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sandro botticelli riassunti, Sintesi del corso di Elementi di storia dell'arte ed espressioni grafiche

riassunti di sandro botticelli manuale di riferimento: itinerario nell'arte, versione arancione

Tipologia: Sintesi del corso

2023/2024

Caricato il 03/11/2025

lelle-nanetta
lelle-nanetta 🇮🇹

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Sandro Botticelli
Sandro Botticelli (chiamato così perché da piccolo aveva lavorato presso l’orafo
Botticello), lavorò a Firenze, alla corte di Lorenzo il Magnifico. Botticelli, nato a Firenze
nel 1445, lavorò prima presso Ghiberti e poi presso Verrocchio (insieme a Leonardo
da Vinci). Successivamente iniziò a lavorare da solo prima a Firenze (presso i Medici) e
poi a Roma (per dipingere la cappella sistina). Successivamente attraversò una profonda
crisi religiosa che lo portò ad aderire al movimento di Fra Gerolamo Savonarola (frate
domenicano). Questa crisi religiosa lo portò, nell’ultimo periodo della sua vita, a
produrre opere con uno stile “antico”, in cui abbandona la prospettiva e le raffigurazioni
mitologiche. La caratteristica principale della pittura di Botticelli è quella di aver dato
sempre molta attenzione al primo piano e alla figura, trascurando completamente il
paesaggio (Leonardo da Vinci lo critica severamente per questa sua scelta). Botticelli è
poi morto nel 1510.
Il disegno
Nella seconda metà del ‘400 si affermò l’idea che L’IDEA DELL’ARTISTA E’ SUPERIORE
ALLA REALTA’. Poiché l’idea era la cosa più importante di tutte, perché diretta
espressione della creatività dell’artista, diventa molto importante il disegno poiché
esso rappresenta il pensiero dell’artista. Per Botticelli il disegno è la linea di contorno
(come Alberti che aveva detto che il disegno è
cirocscrizione dello spazio
). Il disegno
serviva a delineare, con linee morbide e curve, le figure. Un esempio è l’Allegoria
dell’Abbondanza (figura tratta dalle metamorfosi di Ovidio). La donna è più definita in
alcuni punti e meno in altri; ha dei morbidi capelli che svolazzano e una veste così
leggera che sembra mossa dal vento. Il corpo della ragazza ha una forma di S. Tutto il
disegno è morbido, a partire dal tessuto del vestito.
Le caratteristiche di questo disegno saranno utilizzate da Botticelli per rappresentare
quasi tutte le figure femminili dei propri lavori. Possiamo riassumerle così:
- Corpo morbido
- Volto regolare
- Capelli disegnati con ciocche ondulate
- Sguardo pensoso
- Espressione dolce
- Testa leggermente inclinata da un lato.
La primavera
Mentre moltissimi artisti si concentravano sulla rappresentazione di soggetti sacri,
Botticelli ripropone soggetti mitologici (i miti erano molto apprezzati dalla cultura
dell’epoca). La rappresentazione di personaggi mitologici non indica una rottura con i
valori cristiani; Botticelli aderì infatti alla filosofia neoplatonica e quindi rappresentò
personaggi mitologici dando loro un significato cristiano o comunque un valore morale.
Nel 1478 realizzò per la casa del cugino di Lorenzo il Magnifico (Pier Francesco dei
Medici) la tavola della Primavera; il quadro fu poi spostato nella Villa di Castello (vicino
Firenze) dove fu ammirato da Giorgio Vasari che, per primo, parlò della Primavera
rappresentata dalle parole del Vasari è stato poi ricavato il nome dell’opera.
La scena è ambientata in una radura verde, ricca di piante e fiori. Sullo sfondo si trovano
alberi d’arancio con frutti maturi che delimitano la scena.
Il dipinto deve essere letto da destra a sinistra:
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Sandro Botticelli

Sandro Botticelli (chiamato così perché da piccolo aveva lavorato presso l’orafo Botticello), lavorò a Firenze, alla corte di Lorenzo il Magnifico. Botticelli, nato a Firenze nel 1445 , lavorò prima presso Ghiberti e poi presso Verrocchio (insieme a Leonardo da Vinci). Successivamente iniziò a lavorare da solo prima a Firenze (presso i Medici) e poi a Roma (per dipingere la cappella sistina). Successivamente attraversò una profonda crisi religiosa che lo portò ad aderire al movimento di Fra Gerolamo Savonarola (frate domenicano). Questa crisi religiosa lo portò, nell’ultimo periodo della sua vita, a produrre opere con uno stile “antico”, in cui abbandona la prospettiva e le raffigurazioni mitologiche. La caratteristica principale della pittura di Botticelli è quella di aver dato sempre molta attenzione al primo piano e alla figura, trascurando completamente il paesaggio (Leonardo da Vinci lo critica severamente per questa sua scelta). Botticelli è poi morto nel 1510.

Il disegno

Nella seconda metà del ‘400 si affermò l’idea che L’IDEA DELL’ARTISTA E’ SUPERIORE ALLA REALTA’. Poiché l’idea era la cosa più importante di tutte, perché diretta espressione della creatività dell’artista, diventa molto importante il disegno poiché esso rappresenta il pensiero dell’artista. Per Botticelli il disegno è la linea di contorno

(come Alberti che aveva detto che il disegno è cirocscrizione dello spazio). Il disegno

serviva a delineare, con linee morbide e curve, le figure. Un esempio è l’ Allegoria dell’Abbondanza (figura tratta dalle metamorfosi di Ovidio). La donna è più definita in alcuni punti e meno in altri; ha dei morbidi capelli che svolazzano e una veste così leggera che sembra mossa dal vento. Il corpo della ragazza ha una forma di S. Tutto il disegno è morbido, a partire dal tessuto del vestito. Le caratteristiche di questo disegno saranno utilizzate da Botticelli per rappresentare quasi tutte le figure femminili dei propri lavori. Possiamo riassumerle così:

  • Corpo morbido
  • Volto regolare
  • Capelli disegnati con ciocche ondulate
  • Sguardo pensoso
  • Espressione dolce
  • Testa leggermente inclinata da un lato.

La primavera

Mentre moltissimi artisti si concentravano sulla rappresentazione di soggetti sacri, Botticelli ripropone soggetti mitologici (i miti erano molto apprezzati dalla cultura dell’epoca). La rappresentazione di personaggi mitologici non indica una rottura con i valori cristiani; Botticelli aderì infatti alla filosofia neoplatonica e quindi rappresentò personaggi mitologici dando loro un significato cristiano o comunque un valore morale. Nel 1478 realizzò per la casa del cugino di Lorenzo il Magnifico (Pier Francesco dei Medici) la tavola della Primavera; il quadro fu poi spostato nella Villa di Castello (vicino Firenze) dove fu ammirato da Giorgio Vasari che, per primo, parlò della Primavera rappresentata  dalle parole del Vasari è stato poi ricavato il nome dell’opera. La scena è ambientata in una radura verde, ricca di piante e fiori. Sullo sfondo si trovano alberi d’arancio con frutti maturi che delimitano la scena. Il dipinto deve essere letto da destra a sinistra :

  • Zefiro = è il vento primaverile che insegue la ninfa della Terra, Clori, che unita con lui viene trasformata in Flora, la personificazione della Primavera.
  • Clori/Flora = la ragazza è rappresentata due volte, prima come Clori (inseguita da Zefiro) poi come Flora. Flora indossa un vestito decorato con fiori (gli stessi che ha in testa, a forma di ghirlanda attorno al collo) che Flora prende dal proprio grembo e sparge intorno a sé.
  • Venere = si trova al centro della scena, davanti ad una pianta di mirto (che è sacra per lei). Venere avanza come se stesse danzando
  • Cupido = vola sopra Venere, pronto a scagliare una delle sue frecce, puntata verso una delle 3 Grazie
  • 3 Grazie = le Grazie danzano mentre intrecciano le loro mani.
  • Mercurio = dio dei venti, si trova al lato della scena per allontanare le nuvole con il suo caducèo. Probabilmente la scena si ispira ad un passo dell’ Asino d’oro , romanzo dello scrittore latino Apuleio: nel racconto si parla del protagonista del libro che è stato trasformato in asino ed attende di tornare ad avere sembianze umane. Mentre aspetta, assiste alla rappresentazione del Giudizio di Paride in cui compaiono tutti i personaggi dipinti da Botticelli. Botticelli posiziona al centro della scena la Vergine per invitare i committenti a scegliere anche loro una Vergine, come aveva fatto Paride nel suo giudizio. Scegliere la

Venere, fuor di metafora, voleva dire scegliere i valori dell’ humanitas (raffinatezza,

cultura, educazione e civiltà). Dunque il dipinto di Botticelli aveva una funzione pedagogica , dovendo insegnare i giovani a scegliere bene, non ricorrendo ai discorsi ma alla forza delle immagini (come Cicerone, Botticelli pensava che un’immagine valesse più di 100 parole). Naturalmente sono state avanzate anche altre ipotesi sull’opera. Ad esempio secondo alcuni la scena rappresenta le nozze tra la Filologia e Mercurio. La Primavera, in questa interpretazione, è la Retorica. Quello che bisogna ricordare, a prescindere dal significato dell’opera, è che i corpi non hanno un peso (sembra che non sfiorino neanche il prato su cui si trovano) e il paesaggio è solo leggermente accennato e non definito minuziosamente con la prospettiva. Tutti i personaggi hanno uno sguardo triste.

Nascita di Venere

Anche la Nascita di Venere ha uno scopo pedagogico come la Primavera. L’opera è stata realizzata nel 1484 sempre per il cugino di Lorenzo, Pier Francesco. L’opera si

ispira alle Metamorfosi di Ovidio e alla Naturalis historia di Plinio. Anche quest’opera

richiama la filosofia neoplatonica ed in particolare l’idea per cui l’uomo si avvicina a Dio attraverso la bellezza. L’opera ha sia caratteri sacri che profani. La composizione, infatti, si ispira al Battesimo di Cristo in cui, tradizionalmente, Gesù è al centro della scena, vicino a Gesù c’è Giovanni Battista che gli versa l’acqua sul capo e a sinistra si trovano poi degli angeli. In questo quadro si mantiene la stessa composizione ma con soggetti diversi:

  • Venere = si trova al centro della scena, appena nata dalla schiuma del mare e già con le sembianze di una donna. Venere è nuda su una conchiglia;
  • Zefiro e Clori = a sinistra si trova Zefiro, abbracciato a Clori, che con il suo vento spinge Venere verso l’isola di Cipro, dove si trova Flora. Venere è leggermente sbilanciata versa destra (anche se lo sbilanciamento è equilibrato dalla testa volta a sinistra). Venere è delineata da lunghi capelli biondi mossi, che si porta con la mano per coprirsi. La dea appare fragile e delicata, grazie anche al lungo collo che

all’interno di nicchie; tutte le statue hanno una funzione pedagogica (sono personaggi della Bibbia, personaggi mitologici, Dante e Boccaccio). Il dipinto ha una prospettiva centrale e i personaggi sono rappresentati in modo ritmico (prima due figure isolate e poi due gruppi di persone). Le figure sono però tutte collegate tra loro dal movimento (e l’unica frattura tra i personaggi è di tipo cromatico, poiché rappresenta il Livore con il marrone e il Rimorso con il nero). I colori delle figure bilanciano il bianco/oro dell’architettura. La storia va letta da destra a sinistra : il Re Mida/Tolomeo si trova seduto su un alto trono e tende verso sinistra. Alle sue orecchie sussurrano Sospetto e Ignoranza. Successivamente si trova il Livore e, ancora dopo, la Calunnia (rappresentata come una fanciulla bellissima), accompagnata da Frode e Insidia. Calunnia trascina per i capelli la vittima, il calunniato (un giovane che guarda al cielo con le mani giunte). Segue il Pentimento/Rimorso che ha l’aspetto di una vecchia con le vesti rovinate e guarda all’indietro, verso la Verità (che ha l’aspetto di una giovane nuda, lo stesso della Venere) che con un braccio cerca di coprirsi mentre porta l’altro al cielo.