simbologia rivoluzionare che poteva dare l’adozione della parola costituzione. Lo statuto Albertino delinea una monarchia costituzionale che però si è presto trasformata una monarchia parlamentare. Ma questo passaggio non è evidente perché i governi che si sono succeduti in quei periodi erano governi molto deboli e instabili che cadevano in continuazione. I governi, quindi, si appoggiavano al Parlamento (come Cavour), ma anche al Re (come Crispi), a seconda dei casi. Ciò impedì la chiara affermazione di un sistema di tipo parlamentare ed aumentò l’instabilità e dentro questa instabilità si affermò il fascismo. Non ci fu un chiaro passaggio dalla monarchia costituzionale a quella parlamentare. In questo clima di instabilità si affermò il fascismo, anche in seguito ad un allargamento del suffragio elettorale. Una forma di governo stabile è la miglior forma di garanzia contro le dittature perché esse trovano terreno fertile nell’instabilità. La costituzione repubblicana del 1948 sancisce una forma di governo di tipo parlamentare.
- (^) GERMANIA 🇩🇪 Dopo la prima guerra mondiale, si ha il crollo dell’impero germanico che aveva messo insieme tutte le monarchie tedesche (Prussia, Sassonia, etc), creando una sorta di federazione, il cui re era era il Re di Prussia. Esso era nato nel 1851. Dopo lo sfaldamento di questo impero, si ha la cosiddetta Repubblica di Weimar , chiamata così perché la Costituzione venne scritta in questa piccola cittadina nella parte centro-orientale della Germania. Qui si riunì l’Assemblea Costituente perché in quegli anni la situazione politica era molto conflittuale ed erano saltate fuori tutte le contrapposizioni ideologiche più diverse: ad esempio c’era chi si appoggiava alla rivoluzione sovietica, altri erano liberali classici, altri erano legati all’Impero ed erano già conservatrici, altre forze più socialiste, etc. L’assemblea vota la costituzione che venne promulgata nel 1919. Si tratta di un compromesso tra le diverse forze e tra i diversi partiti riuniti a Weimar. Vi è, dunque, un governo parlamentare (per soddisfare la parte liberale), ma anche poteri particolari al Presidente (per le forze conservatrici), eletto dal popolo, che doveva assicurare l’unità del paese al di sopra delle parti, presenti anche forme di democrazia diretta, libertà classiche ed è la prima costituzione europea a riconoscere i diritti sociali (la prima al mondo è stata la Costituzione del Messico, nel 1917, ancora vigente). In questo periodo la Germania aveva la scuola giuridica più importante. Si tratta di un costituzione molto innovativa e giuridicamente interessante e ricca (forse troppo perché mette insieme troppe esigenze, anche contrapposte). Il risultato è anche qui un sistema molto instabile che non ha saputo reggere alla prassi e, dopo Weimar, si crea una situazione
politica che permette l’affermarsi del nazismo. La Legge Fondamentale del 1949 fu scritta in gran parte come reazione alla costituzione di Weimar e fu condizionata dal controllo delle forze alleate. Dopo la fine del nazismo, la Germania fu umiliata e divisa in due: una parte sotto l’influenza sovietica, l’altra sotto le forze alleate (USA, FR e UK). La Germania occidentale scrive la Legge Fondamentale (anche qui non si parla di costituzione perché la Germania la intendeva come testo provvisorio, sperando in una futura riunificazione della Germania)-Grundgeseizt. Questo documento cerca di creare quella che si può definire una “democrazia protetta” per evitare che si riaffermi una forma dittatoriale come quella nazista, il cui primo punto è la stabilità del potere esecutivo perché solo con un governo stabile si può scongiurare una futura dittatura (ad esempio i partiti devono perseguire un’ideologia liberal democratica).
- (^) AUSTRIA 🇦🇹 Anche l’Austria era un grande impero, l’impero Asburgico. In seguito ai moti del 1848 si crea a Kremsier una costituzione. Kremsier era una piccola cittadina nei pressi di Praga. Si tratta un progetto di costituzione molto avanzato e garantista (soprattutto nei confronti delle minoranze), ma non approvato dall’imperatore. I moti obbligano l’imperatore ad abdicare, il quale abdica in favore di suo figlio Francesco Giuseppe, a soli 18 anni. 1867: l’impero asburgico si trasforma nell’impero austro-ungarico, il che vuol dire che comprendeva il regno d’Austria e di Ungheria, uniti sotto la corona dell’imperatore. In questo anno si ha la Costituzione di Dicembre perché vengono approvate 4/5 leggi fondamentali con cui si garantiscono i diritti delle minoranze, facendo propria la costituzione di Kremsier, comprendendo anche un catalogo di diritti importanti per le minoranze linguistiche e religiosi, che vanno formare uno degli aspetti più importanti di questo testo. Viene garantito anche un Tribunale dell’impero e sull’indipendenza dei magistrati per garantire una corretta separazione di competenze tra Austria e Ungheria. Tutto ciò avviene durante la trasformazione da impero asburgico in impero austro- ungarico, che è frutto di un intesa tra Austria ed Ungheria. Nel 1916 muore Francesco Giuseppe che si era opposto allo scoppio della guerra, nonostante ad essere interessato era lui in prima persona perché ad essere stato ucciso era stato proprio il suo erede. Alla fine della prima guerra mondiale, l’impero austro-ungarico crolla. Nel 1920 si afferma una forma di governo parlamentare su spinta di Hans Kelsen. Nei primi anni di applicazione di questa costituzione, si può parlare di partitocrazia più che di supremazia parlamentare. Allora ci fu una riforma costituzionale nel 1929 che mira a ridurre i poteri del parlamento (= dei partiti). Il presidente viene eletto dal popolo, ma senza poteri effettivi dal 1929.
costituzione di Weimar, aveva portato a Hitler che aveva unificato la figura di Capo dello Stato e Capo di Governo). Si realizza, quindi, quella che viene chiamata una democrazia protetta, circondata da una serie di garanzie per evitare una possibile deriva autoritaria.
- Rafforzamento del Governo e delle istituzioni rappresentative. Innanzitutto il rapporto di fiducia tra Parlamento e Governo non coinvolge le due camere, ma solamente una. Quindi solo una camera è politica, il Bundestag, eletta direttamente dal corpo elettorale. L’altra, invece, il Bundesrat (equivalente al nostro Senato) è composta dai rappresentanti dei governi dei Lander (stati membri della confederazione tedesca) e non è eletta direttamente dal corpo elettorale. Normalmente, nel resto d’Europa, la fiducia viene data dalla Camera più politica che controlla il Governo. L’altra Camera o non c’è o rappresenta le autonomie territoriali, ma non rappresenta tutti i cittadini. Il fatto, quindi, che una sola Camera controlli il Governo rende tutto più semplice.
- Rapporto fiduciario solo tra Bundestag e Cancelliere (il Cancelliere era colui che apriva il cancello quando arrivava il coccio reale, ma acquista valenza significativa nell’Ancien regime, diventando il più alto funzionario a contatto con il re). È dal Cancelliere che dipende il Governo. È lui che ha la fiducia (non del Parlamento, ma del Bundesrat).
- Elezione del Cancelliere a maggioranza assoluta. Un governo per governare deve avere il sostegno della maggioranza dei componenti del Bundestag. Ha una maggioranza stabile che lo sostiene e questo rafforza il governo.
- Sfiducia costruttiva. Lo stesso Bundestag può sfiduciare il governo in carica, ma solo se è in grado di poter formare un nuovo governo.
- **Questione di fiducia
- Stato di emergenza legislativa** (situazione mai verificata in Germania). È un istituto che garantisce al Governo di poter funzionare. Se il Governo, infatti, ha la necessità di approvare determinate leggi, ma il Bundestag non lo sostiene nelle sue iniziative, può chiedere uno stato di emergenza legislativa, con il consenso del Capo dello Stato e del Bundesrat. Il fatto che questo istituto non sia mai stato applicato, dimostra come esso sia una misura di emergenza che è meglio non sia utilizzata.
- Rifiuto della democrazia diretta. La democrazia diretta è vista con molto scetticismo perché può creare situazioni di instabilità, in quanto può non esserci corrispondenza tra la volontà espressa dal corpo elettorale ed il Governo e ciò può incrinare la forza rappresentativa del Governo. Il referendum è previsto solo in casi eccezionali (come modificazioni territoriali). Si può dire che ciò è per via del grande numero di referendum nella costituzione di Weimar, ma quelli furono tutti tentativi falliti. Essi restarono solo previsti sulla carta, ma di fatto non utilizzati.
- SPAGNA : 🇪🇸 La Costituzione del 1978 fu approvata dopo la morte di Franco e, come egli aveva
previsto, sale Juan Carlos di Borbone. Si ha la cd “transiciòn democratica”. Essa è scritta sulla base della storia spagnola (Cost. Cadice e Cost. Repubblicana Spagnola), ma anche sul modello di quella italiana, ma non per la forma di governo, per questo aspetto guardò alla costituzione tedesca che assicurava maggiore stabilità al potere esecutivo. La fiducia è conferita al Presidente del Governo, a maggioranza assoluta, ma se non si ottiene 48 h dopo basta la maggioranza semplice. La fiducia è data dal Congresso (e non anche dal Senato). Questo rafforza la figura del Capo di Governo.
- Eventuale sfiducia costruttiva: a differenza della Germania, in cui è molto rigorosa, qui è prevista come possibile eventualità, anche se non c’è un nuovo governo. La primazia del Capo di Governo , oltre che in Germania e Spagna, è presente in: (elemento che rafforza il governo, rendendolo più stabile): Austria, Portogallo, Malta,Ungheria, Slovacchia, Romania, Estonia, Lituania 4) ITALIA : 🇮🇹 In Italia non si è seguito questo modello. Si ha una forma di governo estremamente instabile e lo è stata fin dall’inizio, anche se all’inizio il corpo elettorale era composto da una percentuale minima. La situazione si è aggravata con l’ampliarsi del suffragio. L’Assemblea Costituente era molto politica, con esponenti diversi come liberali, sinistra, cattolici. Contro la stabilità della forma di governo si poneva il timore di un governo autoritario. Inoltre, cattolici e sinistra non sapevano se in futuro sarebbero stati maggioranza o opposizione quindi non avevano interesse a rafforzare eccessivamente la maggioranza. Questo fece sì che, nonostante l’odg Perassi, le misure di razionalizzazione furono molto scarse. L’altra faccia della medaglia (positiva) è l’esaltazione del pluralismo. Non c’è nessun limite ideologico nei partiti (a patto che siano democratici), ciò è provato dall’unico limite espresso nell’art. 139: non si può cambiare la forma repubblicana (ma ammessi, ad esempio, partiti con ideali monarchici). Art. 94: il Governo deve avere la fiducia delle due Camere. Ciascuna camera accorda o revoca la fiducia mediante mozione motivata e votata per appello nominale (no voto segreto). Questa è una forma di tutela di stabilità di governo perché il parlamentare appartenente al governo difficilmente voterà in maniera diversa (razionalizzazione del governo). Entro 10 gg dalla sua formazione il Governo si presenta alle Camere per ottenere la fiducia. Il voto contrario di una o entrambe le camere su una proposta de governo non comporta l’obbligo di dimissioni. La mozione di sfiducia deve essere firmata da almeno 1/10 dei componenti della Camera e non può essere messa in discussione prima di 3 gg dalla sua presentazione. Art. 95: Il Presidente del Consiglio dei Ministri (primus inter pares) è una figura di coordinamento e non di supremazia, come la Cancelliera in Germania o il Primo Ministro nel Regno Unito. Egli dirige la politica generale del governo e ne è responsabile. Mantiene l’indirizzo politico ed amministrativo, promuovendo e coordinando l’attività dei ministri. I ministri sono responsabili collegialmente degli atti del Consiglio dei Ministri, e
- Nomina e revoca i ministri, fiducia implicita.
- Scioglimento delle Camere (controfirma ministeriale)
- Sospensione del Presidente con referendum su richiesta dei 2/3 del Parlamento (scioglimento del Parlamento se referendum a favore del Presidente)
- Referendum d’iniziativa presidenziale (oltre che popolare)
- Ordinanze di necessità (art. 48). Possibilità per il Presidente della Repubblica di adottare atti che vanno anche oltre la legge (ricorda il potere di ordinanza francese nel 1818, che spinse il re ad adottare le 4 ordonnances che portarono alla Rivoluzione di Luglio). È come tornare un po’ indietro. Infatti questa esaltazione del capo dello stato era voluta dai partiti più vicini all’antico impero. È come mettere in discussione delle conquiste ottenute in Inghilterra e nel resto d’Europa. Ma come è possibile quindi che sia diventata un governo, anche se ha portato al nazismo?
- FRANCIA : 🇫🇷 Questa costituzione non resse alla prassi. Ma questo modello venne ripreso in Francia nella Costituzione del 1958 (nata anche questa su un’instabilità). Con la V Repubblica francese e Charles de Gaulle (primo presidente della V repubblica francese, che si era distinto come generale durante la Resistenza) si ha la trasformazione del costituzionalismo francese introducendo una forma di governo parlamentare a tendenza presidenziale. Questa repubblica nasce con le limitazioni al Parlamento che poteva rendere instabile il Governo.
- Il Presidente non veniva eletto dal corpo elettorale, ma dal popolo. Ma De Gaulle nel 1962 fa approvare una riforma costituzionale per cui il Presidente viene eletto direttamente dal popolo perché sapeva che futuri presidenti della Repubblica non avrebbero avuto la legittimazione necessaria per governare. Questa riforma costituzionale avviene tramite referendum.
- Diversa durata: 5 anni, mandato del Parlamento + 7 anni, mandato del Presidente. In questo modo si potevano creare diverse maggioranze.
- Due diverse maggioranze: coabitazione. Il sistema costituzionale previsto dalla costituzione del 1958 prevede anche la possibilità che il Presidente potesse indirizzare e guidare il governo, presiedendo il Consiglio dei Ministri. Tuttavia, poteva avvenire che il governo fosse espressione di una maggioranza politica diversa da quella che sosteneva il Presidente (es. un presidente di dx di fronte a un parlamento a maggioranza di sx, può solo nominare un presidente che deve avere la fiducia del parlamento, quindi di sx). Nel caso di coabitazione, anche in Francia, il Presidente della Repubblica diventa potere neutro, perdendo il suo potere politico tipico del sistema semi-presidenziale di indirizzo e governo. Questa situazione crea un’ anomalia e rende la forma semi-presidenziale una forma di governo parlamentare come le altre.
- Riforma costituzionale del 2000 ha previsto che il mandato presidenziale durasse 5 anni per scongiurare la situazione di coabitazione, prevedendo elezioni contemporanee. Questo
non impedisce in futuro forme di coabitazione (ad esempio in caso di morte).
- Potere di nomina e revoca dei ministri.
- La fiducia non deve essere esplicita, ma presupposta. In caso di coabitazione, però, il governo deve presentarsi dinanzi all’Assemblea Nazionale.
- Eventuale mozione di censura a maggioranza assoluta da parte dell’Assemblea Nazionale
- Potere di scioglimento parlamentare, referendum, poteri eccezionali in stato di crisi (senza controfirma) 2) FINLANDIA : 🇫🇮 Parte del Regno di Svezia fino al 1809 quando viene conquistata dall’impero russo che garantisce al Gran Ducato di Finlandia uno status particolare. 1917-18: secessione e diviene indipendente in modo pacifico, senza particolari battaglie e con l’accettazione della Russia. 1919: la Finlandia approva una sua propria Costituzione. Questo crea una difficoltà di rapporti con la Svezia che, invece, era in un rapporto molto conflittuale con la Russia. La Svezia guarda con molto sospetto la Finlandia e questo influenzerà i rapporti tra Svezia e Finlandia. 1999: riforma costituzionale. Ci sono elementi proprio del sistema semi-presidenziale (poteri del Presidente), ma non come la Francia perché bisogna tenere presente in tutti paesi del nord Europa c’è una grande fiducia nella figura del Parlamento, dovuta alla tradizione scandinava. La Finlandia è l’unica Repubblica del nord Europa. Ha un Presidente della Repubblica direttamente eletto dal corpo elettorale, ma viene dato molto spazio al Parlamento. Vi è un esecutivo bipolare: alcune funzioni sono esercitate dal governo (che ha la fiducia del Parlamento), altre dal Presidente. 3) AUSTRIA 🇦🇹 Il crollo dell’impero asburgico (multinazionale e plurilinguistico) dà luogo a questa nuova repubblica in cui si adotta una nuova forma di governo parlamentare. Hans Kelsen (teorizzatore della teoria delle fonti; ideatore sistema centrato di giustizia costituzionale ed istituisce una corte costituzionale, sottraendo questo compito agli altri giudici: no sindacato diffuso -USA-, ma accentrato) è anche ispiratore della costituzione del
Questa gerarchia delle fonti e una corte costituzionale che la garantisce è tipica di Hans Kelsen e lo specchio del suo forte sentimento parlamentare. Era un parlamentarista convinto. La costituzione del 1920 accentra i poteri nel Parlamento. Questo è confermato dall’esistenza di una corte costituzionale che garantisce la superiorità della costituzione sulle leggi. Se negli USA il potere diffuso è espressione del principio di separazione dei poteri, quindi i 3 poteri sullo stesso livello subordinati solo alla costituzione, pertanto un giudice non è subordinato anche al Parlamento; questo modello non poteva essere accettato da Kelsen perché per lui il Parlamento doveva mantenere una posizione di supremazia.
Si è creato un contrasto permanente tra il Presidente e il Parlamento. Il presidente non è elemento di stabilizzazione, anzi, è all’origine di una crisi istituzionale. Il Presidente ha poteri inferiori: può sciogliere le Camere, ma con limiti procedurali e sostanziali, solo se non si riesce a formare un governo; designa i membri del governo, non li nomina perché devono avere la fiducia del Parlamento in seduta comune per essere nominati; ha potere di indire referendum e questo potere è stato esercitato con conseguenze complesse. Si prevede un referendum costituzionale obbligatorio. Riforma 2003: limitava i poteri del Presidente vietando il potere di revoca dei ministri; riduzione del mandato presidenziale da 4 a 5 (soluzione opposta a quella francese). Previsto un referendum per destituire il Presidente (come nella costituzione di Weimar), ma con una procedura molto complessa: il Presidente può essere destituito dal Parlamento a maggioranza assoluta + parere non vincolante della corte costituzionale. 2012: destituzione del Presidente e referendum. Ma non si raggiunge il quorum quindi il presidente restò in carica nonostante maggioranza di voi a favore della destituzione. Referendum costitutivo indetto dal Presidente della Repubblica su problemi di interessi nazionali. 2007: referendum sulla legge elettorale per superare il sistema proporzionale, non raggiunto il quorum, ma maggioranza di voti a favore. Poco dopo riformata la legge elettorale con correttivi al sistema proporzionale. 2009: referendum per superamento del bicameralismo e riduzione dei parlamentari. MODI ELEZIONE CAPO DELLO STATO.
- La maggior parte dei paesi ha un’elezione diretta da parte del corpo elettorale (strano perché accentua la posizione politica del Presidente che dovrebbe essere neutrale). Questo avviene principalmente negli stati dell’est europeo, prima soggetti a dominazione sovietica (tranne Portogallo, Austria e Finlandia). - Dal lato opposto troviamo le monarchie: Svezia, Danimarca, Paesi Bassi, Lussemburgo, Belgio, Spagna (paesi nord europa + Spagna). La legittimazione diretta porta una legittimazione politica forte e porta ad un ruolo più incisivo del Capo dello Stato nella forma di governo; nel caso delle monarchie quindi è molto ridotto (in Svezia non ha quasi più poteri). - Sono residuali, invece, i paesi che hanno un Capo dello Stato neutro (che dovrebbe essere la regola) che non assume poteri politici diretti. Il Capo dello Stato viene eletto in secondo grado dal Parlamento (1 o 2 Camere e qualche volta con altri soggetti, come in Italia e Germania dove ci sono anche i rappresentanti delle Regioni). Viene eletto dal Parlamento in composizione ordinaria in: Lettonia, Estonia, Ungheria, Grecia, Malta. Dopo la riforma costituzionale del 2020 in Italia, già prima, si prospettava di diminuire ulteriormente i rappresentanti delle Regioni (ma sono già pochi, mentre in Germania sono tanti quanti i parlamentari).
POTERI CAPO DELLO STATO.
1) Nomina del Governo (in Svezia manco più questo). In Svezia: il Presidente del Parlamento fa delle consultazioni interne al Parlamento e poi il Parlamento nomina il Governo. In Belgio, Danimarca, Paesi Bassi e Lussemburgo: il Re nomina il Governo, ma è quello che emerge dalla volontà parlamentare. È un potere quindi essenzialmente formale. Malta, pur non essendo una monarchia, riproduce lo stesso modello della monarchia: il Presidente nomina il Governo secondo le indicazioni che provengono dai partiti politici. Nella maggior parte dei casi il Presidente della Repubblica nomina il Governo o il Capo del Governo, ma ci sono casi in cui il Governo prima viene eletto dal Parlamento e solo dopo il Presidente lo nomina (Germania, ma anche in Spagna, Finlandia, Bulgaria, Romania, Croazia, Estonia, Lituania, Irlanda, Romania, Slovenia). In Italia e molti altri ordinamenti (Austria, Grecia, Lettonia, Polonia, Slovacchia, Ungheria, Repubblica Ceca): il Presidente della Repubblica nomina il Governo, che però poi deve ottenere la fiducia da parte del Parlamento. In Repubblica Ceca: se il Parlamento non da la fiducia, il Presidente della Camera nomina il Governo. In Francia e Portogallo, il Pres della Rep nomina il Governo che deve avere la fiducia per governare, ma questa fiducia si presume! Il Parlamento può comunque sfiduciare (a maggioranza assoluta in Portogallo). Questa fiducia presunta non si ha in Francia in caso di coabitazione (in quel caso deve essere esplicita). A Cipro: non c’è fiducia parlamentare. Presidente e vice-presidente nominano discrezionalmente i ministri. Non è una forma parlamentare perché non c’è il rapporto di fiducia. 2) Potere di scioglimento delle Camere. Spetta solo al Parlamento stesso (Cipro, Polonia, Lituania, Ungheria, Austria). Spetta al Governo in Svezia. In tutti gli altri casi spetta al Capo dello Stato, ma per sciogliere le Camere deve sentire prima il Governo o i Presidenti delle Camere. 3) Promulgazione delle leggi. Mancato intervento in Svezia. Nelle altre monarchie + Malta, il Re promulga le leggi come atto dovuto. Non può rifiutarsi di promulgare una legge. Belgio: situazione curiosa in cui il Re dove promulgare una legge che andava contro la sua coscienza, ma non poteva rifiutarsi e allora ha escogitato un sistema delegando il potere ad altri. Negli altri casi è possibile un rinvio al parlamento:
- Riapprovazione a maggioranza semplice (Francia, Italia, Romania, Ungheria)
- Riapprovazione a maggioranza assoluta (Bulgaria, Grecia, Lituania, Portogallo,