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sandro botticelli powerpoint, Slide di Elementi di storia dell'arte ed espressioni grafiche

sandro botticelli powerpoint vita e opere

Tipologia: Slide

2020/2021

Caricato il 19/04/2021

sabina_angelotti
sabina_angelotti 🇮🇹

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SANDRO BOTTICELLI
Sandro Botticelli (1445-1510), pittore fiorentino, è stato uno dei
grandi interpreti della stagione del Rinascimento italiano. Il cognome
Botticelli deriva dal nomignolo che fu affibbiato al fratello di
Sandro, Giovanni, e che fu poi esteso a tutti i maschi della famiglia.
Dal 1464 al 1467 lavorò come apprendista presso la bottega di Filippo
Lippi. A quel periodo si possono ricondurre molte delle sue Madonne,
uno dei soggetti privilegiati dal giovane Botticelli. Quello di Botticelli
può considerarsi un talento precoce; già a 26 anni il giovane artista
riuscì a mettersi in proprio per aprire una bottega tutta sua. Negli anni
Settanta del Quattrocento, Sandro Botticelli si avvicinò ai principi
dell’Accademia Neoplatonica, istituzione fondata6da Cosimo
de’Medici, patriarca della storica famiglia fiorentina. L’Accademia
giocò un ruolo chiave nel definire la filosofia rinascimentale, con la
riscoperta degli autori del mondo classico, della mitologia greca e di
una rinnovata concezione dell’uomo, posto nuovamente al centro
dell’universo.
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SANDRO BOTTICELLI

Sandro Botticelli (1445-1510), pittore fiorentino, è stato uno dei grandi interpreti della stagione del Rinascimento italiano. Il cognome “ Botticelli ” deriva dal nomignolo che fu affibbiato al fratello di Sandro, Giovanni, e che fu poi esteso a tutti i maschi della famiglia. Dal 1464 al 1467 lavorò come apprendista presso la bottega di Filippo Lippi. A quel periodo si possono ricondurre molte delle sue Madonne , uno dei soggetti privilegiati dal giovane Botticelli. Quello di Botticelli può considerarsi un talento precoce; già a 26 anni il giovane artista riuscì a mettersi in proprio per aprire una bottega tutta sua. Negli anni Settanta del Quattrocento, Sandro Botticelli si avvicinò ai principi dell’ Accademia Neoplatonica , istituzione fondata da Cosimo de’Medici , patriarca della storica famiglia fiorentina. L’Accademia giocò un ruolo chiave nel definire la filosofia rinascimentale, con la riscoperta degli autori del mondo classico, della mitologia greca e di una rinnovata concezione dell’uomo, posto nuovamente al centro dell’universo.

L’adesione al classicismo permise a Sandro Botticelli di essere ammesso alla corte di Lorenzo il Magnifico che gli commissionò varie opere: la più famosa è L’adorazione dei Magi (dipinto del 1475). Nel dipinto Botticelli ritrasse i membri della famiglia Medici nei panni dei protagonisti dell’opera. Ciò che non tutti sanno però è che il volto del ragazzo alla destra del dipinto che guarda l’osservatore con aria di sfida pare sia un autoritratto dell’artista. Ciò che colpisce dei dipinti di Sandro Botticelli è la ricerca continua di una bellezza e di una grazia perfette. Le sue opere sono intrise di un lirismo che rendono i soggetti più simili a creature di un mondo ideale, piuttosto che a rappresentazioni fedeli della realtà.

NASCITA DI VENERE Sandro Botticelli, 1482-1485, tempera su tela, 172×278 cm, Galleria degli Uffizi, Firenze

NASCITA DI VENERE

Nell’opera la dea appare in tutta la sua grazia. È a figura intera, al centro del dipinto, nuda, con la pelle d’avorio e il corpo attraversato da ombre appena accennate. La mano destra appoggiata al seno con gesto pudìco, la mano sinistra sul pube trattiene una ciocca dei capelli lunghissimi mossi dal vento. La testa leggermente reclinata, l’espressione del volto dolce e mite. In equilibrio è posta sul bordo di una conchiglia che la conduce fino all’approdo sull’isola di Cipro. Nella stessa figura coesistono moto e quiete: al corpo statuario e alla posa stante fanno da contrappunto i capelli che ondeggiano in mille ciocche dorate, la delicata conchiglia che si muove spinta dal vento e dalle onde diventa un solido appoggio sotto ai suoi piedi. Il contrasto con il verde e l’azzurro dello sfondo esalta la sua apparizione.

Per quanto riguarda le categorie eidetiche , la composizione è estremamente bilanciata e

simmetrica. Il soffio vitale offerto dai due venti e la ninfa sono i due lati ideali di un

triangolo al vertice del quale si pone Venere che diviene quindi il fulcro dell'intera

rappresentazione.

Questo aspetto evidente nasconde un implicito : sottintende infatti la necessità di equilibrio

nell'esperienza amorosa, tra passione fisica e purezza spirituale, tra esaltazione dei sensi e

elevazione dell'animo.

Le figure ai lati di Venere compiono infatti azioni contrapposte, ma equilibrate nell'insieme.

CURIOSITA’

Chi è la Venere di Botticelli? Non si tratta di una donna immaginata dall’artista ma di Simonetta Vespucci , una giovane di cui Giuliano De Medici si dice fosse follemente innamorato. Sembra che anche Botticelli si fosse innamorato della modella che lavorò anche per altri pittori e che era tenuta in gran considerazione sia per la sua bellezza che per la sua intelligenza. Le donne ritratte da Botticelli somigliano tutte a Simonetta Vespucci, segno che posò anche per altri quadri del pittore fiorentino. La committenza della Nascita di Venere: è fatto noto che Sandro Botticelli sia un artista legato all’ambiente mediceo fin dalla sua formazione. Lo stesso ambiente dove intorno al banchiere- poeta Lorenzo il Magnifico fiorisce la cultura neoplatonica. Meno nota è invece l’esistenza, accanto al ramo nobile della famiglia, di un ramo “popolano”. A questo secondo ramo appartiene un altro Lorenzo, cugino di secondo grado del più celebre Magnifico, che ha la sfortuna di perdere i genitori in giovane età ma al tempo stesso la fortuna di essere adottato dal proprio insigne cugino, maggiore di lui di quattordici anni. Lorenzino il popolano , a dispetto del suo soprannome, riceve quindi una perfetta educazione umanistica e cresce coltivando l’amore per le lettere, la musica, l’arte e gli studi classici. È lui, un popolano per la verità assai raffinato, il committente della Venere che nasce e dell’altra Venere "che dinota Primavera".

LA PRIMAVERA

Questo dipinto mostra nove figure della mitologia classica che avanza su un prato fiorito in un boschetto di aranci e allori. In primo piano, a destra, Zephyrus abbraccia una ninfa di nome Chloris prima di prenderla; viene quindi ritratta dopo la sua trasformazione in Flora , la dea della primavera. Il centro del dipinto è dominato dalla dea dell'amore e della bellezza, Venere , vestita castamente e leggermente arretrata rispetto agli altri, e da un Cupido bendato, che lancia la sua freccia d'amore. A sinistra, le tre Grazie , dee minori con virtù come quelle di Venere, sono rappresentate danzando in cerchio. La composizione è chiusa da Mercurio , messaggero degli dei, riconoscibile dal suo elmo e dai sandali alati, mentre tocca una nuvola con il suo bastone.

Ne La Primavera di Sandro Botticelli troviamo Venere in posizione centrale, che sembra voler invitare Lorenzo di Pierfrancesco a sceglierla come fece Paride nell’Asino d’oro. Questo fatto, ha dei parallelismi con i principi dettati dal filosofo umanista Ficino, ed in particolare con concetto Humanitas di cui Venere ne costituisce il rimando. All’Humanitas corrisponde la raffinatezza e la cultura, l’invito offerto da Venere al committente è anche l’invito a scegliere queste virtù, di cui forse egli difettava. La Primavera di Botticelli ha quindi uno scopo educativo con profondo valore pedagogico. Sebbene il significato complesso della composizione rimanga un mistero, il dipinto è una celebrazione di amore, pace e prosperità. Il colore scuro della vegetazione è in parte dovuto al processo di invecchiamento del pigmento originale, ma è alleggerito dall'abbondanza di frutti e fiori. Sono state identificate almeno 138 specie di piante diverse , tutte accuratamente rappresentate da Botticelli, forse usando erbari. L'attenzione ai dettagli conferma l'impegno dell'artista per questo pezzo, che è evidente anche nella pura abilità con cui la vernice è stata applicata.

Venere e Marte, Sandro Botticelli, 1483, tempera su tela,69x173, National Gallery , Londra

Power point realizzato da:

Sabina Angelotti, Rossella Di Fazio e Annamaria Campaci.

4°A Liceo Classico