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slide sui testi di catullo, Appunti di Latino

oscillazione del cuore nel liber di catullo

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 05/05/2019

Daniel.Keith
Daniel.Keith 🇮🇹

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Le oscillazioni del cuore
nel Liber di Gaio Valerio Catullo
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Le oscillazioni del cuore

nel Liber di Gaio Valerio Catullo

L’amore per Catullo ha un solo nome: LESBIA.

Protagonista indiscussa della poesia catulliana, incarnazione della devastante potenza dell’eros.

Lo pseudonimo, che rievoca Saffo, la poetessa per eccellenza dell’amore, è sufficiente a creare attorno a lei un alone idealizzante: oltre alla grazia e a una bellezza non comune, sono soprattutto intelligenza, cultura, spirito brillante, modi raffinati ad affascinare il poeta.

Ma se una donna, che non abbia marito, apra la casa

propria alle brame di tutti, si metta a fare

apertamente una vita da meretrice, usi banchettare

con uomini a lei affatto estranei; se questo essa

faccia in città, in villa, in mezzo alla folla di Baja; se si

comporti, non solo nel modo di camminare ma anche

nel modo di acconciarsi e nella compagnia, non solo

nello scintillio degli occhi e nella libertà del

linguaggio ma anche coi baci e gli abbracci sulle

spiagge e a bordo e a cena, in modo tale da

manifestarsi non semplice prostituta, ma prostituta

sfrontata e procace: dimmi tu, Erennio, un giovanotto

che per caso le si accompagnasse lo chiameresti tu

adultero, o amante; diresti tu ch'egli voglia attentare

al pudore di lei, o soddisfarne la libidine?

Cicerone, Pro Celio,

La storia d’amore tra Catullo e Lesbia non ha

precedenti nella letteratura antica: Catullo è il primo

poeta a cantare il suo amore in una serie correlata di

carmi che fotografano le varie fasi e i vari momenti

della relazione.

Gioie, sofferenze, tradimenti, abbandoni, rimpianti,

speranze, disinganni scandiscono le vicende di

questo amore che è vissuto da Catullo come

esperienza capitale della propria vita, capace di

riempirla e darle un senso.

L’eros diventa centro dell’esistenza e valore primario,

il solo in grado di risarcire la fugacità della vita

umana.

All’amore Catullo trasferisce tutto il suo impegno

sottraendosi ai doveri e agli interessi del civis romano

(La morale tradizionale non ammette che un cittadino

romano viva un simile coinvolgimento sentimentale).

Viviamo, mia Lesbia, ed amiamo(ci),
e le chiacchiere dei vecchi troppo arcigni
consideriamole tutte un soldo (bucato).
I giorni [i soli] possono tramontare e ritornare;
noi, una volta che la breve luce è tramontata,
dobbiamo dormire un’unica notte eterna.
Dammi mille baci, (e) poi cento,
poi mille altri, poi ancora cento,
poi di seguito altri mille, (e) poi cento.
Poi, quando ne avremo totalizzate [avremo fatto] molte
migliaia,
li rimescoleremo, per non conoscere (il totale),
o perché nessun maligno possa gettar(ci) il malocchio,
sapendo che è così grande il numero dei baci [che c’è
tanto di baci].

Il carme si apre con tre congiuntivi esortativi ( vivamus, amemus, aestimemus ): vivere è amare, vivere pienamente, godersi la vita. I vecchi troppo rigidi, i moralisti ( severiorum ), sono i nemici dell’amore di Catullo, un amore a dispetto delle convenzioni sociali, in contrasto col mos maiorum. L’allitterazione dei suoni r e s , sgradevoli per gli antichi, aumentano il contrasto con lo slancio vitalistico del primo verso.  Soles è metonimia per dies (giorni), ma non perde del tutto il senso proprio ( occidere richiama l’immagine del tramonto). Il motivo della caducità della vita umana è sviluppato in un raffinato sistema di antitesi: soles/nox, brevis lux/nox perpetua. Il “catalogo dei baci” si sviluppa per tre versi: la ripetizione delle cifre, introdotte dall’anafora deinde…dein e l’epifora centum conferiscono un ritmo ossessivo. Il termine basium è parola di origine celtica, introdotta da Catullo nella lingua letteraria (in lat. osculum ). Metafora tratta dalla contabilità: conturbare (sottinteso rationes ) significa scombinare i conti, in concreto l’atto di alterare i registri dei conti. Anche facio ( fecerimus ) è usato nell’accezione tecnica della lingua finanziaria (fare il totale). L’ultima parte presenta il tema dell’invidia dei maligni contro la coppia degli amanti felici.

CARME 51: GELOSIA

Ille mi par esse deo videtur, ille, si fas est, superare divos, qui sedens adversus identidem te spectat et audit dulce ridentem, misero quod omnis eripit sensus mihi: nam simul te, Lesbia, aspexi, nihil est super mi


lingua sed torpet, tenuis sub artus flamma demanat, sonitu suopte tintinant aures gemina, teguntur lumina nocte. Otium, Catulle, tibi molestum est: otio exultas nimiumque gestis otium et reges prius et beatas perdidit urbes.

Mi sembra che sia pari ad un dio
se è lecito, (mi sembra) che superi gli dèi,
colui che, sedendoti di fronte, continuamente ti
guarda e (ti) ascolta
mentre sorridi dolcemente, cosa questa che a me misero
strappa tutte le facoltà; infatti non appena,
o Lesbia, ti vedo, non mi rimane più
<un fil di voce (lett.: nulla di voce in bocca)>,
ma la lingua si intorpidisce, un fuoco sottile
si insinua sotto le membra, per un suono interno
le orecchie rimbombano, entrambi
gli occhi si annebbiano
(lett.: gli occhi si ricoprono di una duplice notte).
L’ozio, Catullo, ti è dannoso;
per l’ozio ti esalti e troppo smanii.
L’ozio ha mandato in rovina re e città
un tempo felici [ oppure : anticamente mandò in rovina re e città]
Il carme 51 ci offre la
spiegazione dello
pseudonimo di
Clodia: diventa
Lesbia in virtù
dell’identificazione di
Catullo con Saffo e
soprattutto perché
oggetto di una
passione irrazionale
e travolgente.
La gelosia qui non è
ancora vissuta dal
poeta, ma un amore
del genere non potrà
sopportare i
tradimenti della
donna amata.

CARME 70: PRIMI DUBBI Nulli se dicit mulier mea nubere malle quam mihi, non si se Iuppiter ipse petat. dicit: sed mulier cupido quod dicit amanti, in vento et rapida scribere oportet aqua. La mia donna dice che preferisce non sposarsi con nessuno se non con me, nemmeno se Giove stesso lo chiedesse. Dice: ma ciò che una donna dice ad un amante bramoso, occorre che venga scritto nel vento e sull’acqua vorticosa.

Il sostantivo sostituisce il più frequente puella , però sempre nel significato di donna e non moglie, come anche il verbo nubere che era riferito anche ai rapporti tra gli amanti, non solo tra coniugi. L’anafora del verbo racchiude tutta la consapevolezza della falsità delle parole dell’amata, che promette fedeltà ma non la mantiene, alla quale Catullo associa un proverbio. Il desiderio di Catullo è che l’amore con Lesbia ( mea vita ) sia eterno, duraturo, rafforzato dall’iperbato con amorem , quasi ad “abbracciare” il distico. Il pleonasmo nostrum inter nos sottolinea la reciprocità e la natura esclusiva del legame. La preghiera è sincera ma nello stesso tempo tradisce l’insicurezza di Catullo con l’insistenza sulla sincerità della promessa di Lesbia ( vere , sincere , ex animo ). Il foedus è un patto morale (linguaggio giuridico e politico), con tutti i doveri imposti dal rispetto della fides, valore fondamentale nella civiltà romana(affidabilità, credibilità, onestà), fondante anche del sentimento dell’amicizia ( amicitiae ). Catullo ne sottolinea la sacralità ( sanctus , sancito). Paradossalmente Catullo attribuisce alla sua relazione adulterina le caratteristiche del matrimonio, fondato appunto sulla fides e pietas.

CARME 72: LA VERITÀ Dicebas quondam solum te nosse Catullum, Lesbia, nec prae me velle tenere Iovem. dilexi tum te non tantum ut vulgus amicam, sed pater ut gnatos diligit et generos. nunc te cognovi: quare etsi impensius uror, multo mi tamen es vilior et levior. qui potis est, inquis? quod amantem iniuria talis cogit amare magis, sed bene velle minus.

È la ripresa del carme 70 ( nubere Iuppiter ), ma stavolta senza più alcun dubbio ( nunc te cognovi ).

Catullo ribadisce l’amore fondato sulla pietas, virtù di chi assolve i suoi doveri nei confronti degli altri, soprattutto gli affetti familiari, qui l’amore di un padre verso i figli e i generi.

Il tradimento accresce l’ amare , cioè la passione, ma in proporzione diminuisce la tenerezza che nasce dalla stima, il bene velle , cioè l’amicizia che l’ iuniura (l’offesa del tradimento) subita tronca.

CARME 85: ODI ET AMO Odi et amo. quare id faciam, fortasse requiris. nescio, sed fieri sentio et excrucior. La odio e l'amo. Mi chiedi perché provi ciò? Non lo so, ma mi accade e sono torturato