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La Cognizione del Dolore di Carlo Emilio Gadda: Analisi del Romanzo - Prof. Schiliro', Appunti di Letteratura Italiana

Appunti delle lezioni. Programma 2020/2021.

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 07/04/2021

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marianna-palladino 🇮🇹

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CARLO EMILIO GADDA – LA COGNIZIONE DEL DOLORE1
A PROPOSITO DEL ROMANZO:
-È un romanzo incompiuto composto tra il 1938 e il 1941, inizialmente pubblicato
a puntate sulla rivista Letteratura. A causa dell'imperversare della guerra, il
romanzo rimase incompiuto e venne pubblicato solo nel 1963 dall'editore Einaudi.
-Gadda iniziò la stesura dell'opera a seguito della morte della madre, avvenuta il
2 aprile del 1936. Venne pubblicato incompleto, tra il 1938 e il 19412, sulla
rivista Letteratura. Prima l'editore Sansoni e poi Einaudi cercarono di convincere
Gadda a completarlo e pubblicarlo in volume. Dopo un lavoro editoriale
preparatorio di Gian Carlo Roscioni, l'Einaudi lo pubblicò nel 1963, con una
introduzione dello stesso autore3 - intitolata L'editore chiede venia del
recupero chiamando in causa l'Autore - con alcune indicazioni di Gadda
sull'opera.
-Nel 1970 venne pubblicata la quarta ristampa dell'opera, integrata con due
capitoli inediti (quelli sull’omicidio), una parte redatta nel 1941 e già
pubblicata in un altro volume dall'Editore Garzanti. Il romanzo giunge quasi alla
conclusione: l'ultimo capitolo non fu mai scritto da Gadda. Il racconto resta
dunque formalmente incompiuto, come successo ad altri suoi libri.
-La cognizione del dolore è un romanzo familiare.
-Lo sfondo autobiografico di Gadda si fonde al Maradagal, cioè all'Italia del primo
dopoguerra e dell'avvento del fascismo, che riflette il caos ed i mali della
società italiana, convogliati nel fascismo. Intere parti del romanzo, spesso sotto
forma delle sfrenate fantasticherie di Gonzalo, caratterizzate come sono da
scoppi d'odio verso la stupidità altrui, sono dedicate a questioni quali la
speculazione edilizia sulle colline briantee o la pachidermica burocrazia italiana.
Da sottolineare anche le pungenti descrizioni della borghesia ai ristoranti di
lusso
-La scrittura di Gadda nasce come diaristica, frammentata.
-La struttura è cumulativa e si avvicina ad una conclusione.
-Spesso non c’è evoluzione nel personaggio.
-La mancanza di una conclusione, se vogliamo dire, è un attacco al lettore.
-Gadda non pensa di riuscire ad avere un unità.
1 Schopenhauer padri che uccidono sé stessi e i figli per proteggerli dai mali del mondo.
2 Pubblicato in 7 puntate (tratti). Rifiuta la parola capitoli perché essa dà una forma compiuta.
3 Concepita come un dialogo nel quale Gadda si auto commenta.
Appunti di Marianna Palladino
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CARLO EMILIO GADDA – LA COGNIZIONE DEL DOLORE

1 A PROPOSITO DEL ROMANZO:

  • È un romanzo incompiuto composto tra il 1938 e il 1941 , inizialmente pubblicato a puntate sulla rivista Letteratura. A causa dell'imperversare della guerra, il romanzo rimase incompiuto e venne pubblicato solo nel 1963 dall'editore Einaudi.
  • Gadda iniziò la stesura dell'opera a seguito della morte della madre, avvenuta il 2 aprile del 1936. Venne pubblicato incompleto, tra il 1938 e il 1941^2 , sulla rivista Letteratura. Prima l'editore Sansoni e poi Einaudi cercarono di convincere Gadda a completarlo e pubblicarlo in volume. Dopo un lavoro editoriale preparatorio di Gian Carlo Roscioni, l'Einaudi lo pubblicò nel 1963, con una introduzione dello stesso autore^3 - intitolata L'editore chiede venia del recupero chiamando in causa l'Autore - con alcune indicazioni di Gadda sull'opera.
  • Nel 1970 venne pubblicata la quarta ristampa dell'opera, integrata con due capitoli inediti (quelli sull’omicidio), una parte redatta nel 1941 e già pubblicata in un altro volume dall'Editore Garzanti. Il romanzo giunge quasi alla conclusione: l'ultimo capitolo non fu mai scritto da Gadda. Il racconto resta dunque formalmente incompiuto, come successo ad altri suoi libri.
  • La cognizione del dolore è un romanzo familiare.
  • Lo sfondo autobiografico di Gadda si fonde al Maradagal, cioè all'Italia del primo dopoguerra e dell'avvento del fascismo, che riflette il caos ed i mali della società italiana, convogliati nel fascismo. Intere parti del romanzo, spesso sotto forma delle sfrenate fantasticherie di Gonzalo, caratterizzate come sono da scoppi d'odio verso la stupidità altrui, sono dedicate a questioni quali la speculazione edilizia sulle colline briantee o la pachidermica burocrazia italiana. Da sottolineare anche le pungenti descrizioni della borghesia ai ristoranti di lusso
  • La scrittura di Gadda nasce come diaristica, frammentata.
  • La struttura è cumulativa e si avvicina ad una conclusione.
  • Spesso non c’è evoluzione nel personaggio.
  • La mancanza di una conclusione, se vogliamo dire, è un attacco al lettore.
  • Gadda non pensa di riuscire ad avere un unità. (^1) Schopenhauer → padri che uccidono sé stessi e i figli per proteggerli dai mali del mondo. (^2) Pubblicato in 7 puntate (tratti). Rifiuta la parola capitoli perché essa dà una forma compiuta. (^3) Concepita come un dialogo nel quale Gadda si auto commenta.
  • Usa molto la digressione^4 → Non importa il loro ordine.
  • I suoi romanzi sono un abbozzo di pubblicazione che vengono annesse insieme.
  • La forma diaristica rappresenta il reale come informe.
  • Gadda pensa che il dettaglio^5 contenga la struttura del reale.^6
  • Non conclude il romanzo. Ha troppi materiali sparsi.
  • Il materiale freudiano è molto presente in questo testo: Sogni^7 (sessualità, simboli fallici, ecc…) Psichiatria^8 e psicologia^9. Gadda non ha grande fiducia nella psicoanalisi. Male oscuro → Nevrosi → Depressione.
  • Il protagonista viene inizialmente presentato dai suoi conterranei come uno che possiede tutti i 7 vizi capitali (in particolare l’iracondia^10 ). Il vero antagonista di Gonzalo è il volgo (popolo), da cui è sempre stato disgustato^11 (Carnevale).
  • Non conclude il romanzo perché esso rappresenta la sua vita; ed essendo la vita incompiuta, non può essere raccontata per intero.
  • L’autore dell’omicidio dovrebbe essere uno dei Vigilantes, il manganones^12 (un truffatore che si finge sordo) che cerca di rubare in casa loro e, scoperto dalla madre, la uccide.
  • Gioco di parole con la parola “villa”.
  • Ad un certo punto il racconto viene intrapreso da Gonzalo^13 (dopo un centinaio di pagine) e viene rivolto al medico^14. Emerge l’inadattabilità del protagonista
  • Il protagonista rifiuta la protezione dei vigilantes. (^4) In un’opera narrativa, la digressione è un aspetto particolare dell’intreccio, consistente in una pausa concessa all’azione principale, al fine di creare un clima di attesa, di approfondire il quadro storico in cui l’azione è collocata, d’inserire una riflessione dell’autore, d’introdurre un nuovo personaggio, ecc. (^5) Avvicinandoci troppo al dettaglio non riusciamo a vedere il tutto. (^6) Il risultato è anti-narrativo. (^7) Pensiero aggressivo verso la madre. (^8) Stati mentali patologici. (^9) Tutti gli stati mentali. (^10) Riferita soprattutto alle figure familiari. (^11) Diventa una reazione ossessiva nei confronti del mondo esterno. Disgusto olfattivo: i Peones puzzano di gorgonzola (quello piccante). (^12) È una specie di doppio Gonzalo, perché attua quello che Gonzalo immagina. (^13) Misantropo con poca stima di sé stesso. (^14) Mostra il suo inconscio con il monologo, dal 2° al 4° capitolo.
  • Nel 1957 venne pubblicato il suo romanzo più famoso (anche questo incompiuto) Quer pasticciaccio brutto de via Merulana , uno sperimentale romanzo giallo ambientato nei primi anni del fascismo
  • Non avrà né una famiglia, né una relazione stabile né una casa.
  • Gadda partecipa anche alla prima guerra mondiale e viene preso prigioniero nella prima battaglia di Caporetto.
  • È un fan di Manzoni.