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sintesi e riassunti del libro fino al capitolo 8
Tipologia: Sintesi del corso
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+lo sforzo è reso più complesso dal fatto che l’oggetto della linguistica è in continua modulazione e si costruisce via via che la ricerca procede (“ è il punto di vista che crea l’oggetto”, Saussure) | per trattare il proprio oggetto, talvolta, si devono anche costruire nuove categorie - continue variabili. — il linguaggio non è mai lineare, ma è eternamente soggetto a fenomeni di disturbo legati al parlante ( es tensione emotiva), infatti prima di analizzare i fenomeni linguistici, questi devono essere semplificati e normalizzati. = finzione La lingua sia come oggetto di studio che strumento per studiarlo. — per linguaggio s’intende la facoltà di associare due diversi ordini entità, i contenuti mentali (= interni), e le realtà sensoriali che rendono i contenuti mentali comunicabili. - in linguistica si distinguono fondamentalmente significato /contenuto e significante /espressione = il linguaggio è facoltà di associare il significato al significante, allo scopo di comunicarlo. Per costruire una nozione intuitiva di linguaggio, il significante può essere di qualunque tipo (segni grafici, suoni, movimenti, odori, percezioni tattili), l’unica condizione è che sia costituito da materiale sensoriale, è percepibile dai sensi. — le forme che il linguaggio assume sono numerose. ! Il linguaggio non è una proprietà esclusiva dell’uomo: anche agli animali va riconosciuta la facoltà di linguaggio, poiché hanno mezzi per associare significante e significato - l’uomo concretizza la propria facoltà di linguaggio in più di un modo oltre che ai suoni linguistici = le lingue verbali. — la capacità comunicativa si è rivelata un tratto comune a tutto il mondo animale. La danza delle api — l’ape da miele ha un sistema che le permette di comunicare la posizione dei giacimenti di cibo, è una danza (una configurazione di movimenti del corpo) percepiti dalle antenne delle compagne attraverso un contatto diretto. La danza delle api si manifesta in due forme -Una danza circolare sull’arnia, indica che il giacimento si trova entro poche decine di metri di distanza (entro 10m e 50m) , ciò significa «volate fuori e cercate nelle vicinanze» -La danza dell'addome, l'ape percorre l'asse centrale di due anelli = danza a forma di 8, dimenando l'addome. Questa danza indica la distanza, che è inversamente proporzionale al numero di giri a otto che l'ape fa. + La distanza è indicata dalla parte centrale, in base alla velocità dell'ape in questo tratto. +se l'asse dell'otto è verso l'alto, la fonte di cibo si trova nella stessa direzione del sole/ se si trova verso il basso, in direzione opposta al sole. La variazione dell'angolo dell'asse dell'otto è una variazione continua. — segni guida delle formiche i loro mezzi di comunicazione sono più elementari e veicolano limitate informazioni, utilizzando il canale chimico. Un ristretto numero di formiche esploratrici ha l'incarico di trovare il giacimento affidando alle formiche operaie il compito di trasportarlo. Le esploratrici comunicano la scoperta correndo e scuotendo le antenne, poi comunicano la direzione da seguire. La pista da seguire ben visibile spiega la colonna di formiche in marcia + feromoni che indicano direzione specifica. Queste piste odorose sono diverse da una specie all'altra ("dialetti"). — gli animali hanno quindi modo di comunicare attraverso significanti talvolta inaccessibili all’uomo La proprietà fondamentale del linguaggio è congenita (o innatazlaa al) = nasce con l’organismo stesso ed è registrata nel patrimonio genetico dell’individuo. — il bambino dispone molto presto di mezzi per esprimersi nell’ ambiente in cui si trova. Allo stesso modo le specie animali dispongono dei sistemi di comunicazione appropriati alle loro necessità.
— oltre che sinonimiche le lingue verbali sono anche vaghe / ambigue, perché molti loro elementi hanno significati che non sono identificabili in modo univoco = espressioni uguali possono avere contenuto differente (La sinonimia e l’arbitrarietà dei codici verbali può essere sintetizzata affermando che si tratta di codici vaghi ) Dal punto di vista del significato possiamo distinguere linguaggi Semanticamente finiti, come la danza delle api, ovvero capaci di esprimere una porzione limitata di significati Semanticamente illimitati, le lingue verbali sembrano rispondere più che altro a questo requisito – le lingue verbali permettono di parafrasare messaggi formulati in quasi qualsiasi altro codice ( la parafrasibilità non è però infinita) +proprietà metalinguistica delle lingue verbali= le lingue verbali possono parlare di loro stesse (la capacità di una lingua di riflettersi su se stessa, adottando se stessa come contenuto) Distinzione per modo di codifica e trasmissione dell’informazione Codici analogici , esprime una variazione continua che mantiene un’iconicità (es una penna sarebbe una pena piuttosto intensa) Codici digitali, esprime una variazione “a salti” , le lingue verbali sono qundi codici digitali detti discreti ( seppur penna e pena dal pdv dell’espressione differiscono di una piccola variazione, dal pdv del contenuto sono totalmente diverse) — il carattere discreto di un codice è legato alla loro arbitrarietà. // alcune lingue mantengono ancora tracce di analogicità es in turco la ripetizione di un elemento rafforza l’intensità del significato. Dal pdv strettamente fisico il significante delle lingue verbali è fonico-acustico ( è composto da tutta la gamma di suoni che l’apparato fonatorio umano è in grado di produrre e che l’apparato uditivo è in grado di percepire). Questo materiale fonico è amorfo nella sua fisicità, e costituisce la sostanza dell’espressione delle lingue verbali. Le lingue tuttavia non utilizzano questo materiale amorfo così com’è, le porzioni di sostanza fonica(=i suoni fisici come tali), assumono delle forme a seconda della lingua verbale — es l’italiano distingue nettamente i due suoni [a] [ɛ] in due forme distinte, cosa che non avviene nella lingua araba. Quindi, nel significante del codice si distinguono due aspetti una forma e una sostanza La sostanza delle lingue verbali sono i suoni = onde sonore; la forma sono le distinzioni di “lettere” nelle singole lingue. La stessa distinzione vale anche sul piano del significato, la sostanza del contenuto è costituita dalla totalità dei significati pensabili (la sostanza del bianco comprende qualsiasi tipo di bianco), la forma del contenuto è il modo in cui questa sostanza viene formata/fissata — in latino esisteva una distinzione di parole tra bianco e nero, a seconda della versione lucida e di quella opaca dello stesso colore Sostanza : bianco — forma : albus/ candidus LE LINGUE VERBALI Le specie animali si servono di più codici, ciascun codice ha una specializzazione funzionale, in quanto serve per esprimere porzioni specifiche di contenuto. Anche l’uomo ha una pluralità di codici che nel suo comportamento comunicativo si presentano spesso combinati tra loro. / espressione del volto, sguardo, gesti e movimenti, postura, aspetto esteriore, vocalizzazioni non verbali — codici autonomi, che per essere utilizzati non richiedono che il corpo. / Alcuni dei messaggi prodotti con i codici corporei hanno probabilmente valenza universale , poiché esprimono un significato stabile, mentre altri sono specifici di determinate culture. Tra tutti i codici umani, ce n’è uno del tutto particolare, in cui la facoltà del linguaggio è manifestata in modi peculiari. Si tratta delle lingue verbali.
Questi codici hanno come proprietà fondamentale il fatto di avere un significante primario fonico-acustico, ossia costituito da suoni prodotti dall'apparato fonatorio, che sono destinati a essere ricevuti da un organo di senso opposto, l’apparato uditivo. Le lingue verbali hanno diverse proprietà che le rendono uniche rispetto agli altri codici, alcune dovute in maniera cruciale all'eccezionale sviluppo che il cervello umano ha avuto. L'Arbitrarietà — le lingue sono arbitrarie perché non vi è alcun vincolo naturale e necessario tra significante e significato = non c’è alcuna necessaria somiglianza. / — esistono alcune eccezioni come onomatopee e parole che somigliano iconicamente al suono che evocano / +non solo sono arbitrari i rapporti tra ciascun significante e il suo significato, ma quelli tra un significante e gli altri significati e quelli tra un significato e gli altri significati (- teoria di Saussure) — rapporto tra i significanti, es. in italiano [ˈpino] e [ˈpiːno] = i breve vs i lunga ː. In italiano questa distinzione non è pertinente. Mentre in tedesco questo fenomeno con le parole ad esempio [ˈmita] e [ˈmiːta] non designano lo stesso significato. Visto che ciò cambia a seconda delle lingue la distinzione tra i breve e iː lunga è arbitraria (se fosse necessaria tutte le lingue la rispetterebbero, il che non accade) = il rapporto tra i due significanti è arbitrario. — rapporto tra significati. Es l’italiano riconosce una distinzione tra “foglio” e “foglia” che invece lo spagnolo non riconosce infatti queste due parole, con significati chiaramente distinti, sono resi con lo stesso significante “hoja”. Il principale svantaggio è che ogni volta che in una lingua entra una nuova parola il collegamento tra il significato e il relativo significante deve essere imparato ex novo. Ma il vantaggio di tale sistema consiste nel fatto che l’arbitrarietà accresce la flessibilità del codice. +arbitrarietà nella classificazione di significati, ogni lingua raggruppa significati associandoli a specifiche sequenze di suoni. Le classificazioni sottostanti le lingue sono presumibilmente dovute a credenze primitive. +nei codici verbali restano tuttavia tracce di iconicità. Saussure osserva che nel vocabolario delle lingue esistono due tipi di parole, quelle totalmente immotivate e quelle parzialmente immotivate, la cui struttura interna ne riflette parzialmente il significato ( es. tedesco del Handschuh = il guanto — mano-scarpa ) Pertanto nelle lingue non si ha un’ arbitrarietà totale, ma diversi gradi di arbitrarietà. — sul piano fonologico, per esempio, tutte le lingue devono rispettare determinati requisiti formali per poter funzionare, i suoni di una lingua non possono essere limitati per quantità, oppure le parole non possono essere più lunghe di quanto l’utente possa controllare, non ci sono lingue costituite da soli monosillabi, inoltre tutte le lingue hanno singolari corrispondenze tra aspetti paralinguistici e significati (per esempio il volume della voce e della velocità del parlato). Quanto ai singoli suoni, da tempo si osserva che in lingue diverse determinati valori fonici sogliono indicare stabilimente le sue entità // spesso i poeti si sono serviti di queste forme di fonosimbolismo per le proprie creazioni ( Voyelles Rimbaud ). +anche in sintassi si trovano fatti interpretabili solo in termini di iconicità. Il più tipico è dato dalla sequenza, quando l’ordine degli elementi sintattici riproduce quello degli eventi della realtà. Doppia articolazione — le lingue verbali sono doppiamente articolate, cioè la loro organizzazione è articolata su due livelli diversi. = un sistema ristretto di elementi fonici privi
Forzature — le lingue verbali permettono di operare forzature, ovvero spostamenti di elementi di una categoria a un’altra, questo fenomeno conferisce loro una straordinaria flessibilità di uso ( es un aggettivo può essere usato come nome o un verbo come sostantivo). A livello di significato in tutte le lingue è possibile forzare la designazione delle parole in modo da far acquistare loro ulteriori significati, ancora una volta la selezione è determinata dall’ambiente sintagmatico. Variabilità — le lingue verbali non sono immutabili, ma variano a seconda di diverse dimensioni, anzitutto nel tempo e nello spazio. Esse si alternano in base alla situazione comunicativa in cui sono usate e a seconda del mezzo che si adopera. Il termine diacronia indica il fatto che le lingue cambiano nel tempo. Al suo opposto = sincronia, designate un singolo stato dell’evoluzione di una lingua, nel quale essa è immaginata come ferma. Le manifestazioni del mutamento diacronico sono vastissime, nel corso di una processo di cambiamento una lingua può modificarsi al l’unto di non essere più riconoscibile e diventare un’altra. Le lingue variano anche nello spazio , tale fenomeno è detto diatopìa esistono infatti numerosissime lingue diverse e molte di esse hanno una varietà di dialetti. Riducibilità a famiglie e a tipi — malgrado le variazioni a cui sono soggette le lingue possono essere ricondotte con relativa facilità a classi = famiglie e tipi Una famiglia linguistica è formata da lingue che derivano geneticamente da una stessa lingua madre e che quindi presentano tratti in comune con la lingua madre stessa e tratti in comune tra loro - es. lingue romanze/neolatine La possibilità di riconoscere famiglie linguistiche ci dice che, malgrado tutti i mutamenti, esistono nelle lingue somiglianze di famiglia che non possono essere cancellate - la variabilità delle lingue ha limiti precisi, il mutamento diacronico può portare una lingua alla scomparsa, ma difficilmente può trasferirla ad un'altra famiglia. I tipi linguistici sono classi di lingue che pur non essendo imparentate geneticamente presentano affinità strutturali I suoni delle lingue, i foni e la FONETICA Le lingue naturali hanno un’espressione fonico-acustica (prodotta da un apparato fonatorio e ricevuta da un apparato uditivo) - questo fatto è il risultato di una complessa storia evolutiva, infatti in origine parte dell’apparato fonatorio umano serviva solo alla respirazione, parte all’ingestione e alla masticazione del cibo, oltreché alla distinzione dei sapori e parte alla respirazione e alla percezione degli odori. La capacità di produrre suoni linguistici ( = la fonazione ), si è installata solo come funzione parassita/secondaria su un insieme di organi designato per tutt’altro scopo — il meccanismo della respirazione si è modificato per permettere alla fondazione di ever luogo nello stesso momento. Il fatti che l’uomo abbia sviluppato un apparato fonatorio che prima non esisteva, significa che ne sentiva il bisogno e la necessità, ed ha scelto una comunicazione fonatoria per che questa rispetto ad altri tipi di significante accessibili all’uomo presenta numerosi vantaggi: a. La fonazione può essere esercitata simultaneamente ad altri comportamenti; b. Può essere eseguita e ricevuta in condizioni ambientali difficili, es riusiamo a parlare e essere ascoltati nel buio e nella nebbia = la voce è quindi facilmente trasmissibile;
c. Il messaggio fonico può essere percepito da più riceventi nello stesso momento; d. Ampia modulabilità, produciamo e percepiamo un numero elevato di suoni distinguibilmente diversi; e. La fonazione può essere prodotta in modo continuo ed è rapida; f.La fonazione è portatile, non ha bisogno di nessun strumento esterno. L’interno può essere distinto in tre parti (a) polmone e trachea (b) la laringe (c) le vie aeree superiori — i polmoni costituiscono un’evoluzione delle vesciche natatorie del pesce — la laringe era una valvola con la funzione di aprire e chiudere il contatto dei polmoni con l’esterno , quindi destinata a proteggere questi organi L’uomo non è l’unico animale a poter produrre vocalizzazioni = anche i primati sono dotati di laringe e sono quindi in grado di produrre suoni, anche se è improbabile che questi costituiscano un suono articolato. Tuttavia rispetto ai primati, nel corso della propria evoluzione l’uomo ha subito un maggior numero di cambiamenti finché non divenne praticabile la fonazione : (a) la laringe era discesa verso il basso — il neonato umano ha una laringe alta, come nella scimmia, che scende durante i primi mesi di crescita. (b) modificazione di meccanismi respiratori (c) maggior volume dell’encefalo (per controllare i movimenti meccanici per produrre il suono e per elaborare i significati) Quest’insieme di fenomeni ha avuto importanti conseguenze. Dal pdv anatomico l’insediarsi della fonazione in un apparato destinato ad altro scopo, ha ridotto la capacità respiratoria - es la sezione della laringe si è ridotta fino ad essere la metà della trachea, non è più una sicurezza per trachea e polmoni. +la selezione dei suoni adoperabili a fini linguistici, preferenza per suoni di maggiore efficienza acustica, e si tende a evitare quelli poco stabili e meno distinguibili (es i suoni nasali, che generalmente vengono fraintesi) L’apparato fonatorio può essere rappresentato come una pompa = i polmoni , che fa passare l’aria per un tubo = trachea , che attraversa una valvola = laringe , costituita da due pieghe di tessuto muscolare che possono aprirsi e chiudersi = le corde vocali. Espandendosi e contraendosi i polmoni immettono e espellono aria, durante l’espulsione le corde vocali possono essere chiuse o aperte. Se sono parte si ha una respirazione silenziosa, se sono chiuse il deflusso di aria proveniente dai polmoni è impedito : l’aria esercita allora una pressione sulle corde vocali spingendole ad aprirsi per un brevissimo
b. Anteriorità ≈ posteriorità, si riferisce al punto del palato verso il quale il vertice della lingua si protende. c. Arrotondamento ≈ non arrotondamento, si riferisce alla conformazione della labbra che possono essere distese/piatte o arrotondate è leggermente sporgenti. d. + distinguiamo tra suoni nasali, in cui le articolazioni sono prodotte dal passaggio dell’aria attraverso il naso, e le articolazioni non-nasali cioè orali. Le consonanti — sono prodotte da un flusso di aria che fuoriesce da un tratto fonatorio completamente chiuso oppure ristretto. In genere si classificano per (a) modo di articolazione (b) punto di articolazione (c)comportamento delle corde vocali durante la loro produzione. (a) il modo di articolazione si riferisce al tipo di chiusura che viene opposti al passaggio dell’aria:
|L’alfabeto fonetico - è un sistema di trascrizione artificiale di tipo alfabetico composto da lettere e segni di dettaglio (detti diacritici) che indicano i particolari della pronuncia, poiché come è noto la pronuncia delle lingue non è rispecchiata in modo coerente nella grafia. Gli alfabeti fonetici sono fatti in modo tale che a ciascun segno corrisponda un’articolazione fonica precisa. — il più adoperati è l’Alfabeto Fonetico Internazionale (IPA). Per quanto dettagliato nessun alfabeto fonetico è in grado di riprodurre la concreta realtà fonica delle lingue – tratti come il “tono della voce” non possono essere trascritti. La Fonologia — la fonetica si occupa dei foni considerandone esclusivamente gli aspetti fonetici senza domandarsi sulla loro funzione. Ma dal pdv semiotico è necessario distinguere l’aspetto fisico dei fenomeni dalla loro funzione. Prendiamo due diversi pronunce della parola alto [ˈalto] e [ˈalt h o] = con la pronuncia Toscana. Esse si distinguono per il solo suono della t, la prima è una t apicodentale mente la seconda prevede una leggera aspirazione, dunque le due pronuncie sono fisicamente diverse ma il significato che designano è medesimo — questi due suoni sono quindi interscambiabili in ogni contesto = li possiamo commutare senza problemi in qualsiasi occasione. Analogamente nella pronuncia del suono a ad esempio nella parola pare [ˈpare] [ˈpaːre] [ˈpære] [ˈpæːre] — questi quattro foni a aː æ æː sono commutabili, come anche i suoni [r] e [R]. L’ambito della linguistica che si occupa della funzione distintiva dei foni è la fonologia che mediante la prova di commutazione procede all’identificazione di unità minime chiamate fonemi — i foni [a] [aː] [æ] [æː] possono essere liberamente commutati tra loro, essi perciò appartengono alla stessa classe, quella del fonema /a/ Per fonema si intende una classe di foni commutabili tra loro, ovvero che possono scambiarsi l’un l’altro senza che il significato cambi. I foni compresi in un fonema sono detti varianti o allofoni di quel fonema. Normalmente tra gli allofoni di uno stesso fonema c’è n’è/ alcuni più frequenti e altri più rari. — Foni che in una lingua A sono allofoni di uno stesso fonema possono anche rappresentare due distinti fonemi in un’altra lingua B. Gli allofoni possono essere differenziati in due categorie quelli a variazione libera : uno scambio sempre possibile; oppure a variazione combinatoria : in cui l’occorrenza di un determinato allofono è resa necessaria dal contesto fonico. I fonemi di una lingua non possono disporsi in qualunque sequenza. Ogni lingua è caratterizzata da sequenze di fonemi privilegiate | — in tedesco ad esempio, il fonema /ʃ/ può essere seguito sia da consonanti Stein [ˈʃtaIn], sia da vocali schön [ˈʃøn], mentre in italiano sa che nella sua lingua è accettabile solo con le vocali come in scena [ˈʃɛna]. — in sintesi le lingue differiscono per le prerogative e preposizioni (o restrizioni fonicotattiche) dei diversi fonemi, e permettono di riconoscere una lingua dall’altra. Le restrizioni fonicotattiche di ciascuna lingua possono essere schematizzate sinteticamente mediante formule e schemi In italiano la struttura fonologica della parte iniziale della parola è schematizzata nella formula : Anche la frequenza con cui le sequenze ricorrono nelle diverse posizioni riveste un certo interesse. Grazie a questo fenomeno ogni parlante è in grado di distinguere senza difficoltà, pur ignorandone il significato, quali parole appartengono ( o potrebbero appartenere) alla sua lingua è quali no. Questa conoscenza si basa su ragioni prettamente fonologiche - l’utente
Assimilazione – è il processo per cui un fono assume uno o più tratti di un altro fono contiguo, cosicché i due diventano parzialmente o totalmente simili tra loro, essa è dovuta all’inerzia degli organi articolatori, che evitano di cambiare configurazione nella transizione da un suono all’altro. L’assimilazione è progressiva quando il suono prende tratti da quello che lo segue e regressiva quando li prende da quello che lo precede (il suono colpito da assimilazione può anche essere influenzato da entrambi i suoi vicini = assimilazione bidirezionale) + l'assimilazione può essere totale quando i due suoni diventano identici factum (lat.) — fatto (ita.) /kt/ — /t ː / — oppure parziale. ( un’assimilazione molto diffusa è quella per cui la vocale che precede una consonante nasale assume il tratto [+nasale] ) In alcuni casi, l’assimilazione ricorre tra entità non immediatamente adiacenti ma distanti, si parla allora di armonia — armonia vocalica nel turco, fa si che l’ultima vocale della parola imponga determinati tratti alle vocali dei suffissi che si saldano a quella parola. Cancellazione — fenomeno per cui un suono in determinati contesti viene soppresso. Essa ha luogo a seguito di combinazioni di elementi morfologici, per esempio quando un suffisso si salda alla sua radice (es. donna+etta = donnetta) |— un caso particolare di cancellazione avviene nel contatto tra un nome e alcuni specificatori (articolo e sostantivo) come in italiano e in francese, cosa che lo spagnolo non permette. (+ anche troncamento) Inserzione — è il processo che inserisce un segmento aggiuntivo in corrispondenza di determinati confini, nei quali si accostano unità che non possono saldarsi direttamente | – in spagnolo è esclusa in modo sistematico la sequenza [s]+ Consonante a inizio sillaba , il problema viene risolto con L’inserzione di una [e] prima della [s]. Riduzione — quando taluni suoni si indeboliscono fino a sparire Molto frequente in portoghese casa [ˈkaza] – casinha [kə ˈ ziɲə] — questi fenomeni ricorrono in maniera non casuale, ma seguendo, in genere, una scala di sonorità, lungo la quale si collocano le forme che un suono in via di riduzione ha maggiore probabilità di assumere. Rafforzamento — è l’inverso della riduzione, consiste nella risalita di un suono dal basso verso l’alto lungo la scala di sonorità. un caso di rafforzamento tipico è la dittongazione , che produce un dittongo a partire da una vocale lat. bonu — ita. buono i fenomeni fonologici non operano in tutte le posizioni ma solo in alcune. Le posizioni più “delicate” sono tipicamente quella intervocalica, quella tonica (dove cioè cade l’accento), quella atona,e quella al confine del morfo di parola. — il parlante percepisce talune posizioni meglio di altre, e è capace di analizzare la catena parlata identificando più o meno correttamente i confini che contiene. — Perciò per descrivere un processo fonologico non basta dire di quale si tratta, ma occorre anche fornire specificazioni ulteriori, e in particolare indicare : in quale contesto esso opera e che effetti ha una regola fonologica ha solitamente questo aspetto A → B / ________ “ il segmento A diventa B nel contesto indicato da _______ “ il contesto in questione indica la posizione e l'ambiente sintagmatico entro il quale l cambiamento ha luogo A → B / X______ “ha luogo a destra del segmento X” A → B / ______Y “ ha luogo a sinistra del segmento Y” A → B / X ____Y “ ha luogo nella posizione intermedia tra X e Y”
+è necessario tener conto dei confini di parola e morfo, perché svariati processi sono sensibili alla prossimità di un di essi, confine di parola si segna con “ # “ es. BLOCCO DELLA LIAISON [p,t,z] → ø _______#C cioè le ostruenti [p,t,z] in fine parola si cancellano quando la parola seguente inizia con consonante — non avviene liaison. FENOMENI SOPRASEGMENTALI — l’analisi non si ferma a un piano lineare ( ossia a fonemi disposti in sequenza uno dopo altro) sennò le due parole càpito e capìto sembrerebbero la stessa, non si evidenza la differenza sostanziale. un’analisi esclusivamente segmentale non è sufficiente per identificare tutti gli aspetti rilevanti della catena parlata – in fonologia esistono fenomeni che non sono lineari, ma sono simultanei ad altri, tali fenomeni sono chiamati soprasegmentali perché possono essere rappresentati come "sovrapposti" ai segmenti propriamente detti. Accento — è l’effetto di maggiore prominenza uditiva, ed è dovuto a fattori concomitanti : una sillaba accentata è prodotta normalmente con maggiore intensità di suono, è leggermente più lunga di una atona e spesso è anche più acuta + l’accento ha la particolarità di potersi poggiare soltanto su segmenti vocalici o sonanti. l’accento serve da elemento distintivo delle parole. alcune lingue hanno l’accento in posizione fissa, in questi casi l’accento può operare anche da segnale demarcativo, in quanto indica il confine di parola. Altre lingue hanno un accento mobile , anche se i suoi spostamenti sono sempre regolati da regole rigide. Il campo di applicazione dell’accento è formato essenzialmente dalle singole parole (accento di parola) anche se esistono parole prive di accento o atone ( i cosiddetti clitici che si appoggiano foneticamente alla parola precedente o seguente es. lo vedi [lo’vedi]. Parole lunghe o combinazioni di parole possono comportare anche un accento secondario, una parola come esautoramento ha un accento deciso/primario sulla a e uno secondario sulla e [eˌzutora’mɛnto]. Fenomeni di giuntura — sono modificazioni fonetiche che si producono quando le parole sono collegate in un contesto, in questi casi, i limiti dei diversi segmenti fonici possono subire cambiamenti, e così anche gli accenti – la pronuncia è sensibile alle relazioni sintagmatiche tra parole. es “ quel ramo del lago di como” queste parole sono morfologicamente sei, ma fonologicamente tre [kuɛ’rramo del’lago di’komo] Le sequenze di sillabe che si aggregano a un’unica sillaba tonica sono chiamate parole fonologiche, in queste parole, si cancella o indebolisce l’accento delle parole diverse dall’ultima. àbito da sèra → [abitoda’sɛra] arc en ciel → [arkan’sjɛl] Tono — il tono è prodotto da un aumento di acutezza sonora in corrispondenza di vocali e sonanti. Tale aumento è a sua volta il risultato di un aumento della frequenza di vibrazione dell’aria emessa dall’apparato fonatorio. il tono è detto unito quando non cambia su tutto il segmento in questione. è ascendente quando passa dal livello basso a quello alto, discendente quando fa il movimento inverso. ascendente-discendente quando prima sale e poi scende, discendente-ascendente quando avviene l’inverso. in alcune lingue i toni servono a differenziare significati, dunque hanno funzione distintiva: sono le cosiddette lingue a toni (cinese mandarino) FENOMENI PARALINGUISTICI — con questo termine si indica una serie di fenomeni che accompagnano qualsivoglia enunciato, ma che non sono completamente integrati ad esso
intonazione. Per via di questa metafora “orografica” l’intonazione è spesso visualizzata con tracciati curvilinei che riproducono l’andamento del profilo, accanto alle variazioni di altezza vocale, nell’intonazione intervengono anche fenomeni di lunghezza. // —— l’importanza dell’’intonazione nelle lingue è evidente dal pdv biologico : il bambino riesce a produrre semplici curve intonazionali sin dai primissimi giorni. Sotto il profilo funzionale, l’intonazione è un’essenziale risorsa di modulazione dell’ enunciato, che serve a segnalare quale tipo di enunciato stiamo parlando, quale valore pragmatico l’emittente gli attribuisce e mette in rilievo le porzioni dell’ enunciato a cui diamo maggiore prominenza. In generale parlando di intonazione si distinguono due aspetti essenziali (1) l’altezza tonale delle sillabe e (2) il profilo intonazionale dell’intero enunciato. (1)Durante l’enunciazione le sillabe ricevono una diversa altezza tonale, vengono prodotte con voce più o meno acuta. //secondo le lingue, varia il numero di livelli di tono riconosciuti// (2)Ciascun enunciato ha un soprasegmentale di intonazione che lo ricopre per intero e contribuisce in maniera cruciale a caratterizzarlo dal pdv sintattico, semantico e pragmatico. Questo soprasegmentale può essere rappresentato con una curva, sicché ogni tipo di enunciato sarà caratterizzato da una specifica curva intonazionale. MORFOLOGIA— “teoria della forma” della parola, si occupa della struttura interna delle parole e della varietà di forme che esse assumono. Le modificazioni formali delle parole possono essere di due tipi (per comodità) (1) la proprietà di dar luogo a nuove parole rispetto a quelle base ( fare → contraffare), che possono anche appartenere a categorie diverse da quella della parola-base. (2) oppure modificazioni che danno luogo a nuove forme della stessa parola ( fare → faccio). I processi di modificazione morfologica sono distinti in (1) derivazione (2) flessione (3) composizione – che si occupa dei processi attraverso cui due o più parole si saldano tra loro per dar luogo a una terza parola. MORFEMI — la morfologia analizza le parole per identificare gli elementi che le compongono e la struttura che esse formano. Scomponendo le parole si ottengono le unità minime della morfologia = i morfemi. — il morfema è definito come l’unità linguistica minima dotata di significato. consideriamo le seguenti parole : cortese, scortese, cortesemente, scortesemente. osservando queste parole riscontriamo che esse presentano delle parti in comune, cioè porzioni che si ripetono : gli elementi ottenuti hanno un significato più o meno definibile (s - “negazione”). è possibile asserire che le unità che vengono fuori ( s - , cortese, - mente) sono morfemi, ovvero unità minime munite nello stesso tempo di significante e significato*. Tale procedimento che permette di identificare i morfemi è indicato con il termine segmentazione, perché consiste nello scomporre in segmenti successivi la catena sintagmatica. Questa analisi evidenzia che, (a) i morfemi di una lingua cominciano a ricorrere, in effetti le lingue preferiscono riusare materiali già disponibili piuttosto che crearne di nuovi, e (b) che i morfemi tendono ad essere fonologicamente stabili, ciò non toglie alcune eccezioni e variazioni.
la segmentazione si serve in fin dei conti, di una semplice procedura di comparazione a coppie, prendiamo le due parole battere e imbattibile, risulta che i morfemi che le compongono soiano batt-, im-,-ibile, -ere; aggiungendo, però, anche solo una parola, la lista dei morfemi può modificarsi : inseriamo imbattibili, i morfemi risulteranno batt-, im- -ibil-, -i, - e. continuando ad aggiungere parole, la lista dei morfemi crescerà ancora, eventualmente portando ad alcune rianalisi.
b. dati due elementi, un altro elemento può interporsi tra di essi, ma non inserirsi = non-interrompibilità c. dati più elementi il loro ordine può essere modificato nella catena sintagmatica = mobilità d. gli elementi possono occorrere anche da soli, cioè costruire di per sé un enunciato = isolabilità è “parola” un elemento che risponda a tutti questi requisiti. e. in taluni casi (quando si tratta di parole complesse), pur non applicandosi i criteri precedenti, vale una condizione di non-sostituibilità del tutto con la parte, per cui entità composte da più di una “parola” identificata in base (a)-(d) non possono essere sostituite da una sola delle parole componenti – la locuzione mettere in moto è composta da tre parole identificate in base ai criteri (a)-(d) non può essere sostituita da una sola di esse, ma solo dalle (forme diverse delle) tre parole stesse. Dal punto di vista della combinabilità, i morfi vengono distinti in liberi e legati: un morfo libero può comparire da solo e quindi costruire una parola; un morfo legato, invece, può occorrere solo in combinazione con almeno un altro morfo, sia esso libero o legato. || in italiano ieri, sopra o no sono morfi liberi, essi possono infatti occorrere senza doversi combinare e costituiscono perciò una diversa parola ciascuno. Il morfo italiano -ini o l’inglese -s sono invece morfi legati, perché possono occorrere in combinazione con altri morfi: uom + ini , dog + s. In base alla loro natura, i morfi sono anche suddivisi in radici e affissi: le radici sono morfi lessicali, gli affissi sono morfi grammaticali. — In alcune lingue, in particolare tra i verbi, nel morfo lessicale si ravvisano due morfi minori: la radice propriamente detta e la vocale tematica. L’insieme di radice e vocale tematica è denominato tema – come per l’infinito del verbi italiani amare : am - a - re ( radice - vocale tematica - suffisso dell’infinito) — gli affissi possono comparire in posizioni diverse rispetto alla radice : quelli che sono a sinistra di essa prefissi, quelli che la interrompono inserendosi in essa infissi, e quelli a destra della radice suffissi. Le lingue usano le tecniche di affissazione in varie maniere e misure: alcune usano sia prefissi sia infissi e suffissi ( l’italiano si avvale di tutti i tipi di affissi, anche se prefissi e suffissi sono più frequenti). Una parte dell’indagine morfologica consiste nell’identificare i confini tra le unità. Essa si serve di due tipi di confini: quelli tra morfi ( indicati da “+”) e quelli tra parole (indicati da “#” )
a. intensificazione b. distribuzione c. piccola dimensione d. enfasi e. azione ripetuta … è interessante notare che il raddoppiamento è usato nelle lingue dei segni. Nella LIS per esempio esso serve per esprimere il plurale, intensificazione quantitativa o anche temporale. processi di alternanza, vocalica o consonantica, comportano regolate modificazioni di una parte del materiale vocalico o consonantico della base. L’inglese come il tedesco offrono una varietà di esempi di questo fenomeno nei suoi verbi forti – ingl. sing,sang,sung, si distinguono proprio perché nell’ambiente consonantico s___ng si inserisce una vocale ogni volta diversa. anche l’italiano ha alcuni esempi di questo genere buono ma bontà. processi di modulazione, consiste nella modificazione di elementi soprasegmentali (per esempio l’accento e il tono) su una stessa base segmentale. Tra gli esempi troviamo lo spostamento di accento tra capìto, càpito e capitò. processi di sandhi, “fusione, connessione”, è un processo di assimilazione che opera in corrispondenza di confini di morfo o di parola modificando i segmenti fonologici ai due lati del confine. Il sandhi che ha luogo all’interno di una stessa parola è detto interno, mentre quello esterno si crea al confine tra due parole. è un sandhi il fenomeno per il quale k→ ʧ/___ + i# (vale solo se tra /k/ e /i/ c’è un confine di morfo e se la /i/ è finale di parola.) abbiamo allora /aˈmik + o/ → /aˈmiʧ + i/. è un sandhi anche il fenomeno francese della liason. Numerosi sandhi hanno l’effetto di opacizzare il confine di morfo o perfino di distruggerlo. I disturbi che colpiscono i confini di morfo danno luogo ai fenomeni detti di rianalisi. Questo termine designa gli errori di segmentazione morfologica che gli utenti commettono proprio a causa della scarsa riconoscibilità dei confini e che portano ad assegnare a una parola una struttura diversa da quella corretta. → es. il suffisso inglese -dom era originariamente un nome, un morfo libero, che significava “stato” “dominio”, quindi originariamente freedom se segmentava in free + dom; oggi nessuno percepisce il confine, per rianalisi -dom è trattato come un morfo legato. processo di conversione, per il quale una parola appartenente a una data categoria viene convertita in altra categoria senza che nulla cambi nella sua struttura fonologica e morfologica. Alcune lingue sono particolarmente sensibili alla conversione, non è tra questi l’italiano che nonostante ciò conosce il processo: volere VERBO → (il) volere NOME Le lingue con tendenza isolante invece fanno ampio uso della conversione, come ad esempio l’nglese bank “banca” → to bank “compiere azioni bancarie) I fenomeni morfologici descritti finora possono essere rappresentati mediante regole. La forma generale è SUFFISSAZIONE [A]x → [[A]x+Suff]y una base A appartenente alla categoria lessicale x (per esempio nome) viene riscritta con una combinazione di sé stessa,un confine di morfo (“+”) e un suffisso; quest’operazione produce una parola che può appartenere a una