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Riassunto del capitolo 5 del libro Siva, l'asceta erotico di Wendy Doniger. Esame indologia, Anno Accademico 2018/2019
Tipologia: Appunti
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Siva e Kama Il conflitto tra Siva e Kama: secondo i testi più tardi, Brahma invia Kama ad aggredire Siva per ripicca e vendetta nei confronti sia di Siva, che si era opposto al comportamento incestuoso di Brahma, sia di Kama, che era stato la causa di tale comportamento. Nei purana più antichi, invece, Kama viene inviato da Indra per indurre Siva a sposarsi ea generare il figlio di cui gli dei hanno bisogno. A. La castità di Siva e le sue contraddizioni In quanto epitome della castità, Siva è nemico naturale di Kama. Per la sua castità Siva è considerato l'unico uomo nell'universo in grado di resistere a Kama. Alla castità di Siva si contrappone però la sua natura lussuriosa, alla invulnerabilità il suo carattere suscettibile. Molti miti che illustrano la castità di Siva compaiono anche in forma speculare, oppure contengono elementi che rivelano il suo desiderio. A dire il vero, è pressoché impossibile trovare un mito in cui Siva rimanga casto dall'inizio alla fine, sebbene molti miti siano fondati sulla premessa iniziale della sua castità. B. L'incenerimento di Kama e il suo rovescio La distruzione di Kama, dio del desiderio, ad opera di Siva è la conseguenza ineluttabile della sua perfetta castità. Quando gli dèi lo supplicano di sposare Parvati e di avere un figlio da lei per sconfiggere il demone Taraka, egli risponde: «Non traggo alcun piacere dal matrimonio, ma sposerò Parvati solo per avere un figlio da lei.» C. La concupiscenza del castigatore di Kama A dispetto della sua reputazione e dei suoi sentimenti antierotici, Siva finisce per riconoscere la potenza di Kama. I purana e la poesia di epoca tarda si soffermano a descrivere nei dettagli e in maniera esplicita le pene erotiche di Siva, mentre i testi più antichi si limitano a menzionare le sue successive nozze. Siva è però ferito da Kama. I purana tentano di conciliare la concupiscenza di Siva con il suo celebre controllo emotivo, a volte semplicemente affermando entrambi gli aspetti del dio: Kama colpì Siva e Siva divenne confuso. Pur avendo vinto i propri sensi e benché non fosse emotivamente eccitato, diventò impaziente di fare l'amore. Per conciliare la presunta indifferenza di Siva con gli occhi pieni di desiderio che egli mostra viene utilizzato il concetto di gioco divino: per tutto il tempo in cui Siva fece l'amore con Sati si trattò sempre e soltanto del suo gioco divino, perché egli rimase per tutto il tempo interamente padrone di se e privo di qualunque alterazione emotiva. Quando in un mito il comportamento di un personaggio contraddice le sue intenzioni esplicite, quasi sempre il comportamento è il vero mito, e le intenzioni sono una giustificazione successiva. D. La vittoria di Kama implicita nell’incenerimento di Kama L’atto stesso di bruciare Kama tradisce la vulnerabilità di Siva e la sua innata indole erotica.
Il controllo della concupiscenza ha una parte importante nella filosofia dello Yoga, che sottolinea la necessità che la concupiscenza esista in primo luogo perché lo yogin possa lavorarci sopra. E. La seduzione di Siva ad opera di Parvati La vulnerabilità di Siva all'ira come al desiderio lo porta ad essere un fantoccio nelle mani di Indra, che alla fine lo conquista per mezzo non di Kama di un'altra sua servitrice, Parvati. Siva, che viene detto libero dei desideri, vuole che Parvati pratichi il Tapas per se stessa, e pensa: «Quando eseguirà un voto di Tapas , allora la sposerò, dato che sarà priva del seme dell'orgoglio.» È Parvati, l'asceta, che costringe con il suo Tapas il Dio a sedurla. Il Tapas di lei riscalda talmente l'universo che Brahma è costretto ad esaudire il suo desiderio, quando vuole Siva come marito. E nel momento in cui Siva si rifiuta di sposarla, il Tapas di Parvati è tanto grande da spaventarlo e scuoterlo dalla meditazione. Il fine del Tapas è il matrimonio, che equivale alla seduzione dell’asceta. F. Parvati riporta in vita Kama Oltre che seducendo Siva e convincendolo a sposarla, Parvati aiuta esplicitamente Kama anche in un altro modo fondamentale: è la responsabile della sua resurrezione. Se vuole fare l'amore con lei, Siva deve prima riportare in vita la divinità del piacere sessuale. G. Kama rinasce come albero. La rinascita dal fuoco La luna è una forma di Kama e Siva pone sulla luna il fuoco di Kama, ma lo distribuisce anche altrove, ossia tra il mango, la primavera, i fiori, le api e i cuculi. Tutti gli elementi in cui prende dimora il fuoco di Kama racchiudono significato erotico nella cultura Indù, e sono di solito personificati come aiutanti di Kama. Tra questi, il più ricorrente è il fiore, con cui sono fatte anche le armi di Kama. Le ceneri sono la scintilla di vita sospesa nell'acqua finché l'universo non è pronto a rinascere. Le ceneri che Siva porta sul suo corpo sono le ceneri di Kama, e una volta a contatto con il corpo di Siva hanno un'azione identica a quella di Kama: bruciano Siva ed eccitano il suo desiderio. Dice Siva a Parvati: «Kama, da me bruciato, vive ora sul mio corpo sotto forma di cenere, agisce contro di me e cerca di bruciarmi in tua presenza.» H. Kama redivivo e il suo potere su Siva Il fatto che Siva riporta in vita Kama indica che Siva ha subito un mutamento d'animo, e non stupisce quindi che Kama redivivo abbia su Siva poteri che non aveva prima di venire ucciso. Ciò deriverebbe soltanto dalla crescita generale dei poteri di Kama conseguente al processo della morte e della resurrezione; la magia di Kama è infatti rafforzata dai vantaggi connessi all'invisibilità, al non essere più concentrata in una forma antropomorfa, bensì diffusa nel mondo. Pure senza dare a Kama un corpo, Siva lo riporta in vita, esaudisce le altre richieste di Parvati, ossia sposarla e darle un figlio, e concede a Kama potere su di lui, in diretta contraddizione con la sua pretesa di non aver bisogno del desiderio per generare figli, al contrario dei comuni mortali.