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AA 2018/ https://www.youtube.com/watch?v=HkQ6D8fQoO Tratti da “Dans le pays des sourds”, Nicolas Philibert
◦ segno e pantomima: trasparenza e traslucidità ◦ la genesi dei segni per i nomi propri ◦ la possibilità di intendersi con sordi stranieri attraverso l’accentuazione dell’aspetto pantomimico del gesto
pronomi; distinzione nome/verbo non è sempre marcata morfologicamente
in poesia, in testi narrativi, per formare nuovi segni o per classificare forme o categorie simili
se è il corpo del segnante (prima classe), si aggiunge un segno
(seconda classe), il segno viene ripetuto modificando il luogo di
della prima classe può essere fatta con un movimento del capo Nei verbi si individuano tre classi: articolati sul corpo del
Per esprimere diverse intenzioni comunicative (frase interrogativa, imperativa, dichiarativa, ecc.) vengono usati movimenti del corpo ed espressioni facciali La posizione delle parti del discorso nella frase non è la stessa della lingua italiana ◦ il possessivo (l’auto della mamma = mamma auto sua) ◦ In frasi negative la negazione è alla fine della frase (io non vado al cinema = io cinema andare no) ◦ In frasi interrogative il verbo viene collocato alla fine (tu vai al cinema? = tu cinema andare?) Strutture prevalenti nelle varie lingue: SVO – SOV – OSV, mai il verbo in prima posizione L’ordine tradizionale SVO viene abbandonato quando entrano in gioco aspetti tipici delle lingue dei segni, per es. coarticolazione e simultaneità di gesti Gli indici non manuali sono molto importanti nel definire la morfologia nominale e verbale e con la strutturazione sintattica; servono inoltre per identificare referenti animati e coreferenzialità
Alcuni dati (controversi) indicano che i primi segni appaiano più precocemente rispetto alle prime parole, e anche le prime “frasi”, forse a causa di una maggiore disponibilità del movimento agli arti rispetto all’apparato fonoarticolatorio Studio pionieristico di Caselli (1985) che individuava una forte corrispondenza fra sviluppo della Lingua dei Segni e sviluppo del linguaggio verbale in due bambini osservati parallelamente I significati appresi nei due casi sembrano essere sovrapponibili (persone, parole sociali, nomi di cose, di cose da mangiare, di animali); il primo lessico del bambino sordo contiene più verbi (forse perché compaiono in posizione iniziale o finale?) I primi segni sono olofrastici, inoltre contengono numerosi errori e semplificazioni, e richiedono un periodo di progressiva acquisizione; sembra esistere una fase di “esplosione” che apre la possibilità, come nel linguaggio verbale, alla strutturazione di frasi Tutti i progressi effettuati sono correlati alle caratteristiche dell’input ricevuto
Numerosi elementi influiscono: tempi della diagnosi, evento inaspettato, tempi per elaborarlo e reagire, tempi per scegliere l’impostazione riabilitativa, tempi per apprendere la LIS… Le madri apprendono rapidamente ad interagire visivamente con il loro bambino ma l’Input linguistico resta ritardato e ridotto e provoca ritardo sviluppo linguaggio, lento incremento del lessico e grande variabilità interindividuale Influenza diagnosi precoce e intervento precoce Input bimodale spesso insoddisfacente incompleto altera almeno alcuni aspetti del linguaggio Bambini non esposti ai segni mostrano comunque superiore capacità di analizzare i gesti del milieu circostante e sviluppano un loro sistema di gesti con funzione comunicativa Ulteriore differenza: genitori sordi introducono iniziativa nella conversazione (per es., nuovo elemento), gli udenti tendono a correggere e riformulare: bambino propositivo vs bambino esecutivo