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Tragedia di Eschilo ''I Persiani'', Appunti di Greco

Appunti sulla tragedia di Eschilo ''I Persiani''

Tipologia: Appunti

2021/2022

Caricato il 05/02/2024

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Mary_2904 🇮🇹

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I PERSIANI: ESCHILO
I Persiani è una tragedia di Eschilo rappresentata per la prima volta nel 472 a.C, è la tragedia più antica che
ci sia stata tramandata e l'unica fra le trentadue pervenutaci che abbia come trama un fatto storico: la
battaglia di Salamina in cui i Greci con pochissime navi sconfissero e costrinsero alla ritirata l’esercito di
Serse nel 480 a.C. ovvero solo otto anni prima della rappresentazione del dramma.
(Ma la tragedia trasfigura i fatti della storia: Eschilo fa dello scontro con i Persiani un ‟mito”.Lo scontro con
Serse diventa un capitolo dello scontro che da sempre oppone Oriente a Occidente: anche gli dei sono
schierati come a Troia, gli uni a fianco dell'Asia, gli altri degli Achei).
Trama: La tragedia è ambientata a Susa, la residenza del re di Persia, dove Atossa, madre del regnante
Serse, ed i dignitari di corte attendono con ansia l'esito della battaglia di Salamina. In un'atmosfera cupa e
colma di presagi funesti, la regina racconta un sogno angoscioso fatto quella notte. Non appena la regina
finisce di narrare del sogno, arriva un messaggero, che porta l'annuncio della totale disfatta dei Persiani. La
battaglia viene raccontata accuratamente, dapprima con la descrizione delle flotte, poi con l'analisi della
fasi dello scontro e infine con il quadro desolante delle navi distrutte in mare e dei soldati superstiti privi di
aiuto. Lamenti e pianti riempiono la scena fino alla comparsa del defunto padre di Serse, Dario, marito di
Atossa. Lo spettro dà una spiegazione etica alla disfatta militare, giudicandola la giusta punizione per la
hýbris (tracotanza) di cui si è macchiato il figlio, nell'aver osato cercare di conquistare il Mar Egeo con la sua
flotta. Arriva infine il diretto interessato, lo stesso re Serse, sconfitto e distrutto, che unisce il proprio
lamento di disperazione a quello del coro, in un canto luttuoso che chiude la tragedia.
Si tratta della tragedia più antica che ci sia pervenuta integra, e rappresenta gli albori del teatro, poiché
quando essa fu messa in scena, le rappresentazioni teatrali ad Atene erano cominciate da appena una
sessantina d'anni. L'opera presenta alcune caratteristiche tipiche delle tragedie più arcaiche: l'assenza del
prologo, il basso numero di personaggi, la semplicità della trama, nonché l'importanza preponderante
attribuita al coro, che qui rappresenta un gruppo di anziani consiglieri del re. L’opera ha una caratteristica
molto peculiare nel corpus di tragedie che ci sono rimaste: è l'unica che tratti un argomento storico,
anziché rifarsi alla mitologia. Ecco quindi che il dramma del re Serse corrispondeva ad una grande pagina di
storia per i cittadini di Atene ed altre città, i quali con una sapiente strategia erano riusciti a respingere un
esercito molto più grande ed armato del loro. La battaglia tra greci e persiani diventa dunque
simbolicamente la guerra tra un re dispotico e incapace di frenare la propria hýbris, e il sistema
democratico ateniese, dove era il popolo ad esercitare il comando.

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I PERSIANI: ESCHILO

I Persiani è una tragedia di Eschilo rappresentata per la prima volta nel 472 a.C, è la tragedia più antica che ci sia stata tramandata e l'unica fra le trentadue pervenutaci che abbia come trama un fatto storico: la battaglia di Salamina in cui i Greci con pochissime navi sconfissero e costrinsero alla ritirata l’esercito di Serse nel 480 a.C. ovvero solo otto anni prima della rappresentazione del dramma. (Ma la tragedia trasfigura i fatti della storia: Eschilo fa dello scontro con i Persiani un ‟mito”.Lo scontro con Serse diventa un capitolo dello scontro che da sempre oppone Oriente a Occidente: anche gli dei sono schierati come a Troia, gli uni a fianco dell'Asia, gli altri degli Achei). Trama: La tragedia è ambientata a Susa, la residenza del re di Persia, dove Atossa, madre del regnante Serse, ed i dignitari di corte attendono con ansia l'esito della battaglia di Salamina. In un'atmosfera cupa e colma di presagi funesti, la regina racconta un sogno angoscioso fatto quella notte. Non appena la regina finisce di narrare del sogno, arriva un messaggero, che porta l'annuncio della totale disfatta dei Persiani. La battaglia viene raccontata accuratamente, dapprima con la descrizione delle flotte, poi con l'analisi della fasi dello scontro e infine con il quadro desolante delle navi distrutte in mare e dei soldati superstiti privi di aiuto. Lamenti e pianti riempiono la scena fino alla comparsa del defunto padre di Serse, Dario, marito di Atossa. Lo spettro dà una spiegazione etica alla disfatta militare, giudicandola la giusta punizione per la hýbris (tracotanza) di cui si è macchiato il figlio, nell'aver osato cercare di conquistare il Mar Egeo con la sua flotta. Arriva infine il diretto interessato, lo stesso re Serse, sconfitto e distrutto, che unisce il proprio lamento di disperazione a quello del coro, in un canto luttuoso che chiude la tragedia. Si tratta della tragedia più antica che ci sia pervenuta integra, e rappresenta gli albori del teatro, poiché quando essa fu messa in scena, le rappresentazioni teatrali ad Atene erano cominciate da appena una sessantina d'anni. L'opera presenta alcune caratteristiche tipiche delle tragedie più arcaiche: l'assenza del prologo, il basso numero di personaggi, la semplicità della trama, nonché l'importanza preponderante attribuita al coro, che qui rappresenta un gruppo di anziani consiglieri del re. L’opera ha una caratteristica molto peculiare nel corpus di tragedie che ci sono rimaste: è l'unica che tratti un argomento storico, anziché rifarsi alla mitologia. Ecco quindi che il dramma del re Serse corrispondeva ad una grande pagina di storia per i cittadini di Atene ed altre città, i quali con una sapiente strategia erano riusciti a respingere un esercito molto più grande ed armato del loro. La battaglia tra greci e persiani diventa dunque simbolicamente la guerra tra un re dispotico e incapace di frenare la propria hýbris, e il sistema democratico ateniese, dove era il popolo ad esercitare il comando.