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LA MALORA di Giuseppe Fenoglio, Dispense di Italiano

relazione scritta del libro "la Malora" di Giuseppe Fenoglio

Tipologia: Dispense

2019/2020

Caricato il 09/02/2020

Beatrice_Bzz
Beatrice_Bzz 🇮🇹

3.9

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RELAZIONE SCRITTA DELLA MALORA di Giuseppe Fenoglio
Autore: Giuseppe Fenoglio
Titolo: La malora
Prima pubblicazione: 1954
Casa editrice: Einaudi
Anno di pubblicazione dell’ edizione letta: 1963
Inizio del flashback – Agostino
diventa servitore
I fratelli Braida sistemati La povera famiglia Braida vive
nelle Langhe dove la vita è
molto aspra e la fortuna non gli
è favorevole. Dei tre fratelli:
Stefano viene arruolato
nell’esercito, Emilio entra in
seminario e Agostino diventa
servitore.
Presentazione della famiglia
Rabino procrastinazione
della licenza
La nuova vita da servitore Agostino lavora presso la
famiglia di Tobia Rabino che
ha tre figli due maschi e una
femmina Ginotta di cui si
narrano le vicende per
concludere il matrimonio
Morte del Padre – ritrovamento
del corpo di Costantino
Muore il padre cadendo in un
pozzo ma ritorna a servire,
conosce Bernasca un giovane
dedito al gioco che lascerà le
Langhe per far fortuna. Un
vicino della famiglia Rabino,
Costantino, sparisce e tutti lo
cercano fino a che Agostino
ritrova il cadavere per caso.
La padrona eccessivamente
affaticata- Fede viene data in
sposa
Un periodo felice grazie a Fede La padrone è logorata dalle
fatiche e finalmente Tobia
decide di assumere una
servitrice. Fede è una ragazza
molto fine che da subito ha un
occhio di riguardo per
Agostino. I loro programmi per
un futuro insieme vengono poi
stroncati da una proposta di
matrimonio.
L’assunzione del fratello la
morte di Emilio
Ritornare allo stato di libertà Il fratello trova un impiego
presso la censa di Monesiglio e
Agostino può tornare a
lavorare la terra di famiglia. Il
fratello malato di tisi muore.
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RELAZIONE SCRITTA DELLA MALORA di Giuseppe Fenoglio Autore: Giuseppe Fenoglio Titolo: La malora Prima pubblicazione: 1954 Casa editrice: Einaudi Anno di pubblicazione dell’ edizione letta: 1963 Inizio del flashback – Agostino diventa servitore I fratelli Braida sistemati La povera famiglia Braida vive nelle Langhe dove la vita è molto aspra e la fortuna non gli è favorevole. Dei tre fratelli: Stefano viene arruolato nell’esercito, Emilio entra in seminario e Agostino diventa servitore. Presentazione della famiglia Rabino – procrastinazione della licenza La nuova vita da servitore Agostino lavora presso la famiglia di Tobia Rabino che ha tre figli due maschi e una femmina Ginotta di cui si narrano le vicende per concludere il matrimonio Morte del Padre – ritrovamento del corpo di Costantino Muore il padre cadendo in un pozzo ma ritorna a servire, conosce Bernasca un giovane dedito al gioco che lascerà le Langhe per far fortuna. Un vicino della famiglia Rabino, Costantino, sparisce e tutti lo cercano fino a che Agostino ritrova il cadavere per caso. La padrona eccessivamente affaticata- Fede viene data in sposa Un periodo felice grazie a Fede La padrone è logorata dalle fatiche e finalmente Tobia decide di assumere una servitrice. Fede è una ragazza molto fine che da subito ha un occhio di riguardo per Agostino. I loro programmi per un futuro insieme vengono poi stroncati da una proposta di matrimonio. L’assunzione del fratello – la morte di Emilio Ritornare allo stato di libertà Il fratello trova un impiego presso la censa di Monesiglio e Agostino può tornare a lavorare la terra di famiglia. Il fratello malato di tisi muore.

2. RIASSUNTO

Agostino, il protagonista, ricorda degli avvenimenti a seguito della morte del padre; lui appartiene ad una famiglia molto povera proveniente da San Benedetto un paese delle Langhe dove si vive di stenti e il cibo tende a mancare. La famiglia in più non possiede nè fortuna né la protezione del Signore nonostante i pellegrinaggi della madre e le preghiere. Il figlio maggiore Stefano viene arruolato nell’ esercito regio e in questo modo si aggrava ancora di più lo stato di miseria della famiglia, così per far fronte a un debito Emilio entra in seminario e questo gli permette di non sottoporsi ad eccessive fatiche, deleterie per la sua salute cagionevole. Agostino entra a lavorare da servitore presso la famiglia di Tobia Rabino per sette marenghi l’anno; dove lavora duramente insieme agli altri due figli, qui avrà l’occasione di recarsi ad Alba per incontrare il fratello Emilio, che però è denutrito e afflitto. La figlia dei Rabino si sposa nonostante alcuni problemi con la dote e il protagonista partecipa ad un ricco pranzo. Agostino torna a casa solo per la morte del padre dopo aver procrastinato a lungo la sua licenza ma dopo i funerali capisce che suo fratello Stefano, rientrato dall’esercito, si può dedicare alla terra di famiglia e torna a fare il servitore. Bernasca, un servitore ambizioso e dedito al gioco,suscita interesse in Agostino e gli propone di andarsene dalle Langhe insieme a lui. Il protagonista ritrova il cadavere di un vicino di casa, Costantino, per pura casualità, che era scomparso da molti giorni e di cui tutti sospettavano il suicidio. La padrona sta molto male e accusa il marito Tobia di lasciarla affaticare senza un servitrice come aiuto; giunge così Fede, una giovane ragazza dagli usi molto garbati che attira subito l’attenzione di Agostino. I due ragazzi si parlano e si confessano una reciproca empatia ma tutte le loro congetture riguardo al futuro vengono stroncate quando Fede viene data in sposa con un matrimonio molto conveniente. Per una volta la fortuna sembra aiutare la famiglia Braida e Stefano riesce a trovare un lavoro presso la censa aperta dagli zii a Monesiglio, questo permette ad Agostino di tornare a San Benedetto a lavorare la terra e di abbandonare il suo stato si servitore. Sfortunatamente il fratello Emilio, già cagionevole, si ammala e muore. 3.COORDINATE TEMPORALI E SPAZIALI La vicenda si svolge nelle Langhe piemontesi nei primi anni del ‘900. 4.PERSONAGGI PRINCIPALI Agostino: è il protagonista e narratore del racconto che fin da ragazzo si deve confrontare con la povertà e la necessità di affrontare lavori pesanti. Fisicamente non si descrive molto infatti viene solo detto che è alto e robusto. Psicologicamente si dimostra diligente e ben disposto a sopportare grandi fatiche e questo fa in modo che il lettore lo compatisca. È un personaggio dinamico perché affronta la fase di passaggio da ragazzo a uomo nonostante fosse già in partenza laborioso e ubbidiente, in più tutta la sua esperienza lo porta alla consapevolezza che la libertà è più importante di qualunque ricchezza. Emilio: è il fratello minore del protagonista, viene descritto come cagionevole ma di animo buono, tanto che sebbene si stato forzato a farsi prete quel ruolo al protagonista sembra adeguato. Durante i loro incontri in seminario è presentato sempre più mal nutrito e malaticcio.

10. LINGUAGGIO

Il linguaggio è semplice e diretto, tende alla paratassi, ci sono però termini tecnici del mondo contadino e talvolta espressioni dialettali e insulti che rendono percepibile il basso livello culturale delle persone in quel determinato contesto.

  1. TEMI La malora, proprio come indicato dal titolo, è il centro e il motore di tutta la narrazione. Durante tutto il racconto l’autore cerca di motivare o articolare meglio la condizione di grande sfortuna, è centrale la scarsa fiducia verso Dio che non si era mai dimostrato attento alla disgraziata condizione del protagonista e della sua famiglia. Si insiste sul fatto che la sfortuna non solo colpisce anche chi prega ed è devoto ma anche le persone più buone e innocenti; questo elemento in particolare fa compatire al lettore Agostino che nonostante la consapevolezza di ciò rimane ligio al dovere e devoto alla sua famiglia. In fine la povertà sembra quasi essere una costante nel territorio delle Langhe dato che la fame è sempre presente anche presso le famiglie più ricche rispetto a quella di Agostino.
  2. EPISODIO SIGNIFICATIVO Uno degli episodi più significativi è quando Agostino vede la madre pregare mentre chiede in un ultima preghiera disperata di potersene andare da questo mondo. A mio parere quella scena esprime il massimo della sciagura accentuata ancora di più dal fatto che poco prima Agostino si era sentito addirittura fortunato e aveva per brevissimo tempo assaporato la felicità. 13.COMMENTO Ritengo che sia molto importante leggere questo libro nel periodo storico e nel contesto in cui viviamo noi oggi, aiuta a riflettere sulle nostre origini e in particolare sul cambiamento che il territorio delle Langhe ha affrontato in un relativamente breve periodo di tempo. Ho amato in particolare il modo di scrivere di Fenoglio che senza sentimentalismi ne linguaggio brutale presenta una realtà aspra e ostile.