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bioinformatica - lezione pratica, Schemi e mappe concettuali di Bioinformatica

lezione pratica di bioinformatica (modulo 2)

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2025/2026

Caricato il 09/02/2026

j2y6bxsxpj
j2y6bxsxpj 🇮🇹

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15/10/2025
METODI PER RISOLVERE STRUTTURE PROTEICHE
Banche dati ad accesso aperto. Per le strutture proteica la banca dati è PDB. È
diventata la banca dati per eccellenza nell’ambito delle proteine.
Il sito è il seguente: https://www.rcsb.org
È una pagina abbastanza complicata ma con una visione semplice. Ogni mese
c’è la molecola del mese (ogni mese vengono caricate un numero alto di
molecole).
PDB contiene strutture determinate in modo computazionale e in laboratorio
mediante cristallografia.
È riportata anche l’ultima proteina che sta determinata:
Oggi andiamo sulla pagina di presentazione di una qualsiasi proteina
Ogni protein ha Codice identificativo di 4 caratteri
- Emoglobina 1HHB
- Oggi i codici sono strani e non fanno più riferimento alla struttura della
proteina, dato che c’è ne sono tante
Come esempio cerchiamo “hemoglobin”. Andiamo su 2PGH:
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METODI PER RISOLVERE STRUTTURE PROTEICHE

Banche dati ad accesso aperto. Per le strutture proteica la banca dati è PDB. È diventata la banca dati per eccellenza nell’ambito delle proteine. Il sito è il seguente: https://www.rcsb.org È una pagina abbastanza complicata ma con una visione semplice. Ogni mese c’è la molecola del mese (ogni mese vengono caricate un numero alto di molecole). PDB contiene strutture determinate in modo computazionale e in laboratorio mediante cristallografia. È riportata anche l’ultima proteina che sta determinata: Oggi andiamo sulla pagina di presentazione di una qualsiasi proteina Ogni protein ha  Codice identificativo di 4 caratteri

  • Emoglobina  1HHB
  • Oggi i codici sono strani e non fanno più riferimento alla struttura della proteina, dato che c’è ne sono tante Come esempio cerchiamo “hemoglobin”. Andiamo su 2PGH:
  • Ogni protein ha un DOI
  • Metodo  diffrazione a raggi X
  • Resolution  misura qual è la minima distanza che i cristallografi sono riusciti a misurare; in questo caso è di 2,8 A o Dipende dall’esperimento e dalla qualità del cristallo  setup esperimentale o All’incirca la distanza tra C-C  è di circa 1 A o 1 A = 10^-10 m Sotto ci sono info su sequenza
  • Disorder  i cristalli possono avere dei diffetti; le porzioni C-terminali ed N-terminali sono parecchio disordinate
  • PFAM  o Dominio  una porzione della streuttura definita con una cera funzione  in genere è stato determinato ad “occhio” (non c’è tecnica che permette di identificare il dominio funzionale) nella pagina ho 2 entità (2 ID):
  • A e B  alpha
  • B e D  catene beta Per ogni ID sono presenti le info sulla sequenza, disordine, ecc. (come abbiamo visto sopra)