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riassunti del libro del corso.
Tipologia: Sintesi del corso
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La morfologia: struttura interna delle parole e della varietà di forme che si assumono. esistono due categorie: la proprietà di dar luogo a nuove parole rispetto a quella base, e dare luogo a nuove forme della stessa parola. i processi di modificazione morfologica sono distinti in tre classi: f lessione, derivazione, composizione (si occupa dei processi attraverso cui due o più parole si saldano tra loro per dar luogo a una terza parola) MORFEMI SEGMENTAZIONE Scomponendo le parole si ottengono le unità minime della morfologia, i morfemi. il Morfema è l'unità linguistica minima dotata di significato.le tue precisazioni devono essere prese insieme perché nei minimi codici a doppia articolazione esistono altre unità "minime" ma prive di significato (come fonemi), così come esistono unità dotate di significato che però non sono "minime" a livello morfologico (come sintagmi). i morfemi, sono muniti nello stesso tempo di un significante e un significato. Tale procedimento, che permette di identificare i morfemi, è identificato con il termine segmentazione. la segmentazione consiste nello scomporre segmenti successivi la catena sintagmatica. determinati rispetto alla segmentazione : ciò significa che ogni parola viene scomposto senza lasciare residui per quanto riguarda la determinazione dei confini di Morfema e la specificazione del significato di ogni morfemi. Gli aspetti importanti dell'organizzazione morfologica delle lingue:
pacchetto morfemico l'insieme dei significati espressi nei morfi, e stabiliamo che è uno stesso pacchetto morfemico puoi trovare espressione non ho più morfi. PROBLEMI Una stessa sequenza di morti può mettere più di una segmentazione. esistono anche altre difficoltà: può essere difficile e impossibile assegnare un significato preciso a un morfo. Un caso molto frequente nelle lingue è il morfi crunberry, per via di quel che accade nelle parole inglesi crunberry (mirtillo rosso) huckleberry (Mirtillo), possono essere segmentati e morfologicamente con sicurezza (Cran + Berry, huckle + berry) ma il primo morfo, non si trova né da solo né in combinazioni diverse da quelle citate. Può accadere che uno stesso morfemi non sia rappresentato solo da un morfo, ma da morfi diversi a seconda dell'ambiente sintagmatica. alcune parole cambiano forma a seconda dell'ambiente sistematico in cui occorrono. I diversi Morfi che rappresentano uno stesso morfemi ma sono detti allomorfi di quel morfemi. il fenomeno degli allomorfi (chiamato allomorfia o allomorfismo) si presenta in una vasta varietà di forme. Un caso può essere il cosiddetto umlaut , che consiste nell'assimilazione della vocale dalla radice a quella del suffisso in conseguenza di un cambiamento di morfemi ma grammaticale. un caso estremo è rappresentato dal suppletivismo, nella riflessione di una parola un morfo di base si collega un altro morfo che non ha fonologicamente nulla in comune col primo. PAROLE DIFFICOLTA ’ La nozione di parola è difficile da definirsi ed è anche molto legata alla lingua specifica cui ci si riferisce. L’uomo occidentale è abituato a una concezione grafica della parola, cioè far coincidere la parola con la porzione di scrittura che sta tra due spazi bianchi. in molte lingue antiche le parole erano scritte senza intervalli. esistono anche altri problemi di dubbio soluzione: e locuzioni italiane per lo più o per lo meno scrivono utilizzando tre parole grafiche, anche se dal punto di vista fonologico non sarebbe lo ma il l'articolo adatto a precedere più o meno. è tollerabile che vengano scritte senza intervallo. Le parole obbligate a comparire esclusivamente in un determinato ambiente sintagma dico non potendo essere utilizzato in altri non potrebbero essere definite, neppure genericamente, parole. IL CASO DELLE PAROLE COMPLESSE In molte lingue esistono costruzioni formate da più di una parola, che però operano quasi come una sola (mettere in moto) (pure in action) in tutti questi casi abbiamo a che fare con le parole composte di più parole, che possiamo chiamare parole complesse (o anche parole costruzioni) le parole complesse sono legittimate sul piano grafico e scritte senza intervalli,questo processo è denominato univerbazione. Osservabile in kennenlernen o in altogether In alcune parole complesse l'intera costruzione può essere sostituita dall'elemento principale a livello sintattico (ferro da stiro, macchina da scrivere) UNA DEFINIZIONE MULTIFATTORIALE La parola è un'unità effettiva delle lingue verbali, ma anche per il parlante che la percepisce come tale. vi sono alcuni plausibili criteri generali per definire la nozione di parola. deve rispettare le seguenti condizioni:
I processi morfologici sono modificazioni che le parole possono subire nel momento in cui sono sottoposte derivazioni, composizione e flessione. AGGIUNTA E RADDOPPIAMENTO I processi morfologici possono essere catalogati in base a due criteri: la natura è la posizione rispetto alla radice.in base al primo è possibile distinguere tra processi di aggiunta, di alternanza e di modulazione. i processi di aggiunta consistono nella dizione amento di materiale morfologico a quello della radice.un processo di aggiunta, se eletto nella direzione opposta, può essere interpretato come un processo di cancellazione.un tipico processo di aggiunta e il raddoppiamento (o re duplicazione), cioè la ripetizione completa o parziale della base.nella sua manifestazione più semplice esso si presenta sottoforma di pura e semplice copia della parola o del morfo. e alla funzione di intensificare a scopo espressivo il significato della parola in questione in numerose lingue. Viene usato anche nelle lingue dei segni ALTERNANZA I processi di alternanza vocali Ca' o consonantica comportano regolate modificazioni di una parte del materiale vocalico o consonantico della base.(Sing, sang, sung <— in inglese es) È possibile trovare simultaneamente un'alternanza vocaliche e una consonantico, oppure si può avere una pure alternanza consonantica. MODULAZIONE La modulazione consiste nella modificazione di elementi sopra segmentari (come per esempio l'accento e il tono) sulla stessa base segmentale, ad esempio lo spostamento di accento. SANDHI I processi accennati possono essere complicati da un ulteriore processo, il Sandhi (fusioni, connessione) è un processo di assimilazione che opera in corrispondenza di confini di morfo o di parola modificando i segmenti fonologici ai due lati del confine. Se ha luogo all'interno di una stessa parola è detto interno, se si crea confine tra due parole è detto esterno. è un Sandhi anche il fenomeno francese della Liaison, che fa sì che in determinate condizioni alcune consonanti, come la S finale di parola che normalmente non viene pronunciata, si pronunciano in una variante sonora Z quando la parola seguente comincia per vocale. Numerosi casi hanno l'effetto di opacizzare il confine di morfo o perfino di distruggerlo. i disturbi che colpiscono i confini di morfo danno luogo ai fenomeni detti rianalisi.questo termine disegna gli "errori" di segmentazione morfologica che gli utenti commettono a causa della scarsa riconoscibilità dei confini e che portano ad assegnare una parola una struttura diversa da quella corretta. CONVERSIONE La conversione il processo morfologico per il quale una parola appartenente a una data categoria viene "convertita" in altra categoria senza che nulla cambi nella sua struttura fonologica e morfologica. le lingue con tendenze isolanti fanno ampio uso della conversione, come ad esempio l'inglese che converte nomi in verbi e aggettivi nomi. REGOLE MORFOLOGICHE I fenomeni morfologici descritti possono essere rappresentati mediante regole:
una combinazione di se stessa, un confine di morfo (+) è un suffisso; quest'operazione produce una parola che può appartenere a una categoria lessicale diversa da X, cioè Y (es. aggettivo) La seconda : prevede un'aggiunta sinistra (regola di prefissa azione) della base B e genera una parola che appartiene alla stessa categoria lessicale (es. scrivere e in+scrivere) Per dar conto di queste modificazioni fonologiche determinate da processi morfologici, si chiamano in causa le regole di riaggiustamento, che sono di diversa natura (in italiano ad esempio vi è la regola di cancellazione di vocale secondo cui la vocale si riduce a zero quando, dopo il confine di morte seguita da un'altra vocale) MATRICI MORFOLOGICHE E MATRICI SEMANTICHE DALLA FORMA AL SIGNIFICATO Dato che la morfologia si occupa di unità dotate di un significante e un significato, occorre vedere quali sono gli effetti che le modificazioni formali esaminate finora hanno sul piano del contenuto.la matrice morfologica della parola in questione e la notazione matrice semantica: la prima descrive i processi morfologici applicati, la seconda gli effetti che si hanno sul piano del significato. le matrici semantiche sottostanti alle modificazioni morfologiche sono diverse e possono essere ricostruite. PREVEDIBILITA’ E IMPREVEDIBILITA’ Benché sia possibile descrivere le matrici semantiche di tutte le parole di lingua, non esiste una raccolta completa.la grammatica ereditata dalla tradizione greco-latina avvertiva l'esigenza di dare risalto alla semantica sottostante alla morfologia, e per questo motivo adoperava nozioni che possono senz'altro essere considerate affini alle matrici semantiche.esistono differenze tra le lingue nel grado di prevedibilità per quanto attiene al rapporto tra matrice semantica e matrice morfologica. RESTRIZIONI Le combinazioni morfologiche operano sulla base di un complesso sistema di restrizioni.ad esempio in inglese, il suffisso - ity si combina con radici che siano: aggettivali e di origine latina (prosper + -ity ma non soft+-ity <— pk parola anglosassone) -hood solo basi inglesi I processi di derivazione possono essere sensibili alla matrice semantica LACUNE Il sistema morfologico di una lingua si possono trovare delle lacune cioè parole teoricamente possibili ma inesistenti (per esempio acchiappa mento) all'inverso, ci sono casi in cui a una determinata matrice semantica non corrisponde, in una lingua, nessuna parola.le lingue usano diversi metodi per rimediare alle lacune morfologiche. l'italiano usa l'infinito sostantivato, che permette di supplire alla mancanza di nomina actionis adatti a esprimere determinate matrici semantiche (il) bere MORFOLOGIA DELL’ENUNCIATO Le modificazioni morfologiche hanno una funzione essenziale nell'enunciato, dato che offrono un vasto repertorio di segnali di collegamento tra gli elementi.se un elemento A che dispone di un pacchetto morfemi (123) entra in relazione sintattica con B (anche se munito di un pacchetto morfemi), attiva il pacchetto di B in tutto o in parte, ponendo che vi abbia un pacchetto (12345) 2 casi possibili (pg 90)
Nelle lingue isolanti, la parola tende essere formata da un solo morfo, il morfo lessicale che appare come una parola. la parola di una tale lingua è priva di struttura interna, che parola è morto tendono a coincidere e che i morti tendono essere liberi. il ruolo delle parole nell'enunciato è quindi segnalato dalla loro posizione, lingue isolanti sono normalmente anche configurazionale.(vietnamita e cinese) Le lingue agglutinanti, tendono a agglutinare, cioè a incollare, i morti alla radice.le parole sono composte da più morfemi, ciascuno dei quali porta un solo morfemi (il turco) le lingue flessibile sono caratterizzate dal fatto che le parole costituite da amorfi liberi sono relativamente scarse e che uno stesso Morfo può codificare un complesso pacchetto morfemico. il morfo lessicale, per poter apparire come parola, deve dotarsi di una flessione, cioè di una fisso variabile che si trova al margine sinistro destro della parola.(lingue indo europei: latino, greco, tedesco, russo e in minor misura: italiano francese e spagnolo.) pur adoperando qualche meccanismo flessibile non hanno casi come le lingue nell'altra lista. ALTRI TIPI Nelle lingue Introflessibile, la flessione a luogo e non al margine della parola ma nella parte centrale di essa. (arabo e ebraico: le variazioni morfologiche prodotte dalla sequenza vocalico che forma il morfo grammaticale hanno luogo negli intervalli fra le consonanti della radice dell’ittero) il tipo incorporante, funziona più o meno come l'italiano ma non mettere o mantenere: in entrambi questi verbi la parola Manu perfettamente riconoscibile, è incorporata.nelle lingue incorporanti in una sola parola vengono incorporati i nomi e verbi. IMPLICAZIONI Ogni tipo morfologico comporta conseguenze circa la natura della lingua a cui ci si riferisce.le lingue isolanti tendono ad avere molte preposizioni, quelle agglutinanti a esserne prive. la ragione: le proposizioni marcano relazioni tra parole alla stessa maniera degli affissi nelle lingue agglutinanti. esistono anche correlazioni meno evidenti. Le lingue isolanti, tendono essere monosillabiche o bisillabiche, quindi le parole sono costituite da un solo amorfo e questo È perlopiù costituito da una sola sillaba. nelle lingue isolanti è frequente il processo di conversione, dato che è poco netta la distinzione tra i diversi tipi di parola, in quanto nomi verbi e aggettivi possono avere esattamente la stessa forma. CAPITOLO 6 ELEMENTI DI SINTASSI E’ SPECIFICA DELLA SPECIE UMANA La sintassi studia il modo in cui le parole si combinano tra loro dando luogo a un'unità di livello superiore di vario tipo. SINTASSI E CODICI L'etologia ha dimostrato che nella comunicazione animale appaiono fenomeni che possono essere considerati "sintattici" in quanto comportano la combinazione di elementi semplici in entità complesse. la sintatticità non è quindi esclusiva dell'uomo.la differenza tra uomo e animale è una questione di grado: una sintassi complessa come quella usata dall'uomo nelle sue lingue non è documentata negli animali, che allo stato attuale delle conoscenze, presentano rudimenti di capacità
combinatoria.nell'uomo invece l'organizzazione sintattica è palesato nei diversi codici di cui si serve. le diverse frasi sono costruite utilizzando i medesimi elementi, che però vengono ordinati in diversa successione e pronunciati con intonazione differente, conferendo loro un diverso significato. il carattere sintattico non vale solo per le lingue Verbali ma anche per altri codici, condizione che presentino un forte grado di articolazione.nelle lingue dei segni (codice articolati) con i gesti è possibile costruire sia frasi sia combinazioni di frasi. FUNZIONI La principale funzione della sintassi consiste nel permettere una maggiore velocità nella trasmissione dei segnali, rendendo così più efficiente lo scambio comunicativo.perché è più rapida e organizzata. La sintassi permette di indicare connessioni tra eventi che altrimenti resterebbero inespresse. La sintassi permette di dare codifica a Stati di cose “complessi" che senza le sue risorse resterebbero probabilmente senza espressione.la sintassi infine è uno dei principali canali di codifica della pragmatica delle lingue. LINEARITA’ E STRUTTURA Alcuni codici articolati rendono visibile l'ordine delle operazioni da seguire.la notazione matematica è uno di questi: è lineare, ma anche, nello stesso tempo, capace di rappresentare la struttura. le operazioni devono essere eseguite secondo l'ordine indicato dal tipo di parentesi: prima le operazioni entro parentesi tonde, poi quelli entro quadre, infine quelle entro graffe. nelle lingue verbali la disposizione lineare degli elementi fornisce una quantità di informazioni molto minore circa la relazione tra gli elementi. molte di queste informazioni rimangono nascoste devono essere portate alla luce con procedure appropriate.fenomeni siffati dimostrano che gli elementi di una catena linguistica non includono solo i rapporti indicati dall'ordine lineare ma anche rapporti non osservabili.la disposizione lineare degli elementi contiene una struttura, ovvero una rete di vincoli tra gli elementi. ANALISI SINTAGMATICA L'analisi sintattica. Individuare e visualizzare con opportune tecniche la struttura incorporata nella sequenza lineare delle parole. i costituenti immediati: costituiscono la sezione superiore in modo "immediato", cioè senza nulla di mezzo, solo mediante (cioè passando attraverso la sezione superiore) e si costituiscono le sezioni identificate con i tagli precedenti.possiamo rappresentare questa situazione con uno schema scatola. Una rappresentazione più alternativa è quella dell’albero Qualunque notazione si usi, questo tipo di analisi dimostra che:
per testa un verbo è un sintagma verbale (SV), aggettivo e sintagma aggettivale (SA) e così via. Poiché perlopiù incorporano una preposizione, quasi tutti i sintagmi esocentrici sono sintagmi preposizionali (PPrep) RICONOSCIMENTO DEI SINTAGMI Per verificare se la sequenza di parole costituisce un sintagma o meno, sono sufficienti alcuni semplici test.
sintattico dei sintagmi maggiori è diverso da quello del sintagmi minori È possibile studiare i modi in cui si comportano i clitici nelle lingue, oppure quelli in cui si codifica la riflessività tramite l'analisi tipologica CAPITOLO 7 TIPI DI ENUNCIATO UNITA’ SINTATTICHE SUPERIORI AL SINTGMA La sintassi è organizzata in modo gerarchico.significa che i sintagmi sono di diverso rango, disponendosi in una sorta di scala: l'unità di rango superiore è costituita da unità di quelle inferiori, le unità di rango inferiore vanno a comporre quelle di rango superiore FRASE Anche le frasi sono sintagmi, sono costituite di sintagmi minori di varia estensione e nature hanno caratteristiche peculiari rispetto agli altri tipi di sintagma.le numerose definizioni di frase oscillano fra due estremi: da un lato quelle concepite principalmente in termini formali, dall'altro quelle basate su criteri di significato.è frequente trovare definita la frase come "una sequenza di parole dotata di significato compiuto", questa definizione risale al pensiero antico e agli stoici, che distinguevano un discorso "completo" da uno "in completo”. il primo è espresso da frasi vere proprie, il secondo da enunciati che non sono frasi, non è meno diffuse la concezione secondo cui la frase è un'unità linguistica dotata di soggetto, predicato ed eventualmente di complimenti. La definizione più rispettata è quella di Leonardo Bloomfield , "una forma linguistica indipendente, non compresa attraverso alcuna costruzione grammaticale in una forma linguistica maggiore”. CLAUSOLA Questo termine indica ogni raggruppamento di parole che risponde a tre criteri: GRAMMATICALE : quanti anni almeno un predicato. SEMANTICO : rappresenta uno stato, un evento, un processo. SINTATTICO : può far parte di una frase più estesa, ottenuta per coordinazione o subordinazione. Accanto ai criteri menzionati, possibile utilizzare anche quello fonologico-intonazionale ogni tipo di clausola è caratterizzato da una particolare curva di intonazione che ne esprime il valore pragmatico. FUNZIONI DELLA CLAUSOLA Le principali funzioni di un enunciato sono:
Dal punto di vista gerarchico, le clausole sono distinte in principali e subordinate: le principali possono essere usate da sole, le subordinate no.alcune subordinate però possono avere usi "assoluti", ovvero funzionari e senza una principale che la regga MODALITA’ Le clausole sono distinte in due categorie: quelle che "danno" e quelle che "chiedere".il "chiedere" e il "dare" possono riferirsi a due tipi di entità: informazioni e prestazioni. I tipi di clausola possono presentarsi in forme molteplici, anche apparentemente incongrue: l'asserzione può essere codificata anche mediante un'ipotetica in uso assoluto. ogni enunciato a una forma canonica che lo rende riconoscibile: l'asserzione, si associa alla clausola affermativa, la domanda a quella interrogativa, ecc... POLARITA’ Le clausole possono essere presentate in forma asserita (o affermativa) o in forma negata (o negativa); queste ultime includono un avverbio di negazione che modifica il predicato. le frasi negative non sono il "rovescio" di quelle affermative, ma possono essere entità a sé stanti. MARCATEZZA La nozione di marca terza permette di distinguere tra clausole marcate non marcate. Le non marcate sono quelle in cui non è stata compiuta alcuna operazione di messa in rilievo e in cui ogni costituente si trova nella sua posizione naturale. la marca terza comporta, oltre un profilo di intonazione particolare, una serie di movimenti di costituenti. CLAUSOLA SEMPLICE STRUTTURA Alcune clausole sono semplici (anche dette nucleari) in quanto nessuno dei loro costituenti a sua volta una clausola. le clausole complesse hanno come costituenti clausole semplici. La clausola semplice e quindi l'elemento costruttivo fondamentale degli enunciati. lo schema si legge così: la clausola semplice e composto da un nucleo e da elementi facoltativi denominati circostanziali, che servono a dare informazioni aggiuntive in termini di luogo, tempo, causa, ecc... Un ulteriore criterio per identificare una circostanziali è dato dal fatto che il verbo impone restrizioni sugli elementi del nucleo ma non sui circostanziali. gli elementi del nucleo denotano i partecipanti all'evento raffigurato della clausola, nonché la relazione che traessi si stabilisce.i SN e i pronomi hanno la funzione di rappresentare i partecipanti; la relazione tra loro è codificata dall'elemento predicativo, cioè tipicamente il verbo. il verbo è cruciale nella clausola perché determina alcuni posti virtuali che possono essere riempiti solo da sintagmi dotate di significati specifici, denominati argomenti; l'insieme degli argomenti di un verbo costituisce la cosiddetta struttura argomentare. tra gli elementi nucleari vanno inclusi anche gli avverbiali: si tratta di essere prep che non designano i partecipanti all'evento, ma possono essere imposti dal significato del verbo.gli avverbiali possono essere considerati modificatori allo stesso modo degli avverbi veri e propri. Il "blocco" è formato dal verbo e argomenti è più compatto e ricco di componenti di quello costituito dal soggetto, ciò può spiegare come mai esistono lingue a soggetto nullo (come l'italiano) mentre non sembrano esistere lingue prive di argomenti del verbo. spiega anche come mai il costituente incorporato del verbo sia normalmente l'oggetto non è il soggetto
L'altro tipo fondamentale di clausola è quello in cui il predicato è costituito da S.V.: clausole verbali.il verbo ha la capacità di determinare un insieme di argomenti, cioè una struttura argomentare. questa proprietà non è condivisa da tutti i verbi ma solo dati cosiddetti verbi lessicali, quelli dotati di significato "pieno", distinti dai verbi ausiliari: si combina con i verbi lessicali ma non determina gli argomenti.la sua funzione è quella di specificare il valore grammaticale del verbo lessicale. CLAUSOLE SUBORDINATE La clausola subordinata non può correre da sola. È una clausola indipendente (o principale) e può ricorrere anche da sola.la possibilità di creare clausole subordinate è una risorsa sintattica è resa possibile dal fatto che i codici linguistici, essendo dotati di stand-by , permettono di lasciare in sospeso il messaggio principali per inserirvi i messaggi secondari, conclusi i quali si torna al punto di partenza.è possibile ottenere strutture ad enti diversi livelli di subordinazione, fino a estremi di grande complessità.le subordinate sono suddivise in tre categorie:
pronome relativo) che agisce come connettore col punto di attacco e che è a esso coreferente. In alcune lingue questa distinzione per dar luogo a fenomeni peculiari.dal punto di vista logico, le clausole relative si distinguono in due categorie: attributive e restrittive.
in molte lingue, i due tipi di clausola sono: l'asserzione l'interrogazione, si distinguono proprio per il profilo di intonazione. Nell'ambito delle stesse interrogative, le domande-K e le domande si /no si distinguono per un diverso profilo di intonazione. Le clausole hanno un profilo internazionale diverso a seconda della forza illocutiva che posseggono, per forza illocutiva si intende la specifica natura pragmatica delle clausole. Esistono interrogative vere proprie, ma anche interrogativi che servono a manifestare l'incredulità verso qualcosa che è stato detto prima. Le due interrogative hanno identica struttura sintattica, ciò che la differenzia è la forza illocutiva e conseguentemente il profilo di intonazione. nel caratterizzare le clausole, una funzione non me ne importante è quella delle pause virtuali, che possono marcare il punto di passaggio tra una clausola e l'altra oppure altri confini sintattici.questo è vero già a livello di relazione tra sintagmi. Al contrario la differenza tra le due categorie di clausole relative non risulta soltanto dettagli grammaticali, ma anche dalla pausa virtuale tra principale relativa. la restrittiva non può essere preceduta da una cosa virtuale, quella attributiva sì. CAPITOLO 8 FONDAMENTI DI GRAMMATICA GRAMMATICA La grammatica è una delle voci più antiche del vocabolario europeo, ha indicato per secoli la considerazione del linguaggio nella sua totalità: è una sorta di sinonimo di linguistica. L’antichità della sua origine spiega come mai la maggior parte della terminologia grammaticale che usiamo ancora oggi sia ancora quella greco-latino. La grammatica ha indicato le cose più diverse. OPPOSIZIONI EDISTINZIONI Il significato di grammatica può essere chiarito mettendolo a contrasto con qualcos’altro. Riguarda le caratteristiche morfologiche delle parole, mentre la scelta di esse è di pertinenza del lessico. La grammatica di una lingua può essere rappresentata con tabelle o liste che mostrano come una classe di parole cambia in base all’ambiente sintagmatico in cui occorre. La sintassi è l’ordine delle parole e della loro combinazione; invece la grammatica, più semplicemente è l’unione di morfologia e sintassi. GRAMMATICA GENERALE E GRAMMATICHE Per buona parte della storia, la linguistica ha dato per scontato poter applicare le stesse nozioni grammaticali all'analisi di tute le lingue. Noi 600 era normale so-stenere, per esempio, che una data lingua aveva sei casi tutti uguali", sottintendendo il fatto che quella lingua era in realtà priva di casi; il desiderio di modellare la grammatica secondo lo schema (il paradigma") a sei casi del nome latino. Lo sforzo derivava dall'assunto (di origine medioevale) che tutte hanno la stessa grammatica perché derivano da un'unica lingua originaria. Quest'atteggiamento spinse anche a distinguere due diversi tipi di grammatica: una universale (o generale), uguale per tutte le lingue in quanto manifestazioni diverse di un unico modello, e una particolare, tipica di ogni singola lingua. Oggi grammatica è una perché l'utente delle lingue è un essere umano, limitato nelle sue capacità di elaborare informazioni, così da imporre a tutte le lingue una determinata forma: una lingua dovrà allora necessariamente presentare una forma tra alcune possibili, le lingue possono essere diverse tra loro, ma possono variare. solo entro limiti de- terminati, imposti dalle proprietà dell'utente. Oggi non tutti sono d'accordo sul fatto che la grammatica delle lingue sia solamente una; malgrado ciò, la linguistica deve dare per scontato che le lingue abbiano qualcosa in comune da vari punti di vista, incluso quello grammaticale e infatti proprio su questa base comune che essa può fondare le proprie analisi. UN SISTEMA DI OPZIONI OBBLIGATORIE Un sistema di opzioni obbligatorie.
denominiamo grammatica l'insieme delle opzioni obbligatorie tra cui occorre scegliere una volta compiuta una scelta lessicale libera si basa sull'opposizione tra grammatica e lessico, che sono i due canali entro cui si distribuisce il significato. Ciò permette, sempre intuitivamente, di cogliere un altro carattere importante delle opzioni grammaticali. a.sono di carattere oppositivo b. sono in numero limitato: per ogni opzione, non possiamo avere infinite altera-tive, ma solo gruppi di alternative che oscillano tra due GRAMMATICA E LESSICO DUE CANALI PER CODIFICARE IL SIGNIFICATO Grammatica e lessico Tra le caratteristiche, di questi ultimi sta il fatto che costituiscono un insieme chiuso di elementi che formano opposizioni semplici. contenuto espresso da una lingua per codificarsi è ripartito in due diversi canali, la grammatica e il lessico. Pertanto, la grammatica consiste nell'analisi delle opzioni obbligatorie che le lingue impongono all'interno del canale grammaticale; le opzioni non obbligatorie si riferiscono invece al lessico. Grammaticalizzazione : In diacronia, il significato può ridistribuirsi tra i canali della grammatica e del lessico attraverso due processi: la grammaticalizza-zione e la lessicalizzazione. Nel caso della lessicalizzazione, un contenuto originariamente grammaticale trova espressione in una voce lessicale apposita. Tale è il caso, per esempio, della trasposizione del suffisso -ismo in parola: gli ismi del No-vecento. All'inverso, quando un'entità lessicale si grammaticalizza, il suo significante diventa un morfo grammaticale. Analogico e digitale: A ogni modo, esiste umere: la gramma la forma les. sicale e quella grammaticale che il contenuto può assumere: la grammatica esprime il contenuto digitalmente, il lessico in modo analogico (cfr. § 2.8). Se prendiamo i mezzi di cui una lingua si serve per esprimere il tempo, non amenremo una forma apposita per indicare che un certo evento ha avuto luogo esattamente un mese fa; al suo posto avremo numerose risorse per indicare che quell'evento è accaduto nel pas-sato, con, al più, la possibilià di specificare se era vicino ("prossimo") o lontano ("remoto") rispetto al momento in cui è emesso l'enunciato. Anche nei sistemi grammaticali più ricchi esistono delle zone vuote tra una localizzazione temporale e l'altra. Degrammaticalizzazione Può accadere che determinate risorse grammaticali perdano la propria funzione, cessando di portare informazione grammaticale. AREE DI GRAMMATICALIZZAZIONE le nozioni a cui la grammatica si applica non siano infinite ma in numero limitato e che diverse di esse siano grammaticalizzate in tutte le lingue (ovvero costituiscano universali linguistici). Le nozioni grammaticali di maggior diffusione includono le seguenti: persona, numero, tempo, modo, aspetto, genere, ca-so, definito/indefinito, evidenzialità. Alcune di queste nozioni si presentano associate tra loro anche attraverso amalgami morfologici: tempo, aspetto e modo. Non tutte le lingue, però, codificano tutte queste aree. In particolare, la libertà delle lingue riguardo alle nozioni grammaticali si presenta sotto tre distinte forme.