Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Carlo Emilio Gadda: vita, poetica e "La cognizione del dolore", Appunti di Italiano

Riassunto della vita , analisi della poetica e trama de "La cognizione del dolore" di Carlo Emilio Gadda.

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 02/07/2020

elena-ricci-19
elena-ricci-19 🇮🇹

4

(3)

2 documenti

1 / 5

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
CARLO EMILIO GADDA
Incline alla solitudine e introverso (“Il paesaggio e le sue alberature mi hanno affascinato mentre gli umani mi
hanno ispirato tuttalpiù simpatia e affetto")
Nasce a Milano nel 1893
Famiglia di buona borghesia (immaginario titolo di “Duca di Sant’Aquila”)
o Padre:
Francesco Ippolito
Socio di un’azienda di filatura della seta
“Industriale e idealista”
Avventato negli investimenti economici (perdita di molto denaro)
o Madre:
Adele Lehr (seconda moglie del padre)
Di origini ungheresi
Fredda e autoritaria
Rapporto ambivalente dovuto ai sensi di colpa per non essere il figlio perfetto
Improvvise e gravi difficoltà economiche:
o Disastrosi investimenti
o Morte del padre (1909)
Rinunce materiali e umiliazione
Isolamento (non si sente appartenente nè al popolo nè alla borghesia)
Infanzia e adolescenza tormentate e dolorose
Studi finanziati con gravi sacrifici
Passione per la scrittura
o Si ispira a Manzoni (vero e proprio culto) a causa della sua capacità di rappresentare con realismo gli
umili, e in particolare si sente vicino a Don Abbondio, il quale risulta colpevole di fronte alla morale
comune per il solo fatto di aver ceduto di fronte alla violenza
o Carducci, d’Annunzio, Dante, Ariosto, Cervantes ecc.
1912: si diploma al liceo classico “Giuseppe Parini”
1915:
o Si iscrive all’Istituto Tecnico Superiore di Milano
Studi di ingegneria per assecondare la famiglia
o Si arruola come volontario (per mettere alla prova il suo senso morale e civile)
Deportato in Germania dopo la disfatta di Caporetto
Scrive una serie di diari corredati da schizzi e disegni
Firmati con la latinizzazione “Gaddus”
“Giornale di guerra e di prigionia” (1955)
Desideroso di darsi una rigorosa disciplina interna, si trova in un esercito mal organizzato e
dominato dall’irrazionalità e dall’incompetenza
Nonostante tutto passa alcune delle ore migliori della sua vita (“avventura umana
comune”)
Esprime il contrasto disciplina-disordine tramite una lingua tutta sua
1919:
o Torna a casa
o Scopre della morte dell’amato fratello Enrico
Profonda depressione
1920:
o Si laurea in ingegneria elettrotecnica
o Decide di dedicarsi alla letteratura
o Si iscrive al terzo anno di Filosofia
Assillato dai problemi economici inizia a lavorare come ingegnere
o 1922-24: Argentina (frequente uso di ispanismi e di ambientazioni sudamericane)
Di nuovo a Milano:
o Insegna matematica e fisica al suo vecchio liceo
o Si dedica alle sue passioni
Studi filosofici:
Influenza di Spinoza, Kant e Leibniz
pf3
pf4
pf5

Anteprima parziale del testo

Scarica Carlo Emilio Gadda: vita, poetica e "La cognizione del dolore" e più Appunti in PDF di Italiano solo su Docsity!

CARLO EMILIO GADDA

 Incline alla solitudine e introverso (“Il paesaggio e le sue alberature mi hanno affascinato mentre gli umani mi hanno ispirato tuttalpiù simpatia e affetto")  Nasce a Milano nel 1893  Famiglia di buona borghesia (immaginario titolo di “Duca di Sant’Aquila”) o Padre:  Francesco Ippolito  Socio di un’azienda di filatura della seta  “Industriale e idealista”  Avventato negli investimenti economici (perdita di molto denaro) o Madre:  Adele Lehr (seconda moglie del padre)  Di origini ungheresi  Fredda e autoritaria  Rapporto ambivalente dovuto ai sensi di colpa per non essere il figlio perfetto  Improvvise e gravi difficoltà economiche: o Disastrosi investimenti o Morte del padre (1909)  Rinunce materiali e umiliazione  Isolamento (non si sente appartenente nè al popolo nè alla borghesia)  Infanzia e adolescenza tormentate e dolorose  Studi finanziati con gravi sacrifici  Passione per la scrittura o Si ispira a Manzoni (vero e proprio culto) a causa della sua capacità di rappresentare con realismo gli umili, e in particolare si sente vicino a Don Abbondio, il quale risulta colpevole di fronte alla morale comune per il solo fatto di aver ceduto di fronte alla violenza o Carducci, d’Annunzio, Dante, Ariosto, Cervantes ecc.  1912: si diploma al liceo classico “Giuseppe Parini”  1915: o Si iscrive all’Istituto Tecnico Superiore di Milano  Studi di ingegneria per assecondare la famiglia o Si arruola come volontario (per mettere alla prova il suo senso morale e civile)  Deportato in Germania dopo la disfatta di Caporetto  Scrive una serie di diari corredati da schizzi e disegni  Firmati con la latinizzazione “Gaddus”  “Giornale di guerra e di prigionia” (1955)  Desideroso di darsi una rigorosa disciplina interna, si trova in un esercito mal organizzato e dominato dall’irrazionalità e dall’incompetenza  Nonostante tutto passa alcune delle ore migliori della sua vita (“avventura umana comune”)  Esprime il contrasto disciplina-disordine tramite una lingua tutta sua  1919: o Torna a casa o Scopre della morte dell’amato fratello Enrico  Profonda depressione  1920: o Si laurea in ingegneria elettrotecnica o Decide di dedicarsi alla letteratura o Si iscrive al terzo anno di Filosofia  Assillato dai problemi economici inizia a lavorare come ingegnere o 1922-24: Argentina (frequente uso di ispanismi e di ambientazioni sudamericane)  Di nuovo a Milano: o Insegna matematica e fisica al suo vecchio liceo o Si dedica alle sue passioni  Studi filosofici:  Influenza di Spinoza, Kant e Leibniz

 Nel 1924 scrive “L’Apologia manzoniana”: o Saggio di dieci pagine pubblicato tre anni dopo o Celebra dell’autore soprattutto la mescolanza di apporti storici e teorici  Più volte tenta di lasciare da parte il lavoro come ingegnere per dedicarsi alla scrittura: o 1924: decide di partecipare ad un concorso di Mondadori (“Racconto italiano di ignoto del Novecento”, incompiuto) ma rinuncia  1925: riprende il lavoro e i viaggi professionali (che gli pesano moltissimo perché “periodi illetteratissimi”) o 1926: inizia a collaborare alla rivista fiorentina “Solaria” (aperta alle esperienze europee)  Stringe amicizia con Montale e Saba  Pubblica le sue prime prose narrative o 1928: scrive il saggio filosofico “Meditazione milanese”  Pubblicato nel 1974  Elabora una visone del mondo che influenzerà tutta la sua attività letteraria succesiva  La scrittura letteraria è per Gadda un fondamentale strumento di riscatto contro “gli oltraggi del destino” (permettendogli di raccontare la sua verità)  1931: pubblica “La Madonna dei filosofi” o Raccolta di racconti e prose di vario genere  Egli scrive da oltre un decennio ma, in quanto ingegnere, è sconosciuto all’ambiente delle belle lettere: come una “giraffa o canguro” nel giardino dei raffinati letterati fiorentini (“Lettere a Bonaventura Tecchi”)  1932: comincia a scrivere “Un fulmine sul 220” o Abbandonato ma fonte di ispirazione e spunti per l’”Aldagisa”  1934: esce “Il Castello di Udine” (vincitore del premio Bagutta)  1936: o Muore la madre o Vende la villa di Longone (comprata dal padre durante la sua infanzia) o Inizia a scrivere “La cognizione del dolore”  Pubblicato incompleto su “Letteratura” tra il 1938 e il 1941  1939: pubblica “Le meraviglie d’Italia” (prose giornalistiche)  1940-50: o Abbandona la professione di ingegnere o Si trasferisce a Firenze  Frequenta il caffe “Le Giubbe Rosse”  Conosce scrittori e critici (Carlo Bo, Tommaso Landolfi…)  Nelle ore di svago si dedica agli studi filosofici e scientifici (meno snervati di “una conversazione di salotto”) o Pubblica “L’Adalgisa. Disegni milanesi” (satira dissacrante della borghesia lombarda del suo tempo) o 1945-46: scrive “Eros e Priapo”  Feroce pamphlet antimussoliniano  Esamina la psicologia di massa  Stabilisce un collegamento tra potere e erotismo  L’Eros prevale sulla ragione e spinge il popolo ad idolatrare le personalità esibizioniste e narcisiste o Dopo la guerra si ritrova in una situazione economica disastrosa  1950: o Alcuni amici gli procurano un posto come praticante giornalista presso i servizi culturali del Giornale Radio Rai o Si trasferisce a Roma o Redige alcune norme ad uso dei responsabili dei programmi radiofonici (che non devono far patire agli ascoltatori alcuna inferiorità culturale)  1955: o Garzanti gli propone di ripubblicare “Quer pasticciaccio brutto de via Merulana”  Sperimentazione linguistica  Romanzo “giallo” e antinaturalista  Vasto consenso del pubblico o Lascia l’impiego alla radio per dedicarsi alla letteratura o Viene segnalato come Caso letterario

 Per descrivere un divenire percepito come già compiuto, il tempo verbale dominante è l’infinito (ritorno perpetuo, stagnazione, angosciosa persistenza…)

LA POETICA

 Lo scrittore sorprende le cose nel loro movimento, come se fossero pause provvisorie nel flusso perpetuo dell’esistere (“stazioni”, “pianerottoli di sosta”)  Ogni oggetto è per lui un “groviglio”, un “gomitolo”, un “pasticcio”, il punto di convergenza di una fitta reta di relazioni o Esempio della pietra preziosa: essa riflette le reazioni dell’ambiente con cui entra in contatto ed è un condensato di relazioni che la rendono unica, dalla storia chimica, mineralogica e preistorica fino alla storia ipotetica, che racchiude le possibili circostanze che la determinano  Anche il soggetto risulta coinvolto nello stesso processo di perpetua deformazione o Il pronome (specialmente l’”io”) è soltanto una convenzione linguistica, in quanto l’io non è che il prodotto provvisorio di cause molteplici (storiche, biologiche, psicologiche…) e la sua realtà dura un attimo  L’arte deve considerare gli eventi nella loro infinita variabilità e contingenza, coordinandoli “in una consecuzione” che ricordi il loro passato, alludendo allo stesso tempo al futuro  Ogni incontro diventa quindi un principio di trasformazione, in grado di integrare la realtà dei soggetti/oggetti coinvolti con nuovi significati o Il processo conoscitivo diventa un processo di deformazione del reale  Alcuni elementi permangono quasi del tutto privi di alterazione, permettendo di cogliere una continuità, ma essi non sono che un aggregato temporaneo (“grama sostanza”) in cui alcune parti sembrano permanere ma altre variano o Pensare che in un sistema alcuni elementi restino immutabili non è per Gadda che un’abitudine pigra del pensiero comune o Gioco degli scacchi = esempio tipico di una “perenne deformazione logica”:  Chi gioca ha l’impressione che i vari pezzi al di fuori di quello appena giocato siano immobili, ma si tratta di una persistenza illusoria, che risente della mossa eseguita e allo stesso tempo limita e orienta le mosse future. Ogni partita appare quindi nuova e distinta, portando Gadda a definire il gioco stesso come “sostanza imperfetta”, che appare provvisoriamente immobile ma non può cristallizzarsi  La realtà diventa dunque caos e lo stesso “groviglio” si fa indice di una “disfunzione” della realtà, impossibilitata all’ordine  Gadda soffre di un nevrotico bisogno di ordine, che lo porta a dover obbligatoriamente accettare l’odiata realtà per approdare a nuove conoscenze, convertendo il disordine subito in un disordine conoscitivo e produttivo. Il compito dello scrittore diviene quindi quello di “dipanare il groviglio” per proporre nuovi allacciamenti tra le cose e giungere al concatenarsi logico dei fatti. o I romanzi dell’autore sono concepiti come indagini, che mirano a conoscere il maggior numero possibile di antefatti, ricorrendo se necessario anche ai dati storici, fisici, biologici, psicologici e cosmici secondari, per risalire a cause e “concause” del reale  Gadda è stato spesso definito un autore “barocco” a causa del carattere sovrabbondante e rigoglioso della sua scrittura, ma nell’appendice alla “Cognizione del dolore” egli precisa che ciò che egli fa scrivendo non è che cogliere una caratteristica propria della natura e della storia (“barocco è il mondo”). o Un mondo privo di deviazioni barocche sarebbe povero, schematico, spoglio, e per questo capita spesso che l’autore isoli dal resto alcuni elementi, perdendosi in lunghe digressioni atte a cogliere la dissonanza, il grottesco, la stupidità e la ripugnante materialità del mondo.  Per Gadda le cose, prima di essere nominate, appaiono al soggetto come sagome vaghe immerse nel caos indistinto e perciò occorre sconvolgere le convenzioni logiche, al fine di restituire alle parole la loro ricchezza e i loro molteplici significati o Dichiara di voler fare un uso “spastico” della lingua, sfruttando in ogni direzione il possibile potenziale di alterazione della stessa al fine di renderla in grado di catturare nuovi aspetti del reale e di dare forma alla sostanza aggrovigliata della realtà o Ricorre a tutte le figure grammaticali, figure retoriche e varianti lessicali atte ad estendere e potenziare le risorse della lingua

o Si serve deformazione e pastiche linguistico, usando allo stesso tempo dialetti, lingue straniere e registri linguistici disparati che riflettano il disordine e la promiscuità del mondo, minando la falsa compattezza della lingua borghese o La deformazione linguistica non è però espressione di un capriccio, bensì una scelta finalizzata alla piacevole raffigurazione dell’infinita ricchezza del mondo.