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L' otto per mille (spesso abbreviato in 8xmille ) è la quota di imposta sui redditi soggetti IRPEF, che lo Stato italiano distribuisce, in base alle scelte effettuate nelle dichiarazioni dei redditi, fra sé stesso e le confessioni religiose – attualmente sono dodici – che hanno stipulato un'intesa. È stata introdotta dall'art. 47 della legge n.222/ 1985 ,[1]^ (durante il Governo Craxi I) in attuazione dell'Accordo di Villa Madama del 1984 tra la Repubblica Italiana e la Santa Sede, nella qualità di rappresentante della Chiesa cattolica. La norma stabilisce gli ambiti nei quali i soggetti beneficiari dell'otto per mille possano impiegare i fondi ricevuti, nonché il meccanismo di calcolo di tale quota. I contribuenti non sono tenuti a esercitare obbligatoriamente l'opzione per la destinazione dell'otto per mille, ma anche l'otto per mille del gettito fiscale di chi non effettua tale scelta o di chi è esonerato dalla dichiarazione dei redditi viene ripartito tra i soggetti beneficiari, in proporzione alle scelte espresse (mediamente il 42,73% dei contribuenti hanno espresso una scelta tra il 1990 e il 2007) e salvo rinuncia unilaterale dei medesimi. Le confessioni religiose suddette e diverse dalla cattolica hanno stipulato intese con lo Stato ai sensi dell'art. 8 [22]^ della Costituzione.[3] Lo Stato non fa pubblicità per l'otto per mille e secondo alcuni ciò spiega il crollo delle preferenze per lo Stato: la sua percentuale è scesa dal 23% del 1990 all'8,3% del 2006. Stato Il Governo dedica alla gestione dei fondi di pertinenza statale una sezione del suo sito Internet, dove è possibile sia consultare l'elenco delle attività finanziate negli anni precedenti, sia candidarsi per ricevere finanziamenti ad attività che rientrino nelle categorie previste. Beni culturali Calamità naturali Assistenza rifugiati Fame nel mondo Edilizia scolastica CATTOLICA La somma ricevuta dalla Chiesa cattolica deve essere impiegata "per esigenze di culto della popolazione, sostentamento del clero, interventi caritativi a favore della collettività nazionale o di paesi del terzo mondo", così come previsto dall'art. 48 della L. 222/1985. Ogni anno la Conferenza Episcopale Italiana pubblica il resoconto riassuntivo delle spese, che riporta la distribuzione dei fondi tra le voci principali,[47]^ senza elencare in dettaglio i progetti finanziati e la spesa corrispondente. Sostentamento del clero Sostentamento del clero
Alle diocesi per carità Interventi caritativi
Paesi del Terzo Mondo Interventi caritativi € 65.000.000, Interventi di rilievo nazionale per la carità Interventi caritativi € 60.000.000, Alle diocesi per culto e pastorale Esigenze di culto
Nuova edilizia di culto Esigenze di culto
Interventi di rilievo nazionale per culto e pastorale Esigenze di culto € 40.000.000, Tutela e restauro dei beni culturali ecclesiastici Esigenze di culto € 25.000.000, Tribunali ecclesiastici italiani per la cause di nullità matrimoniale Esigenze di culto € 13.500.000, Fondo per la catechesi e l’educazione cristiana Esigenze di culto Le finalità per le quali le singole Chiese possono impiegare i fondi loro assegnati sono concordati nell'intesa in base alla quale esse sono state ammesse al finanziamento. Ogni cittadino contribuente può scegliere la destinazione dell'ottopermille del gettito IRPEF tra: Stato Chiesa cattolica Chiesa cristiana avventista del settimo giorno Assemblee di Dio in Italia Unione delle Chiese metodiste e valdesi Chiesa evangelica luterana in Italia Unione delle comunità ebraiche italiane Sacra arcidiocesi ortodossa ed Esarcato per l'Europa meridionale Chiesa apostolica in Italia Unione cristiana evangelica battista d'Italia Unione induista italiana Unione buddhista italiana Istituto buddista italiano Soka Gakkai La scelta si compie mettendo la propria firma in corrispondenza dell'istituzione prescelta. La scelta non determina la destinazione della propria (del contribuente) quota di gettito fiscale, ma quella di una quota media uguale per tutti i cittadini. Lo Stato adotta la procedura seguente: determina le entrate IRPEF; ne determina l'8 permille; conta il numero di firme dei dieci enti; ripartisce l'otto per mille tra gli enti In questo modo le scelte dei contribuenti hanno tutte lo stesso peso, indipendentemente dal reddito del contribuente