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Codifica e Decodifica: Il Processo Comunicativo secondo Stuart Hall, Appunti di Sociologia Della Comunicazione

Riassunto dettagliato del saggio di Stuart Hall - codifica e decodifica

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 27/07/2021

Francesca.v01
Francesca.v01 🇮🇹

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STUART HALL- CODIFICA E DECODIFICA
La ricerca sulle comunicazioni di massa ha concepito il processo comunicativo come una
sorta di loop, formato dall’emittente, messaggio ed infine il destinatario. Questo modello
appare lineare, si concentra sullo scambio del messaggio e l’assenza di una concezione
articolata dei diversi momenti.
Eiste un secondo approccio che ha il vantaggio di evidenziare la produzione discorsiva nella
nostra società e nei media. Detto ciò il processo comunicativo si tratterebbe di un sistema
che si realizza con pratiche interconnesse ma ognuna conserva la propria identità distinta.
L’oggetto di queste pratiche sono i messaggi e i significati, organizzati attraverso
l’operazione di codifica nel discorso.
Hall riprende il filosofo francese Foucault il quale si riferisce ad un determinato contesto
storico su un argomento specifico, nella catena del discorso i significati sono organizzati
attraverso il processo di codifica. Il discorso per essere efficace deve essere trasformato in
pratiche sociali cioè tradotto nel linguaggio istituzionale (organizzazioni televisive). Nella
forma discorsiva avviene la circolazione del prodotto e la distribuzione a diversi tipi di
pubblico.
Egli riprende la pratica della produzione, circolazione e distribuzione per dire che se il
significato non viene assimilato non ci può essere nessun tipo di consumo e se non diventa
pratica non ha alcun effetto. La forma discorsiva ha un'importante posizione dello scambio
comunicativo. Il processo di codifica e decodifica sono momenti determinanti. Quando un
evento storico non deve essere trasformato nella sua forma originaria da un notiziario
televisivo. L’evento deve diventare storia prima di essere un evento comunicativo. La forma
del messaggio è la forma di l’evento appare nel suo passaggio fra la fonte e il ricettore. La
forma del messaggio è un momento importante anche se comprende i movimenti
supercificali del sistema di comunicazione e deve essere integrata nelle relazioni sociali.
(Un evento di cronaca quando deve essere comunicato da un notiziario televisivo è soggetto
a regole dominanti con cui il linguaggio produce significato.
PROCESSO PRODUTTIVO DEL MESSAGGIO
Alle strutture istituzionali televisive viene chiesto di produrre un programma, questo potrebbe
essere il processo produttivo.
La produzione costituisce il messaggio, il processo produttivo a sua volta è inserito in una
struttura di idee, conoscenza applicata delle procedure di produzione, capacità tecniche
stabilite storicamente, ideologie professionali. Queste sono caratteristiche che concorrono a
determinare la cornice per la costituzione del programma attraverso questa struttura di
produzione. La struttura non è chiusa perché gli argomenti, il modo di affrontarli e le
immagini derivano da formazioni socio-culturarli e poiché piu ampie. Philip Elliot ha
conceduti come il pubblico sia la fonte e il ricettore del messaggio televisivo.
La circolazione e la ricezione del messaggio sono momenti all'interno delle relazioni sociali
dell'intero processo comunicativo che realizza un messaggio. Il consumo o la ricezione sono
momenti del processo produttivo, costituisce il punto di partenza per la ricezione del
messaggio televisivo. La produzione e la ricezione del messaggio sono in relazione, sono
momenti differenziati all'interno della totalità formata dalle relazioni sociali.
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STUART HALL- CODIFICA E DECODIFICA

La ricerca sulle comunicazioni di massa ha concepito il processo comunicativo come una sorta di loop, formato dall’emittente, messaggio ed infine il destinatario. Questo modello appare lineare, si concentra sullo scambio del messaggio e l’assenza di una concezione articolata dei diversi momenti. Eiste un secondo approccio che ha il vantaggio di evidenziare la produzione discorsiva nella nostra società e nei media. Detto ciò il processo comunicativo si tratterebbe di un sistema che si realizza con pratiche interconnesse ma ognuna conserva la propria identità distinta. L’oggetto di queste pratiche sono i messaggi e i significati, organizzati attraverso l’operazione di codifica nel discorso. Hall riprende il filosofo francese Foucault il quale si riferisce ad un determinato contesto storico su un argomento specifico, nella catena del discorso i significati sono organizzati attraverso il processo di codifica. Il discorso per essere efficace deve essere trasformato in pratiche sociali cioè tradotto nel linguaggio istituzionale (organizzazioni televisive). Nella forma discorsiva avviene la circolazione del prodotto e la distribuzione a diversi tipi di pubblico. Egli riprende la pratica della produzione, circolazione e distribuzione per dire che se il significato non viene assimilato non ci può essere nessun tipo di consumo e se non diventa pratica non ha alcun effetto. La forma discorsiva ha un'importante posizione dello scambio comunicativo. Il processo di codifica e decodifica sono momenti determinanti. Quando un evento storico non deve essere trasformato nella sua forma originaria da un notiziario televisivo. L’evento deve diventare storia prima di essere un evento comunicativo. La forma del messaggio è la forma di l’evento appare nel suo passaggio fra la fonte e il ricettore. La forma del messaggio è un momento importante anche se comprende i movimenti supercificali del sistema di comunicazione e deve essere integrata nelle relazioni sociali. (Un evento di cronaca quando deve essere comunicato da un notiziario televisivo è soggetto a regole dominanti con cui il linguaggio produce significato. PROCESSO PRODUTTIVO DEL MESSAGGIO Alle strutture istituzionali televisive viene chiesto di produrre un programma, questo potrebbe essere il processo produttivo. La produzione costituisce il messaggio, il processo produttivo a sua volta è inserito in una struttura di idee, conoscenza applicata delle procedure di produzione, capacità tecniche stabilite storicamente, ideologie professionali. Queste sono caratteristiche che concorrono a determinare la cornice per la costituzione del programma attraverso questa struttura di produzione. La struttura non è chiusa perché gli argomenti, il modo di affrontarli e le immagini derivano da formazioni socio-culturarli e poiché piu ampie. Philip Elliot ha conceduti come il pubblico sia la fonte e il ricettore del messaggio televisivo. La circolazione e la ricezione del messaggio sono momenti all'interno delle relazioni sociali dell'intero processo comunicativo che realizza un messaggio. Il consumo o la ricezione sono momenti del processo produttivo, costituisce il punto di partenza per la ricezione del messaggio televisivo. La produzione e la ricezione del messaggio sono in relazione, sono momenti differenziati all'interno della totalità formata dalle relazioni sociali.

Le strutture televisive devono produrre messaggi codificati, e i messaggi devono essere codificati come tali, devono avere un effetto, convincere, intrattenere e istruire. Questi messaggi assumono un effetto nel momento in cui provocano una certa influenza e intrattenimento. Parliamo di due momenti.

  1. La struttura utilizza un codice e produce un messaggio
  2. Il messaggio che è stato codificato entra nella pratica sociale. Bisogna tenere a mente che il codice del punto uno codifica e del punto due decodifica possono non essere identici avere degli squilibri, dovuti a differenze di struttura, relazioni o posizioni. Dunque i codici di codifica e decodifica possono non essere perfettamente simmetrici. Il grado di simmetria si stabilisce dalla relazione che vige tra il codificatore-produttore e decodificatore- ricettore. Lo squilibrio dei codici dipende anche dalla differente relazione tra emittente ed audience. Le distorsioni e le incomprensioni nascono per lo più dalla mancanza di equivalenza tra le due parti dello scambio comunicativo. Sappiamo che i programmi televisivi non sono uno stimolo comportamentale, ad esempio come ha osservato Gerbner che le rappresentazioni di violenza in tv, non sono violenza ma messaggi sulla violenza. Quando ho l'automatizzato i momenti della codifica e della decodifica si riferiva il messaggio televisivo, in realtà egli scopre delle convenzioni che sono validi anche nella comunicazione interpersonale. Il messaggio televisivo è costituito dalla combinazione di due tipi di discorso, visivo e uditivo. Esso è un segno iconico in quanto il discorso visivo traduce un mondo a tre dimensioni, dunque un cane in un film può abbaiare ma non morde, la realtà esiste al di fuori del linguaggio. Nella sua ricerca coglie l’occasione per esplorare il rapporto che le immagini ahhano con la realtà rappresentata e il motivo per cui siamo inclini a scambiare l’immagine per la realtà. i segni iconici sono segni codificati. I codici naturalizzati mostrano la profondità e la familiarità dei codici in uso che culturalmente riconosciamo come naturali e che hanno l’effetto di nascondere le pratiche di codificazione utilizzate. I codici naturalizzati dimostrano il grado di familiarità che si sviluppa in presenza di un allineamento tra la fase di codifica e decodifica, dunque il funzionamento dei codici nella decodifica appare con una percezione naturalizzata. Ad esempio se noi pensassimo al segno visivo mucca sia in realtà l’animale mucca. Ma se pensiamo alla rappresentazione visiva della mucca in un manuale di allevamento vedremo che sono arbitrari rispetto al concetto di animale che abbiamo. Nel suo lavoro hall riformula le teorie di Ferdinand de saussure. Uno dei nuclei fondamentali è il principio di arbitrarietà secondo cui ogni lingua costruisce il proprio sistema di valori in modo convenzionale. Ad esempio cane non ha legami naturali con l’animale. Il rapporto fra un segno arbitrario e il concetto di un punto di riferimento non è un prodotto della natura ma delle convenzioni. IL MESSAGGIO ICONICO: il messaggio iconico, cioè quello basato sull'immagine, non ho il rapporto di convenzionalità con la realtà rappresentata in quanto esso possiede alcune delle caratteristiche di ciò che denota. Eco sostiene i segni iconici “sembrano oggetti del mondo reale perché riproducono le condizioni della percezione di chi guarda” queste sono il risultato di una serie di operazioni codificare virtualmente inconsce: la decodifica. I segni iconici si presentano ad essere letti come segni naturali. Ad esempio il segno linguistico mucca non

molto strani. Questo potrebbe trattarsi di una decodifica aberrante nel caso in cui un fraintendimento dovesse attuarsi come ad esempio l’esempio di leggere toma per roma. Come abbiamo detto non esiste alcuna corrispondenza fra le codifica e la decodifica, la prima può cercare di indirizzare ma non può garantire la seconda che ha le sue proprietà di esistenza. La codifica avrà l’effetto di fornire alcuni dei limiti e dei parametri in cui avvera la decodifica. Se non ci fossero questi limiti il pubblico leggerebbe quello che vuole in qualsiasi messaggi, alcuni fraintendimenti di questo tipo esistono ma la possibilità d’interpretazione deve contenere un grado di reciprocità fra la codifica e la decodifica altrimenti non si potrebbe neanche parlare di scambio comunicativo. Questa corrispondenza non è già data bensì costruita, è il prodotto di un’articolazione fra due momenti distinti. Le decodifiche non aberranti in cui il pubblico non fraintende nel senso comune del termine ma ne interpreta vari significati. Hall non è interessato all’analisi delle decodifiche aberranti ma si occupa delle demoniche non aberranti, cioè quando il decodificare capisce correttamente il messaggio ma lo interpreta con significati vari. Hall distingue tre posizioni ipotetiche.

  1. Posizione dominante egemonica: quando lo spettatore assume un significato connotato attraverso un notiziario o un programma di attualità e decodifica il messaggio utilizzando il codice di riferimento. Al suo interno possiamo distinguere. 1.a il codice professionale opera all’interno di un codice dominante e lo riproduce. Questa è la posizione che assume il professionista dei media quando codifica un messaggio che è già stato dotato di senso E lo riproduce attraverso questioni apparentemente neutrale come la qualità dell'immagine, la presentazione delle notizie. Il codice professionale è relativamente indipendente dal codice dominante perché applica modifiche e criteri propri. Il codice professionale serve a riprodurre definizioni dominanti