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appunti sandro botticelli, Appunti di Storia dell'Arte Moderna

appunti sandro botticelli per esame di storia dell'arte moderna

Tipologia: Appunti

2023/2024

Caricato il 30/12/2025

Giannino16
Giannino16 🇮🇹

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7 NOVEMBRE
SANDRO BOTTICELLI
Siamo a Firenze, in ambito mediceo, Botticelli è una sorta di esponente della
famiglia Medici, cresce nel palazzo Medici.
DISEGNO
È un disegno che ci fa vedere l’attenzione alle figure, non siamo nella cultura
prospettico matematica di Piero della Francesca, ma in una cultura del disegno.
DISEGNO DELLA TEORIA DELL’ABBONDANZA si vede quanto l’elemento che
conta per Botticelli è la figura e l’uso del disegno come materializzazione di
un’idea ed espressione immediata di pensiero. Figura sinuosa, tipicamente
botticelliana, sinuosa e corposa ma allo stesso tempo quasi paradigmatica nella
sua paradigmaticità. Questo corpo allungato, quasi a forma di S è replicato nella
forma del corno a fianco.
DISEGNO DI TESTA D’ANGELO su carta preparata, realizzato con punta di
metallo e biacca. Un altro tipo prediletto da Sandro Botticelli è dato dal volto
regolare, modellato morbido, capelli con ciocche consistenti e ondulate. C’è uno
sguardo estremamente pensoso; anche qui c’è una forte enfasi sulla figura. Non
ci sono elementi paesaggistici, non c’è contesto, l’attenzione è verso le figure
(ciò susciterà le critiche di Leonardo).
PRIMAVERA (Uffizi)
Tempera su tavola,
realizzata per la residenza
fiorentina di Lorenzo di
Pierfrancesco dei Medici.
Viene chiamata così da
una definizione di Vasari. È
una delle opere su cui è
stato più scritto e una delle
opere più controverse
della storia. Ad un certo
punto sarà trasferito in una
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7 NOVEMBRE

SANDRO BOTTICELLI

Siamo a Firenze, in ambito mediceo, Botticelli è una sorta di esponente della famiglia Medici, cresce nel palazzo Medici. DISEGNO È un disegno che ci fa vedere l’attenzione alle figure, non siamo nella cultura prospettico matematica di Piero della Francesca, ma in una cultura del disegno. DISEGNO DELLA TEORIA DELL’ABBONDANZA  si vede quanto l’elemento che conta per Botticelli è la figura e l’uso del disegno come materializzazione di un’idea ed espressione immediata di pensiero. Figura sinuosa, tipicamente botticelliana, sinuosa e corposa ma allo stesso tempo quasi paradigmatica nella sua paradigmaticità. Questo corpo allungato, quasi a forma di S è replicato nella forma del corno a fianco. DISEGNO DI TESTA D’ANGELO  su carta preparata, realizzato con punta di metallo e biacca. Un altro tipo prediletto da Sandro Botticelli è dato dal volto regolare, modellato morbido, capelli con ciocche consistenti e ondulate. C’è uno sguardo estremamente pensoso; anche qui c’è una forte enfasi sulla figura. Non ci sono elementi paesaggistici, non c’è contesto, l’attenzione è verso le figure (ciò susciterà le critiche di Leonardo).

PRIMAVERA (Uffizi)

Tempera su tavola, realizzata per la residenza fiorentina di Lorenzo di Pierfrancesco dei Medici. Viene chiamata così da una definizione di Vasari. È una delle opere su cui è stato più scritto e una delle opere più controverse della storia. Ad un certo punto sarà trasferito in una

villa medicea di Castello, dove la vedrà Vasari, accanto al dipinto della Nascita di Venere. Botticelli descrive Venere, le Grazie e tutte esprimo che si tratta di Primavera. Proprio da quest’annotazione di Vasari si sono mosse tutte le ricerche su questo dipinto. Ci troviamo in un boschetto con una corona di alberi di aranci, arbusti sullo sfondo. Questo boschetto crea una sorta di cupola sotto la quale ci sono i vari personaggi disposti in una composizione molto bilanciata e simmetrica intorno alla figura centrale della Venere vestita di un drappo rosso su una veste di seta bianca. Il suolo è composto da una miriade di tipi diversi di vegetazione, una sorta di catalogo. Ci troviamo di fronte a una novità rispetto a ciò che abbiamo visto finora: la ripresa di un tema mitologico per la prima volta. Novità per un pubblico abituato a vedere solo soggetti di natura sacra. Questo deriva da una particolare concezione filosofica, ovvero dal neoplatonismo. la filosofia neoplatonica permette di rivivere il mito in chiave anche cristiana e soprattutto vede il mito come valore morale e pedagogico. La lettura in questo dipinto è da destra verso sinistra, rappresentando anche questa una novità. Il boschetto con gli aranci rappresenta il giardino delle Esperidi, la lettura da destra verso sinistra forse deriva anche dalla collocazione dell’opera all’interno del palazzo. Da destra vediamo: il vento Zefiro (vento di primavera per eccellenza) che fa piegare gli alberi e sta rapendo la ninfa Clori che, rapita da Zefiro, viene messa incinta. Da questo ratto avviene una Metamorfosi in senso ovidiano, Clori si trasforma in Flora, vestita con un abito tutto ricoperto da fiori, personificazione stessa della Primavera e rappresentata come l’allegoria dell’abbondanza, cioè una donna sinuosa. A questa trasformazione allude un filo di fiori che esce dalla bocca di Clori che sta diventando Flora che ha in grembo tutta una serie di fiori che sparge a terra. Al centro della composizione c’è Venere, figura del concetto cardine del dipinto, quasi all’interno di una mandorla delimitata da una cornice di arbusti e sormontata da Cupido. Venere è il simbolo neoplatonico dell’humanitas. A sinistra abbiamo le tre Grazie e Mercurio quasi disinteressato alla scena e intento a scacciare le nubi. C’è un tema classico (delle Grazie) inserito in un linguaggio rinascimentale, sono interpretabili come il simbolo della liberalità. 8 Novembre È un dipinto che va ricollegato alla cultura neoplatonica di Marsilio Ficino, come elemento caratterizzante di questa nuova humanitas. La novità è quella dei soggetti mitologici , si parla di un mito reinterpretato in chiave cristiana proprio grazie al neoplatonismo. Marsilio Ficino è una figura fondamentale della cultura fiorentina, il suo neoplatonismo permette di leggere in chiave cristiana il mito antico. Venere, come dea dell’amore, diventa il mezzo principale per raggiungere l’humanitas che permette di accedere anche all’amore divino. Dettagli: Zefiro, vento freddo della primavera che sta arrivando, che sta piegando gli alberi verso sinistra; vediamo Clori ricoperta di un velo che lascia intravedere il corpo; Flora è vestita con un abito ricoperto di fiori. Il corpo della Venere si rifà a modelli classici, Venere è l’invito al committente a scegliere l’humanitas, ovvero l’attività spirituale dell’uomo come mezzo per arrivare all’amore divino, come una sorta di Vergine. Tra le varie letture, si

Inoltre, un altro modello è anche Poliziano , umanista più importante della corte medicea che scrive un componimento citando tutte queste figure. NASCITA DI VENERE La Primavera e la Nascita di Venere erano disposti nello stesso spazio della villa medicea. La nascita I Venere ha un significato spirituale che la filosofia neoplatonica attribuisce alla bellezza di Venere: tramite Venere, l’uomo si avvicina all’amore di Dio che regge tutto l’universo. Venere è su una conchiglia spinta sulle rive dai venti, viene accolta da Flora col manto. Riprende l’iconografia del Battesimo di Cristo, attraverso il quale avviene la conciliazione tra tema profano e cristianità , viene ripreso il tema del battesimo per far nascere Venere. Il tema principale è stante al centro della composizione, affiancato a destra da un’altra figura che gli tiene il braccio sollevato sulla destra e alla sinistra da altre figure. Venti che spirano verso destra. Negli stessi anni, Andrea del Verrocchio riprende ancora una volta questa iconografia del battista che alza il braccio sul capo di Cristo. Totale e assoluta concentrazione sul tema della figura , concepita proprio come unica protagonista dell’opera. Il paesaggio non è

particolarmente reso, il mare è irrealistico. Figure stilizzate dall’assenza di chiaroscuro, c’è una sorta di mancanza di profondità. MADONNA DEL MAGNIFICAT Dipinto che nasce per devozione. Forma circolare piuttosto insolita, è come se tutta la scena si svolgesse di fronte a una finestra circolare; si crea l’effetto della cornice che sembra la modanatura di una finestra oltre la quale si definisce un po’ il paesaggio. C’è una differenza rispetto alla primavera e alla nascita di Venere, vediamo figure più volumetriche. La circolarità della tavola è accentuata dalla disposizione delle figure, collegate tra loro da gesti e sguardi, in una sorta di deformazione: c’è un polso piegato in maniera irrealistica. Il dipinto ci ricorda anche la circolarità degli specchi, è come se vedessimo le immagini riflesse negli specchi convessi che al tempo circolavano. Il ginocchio di Maria sembra quasi spingersi fuori dal cerchio, quasi a imitare gli effetti deformanti dello specchio. Il senso di deformazione ricurvo è dato dagli angeli che reggono una corona come una sorta di baldacchino, all’interno del quale vi è la Vergine. Dunque, vediamo come Botticelli lavori anche per la devozione privata. ADORAZIONE DEI MAGI Ora si trova alla National Gallery. Vediamo l’inserimento nei paesaggi di rovine (questo deriva dall’importante viaggio che compie a Roma), come elemento nostalgico di qualcosa che si stava perdendo. Probabilmente nel viaggio a Roma vede i dioscuri. Sulla scorta di una scena anche di Beato Angelico, per la prima volta Botticelli crea una visione frontale della scena dell’Adorazione , che aveva fino a quel momento un andamento lineare.