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Codifica e decodifica – Stuart Hall
Tipologia: Sintesi del corso
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Codifica e decodifica – Stuart Hall
Le comunicazioni di massa sono come un circuito chiuso o loop. È possibile concepire questo processo nei termini di una struttura prodotta attraverso l’articolazione di momenti tra loro collegati, ma distinti: produzione, circolazione, distribuzione/consumo e riproduzione. L’articolazione di pratiche interconnesse, ognuna delle quali, conserva la sua identità distinta; questo approccio ha il vantaggio di evidenziare meglio come un circuito continuo possa procedere attraverso un “passaggio di forme”. L’oggetto di queste pratiche sono i significati e i messaggi, Sotto forma di veicoli segnici, attraverso l’operazione di codifica. In questa forma discorsiva che avviene la circolazione del prodotto che la sua distribuzione a diversi tipi di pubblico; affinché il circuito sia completo ed efficace, il discorso, una volta realizzato, deve essere tradotto in pratiche sociali. Nessun momento può garantire interamente quello successivo poiché ognuno ha le proprie specifiche modalità e condizioni. I momenti di codifica e decodifica, in relazione all’intero processo comunicativo, sono momenti determinati. Un evento storico, per esempio, passa attraverso il segno del discorso, diventa soggetto a tutte le complesse regole formali mediante le quali il linguaggio produce il significato. La forma del messaggio è la forma necessaria in cui l’evento appare nel suo passaggio fra la fonte e il ricettore. Caratterizzare il processo comunicativo televisivo alle strutture istituzionali televisive è richiesto per produrre un programma. La produzione costruisce il messaggio però anche il processo produttivo a un suo aspetto “discorsivo” in quanto è, a sua volta, inserito in una struttura di significati e di idee. Gli argomenti, il modo di affrontarli, i loro grado di importanza, gli eventi, immagini, derivano da altre fonti ed altre formazioni discorsive di cui le strutture di produzione sono una parte distinta. Elliott nella sua
analisi il modo in cui il pubblico è allo stesso tempo la fonte e il ricevitore del messaggio televisivo crede che il consumo ho la ricezione del messaggio televisivo sono quindi essi stessi “momenti” del processo produttivo nel senso più ampio: sono momenti differenziati all’interno della totalità. Le strutture televisive devono produrre messaggi codificati nella forma di un discorso dotato di senso. Il messaggio deve essere percepito come discorso significativo e deve essere decodificato come tale. I codici di codifica e decodifica possono non essere perfettamente simmetrici; I grado di comprensione e di fraintendimento nello scambio comunicativo portano a uno squilibrio tre codici, tra emittente e audience. Le incomprensioni nascono precisamente dalla mancanza d’equivalenza fra le due parti dello scambio comunicativo. Insegna televisiva complesso: è costituito dalla combinazione di due tipi di discorso, visivo uditivo. Inoltre, si tratta di un segno iconico, secondo la terminologia di Peirce, poiché quello che possiamo conoscere e quello che possiamo dire deve essere prodotto nel, e attraverso il, linguaggio. Alcuni codici possono essere così diffusi in determinate comunità linguistiche culture, da non sembrare più costruiti ma sembrare esistere naturalmente. Questo non significa che non ci sia stato l’intervento di un codice, ma solo che i codici sono stati profondamente naturalizzati. Il funzionamento dei codici, nella fase di decodifica, spesso come una percezione naturalizzata; questo ci porta a pensare che il segno visivo “mucca” sia in realtà l’animale mucca. Disegni iconici si prestano ad essere letti come naturali perché i codici visivi di percezione sono molto diffusi. La linguistica utilizza la distinzione fra denotazione e connotazione; dal nostro punto di vista, la distinzione è unicamente analitica. Nel discorso la maggior parte dei segni mescolano sia gli aspetti denotativi che connotati: I segni sembrano acquisire il loro pieno valore ideologico perché qui i significati apparentemente non sono fissati dalla percezione naturale (cioè non sono completamente naturalizzati). I termini denotazione e connotazione quindi sono solo degli strumenti analitici per distinguere, in particolari contesti, i diversi livelli ai quali le ideologie e il discorso si intersecano. Nelle “mappe della realtà sociale” è iscritta una grande varietà di significati, pratiche e usi sociali. I livelli con narrativi dei significati, secondo Brathes, sono in stretta comunicazione con la cultura, la conoscenza e la storia. Il cosiddetto livello denotativo del segno televisivo È fissato da alcuni codici limitati mentre il suo livello connotativo è più aperto e soggetto a trasformazioni più attive. Qualunque società/cultura tende, con diversi livelli di chiusura, ad imporre le sue classificazioni del mondo sociale e culturale e politico. Queste costituiscono un ordine culturale dominante che tuttavia non è né univoco né incontrastato. Diciamo dominanti perché è sempre possibile decodificare un evento all’interno di
più di una mappa perché esiste una struttura di letture preferite. Come ha sottolineato Terni: con la parola lettura indichiamo non solo la capacità di identificare e decodificare certo numero di segni, ma anche la capacità soggettiva di porli in una relazione creativa tra di loro e con altri segni: condizione per una completa consapevolezza del proprio ambiente totale. La questione del fraintendimento avviene quando i produttori televisivi scoprono che i loro messaggi “non riescono a passare” e si preoccupano di dipanare gli intoppi nella patina comunicativa facilitando efficacia della propria comunicazione. I produttori si preoccupano che il pubblico non riesca ad assumere il significato nel modo in cui loro volevano e quindi che gli spettatori non stanno agendo all’interno del codice dominante preferito. Il loro ideale è una “comunicazione perfettamente trasparente”; invece quello che devono affrontare è una “comunicazione sistematica distorta”. La vasta gamma di possibilità di interpretazione deve contenere un certo grado di reciprocità fra codifica e decodifica. Sono state identificate tre posizioni ipotetiche da cui è possibile costruire la decodifica di un discorso televisivo. La prima posizione ipotetica e quella della posizione dominante egemonica. Quando lo spettatore decodifica il messaggio usando il codice di riferimento con cui è stato codificato (lo spettatore sta operando all’interno del codice dominante). Questo è il caso ideale della “comunicazione perfettamente trasparente”. La seconda posizione e quella della posizione, codice, negoziato. La maggior parte degli spettatori probabilmente capisce in maniera adeguata quello che è stato definito in maniera dominante e veicolato in modo professionale. Infine è possibile per uno spettatore capire perfettamente sia l’inflessione letterale che quella connotativa di un discorso, ma decodificare il messaggio in un modo completamente opposto: lo spettatore si compone messaggio nel codice preferito. In questo caso sta operando con quello che dobbiamo chiamare un codice opposizionale.