









Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
In dettaglio il canzoniere di umberto saba, un'opera fondamentale della poesia italiana del novecento. Vengono esaminati gli aspetti chiave del canzoniere, come la sua struttura diacronica e autobiografica, le tematiche ricorrenti (animali, città, io lacerato), l'evoluzione formale e stilistica, il rapporto con la psicoanalisi e l'infanzia dell'autore. Inoltre, si approfondiscono le scelte editoriali e le diverse edizioni del canzoniere, nonché il complesso rapporto di saba con i letterati fiorentini. Una panoramica approfondita e critica di un'opera poetica di grande rilevanza, utile per studenti universitari e appassionati di letteratura italiana.
Tipologia: Appunti
1 / 15
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!










Esame: scritto, due ore tre domande, la prima sulla parte istituzionale, tra tre domande a scelta due, a scelta si può integrare con un orale max 5 punti. 11/12 dicembre no lezione Canzoniere, libro di una vita per Saba, ha consegnato la propria vicenda umana. Lunga e complessa stratificazione, libro di laborioso e lento assestamento, la delibazione casuale e frammentaria non gli rende giustizia. Saba è un autore che tende a nascondere la propria difficoltà con una superficie fittizia di immediatezza e trasparenza. 1944/47 storia e cronistoria del canzoniere, scritto alla forma definitiva pensata da Saba, prima edizione, come una specie di auto commento, affidato a un autore fittizio Giuseppe Carimandrei, alter ego. Lo scrive per una forma di narcisismo estremo, per una ingiustizia storica, mancanza di un critico che avesse testimoniato la nascita e lo sviluppo, la novità della sua poesia, il suo valore. Convinto di non aver trovato il suo critico ancora nel 48, fraintendimenti perchè poi ha avuto i suoi critici, Eugenio Montale, Giacomo De Benedetti. Il suo vittimismo e narcisismo gli porta a credere che non sia abbastanza. Osservatorio privilegiato e infido, perché solo lui poteva conoscere certe circostanze, moventi, che presiedono la nascita della sua opera, e nonostante applica dell’intelligenza critica e l’orecchio assoluto verso la poesia degli altri. È infido perchè non può autocommentarsi, bizzarra macchina auto esegetica attraverso cui Saba sviluppa la sua storia personale. Affermazioni che Giuseppe Carimandrei fa nella prefazione, indicatori di come avvicinarsi al poeta: “Il Canzoniere è il libro di poesia più facile e più difficile del Novecento”, Pasolini lo riprenderà in un saggio. La poesia di Saba non ha difficolta immediate di decifrazione, si capiscono alla prima lettura, ma a capirne il significato nascosto, le implicazioni e i significati nascosti è diverso. Se non si colgono gli echi e le corrispondenze, le connessioni tra parti del testo si perde il significato. È un organismo coeso, ogni singola parte è connessa alle altre. Altro motivo è legato a elementi della biografia di Saba: nella prefazione (qualità e difetti di Saba) si dice che è nato a Trieste nel 1983, anno fortuito per la letteratura, inoltre nascere a Trieste per lui era come nascere altrove nel 1500, la sua città era ancora romantica, rinascimentale. Legame forte con l’Italia, arretratezza culturale, estraneità ai centri culturali come Firenze e Roma. Elemento isolante della sua poesia, contribuisce a fare di lui un isolato. Nascere a triste significa anche trovarsi in un crocevia aperto alle sollecitazioni della cultura tedesca, canale da cui arrivano apporti culturali decisivi: Heinrich Heine, autore di un’opera simile al canzoniere, tradotta da Zandrini in italiano, come Il Canzoniere. Struttura assomiglia, esemplata a quella di Heine, serie organiche come contenuto e cronologiche, rispondenti a unità psichiche. Architettura complessa ma unitaria. Altri punti di riferimento non poetici ma intellettuali, indispensabili per la poetica sabiana: Nietzsche e Freud. A Nietzsche si accosta agli anni 16/17 del 900, o qualche anno prima, con la mediazione degli intellettuali fiorentini che frequentava, ricezione diversa da quella corrente in Italia in quegli anni, no superomismo, no volontà di potenza, ma precursore di Freud, nello smascheramento del disagio della civiltà, falsità e costruzione metafisiche di ricompensa e punizione, delle menzogne sociale, repressione sociale. Maestro nello scavo nella personalità, liberatore delle libertà profonde dell’Io e demistificatore delle menzogne sociali.
Filosofo della adesione alla vita. Eterno ritorno in chiave psicofisica, ritorno alle origini per Saba, infantili e familiari e ricomposizione in un’unità degli opposti. Ebraicità della madre e arianesimo del padre, la sua sessualità ambivalente. Gli altri sono le sue vicende familiari, sua madre ebrea, suo padre che sparisce dalla sua vita prima ancora della sua nascita ariano. Famiglia disunita, anche culturalmente disomogenea; città di traffici e non di vecchia cultura, varia di razze e lingue, periferia del sistema culturale e letterario italiano. Lettura di Nietzsche moderna, lo usa anche come ispiratore di un’architettura dell’opera basata sugli opposti e sull’idea di ricorrenza ciclica. Freud si intreccia con Nietzsche, la sua psicanalisi è un’incontro decisivo per Saba. A metà degli anni 20 ci si accosta, sicuramente nel 29 perchè inizia una terapia analitica, con un medico Edoardo Weiss, allievo di Freud, dura due anni, interrotta per il trasferimento del medico, non ha avuto successo, non ha guarito Saba in quanto il poeta non voleva guarire secondo Weiss. Grandi ricadute sull’opera. Contini ha definito Saba psicanalitico prima della psicanalisi. Ossessione del poeta ancora prima della conoscenza della psicanalisi del ritorno alla sua adolescenza, all’origine dei nodi esistenziali della sua sofferenza personale, quando incontra l’opera freudiana e la pratica terapeutica Saba ne fa la sua stella polare. Saba scrive poi il piccolo Berto dopo l’analisi , sezione fondamentale in cui rilegge attraverso gli occhi trasformati dalla psicanalisi la propria vicenda, ristrutturando la sua opera e dando una nuova fisionomia al personaggio principale. Inaugura una nuova stagione poetica, più libera, che dal terzo volume del canzoniere da un aspetto più divagante. Il binomio, il dispositivo congiunto Nietzsche Freud viene usato in un'altra opera in prosa, Ernesto, romanzo incompiuto pubblicato postumo e un libro Scorciatoie e Raccontini, testi brevi in cui Saba tocca argomenti disparti (politica, vicende storiche del suo tempo, vita collettiva) con cortocircuiti aforismatici, leggendo la vicenda umana secondo una prospettiva freudiana (totem e tabù). Legato a forme e stilemi ottocenteschi, possibilità di praticare un’esperienza poetica che altrove sarebbe stato difficile trovare: esperimento che Saba tenta in virtù della sua posizione periferica è raccontare una esperienza umana singolare in tutte le sue tappe, aspetti anche perturbanti e inconoscibili, ed insieme raccontare la vita di tutti nei suoi aspetti essenziali e primari, sconvenienti, in modo autentico. Anche Elsa Morante la vede come Saba, scavare nel profondo di una soggettività individuale frammentata, novecentesca, e insieme dare spazio alla contraddittorietà della vita, nel solco della tradizione lirica italiana. Dire cose moderne continuando a servirsi in un momento di cui in Italia c’erano moltissimi sperimentalismi, dell’amore poetica e degli schemi lirici della tradizione. Materia cangiante e fluida (psiche individuale) con uno strumento molto codificato, cristallizzato. Ostinazione all’uso della lingua poetica della tradizione lirica. Modelli sabiani: Leopardi come primo, Petrarca con un rapporto ambivalente, Dante, Parini, i contemporanei Pascoli D’Annunzio e Carducci. Detestava D’Annunzio come figura pubblica ma lo considera il più poeta fra i contemporanei. Libretti del melodramma di Verdi. Saba alieno fra i suoi contemporanei. Estraniato dall’avanguardie e dall’espressionismo, futurismo e dalla Voce. Allontanato dalla postura introvertita dei crepuscolari, confuso per sbaglio con grande scandalo e al di fuori del grande fiume della lirica europea otto/ novecentesca, lirica simbolista, ermetismo. Idea di poesia oscura, difficile, basata sul distacco e rifiuto della comunicabilità, marginale, delusione storica, poeta in sciopero, che si dedica alla segreta corrispondenza. Non visibile a tutti attraverso l’analogia Saba è l’anti analogia, è il poeta della similitudine. Stampo ottocentesco, positivsta, verista, leopardiano, materialista.
Slataper scriverà poi un articolo liquidatorio su Poesie di Saba, rifiuta il suo articolo. Pubblicato poi nel 1959. Articolo che cita “ai poeti resta da fare la poesia onesta”, intendendo una poetica a cui sarà fedele per tutta la vita. Contro ogni forma di estetismo o di sperimentalismo provocatorio, di restaurazione di un ruolo pubblico per i poeti, Saba difende un’idea di poesia come adesione e aderenza alla propria esperienza interiore. L’artificio dannunziano non è solo formale ma anche sostanziale, imperdonabile per avere n verso clamoroso. Assenso verso Manzoni, la poesia è la verità di un sentimento, per cui guarda verso la lezione del Manzoni. Basta guardare i loro imitatori, da un manzoniano c’è sempre qualcosa di buono. Non bisogna avere paura di ripetersi o ripetere altri, la poesia onesta è uno scandaglio, una sonda che deve scendere nella profondità dell’io fino al fondo, operazione dolorosa e senza clamori. Bisogna resistere al perseguire la strada piu facile del ritmo, del luogo comune poetico, immagine preconfezionata. Bisogna ritrovare se stessi e dopo verrà l’originalità. Lo scandaglio interiore porta sempre a una originalità, nostro malgrado. Arriva alla formulazione più vicina al sentimento che l’aveva espressa, come? Saba si sente lontano dalla categoria dei letterati di professione. La letteratura sta alla poesia come la menzogna sta alla verità. Emerge un grande progetto, poetico e di vita. Poesia come specie di igiene, è tensione verso la salute della psiche, tentativo di salvare l’integrità psichica del soggetto da un mondo che tende a distruggerla. Unica forma di salvezza. Non è una medicina però, è una tensione, ma fallimentare, dunque continuamente ripetuta, ma solo se onesta, se accetta di sacrificare la bellezza alla verità. “Il canzoniere è il romanzo psicologico di una vita” Storia di un io. Di personaggi, contesto, cronologia, trama. Romanzo in senso estensivo, l’elemento lirico in Saba è fortissimo. Opera unica, unitaria, organica non raccolta di sequenze indipendenti. Animata da una tensione narrativa molto forte, soprattutto i primi due volumi. Storia di una vita, proiezione di una psicologia nella realtà in interrotta ricerca della propria interezza come individuo, raggiungibile considerandola così: interamente nel bene e nel male. Saba la riorganizza continuamente, ogni volta che la sua vita va avanti, acquisizioni personali lo spingono a rivedere il suo passato e riadeguare l’opera alla sua immagine. Il canzoniere è stato un macro testo in movimento, fluido. Nel senso che è un organismo testuale il cui significato non corrisponde alla somma dei significati delle sue singole parti. Singolo libro dei poesia caratterizzato da ridondanza tematica, ed equilibrio strutturale. Continuità tematica e architettura pensata. Tre elementi che determinano la natura macrotestuale
Il canzoniere risponde a questi elementi e portino le singole sezioni. Nel 48 gli affianca storia e cronistoria del canzoniere, come un contributo alla decifrazione dell’opera e del suo personaggio. Diacronia interna con progressione di senso, ma anche diacronia esterna, per dare all’opera la configurazione definitiva Saba ci ha impiegato circa 50 anni, storia filologica, che coincide con le singole forme che il canzoniere ha assunto nel corso del tempo.
Furio Brugnolo 6 forme
L’impianto è cronologico autobiografico, le 6 sezioni diventano 10 e Saba recupera per la prima volta le poesia dell’adolescenza
occupato dal 1921
I canzoniere che leggiamo oggi è quello del 1945, che presenta alcune peculiarità: essendo un macro testo scalare, ovvero anche le singole raccolte, la divisione in tre volumi è da tener contro, scansione misurata da esempi illustri (Boiardo, Ovidio, Dante), o anche giovinezza, maturità e vecchiaia. I tre volumi hanno autonomia propria, instaurano con gli altri una dialettica diversa. Il primo è l’erede del canzoniere 1921, genesi diversa dagli altri. Frutto di stratificazione e spostamenti.l I primi due fanno corpo perchè sono narrativi, tratteggiano la vicenda esistenziale del protagonista. Nel terzo volume della giovinezza non si parla più. Nasce come parte del canzoniere almeno fino a Mediterranee, le seguenti sono frutto dell’incapacità di smettere di scrivere. Presenta delle isotopie semantiche spazio temporali e di persona, polarità. Senso di estraneità, solitudine del poeta nei confronti del mondo contrapposto al bisogno di identificazione e comunione con gli altri. Linee tematiche, quella degli animali, il Canzoniere è pieno di animali, e della città, che per Saba è un cantuccio dove isolarsi, da un lato una garanzia di isolamento e dall’altro il uomo deputato alla fusione comunitaria. Altra isotopia semantica è l’io lacerato, diviso, da traumi della vicenda personale, incompatibilità dei caratteri genitoriali e il trauma della madre di Saba abbandonata dal marito incinta che manda il figlio da una coppia cattolica di origine slovena, balia, rimanendoci per tre anni. Strappandolo poi dalla vera figura materna Saba viene ripreso dalla madre. Pulsioni più generali, quella vitale, la libido e quella di morte che si combattono nel personaggio principale. Principio di piacere e principio di realtà che si combattono. La balia, la madre, moglie, le fanciulle e i fanciulli, oggetto di identificazione e del desiderio. Isotopie formali, organismo che non abbia solo connessioni di significato ma anche geometriche e musicali, omogeneità metrica di alcune sezioni. Ne versi militari si ha una sfrondatura, sonetti. Sezioni che presentano strutture ricorrenti, composte da 12 testi più un preludio e un finale. Serie di 12 e 15 molto presenti nel Canzoniere. Ricerca di armonia anche strutturale architettonico. Dispositivi ripresi da Saba, fin dal titolo, con dei singoli testi. La casa della mia nutrice che compare in Poesia dell’adolescenza e in Cuor morituro, con esplicita progressione di senso. Altri dispositivi sono le poesie ponte, che collegano sezioni fra loro e allo stesso modo tra un volume e l’altro, tra il primo e il secondo soprattutto. La direzione è l’unità. Poesie Esperienza universitaria negativa soggiorno fiorentino Apprendistato culturale nella capitale, Firenze a quel tempo, per colmare le sue alcune.
Mario Lavagetto “la gallina di Saba”, propone la lettura che tutte le volte che Saba intraprende o progetta la pubblicazione del canzoniere sente la necessità di ritornare alle origini per rileggerle e trovarci un oroscopo, una prefigurazione del viaggio poetico che gli sta davanti, rappresentano un nodo fondamentale narrativamente ma anche poeticamente, infanzia della sua poesia. Acquista senso solo in prospettiva, quando è collocato in un macro testo. Il momento di snodo è dunque Ammonizione, occupa un momento di vuoto creativo, dopo la fine della terapia psicanalitica, 29-31 sono gli anni di terapia, primo atto dopo la psicanalisi, del riemergere del bambino, riconoscimento e liquidazione. Saba ha capito che per raccontare a propria storia non può dire tutto subito, come aveva fatto nel 1921, la ricostruzione che opera non ha l’intento di documentare tutto, ma mettere in luce i nodi, i sintomi che troveranno uno sviluppo e una chiarificazione nelle tappe successive e presentare i personaggi che poi acquisteranno valore nelle sezioni successive. Il canzoniere 1945 segue il criterio seguito nel 1934. Recupera infatti una delle poesie mai pubblicate in precedenza nel 32. Ammonizione Prova giovanile, scolastica. Si dipartono tante isotopie semantiche che verranno riprese nelle successive parti. Quattro quartine, versi settenari, schema rimico ricorrente, rima baciata centrale (2-3). L’ultimo verso della quartina rima con l’ultimo della successiva e sono tronchi. Ricorda Carducci (San Martino), ode anacreontica, metri barbari, forma leggera, forma deputata ad ospitare contenuti di tema amoroso galante. Saba invece cala tutta una serie di reminiscenze leopardiane abbastanza vistose. Riprende con il primo verso canto notturno di un pastore errante, echi leopardiani, vagheggiato, scolorerai ma soprattutto è leoparidano il senso della poesia, la fugacità della giovinezza, dei sogni alla morte, caducità della vita. Immagine leopardiana: nuvoletta rosea, graziosa e leggiadra come la giovinezza, che si disfa in un attimo, si dilegua. Riprende le parole e la figura di Leopardi, quasi una rielaborazione, contenuto grave in una forma metrica tipica di un canto, di un contenuto leggero. Al verso quarto si attacca un’eco dei Libretti d’Opera, del Barbiere di Siviglia di Rossini, usa la sua fonte non colte, per poter usare i suoi modelli deve averli fatti propri, metabolizzati per restituirli nella loro varietà. Lessico colto ma familiare, aulico e arcaico, ma non come ornamenti preziosi, ma come rifunzionalizzazione della nobiltà, esprimendo qualcosa di autentico. Desiderio di un contenuto grave in forma leggiadra. Bisogno di adeguare la forma metrica (delicata) alla leggerezza e delicatezza dell’immagine chiave della poesia (nuvola che si dilegua nel cielo). Apre il canzoniere con questa immagine, adesione alla calda vita, passione per la vita e consapevolezza irrevocabile della fatalità della morte. Destinata ad avere una brande fortuna questa immagine, ripresa in molti punti: Lettera a un amico pianista, la giovinezza è passata, come di dilegua una nuvoletta rosata in cielo Poesie scritte durante la guerra, sonetto Sognavo al suol prostrato Preludio e canzonette, la n.12 Sopra un mio antico tema, la nuvoletta. El’amico dell’adolescenza diventano immagini complementari di uno stesso tema, la caducità della giovinezza. La casa della mia nutrice in Cuor morituro, Glauco diventa la nuvoletta Dispositivi che fanno del canzoniere un macro testo. Saba colma una lacuna recuperando questa poesia, da il suo antefatto, lo rende un’insegna, un oroscopo della sua fisionomia per gli sviluppi successivi del canzoniere.
Glauco presentato come personaggio nella settima poesia delle poesie dell’adolescenza giovanili, figura collettiva, primo dei fanciulli di Saba, figura maschile molto giovane e androgina, incarna il vitalismo primordiale, inconsapevole, è il suo specchio che gli mostra la sua estraneità alla collettività, ciò che vuole essere e che non sarà mai, oggetto del desiderio. Di Glauco si ha la versione nel canzoniere 1921, nel canzoniere 1945 e in un foglietto volante del 1902 ritrovato da Bruno Maier che si intitola Perchè? Che è considerabile la versione originaria di Glauco. Sonetto Le redazioni di Glauco. Poetica delle rimembranze che attraversa tutte le poesie dell’adolescenza e giovanili. Presente di solitudine e sofferenza e un’età tramontata di serenità, che nell’oggi è oggetto di rimpianto. Saba introduce alcune figure centrali, la balia, la madre, i fanciulli con questa poetica. Rappresenta un ottimo esempio di come siano infide le affermazioni di Saba sul ripristino della forma originale delle poesie giovanili. Tra la forma originale di questo sonetto e le due successive ci sono grandi differenze. Inizio della linea tematica dei fanciulli; sfaccettature proiettive e antagonistiche. Prima delle molte altre apparizioni vitali, delle epifanie di quella calda vita, di adesione piena all ostare al mondo, calati in scorci cittadini o ambientazioni marine/meridiane. Modifiche:
Nel canzoniere 1921 compaiono per la prima volta le poesie dedicate alla balia, La Casa Della Mia Nutrice, Da Un Colle, Sonetto Di Primavera, testimonianza della fine dell’ egemonia della madre. 1932 Ammonizione e Altre Poesie, l’ultima poesia delle giovanili è L’Osteria Fuori Porta, prelevata dai versi militari e spostata a chiudere le poesie dell’adolescenza, per questioni metriche e in più Saba vuole dare un epilogo diverso alla sua giovinezza, la prima esperienza di partecipazione a una comunità di maschi. Il Sogno di un Coscritto Passaggio da adolescenza a vita adulta, mette in relazione le poesie giovanili e lo è poesie militari. Segna un passaggio della traiettoria creativa, confine tra la fine dell’apprendistato giovanile e inizio dell’ a stagione poetica contrassegnata da tratti di innovatività. Segna la fine dell’apprendistato poetico, inaugura una stagione di autonomia e originalità. Sogno dell’integrazione. Schema metrico non riconoscibile, forse una canzone, endecasillabi settenari. Prologo le prime due strofe, ricorda un momento di condivisione, riconoscimento di sé negli altri, spende soldi nel vino in un’osteria, ma all’improvviso il momento di fusione e partecipazione è oscurato da un’ombra. Momento di condivisione vissuto in maniera ambivalente, l’identificazione con gli altri passa attraverso aggettivi non positivi (attonito, sperduto), il poeta è strappato al proprio isolamento, ma anche alla poesia. Lui non è più un poeta, è come gli altri. Trasformazione vissuta con sgomento e angoscia. Tensione nella costruzione dei versi, poesia circolare, nelle ultime quartine ritorniamo alla situazione iniziale, torna in sé e alla lucidità della notte fredda della caserma. Anticipa la grande poetica dei versi militari, diversità e integrazione. Poesia ponte. Non ci sono polo positivo o negativo, è una condanna. Desiderio avverato che però porta al timore della perdita della poesia, il piacere della poesia non è sacrificabile per un io collettivo. Sogno di partecipazione ma anche incubo di spossessamento di sé, di perdita della prerogativa = essere un poeta. Dinamica che scandisce l’andamento dei versi militari e anima tutto il canzoniere. Rispetto alle poesie precedenti Saba manifesta tratti formali nuovi = inversioni, sintassi disarticolata, iperbato, componenti della farse lontani, legature, non coincidenza tra metro e sintassi. Ammonizione con la usa nuvoletta, binomio vita morte, e in chiusura il sogno di un coscritto, concorre a strutturare l’opera come un macro testo, insieme organico. Fondamentale dialettica tra isolamento e spinta alla partecipazione, e accennato il ruolo che la poesia svolge, soggetto nella sua solitudine e oggetto di apertura la mondo. Le figure tratteggiate, la nutrice che non compare, ma solo la sua casa, la madre e i fanciulli. Le figure femminili compaiono dal 32 in poi, diversamente che in poesie e canzoniere 1921, in ordine di apparizione. Il servizio militare che Saba ha prestato tra il 1907/1908 tra Siena e la provincia di Salerno rappresenta un momento di svolgimento provvisorio dei nodi dell’adolescenza, momento di liberazione dalla madre e dall’ atmosfera che c’era con il suo angoscioso romanzo familiare. Momento di piena adesione alla vita. Grande momento di rilevamento delle differenze interpersonali.
Saba sperimenta in sé e intorno a se quella forza elementare ed eterna a cui più tardi darà il nome di Brama e poi Libido, la pulsione elementare che spinge gli organismi viventi di rimanere in vita soddisfando i propri bisogni. La sperimenta come giocosa liberazione degli istinti, spontaneità ritrovata, quasi fanciullesca, contrapposta alla dura legge della casa materna e alle norme sociali che reprimono. Ordine Sparso Narrazione di una esercitazione militare, si devono muovere sul terreno in ordine sparso. Poesia che nelle prime due quartine e prima terzina è costruita su un doppio movimento, verso il basso (mi appiatto, piu pesa, s’abbatta) e insieme da un movimento verso l’alto (sfuggo di corsa, leggero, volo, scatta). Di fronte a una polarità che attraversa il canzoniere dialettica leggerezza/pesantezza. Le due spinte non sono però in conflitto, entrambe fanno parte dello stesso gioco bellissimo, dimensione fanciullesca e animale. Manovra militare vista come un gioco da ragazzino, Saba compie una doppia trasgressione alla durezza della madre: il gioco e i ragazzi. Tenerezza e erotismo per i fanciulli. In In Cortile c’è per i fanciulli una sguardo materno e anche attraversato da un filo di erotismo per i loro corpi. Gioco come momento liberatorio e come anticipazione di alcuni snodi psicologici e affettivi, e i soldati fanciulli come compagni di giochi quando la fusione dell’io nel noi è avvenuta, o oggetti su cui riversare la propria tenerezza. Nella seconda terzina forum la la superiorità del punto di vista degli animali sul mondo e sulle cose. L’originalità della sua poesia che si vuole ispirare a questo. L’infanzia e la natura vanno intese con un senso antiumanistico, l’essere umano è un animale, anti specista, e anche in senso anti storicistico, la storia coincide con la storia naturale: sempre uguale a se stessa, mossa da dolore e piacere. Il ritorno a queste forme permette di sottrarre l’individuo all’assurdità delle costruzioni sociali Bersaglio Sonetto Nella prima quartina il soggetto si muove, è sulla spiaggia e si butta su questa trincea e mira al suo bersaglio premendo il grilletto. Messa a fuoco pere contrario del bersaglio, dice cosa non ha immaginato nel bersaglio (no Lina, no un potente, nemmeno un immaginario nemico). Nella prima terzina mette a fuoco chi ha visto nel bersaglio, cosa gli ha permesso di non mancare il corpo (l’orrore che i suoi occhi hanno visto). Nell’ultima terzina spiega chi è che ha visto (il mondo ebraico di Trieste, in primo luogo è la figura materna). Il soggetto è solo, è quasi un regolamento di conti. Identificazione per la commune sottomissione, riconoscimento reciproco che viene messa in scena a livello basso, truppa come gregge di pecore o branco di animali. Dialettica diversità integrazione: Durante una marcia 1 Complessivo di 7 sonetti. Le prime due quartine fanno risuonare con andamento di marcia una specie di canto collettivo cantata dai soldati che marciano, parla un soggetto collettivo, un noi, a cui l’io lirico si fonde e da voce.
L’ultimo verso della prima terzina e il primo verso della seconda terzina formano un distico in In Cortile 2+2+2. Le due terzine si presentano non come 3+3 o 3 e 3. Stessa cosa per le quartine, 2+2+2+2. Dentro il sonetto si fa strada un’altra forma metrica, 2+2+2+2+2+2+2, 7 distici. Metro tipicamente sabiano nella Serena Disperazione. Le rime del sonetto Durante una marcia Lo schema metrico non si replica nelle quartine A B B A A B A B In Cortile Moltiplica il numero delle rime nelle quartine A B B A A C C A Nelle terzine compi delle sperimentazioni varissime. Esclude sempre quelle tradizionali, usando molto la rima baciata, sia all’interno di una singola terzina, ma anche tra l’ultimo verso della prima terzina e il primo verso dell’ultima terzina. In Cortile La struttura grafica del sonetto lascia affiorare un’altra forma costituita da tre quartine e un distico, funziona sia da un punto di vista sintattico, da un punto di vista delle rime, sia dalla scansione narrativa di senso, articolato in tre momenti. 1 Osservazione dell’io lirico 2 Azioni degli osservati 3 Reazione dell’osservatore Nei versi militari il sonetto e visibile sulla pagina, ma con un’impalcatura esterna in cui succedono altre cose. Struttura del sonetto ma svuotato e ricreato dall’interno. Annoverare Saba come un novecentesco che ha operato sul sonetto. Viaggio del salmone, risalire alle origini portando la conoscenza acquista dopo essere risaliti all’origine si se stessi (De Benedetti). Riformatore non rivoluzionario. Infatti cerca in altri schemi metrici quello di cui ha bisogno per il suo scopo = poeta narrativo. Dopo i versi militari il sonetto si eclissa dal Canzoniere e ricompare soltanto nelle poesie scritte durante la guerra, non a caso un tentativo non riuscito di replicare l’esorcismo e il risultato degli effetti dei versi militare sui fatti della guerra.
8 poesie, nel 1921 erano 24, le effettive poesie scritte durante la WW1 sono 55. Alle soglie del conflitto Saba si schiera con gli interventisti, ma non fa la guerra. Viene arruolato nelle retrovie, con compiti amministrativi dal 15 al 18. Ricoverato poi all’ospedale per un attacco di neuro astenia (crisi depressiva figlia della sua nevrosi). Non è un poeta della WW1. Rifà se stesso: o si guarda indietro, recuperando o i motivi precedenti Sognavo, al suol prostrato.. riallacciarsi a immagini chiave delle parti precedenti Tentativo di rifare i versi militari nel loro equilibrio felice di metro nobile lessico colloquiale e dialogato Zaccaria, soldato contadino, lessico colloquiale, prelievo dall’italiano scritto di Zaccaria, dunque pieno di errori (quore, con quista). Limiti del manierismo. Dove al mondo m’ha messo Sogno, descritto come sanguinoso e strano, in cui il soldato Saba sogna di tornare a Trieste e le persone per strada dicono “pare che non sia dei nostri”. Il riconoscimento che era la chiave esistenziale dei versi militari si rovescia. Casa e campagna Dopo il 1908 la vita di Saba cambia, torna dal servizio, sposa Lina e nasce poi Linuccia. Cambia anche la fisionomia del canzoniere. Lo spettro si allarga. Era entrare la realtà circostante, la città, la casa, gli animali domestici, realtà quotidiana. A partire dal canzoniere 1921 acquista il titolo. Sezione in cui l’armonia si specchia nel legame armonioso con la natura non senza sotterranee ambivalenze e correnti di tensione. Dominano le figure di Lina, Linuccia e le sagome degli animali domestici. Aleggia l’ombra luminosa di un sentimento materno che accoglie tutte le forme di vita. L’Arboscello Cambia tutta la metrica. Unica strofa di alternanza tra endecasillabi settenari e un quinario tronco. Antitesi: uomo ambivalente, contrasto fra apparenza e realtà Sembra, non pare, pare. Similitudini: il giorno sembra una sera, la prima vera sembra un autunno. L’Arboscello è paragonato a uno dei fanciulli sabiani, uno alto, immagine di impaccio, di grazia al tempo stesso. Grazia sgraziata. Stilema per rappresentare il fanciulli anche in Trieste e una Donna. Delicatezza e goffaggine. In chiusura, all’ultimo verso, sta la parola vasta maternità. Il tu è riferito a Lina, alla sua vasta maternità, che prende il posto della maternità dura e a affettiva della madre di Saba. L’arboscello in virtù del sistema di corrispondenze interne ritorna simmetricamente nella prima poesia della sezione successiva: L’Autunno, il clima è piu tetro, il nucleo è un segreto dolore di Lina che la donna proietta su un alberello ma di cui l’io lirico sa la ragione, che è un’altra.