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Diritto pubblico comparato, Sbobinature di Diritto Pubblico Comparato

Il file è ben organizzato sulla base degli argomenti trattati, esposti in modo molto chiaro!

Tipologia: Sbobinature

2023/2024

In vendita dal 12/12/2024

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Diritto pubblico comparato
sbobine
1. I Paesi dell'Unione Europea e i criteri di Copenaghen. Introduzione alla forma di governo.
25 settembre
Con la comparazione si ha confronto tra ordinamenti diversi ma non così diversi; quindi, non sono su un piano
completamente diversi; ma si tratta di una comparazione tra ordinamenti che hanno qualcosa in comune. Le
differenze tra i paesi sono differenze logiche, dovute alla storia e al contesto sociale. Per ogni istituto
costituzionale c’è una ratio, un senso; ad esempio, la revisione costituzionale: possiamo dividere due categorie
di revisione, basate sempre su un costituzione rigida (a differenza di quella del regno unito che è flessibile),
che ha un procedimento aggravato di revisione costituzionale e questo lo troviamo in tutti i paesi europei.
Questo aggravio di che tipo è? Due tipi:
a. aggravio esterno, è al di fuori del parlamento; quindi, il popolo = coinvolgimento il corpo elettorale
b. aggravio interno, è interno al parlamento, procedura parlamentare più complicata.
Queste scelte corrispondono al senso che viene dato alla costituzione. In alcuni stati la Costituzione è la legge
più importante, al vertice di tutte, ma pur sempre una legge; per altri ancora è intesa come un patto tra il popolo
e le istituzioni; quindi, ha un senso potremmo dire più ampio. Il nostro è un aggravio intermedio potremmo
dire. Temi di diritto costituzionale possono essere ricavati attraverso i criteri di Copenaghen, si tratta di:
- criteri politici → non nel senso di partito politico , ma dello stato, cosa pubblica (che ci interessano)
- criteri economici
- criteri dell'acquis comunitario → criterio generico
A Copenaghen sono stati introdotti 3 criteri politici:
a. la stabilità democratica,
b. lo stato di diritto
c. i diritti umani e rispetto e tutela delle minoranze.
Si tratta di aspetti che devono essere garantiti da uno stato che vuole entrare a far parte dell’UE: sono requisiti
essenziali.
L’ultimo può sollevare alcune perplessità… perché non sempre tutti gli stati sembrano tutelare le minoranze,
mentre gli altri criteri sono rispettati “meglio”. Ad esempio, la Francia non è stato grande esempio di protettore
delle minoranze, criterio di cittadinanza vasto ma legato ad un concetto di assimilazione o un concetto di
uguaglianza molto rigido. Anche in Grecia non si sono particolarmente tutelate le minoranze. L’introduzione
di questo criterio faceva capo ad un’esigenza importante: reprimere quei nazionalismi che fino alla caduta
dell’unione sovietica erano rimasti oppressi da quest’ultima.
Nel trattato dell’Ue i criteri stabiliti a Copenaghen vengono “confermati” e arricchiti, art. 2.
L’evoluzione storica delle forme di governo
Nell'evoluzione dello stato moderno lo stato moderno si forma come monarchia assoluta in cui il re si assume
tutti i poteri. Non è che il re facesse tutto ma tutti i poteri dipendono dal re. Storicamente sia pure in tempi
molto diversi il passaggio successivo è quello della monarchia costituzionale in cui il sovrano condivide i
poteri del re con parlamento (the king in parliament), quindi leggi approvate dal parlamento ma poi adottate
dal re. C’era quindi anche l’accordo del sovrano, legge come prodotto del parlamento e del sovrano. Dalla
monarchia costituzionale si sono avute 3 diverse ramificazioni della storia repubblica presidenziale; governo
parlamentare; governo direttoriale.
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Diritto pubblico comparato

sbobine

  1. I Paesi dell'Unione Europea e i criteri di Copenaghen. Introduzione alla forma di governo. 25 settembre Con la comparazione si ha confronto tra ordinamenti diversi ma non così diversi; quindi, non sono su un piano completamente diversi; ma si tratta di una comparazione tra ordinamenti che hanno qualcosa in comune. Le differenze tra i paesi sono differenze logiche, dovute alla storia e al contesto sociale. Per ogni istituto costituzionale c’è una ratio, un senso; ad esempio, la revisione costituzionale: possiamo dividere due categorie di revisione, basate sempre su un costituzione rigida (a differenza di quella del regno unito che è flessibile), che ha un procedimento aggravato di revisione costituzionale e questo lo troviamo in tutti i paesi europei. Questo aggravio di che tipo è? Due tipi: a. aggravio esterno, è al di fuori del parlamento; quindi, il popolo = coinvolgimento il corpo elettorale b. aggravio interno, è interno al parlamento, procedura parlamentare più complicata. Queste scelte corrispondono al senso che viene dato alla costituzione. In alcuni stati la Costituzione è la legge più importante, al vertice di tutte, ma pur sempre una legge; per altri ancora è intesa come un patto tra il popolo e le istituzioni; quindi, ha un senso potremmo dire più ampio. Il nostro è un aggravio intermedio potremmo dire. Temi di diritto costituzionale possono essere ricavati attraverso i criteri di Copenaghen, si tratta di:
  • criteri politici → non nel senso di partito politico , ma dello stato, cosa pubblica (che ci interessano)
  • criteri economici
  • criteri dell'acquis comunitario → criterio generico A Copenaghen sono stati introdotti 3 criteri politici: a. la stabilità democratica, b. lo stato di diritto c. i diritti umani e rispetto e tutela delle minoranze. Si tratta di aspetti che devono essere garantiti da uno stato che vuole entrare a far parte dell’UE: sono requisiti essenziali. L’ultimo può sollevare alcune perplessità… perché non sempre tutti gli stati sembrano tutelare le minoranze, mentre gli altri criteri sono rispettati “meglio”. Ad esempio, la Francia non è stato grande esempio di protettore delle minoranze, criterio di cittadinanza vasto ma legato ad un concetto di assimilazione o un concetto di uguaglianza molto rigido. Anche in Grecia non si sono particolarmente tutelate le minoranze. L’introduzione di questo criterio faceva capo ad un’esigenza importante: reprimere quei nazionalismi che fino alla caduta dell’unione sovietica erano rimasti oppressi da quest’ultima. Nel trattato dell’Ue i criteri stabiliti a Copenaghen vengono “confermati” e arricchiti, art. 2. L’evoluzione storica delle forme di governo Nell'evoluzione dello stato moderno lo stato moderno si forma come monarchia assoluta in cui il re si assume tutti i poteri. Non è che il re facesse tutto ma tutti i poteri dipendono dal re. Storicamente sia pure in tempi molto diversi il passaggio successivo è quello della monarchia costituzionale in cui il sovrano condivide i poteri del re con parlamento (the king in parliament), quindi leggi approvate dal parlamento ma poi adottate dal re. C’era quindi anche l’accordo del sovrano, legge come prodotto del parlamento e del sovrano. Dalla monarchia costituzionale si sono avute 3 diverse ramificazioni della storia repubblica presidenziale; governo parlamentare; governo direttoriale.

 Stati Uniti si sono formati dalle ex colonie inglesi quindi base inglese, hanno convertito la monarchia costituzionale in una repubblica in cui il Capo dello Stato mantiene dei poteri che aveva il sovrano nella monarchia costituzionale. Quindi capo dello stato a capo del governo e parlamento, con anche delle relazioni intermedie. Capo dello stato non più con legittimazione divina ma con legittimazione popolare ma con funzioni molto simili della monarchia costituzionale. Questo è quello che è avvenuto negli stati uniti.  Nel resto dell’Europa a iniziare dal Regno Unito la monarchia costituzionale si è orientata verso la monarchia parlamentare, il governo non è più quello del re ma quello che ha la fiducia del parlamento. Il re resta a Capo dello Stato ma non svolge più funzioni politiche. La repubblica parlamentare è la stessa cosa del Presidente della Repubblica eletto in secondo grado dal parlamento che svolge funzioni neutre come il re nella monarchia parlamentare (quindi non sono molto diverse tra loro). Nella forma di governo parlamentare, il governo deve avere la fiducia del parlamento. In Francia però come in altri sistemi si sono introdotte misure di razionalizzazione della forma di governo parlamentare per ottenere maggiore stabilità alla forma di governo. Questo perché un governo che deve avere la fiducia del parlamento è un governo alla mercè del parlamento; quindi, può creare situazioni di instabilità e allora si sono introdotte misure di stabilizzazione e razionalizzazione per rendere il governo meno alla mercè del parlamento e quindi si è rafforzato il ruolo del capo di governo e introdotte misure di stabilità (come per Germania). La Francia invece ha creato questa forma un po’ ambigua per cui il Capo dello Stato svolge funzioni non solo di controllo ma anche di tipo politico. E allora se il governo ha la fiducia del parlamento e se il Presidente della Repubblica è espressione di quella maggioranza il presidente finisce per guidare il governo. Può capitare che si creino situazioni di "cohabitation".  Governo direttoriale solo in Svezia. Non c’è un rapporto di fiducia perché è un governo assembleare. Forma di governo semplificata e meno dinamica di quella parlamentare. Le due forme di governo presidenziale e direttoriale sono più semplici. 26 settembre Le due direzioni della repubblica presidenziale e del governo direttoriale solo le più semplici perché sono una versione repubblicana della monarchia costituzionale. Il Presidente della Repubblica che diventa Capo dello Stato ma anche capo del governo e il parlamento che ha la stessa legittimazione democratica. Il governo direttoriale è una forma di governo semplice che al momento è solo in Svizzera e nasce da Napoleone ma dopo questa esperienza solo in Svizzera. C’è un’assemblea più grande e una più piccola. È un governo statico. Tanto vale adottarla ovunque? È una forma di governo che presuppone l’assenza di una dialettica tra maggioranza e opposizione. La Svizzera di particolare ha che è uno Stato piccolo e tortuoso ma non c’è una particolare differenza tra maggioranza e opposizione, nessuno ha nulla a cui obiettare; quindi, la vita politica è semplice e non ci sono reali frapposizioni. In Svizzera poi assume molta importanza la democrazia diretta, quindi ci sono questioni politicamente complicate ma che vengono risolte col referendum, le decide il popolo, quindi la contrapposizione diventa più semplice. Ecco perché questa forma di governo è così rara. La forma di governo parlamentare invece significa tante cose diverse, racchiude in sé moltissime variazioni, è anch’essa una derivazione della monarchia costituzionale ma in cui il Capo dello Stato esce dai ruoli politici, il Capo dello Stato diventa un potere neutro, mentre il governo non dipende dal Capo dello Stato ma dal parlamento con un rapporto di fiducia. Il Presidente della Repubblica svolge un ruolo di controllo e garanzia della costituzionalità. Poi ci sono molte variazioni, e tutte queste dipendono dal fatto che la forma di governo parlamentare può creare situazioni di grande instabilità perché siccome il governo dipende dal parlamento potrebbe avere maggioranze variabili; quindi, il governo può dipendere da questi mutamenti della maggioranza parlamentare e quindi diventa un governo alla mercè del parlamento che crea molta instabilità

ha più la fiducia del parlamento, e quindi si rende conto che il governo necessita della fiducia del parlamento e non di quella del re. questo può essere considerato un passaggio in cui si realizza il passaggio dalla fiducia del re a quella del parlamento, quindi nascita della forma di governo parlamentare rispetto a quella costituzionale. Quindi da quel momento si attenuano i poteri del sovrano e si rafforzano invece i poteri di governo sostenuto dalla maggioranza parlamentare, questo favorito anche dal sistema elettorale che rende una maggioranza stabile. Il partito che vince le elezioni governa perché ha una maggioranza che lo sostiene, questo finisce per essere un rafforzamento del ruolo del primo ministro. Tutto questo sempre senza una costituzione scritta, nasce storicamente. C’è un altro paese che non si considera tanto ma che invece ha una storia simile. SVEZIA È stata una monarchia fortissima e potentissima e ha ambito ad una storia e un’evoluzione simile a quella inglese. Il primo parlamento è stato convocato nel 1434 coi rappresentanti dei vari ordini della società inglese. Gustavo I re di Svezia viene eletto dal parlamento, (Riksdag) nel 1523, poi però cerca di ripristinare una monarchia assoluta, questo assolutismo termina con le guerre con la Russia. (sempre stata molta rivalità tra Russia e Svezia). In seguito a una sconfitta con la Russia termina l’assolutismo reale. Nel 1719 viene eletta regina Ulrica Eleonora, sorella di Carlo XI, e viene eletta con la promessa che avrebbe rispettato la Costituzione, che riducono sempre di più i poteri del sovrano e aumentano i poteri del parlamento. Ne 1772 c’è di nuovo un tentativo da parte del re di promuovere una costituzione che riaffermati i poteri del sovrano. Nel 1809 il Riksdag detronizzò il re Gustavo IV eleggendo al suo posto lo zio Carlo XIII e promulgando una nuova costituzione basata su una rigida separazione dei poteri. Poi si consolida la forma di governo parlamentare in Svezia. Negli anni 70 si discute poi se mantenere la monarchia o no e si decide che venga mantenuta a condizione che il re non abbia più i poteri tipici del Capo dello Stato nella forma di governo parlamentare, quindi non può nominare il governo, sciogliere il parlamento né promulgare leggi. Quindi per evitare qualsiasi rischio di una ripresa dei poteri del sovrano, la legge costituzionale del 1975 toglie al sovrano tutti questi poteri. È interesse del parlamento tenere un sovrano come Capo dello Stato, perché così la maggioranza parlamentare è suprema. DANIMARCA Inizialmente era una monarchia elettiva, per cui il sovrano era eletto dal parlamento. A metà del 1600 però in seguito a una sconfitta militare, i borghesi e i mercanti, si pongono contro l'aristocrazia ritenendo che fosse stata la principale responsabile della sconfitta militare. Invece la borghesia si allea con il sovrano contro l’aristocrazia. Viene quindi approvata nel 1665 una ordinanza reale (Kongelov). Il re diventa un re ereditario con poteri assoluti a Federico II. In realtà il sovrano esercita i poteri assoluti sempre consultandosi con la popolazione e con la borghesia; quindi, svolge i suoi poteri in maniera consensuale. Nel 1848 ci sono i moti e viene creata in seguito la monarchia costituzionale, e si prevedono due camere che sono il Kolketing e il Langsting. Nel 1919 c’è la crisi di Pasqua per la divisione di un territorio tra la Germania e la Danimarca. Nel diritto internazionale si stabilisce che la divisione di questo territorio si decide con un referendum, la popolazione decide che parte dell’occidente va alla Germania e parte alla Danimarca. Il re danese però si oppone e non accetta il risultato del referendum, questo fa scattare una crisi che sfocia in ribellione e quindi il re è costretto a tornare sui suoi passi. Da quel momento il re rinuncia a qualsiasi ingerenza sulle decisioni del parlamento e governo, quindi smette di decidere politicamente. Quindi si afferma una monarchia parlamentare, per cui il sovrano assume solo poteri di tipo formale. Questa monarchia parlamentare viene poi rivista dalla costituzione del 1953, si decide poi che il parlamento sia formato solo più da una camera rappresentativa e si stabilisce anche il diritto di successione esteso alle donne (non più ereditarietà dal re al figlio maschio ma anche alla figlia femmina).

FRANCIA

Ancien regime, emblema della monarchia assoluta. Potere accentrato nelle mani del sovrano e aristocrazia ma senza rivendicazione politica. Rivoluzione del 1789, presa della Bastiglia, déclaration del 1789 e costituzione del 1791. Napoleone istituisce il direttorio, impero, guerre napoleoniche in tutta Europa. Caduta di Napoleone restaurazione con sovrani che tornano sui propri troni dopo la caduta di Napoleone, questi sovrani devono necessariamente concedere i cambiamenti che la Rivoluzione francese ha portato in Europa. Inizia quindi il costituzionalismo moderato della restaurazione. In Francia nel 1814 questo costituzionalismo moderato produce una Carta costituzionale che si chiama Charte, più moderata. Riconosce il parlamento e la monarchia costituzionale con poteri residuali del re. Tra questi poteri residuali è previsto un potere di ordinanza con cui il re poteva sospendere le leggi e imporre decisioni. Nel 1830 Carlo X si trova in contrasto col parlamento e non riesce a piegarlo alla sua volontà e con il potere di ordinanza scioglie il parlamento approvando una nuova legge elettorale, sopprime la libertà di stampa e convoca nuove elezioni. Questo fa scoppiare la cd rivoluzione di luglio, quindi il parlamento approva una costituzione che peraltro riproduce il contenuto della charte del 1814 ma con una differenza, abolisce il potere di ordinanza del re. Allora nel 1830 la monarchia che diventa da costituzionale a parlamentare, Luigi Filippo di Orleans viene nominato re dal parlamento e giura sulla Costituzione approvata dal parlamento. Moti del 1848 Napoleone III si fa nominare imperatore del secondo impero. Crollo secondo impero. 1870 terza repubblica sempre un po’ traballante. 1940 governo di Vichy SLIDE. AUSTRIA Nel 1848 viene approvata la costituzione di Kremsier, in seguito ai moti, l’imperatore d’Austria abdica a favore del figlio Francesco Giuseppe e diventa imperatore a 18 anni con delle guide. Francesco Giuseppe rifiuta la costituzione di kremsier e ne promuove una molto più conservatrice. Nel 1867 Francesco Giuseppe riconosce il regno di Ungheria accanto al regno d’Austria, ciascuno con il proprio parlamento e ciascuno con le proprie leggi. L’Ungheria era all’interno di questo impero, il territorio più indipendentista. C’erano però anche molti altri territori. L’Ungheria ottenne il riconoscimento con l’impero austro-ungarico. Nello stesso anno viene in vigore la costituzione di dicembre che in realtà sono più leggi costituzionali che riconoscono i diritti individuali e quelli delle minoranze. Francesco Giuseppe muore nel

  1. Nel 1914 era scoppiata la Prima guerra mondiale che scoppia per motivi legati all’impero austriaco. Ma Francesco Giuseppe non voleva la guerra, anzi aveva cercato di opporsi, anche se era già anziano e la guerra fu lo stesso decisa. L’Austria come la Germania perde la guerra e quindi l’impero austro-ungarico crolla e nasce con la costituzione del 1920 con forma di governo parlamentare voluta soprattutto da Hans Kelsen. Costituzione ispirata ad una forma di governo parlamentare, ma classe politica poco educata perché per molto tempo è stata sotto l’impero = la supremazia del parlamento si trasforma in supremazia. → disagio dell’opinione pubblica. Per rimediare a ciò riforma costituzionale, la più importante. Questa piccola repubblica però è nata sulle ceneri di questo grande impero, e si forma una classe politica nuova. Questi poteri riconosciuti al parlamento fanno sì che prevalga un sistema di partitocrazia e questo crea una sfiducia nel corpo elettorale e crea anche un senso di antipolitica. Allora nel 1929 si approva la prima grande riforma costituzionale in cui vengono ridimensionati i poteri del parlamento e viene stabilito che il Presidente della Repubblica non venga più eletto dal parlamento ma dal potere elettorale. → questo per togliere potere al parlamento e ai partiti politici. Anche in Italia abbiamo avuto una supremazia parlamentare che si è trasformata in partitocrazia ma nessuno ha pensato ad una riforma costituzionale.

dove si cerca di mettere d'accordo tutti o quantomeno provano. Forma di governo parlamentare ma maggiori poteri al Presidente della Repubblica, che veniva eletto dal popolo (stessa legittimazione politica del parlamento), e aveva poteri decisionali molto forti. Prevista anche democrazia diretta con moltissimi tipi di referendum per andare incontro a questa esigenza di democraticità nel sistema. Vengono introdotti anche diritti sociali → prima costituzione europea a parlare di diritti sociali, fino a quel momento riconosciuti solo i diritti liberali classici (libertà dallo stato). I diritti sociali erano stati riconosciuti solo dal Messico, primo al mondo, nel 1917. L’assembramento di ideali nella repubblica di Weimar provocò una instabilità di governo: in questo clima si afferma il nazismo. Con la caduta del nazismo, la Germania messa sotto controllo dalle forze alleate, a causa di tutto quello che avvenuto durante la Seconda guerra mondiale. Così una parte della Germania viene controllata dall’unione sovietica e un’altra parte dalle forze alleate = Germania umiliata. In questo ambito, la Germania dell’ovest approva una costituzione, nota come costituzione di Bonn, scritta sotto il controllo delle forze alleate e non liberamente: attraverso questa si crea un ordinamento che scongiuri la possibilità di un’altra dittatura → si potenzia una forma di governo stabile, il più stabile possibile, invece che il Parlamento (a differenza dell’Italia). Si tratta di scelte più tecniche che politiche. La stabilità del governo si lega all’idea della democrazia protetta: cioè, protetta con strumenti introdotti dalla cost per evitare nuove forme dittatoriali. In Italia l’unico limite era la forma repubblicana e vietata è la formazione del fascismo; nonostante la repubblica in Italia nei primi anni era presente un partito monarchico, perché si professava il massimo pluralismo, nessun limite ideologico. In Germania invece, i partiti politici avevano dei limiti ideologici: previsto che i partiti che non abbiamo un’ideologia liberal-democratica sono incostituzionali, quindi può essere sciolto.

  1. Forme di governo: la forma di governo parlamentare; la forma semipresidenziale; elezione e poteri del Capo dello Stato. La forma di governo parlamentare rispetto a quella presidenziale e direttoriale, è alla mercé del parlamento, quindi può essere molto instabile se il parlamento modifica il suo interno. Possono rimediare a questa instabilità attraverso l’introduzione in tutte le forme di governo parlamentare le c.d. misure di razionalizzazione che consentano un minimo di stabilità del potere esecutivo, ottenibile in due modi:
  • rafforzando il governo e il capo del governo → caso del regno unito
  • rafforzando il Capo dello Stato. Negli ultimi anni c’è stata dappertutto una crisi dei partiti tradizionali e l’avvento di partiti antisistema → crisi di forme di governo tradizionale (questo rende difficile governare). - Forme di governo attuali - REGNO UNITO Prima forma di governo parlamentare. Il problema della stabilità e della razionalizzazione del governo non è stato un problema come lo è stato per altri paesi europei. Il governo del RU ha sempre avuto maggiore stabilità, soprattutto per l’effetto del sistema elettorale maggioritario, bipartitico (conservatore vs laburista); sistema che ha favorito i partiti forti che si alternano al governo e il leader diventa il primo ministro. Raramente ci sono stati governi di coalizione, quando nessun partito raggiungeva la maggioranza assoluta. Questo sistema stabile con maggioranze stabili è entrato in crisi negli ultimi anni, dove anche qui si sono formati partiti antisistema che hanno messo in crisi questa stabilità. 03 ottobre Nel caso del regno unito il caso del rafforzamento del capo del governo è una conseguenza della scelta del sistema maggioritario.

GERMANIA

La costituzione di Weimar è una costituzione di compromesso che aveva creato instabilità e per questo si afferma il nazismo. Risposta è stata rafforzare il governo, scelta curiosa dato che vi era stata la dittatura, ma scelta vincente perché l’ordinamento è stato messo al riparo dall’avvento di altre dittature. Forme di rafforzamento del governo, previste dalla costituzione tedesca, sono:

  • rapporto fiduciario tra il capo del governo e il parlamento (e non del governo e del parlamento). Normalmente quando ci sono due camere, una delle due ha una funzione politica maggiore, la camera più rappresentativa che ha controllo politico sul governo; in Germania è il Bundestag che ha un potere di controllo nei confronti del governo, e cioè il parlamento nel suo insieme.
  • elezione del cancelliere a maggioranza assoluta; egli è il responsabile del governo: difficile avere la fiducia, però una volta ottenuta è una fiducia assoluta; → forme di rafforzamento che danno stabilità e omogeneità al governo.
  • istituto della sfiducia costruttiva, cioè il Bundestag può votare la sfiducia al cancelliere però se vota la sfiducia il parlamento contemporaneamente deve accordare la fiducia a un nuovo governo, a un nuovo cancelliere → non ci sono crisi al buio (cioè, periodi con governo vacante)
  • questione di fiducia, che è entrata nel nostro ordinamento senza previsione nella costituzione, mentre in Germania è prevista dalla costituzione: il governo può porre questione di fiducia sull’approvazione di una legge
  • stato di emergenza legislativa, non era previsto in origine, ma introdotto insieme ad altre disposizioni volte a disciplinare l’emergenza: può essere accostata ai nostri atti con forza di legge, nel senso che se il governo non riesce a fare approvare dal Bundestag una legge o un provvedimento importante per la politica del governo, il governo chiede al presidente della repubblica di adottare, approvare la legge con il consenso dell’altra camera → misura di salvaguardia, ma procedura complessa perché è prevista doppia approvazione da parte del Bundesrat e del cancelliere
  • rifiuto della democrazia diretta: tutti i lander prevedono la possibilità di referendum, mentre a livello federale no. IL referendum ammessi sono caratterizzati da procedure complicate per cui non hanno avuto molto successo; due, tre referendum si sono avuti durante il nazismo, affinché potesse essere dimostrato il consenso popolare alla dittatura: i primi andarono bene, per il terzo il popolo si mostrò a favore ma non in numeri confortanti. Questo rifiuto alla demo diretta dovuto forse all’abuso di esercizio che ne aveva fatto Hitler e durante la repubblica di Weimar, ma in realtà non si tratta di questo, piuttosto la scelta è dovuta all’esistenza stessa, accettazione della demo diretta può mettere in discussione la maggioranza parlamentare. ITALIA All’Assemblea costituente risultava chiaro dover dare certa stabilità alle istituzioni (governo, parlamento etc..), però nonostante questo, l’invito alla stabilità (ordine del giorno) ebbe scarse conseguenze per due motivi:
  • timone di eccessiva forza del potere esecutivo
  • incertezza sugli assetti futuri Di fronte a ideologie diverse dell’Assemblea costituente l’interesse delle forze politiche era quello di tutelare la maggioranza e anche l’opposizione. Misure di razionalizzazione a tutela dell’esecutivo furono scarse. Si stabilisce che il governo deve avere la fiducia delle camere e questa fiducia, per cui basta la maggioranza semplice, deve essere votata per appello nominale (misura di garanzia a favore del governo); altra forma di rafforzamento è che il voto contrario di una delle camere non comporta automaticamente la sfiducia. inoltre, la mozione di sfiducia deve essere firmata almeno da 1/10 della camera e non può essere messa in discussione prima di tre giorni per permettere al governo di compattarsi. Il capo del governo non ha proprio maggior potere rispetto al governo → primus inter pares; art.95 cost.

di scioglimento delle camere, indire referendum e adottare provvedimenti eccezionali in caso di crisi, può farlo anche senza la controfirma ministeriale. FINLANDIA Altro ordinamento in cui il Presidente della Repubblica è eletto direttamente dal corpo elettorale. Faceva parte del regno di Svezia fino al 1809, quando fu conquistata dalla Russia. Diventa stato indipendente nel 1917/ → diventa una repubblica nel 1919 e la costituzione non viene riformata prima del 1999. Qui c’è esecutivo bipolare, esercizio svolto un po’ dal governo un po’ dal Presidente della Repubblica, eletto direttamente dal corpo elettorale → legittimazione politica notevole. AUSTRIA Con la costituzione di Kelsen viene stabilita la forma parlamentare, ma dopo i primi forte partitocrazia, partiti come rappresentanti di sé stessi → 1929 riforma costituzionali con cui vengono ridotti alcuni poteri del parlamento per limitare il potere dei partiti politici. Il Presidente della Repubblica eletto dal corpo elettorale, ma questo non ha implicato una sostanziale modifica dei poteri del Presidente della Repubblica, che può adottare provvedimenti in via eccezionale, ma sono provvedimenti mai stati utilizzati. Nel 1920 la Corte costituzionale aveva giudice nominati per metà da una camera per metà da un'altra, con la riforma del 1929 si prevede che una parte venga eletta dal governo e non totalmente dal parlamento. Queste limitazioni furono molto malviste in particolare da Kelsen, poiché erano viste come un anticipo della forma dittatoriale che si avrà poi con Hitler. Tali limitazioni in realtà non portarono a questo, poiché caduto il nazismo viene ripristinata la costituzione del 1929 → la riforma ha quindi lo scopo di porre dei limiti al parlamento motivati da questo strapotere che avevano assunto i partiti politici. ROMANIA La Romania è un ordinamento che ha sempre avuto un forte legame con la Francia; quindi, per molti aspetti la costituzione riprende la costituzione francese. Anche in questo caso vi è una forma di governo semi presidenzialista ma più complessa: i poteri del Presidente della Repubblica sono inferiori rispetto a quello francese; ha il potere di sciogliere le camere ma con dei limiti: solo nel caso in cui non si riesca a formare un governo. Designa i membri del governo che però devono avere fiducia del parlamento, e solo dopo la fiducia vengono nominati dal Capo dello Stato; può indire referendum, che è obbligatorio in caso di revisione costituzionale. Nel 2003, vicenda complicata, per cui era stata approvata una riforma che limitava i poteri del presidente, in particolare ad esempio il potere di revocare i ministri, modifica della durata del mandato presidenziale. Questo referendum si pronunciò contro questa riforma che quindi non entrò in vigore. È prevista la possibilità di referendum per destituire il presidente (era già stato previsto nella costituzione di Weimar) con maggioranza assoluta con un parere non vincolante della Corte costituzionale → tutto ciò ha creato situa difficili, in particolare nel 2010, quando il Presidente della Repubblica fu destituito dal parlamento, il referendum ebbe esito diverso ma non raggiunse il quorum previsto = il presidente restò comunque in carica. Nel 2017 poi altri referendum consultivi per delle modifiche della costituzione e sulla legge elettorale, non viene raggiunto il quorum però la legge elettorale viene riformata ugualmente. Altro referendum per il mantenimento del bicameralismo. In questo caso i poteri del presidente giocano a favore di una instabilità del governo e non di stabilità. Elezione del Capo dello Stato In molti stati il Presidente della Repubblica è eletto dal corpo elettorale, in altri invece è eletto dal parlamento e in altri ancora il Capo dello Stato è un sovrano, quindi, non è eletto da nessuno, ma lo è per motivi dinastici. Meno legittimazione popolare ha, meno poteri possiede.

Capo dello stato di origine democratica Elezione diretta del corpo elettorale Elezione da parte di un organo rappresentativo ● A turno unico ● Parlamento in composizione ordinaria Irlanda, Slovenia Lettonia, Estonia, Ungheria, Grecia, Malta ● A doppio turno ● Parlamento + soggetti esterni Finlandia, Portogallo, Austria, Francia, Polonia, Bulgaria, Slovacchia, Romania, Cipro, Lituania, Repubblica Ceca, Croazia Italia, Germania Capo dello stato di origine monarchica Svezia, Danimarca, Paesi bassi, Lussemburgo, Belgio, Spagna (Norvegia e Regno unito non nell’UE, ma nel territorio europeo) 09 ottobre La posizione del Capo dello Stato dipende molto dalla sua legittimazione democratica; quindi, un presidente eletto direttamente del corpo elettorale, normalmente ha poteri maggiori; mentre la legittimazione è minima nel caso dei confronti dei re, che non vengono eletti né dal popolo né dal parlamento. Le tre categoria di Capo dello stato sono quindi:

  • Capo dello Stato eletto dal parlamento; situazione in cui il Capo dello Stato ha un ruolo del tutto neutrale.
  • Capo dello Stato eletto dal popolo; questa forma è dovuta da una serie di avvenimenti che comportano un rafforzamento della figura del Capo dello Stato, e un esempio importante è costituito dalla Francia. Si tratta di un modello che ha avuto un certo seguito in alcuni paesi dell’Europa occidentale ed è stato ripreso da molti paesi dell’est Europa, dopo lo scioglimento dell’Unione Sovietica.
  • Capo dello Stato che è il re e non viene eletto (legittimazione minore, se non assente); è il passaggio più vicino alla monarchia costituzionale. Queste tre tipologie si pongono nell’ambito di una forma di governo parlamentare in cui il governo non è più il governo che ha la fiducia del Capo dello Stato, ma deve avere la fiducia del parlamento. I diversi modi di elezione del Capo dello Stato si traducono in diversi modi di intendere le funzioni del Capo dello Stato, che sono principalmente tre:
  • il potere di nomina del governo
  • il potere di scioglimento delle camere
  • il potere di promulgazione delle leggi Questi tre poteri possono essere esercitati in modo diverso a seconda che sia dia un peso politico più o meno forte al Capo dello Stato, ad esempio in Svezia la nomina del governo spetta al parlamento e non al Capo dello Stato, che ha perso questo potere da un po’; in altre monarchie il sovrano nomina il governo, ma questo potere è meramente formale, perché la decisione viene assunta dalle forze politiche in maggioranza.

perché capisce che questo potere sta. Poi Edoardo I appoggia questa decisione e convoca i rappresentanti delle comunità accanto ai lord. Durante i primi secoli i rappresentanti delle comunità avevano un potere inferiore, non prendeva decisioni, ma questo potere si rafforza fino a che nel XIV secolo le camere dei lord e dei comuni si separano dando via al bicameralismo inglese. Con il passare del tempo la classe borghese e di conseguenza la camera dei comuni diventa più rilevante e più importante rispetto alla camera dei lord. Nel 1911 una legge limita i poteri della camera dei lord prevedendo che i lord non possano opporsi a leggi di materia finanziaria, la cui disciplina spettava alla camera dei comuni. Una legge del 1958 prevede che i lord siano non solo i rappresentanti delle famiglie aristocratiche ma diventano anche delle persone normali, comuni borghesi che vengono nominati lord a vita. La riforma più significativa avviene nel 1999: limitazione a 92 il numero dei pari ereditari. I lord nel regno uniti sono molti; prima di abolire del tutto i lords o comunque la loro origine aristocratica, questa legge pone un limite, cioè che non possono essere più di 92. Questo segna la fine dei lord ereditari, quantomeno della loro origine aristocratica. Nel 2005 infatti viene approvata una legge per cui la camera dei lord non costituisce più la “camera più alta” ponendosi così al pari della camera dei comuni. Il fatto che la camera dei lord fosse più alta risultava contraria ad un principio del costituzionalismo, perché veniva a compromettersi la separazione dei poteri. Il bicameralismo nasce nel regno unito dal consiglio del re, ma si diffonde in Europa nel periodo della restaurazione, cioè dopo la caduta di Napoleone vengono restaurati i sovrani eliminati dalle invasioni napoleoniche. Questi sovrani riprendono a governare però non possono tenere conto della Rivoluzione francese e quindi introducono delle costituzione, elementi tipici del costituzionalismo, riconoscendo anche un parlamento che limiti i propri poteri (del sovrano) = non si parla più di monarchia assoluta. Il bicameralismo assume in questo contesto un ruolo di moderazione: “io sovrano accetto la costituzione, accetto il parlamento, ma non esageriamo”; il parlamento era composto da due camere:

  • una rappresentativa
  • l’altra di nomina regia Questo è un elemento tipico del costituzionalismo, e anche del bicameralismo post restaurazione in Europa. In Svezia, Danimarca, in cui il parlamento assume sempre più importanza e il ruolo del sovrano diventa sempre più marginale si può assistere al passaggio da monocameralismo a bicameralismo, che è stata una fase non definitiva nel senso che si è affermato dopo varie prove. In moltissimi stati dell'Unione Europea, 15 su 27, sono monocamerali (Estonia, Lettonia, Lituania, Finlandia, Svezia, Danimarca, Lussemburgo, Grecia, Portogallo, Ungheria, Bulgaria, Slovacchia, Cipro, Malta, Croazia). La scelta bicamerale nel caso della restaurazione rispondeva al senso di moderazione di cui parlavamo; si afferma per motivi federali negli Stati Uniti, in cui una camera è degli stati e l’altra dei cittadini, e le due rappresentanze hanno pari valore: le leggi devono essere rappresentati dal senato, quanto dalla camera dei rappresentanti, conteggiati in base alla grandezza della popolazione; invece, sono due senatori per ogni stato. L’esempio fatto ci mostra la funzione del bicameralismo in uno stato federale in cui la democrazia rappresenta sia i cittadini sia gli stati uniti (possiamo dire lo stesso di Svizzera, Germania e Austria). In Spagna o anche in Italia per cui il bicameralismo si afferma per ragioni regionali, la situazione è diversa. In Italia la Costituzione prevede che il senato sia eletto su base regionale ma questa previsione ha avuto una scarsa applicazione diciamo. Distinguiamo:
  • bicameralismo perfetto, in cui le camera hanno le stesse funzioni
  • bicameralismo imperfetto, quando le due camere svolgono funzioni differenti [GUARDA SLIDES e chiedi perché non hai capito un cazzo su Bundesrat e Bundestag] In alcuni casi, come nel caso di revisione costituzionale, occorre la maggioranza di entrambe le camere. Il Bundesrat tedesco rappresenta le maggioranze governative dei singoli lander, invece in Austria, i rappresentanti dei lander sono votati dai parlamenti, quindi, esprimeranno sia la maggioranza, sia l’opposizione. Le leggi sono invece approvate dal Nationalrat che corrisponde al Bundestag, alla camera

federale. In alcuni casi, leggi costituzionali vengono approvate sia dal nationalrat che dal Bundesrat, e con pari maggioranza se si tratta di competenze che riguardano i lander. In Spagna il senato è eletto dai cittadini con sistema proporzionale e in parte dalle comunità autonome. Le leggi vengono approvate dal Congresso, poi trasmesse al senato, che può opporsi o proporre emendamenti, ma il voto definitivo appartiene sempre al congresso. In Francia il rappresentati dei comuni costituiscono il 96% dei senatori [chiedi Francia, Irlanda, Slovenia e Italia] 10 ottobre Ieri abbiamo visto il bicameralismo e ha mandato le slide. Guardiamo ancora insieme questa slide riassuntiva che ci ha già mandato: vediamo che non ci sono tutti i paesi delle regioni e c'è il regno unito che non ne fa parte, ma ci sono degli esempi significativi. La camera alta non dà la fiducia al governo in nessun paese se non in Italia. Inoltre, la funzione legislativa è esercitata allo stesso modo dalle due camere (le due camere svolgono insieme la funzione legislativa con gli stessi poteri) in Italia e in Francia, mentre negli altri sistemi la funzione legislativa è esercitata in prevalenza dalla camera maggiormente rappresentativa e solo per alcune materie anche dall’altra camera. Per quanto riguarda il tipo di elezione, questa in molti casi, della seconda camera, avviene per nomina indiretta, in altri casi, come in Italia, è diretta. Nel caso italiano c’è scritto anche nomina perché come sappiamo oltre ai seggi dei senatori eletti ci sono i senatori nominati a vita dal Capo dello Stato. Lo stesso in Spagna. Per l’Italia nel 2016 è stata respinta la riforma che prevedeva l'introduzione di un bicameralismo imperfetto con il senato come camera non eletta direttamente dal corpo elettorale. Con questo abbiamo concluso il bicameralismo. NB Quando pensiamo al bicameralismo pensiamo alla normalità, ma in realtà 15 paesi dell’ UE su 27 hanno una sola camera, quindi se ce n’è una seconda, deve esserci un motivo valido. Un motivo valido sono per esempio i sistemi federali regionali. Avendo visto la forma di governo, il bicameralismo, quindi il funzionamento del Parlamento, facciamo ora i sistemi elettorali. Sistemi elettorali Allora partiamo da definizioni molto semplici. Il sistema maggioritario è il sistema che premia il partito o il candidato che ha ottenuto il maggior numero di voti; chi ottiene meno voti non vince niente. Vince chi ha il maggior numero di voti. Questo sistema favorisce la capacità di decisione e la formazione di un partito di maggioranza e uno di minoranza, cioè, favorisce i grandi partiti. Con questo sistema chi vince le elezioni va automaticamente governo e chi perde va all’opposizione. Il sistema maggioritario è di due tipi:

  • a turno unico: è il più brutale, perché il seggio viene assegnato al candidato che ottiene più voti e basta.
  • doppio turno: se nessun candidato ottiene al primo turno la maggioranza assoluta, si arriva a un secondo turno. In questo secondo turno si va con i candidati o i partiti più votati e chi ottiene la maggioranza relativa tra questi vince il seggio. Quindi questo maggioritario a doppio turno è meno brutale perché impone comunque che per vincere al primo turno si deve aver ottenuto la maggioranza assoluta e favorisce anche una certa ricerca di coalizione e accordi tra i partiti. Quindi alcuni partiti che siano risultati perdenti al primo turno, si possono alleare con uno dei partiti che va al secondo turno, sostenendo il partito vicino. Anche dal punto di vista degli elettori, se il partito che l’elettore ha votato non arriva al secondo turno, l’elettore facilmente darà il voto al partito che assomiglia di più a quello che aveva votato nel primo turno. Il sistema proporzionale : questo crea una proporzione tra i voti ottenuti dalle liste o dai candidati e i seggi assegnati; quindi, i seggi sono assegnati in proporzione ai voti ottenuti. Questo sistema tutela maggiormente la rappresentanza, perché tutti sono rappresentati in proporzione ai voti ottenuti, e quindi nessuna forza stravince. Tutti i partiti ottengono, chi più chi meno, seggi in proporzione ai

Questo esempio ci fa capire che il numero dei seggi da assegnare influisce sul risultato della ripartizione dei seggi. Meno seggi significa favorire i partiti maggiori, le formazioni maggiori: più sono i seggi da assegnare più il sistema proporzionale premia tutti i partiti, anche quelli più piccoli. Invece se noi restringiamo il numero dei seggi, le liste maggiori ci guadagnano. Ma con il metodo del divisore, (metodo dell’hondt), i partiti maggiori ci guadagnano ancora di più. Abbiamo visto che il metodo del divisore significa prendere la cifra elettorale di ogni lista e dividerla per 1,2,3,4, ecc. tanti quanti sono i seggi da assegnare, e così si ottengono tanti quozienti, in questo modo non c’è nessun resto. Questo perché i seggi sono assegnati dove ci sono i quozienti più alti. Allora, 480 voti, sempre 5 seggi da assegnare, prima lo divido per 1 poi 2,3,4 5, e ottengo quei quozienti: 480, 240, 120. Faccio lo stesso con la seconda lista (320:1, 320:2 ecc.) e lo stesso con la lista c ecc. Prendo poi il numero di più alti, nella lista A ne trovo 3, nella B ne trovo 2, la lista C e D ed E non ottengono nulla. Quindi il metodo del divisore toglie un problema, non ci sono i resti, e premia ulteriormente i partiti maggiori. Su questa base, tenendo conto del sistema maggioritario, vediamo come sono regolati i sistemi elettorali in Europa. Ci sono più sistemi proporzionali o maggioritari? Più proporzionali. Questo perché il sistema maggioritario c’è da sempre nel regno unito , questo ha avuto un ruolo importante per assicurare la stabilità della forma del governo britannico. La forza della forma di governo britannica risiede proprio nel fatto che il sistema elettorale maggioritario puro ha sempre premiato i grandi partiti: uno dei due vince le elezioni, chi vince va al governo e chi perde all’opposizione. Questo semplifica molto le cose. Il sistema maggioritario puro: collegi uninominali e seggi assegnati a ciascun collegio ai candidati che ottengono il maggior numero dei voti. Questo sistema ha favorito il sistema bipartitico, alternanza tra partiti di maggioranza e opposizione. Ma allora sono solo due partiti che ottengono i seggi? no. Se noi guardiamo i risultati delle elezioni, noi troviamo due grandi partiti che ottengono il maggior numero di voti, e poi tanti altri partiti che ottengono un seggio, due seggi. Perché questo? Il sistema maggioritario premia sì il partito maggiore, però premia il partito che è maggiore in quel territorio, in quella circoscrizione. Questo ha degli effetti molto particolari: per esempio i liberali, che sono nel regno unito il terzo partito, in proporzione ai voti nazionali ottengono sempre una percentuale di voti piuttosto alta, ma ottiene magari meno seggi, ad esempio, del partito indipendentista scozzese, che ottiene molti meno voti in proporzione ai voti a livello nazionale, però ottiene più voti in singole circoscrizioni. Qui in questa prima scheda, elezioni del 2010, vediamo con il 36% dei voti i conservatori ottengono 306 seggi, i laburisti, con il 29% dei voti ne ottengono 258 e i liberali, che hanno pochi voti, ottengono 57 seggi. Perché qui i voti non sono calcolati in proporzione, ma sono calcolati in base alle singole circoscrizioni. Allora i liberali sono la terza, è difficile che in una circoscrizione arrivino primi, perché solo chi arriva primo ottiene un seggio. Allora questi arrivano sempre subito terzi. Arrivano primi o i conservatori o i laburisti, il liberale anche se arriva terzo rimane con un pugno di mosche. Mentre partiti che sono forti a livello locale possono ottenere una proporzione di voi molto minore, però un numero di seggi maggiore, perché ad esempio in scozia, in una circoscrizione scozzese, il partito indipendentista scozzese può essere il più votato, non arriva terzo come i liberali, arriva primo in alcune circoscrizioni della scozia. Però in questo modo ci guadagna. Questo è più chiaro per le elezioni del 2015. 36,8% i conservatori, 30,4% i laburisti, 4,7% il partito scozzese e i liberali con 7,9 ottengono 8 seggi in tutto. Il partito scozzese, con quasi la metà dei voti liberali, invece che 8 seggi ne ottiene 56, vuol dire che in 56 circoscrizioni il partito scozzese è prevalso, quindi ha più seggi. È un sistema che premia il vincitore locale. La percentuale di voti a livello nazionale non corrisponde alla percentuale di seggi. Nel 2017 (anni di grande turbolenza con la Brexit) i conservatori hanno ottenuto 314 seggi, i laburisti 245, gli scozzesi 35, il partito indipendentista 21 e i liberal democratici 11, gli unionisti 10. Alle elezioni del 2019 il

partito scozzese con 4,7% a livello nazionale ottiene 56 seggi, il partito liberal-democratico, con quasi il doppio dei voti, ottiene 8 seggi, la maggior parte dei seggi è assegnata ai conservatori e laburisti. In Francia c’è un sistema maggioritario a doppio turno, questo per l’assemblea nazionale, per il senato ha elezione indiretta, un sistema di voto per cui i senatori sono votati dai deputati e dai consiglieri provinciali. Alle elezioni legislative del 2012, il partito che ha ottenuto più voti, 40% dei voti, ha ottenuto 280 seggi. Anche qui ci sono due partiti che hanno ottenuto più seggi, decisamente maggioritari, però poi gli altri seggi sono di altri partiti. Nel 2017, di nuovo i partiti maggiori che ottengono la percentuale maggiore di voti, al primo turno maggioranza presidenziale centrodestra, fronte nazionale sinistra; anche al secondo turno due partiti ottengono la grande maggioranza dei voti, e gli altri sono ripartiti tra le altre liste. Quindi su 573 seggi dell’assemblea Nazionale, 306 sono assegnati al partito di Macron e i repubblicani ne ottengono 112, il movimento democratico 42 e il partito socialista 30. Quindi questo per sistema maggioritario francese a doppio turno. In Germania c’è una situazione particolare: il Bundesrat non è eletto dal corpo elettorale ma è formato dai rappresentanti dei governi dei lander. Il Bundestag è eletto direttamente dal corpo elettorale, ma con sistema misto: metà dei seggi con sistema maggioritario, altra metà con sistema proporzionale. Metà maggioritario brutale, all’inglese, l’altra metà con il proporzionale. Anche qui la legislazione elettorale è stata modificata nel corso degli anni, però una caratteristica del sistema elettorale tedesco, è che fin da subito si è inserita questa clausola del 5%, che poi è stata ripresa da molti ordinamenti. La clausola del 5% è uno dei più importanti correttivi del sistema proporzionale. Significa che i voti non possono essere dispersi tra tutti, i partiti che possono ottenere un seggio devono aver ottenuto a livello nazionale almeno il 5% dei voti. Se non lo ottengono, non hanno nessun seggio. Questo sistema in Germania ha favorito i 2 partiti maggiori: CDU (partito cristiano democratico) e SPD (socialisti), poi un certo ruolo FPD (liberali), poi altri partiti. I grunen sono i verdi, sono il primo partito dei verdi che si è affermato a livello politico, il primo paese in cui il partito dei verdi è iniziato ad emergere. Allora con questa clausola del 5% inizialmente non ottenevano seggi perché non raggiungevano il 5% a livello nazionale, poi è cresciuto, nel 2011 ha ottenuto 68 seggi; quindi, è un partito destinato a crescere. Nel 2013 ci sono state delle nuove elezioni, i partiti CDU e SPD sempre con risultati analoghi, poi verdi e sinistra, i liberali sono spariti. Nel 2017 i liberali ottengono dei voti e viene fuori un nuovo partito che è l’AfD, partito di estrema destra (contro i migranti, stranieri), tipico partito nazionalista. Nel 2021 l’SPD, partito di maggioranza relativa, 25%, secondo posto CDU 24%, i gruni sono saliti al 14,8%, poi fpd che sono i liberali. Come avevamo già visto, la forma di governo e quindi anche le elezioni, sono molto condizionate negli ultimi anni in molti paesi europei come Inghilterra, Francia e Germania, dall’emergere di partiti antisistema; quindi, non ci sono più i partiti classici tradizionali ma anche antisistema. Questo lo si vede molto in Germania perché, se voi fate il paragone con quello che abbiamo visto all’inizio dove vi erano 4/5 partiti, ora sono di più e quindi è più difficile per un partito ottenere la maggioranza assoluta. Quindi questo sistema elettorale, metà proporzionale con la clausola del 5% e metà maggioritario aveva acconsentito per molti anni in Germania alla formazione di governi monocolore, quindi un partito aveva la maggioranza assoluta e di solito erano SPD (espedè) o CDU (zediù) che avevano la maggioranza assoluta e governavano. Questo è avvenuto per molti anni. Negli ultimi anni non più. Negli ultimi anni sono cresciuti altri partiti come i Verdi e quindi anche in Germania i governi sono di coalizione. Con i risultati del 2021 è un bel problema perché c’era un po’ di tutto. Come si poteva immaginare di formare un governo? Le possibilità erano queste → (guarda slides) → colore nero CDU (cristiano-democratici), colore rosso SPD (socialisti), colore verde, verdi, colore giallo, liberali. C’erano queste possibili combinazioni matematiche di percentuali per ottenere la maggioranza dei seggi. La soluzione che è prevalsa è questa → Ampelcoalizione , cioè, coalizione semaforo (ampel in tedesco vuol dire semaforo e fu chiamata così per richiamare i colori rosso, giallo e verde dei partiti. Verde vuol dire → socialisti

proporzionale e l’altro maggioritario a turno unico. Entrambi hanno risultati molto simili perché abbiamo due partiti maggiori e gli altri seggi sparsi tra gli altri partiti. Tutto ciò è interessante perché dimostra che in materia elettorale conta sì la scelta tra sistema maggioritario e proporzionale, ma contano quasi di più questi piccoli trucchi quali il numero delle circoscrizioni, il numero dei seggi da assegnare, questi aspetti apparentemente minori che possono condizionare molto il risultato finale. Anche nel 2015 c’è questa stessa identica situazione con una differenza perché si affermano accanto ai due partiti classici quale quello popolare e socialista, due partiti antisistema ovvero I PODEMOS e I CIUDADANOS , che sono alternativi ai partiti tradizionali e rendono più complicata la formazione di una maggioranza chiara. Questa situazione si è riprodotta nelle elezioni successive del 2016 e del 2019 con anche il partito VOX , partito nazionalista anti-immigranti, anti Europa. A queste elezioni del 2019, sono seguite le elezioni del 2023 dove il partito popolare ha vinto 47 seggi in più rispetto alle elezioni precedenti, il partito socialista ne ha vinti 2 in più rispetto alle elezioni precedenti mentre VOX che era cresciuto nel 2019, si è ridimensionato con le elezioni del 2023. SUMAR è un partito di sinistra, più a sinistra del partito socialista ed anche questo è cresciuto. Poi ci sono partiti indipendentisti Baschi, Catalani e così via. Allora in questa situazione il problema era delicato perché per ottenere la maggioranza al congresso occorrono 176 seggi, il partito che aveva vinto le elezioni era quello popolare e quindi il re Felipe ha incaricato il capo del partito popolare di formare il nuovo governo ma questo ha cercato in tutti i modi di coalizzarsi con altri partiti come VOX di estrema destra che però non era andato avanti nelle elezioni. Ma il leader del partito popolare, non essendo riuscito a convincere gli altri partiti, ha dovuto arrendersi e rimettere il mandato al re il quale recentemente ha incaricato Sanchez, che era a capo del governo in carica, di rifondare un nuovo governo e Sanchez si potrebbe alleare con il partito SUMAR, però non basta per formare la maggioranza e per avere 176 seggi dato che ha bisogno del sostegno dei partiti indipendentisti come quello Catalano Junts per Catalunya di Puigdemont, il quale accetterebbe di entrare nel governo Sanchez chiedendo in cambio l’amnistia per tutte le persone coinvolte nel referendum del 2017. Negli ultimi anni in Spagna ci sono stati referendum per l’indipendenza della Catalogna, osteggiati dal governo centrale come contrari alla Costituzione e il risultato è stato che molti leader indipendentisti sono stati catturati oppure scappati in Belgio. Questo è avvenuto prima del governo Sanchez quando al governo c’era Aznar che era il capo del partito popolare e ha reagito sempre in maniera molto dura contro i movimenti indipendentisti dei catalani creando una situazione delicata e difficile e quindi adesso questo partito catalano di Puigdemont pone a Sanchez delle condizioni difficili da accettare perché significherebbe andare contro la costituzione. La situazione elettorale si è complicata negli ultimi anni a causa del sorgere di partiti antisistema. In Belgio c ’è un sistema proporzionale con lo sbarramento del 5% e vi è una grossa contrapposizione tra Fiamminghi e Francofon i che sono in una situazione di conflitto. Il risultato è che vi sono i partiti Francofoni e Fiamminghi ma non che il parlamento sia diviso in un partito Fiammingo e uno Francofono perché entrambi sono a loro volta divisi tra partiti più di sinistra, centro o destra. Quindi in Belgio, si hanno i problemi dei sistemi proporzionali con più partiti, moltiplicati per due. Cioè, il sistema proporzionale in Belgio è ancora più proporzionale perché c’è la proporzione dei partiti fiamminghi e quella dei partiti francofoni e quindi in Belgio è complicato formare un governo perché bisogna mettere d’accordo non solo i partiti politicamente vicini come ideologia ma anche mettere insieme fiamminghi e francofoni che non vanno d’accordo. Quindi c’è una grande frammentazione politica in Belgio. Questa è la situazione delle elezioni del 2019 dove abbiamo tanti partiti e quindi è difficile formare un governo. Dunque, dopo le elezioni passa molto tempo prima che si formi un governo in Belgio. In Grecia Vi è una situazione molto complicata perché ha un parlamento monocamerale quindi una sola camera con 300 membri eletti per 4 anni. La Grecia ha un sistema proporzionale e ha inventato il premio di maggioranza che dovrebbe essere un correttivo del sistema proporzionale. Ha funzionato? Per molto tempo fino al 2019, dei 300 seggi, 250 erano assegnati con sistema proporzionale e quindi in proporzione ai voti ottenuti dalle singole liste e poi c’era un premio di 50 seggi che veniva assegnato al partito che avesse ottenuto il maggior numero di voti. Quindi il premio di maggioranza è stato inventato dai Greci e poi copiato dagli

italiani anche se possiamo dire che è stato inventato dal fascismo perché in Italia durante il fascismo era stato introdotto il premio di maggioranza. Il premio di maggioranza significa questo: i voti sono assegnati in proporzione in più vengono assegnati/regalati 50 seggi al partito che ottiene il maggior numero di voti. Per molto tempo in Grecia, i due partiti maggiori che sono quello di destra NUOVA DEMOCRAZIA e quello di sinistra che è SIRYZA. Quando Syriza era al governo, ha modificato la legge elettorale e ha tolto il premio di maggioranza introducendo un sistema interamente proporzionale. Poi Syriza ha perso le elezioni e alle elezioni successive la Nuova Democrazia ha reintrodotto il premio di maggioranza e anziché metterci 50 seggi automaticamente da assegnare al partito che ottenne più voti, ha creato un meccanismo più complicato per cui 20 seggi sono assegnati automaticamente al partito che ottiene più voti e a questi 20 seggi si aggiungono altri seggi in rapporto alla proporzione che ottiene la singola lista. Quindi, la lista per ottenere il premio di maggioranza deve aver ottenuto almeno il 25% dei voti. Se ottiene ogni punto percentuale in più oltre il 25%, guadagna un pezzettino di seggio. Il massimo sono 50 seggi. Questo sistema del premio di maggioranza dovrebbe favorire la formazione di un partito che abbia la maggioranza assoluta ma non sempre è così; quindi, nuova democrazia nel 2012 aveva ottenuto 129 seggi, utilizzando questo premio di maggioranza dei 50 seggi, Syriza ,al secondo posto con una differenza di percentuale abbastanza piccola (invece del 29% ha ottenuto il 26%), senza premio di maggioranza ha ottenuto 71 seggi. Però, 129 non è la metà di 300 e quindi questo creava problemi alla Nuova Democrazia per formare un governo. Nel 2015 si va a nuove elezioni e la situazione è analoga con 129 seggi al partito di Nuova Democrazia e 71 a Syriza. Nel 2019, Nuova Democrazia ottiene 158 seggi, quindi la maggioranza assoluta (pallini blu nella slides) e così facendo modifica la legge elettorale facendo tornare il premio di maggioranza. Nel 2023 ci sono due volte le elezioni, a maggio e a giugno perché a maggio le elezioni si svolgono mediante la legge del 2016 che aboliva il premio di maggioranza e quindi il partito di Nuova Democrazia ottiene il 40,79% dei seggi e quindi 146 seggi senza premio di maggioranza, Syriza 20% e quindi 71 seggi. Dunque, nessun partito ottiene la maggioranza assoluta. Cosa fa il leader di Nuova Democrazia? Indice nuove elezioni perché facendo le elezioni il mese dopo (giugno) si applica la nuova legge che prevede di nuovo il premio di maggioranza e così facendo Nuova Democrazia ottiene una percentuale leggermente inferiore a quella che aveva ottenuto il mese prima e ottiene lo stesso però 158 seggi e quindi la maggioranza assoluta perché si applica il premio di maggioranza. Anche in Belgio c’è un sistema proporzionale con questo premio di maggioranza. Negli altri paesi dell'Unione europea, prevale il sistema proporzionale perché o hanno una sola camera e quindi sistema proporzionale oppure, se ne hanno due, una sola è elettiva. Nella repubblica ceca invece, una camera è eletta con il sistema proporzionale, l’altra con sistema maggioritario a doppio turno. In Italia dalla unificazione del regno d'Italia, il sistema elettorale introdotto era il sistema maggioritario a doppio turno sul modello francese. Sistema maggioritario a doppio turno con collegio elettorale molto ristretto perché avevano diritto di voto solo quelli che pagavano almeno 40 lire di imposta che erano 1,9% della popolazione. Quindi abbiamo un parlamento elettivo con Camera dei deputati elettiva del 1,9 % della popolazione. Nel 1882, il minimo di imposta scende a 20 lire e quindi vanno a votare 8,3% della popolazione. Nel 1912, con la legge Giolitti introdusse il suffragio universale maschile con alcune limitazioni come, ad esempio, se si era analfabeti o se si era in certe condizioni. Con una legge del 1918 abbiamo sempre il suffragio universale maschile ma vengono tolte queste limitazioni. Suffragio universale maschile significa che sono presenti nella camera non più 1,9% o 8,3% della popolazione ma tutte le classi sociali del paese, solo uomini di tutte le classi sociali. Si cambia allora il sistema elettorale perché vi è una composizione così diversa e una rappresentatività così diversa che nasce l’esigenza di creare un sistema elettorale che tenga conto di questa molteplicità di interesse presenti nella camera. Allora viene introdotto il sistema proporzionale per liste concorrenti e collegi uninominali; si abbandona il sistema maggioritario alla francese e si passa a un sistema proporzionale. Che cosa crea questo sistema proporzionale con suffragio universale maschile? Crea un grosso aumento della instabilità perché vi era una forma di governo molto instabile con maggioranze instabili, e questa instabilità cresce a dismisura quando nella camera vengono rappresentate tutte le classi sociali in