Lezione di Tedesco 24 marzo 2023
Esilio durato 15 anni, difficoltà economiche, difficoltà di scrivere, la sensazione di parlare a
vuoto, canali per continuare a scrivere, grazie alle case editrici fondate dagli esuli tedeschi,
possibilità di pubblicare su riviste antifasciste, radio clandestina, come Thomas Mann che
smosse i tedeschi, sia quelli esuli, che quelli che permanevano in Germania. Brecht
accompagna la sua produzione “Funf Schwierigkeiten beim Schreiben der Wahrheit”
artistica a una riflessione teorica profonda, che nasce sempre dalla pratica, dal gesto, infatti,
scrive un saggio del 1934,
1) il coraggio di dire la verità;
2) l’accortezza di riconoscere la verità quando la propaganda di regime dice altro;
3) arte di renderla maneggevole, farla arrivare, comunicarla al pubblico;
4) capacità di scegliere i destinatari, non tutti sono interessati, disponibili a sentire la verità;
5) astuzia nel propagarla.
Nodo fondamentale tra il marxismo e l’arte, studio della società, analisi e indagine, e
creazione artistica,in questa poesia, Brecht si definisce un traditore della sua classe, per
essere passato tra gli umili, ciò nasce con la prima guerra mondiale, osserva la società in cui
vive con sguardo critico, ma da borghese sente di voler lasciare il mondo fatto di
convenzioni per unirsi alle masse, quelle dei proletari, riconosce la necessità di rinnovare
l’arte, il mondo che Brecht mette in scena, è privato di ogni illusione, non ci sono
sentimentalismi, romanticismi, troviamo brutale realismo. La presa di coscienza è un
momento fondamentale anche nell’esperienza artistica, c’è un episodio in seguito al quale si
considera comunista, dopo il 1° maggio 1929, alcune manifestazioni dei comunisti, la
polizia interviene in maniera forte, vengono uccisi 33 civili, peraltro disarmati. La società
civile non si identifica in nessun partito esistente in quel momento, il nazionalsocialismo
arriva come alternativa, Canetti (Nobel 1981) resta colpito da un evento viennese, Gunther
Anders, filosofo che riflette sulla tecnica, la critica all’ordine (Doppiozero) nell’organizzare
lo sterminio, l’ordine dei valori, espressione pestifera di morte di un mos maiorum fuori dal
tempo, ribellione alla norma, all’ordine costituito, ribellione vista anche in Kafka. Studi
approfonditamente il marxismo, intesa come scienza sociale critica, legge libri, riviste e
segue le lezioni del filosofo Karl Korsch, alla scuola di Karl Marx a Berlino, basi nella
dialettica di Hegel, ma non compare la sintesi in Marx, al momento della tesi, si
contrappone l’antitesi, ci approcciamo a un momento ulteriore che non nasce
necessariamente dalla sintesi, alla base della teoria marxista c’è l’idea che il motore della
società sia l’economia che definisce i rapporti di produzione. L’uomo diventa partecipante
attivo del processo produttivo e della storia, sono gli uomini a determinare eventi storici e
condizioni sociali, è responsabilità anche degli uomini poter cambiare la loro condizione,
l’uomo è parte attiva, non è l’uomo in balia del fato, deve riconoscere i meccanismi di
schiavitù e ribellarsi. Studiando il marxismo, Brecht critica la tradizione precedente, il teatro
classico, che vuole fortemente rinnovare, l’uomo deve prendere coscienza, parola d’ordine
quando si parla del teatro di Brecht, è il teatro epico, i critici cercano di categorizzare, una
caratteristica principale è il carattere antiaristotelico, quello basato sulle tre unità: tempo,
spazio e azione, egli non segue queste unità, si pone contro la catarsi dopo il momento del
terrore (incesto, parricidio, matricidio…), il terrore superato dalla catarsi, immedesimazione
dello spettatore, si purifica, si oppone al teatro emozionale dell’impressionismo che registra
cambiamenti d’umore, al teatro dell’espressionismo, emozioni tirate fuori dall’interiorità,
teatro del naturalismo, “Neue Sachlichkeit”, “Nuova Oggettività” si torna a guardare la