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Diritto Fallimentare quiz AZ Pegaso, Esercizi di Diritto fallimentare

Batteria di domande e risposte di test scritti in sedi Pegaso per l'esame di Diritto Fallimentare

Tipologia: Esercizi

2018/2019

Caricato il 20/02/2019

vittorio_sgammato
vittorio_sgammato 🇮🇹

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A seguito del fallimento di una s.p.a. il socio: non può mai fallire
A seguito del fallimento di una s.r.l. il socio: non può mai fallire (?)
A seguito del fallimento i contratti di conto corrente: si sciolgono di diritto
A seguito della dichiarazione di fallimento possono essere intraprese azioni esecutive
individuali da parte dei creditori: no, le azioni si interrompono
Avvenuto il deposito del conto della gestione e fissata l’udienza, il curatore ne da
comunicazione: ai creditori ammessi al passivo,a coloro che hanno proposto opposizione,
al fallito e ai creditori in prededuzione non soddisfatti
Avverso la sentenza che dichiara il fallimento: può essere proposto reclamo innanzi alla
Corte di Appello entro 30 giorni
Chi è incaricato a formare lo stato passivo e lo rende esecutivo con decreto depositato
in cancelleria: il giudice delegato
Con la chiusura del fallimento: cessano gli effetti del fallimento sul patrimonio del fallito
e le conseguenti incapacità personali e decadono gli organi preposti al fallimento
Con la revocazione: il creditore può chiedere che venga revocata l’ammissione di un
credito altrui
Contro il decreto del giudice delegato: è ammesso ricordo al Tribunale
Contro il decreto del Tribunale che respinge l’istanza di fallimento possono proporre
reclamo: il creditore ricorrente e il pubblico ministero richiedente
Condizioni per la omologazione degli accordi di ristrutturazione dei debiti sono: che
l’imprenditore proponente versi in stato di crisi e depositi la documentazione di cui all’art.
161 L.F.,che i creditori aderenti rappresentino il 60% dei crediti, che sia depositata una
relazione redatta da revisore legale sulla attuabilità dell’accordo, con particolare riferimento
alla sua idoneità ad assicurare il regolare pagamento dei creditori estranei
Come si propone la domanda di ammissione al passivo: con ricorso da depositare presso
la cancelleria del tribunale almeno 30 giorni prima dell’udienza fissata per l’esame dello
stato passivo
Cosa prevede l’art. 72 L.F. in materia di tutela del terzo contraente: il contraente può
mettere in mora il curatore,facendogli assegnare un termine non superiore a 60giorni,
decorso il quale il contratto si intenderà sciolto
Cosa sono i crediti deducibili: quelli sorti in occasione o in funzione delle procedure
concorsuali
È possibile che a seguito della dichiarazione di fallimento avvenga la continuazione
dell’attività d’impresa: si, se è autorizzata dal tribunale nella sentenza che dichiara il
fallimento
Gli accordi di ristrutturazione: vincolano solo i creditori che vi hanno aderito
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Scarica Diritto Fallimentare quiz AZ Pegaso e più Esercizi in PDF di Diritto fallimentare solo su Docsity!

  • A seguito del fallimento di una s.p.a. il socio: non può mai fallire
  • A seguito del fallimento di una s.r.l. il socio: non può mai fallire (?)
  • A seguito del fallimento i contratti di conto corrente: si sciolgono di diritto
  • A seguito della dichiarazione di fallimento possono essere intraprese azioni esecutive individuali da parte dei creditori: no, le azioni si interrompono
  • Avvenuto il deposito del conto della gestione e fissata l’udienza, il curatore ne da comunicazione: ai creditori ammessi al passivo,a coloro che hanno proposto opposizione, al fallito e ai creditori in prededuzione non soddisfatti
  • Avverso la sentenza che dichiara il fallimento: può essere proposto reclamo innanzi alla Corte di Appello entro 30 giorni
  • Chi è incaricato a formare lo stato passivo e lo rende esecutivo con decreto depositato in cancelleria: il giudice delegato
  • Con la chiusura del fallimento: cessano gli effetti del fallimento sul patrimonio del fallito e le conseguenti incapacità personali e decadono gli organi preposti al fallimento
  • Con la revocazione: il creditore può chiedere che venga revocata l’ammissione di un credito altrui
  • Contro il decreto del giudice delegato: è ammesso ricordo al Tribunale
  • Contro il decreto del Tribunale che respinge l’istanza di fallimento possono proporre reclamo: il creditore ricorrente e il pubblico ministero richiedente
  • Condizioni per la omologazione degli accordi di ristrutturazione dei debiti sono: che l’imprenditore proponente versi in stato di crisi e depositi la documentazione di cui all’art. 161 L.F.,che i creditori aderenti rappresentino il 60% dei crediti, che sia depositata una relazione redatta da revisore legale sulla attuabilità dell’accordo, con particolare riferimento alla sua idoneità ad assicurare il regolare pagamento dei creditori estranei
  • Come si propone la domanda di ammissione al passivo: con ricorso da depositare presso la cancelleria del tribunale almeno 30 giorni prima dell’udienza fissata per l’esame dello stato passivo
  • Cosa prevede l’art. 72 L.F. in materia di tutela del terzo contraente: il contraente può mettere in mora il curatore,facendogli assegnare un termine non superiore a 60giorni, decorso il quale il contratto si intenderà sciolto
  • Cosa sono i crediti deducibili: quelli sorti in occasione o in funzione delle procedure concorsuali
  • È possibile che a seguito della dichiarazione di fallimento avvenga la continuazione dell’attività d’impresa: si, se è autorizzata dal tribunale nella sentenza che dichiara il fallimento
  • Gli accordi di ristrutturazione: vincolano solo i creditori che vi hanno aderito
  • Gli atti titolo gratuito: sono revocabili sempre se compiuti nei due anni antecedenti la dichiarazione di fallimento
  • Gli atti di disposizione del patrimonio eseguiti dal fallito dopo la dichiarazione di fallimento: sono inefficaci rispetto ai creditori
  • Gli organi del fallimento sono designati: con sentenza che dichiara il fallimento
  • I creditori hanno diritto di compensare coi loro debiti verso il fallito i crediti: che essi vantano verso lo stesso, anche se non scaduti prima della dichiarazione di fallimento
  • I creditori ricevuti dal fallito dopo la sentenza dichiarativa del fallimento: sono inefficaci rispetto ai creditori
  • I pagamenti effettuati in esecuzione di un accordo di ristrutturazione: non sono revocabili
  • I pagamenti effettuati non in esecuzione di un accordo di ristrutturazione: sono revocabili sempre se compiuti nei due anni antecedenti la dichiarazione di fallimento
  • Il comitato dei creditori: autorizza gli atti del curatore
  • Il compenso dell’avvocato chiamato a difendere la curatela: è un credito che deve essere soddisfatto prima di tutti gli altri crediti
  • Il concordato nella liquidazione coatta amministrativa è omologato dal tribunale se: è autorizzato dall’Autorità di vigilanza e non è vittoriosamente opposto dai creditori
  • Il concordato omologato: può essere annullato dal tribunale su istanza del curatore o di qualche creditore
  • Il concordato preventivo è approvato qualora siano raggiunte le seguenti maggioranze: la maggioranza dei crediti ammessi al voto; ove siano previste diverse classi di creditori tale maggioranza va raggiunta anche nel maggior numero di tali classi
  • Il concorso tra fallimento e liquidazione coatta amministrativa è così regolato: dichiarato il fallimento non può dichiararsi l’apertura della liquidazione coatta amministrativa e viceversa
  • Il contratto di associazione in partecipazione: si scioglie di diritto per il fallimento dell’associante
  • Il contratto di locazione: non si scioglie se fallisce il locatore
  • Il contratto di mandato: si scioglie automaticamente in caso di fallimento del mandatario
  • Il creditore che si sia presentato tempestivamente nella procedura fallimentare che benefici ottiene con la sentenza che dichiara il fallimento: al creditore tempestivo viene conferito il diritto di partecipare alla distribuzione del ricavato dalla liquidazione del patrimonio del fallito, sulla base dell’importo del credito al momento della dichiarazione di fallimento
  • Il ricorso per la risoluzione del concordato: deve proporsi entro un anno dalla sentenza del termine fissato per l’ultimo adempimento previsto nel concordato
  • Il sequestro conservativo: è disposto dal Giudice delegato su proposta dei creditori nella sentenza che dichiara il fallimento per tutelare il complesso aziendale
  • Il socio di s.n.c. che ha esercitato il diritto di recesso: può fallire ai sensi dell’art. 147 l.f. se il recesso è stato esercitato da meno di un anno
  • Il socio di società a responsabilità limitata: anche dopo il fallimento continua a godere della responsabilità limitata
  • Il socio di società per azioni: anche dopo il fallimento continua a godere della responsabilità limitata (?)
  • Il Tribunale può dichiarare il fallimento: no, mai
  • In caso di previsione di insufficiente realizzo: il tribunale su istanza del curatore e acquisito il parere del comitato dei creditori, sentito il fallito, dispone non farsi luogo alla verifica dello stato passivo
  • In caso di trasferimento dell’impresa nel corso dell’anno antecedente l’iniziativa per la dichiarazione di fallimento: fallimento è dichiarato dal Tribunale competente per la vecchia sede
  • In merito alla pubblicità della sentenza dichiarativa di fallimento l’art 17 L.F. stabilisce che: entro il giorno successivo al deposito in cancelleria,la sentenza è notificata al debitore, su richiesta del cancelliere, al Pubblico Ministero, al debitore ed è comunicata per estratto, al curatore e al richiedente il fallimento ed è annotata presso l’ufficio del registro
  • In occasione del riparto finale: trascorsi 5 anni dal deposito, le somme non riscosse dagli aventi diritto e i relativi interessi, se non richieste da altri creditori, rimasti insoddisfatti, saranno versate allo Stato
  • In tema di concordato preventivo, l’amministrazione dei beni del debitore: permane in capo al debitore che può compiere tutti gli atti di ordinaria amministrazione e se autorizzati dal giudice delegato anche quelli di straordinaria amministrazione
  • In tema di liquidazione dell’attivo, il curatore fallimentare: può cedere i crediti, compresi quelli di natura fiscale o futuri, anche se oggetto di contestazione, può altresì cedere le azioni revocatorie concorsuali se i relativi giudizi sono già pendenti
  • L’accomandatario di s.a.s. : può fallire a seguito della dichiarazione di fallimento dell’ente insieme al socio accomandante
  • L’accomandatario di s.a.p.a.: può fallire a seguito della dichiarazione di fallimento dell’ente
  • L’accordo di ristrutturazione del debito è: un contratto stragiudiziale con cui il debitore si accorda con la maggior parte dei suoi creditori al fine di ripianare i debiti
  • L’allevatore di cani: non può mai fallire
  • L’allevatore di galline: non può mai fallire
  • L’amministrazione straordinaria è riservata alle imprese che: impiegano almeno 200 lavoratori da un anno;hanno debiti x un ammontare complessivo non inferiore a 2/3 tanto del totale dell’attivo dello stato patrimoniale che dei ricavi provenienti dalle vendite e dalle prestazioni dell’ultimo esercizio
  • L’amministrazione straordinaria delle grandi imprese insolventi: può essere disposta x consentire la prosecuzione di un’attività di impresa
  • L’art. 47 della L.F. sancisce il diritto per il debitore di : di rimanere nella casa di abitazione di sua proprietà, nei limiti in cui è necessaria, fino alla liquidazione delle attività
  • L’assuntore del concordato fallimentare: può obbligarsi in solido col fallito ovvero restare il solo obbligato se si prevede la liberazione immediata del fallito da ogni debito
  • L’ente pubblico: non può mai fallire, si applicano altre procedure
  • L’esercizio provvisorio dell’impresa del fallito: può essere disposto dal tribunale se dalla interruzione può derivare un danno grave, purchè non arrechi pregiudizio ai creditori
  • L’esdebitazione è il procedimento attraverso cui: il fallito persona fisica è ammesso al beneficio della liberazione dei debiti residui a condizione che: abbia cooperato con gli organi della procedura; non ne abbia ritardato lo svolgimento, non abbia violato le disposizioni sulla corrispondenza; non abbia usufruito dell’esdebitazione negli ultimi 10 anni; non abbia alterato l’attivo ed il passivo; non sia stato condannato per delitti fallimentari o contro l’economia pubblica; i creditori concorsuali siano stati soddisfatti almeno in parte
  • L’esercizio provvisorio: è autorizzato dal tribunale nella sentenza che dichiara il fallimento
  • L’esercizio provvisorio ex art. 104 L.F.: deve essere compatibile con l’interesse dei creditori
  • L’imprenditore agricolo: non può mai fallire
  • L’imprenditore commerciale non piccolo: non può essere dichiarato fallito se l’ammontare dei debiti non pagati e scaduti, accertati nell’istruttoria prefallimentare , è inferiore a 30 mila euro
  • L’imprenditore che ha cessato l’esercizio della impresa può essere dichiarato fallito: entro un anno dalla cancellazione dal registro delle imprese se l’insolvenza si è manifestata anteriormente alla medesima o entro l’anno successivo
  • L’imprenditore defunto: può fallire qualora l’insolvenza si sia manifestata non oltre l’anno successivo alla morte
  • L’imprenditore ittico: non può mai fallire
  • La sentenza dichiarativa di fallimento può essere impugnata: con reclamo proposto dal debitore e da qualunque interessato con ricorso da depositarsi nella cancelleria della Corte di Appello nel termine perentorio di 30 giorni
  • La società per azioni cancellata dal registro delle imprese: può fallire qualora l’insolvenza si sia manifestata entro l’anno successivo alla cancellazione
  • La sostituzione del curatore è disposta,prima della esecutività dello stato passivo: dal tribunale su richiesta dei creditori che rappresentano la maggioranza dei crediti ammessi allo stato passivo
  • La vendita di un bene dal fallito al coniuge perfezionata anteriormente la dichiarazione di fallimento: è revocata solo se il coniuge non prova che ignorava lo stato di insolvenza del fallito
  • Le azioni revocatorie fallimentari non possono essere proposte: decorsi 3 anni dalla dichiarazione di fallimento e cmq decorsi 5 anni dal compimento dell’atto
  • Le domande di ammissione allo stato passivo: sono finalizzate ad accertare l’esposizione debitoria del fallito
  • Le domande di ammissione allo stato passivo tardive: quelle presentate oltre il termine di 30 giorni prima dell’udienza di verifica fissata nella sentenza di fallimento e cmq entro 12 mesi dalla data di approvazione dello stato passivo
  • Le donazioni: sono revocabili sempre se compiute nei due anni antecedenti la dichiarazione di fallimento
  • Le donazioni effettuate dal fallito anteriormente alla dichiarazione di fallimento:
  • Le somme ricavate dalla distribuzione dell’attivo sono erogate secondo il seguente ordine: pagamento dei crediti in prededuzione, pagamento dei crediti con diritto di prelazione, pagamento dei crediti chirografari, pagamento dei crediti postergati
  • Le procedure concorsuali vigenti nel nostro ordinamento sono: concordato preventivo, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, amministrazione straordinaria
  • Lo scopo della relazione ex art. 33 L.F. è quello di:
  • Lo stato di insolvenza si ha quando: l’imprenditore non riesce ad adempiere regolarmente alle proprie obbligazioni
  • Lo stato di insolvenza si manifesta : con inadempimenti, con altri fatti esteriori i quali dimostrino che il debitore non è più in grado di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni
  • Nell’ipotesi di un contratto di locazione di immobili, il fallimento del locatore: non scioglie il contratto ed il curatore subentra nella locazione
  • Nel caso di contratti ad esecuzione continuata ove il curatore vi subentri: i servizi erogati devono essere pagati integralmente dalla curatela
  • Nel caso di fallimento il contratto di affitto di azienda: prosegue ma entrambe le parti possono recedere entro 60 giorni corrispondendo alla controparte un equo indennizzo
  • Nel diritto ordinario della crisi di impresa: prevale la tutela del credito
  • Nella ripartizione dell’attivo quale di questi creditori prevale sugli altri: creditori aventi diritto alla prededuzione
  • Non può fallire l’imprenditore: che ha debiti inferiori a 20.000 euro
  • Non sono soggetti a revocatoria fallimentare: i pagamenti di beni e servizi effettuati in termini di uso e nell’esercizio dell’attività d’impresa
  • Ogni quattro mesi dal deposito dello stato passivo il curatore deve presentare: un prospetto con le somme disponibili e un progetto di ripartizione
  • Per la presentazione del rendiconto della gestione: non è previsto alcun termine
  • Può fallire l’imprenditore: che ha un attivo patrimoniale nei tre esercizi precedenti la dichiarazione di fallimento superiore ai 300.000 euro
  • Quali di questi è un requisito di ammissibilità al procedimento per la composizione della crisi da sovra indebitamento: da un creditore avverso la mancata ammissione del suo credito
  • Quali sono i mezzi di impugnazione contro il decreto che rende esecutivo lo stato passivo: l’impugnazione, ai sensi dell’art. 98 L.F.,dei crediti ammessi, l’opposizione allo stato passivo o la revocazione
  • Quali sono le funzioni del Tribunale Fallimentare: il tribunale fallimentare è l’organo che ha dichiarato il fallimento, dirige e controlla tutte le operazioni della procedura fallimentare
  • Qualora il fallimento sia stata dichiarato da più tribunali il procedimento: il procedimento prosegue innanzi al tribunale che preannunziò per primo ma il tribunale che si preannunciò successivamente può chiedere d’ufficio il regolamento di competenza
  • Quando l’insolvenza risulta da segnalazione del giudice rilevata nel corso del giudizio civile: il fallimento è dichiarato dal Tribunale Civile presso il quale si svolge la causa civile nel corso della quale l’insolvenza è stata rilevata
  • Quando l’insolvenza risulta da segnalazione del giudice rilevata nel corso del giudizio civile: il fallimento risulta da segnalazione del giudice rilevata nel corso del giudizio civile
  • Quando la legge consente la riapertura del fallimento: il fallimento chiuso può essere riaperto su ricorso del fallito o di qualunque creditore, qualora la procedura sia stata chiusa x ripartizione finale dell’attivo ( ce non abbia portato all’integrale soddisfazione dei creditori privilegiati), o x mancanza di attivo, e ricorrano tre condizioni, ovvero siano trascorsi 5anni, se esistono attività tali da rendere utile il provvedimento di riapertura o il fallito offra garanzia di pagare almeno il 10% dei crediti vecchi e nuovi
  • Si estende il fallimento ai seguenti soggetti: al socio occulto illimitatamente responsabile