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Appunti sul libro a scelta per il corso di storia contemporanea di Giulia di Simone
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Struttura per capitoli :
Doppio Stato / Continuità d’apparato
D 1. Che cosa intende Crainz per “doppio Stato” e quali effetti produce? Schema‑risposta:definisci il concetto → casistica (Casellario, discriminazioni su insegnanti/cooperative/RAI/cinema; uso dei prefetti 1957; clientelismo Coldiretti) → esito: indebolisce cittadinanza sostanziale, orienta sviluppo e consenso, condiziona anche il centro‑sinistra (fino al “piano Solo”). D 2. Perché il boom è “grande trasformazione” ma diseguale? Schema: dati di crescita (industrializzazione, consumi, migrazioni) → ridefinizione identità (media/mercato, giovani, scuola di massa) → disuguaglianze territoriali/sociali, “tre Italie” in incubazione (future Italie “Industriali”- Nord / “Cooperative” - Centro / "Arretrata" - Sud → conseguenze politiche (nuovi conflitti, fine centrismo). D3. In che senso il centro‑sinistra fu “riformismo perduto”? Schema: alta progettualità (La Malfa, Saraceno; scuola media unica, ENEL) → resistenze DC, Chiesa, USA; inerzie apparati; urbanistica bloccata; 1964 “piano Solo” → scarto tra potenzialità sociali e output politico. D4. Come cambia la sinistra tra 1955 e 1963? Schema: FIAT ’55 (botta durissima) → 1956 (crisi mito sovietico, ma rimozione) → ritardo analitico sul neocapitalismo → ritorno conflitto 1959–63 e nuova base (immigrati, giovani) → crescita elettorale 1963, ma fragilità culturale. D5. Media e consumi: perché sono “attori” della nuova identità? Schema: TV, stampa nuova, cinema, musica; Carosello, elettrodomestici, moda → famiglia come cellula del consumo, passaggio dall’etica del bisogno all’estetica del desiderio; insieme producono “nuovi italiani” (Bocca). —
Il miracolo economico non è una storia di progresso lineare, ma una grande trasformazione tumultuosa , fatta di discontinuità, traumi, resistenze e identità che cambiano. Vuole capovolgere l’immagine oleografica di quegli anni: non fu solo crescita e benessere, ma anche crisi di assetti culturali , persistenze del passato , nuovi squilibri Cosa succede in questo capitolo ● L’Italia in pochi anni passa da società contadina a società industriale e di massa. ● Cambiano modi di lavorare, consumare, abitare, sognare. ● Ma persistono mentalità e apparati ereditati dal fascismo (tema che tornerà nei capitoli successivi). ● L’identità collettiva italiana viene ricostruita, non “naturalmente evoluta”. Nodo concettuale chiave La modernizzazione italiana è rapida e irregolare, tira avanti il Paese ma allo stesso tempo lascia aperte fratture profonde.
Perché esiste questo capitolo? Crainz deve mostrare che il boom economico arriva su una base istituzionale ambigua: uno Stato formalmente democratico, ma attraversato da pratiche, culture e apparati ancora intrisi di logiche fasciste e irrigiditi dalla Guerra Fredda. Il miracolo nasce quindi su un terreno tutt’altro che “nuovo”. Cosa racconta ● Lo Stato dell’Italia repubblicana conserva quadri, mentalità, funzionari degli anni ’20–’30. ● Durante la Guerra Fredda, gli apparati (polizia, prefetti, ministeri) diventano strumenti anticomunisti, spesso al di là della legalità. ● Riattivazione di strutture di controllo: Casellario Politico Centrale (13.716 vigilati nel
Perché serve questo capitolo? Crainz vuole mostrare che la sinistra arriva al boom indebolita, spaccata, ideologicamente confusa. Per capire il ’56, il ’60, il ’68, bisogna vedere questa crisi lunga. Cosa succede in questo capitolo ● Il PCI è diviso tra: ○ stalinismo rigido, ○ e “liberalismo d’emergenza” (Ortese): nei territori più oppressivi la sinistra è spesso l’unico argine alla prepotenza locale. ● 1955: sconfitta alla FIAT → evento psicologico devastante. ● 1956: XX Congresso PCUS → crollo del mito sovietico → crisi morale, intellettuale, politica. ● Nascono i primi segnali di scollamento tra operai e partito. ● Intellettuali e riviste iniziano a criticare provincialismo, ritardo culturale, dogmatismo. Esempi chiave ● Fiat 1955: FIOM dal 63% al 36% → licenziamenti, tribunali interni, spionaggio, rete di informatori. ● “Manifesto dei 101” che critica la linea del PCI sull’Ungheria. ● Lettere, saggi, articoli di Guiducci, Calvino, Bobbio, Fortini → emergono nuove richieste di modernizzazione culturale. Nodo concettuale La sinistra non capisce ancora il neocapitalismo → confonde boom con “illusione”, sottovaluta mutamenti del lavoro e della società.
Perché un capitolo sul 1958? Per Crainz il 1958 è la soglia: la politica teme la crisi, gli apparati irrigidiscono il controllo, ma improvvisamente l’economia accelera, la società cambia ritmo, il mondo si muove diversamente. Cosa succede ● L’Italia si prepara alle elezioni del 1958. ● Tambroni (Interno) promuove repressioni di piazza e controlli sulle manifestazioni internazionali. ● Si diffonde pessimismo: si parla di crisi, licenziamenti, tensioni internazionali. ● Eppure, proprio qui parte il miracolo: investimenti, industria, consumi. ● La politica appare in ritardo sulla società. Esempi ● Prefetti che denunciano disoccupazione, precarietà e disagio (ma non colgono segnali di crescita). ● Crollo dei vecchi modelli di rappresentanza. ● Nuovo giornalismo (“ Il Giorno ”) che racconta un’Italia diversa, moderna, dinamica. Nodo concettuale Il boom nasce non perché lo Stato lo guida, ma nonostante uno Stato che vive ancora negli schemi degli anni Cinquanta.
Crainz dimostra che la modernizzazione non è solo economica: è antropologica. Cambiano i consumi, le geografie, le relazioni, perfino il modo di percepire se stessi come italiani. Cosa accade in questi anni ● Fine dell’universo contadino: meccanizzazione, abbandono delle campagne, nuovo paesaggio rurale impoverito. ● Migrazioni interne di massa → ridefinizione di città e periferie (Milano, Torino, Roma). ● Nascono nuovi consumatori: frigorifero, TV, automobile, musica, cinema, pubblicità. ● Giovani come soggetto autonomo: tempo libero, mode, rock, cinema, motorizzazione. ● Il “mercato” e i “media” diventano co‑produttori di identità nazionale. Esempi emblematici ● “La fabbrica dei nuovi italiani” di Bocca: Milano come laboratorio di identità. ● Crescita di beni durevoli: TV esplode, auto diventa status e libertà. ● Urbanizzazione: periferie, case popolari, “coree” per immigrati. Nodo concettuale Il boom produce mobilità sociale e culturale ma anche nuove disuguaglianze e nuovi squilibri territoriali (“tre Italie”).
Crainz mostra che la trasformazione sociale provoca anche una trasformazione politica: crolla l’architettura del centrismo DC, emergono piazze, giovani, nuova classe operaia. Cosa succede ● Governo Tambroni (1960) sostenuto dal MSI → scandalo → piazze esplodono. ● Genova, Reggio Emilia, Palermo → morti, scontri, repressione. ● Si riformula il paradigma antifascista: non più celebrativo, ma partecipativo. ● Emergono soggetti nuovi: studenti, giovani operai immigrati, donne. Esempi ● Le “magliette a strisce” (ragazzi genovesi) simbolo del nuovo antifascismo sociale non commemorativo. ● Scioperi e mobilitazioni 1959–63, crescita FIOM e FIM. ● Discussioni pubbliche su cinema, morale, censura, spazio pubblico. Nodo concettuale La politica tradizionale perde presa; la società irrompe sulla scena, e chiede diritti, rappresentanza, memoria.