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Diritto Finanziario: Domande e Concetti Fondamentali, Prove d'esame di Diritto Finanziario

Domande con risposta degli argomenti più importanti del diritto finanziario.

Tipologia: Prove d'esame

2019/2020

Caricato il 21/01/2020

simone-masnata
simone-masnata 🇮🇹

2 documenti

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Domande diritto finanziario
Le prestazioni patrimoniali e personali (pag. 2)
Per prestazione si intende un fare, un dare o un permettere, al diritto finanziario e tributario
interessano, nel rispetto dell'art. 23 Cost, solo le prestazioni patrimoniali imposte.
Per prestazione patrimoniale si intende una prestazione valutabile economicamente e
materiale. Una prestazione è imposta quando un soggetto viene "obbligato" a subirla, quindi
non per scelta libera.
Dalle PPI sono però escluse le prestazioni personali (seppur valutabili economicamente) e di
conseguenza anche le prestazioni di fare.
Differenza tra tributo e PPI (pag. 3)
Sul piano strutturale il tributo ha una caratteristica comune con le PPI, si tratta sempre di
una obbligazione che deriva dalla legge. Per distinguere un tributo da una PPI occorre
utilizzare due criteri: il criterio descrittivo ed il criterio funzionale.
Le fonti del diritto tributario (pag. 6)
Le fonti del diritto tributario si dividono in:
Fonti di grado costituzionale (artt. 23, 53, 75, 81)
Leggi ordinarie (tributarie)
Fonti regionali, internazionali e comunitarie
Leggi e circolari interpretative
Nella Costituzione troviamo gli articoli:
- 23: riserva di legge relativa
- 53: capacità contributiva e criterio di progressività
- 75 (comma 2): "non è ammesso referendum per leggi tributarie"
- 81 (comma 3): legge di bilancio non può stabilire nuovi tributi e nuove spese
Leggi tributarie; non esiste un Codice Tributario ma un insieme di leggi di cui ricordiamo:
- Statuto del contribuente; la cui funzione è l'interpretazione ed applicazione degli art.
della Cost. I principi generali sono rivolti verso
la P.A.
il contribuente
il legislatore
- Testo unico delle imposte sui redditi
Le fonti secondarie sono i regolamenti che possono essere:
- Indipendenti, avendo come base una legge non sono ammessi in campo tributario
- Di esecuzione, attuano la legge e sono ammessi
- Attuativi ed Integrativi, specificano il contenuto della legge e sono ammessi
Le leggi interpretative hanno per fine la determinazione del significato di una legge
precedente, le circolari interpretative sono volte ad indirizzare l'interpretazione della legge da
parte dei funzionari.
L'articolo 53 Cost., la capacità contributiva e il principio di progressività (pag. 6)
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Domande diritto finanziario Le prestazioni patrimoniali e personali (pag. 2) Per prestazione si intende un fare, un dare o un permettere, al diritto finanziario e tributario interessano, nel rispetto dell'art. 23 Cost, solo le prestazioni patrimoniali imposte. Per prestazione patrimoniale si intende una prestazione valutabile economicamente e materiale. Una prestazione è imposta quando un soggetto viene "obbligato" a subirla, quindi non per scelta libera. Dalle PPI sono però escluse le prestazioni personali (seppur valutabili economicamente) e di conseguenza anche le prestazioni di fare. Differenza tra tributo e PPI (pag. 3) Sul piano strutturale il tributo ha una caratteristica comune con le PPI, si tratta sempre di una obbligazione che deriva dalla legge. Per distinguere un tributo da una PPI occorre utilizzare due criteri: il criterio descrittivo ed il criterio funzionale. Le fonti del diritto tributario (pag. 6) Le fonti del diritto tributario si dividono in: ● Fonti di grado costituzionale (artt. 23, 53, 75, 81) ● Leggi ordinarie (tributarie) ● Fonti regionali, internazionali e comunitarie ● Leggi e circolari interpretative Nella Costituzione troviamo gli articoli:

  • 23: riserva di legge relativa
  • 53: capacità contributiva e criterio di progressività
  • 75 (comma 2): "non è ammesso referendum per leggi tributarie"
  • 81 (comma 3): legge di bilancio non può stabilire nuovi tributi e nuove spese Leggi tributarie; non esiste un Codice Tributario ma un insieme di leggi di cui ricordiamo:
  • Statuto del contribuente; la cui funzione è l'interpretazione ed applicazione degli art. della Cost. I principi generali sono rivolti verso ● la P.A. ● il contribuente ● il legislatore
  • Testo unico delle imposte sui redditi Le fonti secondarie sono i regolamenti che possono essere:
  • Indipendenti, avendo come base una legge non sono ammessi in campo tributario
  • Di esecuzione, attuano la legge e sono ammessi
  • Attuativi ed Integrativi, specificano il contenuto della legge e sono ammessi Le leggi interpretative hanno per fine la determinazione del significato di una legge precedente, le circolari interpretative sono volte ad indirizzare l'interpretazione della legge da parte dei funzionari. L'articolo 53 Cost., la capacità contributiva e il principio di progressività (pag. 6)

Secondo l'art. 53 della Costituzione, tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione alla loro capacità contributiva, e il sistema tributario è informato a criteri di progressività. Quindi questo articolo contiene due principi fondamentali dell'ordinamento tributario; capacità contributiva e criterio di progressività. La capacità contributiva riguarda tutti , cioè tutti coloro che entrano in rapporto con servizi pubblici italiani. La CP è anche la causa giustificatrice e il parametro di misura dei tributi. Il principio di progressività significa che l'aliquota aumenta più che proporzionalmente all'aumentare del reddito, si attua creando aliquote crescenti per scaglioni di reddito. L'art. 53 è una norma neutrale e attuale, cioè che la ricchezza deve sussistere al momento in cui si prevede il tributo. La riserva di legge relativa (pag. 9) L'articolo 23 Cost. indica "dove" si trovino le norme di natura tributaria, stabilendo una riserva di legge relativa, secondo cui gli elementi essenziali dei tributi devono trovarsi in atti aventi forza di legge. Gli elementi essenziali sono:

  1. Chi deve è obbligato a pagare (S.P.)
  2. Quale ricchezza deve essere colpita (presupposto)
  3. Quanto di tale ricchezza deve essere assoggettata a prelievo Per legge si intende: legge ordinaria, decreto legge e decreto legislativo, leggi regionali e delle province autonome. Le circolari interpretative (pag. 13) Le circolari interpretative sono emanate dall'Autorità Amministrativa e volte a indirizzare le interpretazioni della legge da parte dei funzionari e impiegati. Non sono fonti del diritto ma fonti di conoscenza delle interpretazioni che del diritto darà la P.A. Mentre il regolamento vincola il contribuente, l'Ufficio e il giudice la circolare vincola solo l'Ufficio. Il soggetto attivo dell'imposta (pag. 19) Il soggetto attivo più importante è lo Stato. Esso è organizzato:
  • Ministero dell'Economia e delle Finanze che esercita funzioni di indirizzo politico
  • Agenzie che rappresentano l'apparato organizzativo per l'amministrazione dei tributi. Le agenzie sono quattro
  1. Agenzia delle Entrate che ha competenza sui principali tributi quali le imposte sul redditi, l'IVA.
  2. Agenzia delle Dogane che si occupa dei dazi doganali
  3. Agenzia del Territorio che gestisce il Catasto
  4. Agenzia del Demanio che gestisce i beni pubblici Il soggetto passivo dell'imposta (pag. 20) I soggetti passivi nel rapporto tributario è rappresentato da: persone fisiche, persone giuridiche, enti non aventi personalità giuridica in senso stretto. Ogni soggetto passivo deve possedere:
  • Codice fiscale

La sanzione è una reazione dell'ordinamento alla violazione della regola, con finalità punitive. Le sanzioni amministrative possono colpire il patrimonio ed è sufficiente la colpa.

  • Principio di legalità di illecito e sanzione: devono essere previste dalla legge
  • Divieto di retroattività
  • Principio di colpevolezza
  • Principio di certezza
  • L'ignoranza La sanzione deve essere notificata entro 5 anni dalla violazione altrimenti va in decadenza. La sanzione è ridotta in caso di ravvedimento, ossia collaborazione del contribuente e ammissione del torto. Ricorso commissione primo grado: il contenuto del ricorso (pag. 67) L'atto introduttivo del giudizio tributario è il ricorso. A pena di nullità, esso deve contenere: l'indicazione della Commissione Tributaria adita, le generalità del contribuente e del suo difensore, l'individuazione dell'atto impugnato e del soggetto che lo ha emesso, l'esposizione dei fatti che hanno condotto alla lite e i motivi addotti dal contribuente a fondamento delle domande che vanno esplicitate, la sottoscrizione del ricorrente e del suo difensore. Il ricorso è inammissibile se manca uno degli elementi. Categorie di reddito (pag. 82 cap. I parte speciale) Il legislatore ha individuato 6 categorie di reddito:
  • Redditi fondiari
  • Redditi di capitali
  • Redditi di lavoro autonomo
  • Redditi di lavoro dipendente
  • Redditi di impresa
  • Redditi diversi Per individuare a quale categoria un reddito appartiene si deve seguire il criterio/regola in base al quale deve guardarsi alle relative caratteristiche del reddito. C'è però un'eccezione; il principio di attrazione dei redditi nel reddito d'impresa, secondo il quale tutti i proventi percepiti dall'imprenditore fanno parte del reddito d'impresa. Reddito fondiario (pag. 89 cap. II parte speciale) I redditi fondiari misurano la ricchezza prodotta dal possesso di beni immobili, sono quindi RF quelli inerenti dal possesso di terreni e fabbricati situati nel territorio dello Stato che sono o devono essere iscritti nel catasto dei terreni o edile urbano. Per determinare i RF si utilizza il sistema catastale attraverso cui si calcola il reddito medio ordinario ritraibile; medio perché risulta dalla media della produttività delle annate favorevoli e negative, ordinario perché misurato ipotizzando lo svolgimento di una normale attività. Redditi da capitale (pag 113 cap. III parte speciale) Sono disciplinati dall'articolo 44 TUIR, che però non da una definizione precisa, ma si limita ad indicare quali elementi (utili, interessi e proventi) costituiscono tale reddito. Secondo l'art. 44 i redditi da capitale sono:
  • Interessi e altri proventi derivanti da mutui, cc, e depositi
  • Interessi e altri proventi delle obbligazioni, altri titoli diversi dalle azioni e dai certificati di massa
  • Le rendite perpetue e le prestazioni annue perpetue degli artt. 1861 e 1869 c.c.
  • Compensi per prestazioni di fideiussione
  • Utili derivanti dalla partecipazione al capitale o al patrimonio di società
  • Utili derivanti da associazioni in partecipazione
  • Proventi derivati dalla gestione di masse patrimoniali
  • Interessi derivanti dall'impiego del capitale sociale. Possono definirsi come la ricchezza che si ottiene dall'investimento di denaro, vi rientrano 2 sottocategorie:
  • Gli interessi, cioè proventi che costituiscono remunerazione dei prestiti
  • Dividendi, proventi che costituiscono remunerazione dell'investimento Reddito di impresa (pag. 121 cap. V parte speciale) È disciplinato dagli artt. 55, 6 e 81 del TUIR, sono quelli derivanti dall'esercizio di impresa commerciale, cioè l'esercizio per professione abituale delle attività indicate nell'art. 2195 c.c. La disciplina del reddito di impresa è molto diversa dalle altre categorie di reddito, perciò è molto importante stabilire se un provento configura nel reddito di impresa; per esempio alcuni proventi atipici sono imponibili solo se conseguiti nell'attività di impresa. Il RdI confina con quella del Rla, infatti condividono il carattere di autonomia ma non il carattere di subordinazione. Per determinare il RdI sono utilizzati 2 criteri: Il criterio soggettivo per cui si ricorre al RdI in relazione alle caratteristiche soggettive del percettore del provento, regolati negli artt. 6, 73.a, 81 e 162 del TUIR. Il criterio oggettivo è incentrato sulle caratteristiche oggettive delle attività da cui deriva il provento, è regolato dall'art. 55 TUIR. Redditi di lavoro autonomo (pag. 135 cap. VI parte speciale) La definizione è data dall'articolo 53 del TUIR; è il reddito derivante dall'esercizio di arti e professioni cioè attività produttive (diverse da quelle dell'art. 55 TUIR) svolte con lavoro prevalentemente proprio e senza vincoli di subordinazione/dipendenza purché esercitate con continuità. I redditi a tassazione separata (pag. 141 cap. Libro Superiore) Per i redditi che il contribuente percepisce una volta tanto, è prevista la tassazione separata per evitare che sommando tali redditi straordinari con quelli ordinari scattino aliquote troppo alte. Sono soggetti a tassazione separata i seguenti redditi: ● le retribuzioni arretrate dei lavoratori dipendenti, il TFR, le indennità di disoccupazione o di mobilità, le indennità percepite per la cessazione di determinate attività. In questi casi l'imposta viene liquidata direttamente dagli uffici fiscali. ● le plusvalenze derivanti dalla cessione di aziende esercitata da più di 5 anni, le somme attribuite ai soci nel caso di recesso o esclusione, di riduzione di capitale, o di liquidazione di società costituite da più di 5 anni, i compensi per perdita di