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Slide sulla disabilità uditiva, Slide di Pedagogia Sperimentale

Slide approfondite sulla disabilità uditiva

Tipologia: Slide

2020/2021

Caricato il 01/07/2022

mariagrazia.corti1998
mariagrazia.corti1998 🇮🇹

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Linguaggio e sordità
AA 2018/2019
https://www.youtube.com/watch?v=HkQ6D8fQoO8
Tratti da “Dans le pays des sourds”, Nicolas Philibert
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Linguaggio e sordità

AA 2018/ https://www.youtube.com/watch?v=HkQ6D8fQoO Tratti da “Dans le pays des sourds”, Nicolas Philibert

 Il termine “sordomuto”

 Pedro Ponce de Leon, i constabili di Castiglia

 L’influenza di un suo allievo, Juan Pablo Bonet, in

Europa: John Wallis (1616-1703) in Gran

Bretagna, Johann Conrad Amman (1669-1724) in

Olanda, Samuel Heineke in Germania

 L’Abbé de l’Epée, Francia, seconda metà del

Settecento

◦ il suo metodo: dai segni convenzionali alla parola scritta

◦ l’arbitrarietà dei segni è garanzia della loro

comparabilità con la lingua parlata

◦ la prima scuola per sordomuti in Francia; nel 1785 ha

già 70 studenti

 L’abate Tommaso Silvestri

◦ 1783 si reca a Parigi presso de l’Epée

◦ apre una scuola a Roma

◦ diffonde il metodo in tutta Italia attraverso allievi

che lo apprendono da lui

◦ scrive un manuale in cui formalizza il suo

metodo, che dichiara essere consonante con

quello francese

 Tra la fine del Settecento e il 1850 si

aprono numerosi Istituti per Sordomuti

 Modena, Giacomo Carbonieri, 1878

◦ “giacché la natura parla all’uomo per mezzo dei

suoi sensi, al sordomuto gliene rimarranno altri

quattro, i quali potranno benissimo legarlo ad

essa”

 Stabilisce l’importanza dell’apprendimento

della lingua articolata e lettura labiale,

ma anche

 la necessità dell’inserimento dei sordi nella

scuola primaria insieme agli udenti

 riconosce l’importanza del ruolo della “mimica

naturale” sia nell’insegnamento che nel

rapporto interpersonale

“Il Congresso, considerando la non dubbia

superiorità della parola articolata sui gesti

per restituire il sordomuto alla società, per

dargli una perfetta conoscenza della lingua,

dichiara che l’insegnamento della lingua

orale debba essere preferito a quello della

mimica nella educazione e istruzione dei

sordomuti”

“Viva la parola pura!”

 In classe si usa soltanto la lingua parlata

 Nessun interesse culturale o scientifico verso

la lingua dei segni

 La lingua dei segni è praticata all’interno delle

comunità dei sordi, che continuano a

trasmetterla fra le generazioni, senza

consapevolezza del suo statuto di lingua

 Netta separazione tra i segni, usati nella vita,

il vocale e lo scritto usati per la scuola, senza

comunicazione fra i due sistemi

 William Stokoe (1960)

◦ oltre a soddisfare bisogni espressivi, cognitivi e

comunicativi di una comunità, la lingua dei segni è

costituita di unità minime prive di significato (come

i fonemi delle lingue), connesse in un sistema

unitario

 Le lingue dei segni nel mondo

 Il Gestuno

 I “dialetti” e le forme locali

 La differenza con i sistemi di supporto al

parlato (per es., Italiano Segnato) e gli

alfabeti manuali (dattilologia)

 Iconicità e arbitrarietà

◦ segno e pantomima: trasparenza e traslucidità ◦ la genesi dei segni per i nomi propri ◦ la possibilità di intendersi con sordi stranieri attraverso l’accentuazione dell’aspetto pantomimico del gesto

 Perché costituisce un codice di comunicazione,

rispondendo a bisogni sociali, comunicativi,

psicologici

 Perché il rapporto fra segno e referente è in

molti casi arbitrario

 Perché prevede aspetti sintattici e grammaticali

 Perché è possibile identificare unità componenti

minime che combinate fra loro permettono un

numero infinito di occorrenze produttive

 www.youtube.com/watch?v=mXdaIzIVuBY

 www.youtube.com/watch?v=k5TonWODlR

 www.youtube.com/watch?v=Czi28nWReFA

 www.youtube.com/watch?v=gDGQrw3wSq

 www.youtube.com/watch?v=2ZCu-BZZlVg

 www.youtube.com/watch?v=_CP68Jwc3bs

 https://www.youtube.com/watch?v=QotdAB_

M2HE

 Diverse classi grammaticali: segni: nomi, verbi, aggettivi,

pronomi; distinzione nome/verbo non è sempre marcata morfologicamente

 Classificatori o proforme (segni senza parole) importanti per es.

in poesia, in testi narrativi, per formare nuovi segni o per classificare forme o categorie simili

 Plurale dei segni nominali a seconda del luogo di articolazione:

se è il corpo del segnante (prima classe), si aggiunge un segno

avverbiale per “tanti” ( donna/donne), se è lo spazio neutro

(seconda classe), il segno viene ripetuto modificando il luogo di

articolazione e il movimento ( città); a volte la flessione plurale

della prima classe può essere fatta con un movimento del capo  Nei verbi si individuano tre classi: articolati sul corpo del

segnante ( pensare, bere); articolati nello spazio neutro e

cambiano direzione tra due punti di articolazione ( regalare,

insegnare); articolati nello spazio neutro, non cambiano

direzione ma solo luogo di articolazione ( crescere, rompere)

 Per esprimere diverse intenzioni comunicative (frase interrogativa, imperativa, dichiarativa, ecc.) vengono usati movimenti del corpo ed espressioni facciali  La posizione delle parti del discorso nella frase non è la stessa della lingua italiana ◦ il possessivo (l’auto della mamma = mamma auto sua) ◦ In frasi negative la negazione è alla fine della frase (io non vado al cinema = io cinema andare no) ◦ In frasi interrogative il verbo viene collocato alla fine (tu vai al cinema? = tu cinema andare?)  Strutture prevalenti nelle varie lingue: SVO – SOV – OSV, mai il verbo in prima posizione  L’ordine tradizionale SVO viene abbandonato quando entrano in gioco aspetti tipici delle lingue dei segni, per es. coarticolazione e simultaneità di gesti  Gli indici non manuali sono molto importanti nel definire la morfologia nominale e verbale e con la strutturazione sintattica; servono inoltre per identificare referenti animati e coreferenzialità

 Alcuni dati (controversi) indicano che i primi segni appaiano più precocemente rispetto alle prime parole, e anche le prime “frasi”, forse a causa di una maggiore disponibilità del movimento agli arti rispetto all’apparato fonoarticolatorio  Studio pionieristico di Caselli (1985) che individuava una forte corrispondenza fra sviluppo della Lingua dei Segni e sviluppo del linguaggio verbale in due bambini osservati parallelamente  I significati appresi nei due casi sembrano essere sovrapponibili (persone, parole sociali, nomi di cose, di cose da mangiare, di animali); il primo lessico del bambino sordo contiene più verbi (forse perché compaiono in posizione iniziale o finale?)  I primi segni sono olofrastici, inoltre contengono numerosi errori e semplificazioni, e richiedono un periodo di progressiva acquisizione; sembra esistere una fase di “esplosione” che apre la possibilità, come nel linguaggio verbale, alla strutturazione di frasi  Tutti i progressi effettuati sono correlati alle caratteristiche dell’input ricevuto

 Numerosi elementi influiscono: tempi della diagnosi, evento inaspettato, tempi per elaborarlo e reagire, tempi per scegliere l’impostazione riabilitativa, tempi per apprendere la LIS…  Le madri apprendono rapidamente ad interagire visivamente con il loro bambino ma l’Input linguistico resta ritardato e ridotto e provoca ritardo sviluppo linguaggio, lento incremento del lessico e grande variabilità interindividuale  Influenza diagnosi precoce e intervento precoce  Input bimodale spesso insoddisfacente incompleto altera almeno alcuni aspetti del linguaggio  Bambini non esposti ai segni mostrano comunque superiore capacità di analizzare i gesti del milieu circostante e sviluppano un loro sistema di gesti con funzione comunicativa  Ulteriore differenza: genitori sordi introducono iniziativa nella conversazione (per es., nuovo elemento), gli udenti tendono a correggere e riformulare: bambino propositivo vs bambino esecutivo