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Lo Sviluppo Cognitivo: Teorie di Piaget, Werner e Vygotsky - Prof. D'amico, Sintesi del corso di Psicologia dello Sviluppo

Manuale di psicologia dello sviluppo. Fonzi. Giunti.

Tipologia: Sintesi del corso

2013/2014

Caricato il 18/01/2014

ageltrude
ageltrude 🇮🇹

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Modelli deterministici unicausali:
La positività verso la scienza faceva presupporre che fosse possibile, nelle scienze
siche come in quelle biologiche, individuare alcune catene casuali certe e suciente
mente semplici, tali da consentire una chiara comprensione dei fenomeni ed una loro
precisa manipolazione. L’adozione di tali modelli ha portato a postulare una casualità
di tipo lineare, per la quale alcune semplici cause esercitano un’inuenza
unidirezionale sul comportamento umano. Ma come si vedrà in seguito, con le scienze
siche, nessun eetto è riconducibile all’azione di una sola variabile. In ambito
psicologico le spiegazioni deterministiche e unicausali si sono focalizzate su due
versanti opposti:
Da un lato nell’AMBIENTE (COMPORTAMENTISMO S-R) e dall’altro nei fattori BIOLOGICI
(PSICOANALISI; pulsioni).
Modelli probabilistici multicausali
Si è spostata l’attenzione sulle reciproche modicazioni ed interazioni delle variabili
lungo il tempo. Queste interazioni non sono sse, ma si modicano, appunto, nel
tempo. Perciò a una visione statica si va a sostituire una visione dinamica che
considera l’evoluzione del sistema nel tempo. Qui la rigida divisione tra variabili
dipendenti e indipendenti non è più possibile infatti ogni variabile diventa causa e
eetto di altro di conseguenza è impossibile predire nel tempo esattamente le
conseguenze di un mutamento all’interno di un sistema. Così l’analisi di alcuni
fenomeni è possibile solo in termini probabilistici. Il comportamento e lo sviluppo
umano di conseguenza non possono essere considerati il frutto obbligato delle
inuenze ambientali o biologiche. La mente non è in balia degli oggetti esterni e della
progettazione biologica, ma attivamente riorganizza le proprie relazioni con l’ambiente
e con l’organismo: Essa non è solo ‘’reattiva’’ ma anche ‘’proattiva’’. Il ruolo cruciale
delle mente umana nel costruire il proprio rapporto con il mondo è al centro dei
modelli dei grandi studiosi che hanno indagato lo sviluppo cognitivo, come PIAJET,
WERNER, VIGOTSKY.
PIAJET
Ricordiamo che secondo il costruttivismo di PIAJET, l’intelligenza realizza la più
alta forma di adattamento, vale a dire il più alto equilibrio tra l’azione
dell’organismo sull’ambiente e viceversa.
Organismo- F 0 E 0 INTELLIGENZA F 0 E 0 ambiente
Ambiente F 0 E 0 INTELLIGENZA F 0 E 0 Organismo
Con alcune ricerche Piajet delineò una teoria stadiale dello sviluppo congnitivo.
L’intelligenza è il risultato di una particolare interazione dell’organsmo con l’ambiente.
Si vericherebbe sottoforma di un equilibrio dinamico (frequentemente si rompe per
ricostruirsi a un livello più alto) fra un processo di assimilazione dei dati
dell’esperienza a schemi mentali, (inizialmente di ordine percettivo-motorio all’inizio e
poi esplicativi o predittivi) già presenti nell’individuo in crescita, e un processo di
accomodamento, ovvero di modicazione di tali schemi quando l’esperienza è troppo
nuova.
Esperienza F 0 E 0Processo di assimilazione sottoforma di schemi mentali F0 E 0 esperienza
nuova ( non si adatta agli scemi precedenti o per giudizio di altri) F 0 E 0Accomodamento F 0 E 0
Nuovi schemi mentali
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Modelli deterministici unicausali:

La positività verso la scienza faceva presupporre che fosse possibile, nelle scienze fisiche come in quelle biologiche, individuare alcune catene casuali certe e sufficiente mente semplici, tali da consentire una chiara comprensione dei fenomeni ed una loro precisa manipolazione. L’adozione di tali modelli ha portato a postulare una casualità di tipo lineare, per la quale alcune semplici cause esercitano un’influenza unidirezionale sul comportamento umano. Ma come si vedrà in seguito, con le scienze fisiche, nessun effetto è riconducibile all’azione di una sola variabile. In ambito psicologico le spiegazioni deterministiche e unicausali si sono focalizzate su due versanti opposti:

Da un lato nell’AMBIENTE (COMPORTAMENTISMO S-R) e dall’altro nei fattori BIOLOGICI (PSICOANALISI; pulsioni).

Modelli probabilistici multicausali

Si è spostata l’attenzione sulle reciproche modificazioni ed interazioni delle variabili lungo il tempo. Queste interazioni non sono fisse, ma si modificano, appunto, nel tempo. Perciò a una visione statica si va a sostituire una visione dinamica che considera l’evoluzione del sistema nel tempo. Qui la rigida divisione tra variabili dipendenti e indipendenti non è più possibile infatti ogni variabile diventa causa e effetto di altro di conseguenza è impossibile predire nel tempo esattamente le conseguenze di un mutamento all’interno di un sistema. Così l’analisi di alcuni fenomeni è possibile solo in termini probabilistici. Il comportamento e lo sviluppo umano di conseguenza non possono essere considerati il frutto obbligato delle influenze ambientali o biologiche. La mente non è in balia degli oggetti esterni e della progettazione biologica, ma attivamente riorganizza le proprie relazioni con l’ambiente e con l’organismo: Essa non è solo ‘’reattiva’’ ma anche ‘’proattiva’’. Il ruolo cruciale delle mente umana nel costruire il proprio rapporto con il mondo è al centro dei modelli dei grandi studiosi che hanno indagato lo sviluppo cognitivo, come PIAJET, WERNER, VIGOTSKY.

PIAJET

  • Ricordiamo che secondo il costruttivismo di PIAJET, l’intelligenza realizza la più alta forma di adattamento, vale a dire il più alto equilibrio tra l’azione dell’organismo sull’ambiente e viceversa.

Organismo- F 0 E 0INTELLIGENZA F 0 E 0ambiente

Ambiente F 0 E 0INTELLIGENZA F 0 E 0Organismo

Con alcune ricerche Piajet delineò una teoria stadiale dello sviluppo congnitivo. L’intelligenza è il risultato di una particolare interazione dell’organsmo con l’ambiente. Si verificherebbe sottoforma di un equilibrio dinamico (frequentemente si rompe per ricostruirsi a un livello più alto) fra un processo di assimilazione dei dati dell’esperienza a schemi mentali, (inizialmente di ordine percettivo-motorio all’inizio e poi esplicativi o predittivi) già presenti nell’individuo in crescita, e un processo di accomodamento, ovvero di modificazione di tali schemi quando l’esperienza è troppo nuova.

Esperienza F 0 E 0Processo di assimilazione sottoforma di schemi mentali F 0 E 0esperienza nuova ( non si adatta agli scemi precedenti o per giudizio di altri) F 0 E 0Accomodamento F 0 E 0 Nuovi schemi mentali

Orientamenti tra i 4- 8 e 9 anni su come il pensiero infantile si manifesta in forma verbale:

  • EGOCENTRISMO: Difficoltà di uscire dal proprio punto di vista. Nel primo e secondo stadio circa fino ai 4 mesi quindi, il bambino si trova in una fase di egocentrismo assoluto, in cui le immagini che osserva sono << l’estensione, se non il prodotto, del suo sforzo di vedere>>. Egli non differenzia la realtà esterna da se stesso e non considera le proprie percezioni come indici dell’esistenza di oggetti veri e propri, ossia entità reali e situate nel mondo circostante. Cosa dunque sente e tocca?

a una diversa modalità sensoriale e inizialmente privo di connessioni con gli altri quadri possibili.

Dai due anni si presenta un’altra forma di egocentrismo, l’egocentrismo intellettuale (stadio del pensiero intuitivo), in esso il bambino mostra una confusione di piani ma solo a livello concettuale. Il bambino ora agisce su un piano pratico in un modo differenziato: Sa di esistere e di avere sensazioni la cui fonte è il mondo esterno. Tuttavia se gli chiediamo di spiegare degli aspetti della realtà, il bambino incorre in errori che possono essere definiti per l’appunto egocentrici (esperimento delle tre montagne). I bambini possono così attribuire ad oggetti inanimati proprietà che sperimentano in se stessi e che in realtà sono tipiche solo dei viventi (animismo), credere che i loro pensieri siano qualcosa di materiale (realismo), equiparare i processi generativi di tipo biologico o naturale alle attività costruttive umane di tipo meccanico (artificialismo)

  • REALISMO: Gli impedisce di cogliere il significato di un certo proverbio
  • ANIMISMO: Lo porta ad attribuire vita e coscienza a molti elementi del mondo naturale
  • FINALISMO: Interpretare gli eventi naturali come mossi da una causalità psicologica

Decise così di vedere come si forma l’intelligenza nei primi tre anni, ovvero a un livello preverbale. Egli condusse osservazioni sistematiche sui suoi tre figli utilizzando un metodo che era OSSERVATIVO ma anche QUASI SPERIMENTALE, dato che le osservazioni erano spesso guidate da ipotesi e le condizioni in cui il bambino veniva posto erano spesso predisposte proprio in rapporto a tale ipotesi.

Piajet potè studiare così la prima forma di intelligenza che egli ha denominato:

  • ‘’SENSO-MOTORIA’ ’ 15-18 mesi: Si manifesta nella capacità di entrare a contatto con un oggetto non afferrabile con l’ausilio di ‘’strumenti ‘’ oggetti percettivamente presenti. (bastone, supporto, funicella). Questa intelligenza rappresenterebbe un primo stadio. Lo stadio senso-motorio è stato suddiviso da lui il 6 ulteriori stadi, i primi 5 vanno dalla nascita fino ai 18 mesi circa:

Primo stadio (0-1 mesi) F 0 E 0 E’ presente la motricità attivata dai riflessi

Secondo stadio (2-4 mesi) F 0 E 0 Il bambino acquisisce scemi nuovi che man mano perfeziona, coordina anche tra di loro alcuni schemi come ‘’prensione’’ e ‘’visione’’.. Guardare la mano mentre afferra un oggetto.

Terzo stadio (4-8 mesi) F 0 E 0 Il bambino appare più consapevole dell’esistenza del mondo circostante e mette in atto continuamente quei comportamenti che ha scoperto utili a produrre certi ‘’spettacoli interessanti’’: Muovere un oggetto scalciando con i piedi, però senza un fine.. In questa fase manca la distinzione mezzi fini.

Quarto stadio (8-12 mesi) F 0 E 0 La distinzione mezzi- fini ora si delinea, il bambino comincia a coordinare due schemi in sequenze, il primo schema costituisce il presupposto per attivare il secondo. Spostare un oggetto per afferrarne un altro.

Quinto stadio (12-18 mesi) F 0 E 0 Il bambino scopre nuovi stadi con quella che Piajet chiama sperimentazione attiva e conosce meglio le proprietà caratteristiche di un oggetto (AFFORDANCE), azioni consentite dalle proprietà di tali oggetti.

Sesto stadio (18-24 mesi) F 0 E 0 E’ qui che appare secondo Piajet la funzione simbolica, cioè la capacità di rappresentare mediante simboli (immagini, nomi, pensieri) qualcosa che non è presente e che non si può quindi percepire direttamente (il richiamo con nome sbagliato a un oggetto transazionale che non è presente facendo impazzire i genitori?!)

Lo sviluppo biologico per V, definisce l’ambito delle possibilità di sviluppo, ma non la loro concreta realizzazione, (sorta di spazio potenziale) che è legata alle opportunità offerte dalla cultura ed imparticolare all’utilizzo di degli strumenti che una certa cultura ha elaborato nel corso della sua evoluzione, vale a dire il linguaggio orale e scritto, sistemi di calcolo, la tecnica, l’arte. ‘’L’AEREA DI SVILUPPO PROSSIMO’’ di V definisce appunto quell’area che si colloca tra il livello di sviluppo di un bambino, in un momento definito,

ed il suo livello potenziale ancora non raggiunto, ma raggiungibile con l’aiuto

Il primo passo necessario da compiere è sapere cosa cambia e in che direzione cambia. Per descrivere e documentare il cambiamento possono essere usate due strategie principali:

  • METODO LONGITUDINALE: Con questo metodo gli stessi soggetti vengono seguiti nel corso del loro sviluppo, osservando periodicamente i cambiamenti che con il tempo si producono nei loro comportamenti. La durata del periodo di osservazione, così come l’intervallo temporale tra un’osservazione e la successiva, dipendono dall’età dei soggetti e dalla natura del cambiamento

che si vuole studiare. La possibilità di seguire gli individui durante la loro crescita e

cronologica. Fu introdotto per la prima volta il concetto di Quoziente intellettivo (Q.I.), ottenuto dividendo l’Età Mentale (E.M.) calcolata in anni e mesi, per l’età cronologica anche esse calcolata in anni e mesi e moltiplicata X100: E.M./ECX100=Q.I. I test più in uso al giorno d’oggi sono la scala Stanford- Binet (2-18 anni), Test Wechsler con le sue tre forme: WPPS (4- anni), la WAIS ( per

adulti) E la Wish per bambini e ragazzi tra i 5 e i 15 anni. Quest’ultima è formata da

  • E le abilità sociali