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Introduzione alla meccanica di Gadda
Tipologia: Appunti
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Il racconto che è diventato romanzo
Le complesse vicende editoriali della Meccanica 1 riescono a spiccare anche in un universo testuale come quello gaddiano, sicuramente non tra i più lineari. Gadda mette mano alla narrazione per la prima volta nel 1928. Siamo agli esordi di un Gadda scrittore che ha appena deciso di lasciare il lavoro di ingegnere, la sua «vita di adultero» 2 - cosa che farà definitivamente solo nel 1940 - per «fare uno di quei colpi di testa che fruttano il più delle volte una revolverata al cervello» 3: dedicarsi unicamente alla scrittura. La sua entrata nel mondo letterario non porterà ad alcuna revolverata al cervello, ma, come confida all’amico Ugo Betti, il Gran Lombardo è da subito consapevole che senza lavoro è difficile assicurarsi non solo «un pane» 4, ma anche «gli spaghetti alle vòngole, le fragole al marsala, e buone scarpe» 5 che gli piacciono tanto. Insomma, per Gadda si apre subito il dissidio tra letteratura-arte e letteratura-professione, dove i ruoli da protagonista non sono più riservati agli autori, che sono sempre affiancati - o forse asfissiati – dagli editori.
La Meccanica , inizialmente un racconto di media lunghezza, nasce come capitolo finale per La Madonna dei filosofi 6, suo volume d’esordio, ma presto acquisisce dimensioni sempre più grandi e profonde, diventando un corpo estraneo che sfugge al controllo del suo stesso creatore. Sebbene Longanesi fosse inizialmente interessato all’opera, Gadda sembra essere incapace di chiuderla e consegnarla e questo porterà al suo definitivo aborto. I tempi non sono ancora maturi per la narrazione organica cui Gadda aspira e che La Meccanica chiede di essere. Diventa da subito evidente l’ impasse , tutto gaddiano, che lo porterà più volte a scontrarsi con la «tragica giga» 7 degli editori: la necessità di conciliare l’enorme vis creativa e la pubblicazione. L’autore milanese non vede la scrittura come un semplice lavoro e non è disposto a piegare la propria verità a mere logiche editoriali, pur consapevole di vedere così «tramontare il pianetino della gloriuzza» 8. Di fatti, quando pochi anni più tardi
1 Gadda C. E., La Meccanica , Milano, Garzanti Editore, 1989. 2 Gadda C. E., L’ingegner fantasia. Lettere a Ugo Betti 1919 – 1930 , Milano, Rizzoli Editore, 1984, p.116. (in data «Roma, 16 luglio 1927»). 3 Ibidem, p. 116. 4 Ibidem , p. 116. 5 Ivi , p. 117. 6 Gadda C. E., La Madonna dei filosofi , Edizioni Solaria, 1931. 7 Gadda C. E., 8 Carlino M. e Muzzioli F., Tre lettere di Carlo Emilio Gadda a Silvio Guarnieri , in «L’ombra d’Argo», 1983, nn. 1-2, p. 158 (in data «Milano, 1 maggio 1932»).
apparirà su «Solaria» Tendo al mio fine 9, dichiarazione poetica dell’autore posta a proemio del Castello di Udine 10, saranno queste le parole che la apriranno:
Tendo a una brutale deformazione dei temi che il destino s’è creduto di proponermi come formate cose ed obbietti: come paragrafi immoti della sapiente sua legge. Umiliato dal destino, sacrificato alla inutilità, nella bestialità corrotto, e però atterrito dalla vanità vana del nulla, io, che di tutti li scrittori della Italia antichi e moderni sono quello che più possiede di comodini da notte, vorrò dipartirmi un giorno dalle sfiancate sèggiole dove m’ha collocato la sapienza e la virtù de’ sapienti e de’ virtuosi, e, andando verso l’orrida solitudine mia, levarò in lode di quelli quel canto, a che il mandolino dell’anima, ben grattato, potrà dare bellezza nel ghigno. La virtù, senza il becco d’un quattrino, è pur veneranda cosa: e questo si arà da sentire nelle mie note.
Per dirla con le parole del Cortellessa, Gadda è «alla ricerca di stratagemmi che, con l’alibi di “nutrire” la narrazione, di “irrobustirla”, in realtà sortiscono l’effetto di “straniarla”, deformarla, boicottarla, irrimediabilmente» 11 , così, il «monumentino» 12 che cerca di far star in piedi finisce per crollare. Il progetto della Meccanica frana e ne vengono pubblicati solo tre lacerti su «Solaria»: Le novissime armi , Papà e Mamma e L’armata se ne va 13.
Sappiamo che Gadda non accantonerà mai del tutto la sua novella. Oltre alla successiva rielaborazione dell’ Armata se ne va , da cui estrapolò il materiale per comporre il Cugino barbiere , pubblicato prima nelle Novelle dal Ducato in fiamme 14 e poi compreso insieme agli altri due brani nella raccolta degli Accoppiamenti giudiziosi 15, sappiamo dai suoi quaderni che continuò a raccogliere materiale e fonti per irrobustire il corpo della sua novella. Forse riponeva in questo racconto le speranze di poter esaudire quel «desiderio di essere romanzesco, interessante, Dumas, Conan-doyliano» 16, ma senza accantonare quello sforzo tutto manzoniano di documentazione, di accumulazioni di dati, per intessere l’intreccio con verisimiglianza.
L’opera del 1928 vedrà la carta stampata sono nel 1970, a più di quarant’anni dalla stesura, con l’edizione di Piero Gelli per Garzanti. Viene strappata dalle mani di un
9 Gadda C. E., Tendo al mio fine , in «Solaria», 1931. 10 Gadda C. E., Il Castello di Udine , Edizioni Solaria, 1934. 11 Cortelessa A. Capitoli postumi della “Meccanica” , in «Studi novecenteschi», nn. 45-49, 1993, pp. 93-111. 12Carlino M. e Muzzioli F., Tre lettere di Carlo Emilio Gadda a Silvio Guarnieri , in «L’ombra d’Argo», 1983, nn. 1-2, p. 158 (in data «Milano, 1 maggio 1932»). 13 Gadda C. E., Le novissime armi , Papà e Mamma, L’armata se ne va , in «Solaria», 1932, nn. 7-8, pp. 16-42. 14 Gadda C. E., Novelle dal Ducato in fiamme , Firenze, Vallecchi, 1953. 15 Gadda C. E., Accoppiamenti Giudiziosi , Milano, Garzanti, 1963. 16 Gadda C. E., Romanzi e racconti , Milano, Garzanti, 1989, vol. II, p. 1317.