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Sintesi della vita di Carlo Emilio Gadda
Tipologia: Sintesi del corso
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La vita.
Gadda nasce a Milano nel 1893, da una famiglia alto- borghese, inizialmente agiata, ma poi sempre più in difficolà economiche per la cattiva amministrazione del padre, Francesco Ippolito, responsabile, per esempio, di grosse spese per il mantenimento di una villa a Longone, in Brianza.
Legato fortemente alla madre, Adele Lehr, Gadda segue il suo consiglio ad iscriversi al politecnico di Milano. Allo scoppio della prima guerra mondiale si arruola come ufficiale volontario. Rimane prigioniero a Celle, e proprio in quella circostanza, scrive le più intense pagine del suo Giornale di guerra e di prigionia. Al rientro in Italia, nel 1919, viene a sapere della morte del fratello Enrico. Questi traumi, subiti negli ultimi periodi, segnano indelebilmemente la psiche di Gadda, causandogli delle nevrosi. Nel 1920, si laurea in Ingegneria elettrotecnica, e grazie ad essa, inizia a viaggiare in Italia e all’estero (soprattutto in Argentina), e contemporaneamente studia letteratura e filosofia. Nel frattempo, lo scrittore, comincia una collaborazione con la rivista fiorentina “Solaria”, che infatti nel 1926, ospita suoi frammenti narrativi e saggi. Gadda, scrivendo, vuole tentare una sua interpretazione della realtà e dei traumi vissuti, fondendo le sue competenze filosofiche e tecniche con quelle di acuto interprete dei livelli semantici dei vari codici espressivi. Tenta di abbandonare il lavoro da ingegnere ma fallisce, quindi deve continuare le sue collaborazioni come tecnico, soprattutto con il Vaticano. Tra il 1931-1935 lavora ad un ampio rompanzo Un fulmine sul 220, del quale poi molti abbozzi sono stati editi postumi nel 1993. Nel 1934 pubblica una seconda raccolta , Il castello di Udine, a cui viene anche assegnato il premio Bagutta. Nel contempo continua le sue collaborazioni con giornali e riviste. Nel 1939 verrà il volume Le meraviglie d’Italia, che contine molti brani di quegli anni quasi in “prosa d’arte”. In quel peiodo, Gadda, scrive pezzi in appoggio al fascismo, dettati dall’illusione di aver trovato un capo forte e in grado di organizzare adeguatamente il popolo italiano,
anziché da una reale adesione ideologica. Ben presto, nei suoi scritti, poi si leggeranno accuse contro il malgoverno di Mussolini. Nel 1936, muore la madre, avvenimento cruciale nella vita di Gadda, e da cui seguiranno importanti decisioni, (una di queste: la vendita della villa di Longone) , nevrosi e sensi di colpa sempre più violenti. In questo periodo comincia a scrivere uno dei suoi due romanzi maggiori: La cognizione del dolore, pubblicato a puntate sulla rivista “Letteratura” tra il 1938-1941. Verrà poi rimaneggiato per l’edizione in volume nel 1963. Dal 1940 al 1944, risiede a Firenze, partecipando direttamente all’intensa attività culturale della città, sino al periodo finale della guerra, quando pubblica una serie di racconti: L’Adalgisa. Si rifugia a Roma. Dal 1945 lavora al suo secondo grande romanzo: Quer pasticciacciobrutto de via Merulana, apparso in 5 puntate sempre sulla rivista “Letteratura”. La versione finale di questo romanzo uscirà nel 1957. Nel contempo, Gadda, ha riorganizzato parecchi dei suoi materiali sparsi, pubblicando ad esempio nel 1952 Il primo libro delle favole e nel 1953 Le Novelle dal Ducato in fiamme. Sempre nei primi anni Cinquanta collabora col terzo programma radiofonico della RAI. Dopo il 1957, la fama sempre più ampia, spinge Gadda a un progressivo rifiuto del mondo esterno. La nevrosi e le manie di persecuzione lo inducono a rinchiudersi nel suo appartamento a Roma, ma continua, comunque, la pubblicazione di alcune sue opere. Muore a Roma nel 1973.