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Riassunto dettagliato del saggio di Stuart Hall - codifica e decodifica
Tipologia: Appunti
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La ricerca sulle comunicazioni di massa ha concepito il processo comunicativo come una sorta di loop, formato dall’emittente, messaggio ed infine il destinatario. Questo modello appare lineare, si concentra sullo scambio del messaggio e l’assenza di una concezione articolata dei diversi momenti. Eiste un secondo approccio che ha il vantaggio di evidenziare la produzione discorsiva nella nostra società e nei media. Detto ciò il processo comunicativo si tratterebbe di un sistema che si realizza con pratiche interconnesse ma ognuna conserva la propria identità distinta. L’oggetto di queste pratiche sono i messaggi e i significati, organizzati attraverso l’operazione di codifica nel discorso. Hall riprende il filosofo francese Foucault il quale si riferisce ad un determinato contesto storico su un argomento specifico, nella catena del discorso i significati sono organizzati attraverso il processo di codifica. Il discorso per essere efficace deve essere trasformato in pratiche sociali cioè tradotto nel linguaggio istituzionale (organizzazioni televisive). Nella forma discorsiva avviene la circolazione del prodotto e la distribuzione a diversi tipi di pubblico. Egli riprende la pratica della produzione, circolazione e distribuzione per dire che se il significato non viene assimilato non ci può essere nessun tipo di consumo e se non diventa pratica non ha alcun effetto. La forma discorsiva ha un'importante posizione dello scambio comunicativo. Il processo di codifica e decodifica sono momenti determinanti. Quando un evento storico non deve essere trasformato nella sua forma originaria da un notiziario televisivo. L’evento deve diventare storia prima di essere un evento comunicativo. La forma del messaggio è la forma di l’evento appare nel suo passaggio fra la fonte e il ricettore. La forma del messaggio è un momento importante anche se comprende i movimenti supercificali del sistema di comunicazione e deve essere integrata nelle relazioni sociali. (Un evento di cronaca quando deve essere comunicato da un notiziario televisivo è soggetto a regole dominanti con cui il linguaggio produce significato. PROCESSO PRODUTTIVO DEL MESSAGGIO Alle strutture istituzionali televisive viene chiesto di produrre un programma, questo potrebbe essere il processo produttivo. La produzione costituisce il messaggio, il processo produttivo a sua volta è inserito in una struttura di idee, conoscenza applicata delle procedure di produzione, capacità tecniche stabilite storicamente, ideologie professionali. Queste sono caratteristiche che concorrono a determinare la cornice per la costituzione del programma attraverso questa struttura di produzione. La struttura non è chiusa perché gli argomenti, il modo di affrontarli e le immagini derivano da formazioni socio-culturarli e poiché piu ampie. Philip Elliot ha conceduti come il pubblico sia la fonte e il ricettore del messaggio televisivo. La circolazione e la ricezione del messaggio sono momenti all'interno delle relazioni sociali dell'intero processo comunicativo che realizza un messaggio. Il consumo o la ricezione sono momenti del processo produttivo, costituisce il punto di partenza per la ricezione del messaggio televisivo. La produzione e la ricezione del messaggio sono in relazione, sono momenti differenziati all'interno della totalità formata dalle relazioni sociali.
Le strutture televisive devono produrre messaggi codificati, e i messaggi devono essere codificati come tali, devono avere un effetto, convincere, intrattenere e istruire. Questi messaggi assumono un effetto nel momento in cui provocano una certa influenza e intrattenimento. Parliamo di due momenti.
molto strani. Questo potrebbe trattarsi di una decodifica aberrante nel caso in cui un fraintendimento dovesse attuarsi come ad esempio l’esempio di leggere toma per roma. Come abbiamo detto non esiste alcuna corrispondenza fra le codifica e la decodifica, la prima può cercare di indirizzare ma non può garantire la seconda che ha le sue proprietà di esistenza. La codifica avrà l’effetto di fornire alcuni dei limiti e dei parametri in cui avvera la decodifica. Se non ci fossero questi limiti il pubblico leggerebbe quello che vuole in qualsiasi messaggi, alcuni fraintendimenti di questo tipo esistono ma la possibilità d’interpretazione deve contenere un grado di reciprocità fra la codifica e la decodifica altrimenti non si potrebbe neanche parlare di scambio comunicativo. Questa corrispondenza non è già data bensì costruita, è il prodotto di un’articolazione fra due momenti distinti. Le decodifiche non aberranti in cui il pubblico non fraintende nel senso comune del termine ma ne interpreta vari significati. Hall non è interessato all’analisi delle decodifiche aberranti ma si occupa delle demoniche non aberranti, cioè quando il decodificare capisce correttamente il messaggio ma lo interpreta con significati vari. Hall distingue tre posizioni ipotetiche.