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codifica e decodifica hall sociologia, Appunti di Sociologia Della Comunicazione

codifica e decodifica hall sociologia

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 15/06/2019

paola-gioacchini
paola-gioacchini 🇮🇹

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CODIFICA E DECODIFICA
La ricerca sulle comunicazioni di massa ha concettualizzato il processo di
comunicazione come un circuito chiuso. È possibile concepire questo processo in
un’articolazione di momenti tra loro collegati ma distinti:
Produzione- Distribuzione - Consumo - Riproduzione
Il processo richiede, al fine della produzione, i suoi strumenti materiali, ovvero
l’organizzazione e la combinazione di pratiche all’interno degli apparati mediatici;
ma è nella forma discorsiva che avviene sia la circolazione del prodotto che la sua
distribuzione a diversi tipi di pubblico: affinché il circuito sia completo e
efficace, il discorso deve essere tradotto, trasformato, in pratiche
sociali. Se nessun significato viene assimilato, non ci può essere nessun consumo.
Ognuno dei momenti è necessario al circuito nel suo insieme, nessun momento può
garantire interamente quello successivo con cui è collegato; la forma discorsiva del
messaggio ha una posizione privilegiata nello scambio comunicativo. I momenti di
CODIFICA e DECODIFICA sono momenti determinati. L’evento deve diventare
una storia prima di poter diventare un evento comunicativo.
La forma del messaggio è la forma necessaria in cui l’evento appare nel suo passaggio
tra la fonte e il ricettore: quindi la trasformazione nella e dalla forma del messaggio
non è casuale che possiamo considerare o ignorare a nostro piacimento. La forma del
messaggio è determinante
Nel processo comunicativo televisivo, la produzione costruisce il messaggio, quindi il
circuito comincia da qui:
La produzione e ricezione del messaggio televisivo non sono identici ma sono in
relazione: sono momenti differenziati all’interno della totalità formata dalle relazioni
sociali del processo comunicativo del suo insieme. La strutture televisive devono
produrre messaggi codificati nella forma di un discorso dotato di senso. Prima di
poter aver un effetto, il messaggio deve essere percepito come discorso
significativo. È quest’insieme di significati decodificati che influenza e persuade.
In un momento determinato la struttura utilizza un codice e produce un messaggio:
in un altro momento determinato il messaggio, attraverso la sua decodifica, entra a
far parte della pratica sociale. I codici di codifica e decodifca possono non essere
perfettamente simmetrici. Il grado di simmetria ( gradi di comprensione e di
fraintendimento nello scambio comunicativo ) dipende dal livello di simmetria/
asimmetria stabilitosi tra le posizioni delle personificazioni, codificatore- produttore e
decodificatore - ricettore.
Lo squilibrio tra i codici deriva dalle differenze strutturali tra emittente ed audience;
le incomprensioni nascono dalla mancanza di equivalenza tra le due parti dello
scambio comunicativo.
La realtà esiste fuori dal linguaggio ma è mediata attraverso il linguaggio: quello che
possiamo conoscere e quello che possiamo dire, deve essere prodotto attraverso il
linguaggio. Quindi non esiste alcun discorso che non utilizzi un codice; i segni iconici
sono perciò segni codificati.
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CODIFICA E DECODIFICA

La ricerca sulle comunicazioni di massa ha concettualizzato il processo di comunicazione come un circuito chiuso. È possibile concepire questo processo in un’articolazione di momenti tra loro collegati ma distinti: Produzione- Distribuzione - Consumo - Riproduzione Il processo richiede, al fine della produzione, i suoi strumenti materiali, ovvero l’organizzazione e la combinazione di pratiche all’interno degli apparati mediatici; ma è nella forma discorsiva che avviene sia la circolazione del prodotto che la sua distribuzione a diversi tipi di pubblico: affinché il circuito sia completo e efficace, il discorso deve essere tradotto, trasformato, in pratiche sociali. Se nessun significato viene assimilato, non ci può essere nessun consumo. Ognuno dei momenti è necessario al circuito nel suo insieme, nessun momento può garantire interamente quello successivo con cui è collegato; la forma discorsiva del messaggio ha una posizione privilegiata nello scambio comunicativo. I momenti di CODIFICA e DECODIFICA sono momenti determinati. L’evento deve diventare una storia prima di poter diventare un evento comunicativo. La forma del messaggio è la forma necessaria in cui l’evento appare nel suo passaggio tra la fonte e il ricettore: quindi la trasformazione nella e dalla forma del messaggio non è casuale che possiamo considerare o ignorare a nostro piacimento. La forma del messaggio è determinante Nel processo comunicativo televisivo, la produzione costruisce il messaggio, quindi il circuito comincia da qui: La produzione e ricezione del messaggio televisivo non sono identici ma sono in relazione: sono momenti differenziati all’interno della totalità formata dalle relazioni sociali del processo comunicativo del suo insieme. La strutture televisive devono produrre messaggi codificati nella forma di un discorso dotato di senso. Prima di poter aver un effetto, il messaggio deve essere percepito come discorso significativo. È quest’insieme di significati decodificati che influenza e persuade. In un momento determinato la struttura utilizza un codice e produce un messaggio: in un altro momento determinato il messaggio, attraverso la sua decodifica, entra a far parte della pratica sociale. I codici di codifica e decodifca possono non essere perfettamente simmetrici. Il grado di simmetria ( gradi di comprensione e di fraintendimento nello scambio comunicativo ) dipende dal livello di simmetria/ asimmetria stabilitosi tra le posizioni delle personificazioni, codificatore- produttore e decodificatore - ricettore. Lo squilibrio tra i codici deriva dalle differenze strutturali tra emittente ed audience; le incomprensioni nascono dalla mancanza di equivalenza tra le due parti dello scambio comunicativo. La realtà esiste fuori dal linguaggio ma è mediata attraverso il linguaggio: quello che possiamo conoscere e quello che possiamo dire, deve essere prodotto attraverso il linguaggio. Quindi non esiste alcun discorso che non utilizzi un codice; i segni iconici sono perciò segni codificati.

I segni iconici si prestano particolarmente ad essere “ letti “ come naturali, perché i codici visivi di percezione sono molto diffusi e perché questo tipo di segno è meno arbitrario di quello linguistico: il segno linguistico “ mucca “ non possiede nessuna delle proprietà della cosa che rappresenta, mentre il segno visivo sembra possedere almeno alcune di queste proprietà Dato che non esiste alcuna corrispondenza necessaria tra codifica e decodifica, la prima cerca di indirizzare ma non può prescrivere e garantire la seconda che ha le proprie condizioni d’esistenza; se non ci fossero questi limiti, il pubblico potrebbe leggere quello che vuole in qualunque messaggio. Ma la vasta gamma di possibilità di interpretazione deve contenere un certo grado di reciprocità tra codifica e decodifica, altrimenti non potremmo neanche parlare di uno scambio comunicativo effettivo 3 ipotetiche posizioni da cui è possibile costruire la decodifica di un discorso televisivo

  1. POSIZIONE DOMINANTE EGEMONICA: quando lo spettatore assume un significato connotato per mezzo di un notiziario o programma di attualità e codifica il messaggio usando il codice di riferimento con cui è stato codificato, potremmo dire che lo spettatore sta operando all’interno del codice dominante;. Questa è la posizione che il professionista dei media assume quando decodfica un messaggio che è già stato dotato di senso in un mondo egemonico
  2. POSIZIONE NEGOZIATO: la maggior parte degli spettatori probabilmente capisce in maniera adeguata quello che è stato definito in maniera dominante. Le definizioni dominanti sono state egemoniche proprio perché rappresntano le definizioni di situazioni e di eventi che sono prevalenti. L’esempio di un codice negoziato è quello che governa la risposta di un lavoratore di fronte a un disegno di legge che limiti il diritto di sciopero o alle argomentazioni in favore del blocco dei salari
  3. Lo spettatore scompone il messaggio nel codice preferito, allo scopo di ricomporlo entro qualche cornice di riferimento alternativa. È questo il caso dello spettatore che ascolta un dibattito sulla necessità di limitare i salari, ma legge ogni riferimento “ all’interesse nazionale “ come “ interesse di classe “. In questo caso lo spettatore sta operando con quello chiamiamo CODICE OPPOSIZIONALE