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CARLO EMILIO GADDA E ''LA COGNIZIONE DEL DOLORE'', Appunti di Letteratura Italiana

DOCUMENTO UTILIZZATO LPER SOSTENERE L'ESAME CHE E' STATO SUPERATO CON VOTAZIONE 30. IL DOCUMENTO E' IL RISULTATO DI UNO STUDIO APPROFONDITO DI MANUALE, SAGGI CRITICI E SBOBBINE DELLE LEZIONI. ALL'INTERNO DEL DOCUMENTO E' POSSIBILE TROVARE INFORMAZIONI DETTAGLIATE SULLA VITA E LO STILE DI GADDA E INFORMAZIONI DETTAGLIATE SU ''LA COGNIZIONE DEL DOLORE''. SONO TRATTATI IN MODO PARTICOLARMENTE ATTENTO TUTTI I PUNTI SALIENTI SPIEGATI DAL PROFESSORE IN AULA.

Tipologia: Appunti

2020/2021

In vendita dal 08/04/2021

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CARLO EMILIO GADDA: La cognizione del dolore.
Gadda è uno degli autori più originali ed interessanti della letteratura italiana del ‘900. Alcuni elementi della
sua vita sono fondamentali per comprendere il suo linguaggio unico, che rappresenta la sua nota più
qualificativa, che lo condusse a una visione rabbiosa della realtà. Carlo Emilio Gadda nacque a Milano il 14
novembre 1893. Il padre, industriale tessile, e la madre, insegnante di lettere, assicurarono alla famiglia
notevoli agi tant’è che il padre acquistò un’enorme villa a Longone, in Brianza, contro la quale si
indirizzarono subito l'odio e il sarcasmo di Gadda che in essa vide l'origine di tutte le disgrazie familiari: le
spese sostenute in questa circostanza e la morte stessa del padre segnarono il passaggio a una difficile
condizione economica. Conseguita la maturità, contro la propria volontà e in obbedienza alle aspirazioni
materne, Gadda si iscrisse in Ingegneria Elettrotecnica: la rinuncia alle proprie inclinazioni letterarie fu la
nota costante e dolente del ritratto del Gadda maturo diede. Con l’avvento della prima guerra mondiale,
egli si arruola come volontario, ma la morte del fratello in guerra e la sua prigionia in Germania, lo portano
ben presto ad abbandonare quellillusione di un mondo migliore di cui abbiamo testimonianza in ‘’Diario di
guerra e di prigionia’’. Dopo essersi Laureato, comincia a lavorare come ingegnere e la sua attività di
scrittore comincerà solo dopo la morte della madre. Nel 1937 nella rivista ‘’Letteratura’’ a puntate.
I temi della sua produzione e de ‘’la cognizione del dolore’’
E’ evidente che Gadda, all’interno del suo nucleo familiare ha visto crescere le sue ossessioni e i suoi dolori,
tutta la sua opera letteraria è una sorta di romanzo familiare, ma in particolare ‘’La cognizione del dolore’’ è
la chiave per comprendere la sua narrativa. Tutta la sua produzione è sostanzialmente caratterizzata da
alcuni temi ricorrenti che attraversano la sua vita e le sue opere:
1. Il dolore
2. L’insofferenza sociale
3. La rabbia verso la madre (soprattutto) e il padre
4. Lo sdegno verso l’educazione considerato ‘’Un esercizio sadico’’
5. Il desiderio di vendetta.
Questi temi, prettamente scatenati dall’ambiente familiare ricorrono sempre nelle opere di Gadda, anche
quando l’ambiente familiare non esiste più, e cioè sono tutti morti, lui continua a scrivere di questi temi e di
questo desiderio di vendetta. ‘’La cognizione del dolore’’, ad esempio, è stato scritto per vendicarsi della
madre, la quale era già morta da tempo.
Lo stile del romanzo.
Come ‘’Diario di guerra e di prigionia’’ ha una struttura slegata e diaristica in cui non vi è una linea precisa di
esposizione dei fatti, i quali vengono esposti nell’ordine in cui sorgono nella mente del poeta, così è
anche nelle altre opere di Gadda. La scrittura di Gadda nasce sempre come diaristica ed è, dunque,
frammentaria e soltanto successivamente viene organizzata. Lui aspira ai modelli ottocenteschi come
Manzoni, il genio Lombardo. La struttura delle opere di Gadda è una struttura cumulativa piena di
digressioni che vertono sui temi sopracitati, gli eventi non hanno ordine e non si arriva ad una conclusione,
tant’è che i suoi due romanzi ‘’Quer Pasticciaccio Brutto De Via Marulana’’ e ‘’La cognizione del dolore’’
rimangono incompiuti. Le trame di Gadda sono statiche, trame in cui non c’è movimento ed evoluzione di
eventi e personaggi. Siccome si tratta di romanzi con una trama sfumatamente poliziesca, la mancanza di
una conclusione è un attacco alla leggibilità del proprio romanzo, al lettore e allo stesso tempo una rinuncia
a leggere la complessità del reale: Il reale è molteplice Gadda pensa di non poter ridurlo ad unità, per
questo lascia i suoi romanzi aperti. I suoi romanzi sono Abbozzi di narrazioni che vengo messi insieme.
La molteplicità del mondo.
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CARLO EMILIO GADDA: La cognizione del dolore.

Gadda è uno degli autori più originali ed interessanti della letteratura italiana del ‘900. Alcuni elementi della sua vita sono fondamentali per comprendere il suo linguaggio unico, che rappresenta la sua nota più qualificativa, che lo condusse a una visione rabbiosa della realtà. Carlo Emilio Gadda nacque a Milano il 14 novembre 1893. Il padre, industriale tessile, e la madre, insegnante di lettere, assicurarono alla famiglia notevoli agi tant’è che il padre acquistò un’enorme villa a Longone , in Brianza, contro la quale si indirizzarono subito l'odio e il sarcasmo di Gadda che in essa vide l'origine di tutte le disgrazie familiari: le spese sostenute in questa circostanza e la morte stessa del padre segnarono il passaggio a una difficile condizione economica. Conseguita la maturità, contro la propria volontà e in obbedienza alle aspirazioni materne, Gadda si iscrisse in Ingegneria Elettrotecnica: la rinuncia alle proprie inclinazioni letterarie fu la nota costante e dolente del ritratto del Gadda maturo diede. Con l’avvento della prima guerra mondiale, egli si arruola come volontario, ma la morte del fratello in guerra e la sua prigionia in Germania, lo portano ben presto ad abbandonare quell’ illusione di un mondo migliore di cui abbiamo testimonianza in ‘’Diario di guerra e di prigionia’’. Dopo essersi Laureato, comincia a lavorare come ingegnere e la sua attività di scrittore comincerà solo dopo la morte della madre. Nel 1937 nella rivista ‘’Letteratura’’ a puntate.

I temi della sua produzione e de ‘’la cognizione del dolore’’

E’ evidente che Gadda, all’interno del suo nucleo familiare ha visto crescere le sue ossessioni e i suoi dolori, tutta la sua opera letteraria è una sorta di romanzo familiare, ma in particolare ‘’La cognizione del dolore’’ è la chiave per comprendere la sua narrativa. Tutta la sua produzione è sostanzialmente caratterizzata da alcuni temi ricorrenti che attraversano la sua vita e le sue opere:

  1. Il dolore
  2. L’insofferenza sociale
  3. La rabbia verso la madre (soprattutto) e il padre
  4. Lo sdegno verso l’educazione considerato ‘’Un esercizio sadico’’
  5. Il desiderio di vendetta. Questi temi, prettamente scatenati dall’ambiente familiare ricorrono sempre nelle opere di Gadda, anche quando l’ambiente familiare non esiste più, e cioè sono tutti morti, lui continua a scrivere di questi temi e di questo desiderio di vendetta. ‘’La cognizione del dolore’’, ad esempio, è stato scritto per vendicarsi della madre, la quale era già morta da tempo. Lo stile del romanzo. Come ‘’Diario di guerra e di prigionia’’ ha una struttura slegata e diaristica in cui non vi è una linea precisa di esposizione dei fatti, i quali vengono esposti nell’ordine in cui sorgono nella mente del poeta, così è anche nelle altre opere di Gadda. La scrittura di Gadda nasce sempre come diaristica ed è, dunque, frammentaria e soltanto successivamente viene organizzata. Lui aspira ai modelli ottocenteschi come Manzoni, il genio Lombardo. La struttura delle opere di Gadda è una struttura cumulativa piena di digressioni che vertono sui temi sopracitati, gli eventi non hanno ordine e non si arriva ad una conclusione, tant’è che i suoi due romanzi ‘’Quer Pasticciaccio Brutto De Via Marulana’’ e ‘’La cognizione del dolore’’ rimangono incompiuti. Le trame di Gadda sono statiche , trame in cui non c’è movimento ed evoluzione di eventi e personaggi. Siccome si tratta di romanzi con una trama sfumatamente poliziesca, la mancanza di una conclusione è un attacco alla leggibilità del proprio romanzo, al lettore e allo stesso tempo una rinuncia a leggere la complessità del reale: Il reale è molteplice Gadda pensa di non poter ridurlo ad unità, per questo lascia i suoi romanzi aperti. I suoi romanzi sono Abbozzi di narrazioni che vengo messi insieme. La molteplicità del mondo.

Ogni romanzo nasce dalla consapevolezza del fatto che il mondo è molteplice e io, autore, sottopongo gli svariati fatti del mondo ad una selezione, dandogli una trama. Questa selezione è un racconto che ha la pretesa di arrivare ad un finale, ad una unità. Ma Gadda pensa che è impossibile ridurre ad unità la molteplicità del mondo, lascia tutto aperto, senza finale. Lui ha la pretesa di allargare il dettaglio. Ma ciò cosa vuol dire? E’ come se ‘zoommasse’ i dettagli della realtà e in questo modo potesse rivelare e comprendere la vera struttura del reale. O meglio, lui pensa che il dettaglio contenga il reale, ma in realtà guardare in modo ravvicinato il dettaglio di un qualcosa, ci fa perdere la concezione di ciò che gli sta intorno. E’ proprio questo che accade nel Romanzo: Perdiamo la concezione della molteplicità e ci soffermiamo su dettagli apparentemente innocui che per Gadda, però, rappresentano il vero senso del reale. Il risultato nel romanzo è una struttura anti-narrativa. La prova è anche il fatto che pezzi dei suoi romanzi verranno pubblicati da Gadda anche separatamente, sono digressioni slegate, lui si deciderà a pubblicare il romanzo come un romanzo solo dopo la morte della madre. Il fratello di Gadda e la casa di villeggiatura.

  • La figura del fratello è fondamentale nell’esperienza biografica dell’Autore. Egli era il suo opposto, più posato e ubbidiente ed era il preferito della famiglia , come Gadda stesso ci dice. Egli però, morirà durante il collaudo di un aereo militare e la sua morte sarà molto risentita dalla famiglia, soprattutto dalla madre. A quel punto, ancora più di prima, Gadda si sente il figlio non amato il figlio ‘’Qui no risiere parentes’’ come dice lo stesso autore citando le Bucoliche di Virgilio. Il suo era un doppio dolore: dolore per il fratello che amava e che adesso non viveva più e dolore per non essere amato abbastanza dalla famiglia. Succede di conseguenza che nell’ultima parte della sua vita si dimostri molto aggressivo nei confronti della madre e di questa sua aggressività lo porterà al rimorso ne troviamo traccia nel romanzo.
  • Gadda scrive a Contini ‘’La mia casa di campagna mi procura più grattacapi che una suocera isterica, mi vendicherò..’’ Quella casa è una fonte di debiti ed una ‘’fisima casalinga’’ della sua famiglia frutto dell’esibizionismo borghese a cui la sua famiglia voleva andar dietro. La prima cosa che farà dopo la morte della madre sarà vendere la cas a, gesto che, dal punto di vista simbolico ha un valore molto forte : rappresenta l’uccisione della madre. Questo è il tema della cognizione del dolore: IL MATRICIDIO. Solitamente la casa è il simbolo della famiglia, che qui è una famiglia borghese e quindi l’invettiva di Gadda contro questa casa è traducibile all’odio e alla critica per il sistema ipocrita ed esibizionista della famiglia borghese ma allo stesso tempo del mondo perché secondo Gadda la famiglia è un modello del sistema del mondo. Vi è quindi una critica non solo morale ma anche filosofica. Lui avendo una formazione da scienziato parte da una prospettiva evoluzionistica e ritiene che la famiglia sia lo spazio della continuità della specie: I genitori nella famiglia muoiono e nonostante ciò i figli porteranno avanti la specie ma anche il dolore che la specie si porta dietro, il groviglio di pulsioni. Gadda è un lettore ortodosso di Freud e vede in maniera freudiana il rapporto tra genitori e figli. Nei suoi romanzi, non c’è mai un rapporto amorevole tra genitori e figli perché lui pensa che esso sia sempre un rapporto duro dove intercedono non sentimenti ma pulsioni. La vendita della casa è la premessa del fatto che, nei decenni successivi, Gadda non avrà una famiglia e riuscirà a sfuggire alla condanna della continuazione della specie e per scelta non avrà una casa, vivrà in affitto o in camere d’albergo.

Pubblicazione e ‘’l’editore chiede venia del recupero chiamando in causa l’autore’’.

La trama.

Ci troviamo, praticamente, in Brianza ma nel romanzo appare col nome di Maradagal, uno stato probabilmente di origine dell’America meridionale visto che si trova nelle Ande. (influisce il suo viaggio in Argentina per questa scelta) e tutti i nomi vengono deformati.

  • Milano: Pastrufazio (dovrebbe significare pasticceria)
  • Longone: Lucones
  • Monte di Resegone: Resuchòn
  • E molti altri. Il Maradagàl è da poco uscito da una guerra col Paradagàl, uno stato confinante che probabilmente è il simbolo della rivalità tra Argentina e Uruguai o della guerra tra Italia e Austria. Il Maradagal vince e i reduci di guerra vengono impiegati nell’istituto di vigilanza del paese. Questa questione, la maggior parte dei critici letterari ci vede una trasfigurazione del fascismo: I reduci che non riuscivano ad integrarsi nella vita civile entravano a far parte delle squadre fasciste e venivano protetti, allo stesso modo i reduci del Maradagal venivano integrati nell’istituto di vigilanza. La protezione dell’istituto di vigilanza iene rifiutata e non pagata dal protagonista, Gonzalo Pirogutirro’’. Il cognome è noto perché è una tipologia di pera che sta nelle nostre tavole ed è, quindi, un particolare grottesco. Il protagonista non appare subito, ma dopo quasi 100 pagina. La sua apparizione, però, viene preparata dalle dicerie degli abitanti e dal monologo interiore che fa il dottore, il quale si sta recando a casa di Gonzalo che vive in una grande Villa. Così, mentre si reca a casa sua, il medico fa delle considerazioni su questo personaggio sociopatico, pieno di ira e rabbia specialmente nei confronti della madre. Nel frattempo il medico fa delle considerazioni anche sul Manganones, il reduce di guerra che si è finto sordo per entrare nell’istituto di vigilanza, che viene scoperto e viene licenziato. Alla fine del romanzo si scoprirà che lui è il principale indagato dell’omicidio della madre di Gonzalo. Fa delle considerazioni anche sulle ville borghesi Pastrofaziane. ‘’Di ville, di ville, di villette otto locali […]’’ Qui vediamo una sorta di parodia di un annuncio di vendita di queste ville borghesi. E’ satira tagliente, critica della vanità della società. Ad un certo punto Gadda dice ‘’Gli alberi riparano dai venti ma non dai monsoni delle ipoteche’’. Si riferisce alla sua esperienza personale, ai debiti in contro a cui è andata la sua famiglia per pura vanità, per avere come tutti una casa di villeggiatura. Dopo circa 100 pagine, finalmente il dottore arriva da Gonzalo il quale comincia a parlare, anche qui abbiamo un monologo. In realtà possiamo dire che lo schema è quello della coscienza di Zeno: Un personaggio che parla e a volte parla anche a vanvera e un medico che ascolta. Lui parla del rapporto con la madre e assistiamo a scoppi di ira: tutti secondo lui tutti puzzano di Gorgonzuelo. Tutti gli danno fastidio e se la prende sempre con la madre. Gonzalo fa vai e vieni per lavoro da Pastrufazio e la madre spesso si trova sola. Una notte, impaurita dal temporale scende in cantina e scendendo vede il fantasma del figlio morto in guerra e il fantasma del figlio ancora vivo: Implora che possa tornare ed effettivamente tornerà a casa, ma come sempre sarà sgorbutico e scontroso. Questa discesa in cantina è una sorta di Necuia. Alla fine del romanzo, due agenti della vicinanza sentono rumori molesti ed entrando a casa di Gonzalo, vedono la madre gravemente ferita (poi morirà) e pensano subito che il colpevole sia il figlio, tutti i vicini raggiungeranno la casa, tutti quei contadini che Gonzalo odiava e che, secondo lui, puzzavano, tornano a creare disordine. Così si chiude il romanzo: Il disordine del mondo che irrompe nello spazio chiuso della villa.

I registri linguistici e retorici.

Oltre ai vari registri linguistici (Latinismi, termini spagnoli, termini dialettali, termini tecnici e settoriali, lombardismi ma soprattutto l’uso di tutte le vasi diacroniche dell’italiano e cioè ci sono tutte le fasi storiche dell’italiano) I critici, in questo romanzo, hanno anche individuato 3 registri linguistici utilizzati in quest’opera:

1. Registro umoristico:

Sta alla base di tutto il romanzo: derivazioni spagnole, termini inventati e grotteschi, satira ed ironia. (Ad esempio la parte in cui viene ridicolizzato l’annuncio pubblicitario sulle ville). Ad esempio: ‘’Di ville, di ville, di villette otto locali […]’’

2. Registro Logico-razionalistico/ Filosofico-Psicoanalitico.

Ad esempio: ‘’Tali donne, anche se non sono isteriche, impegnano il latte, e la caparbietà di tutta una vita […]’’ Qui vengono usati termini relativi alla psichiatria ottocentesca come ‘isteriche’ che è un termine che veniva utilizzato per indicare delle donne con disturbi mentali. Solo donne, tant’è che a questi disturbi si diede questo nome, proprio perchè isteria viene dal greco Hysteria (utero). Quello che vuole dire Gadda è che le donne cercano di thesaurizzare l’uomo o il primo che gli capiti, oppure colui che abbia qualcosa da vantare (ricchezze, lustro, titoli). A poco a poco l’innamorata, però, dopo aver conquistato il suo uomo, va incontro al trionfo-catastrofe, cioè vanno incontro ad una deriva in cui se l’amore è rifiutato danno inizio a reati e menzogne. Qui fondamentalmente, Gadda, sta indagando sul perché, molte volte, dall’amore delle donne deriva, poi, la loro isteria.

3. Registro Lirico:

Non è perennemente utilizzato ma comunque appare. Sono le pagine in cui appaiono il figlio e la madre e sono caratterizzate da un linguaggio enfatico e tragico perché non fanno altro che esprimere la loro partecipazione dolorosa al mondo, cioè la loro cognizione (conoscenza) del dolore. Gonzalo Pirobutirro e il ‘Male Oscuro’ (depressione/ rifiuto del mondo) Rappresenta, praticamente, il doppio del poeta. Parla a metà del romanzo però viene presentato da altri personaggi che parlano o ragionano su di lui. Viene descritto dai suoi conterranei come colui che possiede tutti e sette i peccati capitali, in particolare l’iracondia nei confronti della madre. Questa sua rabbia si dirige sostanzialmente alla famiglia che rappresenta un luogo di disagio, proprio come per Gadda. Ad un certo punto, come abbiamo detto, ci sarà un dialogo tra Gonzalo e il medico, un dialogo che si instaura come ne ‘’La Coscienza di Zeno’’: Gonzalo parla e il medico (anche se non è uno psicanalista come il dottor s.) ascolta passivamente. Da questo dialogo/monologo spuntano fuori le ragioni del suo atteggiamento: Gonzalo ritiene di non essere stato amato durante la sua infanzia, intercede, quindi, il tema de ‘’ qui no risiere parentes’’. La diagnosi di Freud per Gonzalo sarebbe stata quella di Nevrosi e infatti è quella che Gadda vuole attribuire al suo protagonista, però lui la chiama ‘’MALE OSCURO’’. (Giuseppe Berto pubblicherà più avanti il suo romanzo ‘Il Male Oscuro’). Il male oscuro è sostanzialmente la depressione, il rifiuto della vita che non solo logora il sistema psichico ma anche quello fisico. Tutto ciò potrebbe portarci a pensare che Gadda accogliesse le teorie psicoanalitiche , in verità, come in Svevo, non c’è una grande fiducia per questa scienza. Il medico, infatti, non dice delle cose fondate sulle teorie Freudiane, ma dice delle cose di buon senso. Ad esempio, a proposito dei turbamenti sessuali consiglia di sfogarsi con una donna ‘’adatta’’. Ci sono dei sogni tipicamente freudiani: dettagli sessuali, ma soprattutto sogna di uccidere la madre. Ma ad uccidere la madre sarà il vigilante, che rappresenta il doppio di Gonzalo, il quale entra per rubare e uccide la madre. La vecchia nel buio lo scambia per il figlio e per questo che Gonzalò sarà il primo indagato.

Approfondimento: Saggio critico di E. Manzotti ‘’Gadda, La Cognizione Del Dolore.

1. Questo saggio, in primo luogo affronta la questione del titolo. Perché la cognizione del dolore? Questo titolo è il punto di incontro di vari percorsi intertestuali, soffermiamoci sul termine ‘’COGNIZIONE’’: ‘’La cognizione del dolore’’ è una citazione che sicuramente si riferisce a Shopenhauer il quale usa questa espressione a proposito di quei padri che uccidono i figli e poi se stessi per salvare i figli e se stessi dai mali dell’esistenza. Questo è il significato del titolo del romanzo di Gadda: Il gesto dell’omicidio come reazione al tormento dell’esistenza. 2. Nella seconda parte del saggio si analizzala questione della struttura. Come abbiamo detto, ‘’La cognizione del dolore’’ è un romanzo estremamente frammentato il quale è costituito da parti pubblicate anche singolarmente da Gadda le quali non hanno alcun ordine preciso di esposizione: I fatti vengono esposti ‘’Di getto’’ così come ognuno di noi li scriverebbe sul proprio diario e la cosa veramente importante è il fatto che alla fine di questo romanzo non sappiamo veramente come siano andate le cose, non sappiamo chi ha ucciso la mamma e dunque non abbiamo finale. Emilio Manzotti si sofferma sul fatto che è possibile notare tre tipologie di incompiutezza in questo romanzo:

  • Incompiutezza voluta perché la mancanza del finale non è casuale, ma è un effetto voluto da Gadda, il quale considerando il mondo molteplice, non ritiene sia possibile ridurlo all’unità di un finale. (Vedi pg 2 ‘’La molteplicità del mondo’’)
  • Incompiutezza accidentale dovuta alle difficoltà della rivista in cui pubblica il il romanzo a puntate e a causa di queste difficoltà il romanzo rimarrà incompiuto.
  • Incompiutezza intrinseca cioè relativa al modo di scrivere del poeta: Lui non scrive per creare una trama, scrive pezzi slegati che poi vengono riordinati e il qualsiasi modo sarebbero stati ordinati, il risultato sarebbe stato lo stesso. Questo modo di scrivere non potrebbe mai comprendere un finale. 3. In fine, Manzotti, approfondisce il tema del ‘’Qui no riesiere paretes’’ Egli parla di questo tema però con una sorta di piccola storpiatura: letteralmente la frase significa ‘’A cui i genitori non sorrisero’’, Manzotti, invece, ci parla di ‘’Non poter sorridere’’. Fa un cenno a Leopardi, a cui i genitori non sorrisero, ma non perché non volevano, ma perché non potevano per colpa sua, o meglio, per colpa della sua storpiatura. Quindi, sostanzialmente, Manzotti ci dice e il poco amore dei genitori è una colpa del figlio il quale presenta una storpiatura fisica o semplicemente non rispecchia ciò che i genitori avrebbero voluto, cresce egli si farà una colpa di ciò e alla fine si arriverà alla misantropia.