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La commedia di Menandro, un drammaturgo greco del IV secolo a.C. che ha scritto circa un centinaio di commedie. La commedia di Menandro riflette la mutazione politica e sociale in corso ad Atene dopo la caduta della città nel 404 a.C. le tematiche, i personaggi e lo stile della commedia di Menandro.
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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-metà 4 secolo a.c., Atene; all’incirca un centinaio di commedie commedia che riflette la mutazione politica e sociale in corso Menandro Aristofane contesto storico-sociale 404 a.c. caduta di Atene (fine g. peloponneso) -scompare la pratica della partecipazione politica attiva e consapevole, -non ci sono più cittadini, né le assemblee popolari; ci sono sudditi privi di libertà e iniziativa. di conseguenza: 1.l’assenza della tematiche politica e dell’irrisione e degli attacchi personali, 2.mancanza parabasi e intermezzi corali (rimane solo come dicitura) parabasi: momento in cui il coro esprime i pensieri dell’autore. supremazia di Atene come la polis più importante della Grecia, massima potenza marittima e principale polo commerciale e culturale di conseguenza: -tutti i protagonisti hanno nomi parlanti e si prende in giro attraverso il nome (onomasti kwmodeiv) -forti critiche attraverso personaggi, battute ed espressioni, -continui riferimenti al presente. pubblico non è più di massa ma diventa elitario -innalzamento dei toni perchè deve seguire i gusti di una classe colta, educata e sensibile il popolo -gergo quotidiano e volgare tematiche scompare il riferimento politico per concentrarsi sulla sfera familiare e le relazioni interpersonali come l’amore o la fratellanza, -si mette in scena vicende realistiche, cibo e sesso e molti riferimenti al presente personaggi riproducono fedelmente dei “tipi” che diverranno nei secoli uno schema classico, ripresi poi anche da Plauto e Terenzio: il giovane innamorato, il vecchio scorbutico, lo schiavo astuto, il soldato fanfarone, il cuoco -Menandro fa riferimento all’opera ‘i Caratteri’ di Teofrasto in cui sono presentati dei tipi di personaggi. non essendoci più l’onomasti komodeiv, viene preso di mira il difetto o il comportamento onomasti komodeiv scopo intrattenimento ed evasione filosofia peripatetica = parte dal presupposto di una approfondita analisi del personaggio e dalle radici più intime del suo comportamento veicolari valori della polis modelli ultimo Euripide, drammi della tyche:
come vede il mondo buonismo di fondo -concetto di filantropia (verrà ripreso da Terenzio, humanitas) pessimismo di fondo religione importante ruolo è rivestito dal CASO
il ruolo del caso è fortemente esasperato realizzando giochi di coincidenze artificiose. -drammi della tyche ci sono pervenute poche opere e incomplete:
che cerca di sedurre in tutti i modi, in particolare attraverso la poesia, con la quale ad esempio loda la bellezza della donna, paragonandola alle cose che per lui sono belle (quelle del mondo pastorale quali capre, formaggio, uva). -descrizione con autoironia (non è molto bello etc) + paragone con aspetti pastorali b) i mimi urbani, scene e dialoghi che riproducono la vita quotidiana da mimew imitare -impiego dell’esametro al posto della semplice prosa, -brevità, la connotazione borghese dei personaggi e dei contenuti, il carattere episodico, l’inserimento dell’ekfrasis e l’argomento erotico contribuirono alla diffusione in età ellenistica di questo genere,
-il paesaggio di Teocrito é ridente e felice, quello di Virgilio sobrio e malinconico, -Virgilio invece si identifica con i pastori, i quali talvolta rappresentano Virgilio stesso: sono personaggi raffinati e colti VS carattere realistico accentuato dalla descrizione esteriore ex Ciclope contesti culturali diversi: Virgilio è poeta di corte e fa propaganda attraverso la sua poesia, si serve dei modelli teocritei ma li avvolge di un habitus culturale diverso -Virgilio sceglie l’ambientazione dell’Arcadia (Peloponneso), Teocrito la Sicilia.
-elegia ed epigramma hanno la stessa origine: origine funeraria = elegia da e legeiv o elegeiov (metro) ed epigramma da epi grafo: scrivo sopra (iscrizione sulle tombe) -stesso metro: distico elegiaco ed entrambi varietas e poikilia di generi e temi (guerreschi, erotici, simposiali, funeral, sentenziali, satirici etc) -differiscono nella diffusione: l’elegia si sviluppa in età arcaica mentre l’epigramma in età ellenistica, -e nella lunghezza in quanto l’epigramma è un componimento più breve e l’elegia più lungo = brevità canone richiesto durante l’età ellenistica In età ellenistica (già nel III sec a.c.) molti epigrammi vengono antologizzati ovvero raccolti in antologie. = la prima di cui abbiamo notizia è ‘la Corona’ di Meleagro del I secolo a.c. -le altre due importanti sono:
trattato di critica letteraria. Il suo autore è ignoto, ma l’intestazione riporta la scritta “Dionisio oppure Longino”. Dionisio di Alicarnasso, uno storico e insegnante di retorica greco o Cassio Longino, retore e filosofo platonico del III sec d.c.
-probabilmente il Περὶ Ὕψους è collocabile nella prima età imperiale, tema della decadenza dell’eloquenza di moda Riconosce 5 fonti, divise in innate e acquisibili: innate:
nasce in Arcadia nel III sec a.c., -figlio dello stratega della lega Achea che promuoveva l’indipendenza da Roma; intraprende anche lui la carriera militare. Nel 168 a.c. L.Emilio Paolo sconfisse la Macedonia a Pidna e viene portato a Roma come ostaggio. -in ragione della sua vasta cultura, Polibio fu ammesso nelle più rinomate corti e diventa così precettore di Scipione Emiliano = entra nel Circolo di Lucio Emilio Paolo e degli Scipioni:
Cicerone), Terenzio (prestanome degli Scipioni), Panezio (esponente stoico).
-nel 146 a.c. distruzione di Cartagine, la Macedonia e la Grecia diventano province romane. Diventando braccio destro degli Scipioni viene a conoscenza della strategia militare e politica della classe dirigente romana; ha l’opportunità di viaggiare molto e apprezza sempre di più il modus operandi di Roma = inizia quindi ad esaltare Roma l’opera: Le Historiae narrazione degli avvenimenti dal 264 e 144 a.c.(guerre puniche) Pervenuti solo i primi 5 libri. PRIMO PROEMIO T scopo: esaltare Roma e la sua grandezza = già evidente dal libro 1 ‘quale uomo potrebbe essere così ignorante da non voler sapere in che modo e da quale tipo di Stato fu dominato quasi tutto il mondo abitato e in meno di 53 anni cadde sotto il potere assoluto dei Romani?’ concezione della storia: a) pragmatica perché basata sulla realtà dei fatti, b) fondato sulla veridicità, c) utilitaristica perché deve essere utile all’uomo, d) come matema/episteme/ ktema es aiei/magistra vitae = ‘per gli uomini non esiste altro strumento educativo più efficace della conoscenza delle vicende scorse’ e) universale perché deve essere esempio per tutti, ‘nessuno dei miei contemporanei si è applicato ad una storia universale’ lui era un greco che esaltava la superiorità militare, politica e culturale dei nemici f) laica perché non comprende la sfera religiosa, magica, divina etc (nessun riferimenti ad oracoli, concili di dei, leggende) se non la tyche ‘la Sorte piegò in una sola direzione tutti gli avvenimenti’ SECONDO PROEMIO T Nel libro III viene elaborato un secondo proemio dove affronta l’analisi delle cause -la storia deve poter offrire informazioni certe e individuare la vera causa di avvenimenti fondamentali. Vengono distinte: l’ aitia : la causa vera, la prophasis : la causa apparente/il pretesto e l’ arche : l’inizio concreto, i primi progetti e le prime azioni di cose già decise. T6.1 Cicerone nel De Republica: riprende le teorie platoniche sull’organizzazione dello Stato = repubblica basata sulla giustizia: rispetto per gli altri, obbedienza alle leggi e necessarietà delle istituzioni, L’analisi della costituzioni : Polibio vuole analizzare il sistema di governo che ha permesso ai Romani di sottomettere quasi tutta la terra abitata.
fonti delle biografie: storici precedenti come Erodoto, Tucidide, Senofonte; a memoriae, raccolte di detti o aneddoti. l’opera: Moralia collezione di una settantina di trattati di vario argomento (filosofico riguardo il platonismo o la religiosità mistica; approccio a problemi pratici, scienze, letteratura, politica, retorica etc) Fortuna di Plutarco : a) fino al primo 800 si aveva un’ammirazione altissima per il biografo, b) durante l’800 dagli studiosi positivisti fu giudicato poco utile come fonte storica e poco originale, c) oggi si è tornato ad accettare (a interessare è la sua varietà tematica) d) Shakespeare riprende la descrizione dell’uccisione di Cesare per la forte suspense e il taglio teatrale.
nasce a Gerusalemme nel 37 d.c. padre sacerdote ebreo e madre di discendenza regale ebraica = formazione elitaria molto religiosa, gli consente di svolgere un’attività diplomatica a Roma come mediatore durante il governo di Nerone (era spostato con Poppea e diventa un suo protetto), -torna a Gerusalemme e trascorre alcuni anni seguendo una vita ascetica. Si allontana dalla vita e svolge un ritiro isolato e gli viene così data la nomea di profeta =come prigioniero di guerra a Roma aveva anticipato a Vespasiano che sarebbe diventato re e quindi viene considerato come un indovino -nel 66 d.c. vi è una rivolta ebraica a Gerusalemme contro i Romani, e lo stesso Giuseppe vi partecipa attivamente. Quando viene catturato, dà ordine ai suoi subalterni di uccidersi e lui è l’unico a rimanerne indegno: da qui il marchio di traditore perché si consegna ai Romani e poi entrerà nelle grazie di Vespasiano. 70 d.c. distruzione tempio di Gerusalemme e diaspora ebraica opera: Guerra giudaica -scritto in aramaico, in greco e successivamente in latino in 7 libri
L’oratoria del IV secolo riflette la mutazione politica e sociale in corso 3 filoni dell’Oratoria: giudiziario: genos dikavikov/ iudiciale = Lisia, nasce nel 445 (frequenti le riforme giuridiche come Clistene ed Efialte) epidittico: genos epideiktikov/ epiditticum = Isocrate, nasce nel 436 deliberativo: genos sumbouleutikov/ deliberativum = Demostene, nasce nel 384
nasce ad Atene nel 436 a.c. e muore nel 338 a.c. (makrobios) genos aristocratico ma a causa di dissesti finanziari della famiglia inizia a lavorare come logografo (coloro che scrivevano orazioni giudiziarie a pagamento) -aprì una scuola di retorica nel 390 a.c. nella quale insegna a personaggi di certo rilievo come Licurgo, Timoteo, Iseo -oggetto dell’oratoria: la crisi irreversibile della polis e il tramonto dell'egemonia ateniese (nel 404 a.c. 30 tiranni: regime oligarchico instauratasi ad Atene nel 404 a.C. dopo la sconfitta contro Sparta nella Guerra del Peloponneso. Dopo si instaurerà la democrazia di Trasibulo) -orazione epidittica: un discorso indirizzato ad un pubblico con l'intento di elogiare una persona o una cosa. I discorsi di Isocrate sono finalizzati allo studio degli studenti (discorsi fittizi ma pur sempre con riferimenti alla situazione politica e storica del momento) per cui non sono mai stati pronunciate pubblicamente. le opere:
➔ Educazione ➔ Contro i sofisti (kata twn sofistwn) : opera manifesto del programma formativo in cui chiarisce le differenze tra la sua scuola e quelle degli altri maestri di eloquenza, tematiche: ● Per Isocrate i sofisti sono tutti quelli che hanno una concezione diversa dalla sua della retorica e della cultura, e precisamente: a) i logografi operano per amor di denaro, b) i maestri di eloquenza o i "figli" della sofistica continuano a ignorare le esigenze di moralizzazione e pretendono di costituire ugualmente la nuova classe dirigente. Inoltre non hanno alcuna competenza tecnica-professionale, c) gli eristici mirano al successo cercando di persuadere i giovani ma mancano di contenuto. ● il vir bonus dicendi peritus deve avere una naturale disposizione alla retorica (fusis) che deve essere solo esercitata a) nell’Orator di Cicerone la figura ideale di oratore come uomo esperto, colto, competente in tutti gli ambiti, b) Quintiliano riprende l’espressione vir bonus dicendi peritus ● il maestro costituisce per i discepoli il migliore esempio a) in Quintiliano il maestro deve essere come un secondo padre paideia cioè la formazione culturale dell’individuo e dell’oratore fondato in gran parte sullo studio della retorica, che contribuisce a creare quell’ideale di humanitas giunto fino a noi grazie a Cicerone ➔ Sullo scambio di beni (Antidosis) un’orazione giudiziaria in cui finge di difendersi da un’ipotetica accusa intentatagli da Lisimaco. In effetti in precedenza era stato accusato da un certo Magaclide di dover pagare, essendo più abbiente di lui, una liturgia al posto sua per la costruzione di una trireme. ➔ PERIODO FILO ATENIESE ➔ 386 a.c. Pace di Antalcida = Panegirico da panegyris: grandi feste collettive che attiravano visitatori da tutta la Grecia -elogio di Atene dal punto di vista culturale e politico (culla della democrazia), -critica ai Lacedemoni per aver abbandonato le città greche ai Persiani con la pace del 386 a.c. -proposta di alleanza tra Atene e Sparta per sconfiggere il nemico persiano (3 anni dopo nasce la lega marittima) ➔ Areopagitico