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Ambiente, sviluppo integrale, sostenibilità. Il ruolo del fattore religioso di Carmela Elefante” 1, Introduzione L'attenzione e la crescente sensibilità sviluppata dalle confessioni religiose, ed in particolare dalla Chiesa Cattolica, verso la questione ambientale sono suscettibili di una duplice, concorrente, chiave di lettura. A una prima impressione, esse costituiscono il riflesso di un diverso approccio al sistema di sviluppo socio-economico, ovverosia al rinnovato rapporto intercorrente tra etica e mercato che si va affermando nel dibattito pubblico e che orienta sempre più le stesse istituzioni pubbliche e in questo senso testimonia la particolare capacità delle religioni di adattarsi alle trasformazioni della società (e anche del diritto) secolare. Allo stesso tempo, va sottolineato come siano le religioni stesse ad offrire un contributo di rilievo alla valutazione delle crisi della contemporaneità e soprattutto delle soluzioni che esse richiedono. In ciò le religioni danno diversamente prova della loro capacità di anticipare le dinamiche sociali e giuridiche e le correlate risposte degli ordinamenti secolari, in certo modo condizionandole. Le brevi osservazioni che seguono intendono porre l’attenzione proprio sul significato prospettico di tale contributo, per evidenziare come il fattore religioso si proponga, anche nella prassi operativa, quale viatico per un più coerente ed efficace perseguimento del bene comune. 2. Pandemia e crisi di sistema un processo di accelerazione Il primo passo da compiere al riguardo consiste nel sottolineare come la crisi ambientale altro non sia che l’espressione manifesta di e _ ___ * Università degli Studi di Salerno. 82 Ambiente e diritto: dogmi moderni, prassi antica società, una crisi più ampia, globale, che coinvolge l’individuo l'economia e la cultura. Si tratta di una crisi di sistema, i cui elementi strettamente connessi e interdipendenti (capitale sociale, capitale economico, capitale naturale) producono effetti a catena, conseguenza per cui l’alterazione di uno di essi condiziona tutti gli altri, creando un moto circolare. Un effetto circolare che tuttavia potrebbe divenire virtuoso allorché lo si utilizzasse per generare nuovi valori. Tutto ciò trova conferma con riferimento ai drammatici eventi collegati all'emergenza pandemica. La pandemia da Covid-19 si può senz'altro considerare una delle più importanti crisi conosciute nel {XI secolo ed il cui impatto sul versante economico, sociale e culturale è stato tale da mettere ulteriormente in dubbio le istituzioni globali e le infrastrutture sociali radicate nel XX secolo. Soprattutto ha evidenziato la necessità di utilizzare un nuovo approccio per affrontare . i cui effetti trasversali in ogni multilivello ed la complessità di fenomeni simil ambito dell’attività umana determinano crisi emergenze a catena, Non è un caso, infatti, che la Pandemia da Covid-19 sia stata definita come sindemia! (l’aggregazione di due © più fattori/epidemie che si sviluppano in modo simultaneo o sequenziale) giacché le dinamiche biomediche sono state aggravate da specifiche condizioni economiche, sociali e culturali su cui esse sono andate ad innestarsi?. | Richard Horton direttore della celebre rivista scientifica 7he Lancet, afferma che non è corretto chiamare la diffusione di Covid-19 una pandemia, in quanto ha le caratteristiche di una sindemia, ovvero un processo frutto della sinergia di diverse pandemie, in cui la componente sociale non fa altro che esacerbare la situazione istematico peggioramento della situazione biomedica, in un meccanismo di complessiva (R. HORTON, COVID-19 is not a pandemie, in The Lancet, 2020, 396). Il termine sindemia fu introdotto in ambito biomedico nel 1990 da Merrill Singer, antropologo medico statunitense. Successivamente il termine fu esplicitato in una versione articolata in un editoriale a firma del medesimo studioso, pubblicato nel 2017 sulla Rivista The Lancet (M. SINGER ET AL, Syndemies and the social conception of health, in The Lancet, 217, 389, 941-950) in cui si legge che le sindemie sono la concentrazione e l'interazione deleteria di due 0 più malattie o altre condizioni di salute in una popolazione, soprattutto come conseguenza dell'ineguaglianza sociale e dell'esercizio ingiusto del potere È Una sindemia non è semplicemente una compresenza di più malattie ma si biologiche e sociali, interazioni che caratterizza per le interconnessioni contribuiscono al peggioramento dello stato di salute della persona. Un approccio 84. Ambiente e diritto: dogmi moderni, prassi antica In questo senso, l'approccio sindemico, al di là del campo medico, ntare una lente attraverso cui leggere la complessità potrebbe rappre: a della condizione umana globale al fine di individuare, in un mondo dove tutto è connesso, un nuovo paradigma di sviluppo sostenibile, inclusivo e rigenerativo. Un modello di sviluppo che sia più umano, ovvero che si occupi non solo del progresso e della crescita ma anche della ‘dimensione socio-relazionale’ e ‘culturale-spirituale’ Per il raggiungimento di tale obiettivo sono chiamate in campo tutte le componenti attive della società, tra cui anche le grandi tradiz ioni religiose”, considerate influenti attori globali in grado di contribuire ed implementare un nuovo modello di sviluppo sostenibile che pone al centro l’uomo e la sua dimensione integrale L'evento pandemico ha infatti costretto l’uomo a prendere coscienza che il sistema su cui ha fondato la propria esistenza, caratterizzato dalla mera ottimizzazione dei processi produttivi e tecnologici, non può garantire una crescita illimitata e soprattutto che quel tipo di progresso non determina un miglioramento della La crescita economica ovvero «il PIL è condizione umana’. è triplice valenza: è una crisi economica innescata da una prospettiva speculativa, a , di cui l'evidenza più palese è il cuî sì sono affiancate una crisi ambientale ggioramento della cambiamento climatico, nonché una crisi sociale, in cui il pe qualità della vita si accompagna ad una crescita delle disuguaglianze SI. TATAY, L'agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e le religioni, cattolica, 2021, Quaderno 4094, I, 105-117, il quale attraversando l’esperienza spirituale dell’umanità e percorrendo le dimensioni profetica, ascetica, penitenziale, apocalittica, sacramentale, soteriologica, comunitaria, mistica, sapienziale ed escatologica della relazione uomu-natura, articola dieci motivi che legittimano l'ingresso delle religioni nel foro interdisciplinare della sostenibilità 7 Intal senso S. ZAMAGNI, Dopo la crisi pandemica del Covid. Il tempo per una riforma fondamentale del capitalismo è adesso, in Atti del Workshop escita economica contro sviluppo umano integrale: Economia post-Covid-19 (22-23 ottobre 2020), 2020, Città del Vaticano: «Per troppo tempo ci siamo illusi che la nuova tecnologia digitale introdotta dalla 4° rivoluzione industriale può garantire Una crescita regolare e illimitata. Basti pensare alle tante promesse fatte dai promotori del progetto transumanista sviluppato presso la “University of Singularity” in California. Secondo uno dei principali rappresentanti dell'Università della Singolarità, K. Kurzweil, il 2045 sarà l'anno cardine in cui diventerà realtà la cosiddetta “singolarità tecnologica”: cioè il momento in cui il numero di microchip attivi esistenti supererà il numero di neuroni umani e l'intelligenza umana e artificiale si fonderanno per diventare una cosa sola. Da qui l'urgenza di riprendere in mano in La civiltà Ambiente, sviluppo integrale, sostenibilità. Il ruolo del fattore religioso 85 indifferente ai vincoli della Natura, mentre non si dovrebbe assolutamente mettere in dubbio l’urgente bisogno che l’Umanità ha di reimpostare il proprio rapporto con essa per promuovere un modello sostenibile di sviluppo economico e sociale»*, Occorre dunque recuperare la dimensione del capitale umano e urale, troppo spesso non considerati adeguatamente tra le variabili fondamentali del ema economico. In tale quadro, non può non gnificativo contributo che le religioni possono dare al dibattito sulla sostenibilità e agli studi su nuovi modelli di sviluppo. Se, infatti, il processo di dialogo tra religioni e società civile sulla questione ecologica ha consentito «uno dei maggiori esercizi pubblici di teologia della storia recente», la pandemia ha spronato questo percorso nella misura in cui ha reso indifferibile una risposta alle crisi sistemiche che si sono abbattute sull’umanità e che chiedono un cambio di rotta”, quella della resilienza trasformativa, ovvero quel sistema che consapevole di quanto successo aumenta la capacità di rilevarsi il s fare fronte alle proprie vulnerabilità e fragilità!” 3. Un cambio di paradigma: dalla crescita allo sviluppo L’uso di un approccio sindemico consente dunque di comprendere che gli squilibri trasversali e multidimensionali del nostro sistema una parola troppo spesso trascurata, in particolare nel mondo della scienza, e quella parola è “limite”». " P. S. DASGUPTA - V. RAMANATHAN - M. SANCHEZ SORONDO (edited by), The Proceedîngs of the Joint Workshop on Sustainable Humanitv Sustainable Nature Our Responsibility (2-6 May 2014), Pontificiac Academiae Scientiarvm Extra Series 41, Pontificia Academiae Scientiarvm Socialivm Acta 19. ° «La fragilità dei sistemi mondiali di fronte alla pandemia ha evidenziato che non tutto si risolve con la libertà di mercato e che, oltre a riabilitare una politica sana non sottomessa al dettato della finanza, «dobbiamo rimettere la dignità umana al centro e su quel pilastro vanno costruite le strutture sociali alternative di cui abbiamo bisogno», Lett. ene. Fratelli tutti (3 ottobre 2020), 168. 1° Per Stefano Zamagni «questa pandemia, che già sappiamo non essere l’ultima, costituisce una straordinaria opportunità che non va sprecata per reimmettere il Paese sul sentiero dello sviluppo umano integrale» e che la stessa Chiesa non può perdere «questa occasione per un ripensamento radicale circa il senso della sua presenza in società connotate dalla seconda secolarizzazione», www.agensir.it/quotidiano/2021/3/29/coronavirus-covid-19-zamagni-economista- occorre-un-cambio-di-paradigma-vulnerabilita-condizione-permanente/ Ambiente, sviluppo integrale, sostenibilità. Il ruolo del fattore religioso 87 o comunque misurabili (sofferenza, dignità...)!5 ma che attengono tuttavia all’essenza della persona umana. Il paradigma dell’economia capitalista si focalizza dunque esclusivamente sulla crescita e sulla massimizzazione del PIL e non tiene conto del degrado della Terra derivante un uso illimitato e incontrollato delle risorse naturali, né delle crescenti disuguaglianze e dei tassi di disoccupazione preoccupanti !6, tantomeno della perdita di centralità dell'economia reale!”. Se è pur vero che da un lato i progressi della produttività in diversi campi dell’industria, agricoltura e tecnologia, hanno avuto il pregio di far emergere dall’indigenza diverse fasce di popolazione in Paesi ai margini dello sviluppo, dall’altro lato hanno però dimostrato che le sole forze di mercato si sono rivelate del tutto inadeguate ed incapaci di risolvere le crisì interdipendenti di povertà, esclusione e ambiente. L'effetto è stato la polarizzazione dei redditi, l’aumento delle disuguaglianze e l’alterazione dell’ecosistema!*. Una delle principali cause dell’esito fallimentare del liberismo viene individuata nella circostanza per cui l’economia classica considera solo due principali fattori di produzione, il capitale e il E. MORNN, La via. Per l'avvenire dell'umanità, 2021. !° Il PIL, infatti, non considera parametri fondamentali come la qualità c l’aspettativa di vita, l’accesso alle cure mediche, all'istruzione, la libertà di espressione, né indica la distribuzione della ricchezza e del reddito. !7 «Il PIL globale è stato calcolato in 75.000 miliardi di dollari circa, mentre l'importo dell’attività finanziaria globale, per quanto difficile da stimare, è stato calcolato in 993.000 miliardi di dollari. A livello europeo, nel giugno 2019, la cifra relativa all’attività finanziaria ammontava a 82.000 miliardi di curo, sette volte il PIL dell’area dell’euro. La sproporzione tra le due cifre è allarmante, perché il denaro realizzato con il denaro mette ai margini l'economia reale e il lavoro. In una parola, la dignità delle persone» G. C. BLANGIARDO - A. BRUGNOLI - M. FATTORE - F.MAGGINO - G. VITTADINI (a cura di), Sussidiarietà e ... sviluppo sociale. Rapporto sulla sussidiarietà 2021/2022, Fondazione per la sussidiarietà, 2022. !8 In sintesi, il «neoliberismo non è soltanto un modo di intendere l'economia ma è anche e soprattutto una ideologia, una cultura, una modalità di vita, un pensiero che si vuole unico e che nell’ambito della scienza economica pretende di mettere a tacere i punti di vista diversi da quelli dominanti. In quest'ottica vanno ridotti al minimo l’intervento pubblico, e più in generale i condizionamenti sociali ritenuti inefficienti per definizione. Al contrario si richiedono deregolamentazioni, privatizzazioni, flessibilità» L. CASELLI, Un'altra economia è possibile, in Impresa progetto, Electronic Journal of Management, 2022, 1,2 ss. 88 Imbiente e diritto: dogmi moderni, prassi antica lavoro, escludendo la dimensione del capitale sociale ovvero tutto quel complesso di tessuto di relazioni che l'individuo possiede e che non viene considerato come fonte di creazione di valore!?, Negli ultimi decenni è maturata una chiara consapevolezza dell’inadeguatezza del modello neoliberista e della nece: di adottare un nuovo modello di sviluppo orientato alla sostenibilità, nella triplice dimensione economica, ambientale e sociale??, i Un nuovo modello che non si riduca alla semplice crescita economica, ma che ponga al centro la persona nella sua dimensione integrale, ovvero uno sviluppo «volto alla promozione di ogni uomo e di tutto l’uomo»?! Si tratta di un cambio di paradigma che segna il passaggio dal concetto di ‘crescita’ a quello di ‘sviluppo’ ovvero un modello pluridimensionale in cui la erescita/produttività rappresenta solo uno degli elementi che concorre insieme agli altri al vero ed autentico progresso. Ciò che determina e caratterizza questo passaggio è l’umanizzazione del mercato ovvero un diverso modo di concepire la relazione tra sfera economica e sfera sociale??; un recupero di senso in 1° M. FATTORE - G. VITTADINI, Sussidiarietà: il motore del bene comune, în Sussidiarietà e ... sviluppo sociale. Rapporto sulla sussidiarietà 2021/2022, a cura di G. C. BLANGIARDO - A. BRUGNOLI - M. FATTORE - F. MAGGINO - G. VITTADINI, 2022, 26 ss. °° Con la sottoscrizione dell ‘Agenda 2030 dell’ONU si è cercato si puntare alla realizzazione di un modello capace di agire simultaneamente nella direzione di uno sviluppo economico equilibrato e duraturo, con lo scopo di garantire una maggiore equità e diffusione del benessere, dei servizi essenziali © dei diritti e che si accompagni con la salvaguardia e valorizzazione dell’ambiente. I 17 Sustainable Development Goals della Nuova Agenda 2030, varata nel settembre del 2015 coprono tutte e tre le dimensioni della sostenibilità e hanno visto un ruolo importante delle imprese sin dalla loro definizione, iniziata dopo lo svolgimento della Conferenza di Rio. 2! PAOLO VI, enciclica Populorum progressio, 1967, n. 15. 22 Il padre riconosciuto dell’approccio civile all'economia e allo sviluppo è senza dubbio Antonio Genovesi, teoria riproposta e attualizzata con piena convinzione da studiosi economisti italiani come Leonardo Becchetti, Luigino Bruni e Stefano Zamagni ( e la loro scuola) e stranieri (cfr. L. BRUNI - R. SUGDEN, Moral canals: trust and social capital in the work of Hume, Smith and Genovesi, in Economics and philosophy, Spring, 2000) che ne fanno un modello di economia profetico: economia di mercato, con la costante attenzione però alla persona umana quale persona in relazione. Cfr. L. BECCHETTI - L. BRUNI - S. ZAMAGNI, Economia Civile e sviluppo 90 Ambiente e diritto: dogmi moderni, prassi antica possibile strada intermedia tra la Sfera privata e quella pubblico- statale. In tale proiezione il fattore religioso può contribuire e favorire il recupero dell’elemento relazionale e del senso della dimensione comune quale possibile composizione della tensione esistente tra la nozione di individuo e quella di persona’, promuovendo il superamento della mancanza di valori e arginando la deriva del marcato individualismo?S che contraddistingue la società odierna. particolare regime giuridico. Siamo, quindi, su due piani ben diversi fra loro. Tuttavia ciò non vuol dire che non vi siano o non vi possano essere relazioni fra un concetto di bene comune o, il che è lo Stesso, una concezione della società politica e il modo di affrontare sul piano giuridico e sociale la questione dei beni comuni»: F. VIOLA, Beni comuni e bene comune, in Diritto e Società, 3, 2016, 380-398, cit., 381, 383, 386. Per una introduzione filosofica generale al tema cfr. L. PENNACCHI, Filosofia dei beni comuni. Crisi e ‘primato della sfera pubblica, Roma 2012. > Cfr. M. SALVIOLI, Individuo-Persona, in Dizionario di dottrina sociale della Chiesa — Le cose nuove del XX, VI secolo, 2, 2021 i Www.dizionariodottrinasociale.it, il quale pur evidenziando che la tensione tra le nozioni di ‘individuo’ e ‘persona’ attraversa pressoché tutti i saperi che riguardano l'essere umano, sofferma il proprio interesse sul dilemma che attraversa la scienza sociologica che oscilla tra due prospettive metodologiche fondamentali parallele: quella olistica e quello i i imato dell’individuo sulla Società o viceversa, L’autore i due estremi e tiene insieme il carattere persona, valorizzando il ruolo della relazione interpersonale. «Valorizzando la persona come ente singolare costitutivamente in relazione, il Magistero sociale riesce, ad un tempo, a custodire la dimensione individuale e quella sociale dell’esistenza umana senza che l’una sottometta | Tiducendola a sé». Il contributo conclude con il riconoscimento di un ruolo della Chiesa nel «(ri-)generare legami sociali a vantaggio di tutti, oltrepassando così rapporto con gli altri». ° Parla piuttosto di singolarismo Stefano Zamagni in una intervista rilasciata a “Città Nuova”, per Spiegare come la società digitalizzata delle connessioni ci porti verso il singolarismo anziché Verso le relazioni. «Il singolarismo nasce ufficialmente nel 2008 ed è la forma estrema dell'individualismo ... Perché l'individualismo, pur con tutti i suoi limiti, aveva un ancoraggio, e cioè l'individuo doveva essere parte di qualcosa, di una famiglia, un Bruppo, una comunità e si chiamava appunto individualismo dell’appartenenza. Il singolarismo è l’estremizzazione dell'individualismo e porta a troncare i rapporti. Esiste solo il singolo... I giovani, Ambiente, sviluppo integrale, sostenibilità. Il ruoto del fattore religioso 9I 4. Ripartire dall'uomo ... per il bene comune dea di sviluppo umano che si va affermando a livello nazionale e sovranazionale?” svela alcune peculiari connessioni e assonanze tra i modelli concettuali e linguistici proposti dalla dottrina sociale della chiesa e da alcune teorie economiche, Ne emerge una riflessione incentrata sulla necessaria centralità della persona nei processi di sviluppo e sulla visione etica del comportamento umano. Un concetto di sviluppo cui contribuisce il pensiero maturato in ambito cattolico a partire dall’enciclica Populorum progressio e che trova assonanze in diversi rapporti e dichiarazioni internazionali che evidenziano la necessità di un modello nuovo che riconcili la crescita economica e le problematiche ambientali e sociali. Un modello che miri al miglioramento del livello di vita delle future generazioni rispettando gli ambienti naturali. Uno sviluppo al servizio dell’uomo, che pone al centro la qualità della vita e dell’ambiente e non ammette che i diritti fondamentali dell’uomo siano calpestati. Una visione in che sono sempre più tristi. Ma per forza! Sc io predico che tu devi, per affermare il tuo io, troncare i rapporti con la famiglia, con la Chiesa, con questo e con quello, è chiaro che di lì a poco l’angoscia esistenziale, l’indifferenza e la solitudine che ne derivano sono inevitabili», Città Nuova, 18 gennaio 2023. 2? La promozione dello sviluppo umano ha inciso profondamente anche sul ruolo e la funzione della cooperazione internazionale, divenuta strumento e «via privilegiata per il perseguimento del bene comune a livello globale c locale ... grazie in particolare al dibattito promosso dalle Nazioni Unite che, tramite la pubblicazione dei Millenium Development Goals (MDGs) nel 2000 e dei Sustainable Development Goals (SDGs) nel 2015, hanno dichiarato apertamente l’impegno a orientare il proprio operato verso l’obiettivo di dare la possibilità a uomini, donne e bambini, nelle città e nei villaggi di tutto il mondo, di migliorare la loro vita. Il nuovo approccio alla cooperazione assume inoltre i diritti umani — esposti ufficialmente nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948 — come grammatica politica dello sviluppo: diventa infatti sempre più urgente transitare da una logica basata sui bisogni, che tende a trascurare le potenzialità e le capacità dei soggetti, a un sistema che riconosce ogni essere umano titolare di diritti. In tale prospettiva, le persone sono poste al centro degli interventi di cooperazione, non più come beneficiarie, ma in quanto attori liberi e degni di partecipare in maniera responsabile ai processi di sviluppo»: M. CASELLI - S.MALACARNE - C. ROTONDI, Cooperazione internazionale allo sviluppo, in Dizionario di dottrina sociale della Chiesa — Le cose nuove del XXVI secolo, 2021, 1, www.dizionariodottrinasociale.it. Ambiente, sviluppo integrale, sostenibilità. Il ruolo del fattore religioso 93 Nussbaum?9, vede una prima esplicitazione nel Rapporto sullo sviluppo umano del Programma delle Nazioni Unite?! che propone un nuovo approccio per promuovere il benessere umano, endogeno, centrato sull'uomo e teso al soddisfacimento dei bisogni umani fondamentali in cui la crescita del reddito è vista come un mezzo per lo sviluppo, piuttosto che un fine in sé. A venire in rilievo è soprattutto il ruolo assunto dal capitale umano, naturale e sociale nei nuovi processi di crescita che, muovendo da una concezione relazionale della società e da un interesse verso il bene comune, trovano spazio negli studi economici, come quelli teorizzati e promossi dalla scuola dell’economia civile??. l'intolleranza o la repressione governativa». Per un’analisi della teoria di Amirtya Sen si rinvia a A. PETRUCCI, Sviluppo è libertà. La teoria dello sviluppo secondo Amartva Sen, in Quademi del Premio Giorgio Rota, 1, 2013. 30 M. NUSSBAUM, Non per profitto. Perché le democrazie hanno bisogno della cultura umanistica, Bologna, 2011. 3! Il Rapporto sullo Sviluppo Umano è uno strumento del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP) il cui obiettivo è quello di offrire un metodo semplice ed accessibile per studiare e comprendere la dimensione umana dello sviluppo a livello globale e nazionale. Il primo rapporto viene presentato nel 1990 con il contributo di Mahbub ul Haq e Amartya Sen. 3° L'economia civile si propone come possibile alternativa all’economia capitalista con un sistema economico governato da alcuni principi — quali la reciprocità, la gratuità e la fraternità, felicità pubblica, pluralismo — e che non ha come fine ultimo la massimizzazione del profitto. Questo modello propone un mercato più umano in cui l’attività economica recupera la dimensione etica e quella relazionale centrata sulla reciprocità, sul bene comune e sulla cooperazione tra persone che ne promuovono la ricerca con efficienza ed equità. L'economia civile non esclude il mercato né lo contrappone allo Stato, così come non polarizza mercato e società civile, ma cerca di individuare dei modelli di azione condivisa in cui il mercato non è separato dall’etica, né la produzione della ricchezza dalla sua distribuzione. Si tratta di un modello di nuova economia «che propone un umanesimo a più dimensioni, nel quale il mercato non è combattuto 0 “controllato”, ma è visto come un luogo civile al pari degli altri, come un momento della sfera pubblica, che se concepito e vissuto come luogo aperto anche ai principi di reciprocità e di gratuità, contribuisce alla costruzione della civitas. L'economia come se la persona contasse: questa potrebbe essere la perifrasi per esprimere il nucleo del programma di ricerca dell’economia civile»: S. ZAMAGNI, La geografia, cit.. Tale teoria trova tra gli economisti diversi sostenitori, quali, in via esemplificativa a: Stefano Zamagni, Leonardo Becchetti, Lorenzo Caselli, Luigino Bruni. Per un approfondimento sul tema dell’economia civile si veda S. ZAMAGNI - L. BRUNI, 94 Ambiente e diritto: dogmi moderni, prassi antica AI centro di tale analisi vi è «l'individuo e la sua aspirazione a realizzare il benessere personale, come motore dell’agire economico». In tale prospettiva, la ricerca dell'interesse personale non si trasforma automaticamente in bene comune, ma ha bisogno della mediazione comunitaria, nel senso che gli «obiettivi privati si trasformano in “bene vivere” sociale solo all’interno della civitas, che non deve essere chiusa, ma fondata sulla cultura della legalità, della sovranità, dell'ospitalità territoriale, dove i nuovi cittadini devono condividere i principi fondamentali, nei quali deve trovare spazio un ritorno generale alla sobrietà nella vita, nei costumi e nei consumiy??. L'attenzione alla persona nella sua integralità, si traduce nell’ideazione e nello sviluppo di un modello capace di innescare una virtuosa composizione delle sue tre dimensioni fondamentali: quella della crescita (Pil), quella socio-relazionale e quella spirituale.?4 Lezioni di economia civile, Milano, 2003; L. BRUNI - S. ZAMAGNI, Economia Civile, Efficienza, equità, feli i pubblica, Bologna, 2004. 33 O. BAZZICHI, Appunti sull’etica economica della scuola Francescana, Acta Philosophica, I, 21, 2101, 38-39, il quale evidenzia come «Per gli economisti civili il mercato, l'impresa, l’economico sono in sé luoghi anche di amicizia, reciprocità, gratuità, fratemità. L'economia civile come scienza della “felicità pubblica”, frutto delle virtù civiche (amicizia, fiducia, prudenza, giustizia, ecc.), legata al bene comune, perché o si è felici tutti in una nazione o non lo è nessuno; come strumento delle relazioni interpersonali; come Impegno civile perché fondato sulla relazionalità; come fattore di benessere di ciascuno e della collettività attraverso la cooperazione, il commercio equo e solidale, banca popolare etica, imprese sociali, organizzazioni no profit, microcredito». * Mentre la dimensione materiale della crescita attiene agli interessi ed ai bisogni fondamentali da soddisfare per assicurare la sopravvivenza di ciascuno; quelle socio- relazionale e spirituale attengono ai valori della persona, che non sono negoziabili come gli interessi. Cfr, S. ZAMAGNI, La Caritas în Veritate dieci anni dopo, in Theory and praxis of development proceedings of the one-day seminar on the occasion of the 10th anniversary of the enevclical letter Caritas în veritate by pope Benedict XVI (Casina Pio IV, Vatican City State 3rd December 2019), il quale precisa che «lo sviluppo umano è integrale quando le tre dimensioni sono prese in non sono legittimi leggi o decreti che, nel tentativo di corto respiro di aumentare il PIL, peggiorino l’equilibrio ecologico. Ovvero, non è lecito varare provvedimenti che, per aumentare le entrate fiscali, sanciscano, di fatto, la legalizzazione delle ludopatie». 96 Ambiente e diritto. dogmi moderni, prassi antica Sociale e che parte dal presupposto basilare che l'essere umano abbia una natura cooperativa*. In tale ottica cambia il ruolo del mercato, in quanto non è solo luogo di scambio di beni e servizi con prezzi e quantit a anche contesto sociale, una vera e propria ‘costruzione sociale in cui le persone si incontrano e dove la logica di competizione e della concorrenza viene a temperarsi con quella di cooperazione e collaborazione per il conseguimento di un risultato più ampio di bene comune” 5. Il contributo della Dottrina sociale della Chiesa Alla presa di coscienza della necessità di una radicale trasformazione del modello di sviluppo e delle responsabilità formative ed educative*! connesse alle ricerche sulla sostenibilità ambientale”, economica, sociale e istituzionale hanno contributo in maniera sostanziale le religioni ed in particolare la Chiesa cattolica che nel corso degli anni con il proprio Magistero ha saputo orientare e aprire ad una prospettiva di “sostenibilità integrale” promuovendo una piena valorizzazione delle risorse, assumendo contemporaneamente come priorità lo sviluppo umano e il potenziamento della comunità. Nel solco tracciato dalle due Encicliche di Papa Francesco, Laudato st'e Fratelli tutti, la Chiesa offre il proprio contributo per la creazione di un nuovo modello di sviluppo di cui il mondo ha urgente bisogno e che ha manifeste assonanze con il modello economico civile proposto dalla nuova scuola italiana dell’economia civile. 3 L. BRUNI - S. ZAMAGNI, L'economia civile, Bologna, 2015, 17. CA. BAGNASCO, La costruzione sociale del mercato. Studi sullo sviluppo di piccola impresa in Italia, Bologna, 1988, #° S. ZAMAGNI, /! bene comune come Archivio di Filosofia, 2016, 84, 1/2, 161-176, Alp. MALAVASI, Educare all'alleanza tra l'umanità e l'ambiente, 2021, 15 -d zionariodottrinasociale; O. VACCHELLI, Educare ad una cittadinanza sostenibile, 2021, 4, www.dizionariodottrinasociale. 2° GEO 2 i ; F. BALSAMO, Religioni ed ambiente: il contributo delle confessioni religiose alla costruzione di una “democrazia ambientale”, in Diritto e religioni, 2014, 2. berillo intellettuale in economia, in Ambiente, sviluppo integrale, sostenibilità. Il ruolo del fattore religioso 97 Punto di partenza è la consapevolezza che tutto è intimamente in relazione e connesso” per cui la soluzione dei relativi problemi attuali richiede in maniera altrettanto sindemica uno sguardo che tenga conto di tutti gli aspetti della crisi planetaria. Questo è l'approccio su cui fonda le basi la dottrina sociale della Chiesa che guarda alle singole sfide dell’umanità non in maniera isolata ma nel loro significato più profondo come «approccio a tutti i sistemi complessi la cui comprensione richiede di mettere in primo piano la relazione delle singole parti tra loro e con il tutto. Il riferimento è all'immagine di ecosistema». La riflessione della dottrina sociale della Chiesa sullo sviluppo è rinvenibile in molteplici encicliche e documenti magisteriali a partire dalla Rerum novarum di Leone XIHII (1891), in particolare nelle encicliche di Giovanni XXIII, Mater et magistra (1961) e Pacem in terris (1963), così come, dopo il Concilio Ecumenico Vaticano II con le due Costituzioni Lumen Gentium e Gaudium et spes (1965), fino ad arrivare ad un momento apicale della riflessione con la Populorum Progressio di Paolo VI (1967) tutta incentrata sul concetto di sviluppo integrale. Paolo VI invita infatti a rivedere il concetto di sviluppo, affermando che «lo sviluppo non si riduce alla semplice crescita economica. Per essere autentico sviluppo deve essere integrale, il che vuol dire volto alla promozione di ogni uomo e di tutto l’uomo»! (PP, 14). Lo sviluppo viene considerato come un processo integrale che non ammette contrapposizione tra diritti civili e politici e diritti economici, sociali e culturali, ed è visto come un diritto". Compito della Chiesa è dunque aiutare gli uomini a «raggiungere la loro piena * Concetto ribadito più volte nell’Enciclica Laudato si* di Papa Francesco (cfr. nn. 70, 92, 117, 120, 138, 142), # G. COSTA - P. FoGLIZZO, Ecologia integrale, come paradigma concettuale e come percorso spirituale, rappresenta il cuore dell'enciclica Laudato si’ di papa Francesco, www.aggiornamentisociali.it, agosto-settembre 2015 (ultima consultazione 06 aprile 2023). 4 PAOLO VI, Popolorum, cit., 14. 4° O. FUMAGALLI CARULLI, Solidarietà intergenerazionale, welfare ed ecologia umana nel pensiero sociale cattolico, Pontifical Academy of Social Sciences, Acta 10, Vatican City 2004, www.pass.va/content/dam/scienzesociali/pdf/acta10/acta10- fumagalli.pdf, che individua in «questo un aspetto centrale del pensiero della Chiesa, che fa rientrare nella categoria dei diritti umani il diritto delle persone e dei popoli allo sviluppo». Ambiente, sviluppo integrale, sostenibilità. Il ruolo del fattore religioso 99 Alle encicliche che si susseguono negli anni fa da sfondo un concetto di economia circolare in senso ampio, che propone un sistema di maggior efficienza fondato su un uso responsabile delle risorse e delle innovazioni e su comportamenti virtuosi ed etici, che recuperano la dimensione della fraternità e il rapporto dell’uomo con la natura. Una concettualizzazione che fa parte del magistero della Chiesa e che viene affrontata in maniera più profonda da Papa Francesco con la sua enciclica Laudato si’ sulla cura della casa comune (2015). Mosso dalla «sfida urgente di proteggere la nostra casa comune comprende la preoccupazione di unire tutta la famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale» il Pontefice affronta vari aspetti della crisi ecologica arrivando alle sue radici, per coglierne le cause più profonde, al fine di «proporre un’ecologia che, nelle sue diverse dimensioni, integri il posto specifico che l’essere umano occupa in questo mondo e le sue relazioni con la realtà che lo circonda» (LS, 15). Il degrado ambientale costituisce l’effetto «dell’attuale modello di sviluppo e della cultura dello scarto sulla vita delle persone» (LS, 43), pertanto la difesa e la tutela del creato ovvero della nostra “casa comune” non può prescindere da un nuovo concetto di «sviluppo umano, sostenibile e integrale» basato su «modello circolare di produzione che assicuri risorse per tutti e per le generazioni future, e che richiede di limitare al massimo l’uso delle risorse non rinnovabili, moderare il consumo, massimizzare l’efficienza dello sfruttamento, riutilizzare e riciclare» (LS, 22). Poiché alla radice della crisi ecologica vi è la crisi umana è necessario intervenire sull’uomo, sul suo stile di vita e la sua concezione di abitare la terra. «È fondamentale cercare soluzioni integrali, che considerino le interazioni dei sistemi naturali tra loro e con i sistemi sociali. Non ci sono due crisi separate, una ambientale e un’altra sociale, bensì una sola e complessa crisi socio- ambientale. Le direttrici per la soluzione richiedono un approccio integrale per combattere la povertà, per restituire la dignità agli esclusi e nello stesso tempo per prendersi cura della natura» (LS, 139). può prescindere da queste considerazioni - relative all'uso degli clementi della natura, alla rinnovabilità delle risorse e alle conseguenze di una industrializzazione disordinata - le quali ripropongono alla nostra coscienza la dimensione morale, che deve distinguere lo sviluppo!». 100 Ambiente e diritto: dogmi moderni, prassi antica Fondamentale è dunque cambiare l’umanità, promuovere la «coscienza di un’origine comune, di una mutua appartenenza e di un consapevolezza di base futuro condiviso da tutti. Questa 3 permetterebbe lo sviluppo di nuove convinzioni, nuovi atteggiamenti e stili di vita. Emerge così una grande sfida culturale, spirituale e educativa che implicherà lunghi processi di rigenerazione» (LS, 202). In un mondo globalizzato e iperconnesso, dove tutto è intimamente in relazione, è necessario «far crescere la consapevolezza che oggi 0 ci salviamo tutti o nessuno si salva» (FT, 39). Con la sua ultima enciclica Papa Francesco, infatti, richiama alla responsabilità di tutti, come comunità basata sulla fraternità e amicizia sociale, per la costruzione di una nuova società, perché come «comunità siamo tenuti a garantire che ogni persona viva con dignità e abbia opportunità adeguate al suo sviluppo integrale» (FT, 118). 6. Dalla teoria alla prassi. Alcuni casi emblematici di buone pratiche Attraverso il proprio magistero, la Chiesa fa appello alla società civile per un radicale cambiamento non solo dei modelli di sviluppo ma anche dei sistemi di istruzione, ritenendo infatti imprescindibile promuovere una cultura dell’educazione alla responsabilità ambientale e sociale. Infatti, se è pur vero che la «Chiesa non ha soluzioni tecniche da offrire e non pretende «minimamente d'intromettersi nella politica degli Stati, (h)a però una missione di verità da compiere, in ogni tempo ed evenienza, per una società a misura dell'uomo, della sua dignità, della sua vocazione». In nome di questa missione di verità la Chiesa interviene attivamente nel dibattito pubblico non solo per la verità della fede, ma anche per la verità della ragione, È la dottrina sociale della Chiesa che si fa interprete particolare di questo incontro tra la luce della fede e la luce della ragione”, diventando risorsa preziosa È BENEDEITO XVI, Enciclica Caritas in veritate, 2009, 9. °° «Caritas în veritate» è principio intorno a cui ruota la dottrina sociale della Chiesa, un principio che prende forma operativa in criteri orientativi dell'azione morale (CV, 5). Tale dottrina è servizio della carità, ma nella verità, La verità