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La Repubblica Italiana: dalla nascita al miracolo economico - Prof. Capuzzo, Dispense di Storia Contemporanea

dalla nascita della Repubblica italiana sino alla crisi della prima Repubblica (1994)

Tipologia: Dispense

2015/2016

Caricato il 10/07/2016

marthaw
marthaw 🇮🇹

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STORIA DELLA PRIMA REPUBBLICA ITALIANA
(1948-1994)
Giugno 1945: si forma un esecutivo guidato da Ferruccio Parri, leader del
partito d’azione. Già dagli inizi il governo Parri presentò diversi problemi legati
dalla situazione del dopoguerra: apparato industriale e sistema dei trasporti
compromessi, problemi di ordine pubblico, insufficiente approvvigionamento
alimentare.
Dicembre 1945: elezioni alla presidenza di Alcide DE Gasperi.
2 giugno 1946: referendum popolare fra monarchia e Repubblica: il
referendum si conclude con la vittoria della Repubblica con 12,7 milioni di voti,
la presidenza di Alcide de Gasperi ed un governo formato maggiormente dagli
esponenti della Dc, Psiup e del PCI
1947: L’Italia aderisce al Piano Marshall: ciò ha previsto una formazione di
governo che ha escluso i socialisti ed i comunisti, ed includere invece alla guida
del governo con la DC liberali, repubblicani e socialdemocratici.
10 febbraio 1947: L’Italia firma il Trattato di Pace come potenza sconfitta
nella seconda guerra mondiale. Cede concessioni territoriali a vantaggio della
Jugoslavia e viene ceduta parte della Venezia Giulia, con Trieste divisa: una parte
amministrata da Belgrado, l’altra dagli americani.
1 gennaio 1948: Entra in vigore la Costituzione Italiana: la prima sezione è
dedicata ai diritti e doveri del cittadino, la seconda sezione invece si occupa
dell’organizzazione dei poteri statali: l’esecutivo è in mano al governo, il potere
legislativo è in mano al parlamento e la magistratura è un organismo
indipendente che ha lo scopo di fare da contrappeso al potere esecutivo.
Aprile 1948: si tengono le prime elezioni politiche libere: vittoria della DC
1948-1953: FASE DEL CENTRISMO: periodo denominato tale perché il
governo fu affidato alle formazioni politiche moderate e di centro. IN questo
periodo la presidenza del Consiglio rimase sempre in mano a De Gasperi che
attuò una politica ad ampio raggio:
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STORIA DELLA PRIMA REPUBBLICA ITALIANA

Giugno 1945: si forma un esecutivo guidato da Ferruccio Parri , leader del

partito d’azione. Già dagli inizi il governo Parri presentò diversi problemi legati dalla situazione del dopoguerra: apparato industriale e sistema dei trasporti compromessi, problemi di ordine pubblico, insufficiente approvvigionamento alimentare.

Dicembre 1945: elezioni alla presidenza di Alcide DE Gasperi.

2 giugno 1946: referendum popolare fra monarchia e Repubblica: il referendum si conclude con la vittoria della Repubblica con 12,7 milioni di voti, la presidenza di Alcide de Gasperi ed un governo formato maggiormente dagli esponenti della Dc, Psiup e del PCI

1947: L’Italia aderisce al Piano Marshall: ciò ha previsto una formazione di governo che ha escluso i socialisti ed i comunisti, ed includere invece alla guida del governo con la DC liberali, repubblicani e socialdemocratici.

10 febbraio 1947: L’Italia firma il Trattato di Pace come potenza sconfitta nella seconda guerra mondiale. Cede concessioni territoriali a vantaggio della Jugoslavia e viene ceduta parte della Venezia Giulia, con Trieste divisa: una parte amministrata da Belgrado, l’altra dagli americani.

1 gennaio 1948: Entra in vigore la Costituzione Italiana: la prima sezione è dedicata ai diritti e doveri del cittadino, la seconda sezione invece si occupa dell’organizzazione dei poteri statali: l’esecutivo è in mano al governo, il potere legislativo è in mano al parlamento e la magistratura è un organismo indipendente che ha lo scopo di fare da contrappeso al potere esecutivo.

Aprile 1948: si tengono le prime elezioni politiche libere: vittoria della DC

1948-1953: FASE DEL CENTRISMO: periodo denominato tale perché il governo fu affidato alle formazioni politiche moderate e di centro. IN questo periodo la presidenza del Consiglio rimase sempre in mano a De Gasperi che attuò una politica ad ampio raggio:

  • ricostruzione economica del paese;

-riforma agraria ed il frazionamento delle grandi proprietà fondarie;

  • riforma fiscale(1950): per colpire l’evasione ed incrementare le entrate;

-piano di edilizia popolare per contribuire alla soluzione degli alloggi a basso costo per le famiglie bisognose;

1950: nascita della Cassa per il Mezzogiorno allo scopo di dotare il Sud Italia delle infrastrutture necessarie per la crescita economica di quest’area.

-Adesione al Patto Atlantico: schiera definitivamente l’Italia nel campo delle potenze occidentali fedeli agli Stati Uniti;

-Adesione alla CECA (comunità europea del carbone e dell’acciaio).

LE ELEZIONI DEL 1953 , LA “LEGGE TRUFFA”:

elezioni che prevedevano la votazione di una nuova legge elettorale a meccanismo maggioritario. Le sinistre la gridarono allo scandalo e la denominarono “legge truffa”. Si chiudeva così la PRIMA LEGISLATURA.

1953-1958:

In questa fase si succedettero coalizioni instabili e governi di breve durata. Fanfani, successore di De Gasperi alla guida della DC, intuì la necessità di superare il centrismo e guadagnare nuovi consensi in Parlamento per formare governi più stabili. Questa necessità fu sentita anche da Nenni che, nel 1955, al congresso del PSI, affermò che si sarebbe recuperato il dialogo fra forze di centro, PSI e PCI.

Il processo di rinnovamento fu poi favorito dalla scelta alla presidenza di Gronchi, democristiano di sinistra e antifascista dando il via al “disgelo costituzionale”, che avrebbe portato al rafforzamento del sistema politico.

1958-1979: DAL MIRACOLO ECONOMICO AGLI ANNI

DI PIOMBO:

1958-1963: IL boom economico (terza legislatura):

PRINCIPALI PARTITI POLITICI DEGLI ANNI SESSANTA: democrazia cristiana(DC), repubblicani(PRI), socialisti (PSI), comunisti (PCI), movimento sociale italiano (MSI), socialdemocratici (PSDI), partito radicale.

LA CRISI ECONOMICA:

Nel 1973 scoppiò una violenta crisi economica internazionale scatenata dall’aumento dei prezzi del petrolio a seguito della guerra arabo-israeliana del Kippur. La crisi energetica colpì con più forza l’Italia che gli altri stati coinvolti, poiché l’Italia era quasi del tutto dipendente dalle importazioni petrolifere, causando l’accrescimento del debito pubblico e vantando il più alto tasso di inflazione fra i paesi industrializzati. Ad alimentare la crisi, fra gli altri fattori, si ricorda il “meccanismo della scala mobile” alimentato nel 1975 da un accordo fra sindacati e Confindustria per assicurare un adeguamento dei salari al costo della vita.

1974: referendum sul divorzio si concluse con la vittoria dei no (59%) e favorì la riforma del diritto di famiglia, con l’affermazione della parità fra coniugi, l’introduzione della comunione dei beni ed il superamento della distinzione fra figli legittimi e figli naturali.

IL COMPROMESSO STORICO:

Enrico Berlinguer, eletto segretario del PCI nel 1972 sostenne la necessità di un compromesso storico fra le grandi forze popolari comunista e cattolica al fine di creare una società più giusta e di livellare i problemi all’interno della politica italiana degli anni 70.

1968: nascita dell’Eurocomunismo insieme ai comunisti spagnoli e francesi, Berlinguer condannava il modello sovietico di comunismo rivendicando l’autonomia del comunismo europeo e giurando fedeltà ai modelli democratici occidentali.

1975-1979: L’AVVICINAMENTO FRA DC E PCI, I GOVERNI ANDREOTTI GLI ANNI DELLA “SOLIDARIETA’ NAZIONALE” e GLI “ANNI DI PIOMBO”

Le elezioni politiche del 1976 portarono ad un avvicinamento della classe media ed intellettuale al PC, tanto da far registrare alla DC il 38% dei voti ed il PC il 34% dei consensi alla Camera. L’incontro fra comunisti e democristiani escluse il Psi, che aveva toccato il minimo storico e necessitava di un cambio di leadership: nel 1976 divenne segretario del PSI il giovane Bettino Craxi.

Le elezioni del 76 portarono all’esecutivo Giulio Andreotti fino al 79 (tre mandati consecutivi) e furono inaugurati gli anni della “solidarietà nazionale” in quanto i mandati andreottiani furono sostenuti dal PCI.

Andreotti durante i suoi tre mandati fronteggiò la crisi economica con misure restrittive appoggiate da Berlinguer, che invitò i lavoratori a moderare le richieste salariali. Inoltre i comunisti diedero il loro consenso anche alle norme che ampliavano i poteri dell’apparato poliziesco italiano.

Gli anni della solidarietà nazionale provocarono, solo nel 1977, 287 attentati a causa dei disordini pubblici e della loro crescita, nonché dell’avvicinamento a movimenti di estrema destra e sinistra che si opponevano all’eurocomunismo berlingueriano. Fra questi movimenti spiccarono movimento ’77, autonomia operaia e le brigate rosse.

13 MARZO-9 MAGGIO 1978: RAPIMENTO ED UCCISIONE DI ALDO MORO DA PARTE DELLE BRIGATE ROSSE:

Nei 54 giorni che seguirono al rapimento di Moro il governo di Andreotti era scisso fra coloro che sostenevano la ricerca di un compromesso con i rapitori e coloro che la rifiutavano. Venne ritrovato alla fine il cadavere di Moro il 9 maggio 1978 in via Caetani, a Roma. L’uccisione di Moro determinò la fine del dialogo fra i comunisti e le forze di centro e nel 78 stesso vennero varate riforme importantissime:

-LEGGE DELL’EQUO CANONE: volta a fissare i criteri più giusti per la determinazione degli affitti delle case;

-NASCITA DEL SISTEMA SANITARIO NAZIONALE con estensione dell’assistenza medica a tutti i cittadini;

-CHIUSURA DEGLI OSPEDALI PSICHIATRICI;

indagini travolsero l’intera classe dirigente e gli uomini politici più in vista furono costretti alle dimissioni. Ciò determinò:

- la scomparsa dei socialisti come forza autonoma; - La sfiducia della cittadinanza italiana verso i partiti tradizionali e l’accostamento alle leghe regionali come lega nord, guidata da Umberto Bossi; - i democristiani cambiano nome, e si presentano come Partito popolare italiano.

-la successione di diversi governi ed il passaggio dal sistema elettorale proporzionale a quello maggioritario;

-la trasformazione del vecchio Msi ad Alleanza Nazionale, di stampo più moderato, guidato da Gianfranco Fini.

Gli scandali di Tangentopoli, lo sdegno dell’opinione pubblica nonché l’instabilità politica creata dai vecchi partiti portarono alle elezioni del 1994 alla vittoria di Silvio Berlusconi e a Forza Italia come primo partito del paese. Berlusconi stesso divenne presidente del Consiglio, ma il suo esecutivo durò pochi mesi, minato da forti tensioni nel governo e dal conflitto d’interessi del premier, nonché dal suo coinvolgimento in diverse inchieste giudiziarie.