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Diritto costituzionale comparato lezione 3, Appunti di Diritto Costituzionale Comparato

lezione 3 - lezione 3

Tipologia: Appunti

2012/2013

Caricato il 23/05/2013

denise86
denise86 🇮🇹

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05/10/11
Convivenza tra l’organizzazione locale di tipo feudale con quello che restava del sacro romano impero dopo
Carlo Magno e il potere temporale e spirituale della chiesa. Sul territorio europeo convivevano tre ambiti di
potere.
La rilevanza di questi ambiti di potere influenza anche la formazione del diritto moderno.
Dal punto di vista organizzativo le aree geografiche sono 3 e tra di loro sono molto differenti: area inglese,
francese e italiana. Di queste solo quella inglese è puramente feudale. Chiesa e impero arrivano a influenzare
l’area inglese in modo marginale. In Inghilterra si sviluppano delle dinamiche anticipate rispetto all’Europa.
Questa rapidità consente di trasformare il suo modello feudale in una monarchia unitaria quasi non vivendo
la deriva assolutistica, se non per pochissimi decenni (1600). L’UK anticipa degli eventi che solo più tardi si
verificheranno in Europa.
L’idea dei diritti.
Negli anni tra il XIII e XIV sono numerose le carte dei diritti che si vanno a creare in UK e in Francia.
Questi diritti non hanno niente a che fare con i diritti di libertà (si arriverà solo più tardi).
Rispetto alla dimensione feudale circoscritta esistono delle tensioni di senso opposto, egemoniche, che
provengono da una parte da una progressiva evoluzione della chiesa cattolica e dell’impero romano. Esisteva
trasversalmente la forte pressione che imponeva le due macro-organizzazione, ecclesiastica e imperiale.
Dove si realizza il punto di contatto? Nelle circostanze in cui i baroni reagiscono militarmente per scarsi
rapporti contro il sovrano, l’esito è sicuramente compromissorio, dove deve aumentare la quota di privilegi
che il Re concede. Il sovrano concede privilegi se il vassallo promette fedeltà, lealtà, lavoro ecc. il
vassallo che occupa la terra al confine può contrattare i suoi privilegi. I baroni non riescono a fare questo
discorso contrattuale e quindi minacciano militarmente. Contrattano sulla fedeltà. I baroni ricostruiscono il
rapporto con il Re allo stesso modo dei vassalli limitrofi. Il Re aumenta i privilegi sulla base di una
considerazione utilitaristica. Concede le carte per non perdere la fedeltà. La magna carta contiene delle
previsioni in ottica moderna. Iniziano a intravedersi i primi principi di libertà. L’instaurazione di rapporti
orizzontali nella struttura feudale porta alla condivisione di regole comuni all’interno di ogni feudo. I feudi
iniziano a parlarsi tra di loro e quindi hanno bisogno di crearsi delle regole e di condividerle. Si creano le
prime consuetudini feudali. Questa tendenza a individuare le regole comuni è intersecata da quella essere la
vocazione egemonica della chiesa (e del suo diritto), e dell’impero (e del suo diritto). Questa tensione è
molto meno forte in UK. In UK rimane molto forte la componente contrattuale. L’egemonia la realizza
attraverso l’impero. Il versante chiesa/impero sono familiari all’evoluzione pubblicistica delle nostre
organizzazioni. Nella logica feudale incideva di più la forza negoziale rispetto ad altro. Un privilegio è la
cedibilità del feudo, l’ereditarietà ecc. … man mano che si va avanti, si allenterà la catena che lega i vassalli
al Re. Quindi le consuetudini che si vanno ad affermare sono quelle effettivamente rispettate perché non
sono imposte. L’autorità è minacciata se non si rispettano le regole. Nell’ambito feudale si elevavano a
regole le consuetudini che si erano andate a creare nel tempo. Queste regole avevano delle premesse di
stabilità assai maggiori rispetto per esempio ai precetti del codice giustinianeo.
A noi non stupisce che un’instabilità nazionale nasca in un’organizzazione sociale povera. L’Europa
continentale è prevalentemente figlia dell’imposizione del diritto. Alcune aree hanno avuto un’evoluzione
diversa, questo grazie anche al territorio di appartenenza ben definito.

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Convivenza tra l’organizzazione locale di tipo feudale con quello che restava del sacro romano impero dopo Carlo Magno e il potere temporale e spirituale della chiesa. Sul territorio europeo convivevano tre ambiti di potere.

La rilevanza di questi ambiti di potere influenza anche la formazione del diritto moderno.

Dal punto di vista organizzativo le aree geografiche sono 3 e tra di loro sono molto differenti: area inglese, francese e italiana. Di queste solo quella inglese è puramente feudale. Chiesa e impero arrivano a influenzare l’area inglese in modo marginale. In Inghilterra si sviluppano delle dinamiche anticipate rispetto all’Europa. Questa rapidità consente di trasformare il suo modello feudale in una monarchia unitaria quasi non vivendo la deriva assolutistica, se non per pochissimi decenni (1600). L’UK anticipa degli eventi che solo più tardi si verificheranno in Europa.

L’idea dei diritti.

Negli anni tra il XIII e XIV sono numerose le carte dei diritti che si vanno a creare in UK e in Francia. Questi diritti non hanno niente a che fare con i diritti di libertà (si arriverà solo più tardi).

Rispetto alla dimensione feudale circoscritta esistono delle tensioni di senso opposto, egemoniche, che provengono da una parte da una progressiva evoluzione della chiesa cattolica e dell’impero romano. Esisteva trasversalmente la forte pressione che imponeva le due macro-organizzazione, ecclesiastica e imperiale. Dove si realizza il punto di contatto? Nelle circostanze in cui i baroni reagiscono militarmente per scarsi rapporti contro il sovrano, l’esito è sicuramente compromissorio, dove deve aumentare la quota di privilegi che il Re concede. Il sovrano concede privilegi se il vassallo promette fedeltà, lealtà, lavoro ecc. … il vassallo che occupa la terra al confine può contrattare i suoi privilegi. I baroni non riescono a fare questo discorso contrattuale e quindi minacciano militarmente. Contrattano sulla fedeltà. I baroni ricostruiscono il rapporto con il Re allo stesso modo dei vassalli limitrofi. Il Re aumenta i privilegi sulla base di una considerazione utilitaristica. Concede le carte per non perdere la fedeltà. La magna carta contiene delle previsioni in ottica moderna. Iniziano a intravedersi i primi principi di libertà. L’instaurazione di rapporti orizzontali nella struttura feudale porta alla condivisione di regole comuni all’interno di ogni feudo. I feudi iniziano a parlarsi tra di loro e quindi hanno bisogno di crearsi delle regole e di condividerle. Si creano le prime consuetudini feudali. Questa tendenza a individuare le regole comuni è intersecata da quella essere la vocazione egemonica della chiesa (e del suo diritto), e dell’impero (e del suo diritto). Questa tensione è molto meno forte in UK. In UK rimane molto forte la componente contrattuale. L’egemonia la realizza attraverso l’impero. Il versante chiesa/impero sono familiari all’evoluzione pubblicistica delle nostre organizzazioni. Nella logica feudale incideva di più la forza negoziale rispetto ad altro. Un privilegio è la cedibilità del feudo, l’ereditarietà ecc. … man mano che si va avanti, si allenterà la catena che lega i vassalli al Re. Quindi le consuetudini che si vanno ad affermare sono quelle effettivamente rispettate perché non sono imposte. L’autorità è minacciata se non si rispettano le regole. Nell’ambito feudale si elevavano a regole le consuetudini che si erano andate a creare nel tempo. Queste regole avevano delle premesse di stabilità assai maggiori rispetto per esempio ai precetti del codice giustinianeo.

A noi non stupisce che un’instabilità nazionale nasca in un’organizzazione sociale povera. L’Europa continentale è prevalentemente figlia dell’imposizione del diritto. Alcune aree hanno avuto un’evoluzione diversa, questo grazie anche al territorio di appartenenza ben definito.