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PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO 2a PARTE, Dispense di Programmazione e controllo

Sbobine complete secondo parziale di PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO prof Memmola complete anche con slide, integrazione con libro, esercizi svolti ed esempi fatti in classe. Argomenti compresi: Activity based costing (ABC), Il sistema di Budget , I SISTEMI DI REPORTING , L’ANALISI DEGLI SCOSTAMENTI. APPUNTI COMPLETI PER PRENDERE IL MASSIMO.

Tipologia: Dispense

2019/2020

In vendita dal 26/11/2020

Eelise
Eelise 🇮🇹

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Programmazione e controllo seconda parte
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Activity based costing (ABC)
I quesiti di lavoro per questa lezione:
- L’ABC è veramente un nuovo paradigma contabile?
- In quali ambiti possono esprimersi compiutamente le potenzialità del calcolo dei costi
activity-based?
- Attraverso quale logica di funzionamento?
- Infine, l’ABC può essere la panacea dei mali che solitamente affliggono un’azienda?
Perché nasce l’ABC ? Qual è la differenza tra ABC e l’approccio tradizionale (centri di costo)? In cosa l’ABC
migliora rispetto agli approcci tradizionali? L’ABC è davvero la panacea di tutti i mali?
Negli anni ’90 si diffuse la convinzione che tutte le aziende che avessero adottato un approccio di questo
genere avrebbero risolto ogni tipo di problema: sarebbero passate da una situazione di perdita ad una di
profitto e quindi sarebbero diventate efficienti ed efficaci.
L’ABC come approccio contabile alla determinazione del costo di prodotto nasce negli anni 80 e viene ad
inquadrarsi in un filone teorico di sviluppo della letteratura che contestava pesantemente gli approcci
manageriali che si erano sviluppati in quel momento (gli approcci al governo d’azienda).
La contabilità per centri di costo nasce nel 1920 quando A. T. Sloan, direttore della General Motors, unì
all’interno della sua azienda una serie di case automobilistiche americane e si domandava quanto ci
guadagnava su ogni singola area strategica d’affari; quanto ci guadagno, cioè, su ogni singola azienda? E
quanto ci guadagno su ogni singolo modello? La risposta fu la definizione del modella di attribuzione dei
costi indiretti tramite centri di costo.
Negli anni 80 però accade qualcosa di diverso rispetto all’inizio del secolo.
Durante questo secolo elementi immateriali, intangibili (il concetto di marca, il concetto di
personalizzazione di prodotto/servizio) sono diventati componente essenziale. Non è richiesto più un bene
per soddisfare il fabbisogno funzionale ma acquisto un concetto sistemico di prodotto/servizio per
soddisfare un bisogno fortemente complesso: si inizia quindi a parlare di immagine, di qualità, di eleganza,
sicurezza ecc.
1. il cliente diventa sempre più esigente e sofisticato;
2. il mondo è cambiato = la competizione non è più nazionale ma ormai è su scala mondiale;
3. La tecnologia elimina qualsiasi asimmetria informativa (attraverso internet e social posso ottenere
tutte le informazioni che mi servono = la tecnologia cambia il modo di fare impresa
Come cambia il modo di fare impresa?
Diventano essenziali:
Flessibilità Qualità Differenziazione
Tutto ciò porta a due grandi cambiamenti:
1: Il processo di produzione passa da una logica
labour intensive a una logica fortemente capital
intensive; la produzione diventa una produzione
automatizzata => una componente di costo (i
costi indiretti dell’area industriale) esplodono:
esplodono gli ammortamenti, i costi di
manutenzione; esplode anche la componente
extra industriale dei costi indiretti.
=> uso sempre più robot => uso sempre più
macchinari => i macchinari generano
ammortamenti => gli ammortamenti generano
anche costi di manutenzione => i costi indiretti
industriali crescono. Il punto è che diventa più complessa anche l’organizzazione: inizia ad essere essenziale
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Programmazione e controllo seconda parte 5/ Activity based costing (ABC) I quesiti di lavoro per questa lezione:

  • L’ABC è veramente un nuovo paradigma contabile?
  • In quali ambiti possono esprimersi compiutamente le potenzialità del calcolo dei costi activity-based?
  • Attraverso quale logica di funzionamento?
  • Infine, l’ABC può essere la panacea dei mali che solitamente affliggono un’azienda? Perché nasce l’ABC? Qual è la differenza tra ABC e l’approccio tradizionale (centri di costo)? In cosa l’ABC migliora rispetto agli approcci tradizionali? L’ABC è davvero la panacea di tutti i mali? Negli anni ’90 si diffuse la convinzione che tutte le aziende che avessero adottato un approccio di questo genere avrebbero risolto ogni tipo di problema: sarebbero passate da una situazione di perdita ad una di profitto e quindi sarebbero diventate efficienti ed efficaci. L’ABC come approccio contabile alla determinazione del costo di prodotto nasce negli anni ‘80 e viene ad inquadrarsi in un filone teorico di sviluppo della letteratura che contestava pesantemente gli approcci manageriali che si erano sviluppati in quel momento (gli approcci al governo d’azienda). La contabilità per centri di costo nasce nel 1920 quando A. T. Sloan, direttore della General Motors, unì all’interno della sua azienda una serie di case automobilistiche americane e si domandava quanto ci guadagnava su ogni singola area strategica d’affari; quanto ci guadagno, cioè, su ogni singola azienda? E quanto ci guadagno su ogni singolo modello? La risposta fu la definizione del modella di attribuzione dei costi indiretti tramite centri di costo. Negli anni ‘80 però accade qualcosa di diverso rispetto all’inizio del secolo. Durante questo secolo elementi immateriali, intangibili (il concetto di marca, il concetto di personalizzazione di prodotto/servizio) sono diventati componente essenziale. Non è richiesto più un bene per soddisfare il fabbisogno funzionale ma acquisto un concetto sistemico di prodotto/servizio per soddisfare un bisogno fortemente complesso: si inizia quindi a parlare di immagine, di qualità, di eleganza, sicurezza ecc.
  1. il cliente diventa sempre più esigente e sofisticato;
  2. il mondo è cambiato = la competizione non è più nazionale ma ormai è su scala mondiale;
  3. La tecnologia elimina qualsiasi asimmetria informativa (attraverso internet e social posso ottenere tutte le informazioni che mi servono = la tecnologia cambia il modo di fare impresa Come cambia il modo di fare impresa? Diventano essenziali: Flessibilità Qualità Differenziazione Tutto ciò porta a due grandi cambiamenti: 1: Il processo di produzione passa da una logica labour intensive a una logica fortemente capital intensive; la produzione diventa una produzione automatizzata => una componente di costo (i costi indiretti dell’area industriale) esplodono: esplodono gli ammortamenti, i costi di manutenzione; esplode anche la componente extra industriale dei costi indiretti. => uso sempre più robot => uso sempre più macchinari => i macchinari generano ammortamenti => gli ammortamenti generano anche costi di manutenzione => i costi indiretti industriali crescono. Il punto è che diventa più complessa anche l’organizzazione: inizia ad essere essenziale

l’ufficio marketing, la direzione amministrativa diventa direzione amministrativa finanza e controllo, i controller diventano elemento essenziale dell’azienda => esplode tutta la componente extra industriale dei costi indiretti legata ad una maggiore complessità strutturale delle aziende. Quindi ci si ritrova ad avere aziende che hanno una percentuale di incidenza dei costi indiretti sui costi totali infinitamente superiore rispetto a quella tipica delle aziende di inizio secolo scorso => ai tempi di Sloan i costi indiretti erano mediamente del 25- 30 % dei costi totali perché la maggior parte dei costi era rappresentata dalla MOD dagli anni ’80 i costi indiretti cominciano a pesare per il 60-70% dei costi totali (ad esempio per le aziende farmaceutiche la maggior parte dei costi sono rappresentati da ricerca e sviluppo). Dato che i costi indiretti crescono tanto il parametro/driver tipico di imputazione dei costi indiretti con la contabilità per CDC rimane un parametro volumetrico rappresentato da ore MOD; ma se le ore MOD contano poco come può un driver del genere spiegare come vengono consumate le risorse indirette da parte dei prodotti => i parametri tradizionale di imputazione dei costi indiretti diventano obsoleti perché è cambiata la struttura dei costi. Cosa succede se continuo ad utilizzare approcci tradizionali? 1: Quali sono i limiti dei tradizionali sistemi di cost accounting? 2: Come si determina il costo di prodotto in una logica ABC? 1: Quali sono i limiti dei tradizionali sistemi di cost accounting? Sono diversi. Uno di questi è il sovvenzionamento incrociato. (esercizio Tesis). Per capire cos’è il s.i. immaginiamo un’azienda che produce 1000 pennarelli tutti neri, tutti uguali. Quest’azienda ha costi diretti e indiretti. Un giorno arriva X e propone all’azienda di innovare il sistema prodotto: l’azienda continua a produrre ma decidono di iniziare a produrre 100 pennarelli tutti di colore e forma diversa. Questi 100 prodotti nuovi vengono veicolati sul mercato attraverso differenti canali distributivi: in un caso si usa la grande distribuzione, in un altro caso un canale distributivo basato sul franchising, in un altro caso si usa l’e-commerce ecc.. => tutti canali distributivi differenti e dato che sono anche prodotti differenti anche campagne marketing differenti => tutto ciò inevitabilmente porta ad un’azienda più complessa, dove aumentano i costi del marketing, dell’area commerciale, aumenta il costo del controllo di gestione perché deve fissare prezzi differenti per quei prodotti. => Se continuo ad usare le ore MOD come base di imputazione accade che i costi diretti rimangono sempre quelli, ma la maggiore quota dei costi indiretti andranno sui prodotti che consumano tante pre di MOD => succede quindi che i vecchi prodotti (tradizionali) stanno sovvenzionando i nuovi prodotti per effetto dell’utilizzo di un driver basato sulle ore MOD che è un parametro di tipo volumetrico che attribuirà la maggiore quota di costi indiretti ai prodotti a maggior volume (tradizionali); i prodotti a minor volume (nuovi prodotti) pur generando la crescita di maggiori costi indiretti riceveranno proporzionalmente una quota inferiore di costi indiretti rispetto al reale consumo. => i maggiori costi indiretti vanno a finire sui prodotti tradizionali (quelli per cui nulla è diverso rispetto a prima). Il sovvenzionamento incrociato in sostanza è il mancato riconoscimento del costo della complessità aziendale. Uno degli elementi di novità dell’ABC rispetto agli approcci tradizionali è il venir meno della tradizionale classificazione costi variabili - costi fissi = non esistono più i costi variabili come li abbiamo intesi fino ad ora (che crescono al crescere del volume di produzione) => saranno costi variabili quei costi che crescono al crescere della complessità aziendale => più è complessa l’azienda maggiori saranno i costi. In questo senso non ho neanche più costi fissi perché in questa logica tutti i costi diventano variabili: più è complesso fare una cosa maggiori saranno i CV. Orientamento al breve termine = manca una prospettiva strategica; Utilizzo di basi di ripartizione delle spese generali basate sulle ore mod

Negli anni 80 iniziano a lavorare sulla definizione dell’ABC.

  • Porter : la catena del valore : è uno strumento d’interpretazione della complessità aziendale: attraverso la catena del valore P. identifica le attività primarie e di supporto che creano valore per il cliente (il valore è il prezzo che il cliente è disposto a pagare per quanto l’azienda offre);
  • Miller e Vollman: the hidden factory: dicono che il costo di un prodotto non dipende tanto dai fattori produttivi utilizzati per ottenere quel prodotto (MP, MOD, semilavorati ecc), ma è dato dalle transazioni che l’azienda pone in essere per ottenere quel prodotto. Se alla parola “transazioni” sostituiamo “attività” otteniamo la risposta alla domanda numero 2: Come si determina il costo di prodotto in una logica ABC? Andando a considerare il numero delle attività poste in essere da un’azienda per ottenere quel prodotto stesso. La determinazione del costo di prodotto in una logica ABC avviene in questo modo: i fattori produttivi vengono utilizzati per ottenere/alimentare delle attività; le attività servono ad ottenere i prodotti. Quindi, la logica dell’ABC è questa: => Si studia separatamente l’efficienza nello svolgimento delle attività e quindi del consumo dei fattori produttivi da parte dell’attività e successivamente l’efficienza nell’ottenimento del prodotto finito minimizzando le attività necessarie allo stesso.

Per rispondere alla domanda 2: Andando dall’alto verso il basso: 1: risorse: sono i fattori produttivi, ovvero le MP, la MOD, ecc che utilizzo per alimentare le attività; determino perciò il costo di un’attività utilizzando opportuni coefficienti/driver che partendo dal costo delle risorse mi permettono di ottenere il costo dell’attività. Per ottenere poi il costo della commessa devo utilizzare un ulteriore coefficiente che mi permette di determinare la fase di imputazione. =>ricorda molto l’attribuzione; =>imputazione Le differenze con CDC sono: L’allocazione non c’è => sono ci sono attività intermedie e finali = tutte le attività sono finali; La differenza essenziale è che concettualmente siamo sempre in presenza di una metodologia di calcolo che parte dai costi classificati per natura dalla co.ge. e deve arrivare a determinare un costo per destinazione => deve arrivare a rispondere alle domande dove, come, da chi e per cosa, l’essenziale della differenza è che il centro di costo è un’entità statica e un ambito organizzativo molto ampio; mentre l’attività è dinamica, è una combinazione di tecnologie, metodologie, ambiente, materie prime e persone: è un entità dinamiche che esprime il concetto di fare qualcosa per ottenere qualcosa; Vado a vedere attraverso l’attività l’organizzazione del lavoro: come un’azienda lavora per ottenere un prodotto => l’attività quindi è un’entità contabile infinitamente più piccola rispetto ai centri di costo. => all’interno del CDC possiamo individuare n attività. => le attività non sono tutte uguali:

  • core activities: attività a valore aggiunto: sono le attività che creano valore per il cliente, per cui il cliente è diposto a pagare;
  • support activities: non creano valore per il cliente ma che devo fare perché sono essenziali ai fini del funzionamento di un’azienda es. la fatturazione;

limiti alla diffusione dell’ABC: 1: Il costo di progettazione, di sviluppo e di messa a regime di un’ ABS => costa molto di più rispetto ad un sistema tradizionale; 2: Le competenze: nel 2018 le competenze nel mondo di controllo di gestione tali da riuscire a sviluppare un sistema di questo genere non sono molto diffuse; 3: Il sistemi ABC è fortemente pervasivo nella realtà aziendale: vado a vedere come le persone lavorano all’interno dell’azienda => è uno strumento che genera tensione se non viene attentamente gestito. 7/ Il sistema di Budget Tipologie di esercizi:

  • Programma di produzione (costruzione dei consumi e del budget degli approvvigionamenti)= è un esercizio semplice che riproporrà le tipicità del MDC su fattore scarso (decisioni in presenza di un vincolo tecnico)
  • budget dell’area finanziaria= budget di tesoreria e rendiconto finanziario (spesso nella prova di completamento budget di tesoreria/di cassa)
  • analisi degli scostamenti: occorre solo ricordare la formula Domande/temi sul budget:
    1. Quale ruolo per il budget in azienda?
    2. Attraverso quali processi si giunge alla definizione del budget?
    3. Quali sono le funzioni del budget? Quali le principali classificazioni?
    4. Come il budget consente di verificare la fattibilità tecnica, economica e finanziaria dei programmi d’azione?
    5. Come si prepara il budget delle vendite? Quali relazioni rispetto agli altri budget elementari?
    6. Come sono strutturati i budget dell’area commerciale? Come definire a budget i costi dell’area commerciale (costi di marketing)?
    7. Come si predispongono i budget della produzione a partire dal programma di produzione?
    8. Quali logiche per lo sviluppo dei budget delle unità di staff?
    9. Come si sviluppano i budget degli investimenti?
    10. Quale ruolo per i budget dell’area finanziaria? Budget di tesoreria? Rendiconto finanziario?
    11. Quali sintesi per i budget dell’area operativa? Come si predispongono i budget di conto economico e di situazione patrimoniale preventiva? Le risposte dalla 1 alla 4 ci consentiranno di capire il ruolo del budget in azienda. In prova di completamento/orale certa domanda su funzioni del budget e sulle classificazioni del budget. Il budget si colloca nell’ambito di un approccio del governo aziendale di tipo razionale-anticipatorio; in linea di prima approssimazione possiamo dire che il budget è strumento di programmazione, è lo strumento attraverso il quale identifico gli obiettivi di breve termine a valenza quantitativa o monetaria e quantifico le risorse necessarie al perseguimento degli obiettivi.

Il budget è un programma d’azione = è un piano espresso in termini quantitativi monetari riferiti ad un orizzonte temporale di un anno; “piano d’azione” perché il budget non solo indica gli obiettivi che devo raggiungere il prossimo anno ma evidenzia anche le azioni necessarie al raggiungimento di tali obiettivi. Se tutto questo è vero, il budget ha inevitabilmente una doppia natura:

  1. economico contabile: è riconducibile al concetto di controllo economico;
  2. organizzativa: è propria del controllo esecutivo. Ricorda: il controllo economico attiene a una dimensione economico contabile => il budget come strumento economico ci porta ad identificare nel budget lo strumento attraverso il quale individuerò gli obiettivi di fatturato, gli obiettivi in termini di costi che ammissibili rispetto al fatturato obiettivo; Il budget come strumento organizzativo ci porta a definire il budget come lo strumento di governo dell’azienda, come lo strumento attraverso il quale negozio gli obiettivi con i diversi responsabili dei centri di responsabilità, assegno le risorse a ciascun responsabile, monitoro le azioni poste in essere da tali responsabili per perseguire i loro obiettivi, valuto i risultati raggiunti. Quindi, il budget è un processo attraverso il quale definisco gli obiettivi di carattere operativo, alloco le risorse da utilizzare, individuo gli ambiti di autonomia decisionale (devo dire ai manager su cosa possono decidere e su cosa non possono decidere), prendo le decisioni operative del caso, valuto la fattibilità economica finanziaria e tecnica degli obiettivi definiti. Fattibilità economica: sarò in grado di realizzare un risultato economico positivo nel corso del prossimo anno? I ricavi supereranno i costi? Fattibilità finanziaria : sarò in grado di far fronte agli impegni presi nei confronti delle banche, dei fornitori, dei dipendenti? => le entrate di denaro devono superare le uscite Fattibilità tecnica : avrò la capacità produttiva sufficiente ad alimentare i miei obiettivi? AVVERTENZE PRIMA DELL’USO
  • Il budget non è una semplice previsione: previsione≠programmazione => il budget è strumento di programmazione non di previsione perchè attraverso la previsione ipotizzo un possibile scenario futuro, quantifico il mercato di riferimento di un determinato prodotto => nella previsione ho un atteggiamento conoscitivo, passivo rispetto al mercato = questo è il mercato non faccio nulla. => nella programmazione ho un atteggiamento pro-attivo nei confronti del mercato = mi propongo di influenzare il mercato: identifico un obiettivo per me che significa impattare sul mercato/influenzare il mercato in qualche modo;
  • il budget non è un tentativo di estrapolazione nel futuro di tendenze storiche o in atto : dobbiamo sviluppare il budget guardando al futuro e non al passato;

Negli ambienti particolarmente discontinui non esiste questa distinzione tra obiettivi perché lungo e breve periodo coincidono. Bisogna vedere se gli obiettivi strategici abbiano ancora senso in questi contesti.

  1. Azione realizzativa
  2. Rilevazione dei risultati
  3. Confronto obiettivi/risultati
  4. Analisi scostamenti
    1. Nessuna azione
    2. Azione correttiva
    3. Revisione obiettivi 2: Ruolo sistema di budget Il ruolo del budget ha una doppia valenza:
  5. Ruolo tecnico di strumento economico: riguarda l’allocazione delle risorse (fattori produttivi) ai diversi centri di responsabilità e la verifica della fattibilità dei programmi d’azione futuri.
  6. Ruolo organizzativo di strumento organizzativo: serve ad attribuire delle responsabilità economiche ai centri di responsabilità (delega), porre le premesse per avare una forte integrazione e coordinamento tra i centri di responsabilità (significa anche risolvere i conflitti), motivare i centri di responsabilità, cioè interiorizzazione degli obiettivi aziendali a quelli individuali dei responsabili dei centri di responsabilità. Si parla di goal congruence, ovvero la convergenza tra obiettivi del singolo e dell’azienda. Il budget rappresenta uno strumento di guida/orientamento, non una mera previsione passiva, se fosse così non sarebbe un vero sistema di budget. Per essere guida e orientamento deve richiedere un governo proattivo delle leve gestionali in risposta alle dinamiche ambientali. Il budget funge da orientamento del comportamento dei titolari dei centri di responsabilità rispetto al conseguimento di obiettivi operativi di breve periodo in coerenza con la strategia aziendale nel lungo periodo. 3: Definizione Il budget è definito come programma d’azione (sistema/insieme di obiettivi che i centri di responsabilità devono conseguire in modo integrato e coordinato) espresso in termini quantitativo-monetari, relativo ad un definito orizzonte temporale, variamente articolato su periodi più brevi. 4: Ambiti di applicazione Il budget diviene di cruciale importanza nel momenti in cui:
  7. Ambiente esterno instabile: il budget è uno strumento di adattamento dell’azienda in risposta alle dinamiche ambientali; esso serve a interpretare il futuro per cogliere tutte le opportunità e per difendersi dalle minacce esterne.
  8. Complessità aziendale, che può essere sia strategica quando è riconducibile alla numerosità e la connessione delle aree di risultato (al crescere di numerosità e connessioni, aumenta la complessità) sia organizzativa, quando è riconducibile alla struttura organizzativa stessa.
  9. Risorse disponibili limitate: è necessario allocare le risorse in modo efficiente (destino il minor numero di risorse possibili) ed efficace (dove servono). 4: Le funzioni/finalità del budget sono:
  1. Funzione di programmazione: è la funzione principe del processo di budgeting: è la funzione che caratterizza il budget come strumento di governo aziendale di breve periodo; attraverso questa funzione si procede all’identificazione degli obiettivi quantitativo monetari a livello aziendale e per singolo centro di responsabilità; si procede altresì all’assegnazione delle risorse in modo coerente rispetto agli obiettivi perseguiti (tendenzialmente, tanto più sfidanti saranno gli obiettivi di un CDR tanto maggiori saranno le risorse). Affinché questa funzione sia correttamente perseguita gli obiettivi dovranno risultare massimamente realistici, cioè dovranno rispecchiare il più possibile il contesto operativo in cui l’azienda andrà ad operare. La caratterizzazione realistica degli obiettivi in fase di programmazione è da ricondursi ad una corretta quantificazione delle risorse necessarie sia a livello aziendale che a livello di ogni singolo CDR per evitare pericolosi fenomeni di sovra/sotto utilizzazione delle risorse. => gli obiettivi devono essere realistici al fine di evitare fenomeni di sovra/sotto utilizzazione delle risorse. = è il ruolo tradizionale attribuito al budget: attraverso la definizione, da parte delle singole unità organizzative, dei programmi d’azione, vengono allocate le risorse coerentemente agli obiettivi da perseguire; attraverso la quantificazione, viene verificata la fattibilità economica complessiva. Affinchè l’allocazione delle risorse si dimostri razionale, i programmi d’azione e gli obiettivi in essi contenuti, devono essere il più possibile realistici. In caso contrario, si corre un duplice rischio: 1: programmi di azione “ottimistici”: le risorse si dimostreranno eccessive rispetto ai fabbisogni, con l’effetto di sottoutilizzi o non utilizzi; 2: programmi d’azione “pessimistici”: le risorse allocate si dimostreranno insufficienti, con il rischio di perdita di opportunità economiche.
  2. Funzione di guida e motivazione: è la funzione del budget che rivela maggiormente la sua natura di strumento organizzativo: il budget è il principale strumento (se non l’unico in determinati contesti organizzativi) attraverso il quale negozierò gli obiettivi con i responsabili di ogni singolo CDR. Affinchè questa funzione sia correttamente perseguita gli obiettivi devono avere una duplice natura: 1: devono essere motivanti : difficili ma raggiungibili => per essere motivanti deve essere posto ad un livello superiore per poter comunque assicurarsi il raggiungimento dell’obiettivo minimo; 2: stabili e condivisi : condiviso si intende che nel momento in cui chiunque impone un obiettivo è l’esercizio di un’attività dittatoriale che possiamo più o meno condividere ma che non sentiremo mai come completamente nostro; un conto è condividere e un conto è negoziare l’obiettivo = vero e proprio processo di contrattazione dell’obiettivo; con stabile invece si intende che bisogna muoversi in un contento nel quale so quali sono gli elementi attraverso i quali sarò valutato. = il budget rappresenta uno strumento di guida per il governo economico, in quanto formalizzazione quantitativo-monetaria dei programmi d’azione. Nei cosi in cui la definizione di obiettivi si accompagni all’assegnazione di responsabilità economiche, il budget assolve la funzione di motivazione, cioè di influenza del comportamento individuale. Per essere motivanti, gli obiettivi devono risultare nel contempo difficili e raggiungibili oltre che definiti con la partecipazione del responsabile:
  1. Difficili, nel senso di maggiormente impegnativi rispetto a quelli di programmazione;
  2. Raggiungibili, nel senso che devono comunque mantenere un grado di realismo. In caso contrario rischierebbero di diventare demotivanti perché percepiti come inattuabili.
  1. Funzione di valutazione e controllo: il budget è al tempo stesso strumento di programmazione ma anche strumento di controllo: il controllo cui facciamo riferimento è sempre da intendersi come controllo economico e controllo esecutivo (vedi su). Affinché questa funzione sia correttamente perseguita gli obiettivi devono risultare massimamente flessibili: devono rispecchiare cioè le condizioni di effettiva operatività dell’azienda nel periodo di budget. = il processo di budgeting comprende al proprio interno la fase di verifica del grado di raggiungimento degli obiettivi che rappresenta, nel contempo la fase conclusiva di un ciclo ed iniziale del successivo. I traguardi di budget rappresentano, quindi, il punto di riferimento per la valutazione dei risultati ottenuti al fine di verificare:

3: Conflittualità fra la funzione di programmazione e la funzione di valutazione e controllo: è una conflittualità di ordine minore perché si tratta di due funzioni temporalmente non coincidenti: la programmazione la faccio nel momento in cui preparo il budget (ottobre/novembre 2018 sto preparando il budget per il 2019), la funzione di valutazione e contorllo la pongo in essere al termine del periodo di budget (a fine 2019) => si tratta di due momenti temporalmente non coincidenti che possono tranquillamente coesistere. (Domanda su questa conflittualità più gettonata). Le altre due funzioni, definite “effetti collaterali postivi dello sviluppo del budget in azienda”, sono:

  1. Funzione di coordinamento e integrazione: consente all’azienda di operare come fosse un unico organismo non come somma di una serie di centri di responsabilità slegati l’uno dall’altro; perciò attraverso questa funzione definisco le metriche dell’agire coordinato tra i diversi responsabili dei CDR e soprattutto posso definire un sistema di obiettivi integrato = integrazione degli obiettivi: l’obiettivo del singolo CDR trova giustificazione nel perseguimento di un unico obiettivo valido a livello aziendale; Il budget, in quanto presiede alla progressiva disaggregazione degli obiettivi generali in obiettivi parziali, coerenti con le responsabilità economiche assegnate ai singoli responsabili delle unità organizzative, svolge la funzione di: a) Coordinamento tra responsabili delle specifiche unità, in modo che le decisioni dei singoli non siano in contrasto tra loro e coerenti con gli obiettivi generali; b) Integrazione, nel senso che gli obiettivi parziali sono tra loro coerenti ed il raggiungimento congiunto è condizione necessaria per il perseguimento di quello generale.
  2. Funzione di formazione e apprendimento: è da interpretarsi su una duplice prospettiva: formazione e apprendimento vuol dire intanto capacità di apprendere le tecnicità del processo di budget: man mano che sviluppo il budget imparo a farlo sempre meglio, a strutturare al meglio il processo di budgeting; ma è da intendersi anche come possibilità per ogni singolo titolare per ogni CDR di conoscere le criticità, i problemi degli altri titolari dei CDR (dei suoi colleghi). =il bdg è anche strumento di apprendimento, poiché permette di apprendere dall’esperienza. Si pensi al confronto obiettivi/risultati. Esempio domanda: assunto quali siano i caratteri tipici della funzione di programmazione della funzione di guida e di motivazione esponete i criteri/logiche risolutive delle possibili conflittualità Dobbiamo capire come materialmente si sviluppa il processo di budget, cos’è il calendario di budget, com’è organizzato il budget ecc. Questa slide dice che il budget può essere introdotto in azienda in vari modi:
  • Budget come strumento di previsione: in questo caso il budget non ha un ruolo di programmazione = attraverso il budget definisco semplicemente lo scenario operativo che affronterò nel corso del prossimo anno senza identificare alcuno obiettivo specifico;
  • Budget come strumento di programmazione: porta a fissare, definire degli obiettivi essenzialmente solo a livello aziendale. = identifico un obiettivo di fatturato per l’intera azienda;
  • Budget per centri di responsabilità: fisso l’obiettivo a livello aziendale e definisco/negozio un obiettivo per ogni singolo CDR. Domanda frequente: classificazione del budget => diverse tipologie di budget:

Ci sono 3 criteri attraverso i quali classifico il budget; Dal basso verso l’alto: Tipo di fattibilità verificata: in funzione della fattibilità verificata i budget possono essere classificati in:  Budget operativi: permettono di verificare la fattibilità economica (=equilibrio costi-ricavi);  Budget finanziari: consentono di verificare la fattibilità finanziaria in termini di flussi finanziari di breve/medio periodo (fonti di finanziamento e impieghi) o di brevissimo periodo (entrate e uscite di cassa)  Budget degli investimenti: consentono di verificare la fattibilità tecnica = ho la capacità produttiva sufficiente? Ipotesi gestionali sottostanti: in funzione delle ipotesi gestionali sottostanti i budget possono essere:  Budget rigidi: ipotizzo un unico volume di attività, di produzione vendita, costruisco di conseguenza il mio budget con riferimento a questo volume di attività;  Budget flessibili: ipotizzo differenti volumi di attività/ipotesi operative: si identifica solitamente una best keys, worst keys, middle keys (ipotesi migliore, peggiore, normale). Tutto ciò che cambia tra queste 3 ipotesi di riferimento dalla peggiore alla maggiore è solo il volume di attività = il volume di produzione-vendita; ne consegue che cambiando il volume id produzione vendita Fra un ipotesi di budget e l’altra cambia il fatturato, i costi variabili di produzione e i costi variabili commerciali, tutto il resto rimane uguale.  Budget a scenari multipli: ipotizzo differenti contesti di operatività/scenari che possono differire per condizioni politiche es. come cambia la mia operatività se si sviluppa un embargo nei confronti della Russia? => vendo principalmente in Russia=> non posso più vendere in Russia => il mio mercato crolla. Scenari completamente diversi nel cui contesto ciò che cambia non è solo il volume di attività ma tutte le condizioni che sono alla base dell’operatività aziendale e conseguentemente della struttura dei costi (cambiamo le marginalità). Orizzonte temporale di riferimento: in funzione dell’orizzonte temporale i budget possono essere:  budget a periodo definito : ott./nov./dic. del 2018 preparo il budget del 2019 cioè il budget che parte l’1/1/2019 e chiude al 31/12/19. Succede che quando arriva il 2019 se sono al 30/09/ guardo avanti il mio orizzonte temporale di riferimento che è di 3 mesi: devo aspettare che sia approvato il budget del 2020 per capire cosa posso fare nel 2020, ma intanto al 30/09/19 vedrò solo 3 mesi = ho un operatività coperta del budget di soli 3 mesi  budget a periodo scorrevole/rolling Tipo di fattibilità verificata

L’ultima fase che si chiude poco prima della metà di dicembre è l’approvazione/formalizzazione definitiva del budget come strumento di governo dell’anno successivo. Tutto ciò viene regolato dal calendario di budget regolato dall’ufficio controllo di gestione e indica tempi, modalità di sviluppo del budget, attori coinvolti, date delle riunioni, obiettivi che ci proponiamo di realizzare attraverso il budgeting. = Poiché il budget è un meccanismo operativo formalizzato, la sua predisposizione richiede l’esistenza di una tempistica che regoli il susseguirsi delle singole fasi. Tale documento è definito calendario di budget. In esso sono identificate: a) Le fasi in cui è scomponibile il globale processo: ciò significa individuare la sequenza di sviluppo dei singoli budget; b) Gli attori coinvolti: per ogni fase sono indicati sia i soggetti che devono fornire informazioni sia i destinatari delle medesime; c) I tempi: ogni fase ha un suo momento di inizio e di fine. È possibile che alcune si sovrappongano, in quanto le informazioni da esse scaturenti sono necessarie per una successiva comune; d) Le modalità concrete di realizzazione: nello sviluppo del budget e per assolvere pienamente la funzione di coordinamento, non è infrequente il lavoro di gruppo. Il calendario di budget indica la composizione e gli indicatori dei gruppi di lavoro, oltre alle finalità da perseguire. In termini generali due momenti risultano rilevanti: 1: La data di inizio del processo, la quale deve essere stabilita a distanza congrua ma non eccessiva rispetto alla fine del periodo precedente; 2: La data di fine del processo, stabilita in modo tale da rendere possibili eventuali modificazioni ai programmi d’azione, laddove la situazione economica attesa si presenti non soddisfacente. 12/ 11 IL SISTEMA DI BUDGET L’articolazione del sistema di budget Il sistema di budget è l’insieme dei budget elementari, avvinti da relazioni di interdipendenza e complementarità, che compongono il master budget. Tradizionalmente, si è portati a classificare, in base al contenuto, tali budget elementari in tre sottoinsiemi:

  1. Budget operativi
  2. Budget degli investimenti
  3. Budget finanziari BUDGET OPERATIVI Il sottosistema operativo Il sottosistema in oggetto raggruppa i budget relativi ad unità organizzative la cui attività rientra nell’ambito della gestione tipica o caratteristica d’azienda. Attraverso la loro predisposizione si definiscono i componenti positivi e negativi di reddito relativi a predefiniti programmi d’azione ed a prescelte politiche gestionali correnti. Dalla loro sintesi emerge il reddito operativo atteso, ottenibile sia dalla contrapposizione tra il totale dei componenti positivi e negativi sia dalla aggregazione di risultati economici parziali. In tal modo è possibile attuare una prima fondamentale verifica: la fattibilità la fattibilità economico-reddituale dei programmi d’azione. I budget operativi sono suddivisi in macro aree, in funzione dell’attività svolta dalle unità organizzative: A) Area commerciale; - > attività di vendita B) Area produttiva; La somma dei valori di tutte queste aree mi C) Area amministrativa; costituisce il budget di conto economico D) Area ricerca e sviluppo; L’aggregazione dei budget elementari avviene: A) Nel budget dei costi di gestione caratteristica (costo del venduto) in cui si rilevano i componenti negativi di reddito; B) Nel budget di conto economico, comprensivo del precedente e dei componenti positivi di reddito: il sottosistema dei budget operativi permette la determinazione del reddito operativo previsionale.

Il sottosistema dei budget operativi La dimensione operativa rappresenta il monito iniziale della predisposizione del master budget poiché fa riferimento alla gestione caratteristica corrente dell’azienda relativamente alla quale esistono conoscenze diffuse. I budget dell’area commerciale: Nell’area commerciale si individuano: a) Il budget delle vendite; b) I budget dei costi commerciali e a loro volta suddivisi in: b1) budget dei costi di vendita; b2) budget dei costi “discrezionali”; b3) budget dei costi indiretti commerciali. Il budget delle vendite genera componenti positivi di reddito; i budget dei costi commerciali, componenti negativi di reddito. Budget delle vendite molto gettonato nelle domande: relazione tra budget delle vendite e altri budget. Abbiamo già detto che i budget possono essere di tipo di fattibilità verificata che si classificano in budget operativi, budget degli investimenti e budget finanziari. Equilibrio finanziario= prospettiva di breve/medio termine => uso il rendiconto finanziario per verificare questo equilibrio; Equilibrio monetario= prospettiva di breve/brevissimo termine => uso lo strumento del budget di cassa/tesoreria per verificare l’esistenza di questo equilibrio. Fatta questa premessa dobbiamo capire la struttura dei budget operativi. Due considerazioni sui budget operativi:

  • Questa immagine ci da l’evidenza del concetto di master budget: è un sistema di budget elementari legati fra loro da relazioni di interdipendenza.=> il budget delle mp in qualche modo è legato a quelle delle

Definizione: Il budget delle vendite è quel budget elementare che nell’ambito dei budget dell’area commerciale compresi nei budget operativi, evidenzia gli obiettivi in termini di volumi di vendita (quantità) che ci si propone di realizzare nel corso del prossimo periodo di budget. Il budget delle vendite deve indicare i volumi di vendita che dovranno essere opportunamente organizzati per prodotti, area geografica, area strategica d’affari e se ho un struttura commerciale complessa anche per gli agenti di vendita; deve indicare il prezzo per ciascun prodotto; deve indicare opportunamente il mix di vendita (quando vendo per ciascun prodotto, in ciascuna area geografica, per ciascuna asa). A seconda del mix di vendita potrò avere non solo un diverso fatturato ma manche una diversa marginalità. Se tutto ciò è il budget delle vendite, vediamo la relazione tra il budget delle vendite e gli altri budget del master budget. => Il budget delle vendite evidenzia il volume di vendita => bisogna passare da volume di vendita al volume di produzione => il volume di vendita determina il volume di produzione (a seconda di quanto devo vendere decido quanto produrre) => come faccio a passare dal volume di vendita al volume di produzione? => devo considerare la politica delle scorte dei prodotti finiti => devo sommare le rimanenze finali dei prodotti finiti e sottrarre le rimanenze iniziali dei prodotti finiti. Possiamo dire che il volume di vendita impatta sulla politica delle scorte di pdt finiti, impatta sul volume di produzione e conseguentemente il volume di produzione determina una cosa molto importante: il programma di produzione. Il programma di produzione non è un budget ma è uno strumento che permette di quantificare quanto dovrò produrre e come dovrò produrre i prodotti finiti (attraverso quali standard fisici per ciascun fattore produttivo e attraverso quale carico di lavoro per ciascun impianto o CDC). Dal volume di produzione posso ottenere i consumi previsti dei diversi fattori produttivi => supponiamo di indicare il consumo previsto di mp (quanta mp mi serve per realizzare un dato volume di produzione) Il consumo previsto di mp esprime la quantità di fattore produttivo che dovrò utilizzare per ottenere un dato volume di produzione. Per passare dal volume di produzione al consumo previsto di materie prime moltiplico il volume di produzione per lo standard fisico dello specifico fattore produttivo diretto. Per determinare il budget dei costi di produzione delle materie prime devo passare dai consumi previsti delle mp ai budget dei costi di produzione (quantità – > valorizzazione in euro) = moltiplico il consumo per lo standard monetario e ottengo il budget dei costi di produzione delle mp (= sinonimo di budget di consumi delle mp). Per passare dal consumo previsto di MP al fabbisogno previsto di MP = quantità di mp che materialmente dovrò acquistare sul mercato => aggiungo le rimanenze finali desiderate di materie prime, sottraggo le rimanenze iniziali di mp e ottengo il fabbisogno previsto di mp (passo dal budget dei costi di produzione al fabbisogno previsto attraverso la politica delle scorte di mp). Il fabbisogno previsto di mp è funzionale alla determinazione del budget degli acquisti di materie prime alias budget dei costi di acquisto di mp, alias budget di approvvigionamenti di MP.

Per passare dal fabbisogno previsto delle mp al budget degli acquisti di mp devo moltiplicare per lo standard monetario delle materie prime. Differenza tra budget dei costi di produzione delle mp e il budget degli approvvigionamenti/acquisti delle mp: Il primo evidenzia il costo di produzione che devo sostenere per realizzare un dato volume di prodotto; Il secondo è la quantità che dovrò acquistare tenendo conto della politica delle scorte. Ipotesi (domanda tipica): Se il budget dei costi indica un valore di 70 e il budget degli acquisti indica un valore di 100 , qual è il valore che troverò all’interno del CE? 70 o 100? Il valore che va a finire in bilancio è 100 perché è questo che genera la fatturazione passiva, non il budget dei costi delle mp dove siamo ancora in ambito esclusivo di co.an. Riepilogo: sviluppo il budget delle vendite e questo genera un’immediata conseguenza attraverso il programma di produzione (che non è un budget) sui budget dei costi di produzione, perciò c’è una relazione diretta ed immediata tra budget delle vendite e budget dei costi di produzione = se sbaglio il budget delle vendite sicuramente sarà errato il budget dei costi di produzione; Il budget delle vendite presenta una relazione indiretta e mediata con il budget degli approvvigionamenti/acquisti. Il budget delle vendite impatta in modo pesante sul budget di tesoreria perché il primo determinerà i flussi di entrata del budget di tesoreria moltiplicando il volume di vendita per il prezzo di vendita. => il budget di tesoreria viene impattato direttamente dal fatturato e in via indiretta dalle uscite degli acquisti di materie prime.