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Il modernismo italiano attraverso l'analisi di opere di pirandello e svevo. Il modernismo si caratterizza per la dissociazione interna dell'identità, la perdita di valore della tradizione letteraria e la rappresentazione della disgregazione dell'identità. Il documento illustra come i due scrittori italiani contribuirono a questo movimento letterario, attraverso figure come mattia pascal e zeno, e come la nascita dell'avanguardia influenzò la produzione artistica e letteraria.
Tipologia: Appunti
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CAPITOLO 1: PIRANDELLO, SVEVO E IL ROMANZO MODERNISTA ITALIANO 1.1 IL MODERNISMO COME TENDENZA Modernismo: parte della produzione letteraria di primo Novecento, che si caratterizza per una serie di aspetti narrativi e culturali, riguardanti principalmente la figura del narratore, lo statuto del personaggio, il tema dell'identità e il rapporto con il sapere letterario del passato. Il romanzo modernista scava delle linee di frattura rispetto alla tradizione del genere Il modernismo ha una natura articolata. Il “modernismo storico”→tra il 1904 e il1929 (tra il Fu Mattia Pascal di Pirandello e Gli Indifferenti di Moravia) 1.2 PIRANDELLO : LA RELATIVITA’ RACCONTATA Io il romanzo italiano del 900 è la stagione del modernismo vengono idealmente inaugurati dal fu Mattia Pascal. L'opera narra in prima persona le vicende di Mattia Pascal, vittima delle angherie della suocera e disprezzato dalla moglie perché incapace di trovare un lavoro più remunerativo di quello bibliotecario. La morte della figlia segna il punto di non ritorno per il protagonista, che una notte fugge dal paese. A Montecarlo vince una grossa somma alla roulette, per poi leggere sul giornale di essere stato riconosciuto in un suicida. Decide allora di approfittare del caso per rifarsi una vita. Scelto il nome di Adriano Meis , si stabilisce a Roma presso Paleari , un singolare filosofo e si innamora della figlia Adriana. A causa della sua situazione irregolare, però, non può sposare la ragazza né reagire al furto perpetrato dal genero di Paleari e decide perciò di mutare di nuovo vita: finge un suicidio e riprende la strada verso casa, dove scopre che sua moglie Romilda si è risposata e ha avuto un figlio. Accetta allora lo stato di “Fu Mattia Pascal”, per ritirarsi a scrivere le proprie memorie nella biblioteca comunale. Il romanzo si concentra su un tema che sarà cruciale per il modernismo→ l'identità non è però per il suo trattamento narrativo che l'opera si distingue dalla tradizione: di casi di morti presunte, cambi di nome non manca la letteratura dell'Ottocento A rendere il fu Mattia Pascal il primo episodio di una nuova stagione del romanzo è la figura del narratore →si creano tre costanti di fondo del modernismo:
COPERNICANESIMO DEL NARRATORE →la presa di coscienza di una realtà radicalmente diversa da quella percepita dai sensi e di un universo di cui l'uomo non occupa affatto il centro →ne consegue una perdita di valore del romanzo della tradizione, che agli occhi del narratore risulta implicitamente “tolemaico”
differenza tra le due opere: ➢ Tristram Shandy--> le digressioni sterniane scompongono la narrazione , facendo correre il rischio al lettore di smarrire il filo del racconto. ➢ Uno Nessuno Centomila→terminato di volta in volta il proprio ragionamento, il narratore riprende il filo da dove aveva lasciato, senza mettere a rischio l'architettura dell'opera. L'intento non è divertire il lettore, ma convincerlo delle ragioni del personaggio. Moscarda denuncia l’inadeguatezza delle forme narrative consuete, quando riflette sul contrasto tra la fissità degli eventi dei libri di storia e la mutevolezza della vita. La questione culturale e antropologica costituisce una delle origini di fondo del modernismo: la presa d'atto di un distacco tra le forme di rappresentazione e la realtà. Il tradizionale ordine narrativo non risponde ai risultati della rivoluzione copernicana del primo 900. A questa divergenza tentano di rispondere le opere maggiori del modernismo, sostituendo “l'epica primitiva “con un'adeguata ai tempi. Pirandello lo fa nel teatro, con opere come “Sei personaggi in cerca d'autore”, che spazzano via le normali tradizionali forme di rappresentazione. il romanziere, invece, pur tracciando delle linee di innovazione, non le sviluppa poi in un quadro compiuto. “Uno Nessuno e Centomila”→il contesto generale le modalità di narrazione risultano tradizionali, ma ci sono alcune componenti moderniste come il protagonista e la vicenda trama : la vicenda vede il benestante Moscarda rendersi conto di apparire diverso da come pensava, in seguito a un'osservazione della moglie Dida sul suo naso. Il personaggio tenta allora invano di cogliere la propria immagine fisica in sé, quindi, di comprendere il concetto che gli altri hanno di lui. Scopre così di non essere il figlio di un banchiere, ma di un usuraio. Decide allora di regalare l'abitazione a un inquilino moroso, ma acquisisce soltanto la nomea di pazzo. Dalla crisi esistenziale in cui sprofonda, crede di poter riemergere liquidando la banca. La moglie e i soci vogliono farlo interdire, ma aggiunge in suo soccorso il vescovo , grazie ad un'amica di Dida, Anna Rosa. Quest'ultima, affascinata quanto spaventata da Moscarda, finisce per ferirlo con una rivoltella. Lo scandalo costringe il protagonista a donare il ricavato della liquidazione e a trasferirsi nell'ospizio di mendicità che lui stesso ha fondato Moscarda personaggio attraversa un percorso di disgregazione, che passa per gli stadi indicati dal titolo→l 'uno della presunta individualità, il nessuno che è il corpo individuale, i Centomila che l'individuo è per sé e per gli altri e infine il nulla , ovvero l'anonimato dell'ospizio. Il tema dell'identità guadagna il centro della scena e senza l'intervento del fato la crisi viene innescata da un avvenimento insignificante → l'innocente osservazione di Dida la scelta di far scaturire da un evento banale “ l’oltre ”→tematica del modernismo Il semplice dubbio di non conoscere il proprio aspetto si estende quindi alla questione dell'identità
la svolta giunge con la rivelazione d'una delle centomila personalità attribuite dagli altri, che proviene a Moscarda dalla reale natura del padre , usuraio e non rispettato banchiere→ lo conduce ad una radicale rivalutazione delle radici morali e culturali del personaggio, che in qualche modo smaschera il lato parassitario della matrice borghese si manifesta il ripensamento critico della tradizione→oggetto: figura del padre tema trattato da Svevo, Tozzi e Borghese La breccia romanzesca di Anna Rosa e del soccorso del vescovo è solo apparente→il personaggio in crisi novecentesca di identità non crede più all'amore romantico e può presentarsi solo in apparenza alla risoluzione religiosa della trama (fingendo di abbandonare per remissione dei peccati quei beni e quello status che invece concede perché gli risultano estranei) l'anonimato diventa una scelta d'obbligo →lui rinuncia alla propria identità a favore della comunità impersonale dell'ospizio l'uscita dalla società equivale non al limbo del fu Mattia Pascal ma all'ingresso nella natura. Mattia Pascal → bibliotecario nel limbo Serafino Gubbio →spettatore muto della modernità Vitangelo Moscarda →individuo senza nome memoria ed esperienza che si disperde nel cosmo “muoio ogni attimo e rinasco nuovo e senza ricordi: vivo e intero, non più in me, ma in ogni cosa fuori”
La coscienza di Zeno si può leggere come un viaggio interiore dal carattere romanzesco, all'insegna dell'ignoto e del doppio, e privo di un approdo risolutivo → “ quando si inizia una simile analisi è come se ci si recasse in un bosco non sapendo se ci imbatteremo in un brigante o in un amico. E non lo si sa neppure quando l'avventura è passata” altra tappa→ infanzia sfuggente → Luogo incantato a cui Zeno dimostra di associare il recupero di un'essenziale purezza. Due tipi di Zeno: ❖ Zeno amico : riflette la parte della salute, lavoro, morale, rispetto delle autorità. ❖ Zeno brigante : malattia, inettitudine, ozio, desiderio, libertà. il fumo →tentativi di Zeno di liberarsi dal vizio del fumo →racchiude tutti i sintomi patologici. decisione di smettere→suggellata dall'ultima sigaretta (mai l'ultima) “Adesso sono qui ad analizzarmi: che io forse abbia amato tanto la sigaretta per riversare su di essa la colpa della mia incapacità? chissà se cessando di fumare io sarei divenuto l'uomo ideale e forte che mi aspettavo? forse fu tale dubbio che mi lego al mio vizio perché è un modo di vivere quello di credersi grande di una grandezza latente.” sospensione esistenziale tipica del modernismo →come protagonista dell’“ Uomo senza qualità ” di Musil: lui ha tutte le qualità fisiche e intellettuali per ottenere ciò che vuole, ma sceglie di non metterle a frutto ritenendo indegna di un tentativo la società contemporanea Svevo utilizza l'ossimoro → Guido: “ astuto imbecille” altra tappa→ figura del padre e la sua morte →Zeno ne fa il ritratto per ridurlo in pezzi, con un senso di rivalsa contro l'accusa paterna di debolezza. La malattia del padre conduce però a un punto di svolta: nel tentativo di costringerlo a letto, il figlio riceve uno schiaffo dall'inferno che subito dopo spira. →allo Zeno brigante subentra lo Zeno amico →sublima la figura del padre deceduto, protesta la propria innocenza e ottiene idealmente il perdono Storia del mio matrimonio →Giovanni Malfenti, un uomo d'affari in cui crede di trovare un secondo padre. per diventarne il genero, fa la corte a una delle tre figlie: Ada →scelta compiuta dallo Zeno amico sulla base della serietà della donna. interviene lo Zeno brigante →fa la corte ad Augusta →alla fine si rivelerà la moglie ideale LEGGE DEL PARADOSSO
Funerale di Guido →il protagonista segue per errore il corteo funebre di un altro defunto e, resosi conto dello sbaglio, torna alla Borsa →sperduti come si è in una vita che il protagonista scopre essere “del più forte”, dove conta soltanto la mera sopravvivenza , non si può essere buoni se si vuole essere sani, non si può rispettare il padre se si vuole essere forti e non si può amare la moglie se si vuole essere fedeli 1 .3.3 LA VERIFICA DEI SAPERI Zeno, anziché fare un po’ d'ordine nella propria vita, l’ha rimessa in discussione dalle radici→ha trovato un individuo doppio. il dottor S dichiara la sua diagnosi→ complesso edipico. Zeno respinge l'interpretazione del dottore→Zeno si sente dimezzato: vede il brigante ma non l'amico e rifiuta di riconoscersi in una figura univoca →discordanza tra personaggio e trama il dottore dà alle stampe il romanzo per vendicarsi della ribellione di Zeno. dopo un anno, il narratore riprende per l'ultima volta a scrivere→ dichiara di essere guarito e contesta la visione del mondo freudiana. la cura è consistita negli affari , intrapresi con una concezione economica spietata e incentrata sulla merce. Zeno si trasforma in un pescecane , o speculatore di guerra egli sostiene che la salute non è accettazione della malattia ma darwinistica selezione naturale e nietzschiana legge del più forte dopo essersi sentito per tutta la vita un malato in una società di sani, Zeno si ritrova ad essere l'ultimo sano in un mondo di malati. il narratore vede come le stesse condizioni che hanno permesso la nascita dello speculatore di guerra dal bozzolo del buon borghese, lo condannino a scomparire nel nulla come gli altri, sani e malati, amici briganti che siano→prefigurazione della catastrofe atomica che conclude l'avventura psichica. Termina con una visione apocalittica
2.2 CON GLI OCCHI CHIUSI DI FEDERIGO TOZZI Con gli occhi chiusi ha per protagonista il giovane Pietro Rosi figlio di un ex contadino, Domenico, divenuto proprietario di una trattoria e di un podere. Narrato in terza persona. due parti:
Pietro chiede la mano di Ghisola→lei è incinta e, sotto consiglio dell'amante Alberto, cerca di addossargli la responsabilità della gravidanza. il titolo del romanzo passa allora significare i tentativi del protagonista di nascondere la condizione dell'amata finché, nell'ultima pagina, davanti al suo ventre gonfio, deve aprire gli occhi sulla realtà che fino all'ultimo ha negato Pietro evita la beffa di Ghisola (che mirava a trasformarsi da contadina in padrona.) 2.3 RUBÈ’ DI GIUSEPPE BORGESE Il romanzo ha per protagonista un avvocato meridionale , Filippo Rubè , che a trent'anni si trasferisce a Roma per intraprende la carriera politica. Scoppia la Grande Guerra e Rubè parte alla campagna interventista e si arruola volontario. Nelle retrovie è colto dal panico, che confessa involontariamente all'amica Eugenia Berti e per assicurarsi il silenzio della donna, ne fa la sua amante. Riporta poi una grave ferita in battaglia, che gli vale la decorazione e viene congedato. Ristabilitosi partecipa a una missione diplomatica Parigi, dove frequenta il salotto di Celestina Lambert, di cui si invaghisce. Finita la guerra, si trasferisce a Milano, sposa Eugenia e assume un impiego nell'industria metallurgica. La provocatoria difesa di un corteo socialista gli costa però il licenziamento. Si avvicina al fascismo, senza prendervi parte e, vinta una grossa somma al gioco, parte in segreto per Parigi. Si ferma invece sul Lago Maggiore dove ritrova Celestina con cui intreccia un'appassionata relazione →lei muore Rubè si abbandona a una disperata deriva attraverso l'Italia, finché non tenta di raggiungere Eugenia a Bologna. Finisce suo malgrado in una manifestazione bolscevica e viene travolto dalla carica della cavalleria. Muore all'ospedale e i fascisti si intestano il suo martirio. il romanzo si muove tra tradizione e modernità. evoluzione del protagonista→ dal bozzolo ottocentesco si forma una figura modernista erede della cultura napoleonica da parte del padre→gli instilla il motto “tutto o nulla”→il protagonista è convinto di essere capace di “quelle grandi cose” l'interiorità del personaggio →ulteriore strumento di visione della guerra→reazione alla notizia dello scoppio del conflitto: Rubè si trasferisce idealmente su una stella per assistere all'apertura delle ostilità. Prima: visione del fronte sotto un aspetto eroico e dannunziano→dopo: immagini spaventose che prefigurano la natura anti-romanzesca di un conflitto industriale e di massa scontro tra aspettative culturali e realtà →si delinea la disgregazione del personaggio
3.2 SLATAPER E LA NARRATIVA VOCIANA Si possono ritrovare in alcuni scrittori d'avanguardia elementi tipici del modernismo : incertezza, disgregazione, senso di estraneità e angoscia esistenziale del protagonista →però: l'avanguardia trasforma questi elementi in maniera provocatoria →il senso di estraneità del soggetto assume forme ironiche e illogiche. l'avanguardia rompe la linearità del racconto in maniera esibita Esempio di letteratura che si muove tra avanguardia e modernismo: narrativa vociana →narrativa prodotta da autori che collaboravano o erano vicini alla rivista fiorentina “ La Voce” LA VOCE Fondata nel 1908 da Giuseppe Prezzolini →si occupava di letteratura, di questioni sociali e politica dal 1914 al 1916→si dedicò interamente alla letteratura i collaboratori erano di diverso orientamento culturale, sia laico che religioso, ma tutti i mossi dal rifiuto del positivismo e vicini all'idealismo e alle correnti irrazionalistiche del pensiero. i narratori vociani non seguono una linea di condotta programmatica o un manifesto ma presentano delle caratteristiche comuni: soprattutto la rottura della linearità del racconto il discorso procede a blocchi , cronologia salta e si passa fluidamente dal presente al passato , con bruschi spostamenti e ritorno dall'uno all'altro esempio→scrittore Slataper : “ il mio Carso” parla di sé in terza persona e poi in prima persona, cambia bruscamente tempi verbali e si muove continuamente tra passato e presente. i dettagli come nomi di luoghi o di persone giungono improvvisamente al lettore, che viene proiettato nella vita dell'autore senza alcuna preparazione o mediazione. a livello di macrostruttura il libro però conserva un ordine: affronta prima l'infanzia, poi la giovinezza e infine la maturità dello scrittore.
3.3 MARINETTI, IL FUTURISMO E IL ROMANZO I vociani si collocano tra avanguardia e modernismo mentre i futuristi stanno interamente nell'avanguardia. il futurismo rappresenta il primo movimento artistico e letterario d'avanguardia del 900 →ha un quartier generale, un leader, un segretario, una casa editrice e un ufficio stampa fondatore fu: Filippo Tommaso Marinetti ( 1876 - 1944 ) inaugurato nel 1909 con la pubblicazione del manifesto sulla prima pagina de “Le Figaro” caratteristiche: esaltazione delle macchine, rapidità di movimento, impatto, violenza, un'arte maschia, diretta, lineare.
I due romanzi bontempelliani : La vita intensa ( 1920 ) e La vita operosa ( 1921 )→sono ambientati nella Milano affarista del primo dopoguerra, osservata con effetti comici dall'io narrante, un intellettuale inguaribilmente passatista che tenta di immergersi nello spirito dei tempi nuovi senza riuscirvi Bontempelli raggiunge effetti comici facendo scontrare il suo protagonista, che usa termini colti e fa continui riferimenti a letterati e filosofi del passato, con la realtà del mercato→producendo continue dissonanze Bontempelli non rifiuta la tradizione in blocco, come invita a fare Marinetti nei suoi manifesti, ma capisce che così com'era quella tradizione non è più proponibile nella nuova Italia e nella nuova Europa uscite dalla guerra. il mondo è cambiato e deve cambiare anche il linguaggio, la prosa deve diventare più scattante, dinamica e la forma più breve è aperta. 3.6 SAVINIO E LA DEFORMAZIONE SURREALE DELLA REALTÀ Alberto Savinio è il nome d'arte dello scrittore e pittore Andrea De Chirico il surreale salviniano è vicino al novecentesimo bontempelliano e i due scrittori si nutrono e si influenzano a vicenda l'opera di Savinio può essere vista come un'instancabile riflessione sul rapporto tra antico e moderno e sull'identità dell'artista nella società borghese. Savinio rifiuta l'attacco frontale alla lingua proposto dai futuristi →per lui un'azione d'urto di questo tipo potrà al massimo infastidire i borghesi conservatori a livello narrativo→Savinio privilegia situazioni tendenti al surreale e al metafisico , non molto lontani dal realismo magico di Bontempelli. →lui lascia fiorire l'inaspettato sulla sua pagina senza preoccuparsi di preparare il lettore e si lascia guidare dal caso e dal l'inaudito. in Hermafrodito →si immagina novello argonauta mentre viaggia da soldato in ferrovia lungo la costa adriatica: è in attesa dell'inaspettato e immagina di deragliare con la fantasia. In Angelica o la notte di maggio →ci tuffa immediatamente nel surreale→deformazione della realtà Savinio abbatte le gerarchie di valori mescolando tutte le carte e creando un nuovo caos fatto di antico e moderno insieme →questa mescolanza però non è gioiosa e l'autore ne soffre→il caos del moderno è piuttosto subìto che cercato.