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DOCUMENTO UTILIZZATO LPER SOSTENERE L'ESAME CHE E' STATO SUPERATO CON VOTAZIONE 30. IL DOCUMENTO E' IL RISULTATO DI UNO STUDIO APPROFONDITO DI MANUALE, SAGGI CRITICI E SBOBBINE DELLE LEZIONI. ALL'INTERNO DEL DOCUMENTO E' POSSIBILE TROVARE INFORMAZIONI DETTAGLIATE SULLA VITA E LO STILE DI GADDA E INFORMAZIONI DETTAGLIATE SU ''LA COGNIZIONE DEL DOLORE''. SONO TRATTATI IN MODO PARTICOLARMENTE ATTENTO TUTTI I PUNTI SALIENTI SPIEGATI DAL PROFESSORE IN AULA.
Tipologia: Appunti
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Gadda è uno degli autori più originali ed interessanti della letteratura italiana del ‘900. Alcuni elementi della sua vita sono fondamentali per comprendere il suo linguaggio unico, che rappresenta la sua nota più qualificativa, che lo condusse a una visione rabbiosa della realtà. Carlo Emilio Gadda nacque a Milano il 14 novembre 1893. Il padre, industriale tessile, e la madre, insegnante di lettere, assicurarono alla famiglia notevoli agi tant’è che il padre acquistò un’enorme villa a Longone , in Brianza, contro la quale si indirizzarono subito l'odio e il sarcasmo di Gadda che in essa vide l'origine di tutte le disgrazie familiari: le spese sostenute in questa circostanza e la morte stessa del padre segnarono il passaggio a una difficile condizione economica. Conseguita la maturità, contro la propria volontà e in obbedienza alle aspirazioni materne, Gadda si iscrisse in Ingegneria Elettrotecnica: la rinuncia alle proprie inclinazioni letterarie fu la nota costante e dolente del ritratto del Gadda maturo diede. Con l’avvento della prima guerra mondiale, egli si arruola come volontario, ma la morte del fratello in guerra e la sua prigionia in Germania, lo portano ben presto ad abbandonare quell’ illusione di un mondo migliore di cui abbiamo testimonianza in ‘’Diario di guerra e di prigionia’’. Dopo essersi Laureato, comincia a lavorare come ingegnere e la sua attività di scrittore comincerà solo dopo la morte della madre. Nel 1937 nella rivista ‘’Letteratura’’ a puntate.
E’ evidente che Gadda, all’interno del suo nucleo familiare ha visto crescere le sue ossessioni e i suoi dolori, tutta la sua opera letteraria è una sorta di romanzo familiare, ma in particolare ‘’La cognizione del dolore’’ è la chiave per comprendere la sua narrativa. Tutta la sua produzione è sostanzialmente caratterizzata da alcuni temi ricorrenti che attraversano la sua vita e le sue opere:
Ogni romanzo nasce dalla consapevolezza del fatto che il mondo è molteplice e io, autore, sottopongo gli svariati fatti del mondo ad una selezione, dandogli una trama. Questa selezione è un racconto che ha la pretesa di arrivare ad un finale, ad una unità. Ma Gadda pensa che è impossibile ridurre ad unità la molteplicità del mondo, lascia tutto aperto, senza finale. Lui ha la pretesa di allargare il dettaglio. Ma ciò cosa vuol dire? E’ come se ‘zoommasse’ i dettagli della realtà e in questo modo potesse rivelare e comprendere la vera struttura del reale. O meglio, lui pensa che il dettaglio contenga il reale, ma in realtà guardare in modo ravvicinato il dettaglio di un qualcosa, ci fa perdere la concezione di ciò che gli sta intorno. E’ proprio questo che accade nel Romanzo: Perdiamo la concezione della molteplicità e ci soffermiamo su dettagli apparentemente innocui che per Gadda, però, rappresentano il vero senso del reale. Il risultato nel romanzo è una struttura anti-narrativa. La prova è anche il fatto che pezzi dei suoi romanzi verranno pubblicati da Gadda anche separatamente, sono digressioni slegate, lui si deciderà a pubblicare il romanzo come un romanzo solo dopo la morte della madre. Il fratello di Gadda e la casa di villeggiatura.
Ci troviamo, praticamente, in Brianza ma nel romanzo appare col nome di Maradagal, uno stato probabilmente di origine dell’America meridionale visto che si trova nelle Ande. (influisce il suo viaggio in Argentina per questa scelta) e tutti i nomi vengono deformati.
Oltre ai vari registri linguistici (Latinismi, termini spagnoli, termini dialettali, termini tecnici e settoriali, lombardismi ma soprattutto l’uso di tutte le vasi diacroniche dell’italiano e cioè ci sono tutte le fasi storiche dell’italiano) I critici, in questo romanzo, hanno anche individuato 3 registri linguistici utilizzati in quest’opera:
Sta alla base di tutto il romanzo: derivazioni spagnole, termini inventati e grotteschi, satira ed ironia. (Ad esempio la parte in cui viene ridicolizzato l’annuncio pubblicitario sulle ville). Ad esempio: ‘’Di ville, di ville, di villette otto locali […]’’
Ad esempio: ‘’Tali donne, anche se non sono isteriche, impegnano il latte, e la caparbietà di tutta una vita […]’’ Qui vengono usati termini relativi alla psichiatria ottocentesca come ‘isteriche’ che è un termine che veniva utilizzato per indicare delle donne con disturbi mentali. Solo donne, tant’è che a questi disturbi si diede questo nome, proprio perchè isteria viene dal greco Hysteria (utero). Quello che vuole dire Gadda è che le donne cercano di thesaurizzare l’uomo o il primo che gli capiti, oppure colui che abbia qualcosa da vantare (ricchezze, lustro, titoli). A poco a poco l’innamorata, però, dopo aver conquistato il suo uomo, va incontro al trionfo-catastrofe, cioè vanno incontro ad una deriva in cui se l’amore è rifiutato danno inizio a reati e menzogne. Qui fondamentalmente, Gadda, sta indagando sul perché, molte volte, dall’amore delle donne deriva, poi, la loro isteria.
Non è perennemente utilizzato ma comunque appare. Sono le pagine in cui appaiono il figlio e la madre e sono caratterizzate da un linguaggio enfatico e tragico perché non fanno altro che esprimere la loro partecipazione dolorosa al mondo, cioè la loro cognizione (conoscenza) del dolore. Gonzalo Pirobutirro e il ‘Male Oscuro’ (depressione/ rifiuto del mondo) Rappresenta, praticamente, il doppio del poeta. Parla a metà del romanzo però viene presentato da altri personaggi che parlano o ragionano su di lui. Viene descritto dai suoi conterranei come colui che possiede tutti e sette i peccati capitali, in particolare l’iracondia nei confronti della madre. Questa sua rabbia si dirige sostanzialmente alla famiglia che rappresenta un luogo di disagio, proprio come per Gadda. Ad un certo punto, come abbiamo detto, ci sarà un dialogo tra Gonzalo e il medico, un dialogo che si instaura come ne ‘’La Coscienza di Zeno’’: Gonzalo parla e il medico (anche se non è uno psicanalista come il dottor s.) ascolta passivamente. Da questo dialogo/monologo spuntano fuori le ragioni del suo atteggiamento: Gonzalo ritiene di non essere stato amato durante la sua infanzia, intercede, quindi, il tema de ‘’ qui no risiere parentes’’. La diagnosi di Freud per Gonzalo sarebbe stata quella di Nevrosi e infatti è quella che Gadda vuole attribuire al suo protagonista, però lui la chiama ‘’MALE OSCURO’’. (Giuseppe Berto pubblicherà più avanti il suo romanzo ‘Il Male Oscuro’). Il male oscuro è sostanzialmente la depressione, il rifiuto della vita che non solo logora il sistema psichico ma anche quello fisico. Tutto ciò potrebbe portarci a pensare che Gadda accogliesse le teorie psicoanalitiche , in verità, come in Svevo, non c’è una grande fiducia per questa scienza. Il medico, infatti, non dice delle cose fondate sulle teorie Freudiane, ma dice delle cose di buon senso. Ad esempio, a proposito dei turbamenti sessuali consiglia di sfogarsi con una donna ‘’adatta’’. Ci sono dei sogni tipicamente freudiani: dettagli sessuali, ma soprattutto sogna di uccidere la madre. Ma ad uccidere la madre sarà il vigilante, che rappresenta il doppio di Gonzalo, il quale entra per rubare e uccide la madre. La vecchia nel buio lo scambia per il figlio e per questo che Gonzalò sarà il primo indagato.
1. Questo saggio, in primo luogo affronta la questione del titolo. Perché la cognizione del dolore? Questo titolo è il punto di incontro di vari percorsi intertestuali, soffermiamoci sul termine ‘’COGNIZIONE’’: ‘’La cognizione del dolore’’ è una citazione che sicuramente si riferisce a Shopenhauer il quale usa questa espressione a proposito di quei padri che uccidono i figli e poi se stessi per salvare i figli e se stessi dai mali dell’esistenza. Questo è il significato del titolo del romanzo di Gadda: Il gesto dell’omicidio come reazione al tormento dell’esistenza. 2. Nella seconda parte del saggio si analizzala questione della struttura. Come abbiamo detto, ‘’La cognizione del dolore’’ è un romanzo estremamente frammentato il quale è costituito da parti pubblicate anche singolarmente da Gadda le quali non hanno alcun ordine preciso di esposizione: I fatti vengono esposti ‘’Di getto’’ così come ognuno di noi li scriverebbe sul proprio diario e la cosa veramente importante è il fatto che alla fine di questo romanzo non sappiamo veramente come siano andate le cose, non sappiamo chi ha ucciso la mamma e dunque non abbiamo finale. Emilio Manzotti si sofferma sul fatto che è possibile notare tre tipologie di incompiutezza in questo romanzo: