





































































Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Sbobine complete secondo parziale di PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO prof Memmola complete anche con slide, integrazione con libro, esercizi svolti ed esempi fatti in classe. Argomenti compresi: Activity based costing (ABC), Il sistema di Budget , I SISTEMI DI REPORTING , L’ANALISI DEGLI SCOSTAMENTI. APPUNTI COMPLETI PER PRENDERE IL MASSIMO.
Tipologia: Dispense
1 / 77
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!






































































Programmazione e controllo seconda parte 5/ Activity based costing (ABC) I quesiti di lavoro per questa lezione:
l’ufficio marketing, la direzione amministrativa diventa direzione amministrativa finanza e controllo, i controller diventano elemento essenziale dell’azienda => esplode tutta la componente extra industriale dei costi indiretti legata ad una maggiore complessità strutturale delle aziende. Quindi ci si ritrova ad avere aziende che hanno una percentuale di incidenza dei costi indiretti sui costi totali infinitamente superiore rispetto a quella tipica delle aziende di inizio secolo scorso => ai tempi di Sloan i costi indiretti erano mediamente del 25- 30 % dei costi totali perché la maggior parte dei costi era rappresentata dalla MOD dagli anni ’80 i costi indiretti cominciano a pesare per il 60-70% dei costi totali (ad esempio per le aziende farmaceutiche la maggior parte dei costi sono rappresentati da ricerca e sviluppo). Dato che i costi indiretti crescono tanto il parametro/driver tipico di imputazione dei costi indiretti con la contabilità per CDC rimane un parametro volumetrico rappresentato da ore MOD; ma se le ore MOD contano poco come può un driver del genere spiegare come vengono consumate le risorse indirette da parte dei prodotti => i parametri tradizionale di imputazione dei costi indiretti diventano obsoleti perché è cambiata la struttura dei costi. Cosa succede se continuo ad utilizzare approcci tradizionali? 1: Quali sono i limiti dei tradizionali sistemi di cost accounting? 2: Come si determina il costo di prodotto in una logica ABC? 1: Quali sono i limiti dei tradizionali sistemi di cost accounting? Sono diversi. Uno di questi è il sovvenzionamento incrociato. (esercizio Tesis). Per capire cos’è il s.i. immaginiamo un’azienda che produce 1000 pennarelli tutti neri, tutti uguali. Quest’azienda ha costi diretti e indiretti. Un giorno arriva X e propone all’azienda di innovare il sistema prodotto: l’azienda continua a produrre ma decidono di iniziare a produrre 100 pennarelli tutti di colore e forma diversa. Questi 100 prodotti nuovi vengono veicolati sul mercato attraverso differenti canali distributivi: in un caso si usa la grande distribuzione, in un altro caso un canale distributivo basato sul franchising, in un altro caso si usa l’e-commerce ecc.. => tutti canali distributivi differenti e dato che sono anche prodotti differenti anche campagne marketing differenti => tutto ciò inevitabilmente porta ad un’azienda più complessa, dove aumentano i costi del marketing, dell’area commerciale, aumenta il costo del controllo di gestione perché deve fissare prezzi differenti per quei prodotti. => Se continuo ad usare le ore MOD come base di imputazione accade che i costi diretti rimangono sempre quelli, ma la maggiore quota dei costi indiretti andranno sui prodotti che consumano tante pre di MOD => succede quindi che i vecchi prodotti (tradizionali) stanno sovvenzionando i nuovi prodotti per effetto dell’utilizzo di un driver basato sulle ore MOD che è un parametro di tipo volumetrico che attribuirà la maggiore quota di costi indiretti ai prodotti a maggior volume (tradizionali); i prodotti a minor volume (nuovi prodotti) pur generando la crescita di maggiori costi indiretti riceveranno proporzionalmente una quota inferiore di costi indiretti rispetto al reale consumo. => i maggiori costi indiretti vanno a finire sui prodotti tradizionali (quelli per cui nulla è diverso rispetto a prima). Il sovvenzionamento incrociato in sostanza è il mancato riconoscimento del costo della complessità aziendale. Uno degli elementi di novità dell’ABC rispetto agli approcci tradizionali è il venir meno della tradizionale classificazione costi variabili - costi fissi = non esistono più i costi variabili come li abbiamo intesi fino ad ora (che crescono al crescere del volume di produzione) => saranno costi variabili quei costi che crescono al crescere della complessità aziendale => più è complessa l’azienda maggiori saranno i costi. In questo senso non ho neanche più costi fissi perché in questa logica tutti i costi diventano variabili: più è complesso fare una cosa maggiori saranno i CV. Orientamento al breve termine = manca una prospettiva strategica; Utilizzo di basi di ripartizione delle spese generali basate sulle ore mod
Negli anni 80 iniziano a lavorare sulla definizione dell’ABC.
Per rispondere alla domanda 2: Andando dall’alto verso il basso: 1: risorse: sono i fattori produttivi, ovvero le MP, la MOD, ecc che utilizzo per alimentare le attività; determino perciò il costo di un’attività utilizzando opportuni coefficienti/driver che partendo dal costo delle risorse mi permettono di ottenere il costo dell’attività. Per ottenere poi il costo della commessa devo utilizzare un ulteriore coefficiente che mi permette di determinare la fase di imputazione. =>ricorda molto l’attribuzione; =>imputazione Le differenze con CDC sono: L’allocazione non c’è => sono ci sono attività intermedie e finali = tutte le attività sono finali; La differenza essenziale è che concettualmente siamo sempre in presenza di una metodologia di calcolo che parte dai costi classificati per natura dalla co.ge. e deve arrivare a determinare un costo per destinazione => deve arrivare a rispondere alle domande dove, come, da chi e per cosa, l’essenziale della differenza è che il centro di costo è un’entità statica e un ambito organizzativo molto ampio; mentre l’attività è dinamica, è una combinazione di tecnologie, metodologie, ambiente, materie prime e persone: è un entità dinamiche che esprime il concetto di fare qualcosa per ottenere qualcosa; Vado a vedere attraverso l’attività l’organizzazione del lavoro: come un’azienda lavora per ottenere un prodotto => l’attività quindi è un’entità contabile infinitamente più piccola rispetto ai centri di costo. => all’interno del CDC possiamo individuare n attività. => le attività non sono tutte uguali:
limiti alla diffusione dell’ABC: 1: Il costo di progettazione, di sviluppo e di messa a regime di un’ ABS => costa molto di più rispetto ad un sistema tradizionale; 2: Le competenze: nel 2018 le competenze nel mondo di controllo di gestione tali da riuscire a sviluppare un sistema di questo genere non sono molto diffuse; 3: Il sistemi ABC è fortemente pervasivo nella realtà aziendale: vado a vedere come le persone lavorano all’interno dell’azienda => è uno strumento che genera tensione se non viene attentamente gestito. 7/ Il sistema di Budget Tipologie di esercizi:
Il budget è un programma d’azione = è un piano espresso in termini quantitativi monetari riferiti ad un orizzonte temporale di un anno; “piano d’azione” perché il budget non solo indica gli obiettivi che devo raggiungere il prossimo anno ma evidenzia anche le azioni necessarie al raggiungimento di tali obiettivi. Se tutto questo è vero, il budget ha inevitabilmente una doppia natura:
Negli ambienti particolarmente discontinui non esiste questa distinzione tra obiettivi perché lungo e breve periodo coincidono. Bisogna vedere se gli obiettivi strategici abbiano ancora senso in questi contesti.
3: Conflittualità fra la funzione di programmazione e la funzione di valutazione e controllo: è una conflittualità di ordine minore perché si tratta di due funzioni temporalmente non coincidenti: la programmazione la faccio nel momento in cui preparo il budget (ottobre/novembre 2018 sto preparando il budget per il 2019), la funzione di valutazione e contorllo la pongo in essere al termine del periodo di budget (a fine 2019) => si tratta di due momenti temporalmente non coincidenti che possono tranquillamente coesistere. (Domanda su questa conflittualità più gettonata). Le altre due funzioni, definite “effetti collaterali postivi dello sviluppo del budget in azienda”, sono:
Ci sono 3 criteri attraverso i quali classifico il budget; Dal basso verso l’alto: Tipo di fattibilità verificata: in funzione della fattibilità verificata i budget possono essere classificati in: Budget operativi: permettono di verificare la fattibilità economica (=equilibrio costi-ricavi); Budget finanziari: consentono di verificare la fattibilità finanziaria in termini di flussi finanziari di breve/medio periodo (fonti di finanziamento e impieghi) o di brevissimo periodo (entrate e uscite di cassa) Budget degli investimenti: consentono di verificare la fattibilità tecnica = ho la capacità produttiva sufficiente? Ipotesi gestionali sottostanti: in funzione delle ipotesi gestionali sottostanti i budget possono essere: Budget rigidi: ipotizzo un unico volume di attività, di produzione vendita, costruisco di conseguenza il mio budget con riferimento a questo volume di attività; Budget flessibili: ipotizzo differenti volumi di attività/ipotesi operative: si identifica solitamente una best keys, worst keys, middle keys (ipotesi migliore, peggiore, normale). Tutto ciò che cambia tra queste 3 ipotesi di riferimento dalla peggiore alla maggiore è solo il volume di attività = il volume di produzione-vendita; ne consegue che cambiando il volume id produzione vendita Fra un ipotesi di budget e l’altra cambia il fatturato, i costi variabili di produzione e i costi variabili commerciali, tutto il resto rimane uguale. Budget a scenari multipli: ipotizzo differenti contesti di operatività/scenari che possono differire per condizioni politiche es. come cambia la mia operatività se si sviluppa un embargo nei confronti della Russia? => vendo principalmente in Russia=> non posso più vendere in Russia => il mio mercato crolla. Scenari completamente diversi nel cui contesto ciò che cambia non è solo il volume di attività ma tutte le condizioni che sono alla base dell’operatività aziendale e conseguentemente della struttura dei costi (cambiamo le marginalità). Orizzonte temporale di riferimento: in funzione dell’orizzonte temporale i budget possono essere: budget a periodo definito : ott./nov./dic. del 2018 preparo il budget del 2019 cioè il budget che parte l’1/1/2019 e chiude al 31/12/19. Succede che quando arriva il 2019 se sono al 30/09/ guardo avanti il mio orizzonte temporale di riferimento che è di 3 mesi: devo aspettare che sia approvato il budget del 2020 per capire cosa posso fare nel 2020, ma intanto al 30/09/19 vedrò solo 3 mesi = ho un operatività coperta del budget di soli 3 mesi budget a periodo scorrevole/rolling Tipo di fattibilità verificata
L’ultima fase che si chiude poco prima della metà di dicembre è l’approvazione/formalizzazione definitiva del budget come strumento di governo dell’anno successivo. Tutto ciò viene regolato dal calendario di budget regolato dall’ufficio controllo di gestione e indica tempi, modalità di sviluppo del budget, attori coinvolti, date delle riunioni, obiettivi che ci proponiamo di realizzare attraverso il budgeting. = Poiché il budget è un meccanismo operativo formalizzato, la sua predisposizione richiede l’esistenza di una tempistica che regoli il susseguirsi delle singole fasi. Tale documento è definito calendario di budget. In esso sono identificate: a) Le fasi in cui è scomponibile il globale processo: ciò significa individuare la sequenza di sviluppo dei singoli budget; b) Gli attori coinvolti: per ogni fase sono indicati sia i soggetti che devono fornire informazioni sia i destinatari delle medesime; c) I tempi: ogni fase ha un suo momento di inizio e di fine. È possibile che alcune si sovrappongano, in quanto le informazioni da esse scaturenti sono necessarie per una successiva comune; d) Le modalità concrete di realizzazione: nello sviluppo del budget e per assolvere pienamente la funzione di coordinamento, non è infrequente il lavoro di gruppo. Il calendario di budget indica la composizione e gli indicatori dei gruppi di lavoro, oltre alle finalità da perseguire. In termini generali due momenti risultano rilevanti: 1: La data di inizio del processo, la quale deve essere stabilita a distanza congrua ma non eccessiva rispetto alla fine del periodo precedente; 2: La data di fine del processo, stabilita in modo tale da rendere possibili eventuali modificazioni ai programmi d’azione, laddove la situazione economica attesa si presenti non soddisfacente. 12/ 11 IL SISTEMA DI BUDGET L’articolazione del sistema di budget Il sistema di budget è l’insieme dei budget elementari, avvinti da relazioni di interdipendenza e complementarità, che compongono il master budget. Tradizionalmente, si è portati a classificare, in base al contenuto, tali budget elementari in tre sottoinsiemi:
Il sottosistema dei budget operativi La dimensione operativa rappresenta il monito iniziale della predisposizione del master budget poiché fa riferimento alla gestione caratteristica corrente dell’azienda relativamente alla quale esistono conoscenze diffuse. I budget dell’area commerciale: Nell’area commerciale si individuano: a) Il budget delle vendite; b) I budget dei costi commerciali e a loro volta suddivisi in: b1) budget dei costi di vendita; b2) budget dei costi “discrezionali”; b3) budget dei costi indiretti commerciali. Il budget delle vendite genera componenti positivi di reddito; i budget dei costi commerciali, componenti negativi di reddito. Budget delle vendite molto gettonato nelle domande: relazione tra budget delle vendite e altri budget. Abbiamo già detto che i budget possono essere di tipo di fattibilità verificata che si classificano in budget operativi, budget degli investimenti e budget finanziari. Equilibrio finanziario= prospettiva di breve/medio termine => uso il rendiconto finanziario per verificare questo equilibrio; Equilibrio monetario= prospettiva di breve/brevissimo termine => uso lo strumento del budget di cassa/tesoreria per verificare l’esistenza di questo equilibrio. Fatta questa premessa dobbiamo capire la struttura dei budget operativi. Due considerazioni sui budget operativi:
Definizione: Il budget delle vendite è quel budget elementare che nell’ambito dei budget dell’area commerciale compresi nei budget operativi, evidenzia gli obiettivi in termini di volumi di vendita (quantità) che ci si propone di realizzare nel corso del prossimo periodo di budget. Il budget delle vendite deve indicare i volumi di vendita che dovranno essere opportunamente organizzati per prodotti, area geografica, area strategica d’affari e se ho un struttura commerciale complessa anche per gli agenti di vendita; deve indicare il prezzo per ciascun prodotto; deve indicare opportunamente il mix di vendita (quando vendo per ciascun prodotto, in ciascuna area geografica, per ciascuna asa). A seconda del mix di vendita potrò avere non solo un diverso fatturato ma manche una diversa marginalità. Se tutto ciò è il budget delle vendite, vediamo la relazione tra il budget delle vendite e gli altri budget del master budget. => Il budget delle vendite evidenzia il volume di vendita => bisogna passare da volume di vendita al volume di produzione => il volume di vendita determina il volume di produzione (a seconda di quanto devo vendere decido quanto produrre) => come faccio a passare dal volume di vendita al volume di produzione? => devo considerare la politica delle scorte dei prodotti finiti => devo sommare le rimanenze finali dei prodotti finiti e sottrarre le rimanenze iniziali dei prodotti finiti. Possiamo dire che il volume di vendita impatta sulla politica delle scorte di pdt finiti, impatta sul volume di produzione e conseguentemente il volume di produzione determina una cosa molto importante: il programma di produzione. Il programma di produzione non è un budget ma è uno strumento che permette di quantificare quanto dovrò produrre e come dovrò produrre i prodotti finiti (attraverso quali standard fisici per ciascun fattore produttivo e attraverso quale carico di lavoro per ciascun impianto o CDC). Dal volume di produzione posso ottenere i consumi previsti dei diversi fattori produttivi => supponiamo di indicare il consumo previsto di mp (quanta mp mi serve per realizzare un dato volume di produzione) Il consumo previsto di mp esprime la quantità di fattore produttivo che dovrò utilizzare per ottenere un dato volume di produzione. Per passare dal volume di produzione al consumo previsto di materie prime moltiplico il volume di produzione per lo standard fisico dello specifico fattore produttivo diretto. Per determinare il budget dei costi di produzione delle materie prime devo passare dai consumi previsti delle mp ai budget dei costi di produzione (quantità – > valorizzazione in euro) = moltiplico il consumo per lo standard monetario e ottengo il budget dei costi di produzione delle mp (= sinonimo di budget di consumi delle mp). Per passare dal consumo previsto di MP al fabbisogno previsto di MP = quantità di mp che materialmente dovrò acquistare sul mercato => aggiungo le rimanenze finali desiderate di materie prime, sottraggo le rimanenze iniziali di mp e ottengo il fabbisogno previsto di mp (passo dal budget dei costi di produzione al fabbisogno previsto attraverso la politica delle scorte di mp). Il fabbisogno previsto di mp è funzionale alla determinazione del budget degli acquisti di materie prime alias budget dei costi di acquisto di mp, alias budget di approvvigionamenti di MP.
Per passare dal fabbisogno previsto delle mp al budget degli acquisti di mp devo moltiplicare per lo standard monetario delle materie prime. Differenza tra budget dei costi di produzione delle mp e il budget degli approvvigionamenti/acquisti delle mp: Il primo evidenzia il costo di produzione che devo sostenere per realizzare un dato volume di prodotto; Il secondo è la quantità che dovrò acquistare tenendo conto della politica delle scorte. Ipotesi (domanda tipica): Se il budget dei costi indica un valore di 70 e il budget degli acquisti indica un valore di 100 , qual è il valore che troverò all’interno del CE? 70 o 100? Il valore che va a finire in bilancio è 100 perché è questo che genera la fatturazione passiva, non il budget dei costi delle mp dove siamo ancora in ambito esclusivo di co.an. Riepilogo: sviluppo il budget delle vendite e questo genera un’immediata conseguenza attraverso il programma di produzione (che non è un budget) sui budget dei costi di produzione, perciò c’è una relazione diretta ed immediata tra budget delle vendite e budget dei costi di produzione = se sbaglio il budget delle vendite sicuramente sarà errato il budget dei costi di produzione; Il budget delle vendite presenta una relazione indiretta e mediata con il budget degli approvvigionamenti/acquisti. Il budget delle vendite impatta in modo pesante sul budget di tesoreria perché il primo determinerà i flussi di entrata del budget di tesoreria moltiplicando il volume di vendita per il prezzo di vendita. => il budget di tesoreria viene impattato direttamente dal fatturato e in via indiretta dalle uscite degli acquisti di materie prime.