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Riassunto del libro Il Mondo Incantato di Bruno Bettelheim, Sintesi del corso di Scienze Sociali

Riassunto del libro Il Mondo Incantato di Bruno Bettelheim

Tipologia: Sintesi del corso

2015/2016
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Caricato il 18/03/2016

Marghegari
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Benedetta Cighetti 4AS
Edizione Universale Economica Feltrinelli, Saggi
Anno: 1976
Relazione del libro
Il Mondo Incantato –
Uso, Importanza e Significati Psicoanalitici delle Fiabe
di Bruno Bettelheim
Bruno Bettelheim, austriaco, (28 agosto 1903 - 13 marzo 1990) è stato uno psicoanalista e
psicologo dell’infanzia.
Differenze tra i sogni e le fiabe e i miti:
Le fiabe e i miti rappresentano dei riti di passaggio e d’iniziazione. Nei sogni, nelle fiabe e nei miti
hanno luogo eventi fantastici che rappresentano l’esaudimento dei desideri e la vittoria sui nemici.
Mentre nei sogni il soddisfacimento dei desideri è camuffato, nelle fiabe è raccontato apertamente.
I sogni sono il risultato di pressioni interne che non trovano sfogo e che non portano a nessuna
soluzione del problema. Invece le fiabe mostrano il diminuire dei problemi e offre una felice
soluzione al problema.
Il nostro inconscio agisce come censura nei nostri sogni. Invece nella fiaba il contenuto è elaborato
dalla mente conscia e rappresenta il pensiero di molte persone. Infatti, se la fiaba non rispondesse
alle esigenze consce e inconsce di molte persone non avrebbe più uno scopo.
Differenze tra i miti e le fiabe:
L’evento raccontato in un mito è qualcosa di unico e irripetibile. Nelle fiabe invece eventi assai
insoliti sono riportati come se fossero all’ordine del giorno.
Un’altra importante differenza tra questi due generi sta nel finale: nei miti è spesso tragico e
pertanto pessimistico mentre nelle fiabe è sempre lieto e quindi ha una visione ottimistica della
situazione.
I miti sono le storie di eroi particolari, infatti, hanno tutte nel titolo il nome del protagonista. Nelle
fiabe non ci sono nomi propri , a volte si utilizzano come tali dei soprannomi , tutto ciò per indicare
che i protagonisti sono persone comuni.
I miti servono alla formazione solo del Super-io e non di tutta la personalità. Nelle fiabe invece LIo
attraverso un percorso di formazione arriva alla realizzazione dell’Es.
L’utilità delle fiabe:
Fiabe e miti rispondono entrambe agli interrogativi dei bambini solo che i miti rispondono in modo
più preciso rispetto alle fiabe che lo fanno in modo allusivo e in un modo conforme al modo di
pensare del bambino. Infatti, il bambino ha un pensiero animista che mantiene fino alla pubertà e
di conseguenza per lui tutto ciò che è narrato dalle fiabe, è più che possibile.
Un uomo sicuro di sé non ha più bisogno di trovare soluzioni nei miti o nelle fiabe come quando era
bambino ed è in grado di accettare spiegazioni razionali. Finché un bambino non si sente sicuro
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Benedetta Cighetti 4AS Edizione Universale Economica Feltrinelli, Saggi Anno: 1976

Relazione del libro Il Mondo Incantato – Uso, Importanza e Significati Psicoanalitici delle Fiabe di Bruno Bettelheim Bruno Bettelheim, austriaco, (28 agosto 1903 - 13 marzo 1990) è stato uno psicoanalista e psicologo dell’infanzia.

Differenze tra i sogni e le fiabe e i miti: Le fiabe e i miti rappresentano dei riti di passaggio e d’iniziazione. Nei sogni, nelle fiabe e nei miti hanno luogo eventi fantastici che rappresentano l’esaudimento dei desideri e la vittoria sui nemici. Mentre nei sogni il soddisfacimento dei desideri è camuffato, nelle fiabe è raccontato apertamente. I sogni sono il risultato di pressioni interne che non trovano sfogo e che non portano a nessuna soluzione del problema. Invece le fiabe mostrano il diminuire dei problemi e offre una felice soluzione al problema. Il nostro inconscio agisce come censura nei nostri sogni. Invece nella fiaba il contenuto è elaborato dalla mente conscia e rappresenta il pensiero di molte persone. Infatti, se la fiaba non rispondesse alle esigenze consce e inconsce di molte persone non avrebbe più uno scopo.

Differenze tra i miti e le fiabe: L’evento raccontato in un mito è qualcosa di unico e irripetibile. Nelle fiabe invece eventi assai insoliti sono riportati come se fossero all’ordine del giorno. Un’altra importante differenza tra questi due generi sta nel finale : nei miti è spesso tragico e pertanto pessimistico mentre nelle fiabe è sempre lieto e quindi ha una visione ottimistica della situazione. I miti sono le storie di eroi particolari, infatti, hanno tutte nel titolo il nome del protagonista. Nelle fiabe non ci sono nomi propri , a volte si utilizzano come tali dei soprannomi , tutto ciò per indicare che i protagonisti sono persone comuni. I miti servono alla formazione solo del Super-io e non di tutta la personalità. Nelle fiabe invece L’ Io attraverso un percorso di formazione arriva alla realizzazione dell’ Es.

L’utilità delle fiabe: Fiabe e miti rispondono entrambe agli interrogativi dei bambini solo che i miti rispondono in modo più preciso rispetto alle fiabe che lo fanno in modo allusivo e in un modo conforme al modo di pensare del bambino. Infatti, il bambino ha un pensiero animista che mantiene fino alla pubertà e di conseguenza per lui tutto ciò che è narrato dalle fiabe, è più che possibile. Un uomo sicuro di sé non ha più bisogno di trovare soluzioni nei miti o nelle fiabe come quando era bambino ed è in grado di accettare spiegazioni razionali. Finché un bambino non si sente sicuro

crederà che a vegliare su di lui ci sia qualche forza benevola e se non ne acquisterà crescendo, continuerà a crederlo anche da adulto.

Le storie vere sul mondo reale possono essere utili al bambino in quanti fonti d’informazioni realistiche che però agiscono solo sulla sua personalità razionale tralasciando quella emotiva. È quindi utile ampliare le conoscenze del bambino con delle fiabe che approfondiscano in modo emotivo quelle informazioni.

È bene non far comprendere ai bambini che tipo di sentimenti e significati hanno davvero le fiabe poiché non sono loro accessibili e possono essere traumatici per l’infanzia.

Le fiabe, inoltre, sono indispensabili per i bambini perché esse ricalcano le fantasie inconsce del bambino, che possono essere vendicative o edipiche, e sapendo che anche altre persone vivono i suoi stessi sentimenti egli non si sentirà in colpa per averle pensate.

Per un bambino è molto importante identificarsi con una particolare fiaba, ma per farlo ha bisogno di sentire più volte la fiaba adeguata ai sentimenti che prova in quel momento. Da questo punto di vista, le fiabe illustrate non sono utili al bambino perché non gli permettono di sviluppare la sua fantasia.

La struttura delle fiabe: Le fiabe hanno sempre un inizio realistico, anche se sono collocate in tempi e luoghi mai esistiti prima e già questo fornisce al bambino l'informazione che quello che sarà raccontato è frutto di fantasia. Con l’avanzare del racconto accadono eventi che ricordano i processi inconsci in cui può accadere di tutto ma che porta sempre verso un finale rassicurante e realistico insegnandogli così che può fantasticare liberamente ma senza perdere contatto con la realtà. Dato che il mondo interiore di un bambino è governato dal caos e l’unico modo che ha per mettere ordine alla sua visione del mondo è di classificare ogni cosa per opposti, le fiabe devono agire nello stesso modo per essergli chiare e quindi devono usare immagini semplici e dirette per separare i buoni dai cattivi escludendo tutte le possibili sfumature. Nelle fiabe sono rappresentate le varie personalità attraverso figure animali; ad esempio l’Es è rappresentato con bestie feroci mentre il Super-Io come animali puri (colombe).

L’Es, l’Io e il Super-Io nelle fiabe: Analizzando la fiaba dei fratelli Grimm “fratello e sorella” vediamo che l’autorealizzazione dei due bambini protagonisti, che sono fratello e sorella, deve partire per forza dall’abbandono della casa e ciò rappresenta la separazione dai genitori. I rischi psicologici derivanti dalla separazione sono rappresentati dai pericoli che i protagonisti affrontano durante il loro cammino. All’inizio della storia i due fratelli sono inseparabili senza personalità propria, ma andando avanti con la storia si capirà che la bambina rappresenta le funzioni mentali superiori cioè l’ Io e il Super-Io mentre il bambino è dominato dall’ Es ed è pronto a trascinare sia lui sia la sorella nel pericolo per appagare i suoi bisogni. La sorella riuscirà a frenare l’Es del fratello fino alla terza prova quando la pressione esercitata dell’Es batte i divieti posti dall’Io e dal Super-Io. Alla fine della storia i due bambini diventati ormai adulti vivranno finalmente felici solo dopo che avranno trovato il loro equilibrio interiore.

Perché le fiabe sono indispensabili: Molti genitori pensano che non sia giusto raccontare fiabe ai propri bambini perché le considerano come delle bugie. In realtà i bambini capiscono fin da subito che le fiabe raccontano un’altra realtà

Per cercare se stessa Boccoli d’Oro sbircia nella casa degli orsi, questo riporta alla curiosità che ha il bambino di scoprire i segreti sessuali dei genitori per capire la sua sessualità. Quando entra in casa, la bambina inizia la sua ricerca dal cibo perché la nutrizione è la prima esperienza conscia che ha un bambino. Nonostante il cibo riporti sempre alla madre Boccoli d’Oro inizia a mangiare dal piatto del padre perché vorrebbe entrare in relazione con lui come dimostra che anche in seguito proverà sempre prima gli oggetti appartenenti a lui. Quando si rende conto di non poter essere come lui fa ritorno alla madre come quando era un’infante, ma non può più tornare piccola e quindi anche gli oggetti della madre non le vanno più bene. Le uniche cose che le vanno alla perfezione sono quelle dell’orsetto, ma nonostante ciò la sedia si rompe sotto il suo peso perché la ragazza non può fermarsi alla sua condizione infantile, ma deve continuare a crescere per sviluppare la propria identità. Secondo come viene raccontata questa fiaba può simboleggiare anche la rivalità fraterna.