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riassunto chiaro e dettagliato del manuale di Comba sulla storia medievale
Tipologia: Sintesi del corso
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1. Le strutture del mondo antico Uno sguardo generale Per comprendere le basi della società occidentale è necessario riflettere su quella grande area che era occupata dai popoli sedentari: il Mediterraneo. Quest'area era caratterizzata da un rigoglioso sviluppo urbano, dato che le conquiste di Roma avevano introdotto ovunque le città, e costituiva il cuore commerciale dell'impero I membri della classe dirigente di questa civiltà erano reclutati nei ceti medio-alti della popolazione, persone con una cultura molto vasta e proprietari di grandi latifondi: i senatori e i cavalieri. L'agricoltura romana Nell'area mediterranea il clima asciutto e la natura del suolo non sono molto adatti alla prosperazione di una grande civiltà agricola. Ciò non impedì tuttavia lo sviluppo della cerealicoltura, basata sulla rotazione biennale delle colture. Il settore agricolo costava fatiche e consumava molta forza lavoro ma, almeno nei primi secoli di vita dell'impero, la forza lavoro non mancava: grazie alle guerre di conquista c'erano moltissimi schiavi a disposizione. Le campagne Grazie all'ordine, alla pace, e alla competente amministrazione romana, si verificarono profonde trasformazioni in tutto l'occidente: - la popolazione crebbe - le terre coltivate si allargarono - la produzione agricola aumentò - le varie regioni si specializzarono nei diversi settori agricoli - gli scambi per via marittima e fluviale si intensificarono Lo sviluppo econonomico era subordinato alle esigenze di Roma, che dominava sull'intera economia europea. Per quanto riguarda l'insediamento, la romanizzazione è testimoniata dalla diffusione delle cosiddette "villae", centri di conduzione di grandi aziende agrarie. Dopo la riduzione degli schiavi dovuta al periodo di pace, queste proprietà venivano amministrate dividendole: una parte era gestita direttamente dal proprietario, mentre l'altra parte era divisa in piccole aziende (gestite da contadini e schiavi) che dovevano consegnare al padrone una parte dei prodotti e del denaro. Le città Le città avevano un'importanza essenziale: - con la rete stradale che le collegava costituivano il fondamento della dominazione romana - la maggior parte delle città era un polo di sviluppo delle campagne circostanti e dell'economia - erano centri di coordinamento politico e amministrativo: l'impero era costituito da una serie di distretti, in ognuno dei quali una città era alla base della vita politica, sociale ed economica - le città svolgevano inoltre un'importante funzione militare, specialmente dal 3° secolo in poi, quando il confine settentrionale cominciò a cedere e numerose città si cinsero di mura e fortificazioni - infine le città svolgevano anche funzioni religiose; in esse si trovavano i principali luoghi di culto e i vescovi, che si occupavano dei riti pubblici
Senatori e cavalieri Fra coloro che godevano della cittadinanza romana, emergevano due prestigiosi ordini sociali: i senatori e i cavalieri
a lui mettendosi sotto la sua protezione e impegnandosi a obbedirgli. Questo rapporto di protezione, detto commendatio, era molto diffuso e si verificava soprattutto tra grandi e piccoli proprietari. Oriente e Occidente All'inizio del 4° secolo la realtà dell'impero esigeva un governo separato di oriente e occidente. A tal proposito, nel 330 sulle rive del Bosforo l'imperatore Costantino fonda Costantinopoli (detta anticamente Bisanzio). Essa venne considerata alla stregua di una "nuova Roma", e ci fu creato un secondo senato. Tra impero romano d'occidente e impero romano d'oriente c'erano evidenti diversità di condizioni sociali, problemi politici e cultura. La separazione fra le due parti dell'impero si fece più profonda nel 395 , l'anno della morte dell'imperatore Teodosio. Egli designò come suoi successori i figli Onorio (a cui assegnò l'occidente, con capitale Milano) e Arcadio (a cui affidò l'oriente, con capitale Costantinopoli). Spartizioni analoghe del potere erano già avvenute, ma stavolta la spartizione si inserì in un contesto profondo e determinò la rottura dell'unità imperiale dando origine a due dinastie diverse. Cristianesimo e impero Nel grande sforzo di restaurazione di Diocleziano si inserisce il suo tentativo (successivamente abbandonato) di eliminare le organizzazioni cristiane. Constatata l'impossibilità di estirpare le comunità cristiane, si apre la strada un editto di tolleranza emanato nel 313 , ovvero l' editto di Milano. I cristiani non rappresentavano una minoranza sovversiva; in realtà il cristianesimo si dimostrava interessato a soccorrere i poveri e a occuparsi dei problemi delle persone, offrendo in questo modo un valido aiuto all'imperatore, responsabile della pace sociale. Per cui nell'età di Costantino si instaura un legame profondo tra impero e cristianesimo, concretizzato in un graduale avvicinamento in 3 fasi:
3. Ai confini dell'impero Altri mondi Il mondo romano era da tempo in difficoltà a causa di crisi interne; inoltre, dal 2° secolo in poi, era minacciato dalla pressione crescente dei popoli germanici stanziati a nord, la stessa pressione che travolgerà quell'impero che per secoli aveva resistito a crisi gravissime. Il mondo greco-romano e il mondo germanico erano separati da differenze culturali molto profonde, anche se nel tempo, dato che stavano comunque a contatto, la società germanica cominciò a trasformarsi. Un esempio lampante di ciò è la conversione nel 4° secolo al cristianesimo (arianesimo) di un'intera popolazione germanica: i goti. All'inizio del 5° secolo, quando alani, svevi e vandali irrompevano nell'impero e i visigoti saccheggiavano Roma, la cultura di questi popoli germanici era stata ampiamente influenzata da quella greco-romana. Le "grandi migrazioni di popoli" Dopo millenni di migrazioni lo spazio occupato dai nomadi sembrava aver trovato una relativa stabilità: i loro spostamenti erano infatti stati ostacolati dai rafforzamenti dei confini delle regioni vicine. Un fatto importantissimo, che diede inizio ad una catena di eventi immane, fu la distruzione dell'impero della dinastia Gupta in India ad opera degli unni, nel 5° secolo. Il pericolo unno scatenò nel mondo barbarico una serie di spostamenti a catena, per cui gli studiosi parlano del periodo delle "grandi migrazioni di popoli". Particolarmente dannosa per l'impero romano fu la migrazione dei visigoti: nel 378 i visigoti sconfissero e uccisero l'imperatore Valente , e nel 410 iniziarono il saccheggio di Roma. I pastori nomadi È doveroso concentrarsi sui popoli nomadi delle steppe e dei deserti, e soprattutto sui popoli germanici che invasero l'impero: dall'incontro tra mondo latino e mondo germanico nacque la civiltè medievale. Le popolazioni nomadi delle steppe e dei deserti erano fortemente soggette alle costrizioni ambientali: la loro esistenza infatti dipendeva ancora dalla distribuzione delle risorse spontanee; inoltre si basavano sullo sfruttamento dell'ambiente circostante per ottenere indumenti, riparo e nutrimento. Il problema principale di queste popolazioni era trovare il giusto equilibrio tra scarsità delle risorse indispensabili e consistenza numerica della popolazione. L'organizzazione socio-politica dei nomadi delle steppe Quali erano le forme di organizzazione socio-politica di queste popolazioni? Prendiamo a campione di analisi gli unni: la loro società era organizzata in questo modo: - famiglia - clan - tribù - popolo Essi conoscevano e adottavano l'istituzione dei capi di guerra: eleggevano, soltanto in tempo di guerra, un numero imprecisato di condottieri durante le loro assemblee. Ma la domanda interessante è: come fece un popolo così poco sviluppato a mettere in grande difficoltà il popolo romano e creare a loro volta un vasto impero? La risposta a questo quesito va ricercata in una conquista. Nel 376 , con l'aiuto degli alani, gli unni riuscirono a sottomettere gli ostrogoti. Grazie alla possibilità di sfruttare gli ostrogoti, che da tempo praticavano l'agricoltura sedentaria, gli unni riuscirono a sostentare contingenti sempre maggiori di guerrieri. Economia e cultura dei germani Con il nome di germani indichiamo quell'insieme di popoli che nel 4° secolo occupavano l'europa
acculturazione; inoltre sappiamo che il politeismo si dimostrava molto fragile nelle aree di confine con l'impero romano, come dimostra la conversione dei goti. Le milizie germaniche I germani non premevano sul mondo romano soltanto dall'esterno. Il ricorso all'arruolamento di elementi germanici fece crescere, nel corso del 4° secolo, il numero degli ufficiali di origine barbarica; questi ufficiali salirono ai gradi più alti e, dato che il raggiungimento di elevati ranghi militari permetteva di diventare senatori, i germani entrarono in Senato. All'interno dello stato romano si formò un antagonismo etnico e culturale, in un clima di tensioni; tuttavia non mancarono occasioni di convergenza fra i due gruppi etnici. Emblematica è la storia di Stilicone: figlio di un generale vandalo al servizio dell'impero, egli aveva conseguito il grado supremo nella carriera militare collaborando con Teodosio; in seguito Stilicone si sposò con una nipote dell'imperatore (dimostrando che i pregiudizi etnici potevano essere superati anche al gradino più alto della scala sociale). Quando Teodosio morì, Stilicone si trovò ad ereditare la sostanza imperiale. Si trovò a cercare un accordo con l'aristocrazia senatoria e tentare una politica conciliante verso i visigoti capeggiati da Alarico, ma questa sua scelta apparve come atto di tradimento. Si sviluppò in Occidente una reazione antigermanica, e Stilicone venne ucciso. La debolezza militare non consentì comunque alla reazione antigermanica di svilupparsi più di tanto. La crisi dell'esercito successiva alla morte di Stilicone lasciò aperta ad Alarico la via per il saccheggio di Roma del 410.
4. L'Occidente nel 5° e 6° secolo: i regni romano-germanici Gli aspetti chiave Nel 5° secolo le popolazioni germaniche stanziate a nord del Danubio e ad est del Reno si riversarono entro i confini dell'impero romano d'Occidente, cambiandone per sempre la storia. Mentre la parte orientale rimase compatta e divenne sempre più antigermanica, nella parte occidentale l'insediamento barbarico diede origine alla nascita dei regni romano-germanici. Gli aspetti chiave per comprendere questo periodo sono i seguenti: - la storia di questi regni ruota attorno al problema del loro rapporto con le popolazioni locali e la classe dirigente (episcopato cattolico e aristocrazia senatoria); in particolare, il problema religioso fu di fondamentale importanza nella storia di questi regni - con l'insediamento nell'impero, i germani imitarono i modi di vivere delle popolazioni locali e si trasformarono - di fronte all'efficiente e avanzato apparato amministrativo romano, le strutture tribali dei popoli germanici si mostravano arretrate e inadeguate; l'ammirazione per questo apparato convinse i re germanici ad adottarlo, e questo è il motivo per cui molti organismi amministrativi sopravvissero e le città rimasero il punto di riferimento. Sempre per questo motivo invece, la scuola pubblica e l'organizzazione fiscale cedettero lentamente L'incontro fra germani e popolazioni locali è fondamentale, perchè è da questo incontro che nacque il mondo medievale. La prima generazione dei regni romano-germanici I regni romano-germanici detti "della prima generazione" furono i seguenti: - il regno dei visigoti--> furono il primo popolo a creare un regno di questi: dopo aver saccheggiato Roma, nel 418 i visigoti si insediarono nella Gallia sud-occidentale - il regno dei suebi--> questo popolo costituì un regno nella penisola iberica, dove controllavano 3 su 5 province - il regno dei vandali--> essi abbandonarono la Spagna e passarono in Africa - il regno dei burgundi--> nel 436 , i burgundi rimasti dopo la soppressione di Ezio, si stanziarono nell'odierna Savoia L'impero riconosceva a queste genti la qualifica di foederati, il che permetteva loro di conservare il
proprio diritto e le proprie organizzazioni autonome. I re germanici trattavano con Roma, assicurando i servigi dei loro popoli in cambio del mantenimento materiale dei loro uomini. Per far fronte a questa incombenza, venne applicato il regime dell'hospitalitas: i proprietari cedevano 1/3 o 2/3 dei loro possedimenti ai barbari. Questo ebbe come conseguenza lo stanziamento definitivo dei soldati germanici in zone determinate. Il sostegno dei federati germanici contro gli unni La politica di convergenza fra romani e barbari si rivelò fruttuosa; la corte di Ravenna (città in cui l'imperatore Onorio, figlio di Teodosio, si era trasferito con la corte imperiale) raggiunse due grandi risultati:
Ma com'erano state possibili queste conquiste? Giustiniano fece un grande lavoro di riorganizzazione della macchina statale, articolato in tre livelli:
all'infuori di Allah e Maometto è il suo profeta"
mondo romano e del mondo germanico; l'insediamento dei longobardi nella penisola italiana; la nascita del vassallaggio nel regno franco. La sintesi tra mondo romano e mondo germanico è favorita in primis dalla conversione al cattolicesimo delle popolazioni germaniche, e poi dalla fusione della loro aristocrazia militare con l'aristocrazia terriera romana, fusione nata dall'imitazione e unificazione di modi di pensare e di comportarsi. L'evangelizzazione della Britannia Lo spostamento del baricentro dell'Europa romano-cattolica verso nord-ovest fu dovuto anche alla tenace opera di conversione delle popolazioni britanniche. L'evangelizzazione dell'Irlanda avvenne ad aopera dei monaci celtici, ma il loro proselitismo si esercitò anche nelle regioni britanniche; nel 596 , per evangelizzare queste regioni, papa Gregorio Magno inviò un gruppo di monaci benedettini guidati da Agostino , futuro arcivescovo di Canterbury. Poco dopo la metà del 7° secolo l'Inghilterra era completamente cristianizzata. Grazie a Gregorio Magno il monachesimo divenne uno strumento di evangelizzazione, e anche molto efficace visti i risultati; il territorio anglosassone fu diviso in diocesi (come nel mondo greco- romano) a capo di ognuna delle quali fu posto un vescovo (come in Irlanda). L'importanza del monachesimo anglosassone sta quindi nella sua capacità di influire, oltre che ovviamente sugli orientamenti religiosi, anche sulle strutture ecclesiastiche. Ripresa e scomparsa del regno visigoto Nel regno visigoto la superiorità culturale del mondo di tradizione romana portò il re Recaredo a convertirsi, insieme a tutto il popolo, al cattolicesimo; questa conversione fece cadere dunque una barriera religiosa che sarebbe potuta diventare un problema per la forza dell'impero. Tuttavia il regno visigoto era minato da tendenze anarchiche interne da parte dell'aristocrazia e da frequenti lotte interne per la successione al trono; nel 711 , approfittando di queste debolezze, i musulmani spazzarono via i visigoti e fecero della penisola iberica la loro base. Il regno franco Nel 6° secolo, durante le lotte di successione fra i re merovingi, la Gallia si divise in 4 regioni di diversa importanza: l'Austrasia, la Neustria, l'Aquitania e la Burgundia. Tra il 6° e l'8° secolo, due eventi di rilievo accadono in Gallia:
con il guidrigildo (risarcimento in denaro). Il re Rotari voleva sostituire alla giustizia privata una giustizia statale amministrata dal re. Una struttura più unitaria del regno longobardo si deve anche al contatto della corte con il mondo romano e cattolico; emblematica è, a tal proposito, la salita al trono del re cattolico Ariperto. L'Italia bizantina Anche nelle regioni controllate da Bisanzio avvennero alcune trasfomazioni sociali e politiche rilevanti: in primo luogo funzionari e mercenari bizantini si trasformarono rispettivamente in grandi e piccoli possessori di terre; in secondo luogo i territori bizantini, costretti a difendersi da solo dai longobardi, acquistarono progressivamente maggiore autonomia rispetto all'impero. La difesa dai longobardi fu gestita prevalentemente dal papa, e a tal proposito spicca la figura di Gregorio Magno: egli assicurò la difesa militare di Roma e riorganizzò l'amministrazione della città, in cui i funzionari sparirono e i loro compiti passarono nelle mani del papa. In questo periodo migliora anche la gestione, da parte della chiesa, delle sue proprietà fondiarie nelle regioni italiane sfuggite ai longobardi: in questa maniera il potere sfuggì al controllo imperiale e si concentrò nelle mani di proprietari e pontefici. I longobardi e la dominazione politico territoriale pontificia Anche se dopo la salita al trono del cristiano Ariperto la religione non costituiva più una questione di attrito, i papi erano comunque diffidenti nei confronti dei longobardi. A peggiorare la situazione fu la politica di riunificazione della politica avviata da Astolfo , il quale minacciò Roma nel 752. Il papa allora, Stefano 2°, chiese l'aiuto di Pipino il Breve che in qualche modo si sentiva in debito verso il papato per l'aiuto nel colpo di stato che aveva abbattuto i merovingi. Pipino allora si impegnò in un intervento anti longobardo e condusse due spedizioni, in sguito alle quali nel 754 costrinse Astolfo a cedere un c erto numero di territori al Papa e alla chiesa romana in donazione perpetua. Nacque così la dominazione politico-territoriale pontificia, in funzione anti longobarda.
8. Economia e società in Europa dal 7° al 10° secolo Caratteristiche d'insieme La vita economica e sociale di questo periodo fu caratterizzata da alcuni aspetti particolari: - il grande incontro culturale tra romani e germani lascia tracce anche sul paesaggio, dato che i sistemi agrari di questi due popoli e le rispettive abitudini alimentari si fondono - la densità umana era molto bassa, e questo spiega certi aspetti della vita economica - come già anticipato il commercio nel Mediterraneo, gli scambi internazionali e il denaro circolante si ridussero - la curtis divenne il perno dell'economia ed ebbe una rilevante importanza istituzionale, in quanto costituiva un gruppo sociale comandato da un signore il quale esercitava la signoria fondiaria I fattori ambientali Le diversità fra il paesaggio romano e quello germanico dipendevano dalle differenti tradizioni alimentari di questi due popoli, ma si attenuarono durante i secoli di vicinanza e scambi commerciali lungo il Reno e Danubio. Nell'economia dell'alto Medioevo la foresta aveva un ruolo chiave; possiamo a tal proposito distinguere tra foresta allo stato selvaggio, che veniva utilizzata praticamente solo per la caccia, e la foresta "colonizzata". La foresta colonizzata era molto sfruttata: si abbattevano alberi per creare radure, ci si ricavava legname, foglie, erbe, carbone e concime. I nuclei dei villaggi erano costituiti dai mansi, appezzamenti delimitati in cui si trovavano la casa contadina, i ricoveri per gli animali e l'orto. La caratteristica principale dell'economia rurale dell'Occidente era la combinazione di agricoltura e
allevamento, costituita dalla compresenza, sul territorio agrario, di orti, giardini, spazi cerealicoli, foresta e pascoli. Innovazioni agricole Un certo numero di innovazioni tecniche consentì di ottimizzare lo sfruttamento dell'energia idraulica e di quella animale:
Le conoscenze temporali della gente si riferivano solo ai propri ricordi o al massimo a un passato molto prossimo; grandi battaglie e rivoluzioni politiche avevano molta meno importanza per i contadini rispetto a carestie, indondazioni o epidemie. L'eterno ritorno delle stagioni si trovava al centro della vita spirituale delle popolazioni, e questo era evidente nel calendario rurale le cui feste coincidevano con la semina, la mietitura, i solstizi ecc. Cristianesimo e tempo La conversione al cristianesimo dell'Occidente medievale fu accompagnata da due fenomeni: l'adattamento del calendario e la riorganizzazione delle idee temporali. L'anno fu scandito da feste che ricordavano gli eventi della vita di Jesoo, e le date di molte di queste coincidevano con antiche feste precristiane. Inoltre l'uso ecclesiastico raggruppò le ore a gruppi di tre. Il cristianesimo ereditò dal mondo ebraico la visione del tempo come attesa del grande evento che sarebbe stato la venuta del messia, coincidente con il giorno del giudizio; il tempo storico acquistò quindi una struttura precisa suddivisa in due grandi epoche: prima e dopo la nascita di Jesoo. Un elemento chiave della percezione cristiana del tempo è a drammaticità: la storia terrena viene concepita come storia della salvezza umana, in una perenne lotta tra bene e male. Cristianesimo e spazio Un altra caratteristica del'evangelizzazione dell'Occidente fu la cristianizzazione dello spazio, che avvenne attraverso l'erezione di nuove chiese e la trasfomazione degli antichi templi politeisti. Gli sforzi della chiesa per cristianizzare il calendario agricolo e gli antichi luoghi sacri ottennero risultati solo parziali: concezioni spaziali e temporali precristiane furono respinti in secondo piano, ma ciò favorì il riaffiorare di feste e riti antichissimi, contro cui la gerarchia ecclesiastica si scagliò durante tutto il Medioevo. Lo spazio vissuto Nella società medievale, in cui la campagna era tutto, il rapporto con il territorio era caratterizzato da un profondo legame con il mondo animale e vegetale. Alcuni esempi:
Ciò che distingue fondamentalmente la famiglia aristocratica di questo periodo da quella dei secoli successivi è che nell'alto Medioevo essa non ha lignaggio (discendenza lineare da un avo), non ha dinastia. L'affermazione sociale di una famiglia aristocratica dipendeva, nell'alto Medioevo, non dalle cariche che controllava, ma dai rapporti di parentela che stabiliva con gli altri potenti e con il re; il fattore più sicuro di promozione sociale era l'aggancio con la famiglia reale. Il matrimonio Per quanto riguarda la dote, ci fu un profondo cambiamento dovuto alle invasioni germaniche: prima delle invasioni era la donna a portare la dote allo sposo, mentre dopo di esse accadeva il contrario; l'usanza della contro dote, o donazione alla sposa, divenne pratica comune in tutto l'Occidente finno al 12° secolo.
10. L'impero carolingio Gli aspetti principali La storia dellOccidente europeo tra la metà dell'8° secolo e la metà del 9° è segnata dalla creazione dell'impero carolingio; il periodo è caratterizzato da alcuni aspetti chiave: - particolarmente importante fu l'alleanza tra Pipino il Breve e il papato, che consentì alla chiesa di difendersi dai longobardi e di trovare un appoggio politico per la diffusione del cristianesimo, e ai re carolingi fornì gli strumenti per assimilare culturalmente un impero vastissimo - l'impero carolingio non era, come sostenevano alcuni chierici dell'epoca, un impero romano d'Occidente rinato: non coincideva affatto con esso, era un impero franco-cattolico che gravitava sulla valle del Reno (non più sul Mediterraneo) - l'impero carolingio aveva una costruzione politica fragile: strutture politico-amministrative, risorse finanziarie e e potere centrale erano lontani dall'efficiente organizzazione romana - l'impero carolingio era la compiuta realizzazione della sintesi romano-germanica Carlo Magno Nel 768 , alla morte di Pipino il Breve , ciascuno dei suoi due figli -Carlo e Carlomanno- ebb un regno e il titolo di re dei franchi. Quando nel 771 morì Carlomanno, Carlo potè ricostituire l'unità del regno. La persona di Carlo Magno era l'esempio vivente della sintesi culturale romano-germanica; un'importante novità fu che le guerre con lui non ebbero più carattere difensivo, ma furono quasi sempre guerre di conquista in tutte le direzioni. L'estensione delle frontiere franche Possiamo individuare 4 principali direttrici di espansione seguite da Carlo: 1. Le frontiere della Gallia meridionale--> nel 778 la retroguardia di Carlo fu sorpresa e massacrata nella battaglia di Roncisvalle dai saraceni (in cui morì il conte palatino Roland); per proteggere questa frontiera Carlo istituì una marca difensiva, la marca hispanica, comprendente Navarra e Catalogna e con capitale Barcellona 2. La penisola italiana--> Carlo rinnovò la promessa fatta da Pipino alla santa sede aggiungendo altri territori; nel 774 con la caduta della capitale longobarda Pavia e la scomparsa della dinastia regia longobarda Carlo aggiunse al suo titolo di rex Francorum il titolo di rex Longobardorum 3. Frontiere settentrionali--> la minaccia più grave era constituita dai sassoni, che impegnarono Carlo in una lunga ed estenuante battaglia 4. Frontiere orientali--> qui Carlo riconquistò la Baviera e combatté contro gli avari in Pannonia L'impero di Carlo era un organismo artificioso che teneva insieme popoli diversissimi, accomunati da un'unica religione e dal riconoscimento di un solo re.