
NORME, ISTITUZIONI E DEVIANZA
Le norme sociali sono quelle regole che stabiliscono come devono comportarsi gli individui in
determinati contesti e sono suddivise in tre tipologie:
-stateways → le norme emanate dallo stato
-mores → le norme tramandate oralmente
-folkways → le usanze praticate all'interno di una comunità
Le norme a loro volta possono essere esplicite, cioè formulate espressamente, oppure implicite,
cioè non dette. Con il termine "istituzione" si indica l'insieme di norme che regolano un certo ambito
di vita e che istituiscono dei modelli di comportamento. Sono istituzioni ad esempio il matrimonio, la
famiglia, la scuola ecc.
All'interno di un'istituzione le persone occupano diverse posizioni e svolgono compiti differenti: in
termini sociologici viene detto “status” la posizione ricoperta da un individuo, e “ruolo” l'insieme delle
azioni che quest'ultimo esercita. Nella società ogni persona assume diversi status: alcuni vengono
detti ascritti, in quanto legati a condizioni naturali; altri vengono indicati come acquisiti, cioè
raggiungibili attraverso le proprie capacità. Lo status può anche essere correlativo, nel senso che si
definisce in rapporto a un'altra posizione sociale a esso complementare, ad esempio il legame che si
crea tra genitore/figlio, insegnante/alunno, medico/paziente.
I molteplici ruoli che interpretiamo nella nostra quotidianità spesso entrano in contrasto tra loro: in
questo caso si parla di conflitto inter-ruolo.
In ambito sociologico il termine “burocrazia” indica la struttura tipica delle organizzazioni che
prevedono un personale stipendiato, la divisione dei compiti e una serie di regole per la condotta.
Ogni comportamento che si allontana dalle norme socialmente stabilite è definito dai sociologi con il
termine “devianza”. Diversi psicologi e psichiatri si sono confrontati sul tema della devianza: il
criminologo Cesare Lombroso, per esempio, individuò una causa di tipo fisiologico, affermando che i
criminali fossero identificabili grazie a delle precise caratteristiche fisiche, in particolare alla forma del
cranio. Alcuni studiosi inoltre affermano che le comunità devianti sorgono generalmente nelle aree in
cui vi è un'alta disorganizzazione sociale.
Il sociologo Robert Merton afferma che all'interno di ogni società esiste un divario tra gli obiettivi che
vengono proposti e i mezzi disponibili per conseguirli. Il comportamento deviante, in questo caso,
consiste nel tentativo di raggiungere quell'obiettivo attraverso vie diverse da quelle della legalità.
La teoria di Merton si presta molto bene a spiegare la condotta deviante di alcuni soggetti
svantaggiati, che considerano il successo personale come un qualcosa di irrealizzabile per vie legali.
Tuttavia, i devianti non appartengono soltanto a queste categorie sociali: esistono infatti i cosiddetti
“reati dei colletti bianchi”, cioè attività devianti messe in atto da persone appartenenti a fasce
medio-alte della società che si servono del loro potere per fini illeciti.
La teoria dell'etichettamento, elaborata dalla scuola di Chicago, afferma che la devianza è il
risultato di come gli altri interpretano un certo comportamento: di conseguenza, gli individui che si
comportano in quel modo finiranno per interiorizzare questo giudizio e si etichetteranno come
devianti. Inoltre bisogna considerare che l'etichettamento dipende da variabili socio-ambientali, nel
senso che una persona appartenente a uno strato sociale più basso ha maggiori probabilità di essere
giudicata come delinquente, mentre un ragazzo di buona famiglia che ruba o compie atti vandalici ha
minori probabilità di scivolare verso una carriera deviante, poiché il suo gesto verrà interpretato come
una bravata.
Con l'espressione “controllo sociale” si intende il complesso degli strumenti che ogni società
adopera per indurre le persone a rispettare le regole e per allontanare ogni forma di trasgressione.
Le istituzioni totali eleistituzioni penitenziarie sono due delle principali forme di controllo della
devianza. Le prime carceri nacquero negli Stati Uniti grazie all'iniziativa dei quaccheri: il loro obiettivo
era quello di permettere al recluso l'espiazione delle proprie colpe attraverso l'isolamento e il lavoro.
Con la nascita delle prigioni moderne si assiste ad una nuova modalità di punizione, il cui scopo non è
più torturare il detenuto, ma controllarlo e sorvegliarlo attraverso la limitazione degli spazi e delle
attività.