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Una panoramica storica dell'età medievale, dell'umanesimo e del rinascimento. Si descrivono le principali caratteristiche culturali e letterarie di ogni periodo, con particolare attenzione alla letteratura volgare italiana. Si analizzano inoltre le principali correnti di pensiero dell'umanesimo e del rinascimento, con la rivalutazione dell'uomo e della natura, il razionalismo e il mecenatismo.
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Si distingue in:
- Alto Medioevo: 476 d.C. - anno mille, caratterizzato da una crisi economica e culturale, feudalesimo e primato del latino come unica lingua scritta - Basso Medioevo: anno mille - XV secolo, ripresa economica e culturale, verso il superamento del feudalesimo e nascita delle “letterature romanze” (in volgare)
Dopo l’anno mille, ci sono tre tradizioni di riferimento: la letteratura dell’antichità latina classica, produzione letteraria della cristianità e le nuove letterature romanze. Poeti più importanti: Virgilio, Orazio e Ovidio. La tradizione della Cristianità si basava sulla Bibbia e Vangeli, opere della Scolastica e Padri della Chiesa. La letteratura volgare nasce prima in Germania e in Inghilterra, ma la Francia raggiunge il massimo della ra natezza nel XI e XII secolo. In Francia, prima si sviluppa il poema epico, poi le due forme della letteratura cortese: il romanzo d’avventura e la poesia lirica provenzale, in due lingue di erenti. Il romanzo cortese è inlingua d’oil, la poesia provenzale inlingua d’oc. Nella prima metà del Duecento si sviluppa in Italia una letteratura in volgare, collocata in un orizzonte laico. Il primo centro in cui di onde è la corte di Federico II, dove tra il 1230 e il 1250 si riuniscono intellettuali europei e Arabi. Nasce qui la cosiddetta “Scuola siciliana”. Nel “De vulgari eloquentia” Dante traccia una storia della poesia lirica che parte dai siciliani e, grazie ai siculo-toscani, culmina nello Stil novo. Per gli stilnovisti l’amore diventa l’adorazione di una donna-angelo. Cercano un volgare illustre. Il punto più alto di questa ricerca è raggiunto nella Vita Nova di Dante. Dante scrisse l’opera più celebre della letteratura italiana: la Commedia. La lingua letteratura creata da Dante è la base di tutta la lingua letteraria successiva.
L’Umanesimo è la cultura della civiltà rinascimentale. La parola umanesimo implica la coscienza di una di erenza trahumanae litterae edivinae litterae, cioè fra la scrittura dedicata al mondo umano-naturale e la scrittura consacrata a quello divino.
Le generazioni dell’età umanistica e rinascimentale marcano lontananza dal medioevo (secoli bui) e l’esigenza di ricollegarsi al mondo greco-latino. La nazione di Rinascimento si impone dopo il saggio dello studioso Burckhardt “La civiltà del rinascimento in Italia”. Nei confronti del passato, la cultura umanistica alla percezione di distacco e distanza. La culla dell’umanesimo e Rinascimento e l’Italia, soprattutto Firenze. L’umanesimo è un fenomeno sovranazionale: mira a costruire una comunità internazionale di dotti, che parlano latino. L’umanesimo e il Rinascimento vanno dalla fine del Trecento alla metà del ‘500, quando inizia la controriforma. Queste fasi, a loro volta sono divisibili in altre due fasi: