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Il programma è questo ed diviso in 10 punti, un punto a settimana. 1. I paesi dell’Unione europea e i criteri di Copenhagen. Introduzione alla forma di governo.
In quest’ultimo periodo ci sono state molte novità in materia di diritto pubblico,sia in Italia sia in altri paesi. Per questo è interessante confrontare il diritto italiano con il diritto di altri paesi europei sopratutto in questi ambiti.
Nel programma la professoressa ha cercato di inserire (le parti evidenziate in giallo) delle parti che si possono approfondire,sviluppando quei punti. In particolare, parlando della forma di governo, può essere interessante parlare della proposta attuale in Italia della riforma della forma del governo, con l’elezione diretta del Presidente del Consiglio dei Ministri. Confrontare questa riforma con le forme di governo oggi vigenti. Non tutti sanno esattamente com’è questa riforma. C’è anche un riferimento al sistema elettorale. Si prevede l’elezione diretta del Presidente del Consiglio dei Ministri e delle Camere con l’attribuzione di uno speciale premio di maggioranza. Questo è interessante perché la materia elettorale,normalmente, non è inserita in costituzione. Ma il sistema elettorale è disciplinato da leggi organiche, con alcune eccezioni.
Ci sono in Europa due ordinamenti che prevedono in costituzione qualcosa sul sistema elettorale: Spagna e Portogallo. La Spagna prevede in costituzione l’obbligo di un sistema elettorale proporzionale e poi le leggi ordinarie della Spagna hanno regolato in vario modo questo sistema, rendendolo meno proporzionale possibile e rendendolo più maggioritario possibile, pur restando formalmente un sistema proporzionale. Perché la costituzione spagnola dice qualcosa sul sistema elettorale? È la presenza di una grossa conflittualità tra le nazionalità (catalani,baschi,galiziani) con il resto della Spagna. Questa conflittualità falserebbe un sistema maggioritario,perché finirebbe a premiare magari i catalani o i galiziani. Invece il sistema proporzionale è il più adatto per garantire la massima espressione di tutte le nazionalità presenti nella Spagna. Però la Spagna aveva l’obiettivo di stabilizzare la forma di governo, allora ha introdotto diverse misure per stabilizzare un sistema pur mantenendolo proporzionale.
Dopo le dittature si può avere un atteggiamento come la nostra costituzione, ossia una costituzione molto pluralista, però non parla del sistema elettorale. Al contrario, altre costituzioni, dopo un sistema dittatoriale, hanno introdotto delle misure che rafforzano la stabilità del governo. L’opposto di quello che ha fatto la costituzione italiana. È il caso della legge fondamentale che c’è in Germania.
Il sistema proporzionale è presente anche nella costituzione protoghese. Nelle altre costituzioni non si prevede nulla. Invece con questa riforma costituzionale si prevede l’introduzione di premi di maggioranza per assicurare la maggioranza del governo. Questo ci consente di guardare meglio i sistemi elettorali degli altri paesi,anche perché negli altri sistemi elettorali si è avuto negli ultimi anni delle trasformazioni. In particolare ci sono state delle trasformazioni a livello di risultato elettorale. In Francia e in Germania ci sono dei sistemi elettorali che prevedono delle misure pronte a rafforzare la stabilità del governo. Sia in Francia che in Germania per molto tempo c’è stata l’alternanza di due grandi partiti, partito di sinistra e partito di destra. Le elezioni consentivano ad un partito di ottenere la maggioranza e di governare. Questo con un sistema maggioritario a doppio turno in Francia e in Germania un sistema misto, in parte maggioritario e in parte proporzionale.
Però questo schema non funziona più perché nelle ultime elezioni non ci sono più, dopo le elezioni, grossi partiti che ottengono la maggioranza e possono quindi governare. Questo perché, e non solo in Francia e in Germania, negli ultimi anni si è avuto la formazione di partiti anti-sistema,partiti contrari al sistema costituzionale vigente. Sono partiti sorti contro i partiti tradizionali. Questo ha creato una frammentazione che prima non si aveva.
Il fenomeno di questi nuovi partiti hanno messo in discussione,in crisi i sistemi elettorali. Quindi oggi dopo le elezioni è più difficile formare un governo persino in Francia e in Germania,che fino a qualche hanno fa già il giorno dopo si sapeva chi avrebbe governato. Questo è avvenuto anche in parte nel Regno Unito, che ha il sistema maggioritario più duro che ci sia. Quindi studiando i sistemi elettorali è interessante vedere come si sono evoluti questi sistemi e cosa producono a livello europeo.
Parlando di federalismo e di regionalismo un argomento attuale è quello della Catalogna. Perché in Catalogna c’è uno scontro con il governo. Va approfondito anche il tema dell’autonomia differenziata. Non è tanto facile capire perché c’è una legge entrata in vigore,legge per la quale si stanno raccogliendo le firme per fare un referendum. Secondo alcuni questi legge potrebbe essere dichiarata incostituzionale per alcuni aspetti. Mettiamo questa legge a confronto con altri sistemi regionali e federali in Europa. Vediamo come si differenziano gli altri sistemi regionali e federali europei.
In materia di magistratura ci sono stare delle riforme recenti in Ungheria e in Polonia che hanno messo in discussione l’indipendenza della magistratura.
Si è posto il problema di un allargamento dei paesi membri dell’Ue. Allora l’Ue si è posta il problema di porre dei criteri per valutare l’ammissione di questi paesi all’Ue. In questo consiglio si sono stabiliti i criteri che ciascuno Stato è tenuto rispettare, distinguendoli in tre categorie: criteri politici, economici e dell’acquis comunitario. Si è stabilito che: l’appartenenza all’Unione richiede che il paese candidato abbia raggiunto una stabilità istituzionale che garantisca la democrazia, il principio di legalità, i diritti umani,il rispetto e la protezione delle minoranze. Questo per quanto riguarda i criteri politici. Poi sono stati introdotti anche criteri economici: il paese candidato deve dimostrare l’esistenza di una economia di mercato funzionante, una capacità di rispondere alle concorrenze all’interno dell’Unione.
Criteri politici:
Questi criteri politici sono stati ulteriormente specificati con il TUE. Articolo 2 TUE stabilisce,in omaggio a questi criteri, che l’Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà,della democrazia, dell’uguaglianza, dello stato di diritto e del rispetto dei diritti umani compresi i diritti delle persone appartenenti alle minoranze. Questi valori sono comuni agli Stati membri in una società caratterizzata dal pluralismo e dalla non discriminazione, dalla tolleranza,dalla giustizia,dalla solidarietà e dalla parità tra donne e uomini. I criteri politici di Copenhagen sono stati ribaditi nel trattato e un po’ ampliati. Questi sono i criteri che caratterizzano i paesi che fanno parte dell’Ue.
Questo crea delle perplessità? Pensiamo a stati come la Francia in cui la tutela delle minoranze non è molto rispettato. Non si ammettono i diritti delle minoranze. C’è anche da dire che questi aspetti erano quelli più importanti da garantire, sopratutto dopo lo scioglimento dell’URSS. Perché dopo lo scioglimento dell’URSS P, il sorgere di nuovi Stati o Stati indipendenti hanno creato molti conflitti e difficoltà. La tutela delle minoranze era importante da inserire tra i criteri perché era essenziale per assicurare la pace nei paesi dell’est europeo.
Ci sono situazioni,ad esempio nelle Repubbliche baltiche, Stati per per molti anni sono stati soggetti all’URSS e sono tornati indipendenti e si sono trovati con una propria lingua. Quindi si sono trovati indipendenti in piccoli Stati,in cui c’era una forte presenza di russi che rivestivano posti di comando. Vediamo che lo scioglimento dell’URSS ha creato in quei paesi delle tensioni molto forti. È essenziale che anche in quei paesi si raggiunga una situazione di stabilità, di pace. Quindi è fondamentale la tutela delle minoranze. Anche perché nei paesi dell’est europeo vi è una forte presenza di minoranze. Per esempio l’Ungheria è diventata un terzo del suo territorio iniziale e questo ha fatto sì che gli ungheresi hanno avuto una spinta nazionalistica molto forte. Questo ha fatti si che ci siano comunità ungheresi in tutti i paesi confinanti con l’Ungheria.
Articolo 49 TUE: Ogni Stato europeo che rispetti i valori di cui all'articolo 2 e si impegni a promuoverli può domandare di diventare membro dell'Unione.
Il criterio seguito nel libro di testo è quello di prendere per ciascuno dei temi trattati le soluzioni possibili. E tra queste soluzioni vedere i paesi che si avvicinano più all’una e quelli che si avvicinano più ad un’altra. Per tutti questi argomenti ci possono essere due soluzioni limite e in mezzo tant’è soluzioni intermedie. Ad esempio i sistemi elettorali sono due: sistema maggioritario e sistema proporzionale. Ci sono paesi che hanno intera,ente il sistema maggioritario, altri hanno un sistema interamente proporzionale. Se capiamo quali sono le due soluzioni estreme poi verifichiamo che gli altri paesi vadano più in una direzione o nell’altra. In questo modo non si analizza nel dettaglio il sistema elettorale dell’Estonia o della Danimarca, ma si individuano alcuni paesi particolarmente significativi per la soluzione adottata. A volte delle soluzioni più interessanti vengono dai pesi più piccoli. Per esempio in Svezia ci sono state delle riforme importantissime che hanno condizionato molto altri paesi. In Svezia è stato inventato il difensore civico,che poi si è sparso sia nei paesi europei sia in America Latina. Oppure è interessante l’Irlanda per quanto riguarda il processo di revisione della costituzione.
A differenza del Regno Unito, in Svezia e nelle altre monarchie del nord Europa queste monarchie si caratterizzano per una maggiore sobrietà. Cioè non c'è tanta l'attenzione alla forma, alla corona, quindi si mantengono monarchiche ma lo fanno in maniera più tranquilla, con meno attenzione alla forma. E questo l'abbiamo visto in Svezia dove, ricordate, con la legge del 75 si è fatto per abolire tutti i poteri tipici del capo dello Stato. Quindi il capo dello Stato c'è, il re c'è, è capo dello Stato, ma non svolge più nessuna delle funzioni tipiche del capo dello Stato. Ecco, un altro caso interessante è quello della Danimarca, che è lì vicino.
Ecco, la Danimarca è anche interessante. Danimarca è un piccolo staterello, perché è piccolo come la Lombardia, come il Piemonte, credo, e però nella Danimarca fa parte anche la Groenlandia, che è una cosa enorme, quasi completamente deserta, però geograficamente qua. Allora la Danimarca inizialmente era una monarchia elettiva, c'era una carta elettorale con cui il re si impegnava a rispettare la nobiltà e il senato nobiliare. Come nel Regno Unito c'era questo limite al sovrano da parte dell'aristocrazia. Vi ricordate differenza che in Francia, dove l'aristocrazia aveva molti privilegi, ma non aveva nessun potere politico. E qui vicino a Danimarca, come nel Regno Unito, forte il potere politico e l'aristocrazia. Dopo una sconfitta militare importante a metà del 1600, borghesi e mercanti, che a quel punto erano già diventati importanti nel loro campo, denunciano la nobilità ed esaltano il re. Ritengono che il re si fosse comportato per proteggere la Danimarca e che l'azione del Re fosse stata in qualche modo ostacolata o comunque limitata dall'aristocrazia. E quindi, in questo modo, borghesi e mercanti rafforzano il potere del re contro la nobiltà. Quindi, a differenza di quello che è successo nel regno Unito, in cui è la stessa aristocratia che si rivolge ai borghesi e ai mercanti, cioè ai commons, per rinforzare il suo potere dei confronti del sovrano, invece in Danimarca succede una cosa diversa, che i borghesi e mercanti esclusi dal potere
Allora, quando Margarete II abdica a favore del suo figlio, non c'è nessuna cerimonia di incoronazione, c'è un consiglio dei ministri in cui la regina seduta al tavolo dice io abdico a favore di mio figlio, l'aveva già annunciato, abdico a favore del figlio e il figlio diventa re, punto e basta. Mi sembra abbastanza significativo il diverso peso dato all'attenzione, alla forma, alle cerimonie del Regno Unito e delle altre monarchie del Nord Europa.
Poi abbiamo visto la Francia.
Stavamo guardando la Spagna alla fine dell'altra lezione. Spagna, Costituzione di Calice del 1812, approvata dal parlamento durante l'esilio del re, Costituzione rifiutata dal re al suo ritorno, colpi di Stato, rivoluzioni, nuove Costituzioni, poi dittatura di Primo de Rivera, Costituzione repubblicana del 1931, anche questa molto avanzata, guerra civile spagnola, franchismo, dittatura di Francisco Franco. Francisco Franco che muore nel suo letto, cioè muore di vecchiaria, non viene cacciato, ma semplicemente muore. E Francisco Franco prima di morire aveva disegnato come suo successore il re, re Juan Carlos di Borbone. Allora, il re precedente era Alfonso XIII, morto. Il figlio di Alfonso XIII era Juan. Questo figlio di Alfonso XIII, che era l'erede di dinastia, era l'erede designato, durante il franchismo si era espresso contro Franco, contro la dittatura. Aveva promesso che, tornata la monarchia, avrebbe riconosciuto una costituzione trovata dal Parlamento, quindi si era espresso formalmente contro Franco. Allora Franco decide che alla sua morte tornerà sul trono non Juan, che aveva il diritto dinastico, ma Juan Carlos, che è il figlio di Juan, quindi il nipote. E quindi Juan Carlos viene un po' preparato alla monarchia da Franco. Quando Franco muore, Juan Carlos di Bobone diventa Re di Spagna e inizia una transizione democratica che porta alle elezioni del 1977. In questa transizione, democratica, Juan Carlos fin dall'inizio si promette di rispettare la volontà popolare, di indire le elezioni, di far scrivere una Costituzione e quindi, come dire, si mette un po' da parte, non ostacola una transizione democratica della Spagna dopo il franchismo. Quindi pur essendo un sovrano messo lì da Franco, non si oppone ad una politica antifranchista come quella che segue alla morte di Franco. E questo atteggiamento positivo di Juan Carlos viene confermato pochissimi anni dopo, nel 1981, quando c'è un tentativo di golpe da parte di forze militari. Quindi alcuni militari tentano un golpe nel 1981 e contro questo golpe un'importanza fondamentale ha l’atteggiamento del Re, perché Juan Carlos invece che appoggiare questo golpe, quello che avrebbe potuto fare, nega assolutamente questo golpe, si appella al rispetto della costituzione e quindi questo colpo fallisce anche e soprattutto per merito di Juan Carlos Quindi lui si comporta in maniera corretta durante la transizione democratica, si comporta in maniera corretta dopo l'entrata in vigore della costituzione, contribuisce a sventare questo golpe nel 1981 e anche in seguito mantiene un atteggiamento molto di self-restraint cioè lasciando le decisioni politiche interamente al Parlamento, qualsiasi maggioranza sia. All'inizio nel 78 c'è una maggioranza moderata, poi si arriva alla maggioranza social-democratica e Juan Carlos non si oppone mai a questi modi moderati. Quindi tutto bene, tutto bene fino a un certo punto perché poi negli ultimi anni si susseguono vari scandali di varia natura tra il mentore della moglie e poi una caccia all’osso in cui si passa a dover fare caccia ammazzando un elefante il che va contro proprio conto tutti i principi del tipo ecologico, poi ci sono anche degli scandali finanziari in famiglia, insomma uno scandalo dopo l'altro allora nel 2014 Juan Carlos decide di abdicare e abdica a favore del figlio Felipe che diventa quindi re di Spagna.
Italia.
Statuto Albertino. Statuto Albertino è il primo testo costituzionale dell'Italia Unita. viene concesso dal re Carlo Alberto nel 1848 come testo costituzionale del regno di Sardegna, cioè del regno che comprendeva il Piemonte, la Liguria e la Sardegna, questo nel 1848. Nel 1861 lo Statuto Albertino diventa un testo costituzionale, di tutta l’italia unita, quindi non viene approvata una nuova Costituzione quando si forma il Regno d'Italia. Quando si forma il Regno d'Italia, il Re di Sardegna diventa Re d'Italia e lo Statuto Albertino che vigeva per il Regno di Sardegna diventa la Costituzione del Regno d'Italia. Perché si chiama Statuto? Non si poteva chiamare Costituzione albertina? Perché si chiama Statuto? Allora, questo testo costituzionale è approvato nel 1848 dopo i moti del 48 che si propagano in quasi tutta Europa. Lo statuto albertino non è una costituzione approvata da una assemblea, era concessa dal sovrano Quindi Carlo Alberto concede questo testo costituzionale e lo Statuto Albertino viene redatto da un consiglio di conferenza. Consiglio di conferenza formato da persone scelte naturalmente da Carlo Alberto, il termine statuto invece di costituzione viene scelto facendo riferimento alle tradizioni, in realtà, la ragione vera è che si voleva evitare di utilizzare un termine forte come costituzione, perché la parola costituzione era importante. Allora si preferisce invece un termine più neutro, statuto e poi insomma vengono posti anche altri limiti, quindi non si può dire che con lo statuto Albertino si realizzi, prima nel Regno di Sardegna e poi in Italia, una vera e propria monarchia parlamentare. E anche il passaggio dalla monarchia costituzionale alla monarchia parlamentare è un passaggio molto conflittuale, molto confuso, che in realtà non si realizza a pieno. Una particolarità dello Statuto Albertino è che è entrato in vigore nel 1848, prima della unificazione d'Italia, quindi quando è entrato in vigore lo Statuto Albertino occorreva ancora aspettare le guerre di indipendenza, l'unificazione d'Italia, quindi all'entrata in vigore dello Statuto Albertino, è seguito un periodo molto complesso, molto difficile, in cui qui non c'era una stabilità e allora fin dall'inizio sono stati introdotti dei provvedimenti in deroga allo Statuto, perché normalmente quando arriva il contesto costituzionale si apre una nuova fase. Invece in questo caso non è stato così perché nel 1848 questo testo costituzionale è entrato in vigore quando c'erano ancora delle guerre in corso, l'Italia si stava trasformando, si stava formando e quindi molte disposizioni sono state derogate perché non si riusciva a dare applicazione piena allo statuto all'inizio e quindi questo ha fatto sì che fin dall'inizio siano state adottate delle deroghe allo statuto albertino e anche la forma di governo non si è stabilizzata, non si è avuto un chiaro passaggio dalla monarchia parlamentare. I governi che si sono succeduti dal 1848 in poi erano governi molto instabili. Nell'occasione dei centocinquant'anni dell'Unità d'Italia c'è stata una mostra anche qui nel Palazzo del Risorgimento. Ecco, i governi in quel periodo duravano pochissimo, erano governi molto instabili, c'erano maggioranze parlamentari molto variabili. Quindi il governo non aveva un appoggio parlamentare sicuro e allora, a seconda dei casi, i capi del governo si appoggiavano più al Re o più al Parlamento dove trovavano maggior risposta. E quindi in questo modo non si è stabilizzata una forma di governo in senso parlamentare, ed è proprio a causa di questa instabilità che si instaurò il fascismo. Tutte le dittature arrivano negli ordinamenti caratterizzati da instabilità, dove c'è una situazione instabile arriva l'uomo forte che si propone di garantire la stabilità e in quel modo introduce una forma di governo dittatoriale. Di solito le dittature nascono così, in questo modo. E quindi il fascismo si affermò in Italia proprio perché la forma di governo era ancora instabile. Poi dopo la prima guerra mondiale, in questa situazione così complessa si è affermato il fascismo. la Costituzione repubblicana del 1948 è stata una scelta decisa per una forma di governo parlamentare e vedremo poi che tipo di forma di governo parlamentare. Il caso dell'Italia si contrappone in qualche modo a quello della Germania.
Quindi voi siete tutti nati probabilmente già con la Germania Unita, ma fino agli anni 90 c'erano due Germanie, c'era la DDR, Deutsche Demokratische Republik, sotto controllo dell'Unione sovietica e la Germania federale, Bundesrepublik Deutschland, che invece era di tipo occidentale. guardando al testo costituzionale della Germania occidentale, Bundesgericht Deutschland, Bundesgericht Federal, questa Repubblica federale di Germania scrisse un testo costituzionale che doveva avere carattere provvisorio, infatti è chiamata legge fondamentale, non costituzione. Provvisorio perché la Germania era appunto a pezzi e divisa in due, quindi l'assemblea costituente scrisse non una costituzione ma una legge fondamentale. Anche qui vedete il valore della parola, come noi in Italia in Costituzione e statuto, qui invece di Costituzione si preferisce la formula più neutra, Grundgesetz, legge fondamentale. Però questa legge fondamentale, 1949, fu scritta senza tutta la passione e lo spirito, questo termine è poco consono, ma senza tutto lo spirito positivo, ottimista, antifascista che c'era nella assemblea costituente italiana. L'Assemblea Costituente italiana scriveva la Costituzione dopo la caduta del fascismo, caduta del fascismo a cui avevano contribuito molto i partigiani, cioè gli stessi italiani avevano contribuito molto quindi guardava al futuro con l'ottimismo. Invece, l'Assemblea Costituente della Germania Occidentale usciva da un periodo disastroso e doveva scrivere un testo costituzionale che andasse bene anche alle Forze Alleate, e quindi non c'era questo spirito ottimista per il futuro e questo spinse però la assemblea che scrisse La legge fondamentale, a una maggiore attenzione, è un testo costituzionale come dire scritto più a tavolino, non so come dire. Quindi, per esempio, per evitare la possibile installazione di forme di dittatura come il nazismo in futuro si introdusse una democrazia protetta, cioè forme di protezione della democrazia, questo anche sull'indicazione delle forze alleate. Democrazia protesta, per esempio, lo vedremo per esempio, vietarsi tutti i partiti che non abbiano un'ideologia liberale democratica. Democrazia così. E poi soprattutto Grünger-Wesler, la legge fondamentale dopo l'esperienza del nazismo, adottò una forma di governo che garantiva al massimo la stabilità del potere esecutivo, rendendosi conto che il nazismo era venuto perché la forma di governo della Repubblica di waimar era instabile. Per evitare future forme dittatoriali bisognava creare un governo forte. Sembra la contraddizione. Governo forte, governo stabile vuol dire migliore medicina contro le dittature. Questo è un ragionamento molto astratto, non preso con uno spirito ottimistico, preso proprio a tavolino. In Italia invece il governo forte sembrava una nuova forma di dittatura e quindi in Italia si sono opposti all'introduzione di forme di governo troppo forti. Invece in Germania hanno fatto un regnalamento opposto. Un governo forte garantisce che non venga una dittatura. Quindi due visioni, come vedete, proprio opposte. Vedremo poi meglio in che cosa si è concretizzata questa democrazia protetta questa forma di razionalizzazione del governo parlamentare per assicurare la stabilità dell'esecutivo.
L'ultimo paese che prendiamo in considerazione a livello storico è l'Austria. Allora, impero asburgico, grosso impero asburgico che comprende la gran parte dell'Europa dell'Est. Moti nel 1848, anche qui, a Kremser, che è anche qui una piccola cittadina vicino a Praga, quindi non Vienna, una zona di confine rispetto a Vienna, vicino a Praga, e un'assemblea costituente propone un testo costituzionale molto avanzato che mira soprattutto a risolvere il problema delle diverse nazionalità che caratterizzano l’impero asburgico che comprendeva austriaci, ossia di lingua tedesca, ma comprendeva anche tante popolazioni, ungheresi, tutte quelle popolazioni che facevano parte di questo impero. E quindi la Costituzione di kremser si propone di risolvere positivamente questo grosso problema dello scontro delle nazionalità. Nel 1848 l'imperatore d'Austria abdica a favore del figlio Francesco Giuseppe che nel 1848 aveva 18 anni.
Allora, Francesco Giuseppe, diventato imperatore nel 1848, a 18 anni inizia come imperatore sostenuto da un apparato. Quindi rifiuta questa costituzione kremser e adotta la costituzione del 1849 più conservatrice che riconosce maggiormente i poteri dell’imperatore. Questo problema delle nazionalità, naturalmente, continua all’interno di questo impero asburgico.
Allora si arriva nel 1867, data fondamentale per l’impero austriaco per due motivi. L’impero asburgico si trasforma nell’impero austro-ungarico. Si riconosce un unico impero, un unico imperatore ma due regni: quello dell’Austria e quello dell’Ungheria, entrambi con un proprio parlamento; però l’imperatore era contemporaneamente re dell’Austria e dell’Ungheria, però le leggi erano diverse perché c’erano due parlamenti. Questa trasformazione dell’impero Asburgico nell’impero Austro-ungarico risponde proprio all’esigenza di risolvere questo conflitto di nazionalità così forte. Perché “austro-ungarico”? Perché l’Ungheria era il territorio in cui era più forte la spinta separatistica, la spinta verso l’indipendenza. Quindi questo riconoscimento all’Ungheria, un riconoscimento al popolo che faceva più “la voce grossa”.
Alla fine del 1867 a dicembre, si accoda la cosiddetta “costituzione di dicembre”…(non ne sono sicura, controllare minuto 47:25), chiamata così perché in realtà non è una costituzione, sono 4 leggi costituzionali, 4 leggi fondamentali molto importanti che garantiscono i diritti e anche i diritti delle minoranze linguistiche come il diritto all’utilizzo della propria lingua; un catalogo di diritto molto avanzato, talmente avanzato che è stato ripreso dalle costituzioni successive, anche la costituzione attuale dell’Austria rinvia a quel catalogo, quindi evidentemente era molto innovativo. Riconosceva i diritti delle nazionalità ma anche tutti gli altri diritti. Con una di queste leggi fondamentali si istituisce il “Tribunale dell’impero”, in questo tribunale, istituito nel 1867, aveva due compiti: garantire il rispetto delle competenze dell’impero e delle collettività locali, delle nazionalità; garantire il rispetto dei diritti fondamentali da quel famoso catalogo. Quindi non una Corte costituzionale ma qualcosa che gli somigliava. Tribunale dell’impero per garantire i diritti previsti dal catalogo e garantire il rispetto delle competenze dell’impero.
L’impero austro-ungarico dopo la Prima guerra mondiale Francesco Giuseppe muore dentro la Prima guerra mondiale, nel 1916. Alla morte di Francesco Giuseppe crolla tutto questo grande impero. Sapete che la Prima guerra mondiale è stata scatenata dall’assassinio dell’erede al trono austriaco anche se, Francesco Giuseppe non voleva la guerra anche se c’è stata lo stesso. L’erede di Francesco Giuseppe era stato assassinato, l’unico figlio maschio di Francesco Giuseppe si era suicidato e altre situazioni, come fecero crollare l’impero germanico, fece crollare anche l’impero austro-ungarico. E quindi si formò la repubblica di Weimar in Germania, repubblica austriaca; quindi, costituzione di Weimar nel 1919, costituzione della repubblica austriaca nel 1920.
La Costituzione repubblicana del 1920 è stata scritta molto secondo le indicazioni del giurista più famoso, più in voga in quegli anni che era Hans Kelsen. Cosa vi fa venire in mente Kelsen? Gerarchia delle fonti quindi una fonte inferiore non può contrastare con una fonte superiore perché altrimenti viene considerata illegittima. Hans Kelsen si considera l’inventore, anche se in realtà non è così, della Corte costituzionale per garantire questa gerarchia delle fonti all’interno di un sistema parlamentare. Quindi nella costituzione diciamo di Kelsen del 1920 è molto garantito il sistema parlamentare, la supremazia del parlamento. Questa costituzione repubblicana entra in vigore nel 1920 dopo un lungo periodo di impero di Francesco Giuseppe; dopo molti anni con un imperatore come Francesco Giuseppe, la classe
Chi vince le elezioni va al governo, chi perde le elezioni va all’opposizione; questo crea una situazione di grande chiarezza, grande stabilità: fino alle prossime elezioni il partito che ha perso le elezioni sta all’opposizione, naturalmente, cerca di mostrare tutti i difetti della maggioranza, tutte le debolezze della maggioranza, sperando che alle prossime elezioni si ribalti la situazione e che quindi il partito che ha perso le elezioni precedenti vinca quelle successive. Questo ha comportato anche un rafforzamento del Capo del governo che è il capo del partito che ha vinto le elezioni; quindi, il re e/o la regina nominano capo del governo il capo del partito che vince le elezioni, quel partito andrà a formare il governo, in questo modo siamo in una forma di governo stabile. Rari governi di coalizione, normalmente questo sistema elettorale ha favorita la creazione di due partiti contrapposti e quindi facilmente uno dei due raggiunge la maggioranza assoluta e governo. Raramente è stato necessario, ma è capitato, che si formassero i governi di coalizione, normalmente formati da due partiti non cinque o sei. Anche senza misura di razionalizzazione questo sistema britannico si è evoluto in senso stabile.
In Germania, dopo l’esperienza della repubblica di Weimar e del nazismo, si è fatta strada l’idea che solo un governo stabile può evitare l’avvento di una dittatura. A differenza dell’Italia si è puntata molto sulla stabilizzazione del governo e allora si è rafforzato il governo e si sono rafforzate le istituzioni rappresentative, non il Presidente della Repubblica che ha un potere neutro come tipico della forma di governo parlamentare, anche il Presidente della Repubblica attuale in Germania, Steinmeier, è bravissimo, è il suo secondo mandato come Capo dello Stato, è un Presidente della Repubblica che ha saputo svolgere molto bene la sua funzione senza avariare le decisioni dei partiti politici, della maggioranza, è un potere neutro.
Misure di razionalizzazione, rafforzamento del governo, come? Intanto il rapporto fiduciario, secondo la costituzione tedesca, non si ha tra il parlamento e il governo, ma si ha tra una sola delle due parti: il cancelliere, il Primo Ministro. Questo è un elemento molto comune a molti altri paesi, tranne l’Italia, cioè il fatto che il rapporto di fiducia dipenda da una sola delle camere. Vedremo che nei sistemi bicamerali, c’è una camera politica, quella eletta direttamente dal corpo elettorale che ha la funzione di controllare il governo, e l’altra camera che invece ha un ruolo più ridotto perché magari è una camera di secondo grado, ha poteri più ridotto e quindi non ha il potere di controllo sul politico governo. In Germania ci sono due camere: il Bundestag e il Bundesrat, ovvero il senato eletto dai Länder, che ha una funzione più ridotta; mentre il Bundestag è eletto direttamente dal corpo elettorale e allora è la camera più importante, con ruoli maggiori, ed è l’unica camera che vota la fiducia al governo. Non c’è bisogno che il governo abbia la fiducia di due camere, ne basta una: il Bundestag. E la fiducia, in compenso, non è data al governo ma al suo Cancelliere. Questo naturalmente accresce il potere del Cancelliere nei confronti dei ministri. Il Cancelliere è eletto a maggioranza assoluta, quindi non basta la maggioranza semplice per dare la fiducia al Cancelliere. È difficile avere questa maggioranza, ma una volta che uno ce l’ha è più forte, dà una maggiore stabilità. Poi c’è la cosiddetta “sfiducia costitutiva”, significa che, se un cancelliere viene sfiduciato, il Bundestag deve essere in grado di dare la fiducia e nominare un altro cancelliere che abbia la fiducia. Quindi anche questo è un elemento di stabilità, perché è difficile sfiduciare un governo. È prevista in costituzione la “questione di fiducia” che noi ben conosciamo che non è prevista nella nostra Costituzione ma la utilizziamo. C’è anche “lo Stato di emergenza legislativa” che consente al governo di approvare un provvedimento che è indispensabile per il suo programma di governo anche senza i voti del Bundestag, ma con il voto del Bundesrat e l’approvazione del Presidente. Ma è una procedura molto rara, prevista come misura di salvaguardia del governo, non è mai stata utilizzata.
Un altro elemento di forte stabilità del governo in Germania è l’assenza totale della democrazia diretta; non proprio totale, sono previsti dei referendum in casi limitati, per esempio per la modifica delle circoscrizioni territoriali dei Länder e poi sono previsti dei referendum all’interno dei singoli Länder. Perché dico che è un elemento di stabilità? Perché la democrazia diretta, col referendum, può mettere in discussione la scelta della maggioranza. Proprio per rassicurare la stabilità del governo e delle istituzioni rappresentative, c’è il rafforzamento del parlamentarismo, delle istituzioni rappresentative; se il corpo sceglie una determinata maggioranza, quella maggioranza deve poter governare. Allora un referendum potrebbe mettere in discussione le decisioni della maggioranza. Niente referendum che invece vedremo in abbondanza con la costituzione di Weimar nel 1919.
Questo per quanto riguarda la Germania.
In Italia nell’Assemblea costituente c’è stato un ordine del giorno importante, che si preoccupava di garantire che la forma di governo parlamentare italiana avesse delle misure razionalizzazione che garantisse la stabilità del governo. Questa intenzione c’era nell’Assemblea costituente italiana, però questa intenzione ebbe pochi conseguenze, perché dentro l’Assemblea costituente c’era il timore di un eccessiva forza del potere esecutivo dopo l’esperienza del fascismo; invece di ragionare come i tedeschi sul fatto che era stato scaturito da una situazione di instabilità, nell’Assemblea costituente della costituzione italiana, il rafforzamento dell’esecutivo sembrava un omaggio al fascismo e quindi fu guardato con timore un eccessivo rafforzamento dell’esecutivo. Anche perché c’era incertezza sugli assetti futuri. All’Assemblea costituenti in Italia c’erano tre grandi forze politiche:
● I cattolici; ● I liberali; ● La sinistra.
Non c’erano tre partiti, ce n’erano molti di più, ma tutti i partiti erano orientati in grosso modo in queste direzioni. Durante i lavori dell’Assemblea costituente, dal ’46 al ’47, c’era incertezza sul futuro, non si sapeva quali di queste forze avrebbe prevalso; ciascuna forza voleva garantire sé stessa come forza di maggioranza ma anche come forza di opposizione. Questo portò l’Assemblea costituente a garantire al massimo delle misure di sistema assembleare parlamentare del rafforzamento della maggioranza a danno dell’opposizione; quindi, alcune misure di razionalizzazione ci sono ma sono piuttosto scarse, una è l’art. 94: si prevede che la fiducia è accordata e revocata da ciascuna camera per appello nominale; quindi, non ci possono essere i franchi tiratori, il voto contrario di una o entrambe le camere su una proposta di governo non porta obbligo di dimissioni; c’è questa procedura della mozione di sfiducia che deve essere firmata da almeno un decimo dei componenti della camere e non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione. Significa che, se un decimo dei componenti della camera vuole porre una mozione di sfiducia, non può farlo approfittando del fatto che in una seduta i membri della maggioranza siano assenti, non si può approfittare, bisogna che la mozione di sfiducia sia presentata dando tempo alla maggioranza di raccogliersi. Si prevede il Presidente del Consiglio dei ministri dirige la politica generale del governo e ne è responsabile. Sono solo queste le misure di razionalizzazione della forma di governo parlamentare, quindi non molte.
● Poteri propri del Capo dello Stato; ● Mantenimento del rapporto di fiducia tra governo e parlamento.
Storicamente la prima costituzione che ha previsto la forma di governo di questo tipo è stata la costituzione di Weimar tedesca del 1919. Il governo doveva avere la fiducia delle camere però questa fiducia non doveva essere necessariamente esplicita, il parlamento poteva sfiduciare il governo ma se non lo sfiduciava si presumeva che questa fiducia ci fosse. Prevedeva che il Capo dello Stato potesse sciogliere le camere, sospendere il presidente, potesse indire il referendum su richiesta dei parlamentari. Soprattutto il Presidente poteva adottare “ordinanze di necessità” anche contro la legge.