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paniere diritto processuale penale aperte
Tipologia: Panieri
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Casi di revisione La revisione può essere richiesta: a) se i fatti stabiliti a fondamento della sentenza o del decreto penale di condanna non possono conciliarsi con quelli stabiliti in un'altra sentenza penale irrevocabile [648] del giudice ordinario o di un giudice speciale; b) se la sentenza o il decreto penale di condanna hanno ritenuto la sussistenza del reato a carico del condannato in conseguenza di una sentenza del giudice civile o amministrativo, successivamente revocata, che abbia deciso una delle questioni pregiudiziali previste dall'articolo 3 ovvero una delle questioni previste dall'articolo 479; c) se dopo la condanna sono sopravvenute o si scoprono nuove prove che, sole o unite a quelle già valutate, dimostrano che il condannato deve essere prosciolto a norma dell'articolo 631 (3); d) se è dimostrato che la condanna venne pronunciata in conseguenza di falsità in atti o in giudizio o di un altro fatto previsto dalla legge come reato Cessazione della misura cautelare
Le misure cautelari si possono estinguere per le seguenti ragioni: Revoca; Sostituzione con una misura meno afflittiva; pronuncia di determinate sentenze; omesso interrogatorio nei termini; decorrenza dei termini massimi di custodia cautelare;
Correzione degli errori materiali
Art 130 cpp La correzione delle sentenze, delle ordinanze e dei decreti inficiati da errori od omissioni che non determinano nullità [177-186], e la cui eliminazione non comporta una modificazione essenziale dell'atto, è disposta, anche di ufficio, dal giudice che ha emesso il provvedimento. Se questo è impugnato [568 ss.], e l'impugnazione non è dichiarata inammissibile [591 2], la correzione è disposta dal giudice competente a conoscere dell'impugnazione [66 3, 535, 547, 668]. 1-bis. Quando nella sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti si devono rettificare solo la specie e la quantità della pena per errore di denominazione o di computo, la correzione è disposta, anche d'ufficio, dal giudice che ha emesso il provvedimento. Se questo è impugnato, alla rettificazione provvede la Corte di cassazione a norma dell'art. 619, comma 2 (3).2. Il giudice provvede in camera di consiglio a norma dell'articolo 127. Dell'ordinanza che ha disposto la correzione è fatta annotazione sull'originale dell'atto.
Curatore a favore del defunto
Art 638 cpp In caso di morte del condannato dopo la presentazione della richiesta di revisione [633], il presidente della corte di appello nomina un curatore, il quale esercita i diritti che nel processo di revisione sarebbero spettati al condannato
Difensori - tipologia Esistono varie tipologie di difensori, tra queste le più importanti sono quelle del difensore di fiducia(. L'imputato ha diritto di nominare non più di due difensori di fiducia.) e del difensore d’ ufficio in quanto l'imputato che non ha nominato un difensore di fiducia o ne è rimasto privo è assistito da un difensore di ufficio. Il difensore di ufficio cessa dalle sue funzioni se viene nominato un difensore di fiducia. La parte civile, il responsabile civile e la persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria stanno in giudizio col ministero di un difensore; Differimento dell'incidente probatorio
Il pubblico ministero può chiedere che il giudice disponga il differimento dell'incidente probatorio richiesto dalla persona sottoposta alle indagini quando la sua esecuzione regiudicherebbe uno o più atti di indagine preliminare. Il differimento non è consentito quando pregiudicherebbe l'assunzione della prova. Art. 397 cpp
Errore sull'identità fisica dell'imputato
Se risulta l'errore di persona, in ogni stato e grado del processo il giudice, sentiti il pubblico ministero e il difensore, pronuncia sentenza a norma dell'articolo 129.All’ art 620 cpp comma 1 lettera (g si afferma che la corte pronuncia sentenza di annullamento senza rinvio se la condanna è stata pronunciata per errore di persona.
Gli effetti dell'appello delle sentenze di I grado
I principi generali che regolano le impugnazioni ordinarie sono:
I benefici conseguenti al giudizio con pena concordata
Trattasi di procedimento speciale volto a chiudere senza giudizio la vicenda penale, da un lato premiale per l'imputato, e dall'altro conveniente per l'ordinamento sul piano dell'economia Processuale.L’incentivo che più spicca è senza dubbio la riduzione fino a ⅓ sulla pena da irrogarsi in concreto. L’unico vero requisito di questo Ɵpo di rito semplificato sta nel massimo di pena detentiva sulla quale l’imputato e il Pubblico Ministero possono accordarsi al netto della riduzione fino a ⅓: 2 anni di pena detenƟva sola o congiunta con pena pecuniaria. Vari sono i benefici che si applicano all’imputato che stipuli il patteggiamento tradizionale col pm:
I reati collegati Reati connessi: sono più reati distinti oggetto dello stesso procedimento, ma collegati dal fatto di essere stati commessi dallo stesso soggetto. Si ha connessione di procedimenti, secondo l’art. 12 c.p.p., se il reato per cui si procede è stato commesso da più persone in concorso o cooperazione tra loro o se più persone con condotte indipendenti hanno determinato l’evento; se una persona è imputata di più reati commessi con vincolo di continuazione; se si procede per reati commessi in connessione teleologica
Il Giudice dell'esecuzione
Art 665 cpp Salvo diversa disposizione di legge, competente a conoscere dell'esecuzione di un provvedimento è il giudice che lo ha deliberato. 2. Quando è stato proposto appello, se il provvedimento è stato confermato o riformato soltanto in relazione alla pena, alle misure di sicurezza o alle disposizioni civili, è competente il giudice di primo grado; altrimenti è competente il giudice di appello. 3. Quando vi è stato ricorso per cassazione [606] e questo è stato dichiarato inammissibile o rigettato ovvero quando la corte ha annullato senza rinvio il provvedimento impugnato, è competente il giudice di primo grado, se il ricorso fu proposto contro provvedimento inappellabile ovvero a norma dell'articolo 569, e il giudice indicato nel comma 2 negli altri casi. Quando è stato pronunciato l'annullamento con rinvio, è competente il giudice di rinvio. 4. Se l'esecuzione concerne più provvedimenti emessi da giudici diversi, è competente il giudice che ha emesso il provvedimento divenuto irrevocabile per ultimo. Tuttavia, se i provvedimenti sono stati emessi da giudici ordinari e giudici speciali, è competente in ogni caso il giudice ordinario. 4-bis. Se l'esecuzione concerne più provvedimenti emessi dal tribunale in composizione monocratica e collegiale, l'esecuzione è attribuita in ogni caso al collegio. La competenza del giudice dell’esecuzione è descritta dagli articoli 667
Il giudizio di revisione La revisione, nel processo penale italiano, è un mezzo di impugnazione straordinario esperibile avverso i provvedimenti di condanna passati in giudicato.Art 629 cpp È ammessa in ogni tempo a favore dei condannati, nei casi determinati dalla legge, la revisione delle sentenze di condanna o delle sentenze emesse ai sensi dell'articolo 444, comma 2, (1) o dei decreti penali di condanna, divenuti irrevocabili, anche se la pena è già stata eseguita o è estinta L’art. 632 c.p.p. individua i soggetti che possono domandare la revisione che sono: - il condannato o un prossimo congiunto o il tutore o, se il condannato è morto, l’erede o un prossimo congiunto; - il procuratore generale presso la corte di appello nel cui distretto è stata pronunciata la sentenza di condanna.Il giudizio vero e proprio, instaurato a seguito del decreto di citazione del Presidente della Corte d'appello competente, è disciplinato dalle norme relative agli atti preliminari e al dibattimento di primo grado, richiamate in quanto applicabili (per un'ampia disamina in chiave applicativa di tale clausola di compatibilità si veda MARCHETTI); presupposto dell'instaurazione è la non ritenuta inammissibilità della domanda. Il giudizio di revisione, pur svolgendosi dinanzi alla Corte di appello, non sia un giudizio di appello, anche se esso è vincolato alla devoluzione contenuta nella richiesta. La natura del mezzo di impugnazione de quo non consente alla Corte d'appello di esorbitare i limiti di accertamento e assunzione di prove legati alle ragioni della richiesta. La sentenza è deliberata secondo le disposizioni degli artt. 525, 526, 527, 528 c.p.p. In caso d'accoglimento, abbiamo la revoca del provvedimento oggetto di revisione, con pronuncia di sentenza di proscioglimento, oppure, nel solo caso ex C. Cost. sentenza n. 113 del 2011, alternativamente di proscioglimento, confermativa, o maggiormente favorevole. La sentenza di revisione è ricorribile per Cassazione.
Il giudizio di rinvio La cassazione con rinvio si ha nei casi, residuali rispetto a quelli di cassazione senza rinvio, in cui il processo, a seguito della decisione della Corte, procede dinanzi a un altro giudice.Essa, in sostanza, viene disposta quando la Corte ritiene che il giudice del merito debba compiere delle nuove valutazioni. Generalmente, il rinvio viene fatto a un giudice diverso da quello che ha emesso la sentenza impugnata, ma di pari grado. Nel giudizio di rinvio non è ammessa discussione sulla competenza attribuita con la sentenza di annullamento, salvo quanto previsto dall'articolo 25 2. Il giudice di rinvio decide con gli stessi poteri che aveva il giudice la cui sentenza è stata annullata, salve le limitazioni stabilite dalla legge. Se è annullata una sentenza di appello e le parti ne fanno richiesta, il giudice dispone la rinnovazione dell'istruzione dibattimentale [603] per l'assunzione delle prove rilevanti per la decisione. 3. Il giudice di rinvio si uniforma alla sentenza della corte di cassazione per ciò che concerne ogni questione di diritto con essa decisa. 4. Non possono rilevarsi nel giudizio di rinvio nullità, anche assolute, o inammissibilità, verificatesi nei precedenti giudizi o nel corso delle indagini preliminari [591 4]. 5. Se taluno degli imputati, condannati con la sentenza annullata, non aveva proposto ricorso, l'annullamento pronunciato rispetto al ricorrente giova anche al non ricorrente, salvo che il motivo dell'annullamento sia esclusivamente personale [587]. L'imputato che può giovarsi di tale effetto estensivo deve essere citato e ha facoltà di intervenire nel giudizio di rinvio. La sentenza del giudice di rinvio può essere impugnata con ricorso per cassazione se pronunciata in grado di appello e con il mezzo previsto dalla legge se pronunciata in primo grado. In ogni caso la sentenza del giudice di rinvio può essere impugnata soltanto per motivi non riguardanti punti già decisi dalla Corte di cassazione.
Il responsabile civile Il responsabile civile è il soggetto che, all'interno del processo penale, pur non avendo commesso il reato per cui si procede, è tenuto per legge a risarcire i danni ricollegabili a esso. Ai sensi dell'art. 83 comma 1 c.p.c può essere citato come responsabile civile anche l'imputato per il fatto dei coimputati, se viene prosciolto o nei suoi confronti viene pronunciata sentenza di non luogo a procedere.
Il riconoscimento delle sentenze penali straniere
L’art. 12 del codice penale prevede la possibilità di riconoscere effetti alle sentenze penali straniere solo per le seguenti finalità: a) Per stabilire la recidiva o un altro effetto penale della condanna, ovvero per dichiarare l’abitualità, la professionalità o la tendenza a delinquere;a) Per infliggere una pena accessoria a) Per applicare misure di sicurezza personali; a) Per le restituzioni, il risarcimento del danno o altri effetti civili. Lo stesso art. 12 c.p. stabilisce alcuni limiti al riconoscimento della sentenza straniera: • Deve avere ad oggetto un delitto; • La sentenza deve essere stata pronunciata dall’autorità giudiziaria di uno Stato con il quale l’Italia ha un trattato di estradizione. • In subordine vi deve essere la richiesta del ministro della Giustizia o l’istanza, da parte del danneggiato, per il riconoscimento degli effetti civili della sentenza straniera Il ministro della Giustizia, quando riceve la richiesta di riconoscimento degli effetti penali di una sentenza da parte dello Stato estero, la trasmette senza ritardo al procuratore generale presso la corte d’appello competente ai sensi dell’art. 730 comma 1 c.p.p. Il procuratore generale promuove il procedimento di riconoscimento della sentenza straniera con apposita richiesta alla corte d’appello. • La corte decide in camera di consiglio con sentenza ricorribile in cassazione da parte del procuratore generale e dell’interessato. Non può procedersi a riconoscimento se la sentenza non è divenuta irrevocabile, ovvero contiene disposizioni contrarie ai principi fondamentali dell’ordinamento giuridico italiano (es. giudice terzo ed imparziale, diritto di difesa, diritto al contradditorio) • Al pari non può riconoscersi la sentenza straniera qualora questa sia fondata su considerazioni discriminatorie o persecutorie o sia stata pronunciata per un fatto che non è previsto dalla legge come reato.
Il ricorso immediato per cassazione
Il ricorso per saltum, nel dettaglio, è previsto dall'articolo 569 del codice di procedura civile, rubricato "ricorso immediato in cassazione", in forza del quale "La parte che ha diritto di appellare la sentenza di primo grado può proporre direttamente ricorso per cassazione". Si tratta, insomma, della possibilità di rivolgersi direttamente alla Corte suprema per impugnare le sentenze appellabili. È necessaria l’ iniziativa di una parte, col consenso delle altre, per chiedere subito e solo il sindacato di mera legittimità ad opera della Corte di cassazione. Quando non vi è accordo delle parti, ove una di esse proponga ricorso per saltum e un'altra invece proponga appello, il ricorso per saltum si converte in appello salvo che "le parti che hanno proposto appello dichiarino tutte di rinunciarvi per proporre direttamente ricorso per cassazione". In quest’ultima ipotesi si verifica l’effetto contrario e, quindi, l’appello si converte in ricorso per cassazione con l’onere per le parti di "presentare entro quindici giorni dalla dichiarazione suddetta nuovi motivi se l'atto di appello non aveva i requisiti per valere come ricorso" (art. 569 cpp). Il ricorso per saltum, in ogni caso, non è sempre esperibile avverso le sentenze appellabili. Esso, infatti, non trova applicazione in due specifiche ipotesi, ovverosia: in caso di mancata assunzione di una prova decisiva per il giudizio, quando la parte ne ha fatto richiesta anche nel corso dell'istruzione dibattimentale limitatamente ai casi previsti dall'articolo 495, comma 2, cpp; in caso di mancanza, contraddittorietà o manifesta illogicità della motivazione, quando il vizio risulta dal testo del provvedimento impugnato o da altri atti del processo che sono specificamente indicati nei motivi di impugnazione. In tali casi, se è stato proposto ricorso per saltum in cassazione, lo stesso si converte in appello.
Il ricorso per Cassazione
Il ricorso per cassazione, come l’appello, rientra tra gli ordinari mezzi di impugnazione delle sentenze. Esso si caratterizza, nel processo penale, per la garanzia di cui all'articolo 111 Costituzione, che sancisce che "Contro le sentenze e contro i provvedimenti sulla libertà personale, pronunciati dagli organi giurisdizionali ordinari o speciali, è sempre ammesso ricorso in Cassazione per violazione di legge" e che "Si può derogare a tale norma soltanto per le sentenze dei tribunali militari in tempo di guerra". Con il ricorso in cassazione possono essere fatti valere solo i vizi di legittimità della sentenza tassativamente elencati dalla legge. Nel dettaglio, tale mezzo di impugnazione può essere proposto, ai sensi dell’articolo 606 del codice di procedura penale, solo per cinque ordini di motivi: - "esercizio da parte del giudice di una potestà riservata dalla legge ad organi legislativi o amministrativi ovvero non consentita ai pubblici poteri"; - "inosservanza o erronea applicazione della legge penale o di altre norme giuridiche di cui si deve tener conto nell'applicazione della legge penale"; - "inosservanza delle norme processuali stabilite a pena di nullità, di inutilizzabilità, di inammissibilità o di decadenza"; - "mancata assunzione di una prova decisiva, quando la parte ne ha fatto richiesta anche nel corso dell'istruzione dibattimentale limitatamente ai casi previsti dall’art. 495, comma 2"; - "mancanza, contraddittorietà o manifesta illogicità della motivazione, quando il vizio risulta dal testo del provvedimento impugnato, ovvero da altri atti del processo specificamente indicati nei motivi del gravame". Avverso i capi penali della sentenza possono proporre ricorso per cassazione l'imputato (art. 607 c.p.p.), il procuratore generale presso la corte di appello (art. 608 c. 1 c.p.p.) e il procuratore della Repubblica presso il tribunale.
Il sequestro preventivo
Il sequestro preventivo, nell'ordinamento giuridico italiano, è una misura prevista dall'art. 321 codice di procedura penale italiano previa richiesta da parte del pubblico ministero (PM) nel corso delle indagini preliminari e convalidata, con decreto motivato, dal giudice per le indagini preliminari (GIP). Esistono tre ipotesi di sequestro preventivo (art. 321): • 1) quando sussiste pericolo che « la libera disponibilità di una cosa pertinente al reato possa aggravare o protrarre le conseguenze di esso » (ad esempio, nel caso di immobile abusivo); • 2) quando vi è il pericolo che la cosa possa « agevolare la commissione di altri reati » (ad esempio, nel caso di denaro derivante da una rapina);
Il sequestro probatorio
il sequestro “probatorio” è un mezzo di ricerca della prova nel procedimento penale. Caratteristica generale di tutti i tipi di sequestri è creare un vincolo di indisponibilità su una cosa mobile od immobile, attraverso uno spossessamento coattivo. Art 253 cpp L'autorità giudiziaria dispone con decreto motivato [103, 354] il sequestro del corpo del reato e delle cose pertinenti al reato necessarie per l'accertamento dei fatti [187]. 2. Sono corpo del reato le cose sulle quali o mediante le quali il reato è stato commesso nonché le cose che ne costituiscono il prodotto, il profitto o il prezzo [c.p. 240]. 3. Al sequestro procede personalmente l'autorità giudiziaria ovvero un ufficiale di polizia giudiziaria [57] delegato con lo stesso decreto. 4. Copia del decreto di sequestro è consegnata all'interessato, se presente [368]. Nel sequestro probatorio il vincolo di indisponibilità serve per conservare immutate le caratteristiche della cosa, al fine dell’accertamento dei fatti. Il sequestro è mantenuto fino a quando sussistono le esigenze probatorie (art. 262 comma 1). Il limite massimo è la sentenza irrevocabile; dopo di ché la cosa deve essere restituita, salvo che ne sia stata ordinata la confisca (art. 262 comma 4). • Il sequestro probatorio può essere convertito in sequestro conservativo (art. 262 comma 2) o preventivo (art. 262 comma 3) con apposito provvedimento del giudice emesso su richiesta del soggetto rispettivamente legittimato.
Il Tribunale di Sorveglianza
Il tribunale di sorveglianza è un organo giudiziario previsto dall'ordinamento penitenziario italiano per decidere sulle richieste di pene alternative alla detenzione in carcere presentate da condannati a pene brevi o da detenuti in carcere. Istituito dalla legge 26 luglio 1975, n. 354, si occupa della concessione e revoca delle misure o pene alternative alla detenzione in carcere (affidamento in prova ordinario e particolare, semilibertà, liberazione anticipata, detenzione domiciliare, liberazione condizionale, differimento della esecuzione delle pene). Decide altresì come giudice d'appello su provvedimenti assunti dal magistrato di sorveglianza, in quanto attribuiti alla competenza primaria di quest'ultimo. Spetta al Tribunale di sorveglianza, in qualità di giudice di primo grado, la riabilitazione, tutto ciò che consiste le misure alternative, revoca ovvero concessione della liberazione condizionale; mentre in qualità di giudice di secondo grado (appello) spetta a tale organo, cognizione in materia di sicurezza. Il tribunale di sorveglianza (fino al 1986 denominato sezione) ha competenza territoriale su ciascun distretto di corte d'appello. È organo collegiale e specializzato, composto da quattro membri: due sono magistrati ordinari destinati a svolgere in via esclusiva queste funzioni; 2 sono esperti in psicologia, servizi sociali, pedagogia, psichiatria e criminologia clinica, nonché docenti di scienze criminalistiche. La diversa composizione del collegio dà luogo a nullità della pronuncia. Le decisioni del tribunale di sorveglianza sono impugnabili tramite ricorso per cassazione.
Impugnazione della sentenza di revisione
È possibile impugnare la sentenza di revisione di fronte la Corte di Cassazione. Questo conferisce alla S.C. il potere di scendere nel merito della fondatezza delle prove nuove. Si realizza, così, un doppio grado di giurisdizione.
La Chiusura delle indagini preliminari
Le indagini non possono protrarsi oltre sei mesi o un anno (qualora si tratti di reati gravi) dal giorno in cui il nome dell’indagato è stato iscritto nel registro delle notizie di reato o, se si tratta di reati perseguibili a querela, istanza o richiesta, dal giorno in cui tali atti pervengono al pubblico ministero. La durata complessiva delle indagini preliminari non può in ogni caso superare diciotto mesi o due anni (qualora si tratti di reati gravi) (art. 407 c.p.p.). Gli atti compiuti dal P.M. dopo la scadenza del termine sono inutilizzabili Al termine delle indagini il P.M. può: • - chiedere l’archiviazione della notizia di reato; esercitare l’azione penale chiedendo il rinvio a giudizio non prima di aver notificato all’indagato un avviso di conclusione delle indagini contenente "la sommaria enunciazione del fatto per il quale si procede, delle norme di legge che si assumono violate, della data e del luogo del fatto", "l’avvertimento che la documentazione relativa alle indagini espletate è depositata presso la segreteria del pubblico ministero e che l’indagato e il suo difensore hanno facoltà di prenderne visione ed estrarne copia (…) e che l’indagato ha facoltà, entro il termine di venti giorni, di presentare memorie, produrre documenti, depositare documentazione relativa ad investigazioni del difensore, chiedere al pubblico ministero il compimento di atti di indagine, nonché di presentarsi per rilasciare dichiarazioni ovvero chiedere di essere sottoposto ad interrogatorio.
La modifica dell'imputazione
Art 423 cpp Se nel corso dell'udienza preliminare il fatto risulta diverso da come descritto nell'imputazione ovvero emerge un reato connesso a norma dell'articolo 12 comma 1 lettera b), o una circostanza aggravante [516, 517], il pubblico ministero modifica l'imputazione e la contesta all'imputato presente. Se l'imputato non è presente, la modificazione della imputazione è comunicata al difensore, che rappresenta l'imputato ai fini della contestazione. Se risulta a carico dell'imputato un fatto nuovo non enunciato nella richiesta di rinvio a giudizio , per il quale si debba procedere di ufficio, il giudice ne autorizza la contestazione se il pubblico ministero ne fa richiesta e vi è il consenso dell'imputato. Art 516 cpp Se nel corso dell'istruzione dibattimentale il fatto risulta diverso da come è descritto nel decreto che dispone il giudizio [429], e non appartiene alla competenza di un giudice superiore, il pubblico ministero modifica l'imputazione [423 1, 522] e procede alla relativa contestazione [520]. 1-bis. Se a seguito della modifica il reato risulta attribuito alla cognizione del tribunale in composizione collegiale anziché monocratica, l'inosservanza delle disposizioni sulla composizione del giudice è rilevata o eccepita, a pena di decadenza, immediatamente dopo la nuova contestazione ovvero, nei casi indicati dagli articoli 519 comma 2 e 520 comma 2, prima del compimento di ogni altro atto nella nuova udienza fissata a norma dei medesimi articoli. 1-ter. Se a seguito della modifica risulta un reato per il quale è prevista l'udienza preliminare, e questa non si è tenuta, l'inosservanza delle relative disposizioni è eccepita, a pena di decadenza, entro il termine indicato dal comma 1-bis
La parte civile Quando si parla di parte civile, nel processo penale, ci si riferisce al soggetto danneggiato dal reato o ai suoi successori universali che si costituiscono in giudizio introducendo al suo interno l’azione civile. La costituzione di parte civile, infatti, è volta a ottenere dall'imputato e dal responsabile civile il risarcimento dei danni prodotti dal reato, il rimborso delle spese di giudizio e la restituzione dei beni di cui il danneggiato sia stato eventualmente privato in seguito al reato.
La querela La notizia di reato può venire comunicata all’autorità tramite la querela. Essa oltre ad essere la fonte della notitia criminis è anche una condizione di procedibilità. La querela è un atto con il quale la persona offesa manifesta la volontà che si persegua penalmente il fatto di reato che essa ha subito; ciò a prescindere dal soggetto che risulterà esserne l'autore. Il termine per presentare la querela è di tre mesi da quando la persona offesa ha avuto notizia del fatto che costituisce reato. Nel caso di delitti contro la libertà sessuale il termine è di sei mesi. Trattandosi di atto negoziale il diritto alla presentazione della querela può essere rinunciato, pertanto la persona offesa espressamente o tacitamente esprime la volontà di non voler presentare la querela. La querela normalmente può essere revocata. La parte offesa, dopo che è stata presentata l’istanza punitiva manifesta esplicitamente o implicitamente di non chiedere più che si proceda penalmente. Tale manifestazione è irrevocabile e si compendia nell’istituto della remissione della querela. La querela emessa perché si proceda per reati inerenti la libertà sessuale è irrevocabile
La ricusazione del giudice
Trattasi di una dichiarazione mediante la quale una parte chiede la sostituzione di un giudice in un determinato processo per una situazione prevista dalla legge. La ricusazione è una facoltà concessa alla parte quando il giudice non appaia credibile nell'esercizio della sua funzione giurisdizionale poiché è minacciata la garanzia di imparzialità e terzietà del giudizio. La dichiarazione di ricusazione nel processo penale è proposta con atto scritto, nel quale vanno indicati i motivi a suo sostegno e le prove idonee a dimostrarli, ed è presentata nella cancelleria del giudice competente a decidere insieme ai documenti che la corredano. La dichiarazione di ricusazione nel processo penale può essere proposta entro termini precisi. Art 37 cpp: Il giudice può essere ricusato dalle parti: a) nei casi previsti dall'articolo 36 comma 1 lettere a), b), c), d), e), f), g); b) se nell'esercizio delle funzioni e prima che sia pronunciata sentenza, egli ha manifestato indebitamente il proprio convincimento sui fatti oggetto dell'imputazione. Il giudice ricusato non può pronunciare né concorrere a pronunciare sentenza fino a che non sia intervenuta l'ordinanza che dichiara inammissibile o rigetta la ricusazione".
La rinnovazione dell'istruzione dibattimentale in appello
Quando una parte, nell'atto di appello o nei motivi presentati a norma dell'articolo 585 comma 4, ha chiesto la riassunzione di prove già acquisite nel dibattimento di primo grado o l'assunzione di nuove prove, il giudice, se ritiene di non essere in grado di decidere allo stato degli atti, dispone la rinnovazione dell'istruzione dibattimentale. 2. Se le nuove prove sono sopravvenute o scoperte dopo il giudizio di primo grado, il giudice dispone la rinnovazione dell'istruzione dibattimentale nei limiti previsti dall'articolo 495 comma 1. 3. La rinnovazione dell'istruzione dibattimentale è disposta di ufficio se il giudice la ritiene assolutamente necessaria [604 6]. 3-bis. Nel caso di appello del pubblico ministero contro una sentenza di proscioglimento per motivi attinenti alla valutazione della prova dichiarativa, il giudice dispone la rinnovazione dell'istruzione dibattimentale. l giudice provvede con ordinanza, nel contraddittorio delle parti. 6. Alla rinnovazione dell'istruzione dibattimentale, disposta a norma dei commi precedenti, si procede immediatamente. In caso di impossibilità, il dibattimento è sospeso [477] per un termine non superiore a dieci giorni.
L'appello incidentale L'appello incidentale è un istituto del diritto processuale, sia penale che civile, che prevede la possibilità di proporre appello entro un nuovo termine qualora siano scaduti i termini in via principale e una delle altre parti abbia proposto appello nei termini. La sua funzione è quella di integrare il contraddittorio, consentendo all'appellante incidentale di fornire una tesi alternativa rispetto a quella dell'appellante in via principale. Art 595 cpp L’imputato che non ha proposto impugnazione può proporre appello incidentale entro quindici giorni da quello in cui ha ricevuto la notificazione prevista dall'articolo 584. Entro quindici giorni dalla notificazione dell’impugnazione presentata dalle altre parti, l’imputato può presentare al giudice, mediante deposito in cancelleria, memorie o richieste scritte. 4. L'appello incidentale perde efficacia in caso di inammissibilità dell'appello principale o di rinuncia [589] allo stesso
L'appello nelle misure cautelari
L'appello è un'impugnazione limitatamente devolutiva che permette di controllare tutti quei provvedimenti presi dal giudice in tema di misure cautelari personali, che non sono sottoponibili a riesame. Pertanto, l'appello è un mezzo di impugnazione residuale rispetto al riesame e riguarda tutte quelle ordinanze che non applicano per la prima volta (ad inizio) una misura coercitiva. Competente a decidere sull'appello è il tribunale in composizione collegiale del capoluogo del distretto di corte d'appello nel quale ha sede il giudice che ha disposto la misura. Fuori dei casi previsti dall'articolo 309 comma 1, il pubblico ministero, l'imputato e il suo difensore possono proporre appello contro le ordinanze in materia di misure cautelari personali (2), enunciandone contestualmente i motivi. Dell'appello è dato immediato avviso all'autorità giudiziaria procedente che, entro il giorno successivo, trasmette al tribunale l'ordinanza appellata e gli atti su cui la stessa si fonda. Sono, infatti, appellabili: - le ordinanze coercitive non riesaminabili, - le ordinanze in materia di misure interdittive, quale ne sia il contenuto; - i provvedimenti che dispongono la sospensione dei termini di durata massima di custodia cautelare o la proroga degli stessi nel corso delle indagini preliminari; - le ordinanze che regolano le modalità di attuazione degli arresti domiciliari. Soggetti legittimati a proporre appello sono il PM, l’ imputato e il suo difensore.
L'applicazione del reato continuato in esecuzione
Nel caso di più sentenze o decreti penali irrevocabili pronunciati in procedimenti distinti contro la stessa persona, il condannato o il pubblico ministero possono chiedere al giudice dell'esecuzione l'applicazione della disciplina del concorso formale [c.p. 81] o del reato continuato [c.p. 81], sempre che la stessa non sia stata esclusa dal giudice della cognizione. Fra gli elementi che incidono sull'applicazione della disciplina del reato continuato vi è la consumazione di più reati in relazione allo stato di tossicodipendenza
. 2. Il giudice dell'esecuzione provvede determinando la pena in misura non superiore alla somma di quelle inflitte con ciascuna sentenza o ciascun decreto. Il giudice dell'esecuzione può concedere altresì la sospensione condizionale della pena e la non menzione della condanna nel certificato del casellario giudiziale [c.p. 175], quando ciò consegue al riconoscimento del concorso formale o della continuazione. Adotta infine ogni altro provvedimento conseguente.
L'arresto in flagranza L’ arresto è un provvedimento limitativo della libertà personale temporaneo e precautelare in quanto rappresenta un’anticipazione di quella tutela predisposta mediante le misure cautelari dalle quali si differenzia per il connotato dell’urgenza e l’assenza di un provvedimento dell’Autorità Giudiziaria che interviene solo successivamente nelle forme della convalida. L’ARRESTO consiste in una temporanea privazione della libertà personale che la P.G. dispone a carico di "chi viene colto nell’atto di commettere il reato" (c.d. flagranza) La Polizia Giudiziaria: • deve procedere all’arresto (c.d. arresto obbligatorio art. 380 c.p.p.) di chiunque sia colto in flagranza di delitti non colposi, consumati o tentati, per i quali la legge stabilisce la pena dell’ergastolo o della reclusione non inferiore nel minimo a cinque anni e nel massimo a venti anni oppure di reati espressamente elencati, individuati per le loro caratteristiche di salvaguardia dell’ordine costituzionale, della sicurezza collettiva e della tranquillità sociale; • può procedere all’arresto (c.d. arresto facoltativo art. 381 c.p.p.) di chiunque sia colto in flagranza di delitti non colposi, consumati o tentati, per i quali la legge stabilisce la pena della reclusione superiore nel massimo a tre anni ovvero di un delitto colposo per il quale la legge stabilisce la pena della reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni oppure di reati espressamente menzionati. Il ricorso all’arresto facoltativo deve essere giustificato dalla gravità del fatto (parametro oggettivo) ovvero dalla pericolosità del soggetto (parametro soggettivo) desunta dalla sua personalità o dalle circostanze del fatto.
L'autorizzazione a procedere
L'autorizzazione a procedere, nell'ordinamento processuale italiano, è un permesso di svolgere un'azione penale rilasciato alla magistratura da altra autorità. Si tratta di un istituto immunitario che assoggetta il procedimento penale all'atto autorizzatorio di un organo non giurisdizionale. Il pubblico ministero chiede l'autorizzazione prima di procedere a giudizio direttissimo o di richiedere il giudizio immediato, il rinvio a giudizio, il decreto penale di condanna o di emettere il decreto di citazione a giudizio. La richiesta deve, comunque, essere presentata entro trenta giorni dalla iscrizione nel registro delle notizie di reato [335] del nome della persona per la quale è necessaria l'autorizzazione Se la persona per la quale è necessaria l'autorizzazione è stata arrestata in flagranza [380], il pubblico ministero richiede l'autorizzazione a procedere immediatamente e comunque prima della udienza di convalida [391]. Il giudice sospende il processo e il pubblico ministero richiede senza ritardo l'autorizzazione a procedere qualora ne sia sorta la necessità dopo che si è proceduto a giudizio direttissimo ovvero dopo che sono state formulate le richieste previste dalla prima parte del comma 1. Se vi è pericolo nel ritardo, il giudice provvede all'assunzione delle prove richieste dalle parti
Le nullità intermedie Sono colpite da nullità intermedia le inosservanze di media gravità che sono disciplinate nell'art. 180 e che riguardano una sfera più ampia di soggetti. Sono definite dalla dottrina "intermedie" perché hanno un trattamento che è simile in parte a quelle assolute (sono rilevate anche d'ufficio dal giudice) e in parte a quelle relative (sono sanabili). Però sono definite intermedie perchè hanno un termine per poter essere dedotte (dalle partì] e rilevate (dal giudice). Le sentenze inappellabili
Art 593 cpp Sono in ogni caso inappellabili le sentenze di condanna per le quali è stata applicata la sola pena dell'ammenda e le sentenze di proscioglimento relative a contravvenzioni punite con la sola pena dell’ammenda o con pena alternativa. Sono infatti inappellabili le sentenze di applicazione della pena su richiesta delle parti (patteggiamento) e, per il solo PM, quelle pronunciate nel giudizio abbreviato, tranne i casi in cui il giudice abbia modificato il titolo di reato. Le sentenze di condanna, inoltre, non possono essere appellate limitatamente alla misura di sicurezza se non è stato appellato anche un altro capo relativo agli effetti penali. alcune sentenze non possono essere sottoposte ad appello; ciò avviene nei casi seguenti: • A) Sono « inappellabili le sentenze di condanna per le quali è stata applicata la sola pena dell'ammenda » (art. 593, comma 3), da intendersi come pena originaria e non sostitutiva della detenzione. • B) Sono inappellabili le sentenze di applicazione della pena su richiesta delle parti (art. 448, comma 2), ma il pubblico ministero può proporre appello se non ha consentito al patteggiamento .• C) Non si può proporre appello contro la sola misura di sicurezza quando la parte non ha impugnato agli effetti penali un altro capo della sentenza di condanna (art. 579); sull'impuganzione contro la sola misura di sicurezza decide il tribunale di sorveglianza (art. 680). • D) II solo pubblico ministero non può proporre appello contro la condanna i pronunciata nel giudizio abbreviato, ma ha tale potere quando il giudice nella (sentenza ha modificato il titolo di reato (art. 443, comma 3).
Le varie tipologie di sentenza che la Corte di Cassazione può emettere
Il giudizio in cassazione si può concludere con le seguenti sentenze: - inammissibilità; - rigetto; - rettificazione; - annullamento. Sentenza di inammissibilità Innanzitutto vi è la sentenza di inammissibilità, che è emanata, a seguito di procedimento in camera di consiglio, nei casi tassativamente previsti dal codice di procedura penale, quando vi è stata la violazione delle norme procedurali, quando mancano i presupposti soggettivi per promuovere il ricorso, quando questo è proposto per ragioni diverse da quelle consentite dalla legge o manifestamente infondate, quando i motivi sono manifestamente infondati e per violazioni di legge non dedotte con i motivi di appello (salvo quanto detto sopra). Sentenza di rigetto Se, all'esito del procedimento, la corte di cassazione ritiene che il ricorso che è stato proposto è infondato emana invece una sentenza di rigetto. Sentenza di rettifica Quando la sentenza impugnata contiene degli errori di diritto nella motivazione o erronee indicazioni dei testi di legge che non ne producono l'annullamento, la corte adotta sentenza di rettifica. Lo stesso accade se si deve solo rettificare la specie o la quantità della pena per errore di denominazione o di computo e nei casi di legge più favorevole all'imputato qualora non siano necessari nuovi accertamenti di fatto. Sentenza di annullamento senza rinvio a corte può poi emanare sentenza di annullamento senza rinvio (oltre che nei casi particolarmente previsti dalla legge) nei casi elencati all'articolo 620 del codice di procedura penale; Sentenza di annullamento con rinvio Infine, quando non pronuncia l'annullamento senza rinvio, la corte di cassazione può emanare sentenza di annullamento con rinvio. Questo tipo di pronuncia è disciplinata dall'articolo 623 del codice di procedura penale.
L'esame dei testimoni Art 498 cpp Le domande sono rivolte direttamente dal pubblico ministero o dal difensore che ha chiesto l'esame del testimone. 2. Successivamente altre domande possono essere rivolte dalle parti che non hanno chiesto l'esame, secondo l'ordine indicato nell'articolo 496. 3. Chi ha chiesto l'esame può proporre nuove domande. 4. L'esame testimoniale del minorenne è condotto dal presidente su domande e contestazioni proposte dalle parti. Nell'esame il presidente può avvalersi dell'ausilio di un familiare del minore o di un esperto in psicologia infantile. Il presidente, sentite le parti, se ritiene che l'esame diretto del minore non possa nuocere alla serenità del teste, dispone con ordinanza che la deposizione prosegua nelle forme previste dai commi precedenti. L'ordinanza può essere revocata nel corso dell'esame. Una volta ammessi i testimoni essi sono esaminati a seconda dell'ordine prescelto dalle parti. Prima di procedere all'esame il teste deve formulare giuramento ai sensi dell'articolo
L'esecuzione delle pene pecuniarie
Art 660 cpp 1. Le condanne a pena pecuniaria sono eseguite nei modi stabiliti dalle leggi e dai regolamenti. 2. Quando è accertata la impossibilità di esazione della pena pecuniaria o di una rata di essa, il pubblico ministero trasmette gli atti al magistrato di sorveglianza competente per la conversione, il quale provvede previo accertamento dell'effettiva insolvibilità del condannato e, se ne è il caso, della persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria. Se la pena è stata rateizzata, è convertita la parte non ancora pagata. 3. In presenza di situazioni di insolvenza (1), il magistrato di sorveglianza può disporre la rateizzazione della pena a norma dell'articolo 133 ter del codice penale, se essa non è stata disposta con la sentenza di condanna ovvero può differire la conversione per un tempo non superiore a sei mesi. Alla scadenza del termine fissato, se lo stato di insolvenza perdura, è disposto un nuovo differimento, altrimenti è ordinata la conversione. Ai fini della estinzione della pena per decorso del tempo, non si tiene conto del periodo durante il quale l'esecuzione è stata differita. 4. Con l'ordinanza che dispone la conversione, il magistrato di sorveglianza determina le modalità delle sanzioni conseguenti in osservanza delle norme vigenti. 5. Il ricorso contro l'ordinanza di conversione ne sospende l'esecuzione