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Appunti sull'artista Sandro Botticelli. Appunti sintetici ma con gli elementi essenziali per conoscere il grande artista del Rinascimento
Tipologia: Appunti
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Sandro Botticelli è un soprannome perchè all'epoca i cognomi non erano ancora molto diffusi; Il suo vero nome sarebbe stato Alessandro di Filipepi. Si chiamava Botticelli perchè la sua prima formazione è stata in una bottega degli orafi in via Botticelli. Per noi può essere solo un cognome, mentre invece spiega la sua formazione. Botticelli veniva da una famiglia in cui tutti avevano un lavoro inerente all'arte; era uno dei figli più piccoli e i suoi fratelli più grandi lavoravano già in botteghe artistiche. Uno in particolare lavorava in una bottega orafa e riesce a far entrare il fratello Sandro; che però dopo poco tempo capisce che quella non è la sua strada, così riesce ad avere un incarico in una bottega pittorica, ma nonostante ciò gli rimane il nome preso nella sua prima bottega. Botticelli avrà una grande fortuna, quella di vivere presso la corte medicea di Lorenzo il Magnifico. Sandro si forma, diventa pittore, anche se non è propriamente un pittore rinascimentale, presenta si alcune caratteristiche del linguaggio rinascimentale ma è ancora legato a un discorso più tradizionale. Il suo punto di forza è il disegno: lo utilizza in modo rinascimentale, modella la figura, analizza il mondo e la natura. Le opere di Botticelli risulterebbero bellissime anche senza il colore, basterebbe solo il disegno; per Botticelli infatti, il colore è puro riempimento. Tutte le sue opere si basano sul disegno, sul contorno, sono disegni perfetti e puliti, il colore non è al livello del disegno, è il disegno a dare forma e sostanza alle immagini, è un'interpretazione diversa del linguaggio. Nelle opere di Botticelli il colore non è naturalistico ma spesso è astratto perchè nella prima parte della sua carriera quando lavora per i De Medici i soggetti prediletti sono di natura mitologica quindi non va a rappresentare qualcosa di religioso o esistente ma qualcosa di ideale. Diventa famoso grazie ai De Medici, riesce ad entrare nella loro corte in maniera abbastanza casuale. Lui lavorava tranquillamente nella sua bottega in cui molto spesso faceva ritratti per i signori della città. Un giorno entra nella sua bottegga Giuliano de Medici, fratello di Lorenzo de Medici e nota una serie di ritratti di una fanciulla: Simonetta Cattaneo in Vespucci. È un personaggio importantissimo, probabilmente veniva da Portovenere e poi si è sposata con il nipote di Alberigo Vespucci e quindi si è traferita a Firenze. Simonetta era una giovane donna bellissima, era di quella bellezza angelica che descriveva Dante. Era tanto bella che la chiamavano la Venere Vivente. Muore molto giovane e quindi rimane immortale, di quella bellezza che non sfuma. Molti si innamoravano di lei ma Botticelli ne era talmente innamorato che riesce a farsi seppellire davanti alla tomba di Simonetta e ciò non è una cosa da poco. Questo è però un amore ideale, quello di cui parla Dante poiché erano tutti sposati e rimanevano fedeli, infatti Simonetta viene ammirata e venerata da tutti ma rimane solamente un amore ideale. Un altro che s'innamora di lei proprio guardando i disegni di Botticelli è Giuliano de Medici, che fa inmodo di introdurre Botticelli e anche Simonetta nella corte di Lorenzo de Medici. Botticelli entra nella cerchia di Lorenzo il Magnifico e dell'accademia neoplatonica grazie alle sue opere e all'interesse di Giuliano per Simonetta. I dipinti di Botticelli sono criptici ovvero che hanno dei significati nascosti che ancora oggi non possiamo capire perchè sono soggetti si mitologici ma derivati dalle idee di Marsilio Ficino che era a capo dell'accademia neoplatonica. Le opere di Botticelli rimangono piuttosto enigmatiche perchè a prima occhiata sembrano
delle semplici immagini mitologiche, invece poi ci sono degli strati di significato nascosti di cui alcuni si sono ricostruiti mentre altri non si sono ancora decodificati. Tutti questi personaggi sono importanti per capire l'ambiente in cui si sviluppa l'arte di Botticelli che è un'arte molto intelletuale, non immediata. La forze delle sue opere è che sembrano l'esatto opposto ovvero che sembrino chiare e semplici mentre quando si vanno a studiare non sono così immediate. L'accademia neoplatonica riprende un concetto antico per cui la bellezza esteriore rispecchia quella interiore; questo concetto viene ripreso ma si evolve perchè se per i greci era una questione pagana, per Botticelli questa bellezza è sempre derivata da Dio. LA PRIMAVERA È forse l'immagine più famosa di Botticelli e quella che spiega meglio il suo linguaggio. Si trova agli Uffizi e venne commissionata a Botticelli dal cugino di Lorenzo il Magnifico, Lorenzo di Pierfrancesco de Medici per un matrimonio; era un dono di nozze, probabilmente in origine non veniva utilizzato come dipinto come intendiamo noi oggi ma come testiera del letto. È un buon augurio alla coppia per un matrimonio felice, sereno e produttivo dato che la primavera indica rinascita e quindi fioritura ed abbondanza. Guardando l'opera, a prima vista sembrano delle belle figure mitologiche messe lì, belle in mostra ma in realtà ci sono degli strati incredibili di significato. Ogni figura ha il suo spazio e questo non è tipico del linguaggio rinascimentale, deriva ancora da un linguaggio medievale. Non c'è la prospettiva, i personaggi sono tutti su un unico livello, mentre Venere che si trova al centro, potrebbe sembrare più in lontananza rispetto alle altre figure mentre invece è semplicemente rialzata; poichè se fosse davvero in lontananza dovrebbe anche essere più piccola. Questo è un altro elemento non rinascimentale. Il fatto che la prospettiva non esiste, non si nota perchè le figure sono fatte bene.Inoltre i personaggi non toccano terra, sembrano svolazzare, non sono realmente appoggiati al terreno. Botticelli ha una parte del linguaggio che sembra fiamminga perchè è molto analitica, fa un'analisi del dettaglio, riprende tutti i fiori, i frutti, Botticelli è preciso in ogni dettaglio.I frutti e le stagioni sono di diverse stagioni per indicare la prosperità. L'opera si legge da destra verso sinistra altrimenti non avrebbe senso. Il primo personaggio a sinistra è Zefiro, un dio greco che è il vento della primavera. Zefiro tenta, di prendere la ninfa Clori per possederla ma lei pur di non farsi prendere si tramuta in un altra ninfa e diventa Flora. Infatti le due donne, quella che fugge e quella accanto a lei che invece è tranquilla sono la stesso personaggio tramutato. Dalla bocca di Clori escono dei fiori che poi vanno a colmare l'abito di Flora. Questo deriva dalle metamorfosi di Ovidio, infatti Botticelli essendo nella cerchia di Lorenzo il Magnifico e dell'accademia neoplatonica conosce anche testi antichi che sono alla base della sua arte. Dopodichè c'è Venere, dato che è un dono di matrimonio e si parla di fertilità e di amore. Essa è rialzata come se fosse più importante, guarda direttamente lo spettatore come una statua greca, perchè si ispira all'arte antica, non in maniera profonda come Mantegna. Sembra quasi incinta come simbolo di fertilità. Sopra di lei c'è suo figlio Cupido, che sta scagliando una freccia alla donna di spalle. Lei e le altre due donne sono le tre grazie, che danzano, sono bellissime,l'ideale di bellezza antica. Cupido scaglia la freccia proprio su quella donna perchè ha le fattezze di Simonetta Cattaneo, è il suo ritratto anche se tutte le donne di Botticelli si ispirano a lei. Mentre le altre danzano lei guarda a sua volta l'uomo, che è il ritratto di Giuliano de Medici, perchè Simonetta e Giuliano erano bellissimi e al tempo anche se rimaneva una cosa