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“Gli Indifferenti” di Moravia, Sintesi del corso di Italiano

Analisi critica sul romanzo di Moravia, “Gli Indifferenti”

Tipologia: Sintesi del corso

2020/2021

Caricato il 04/06/2021

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jessica-kurti 🇮🇹

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“GLI INDIFFERENTI” di A. MORAVIA
Per Carla e Michele, l’indifferenza è una malattia una situazione da cui venire fuori, mentre i tre adulti ne sono
inconsciamente persi. Essi si nascondono dietro le loro maschere, per loro esiste solo uno squallido mondo senza
passione, con al centro solo l’interesse.
Possiamo dire che è un romanzo psicologico, perché si sviluppa quasi interamente nella mente dei personaggi. Il
narratore onnisciente, che conosce i pensieri dei personaggi.
CARLA: capisce che il mondo puro dell’infanzia è ormai svanito. Un atto di violenza rompe le sue abitudini di una
vita piena di noia. Le sembra che questa avventura familiare le possa dare una nuova vita, è un modo per
rompere il vecchio mondo fatto di Immobilità, di gesti ripetuti, in cui gli stessi discorsi e le scene di gelosia tra la
madre e Leo appaiono angosciosi.
La giovane ragazza ha un carattere calmo e gentile ma è ossessionata dal desiderio di avere una vita nuova, di
cambiare, perché vive nella noia e nel disgusto per le abitudini.
MICHELE: si trova in una condizione psicologica oscillante tra una vanità falsa e l’indifferenza in cui sembra
lasciarsi andare senza combattere. Michele cerca di reagire, a volte sembra che voglia rompere con la finzione,
la ribellione però quando avviene è mite: la noia e l’indifferenza svuotano ogni azione, anche quella più vera
come l’attentato alla vita di Leo, che Michele sente necessario per ridare un senso alla propria esistenza. Ma egli
rivela la rinuncia della sua volontà non riuscendo a uccidere Leo. Michele è insicuro e dubbioso, a volte con
comportamenti inopportuni e violenti. È turbato dalla falsità e dall’indifferenza che lo circonda.
MARIAGRAZIA: rappresenta la decadenza borghese, di una società che sta perdendo ogni legame con la
realtà autentica della vita. Si accorge di andare alla deriva ma non reagisce per impedire il fallimento.
Eccitata da falsi e ridicoli ambizioni, non si accorge del mondo che crolla intorno a lei, dell’ira e del disgusto che
provoca nei figli con le sue scenate di gelosia, delle intenzioni ambigue di Leo, del suo tradimento con la figlia,
delle cadute morali di Michele. Il carattere di Mariagrazia è indice di decadenza, per Mariagrazia Leo è il mondo
borghese del decoro sociale, è lui che conta sopra ogni cosa. Ella è una donna corrotta, gelosa e possessiva verso
l’amante.
LEO: si presenta come la figura negativa del romanzo. Leo è un personaggio soggiogato dalla sensualità, dal
gusto della predominanza, che tiene avvinti a sé i destini dei suoi pupazzi. È pronto ad adattarsi ad ogni
situazione con la furbizia, felice di colpire la propria vittima. Egli insidia Carla nello stesso modo subdolo in cui
tenta di impossessarsi della Villa Ardengo. Quando cerca di sedurre Carla, è pienamente convinto della sua scelta.
In Leo si sublimano l’ipocrisia la falsa coscienza e la convenzionalità, aspetto che Carla e Michele tentano di
rovesciare, anche se con debole convinzione, ma del quale alla fine restano vittime. Leo è un uomo senza
scrupoli, con una vita ridotta ad una serie di imbrogli economici, è interessato a tutto ciò che è materiale.
LISA: amica della famiglia Ardengo, È innamorata del giovane Michele che non ricambia. È la vecchia amante di
Leo, il quale in un momento di bisogno si reca da lei convinto che ella provi ancora un forte sentimento per lui, ma
in realtà non è così. È sognatrice nella maggior parte delle situazioni.
Il libro ruota attorno a tematiche comuni: la relazione segreta di Carlo con Leo; la possibile relazione tra Michele e
Elisa e le ampie riflessioni del ragazzo; la situazione della madre, ignara di ciò che accade intorno a lei e presa dalla
gelosia per Leo.
Il romanzo si intitola “Gli indifferenti“ perché questi personaggi sono consapevoli della menzogna ma
incapaci di agire, la parola indifferenza viene comunemente usata per una persona insensibile a ciò che gli accade,
lasciandosi scivolare tutto addosso. Invece gli indifferenti di questo romanzo sono l’opposto, si accorgono di
tutto ma non sanno reagire, vedono perfettamente il male e il bene ma non sanno costruire la loro vita
seguendo quest’ultimo. L’indifferenza di Moravia è un’evoluzione dell’impotenza morale, un’incapacità di
costruire la propria vita, una crisi dell’io. Questi personaggi vedono la falsità ma non sanno cambiare la
situazione (per questo sotto certi aspetti sono molto simili agli inetti di Svevo).
Gli indifferenti è un romanzo di crisi profonda che riguarda tutta la società successiva alla prima guerra mondiale
che ha cambiato il volto dell’Europa.
La trama si svolge all’interno di una villa borghese, in una famiglia composta dalla madre vedova Maria Grazia, i
figli Michele Carla, giovani oziosi che non lavorano. Leo è invece un amico di famiglia e l’amante della madre che
non ho mai confessato ai figli di lui, tutto è nascosto sotto il velo della menzogna. Leo è un personaggio
ambiguo lussurioso e falso perché da una parte è l’amante della madre anziana che soffre di questo suo
invecchiamento e dall’altra corteggia la figlia Carla. Tutti sanno tutto ma in realtà nessuno sa niente, la
menzogna aleggia su tutto il romanzo. Carla sa benissimo che Leo è l’amante della madre, Michele lo capisce e
lo odia per questo. I due figli sono i veri indifferenti, ma la crisi vera la troviamo dentro la madre. La famiglia era
ricca, ma c’è anche una crisi economica che si manifesta con la necessità di vendere la villa perché sono pieni di
debiti e nessuno lavora. Fino a quel momento li ha aiutati Leo, che in realtà punta a comprare la villa per un prezzo
irrisorio e ad impossessarsi della figlia. Carla diventa amante moglie di Leo per interesse perché vorrebbe
cambiare la propria vita, ma di fatto è una donna che non cambia, anzi fa esattamente quello che ha fatto la
madre che per vivere nel lusso individua in Leo l’uomo ideale per un matrimonio che le dà una sicurezza
economica. Tutto fino alla fine si svolge nell’assoluta menzogna: Michele conosce la situazione ne soffre perché
ama la sorella, la madre fino alla fine del romanzo è all’insaputa della relazione di Carla e Leo.
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“GLI INDIFFERENTI” di A. MORAVIA Per Carla e Michele, l’indifferenza è una malattia una situazione da cui venire fuori, mentre i tre adulti ne sono inconsciamente persi. Essi si nascondono dietro le loro maschere, per loro esiste solo uno squallido mondo senza passione, con al centro solo l’interesse. Possiamo dire che è un romanzo psicologico, perché si sviluppa quasi interamente nella mente dei personaggi. Il narratore onnisciente, che conosce i pensieri dei personaggi. CARLA: capisce che il mondo puro dell’infanzia è ormai svanito. Un atto di violenza rompe le sue abitudini di una vita piena di noia. Le sembra che questa avventura familiare le possa dare una nuova vita, è un modo per rompere il vecchio mondo fatto di Immobilità, di gesti ripetuti, in cui gli stessi discorsi e le scene di gelosia tra la madre e Leo appaiono angosciosi. La giovane ragazza ha un carattere calmo e gentile ma è ossessionata dal desiderio di avere una vita nuova, di cambiare, perché vive nella noia e nel disgusto per le abitudini. MICHELE: si trova in una condizione psicologica oscillante tra una vanità falsa e l’indifferenza in cui sembra lasciarsi andare senza combattere. Michele cerca di reagire, a volte sembra che voglia rompere con la finzione, la ribellione però quando avviene è mite : la noia e l’indifferenza svuotano ogni azione, anche quella più vera come l’attentato alla vita di Leo, che Michele sente necessario per ridare un senso alla propria esistenza. Ma egli rivela la rinuncia della sua volontà non riuscendo a uccidere Leo. Michele è insicuro e dubbioso, a volte con comportamenti inopportuni e violenti. È turbato dalla falsità e dall’indifferenza che lo circonda. MARIAGRAZIA: rappresenta la decadenza borghese, di una società che sta perdendo ogni legame con la realtà autentica della vita. Si accorge di andare alla deriva ma non reagisce per impedire il fallimento. Eccitata da falsi e ridicoli ambizioni, non si accorge del mondo che crolla intorno a lei, dell’ira e del disgusto che provoca nei figli con le sue scenate di gelosia, delle intenzioni ambigue di Leo, del suo tradimento con la figlia, delle cadute morali di Michele. Il carattere di Mariagrazia è indice di decadenza, per Mariagrazia Leo è il mondo borghese del decoro sociale, è lui che conta sopra ogni cosa. Ella è una donna corrotta, gelosa e possessiva verso l’amante. LEO: si presenta come la figura negativa del romanzo. Leo è un personaggio soggiogato dalla sensualità, dal gusto della predominanza, che tiene avvinti a sé i destini dei suoi pupazzi. È pronto ad adattarsi ad ogni situazione con la furbizia, felice di colpire la propria vittima. Egli insidia Carla nello stesso modo subdolo in cui tenta di impossessarsi della Villa Ardengo. Quando cerca di sedurre Carla, è pienamente convinto della sua scelta. In Leo si sublimano l’ipocrisia la falsa coscienza e la convenzionalità, aspetto che Carla e Michele tentano di rovesciare, anche se con debole convinzione, ma del quale alla fine restano vittime. Leo è un uomo senza scrupoli, con una vita ridotta ad una serie di imbrogli economici, è interessato a tutto ciò che è materiale. LISA: amica della famiglia Ardengo, È innamorata del giovane Michele che non ricambia. È la vecchia amante di Leo, il quale in un momento di bisogno si reca da lei convinto che ella provi ancora un forte sentimento per lui, ma in realtà non è così. È sognatrice nella maggior parte delle situazioni. Il libro ruota attorno a tematiche comuni: la relazione segreta di Carlo con Leo; la possibile relazione tra Michele e Elisa e le ampie riflessioni del ragazzo; la situazione della madre, ignara di ciò che accade intorno a lei e presa dalla gelosia per Leo. Il romanzo si intitola “Gli indifferenti“ perché questi personaggi sono consapevoli della menzogna ma incapaci di agire , la parola indifferenza viene comunemente usata per una persona insensibile a ciò che gli accade, lasciandosi scivolare tutto addosso. Invece gli indifferenti di questo romanzo sono l’opposto, si accorgono di tutto ma non sanno reagire, vedono perfettamente il male e il bene ma non sanno costruire la loro vita seguendo quest’ultimo. L’indifferenza di Moravia è un’evoluzione dell’impotenza morale, un’incapacità di costruire la propria vita, una crisi dell’io. Questi personaggi vedono la falsità ma non sanno cambiare la situazione (per questo sotto certi aspetti sono molto simili agli inetti di Svevo). Gli indifferenti è un romanzo di crisi profonda che riguarda tutta la società successiva alla prima guerra mondiale che ha cambiato il volto dell’Europa. La trama si svolge all’interno di una villa borghese, in una famiglia composta dalla madre vedova Maria Grazia, i figli Michele Carla, giovani oziosi che non lavorano. Leo è invece un amico di famiglia e l’amante della madre che non ho mai confessato ai figli di lui, tutto è nascosto sotto il velo della menzogna. Leo è un personaggio ambiguo lussurioso e falso perché da una parte è l’amante della madre anziana che soffre di questo suo invecchiamento e dall’altra corteggia la figlia Carla. Tutti sanno tutto ma in realtà nessuno sa niente, la menzogna aleggia su tutto il romanzo. Carla sa benissimo che Leo è l’amante della madre, Michele lo capisce e lo odia per questo. I due figli sono i veri indifferenti , ma la crisi vera la troviamo dentro la madre. La famiglia era ricca, ma c’è anche una crisi economica che si manifesta con la necessità di vendere la villa perché sono pieni di debiti e nessuno lavora. Fino a quel momento li ha aiutati Leo, che in realtà punta a comprare la villa per un prezzo irrisorio e ad impossessarsi della figlia. Carla diventa amante moglie di Leo per interesse perché vorrebbe cambiare la propria vita , ma di fatto è una donna che non cambia, anzi fa esattamente quello che ha fatto la madre che per vivere nel lusso individua in Leo l’uomo ideale per un matrimonio che le dà una sicurezza economica. Tutto fino alla fine si svolge nell’assoluta menzogna : Michele conosce la situazione ne soffre perché ama la sorella, la madre fino alla fine del romanzo è all’insaputa della relazione di Carla e Leo.

Il tema della menzogna, della bugia in cui tutti vivono consapevolmente fino alla fine è il grande segno della decadenza morale di questa famiglia. Moravia crea questa atmosfera cupa notturna che dà il senso di una vita vissuta nell’oscurità. Un grande tema degli indifferenti è l’incomunicabilità dei personaggi, non sanno confidarsi tra loro, madre e figlia non sono capaci di dirsi nulla. Questi personaggi hanno perennemente dentro di sé il senso della maschera, di recitare una parte che non è la loro vita. Moravia chiama il male di vivere dei personaggi indifferenza, (Carla non è più la donna fatale precedente, sta cercando la sua strada di emancipazione). È un periodo storico difficile siamo nel periodo fascista in cui vige forte la censura. Questi personaggi non sono immorali ma amorali: non si pongono dei problemi morali ma di vita pratica. Un altro tema importante è il materialismo. Michele rappresenta la crisi dell’uomo novecentesco alla ricerca di piaceri mondani, ma con una svogliatezza così marcata che fa di lui un modello nuovo. Non ha ideali di nessun tipo, alla fine del romanzo viene paragonato a un manichino automa facendo uscire il tema dell’uomo senza identità. Moravia crea il finale con la festa in maschera scegliendo di concludere così per far vedere che la menzogna non ha fine. La fine è invece della famiglia e del personaggio moderno, che sono in capaci di avere un rapporto autentico con la realtà, sia con se stessi che con gli altri. È un romanzo sulla borghesia parassitaria italiana durante il fascismo, un romanzo contro i ruoli della famiglia, in cui viene fatta intravedere una terra promessa che non ho nostalgia del passato. Viene condannato il senso di ipocrisia che c’è nella famiglia italiana borghese. È un romanzo che va storicizzato perché viene scritto in pieno clima fascista, nel 1929. I protagonisti del romanzo sono chiusi in una casa buia, nella quale hanno densità e peso, quando escono sono generalmente sotto la pioggia, girano come dei fantasmi e invidiano la gente fuori. Sono personaggi scritti con delle caratteristiche funeree, hanno una natura tombale. C’è sempre una maniera di scusarsi di essere indifferenti nei confronti della vita e di scusarsi in quanto non sentono, sono morti. L’indifferenza per Moravia è un vizio, una malattia dello spirito, e nei confronti di questa malattia ha un atteggiamento di condanna. Il libro si svolge in due giorni. Ce la contemporanea presenza sia del quotidiano che drammatico. Gli indifferenti è un dramma perché c’è un contrasto che succede su una trama basata sulla vita quotidiana. L’innocenza appare nella sincerità, nel dolore. Il dolore è la vera innocenza degli indifferenti. Il romanzo è intitolato “Gli indifferenti” perché il tema del libro è proprio indifferenza, un’indifferenza di cui è affetto il personaggio principale, Michele.