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Gadda- esercitazione su autore, Esercizi di Letteratura Italiana

Esercitazione per esame letteratura italiana

Tipologia: Esercizi

2020/2021

Caricato il 29/06/2021

valeria-mallamaci
valeria-mallamaci 🇮🇹

5 documenti

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GADDA
Siamo dinnanzi ad un romanzo autobiografico in cui si svolge una serrata e tragica autobiografia: Gonzalo è
il travestimento esotico di Gadda stesso.
l triste rapporto con i genitori e con l'ombra del fratello morto sono la materia biografica di cui è intriso il
romanzo. La figura del padre è dileggiata, la madre maltrattata con una ferocia che finisce nel comico. I
romanzi incompleti di Gadda sembrano alludere ad una sorta di anti-provvidenza manzoniana che
invece di dipanare gli imbrogli li complica sempre di più sino a rompere il filo narrativo e disarticolare
qualsiasi ricerca di senso. Quegli "esseri meccanici" da Manzoni trattati con aristocratica bonomia sono
da Gadda apertamente disprezzati, e nel caso di Gonzalo l'aristocrazia è una specie di corto circuito
autoreferenziale, un'eclissi, una disperata solitudine. La patria, tanto importante per il giovane Gadda, è
qui il Maradagal, uno dei tanti anagrammi del suo nome di cui sono ricchi i suoi romanzi. I trascorsi
argentini di Gadda e la sua dimestichezza con lo spagnolo, la sua amata Milanoed i Promessi Sposi,
tutto quanto si somma e si addensa nell'incubo letterario prodotto da Gadda che è voluto essere uno
spietato ritratto del suo autore ed una sua trionfale apologia.
Molti sono i motivi autobiografici del romanzo, a cominciare dal triste rapporto di Gadda con i genitori,
con l'ombra del fratello morto, con la patria italiana (qui trasfigurata nel Maradagal),
reame shakespeariano ricolmo di ordinaria stupidità; ma anche la sua esperienza argentina e il suo
"mestiere" di ingegnere-scrittore.
a Pera butirro o butirra è il frutto coltivato in Maradagal, il paese "immaginario" in cui è ambientato il
romanzo, replica dell'Italia fascista e della Brianza.
Sono il simbolo delle aspirazioni piccolo-borghesi dell'Italia fascista, uno degli elementi più importanti
della villa del protagonista Gonzales. Di tale frutto immaginario Gadda offre anche un dettaglio
biologico: «Le pere butirro, spiccate a metà ottobre, maturano repentinamente, nel corso di una notte,
tra il 2 e il 7 novembre.»[1]. Il termine deriva, è da ritenere certo, dal lombardo "pér butér", che definisce,
nel milanese e nella Brianza, pere dalla scorza legnosa a tarda e lenta maturazione, con un interno
sodo e tenero ad un tempo, simili alla varietà denominata passacrassana.
Lo sfondo autobiografico di Gadda si fonde al Maradagal, cioè all'Italia del primo dopoguerra e
dell'avvento del fascismo, che riflette il caos ed i mali della società italiana, convogliati nel fascismo.
Attraverso la sua prosa elaborata, Gadda non solo racconta, trasfigurandola, la sua vita, ma riesce
anche a offrire una satira pungente della società italiana durante il fascismo. Intere parti del romanzo,
spesso sotto forma delle sfrenate fantasticherie di Gonzalo, caratterizzate come sono da scoppi d'odio
verso la stupidità altrui, sono dedicate a questioni quali la speculazione edilizia sulle colline briantee
(stralcio che compare con il titolo Strane dicerie contristano i Bertoloni nella raccolta di
racconti L'Adalgisa) o la pachidermica burocrazia italiana. Da sottolineare anche le pungenti descrizioni
della borghesia ai ristoranti di lusso, che il critico Gianfranco Contini ricollega alla migliore tradizione
satirica europea, citando quali padri letterari di Gadda, autori come Folengo e Rabelais, data "la tipica
sproporzione fra l'inanità dell'oggetto e la sovrana applicazione artigianale"[2] .

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GADDA

Siamo dinnanzi ad un romanzo autobiografico in cui si svolge una serrata e tragica autobiografia: Gonzalo è il travestimento esotico di Gadda stesso. l triste rapporto con i genitori e con l'ombra del fratello morto sono la materia biografica di cui è intriso il romanzo. La figura del padre è dileggiata, la madre maltrattata con una ferocia che finisce nel comico. I romanzi incompleti di Gadda sembrano alludere ad una sorta di anti-provvidenza manzoniana che invece di dipanare gli imbrogli li complica sempre di più sino a rompere il filo narrativo e disarticolare qualsiasi ricerca di senso. Quegli "esseri meccanici" da Manzoni trattati con aristocratica bonomia sono da Gadda apertamente disprezzati, e nel caso di Gonzalo l'aristocrazia è una specie di corto circuito autoreferenziale, un'eclissi, una disperata solitudine. La patria, tanto importante per il giovane Gadda, è qui il Maradagal, uno dei tanti anagrammi del suo nome di cui sono ricchi i suoi romanzi. I trascorsi argentini di Gadda e la sua dimestichezza con lo spagnolo, la sua amata Milanoed i Promessi Sposi , tutto quanto si somma e si addensa nell'incubo letterario prodotto da Gadda che è voluto essere uno spietato ritratto del suo autore ed una sua trionfale apologia. Molti sono i motivi autobiografici del romanzo, a cominciare dal triste rapporto di Gadda con i genitori, con l'ombra del fratello morto, con la patria italiana (qui trasfigurata nel Maradagal), reame shakespeariano ricolmo di ordinaria stupidità; ma anche la sua esperienza argentina e il suo "mestiere" di ingegnere-scrittore. a Pera butirro o butirra è il frutto coltivato in Maradagal, il paese "immaginario" in cui è ambientato il romanzo, replica dell'Italia fascista e della Brianza. Sono il simbolo delle aspirazioni piccolo-borghesi dell'Italia fascista, uno degli elementi più importanti della villa del protagonista Gonzales. Di tale frutto immaginario Gadda offre anche un dettaglio biologico: «Le pere butirro, spiccate a metà ottobre, maturano repentinamente, nel corso di una notte, tra il 2 e il 7 novembre.»[1]. Il termine deriva, è da ritenere certo, dal lombardo "pér butér", che definisce, nel milanese e nella Brianza, pere dalla scorza legnosa a tarda e lenta maturazione, con un interno sodo e tenero ad un tempo, simili alla varietà denominata passacrassana. Lo sfondo autobiografico di Gadda si fonde al Maradagal, cioè all'Italia del primo dopoguerra e dell'avvento del fascismo, che riflette il caos ed i mali della società italiana, convogliati nel fascismo. Attraverso la sua prosa elaborata, Gadda non solo racconta, trasfigurandola, la sua vita, ma riesce anche a offrire una satira pungente della società italiana durante il fascismo. Intere parti del romanzo, spesso sotto forma delle sfrenate fantasticherie di Gonzalo, caratterizzate come sono da scoppi d'odio verso la stupidità altrui, sono dedicate a questioni quali la speculazione edilizia sulle colline briantee (stralcio che compare con il titolo Strane dicerie contristano i Bertoloni nella raccolta di racconti L'Adalgisa) o la pachidermica burocrazia italiana. Da sottolineare anche le pungenti descrizioni della borghesia ai ristoranti di lusso, che il critico Gianfranco Contini ricollega alla migliore tradizione satirica europea, citando quali padri letterari di Gadda, autori come Folengo e Rabelais, data "la tipica sproporzione fra l'inanità dell'oggetto e la sovrana applicazione artigianale"[2]^.