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Argomento per esame di linguistica generale, sintetizzato dal manuale di graffi e scalise
Tipologia: Prove d'esame
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Intro Esistono almeno due accezioni di lessico: uno è il lessico mentale dei parlanti e l’altro prende la forma del dizionario. Le parole di una lingua sono memorizzate, mentre le frasi sono costruite tramite regole, ma non sono memorizzate.
Lessico mentale Con “lessico mentale” si intende non solo la conoscenza delle parole, ma anche le conoscenze relative al funzionamento delle parole e dei rapporti tra le parole. Questo significa che ogni parlante è in grado di estrarre dal proprio lessico mentale delle liste di parole con certe caratteristiche. I parlanti sanno anche come tradurre i suoni di una parola nella grafia del proprio alfabeto. Per quanto riguarda l’accesso al lessico si suppone che alle parole si acceda tramite i primi suoni delle parole stesse.
Dizionari Un dizionario si pone a livello della langue nel senso che è l’insieme delle parole usate da tutta una comunità linguistica; nei dizionari vi è anche molta diacronia, cioè vi si conservano parole che appartengono al passato. Un dizionario è costituito da lemmi e non da forme flesse. La differenza tra dizionario e enciclopedia è che il primo è una lista di parole che contiene informazioni sulla natura e sull’uso delle parole, mentre la seconda contiene informazione su tutto lo scibile umano.
Lessicalizzazioni (o costruzioni polirematiche) sono quelle espressioni composte da più lessemi il cui significato complessivo non è desumibile dalla somma delle loro parti; si dice che il loro significato è idiosincratico. Esempi: tagliare la corda; scoprire il fianco; nontiscordardimé (originariamente frasale, ma ormai univerbata). Il processo di lessicalizzazione fa sì che un gruppo di più parole si trasformi in una unità lessicale che si comporta come una parola sola indipendentemente dalla sua struttura interna. Si riguardi l’esempio di nontiscordardimé: 1) si comporta oramai come un semplice nome (la sua struttura interna di frase non è più trasparente); 2) se si tenta di inserire un elemento nella struttura (non ti scordar mai di me) o di cambiare l’ordine dei suoi antichi costituenti (di me non ti scordar), se ne distrugge l’unità oscurandone il significato e la referenza. Esiste poi un processo di grammaticalizzazione per cui un’unità perde il suo significato lessicale per assumerne uno grammaticale, come ad esempio il suffisso “–mente”.
Stratificazione del lessico Il lessico di ogni lingua è stratificato; lo strato [+nativo] è quello centrale, quello [-nativo] definisce gli strati periferici che spesso riflettono le vicende storiche. Lo strato [-nativo] dell’italiano è costituito da prestiti e calchi. Sia prestiti che calchi riguardano interferenze tra sistemi linguistici diversi. Si parla di calco quando vi è una riproduzione che sia di struttura morfologica, sintattica o semantica (ad esempio “skyscraper”=”grattacielo”); se la riproduzione è più centrata sul significante si parla di prestito. I prestiti possono essere “adattati” (parole entrate a far parte della lingua italiana) o “non adattati” (forma estranea alle regole fonologiche dell’italiano).
Dizionari specialistici I dizionari sono: Monolingui - Bilingui - Plurilingui - Etimologici - Sinonimi e contrari - Neologismi - Elettronici - Inversi - Di frequenza e concordanze
I dizionari elettronici Permettono una serie di funzioni importanti: - Ricerca di lemmi - Ricerca di più lemmi con certe caratteristiche comuni - Caratteri speciali - Operatori logici - Possibilità di creare dizionari personalizzati - Sillabazione dei lemmi - Ottenere le forme flesse con l’indicazione degli ausiliari per i verbi - Trovare sinonimi e contrari - Arrivare ad un lemma a partire da una forma flessa - Ascoltare la pronuncia delle parole