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Master I Livello
MACOPS
“Management e Coordinamento delle Professioni Sanitarie”
MODULO 1: Normativa e regolamentazione del sistema sanitario
“Ruolo del Case Manager”
Candidata: Carbotti Federica
Aprile 2026
INTRODUZIONE 3
IL CASE MANAGEMENT 4
FORMAZIONE, COMPETENZE E RUOLO DEL CASE MANAGER 5
RUOLO PROFESSIONALE DEL CASE MANAGER 7
LA PROMOZIONE DEL “CAMBIAMENTO” 8
CONCLUSIONI 9
BIBLIOGRAFIA 10
“Prendere in carico significa seguire nel tempo i problemi dei pazienti, garantire la continuità tra ospedale e territorio, farsi carico anche dei problemi emotivi e non solo di quelli clinici, fornire un riferimento continuo” (Haggerty, 2003).
IL CASE MANAGEMENT
Così come descritto dall’Associazione Italiana Case Manager nelle sue varie newsletter, «Il Case Management è un processo collaborativo di accertamento, pianificazione, facilitazione, coordinamento delle cure, valutazione ed advocacy delle scelte e dei servizi, che agevolino i bisogni sanitari generali dell’individuo e della famiglia, attraverso la comunicazione e le risorse disponibili, al fine di promuovere outcomes di qualità, con un buon rapporto costo-efficacia» Il modello organizzativo assistenziale del Case Management viene quindi visto come lo strumento più efficace per la realizzazione dei percorsi di cura in quanto, va a favorire quella che è l’efficacia ed il controllo dei costi attraverso la massima individualizzazione delle risposte ai bisogni assistenziali. Nel corso degli anni, vi sono stati vari autori che hanno provato a dare una definizione a tale modello organizzativo:
- Zender nel 1990 definisce il case manager come un sistema di accertamento, pianificazione, fornitura, erogazione, coordinamento di servizi e monitoraggio dei bisogni multipli del paziente;
- McKenzie et al. nel 1989 lo inquadrano come un insieme di fasi logiche ed un processo di interazione tra i servizi di un sistema di enti che assicura che l’utente riceva le prestazioni necessarie, in modo efficace ed efficiente ed ai costi giusti;
- Ana nel 1988 lo definisce come un modello organizzativo assistenziale avente lo scopo di provvedere alla qualità delle cure, aumentare la qualità della vita, diminuire la frammentazione e contenere i costi dell’assistenza;
- Infine, nel 1993, venne definito dalla Case Management Society of America come uno strumento collaborativo in grado di orientare i processi di valutazione, pianificazione, implementazione, monitoraggio e di valutazione finale che mette i servizi in grado di soddisfare i bisogni di salute delle persone attraverso la comunicazione e la facilitazione all’accesso delle risorse disponibili perseguendo esiti finali di efficacia e qualità. Possiamo quindi affermare che non si tratti di una professione, bensì di una serie di competenze e di pratiche specializzate che fanno riferimento al patrimonio di conoscenze, competenze e di esperienze di diverse aree professionali.
FORMAZIONE, COMPETENZE E RUOLO DEL CASE MANAGER
Dal punto di vista lessicale, il termine case manager , significa letteralmente “coordinatore/gestore del caso”, ed è quel professionista che si fa carico di tutto il percorso individuale relativo alla cura della persona malata e del nucleo familiare di appartenenza. Potremmo quindi affermare che è quel professionista responsabile dell’effettiva continuità del percorso di cura. Al case manager viene attribuito un ruolo clinico in quanto si occupa di riscontrare e verificare gli eventuali disagi dei pazienti e dei loro familiari; identifica quelli che sono i problemi esistenti o gli eventuali problemi potenziali andando a valutare le condizioni emotive, fisiche e psicosociali del paziente. Successivamente si occuperà, insieme agli altri membri del team interdisciplinare, dell’elaborazione di un piano assistenziale capace di rispondere a quelle che sono le necessità del paziente. Possiamo inoltre affermare che il case manager, abbia anche un ruolo manageriale in quanto, si assume la responsabilità di facilitare e coordinare l’assistenza dei pazienti durante tutto il percorso di presa in carico e cura. Si tratta di una figura professionale molto importante in quanto, si occupa di fornire e coordinare quelli che sono i servizi sociali e sanitari, al fine di ottimizzare quella che è la gestione clinica di un determinato target di popolazione di utenti come ad esempio gli anziani, i malati terminali. Si occupano del caso dalla fase dell’ammissione e quella della dimissione, dando vita ad un modello unico di assistenza che sia centrato sul singolo paziente e che possa garantire una certa continuità nelle cure. Per far sì che venga svolto questo ruolo importante ed essenziale, è necessario che vi sia una formazione specifica. In Italia, alcune università danno la possibilità di iscriversi e frequentare un Master, della durata di un anno e l’acquisizione di 60 CFU. Tale formazione fornisce quelle che sono le competenze in materia di assistenza, di dinamica organizzativa, di finanza e risorse comunitarie. Tra le competenze che Case Management, possiamo far riferimento alla comprensione, organizzazione e gestione del modello organizzativo assistenziale; alla conoscenza di una specifica popolazione di pazienti di cui ci si debba fare carico; alla corretta interpretazione delle diagnosi cliniche e dei trattamenti medici necessari; alla conoscenza delle risorse a disposizione e della conseguente gestione delle stesse; la conoscenza ed il corretto uso dei piano di assistenza, dei protocolli e delle linee Guida. Tutto questo, al fine di garantire una corretta continuità assistenziale. Il Case Manager svolge anche un ruolo clinico che consiste nell’accertare, ogni qualvolta si presentino, quelli che sono i problemi dei pazienti e delle loro famiglie, andandoli a classificare in problemi reali o potenziali e valutando le condizioni fisiche, psicosociali ed emotive dei pazienti. Si
della degenza o del soggiorno; allo stesso tempo deve attivarsi per evitare che vi sia una frammentazione dell’attività programmata e deve supervisionare affinché siano somministrate le terapie appropriate. In definitiva possiamo affermare che il Case Manager:
- Valuta i bisogni formativi dell’equipe assistenziale ed assiste il gruppo infermieristico nello sviluppo di protocolli e linee guida;
- Fornisca al paziente e alla famiglia informazioni basilari per affrontare la malattia e per mettere in atto i nuovi comportamenti che sono necessari;
- Garantisce l’allocazione delle risorse finanziarie necessarie al trattamento ed evita che venga sperperato denaro in interventi inutili. Nello svolgimento dei suoi compiti, il Case Manager, si rifà al concetto di “empowerment”, ossia pone attenzione alla centralità della persona e del suo vissuto. Inoltre da maggior importanza al paziente, riconoscendogli un ruolo attivo così come previsto dal modello paritetico nel quale la cooperazione sostituisce il concetto di compliance o aderenza. Alla base della relazione Case Manager-paziente vi deve essere quindi fiducia; deve quindi proteggere il paziente, svolgendo una funzione di tutore. RUOLO PROFESSIONALE DEL CASE MANAGER Alcuni autori sostengono che la figura professionale più adatta a ricoprire il ruolo di Case Manager sia quella dell’infermiere in quanto, le sue funzioni si avvicinano a quelle del processo di nursing ossia accertamento, pianificazione, implementazione ed identificazione delle risorse, compresi i costi, la qualità e lo status del cliente. Nel 1992 Lamb descrisse tre modelli di esercizio del Case Manager infermieristico, distinguendoli in base al setting:
- Modello territoriale: in cui gli Infermieri Case Manager assistono le persone principalmente a domicilio o in setting di comunità;
- Modello dall’ospedale alla comunità : in cui gli Infermieri Case Manager si occupano di persone ad alto rischio, dal ricovero per acuti, all’assistenza continua nel territorio.
- Modello ospedaliero : in cui gli infermieri coordinano i servizi agli utenti e facilitano lo spostamento tra le Unità all’interno dell’ospedale. In questo tipo di modello, solitamente gli Infermieri Case Manager, non seguono i pazienti all’esterno della struttura ospedaliera. Tra le abilità qualificanti per un Case Manager troviamo le abilità interpersonali che fanno riferimento alla comunicazione, alla diplomazia, alla collaborazione e negoziazione; le abilità professionali che fanno riferimento al saper trasmettere e al saper accettare; le abilità personali che fanno riferimento al saper porre in ordine di priorità, al saper meglio attribuire le responsabilità, la creatività e l’autodisciplina ed infine, le abilità basate sulle conoscenze che fanno riferimento al problem solving, al pensiero critico, al saper ricercare. LA PROMOZIONE DEL “CAMBIAMENTO” Il Case Manager ha un ulteriore ruolo fondamentale che fa riferimento al creare quelli che sono gli stimoli e realizzare le condizioni necessarie, all’interno dell’organizzazione che coordina, affinché si arrivi ad un vitale processo di rinnovamento delle dinamiche quotidiane che egli ritiene dannose o improduttive, mantenendo però sempre attiva la concentrazione sulle relazioni e sul clima interno. Deve essere in grado di valutare tutte le risorse, le resistenze ed i meccanismi di difesa che gli operatori, i colleghi e l’organizzazione possono mettere in atto. Secondo il modello di Kurt Lewin, uno strumento importante che deve necessariamente far parte del bagaglio di conoscenze del Case Manager, è rappresentato dall’analisi del campo delle forze. Tale strumento può fornire strumenti efficaci per la risoluzione dei problemi e quindi, per ottenere il cambiamento che si tende a pianificare. Deve pertanto individuare, per ogni situazione da modificare, quelle le cose le forze trainanti ossia, quelle che incentivano il cambiamento e, le forze frenanti, ossia quelle che, al contrario, ostacolano il cambiamento e le spinte innovative. Esempi di forza trainanti possono essere la presenza attiva del Case Manager, la gratificazione delle risorse, il miglioramento organizzativo, la migliore autostima mentre, esempi di forza frenante, possono la paura del rischio economico, la paura della perdita di privilegi, la ricerca della sicurezza e la ricerca del conformismo. Affinché vi sia un cambiamento efficace, il Case Manager deve conoscere e controllare quelle che sono le forze in gioco, comprendere quali siano i fattori che vanno nella direzione del cambiamento e quelli che invece oppongono resistenza e sviluppare, di conseguenza, alcune strategie che riducano le forze frenanti e che sviluppino quelle trainanti.
BIBLIOGRAFIA
- Chiari, P., Santullo, A.: “ L’infermiere Case Manager ”, Milano, McGraw-Hill, 2001 ;
- Santullo, A.: “ L’infermiere e le innovazioni in sanità. Nuove tendenze e strumenti gestionali ”. Seconda edizione. Milano, McGraw-Hill, 2004 ;
- Ossicini, Kurt Lewin e la psicologia moderna , Roma 1972.
- Mantehey, M.: “La pratica del Primary Nursing. L’erogazione dell’assistenza basata sulle relazioni e guidata dalle risorse ”, Prima Edizione Italiana, Roma, Il Pensiero Scientifico Editore, 2008 ;
- Di Giulio, P., Saiani, L.: “ Efficacia della presa in carico dei pazienti ”, in Comunicare con il paziente di Marinella Sommarugga, Edizione Carocci Faber, 2005 ;
- Nunziante, P.: “ Il Case Management” , 2007.