Scarica Sintesi della ricerca sulla tristezza materna e i suoi effetti sul bambino e più Appunti in PDF di Psicopatologia generale e dello sviluppo solo su Docsity!
CAPITOLO 3 - FATTORI DI RISCHIO DELLA GENITORIALITÀ
I l mondo rappresentazionale del genitore e il sistema comportamentale di cure possono essere ostacolati e disorganizzati da condizioni ambientali a rischio (stress/traumi) e/o da condizioni di rischio emotivo del genitore (es. depressione). -> Individuare tempestivamente tali rischi permette di migliorare e favorire lo sviluppo delle capacità genitoriali e prevenire così il disadattamento infantile. La ricerca ha mostrato che basso livello socio-economico, situazioni di maltrattamento (abuso e trascuratezza), eventi traumatici, tossicodipendenza e condizioni di vita instabili , si associano ad un elevato tasso di attaccamenti disorganizzati nei bambini provenienti da queste tipologie di famiglie. I fattori di rischio tendono a presentarsi in modo associato.
Alcuni fattori di rischio sono: ➔ DEPRESSIONE MATERNA La depressione materna, in gravidanza e nel primo anno di vita del figlio, è un importante fattore di rischio per lo sviluppo di anomalie psicopatologiche nel figlio, con un tasso da 2 a 5 volte superiore rispetto ai bambini nati da madri non depresse.
- il comportamento delle madri depresse è piuttosto eterogeneo: da comportamenti ed emozioni normali a fortemente compromessi;
- rispetto all’ attaccamento , gli stati della mente delle madri depresse sembrano essere prevalentemente di 2 tipi: 1) preoccupati 2) distanzianti: la madre non ha attenzione nè per sè nè per il bambino;
- le madri depresse nel rapporto diadico col figlio presentano più a etti negativi e appaiono più disimpegnate delle madri non depresse; si coinvolgono meno nel gioco e ricorrono meno a un linguaggio infantile. - Comportamenti eterogenei:
- Intrusività:
- iperstimolanti ma senza riuscire lo stesso a sintonizzarsi con l’altro
- trattano duramente il bambino, si rivolgono a lui con un tono di voce arrabbiato e interferiscono attivamente con le sue attività;
- i bambini evitano lo sguardo della madre intrusiva, prestano raramente attenzione agli oggetti; il pianto è molto infrequente: esso scatena ancora più rabbia nella mamma senza che ciò la possa coinvolgere.
- questi bambini inizialmente provano rabbia, si allontanano dalla madre, la respingono perché troppo intrusiva (interrompe costantemente le attività del bambino) distogliendo lo sguardo da lei. Siccome solo occasionalmente riescono a limitare l’intrusività della madre, sperimentano lariparazione (trasformazione della rabbia in uno stato più positivo)in maniera irregolare e internalizzano uno stato di rabbia (non c’è la possibilità di fare pace), facile irritabilità e frustrazione, che in età successive si mostra in comportamenti aggressivi diretti ad anticipare il comportamento intrusivo dell’altro.
- studio: le bambine che già a 6 mesi sembrano concentrarsi significamente di più sugli oggetti rispetto ai maschi, sembrano
essere più sensibili alle mamme depresse intrusive, che interferiscono precocemente con lo svolgimento delle loro attività.
- Allontanamento:
- esprimono tristezza e sono ritirate
- non interagiscono con il bambino, sono a ettivamente piatte, non reagiscono allo stimolo del bambino, facendo molta fatica ad aiutare le attività dei propri figli;
- inizialmente, i figli delle madri isolate protestano e mostrano il loro stato di stress piangendo, arrabbiandosi, si disregolano e diventano irritabili (non ricevendo risposta).
- In caso di situazione cronica , sviluppano uno stile distaccato e diretto verso se stessi, con comportamenti autoconsolatori e autoregolatori, passivi di isolamento =utilizza il gioco diversamente dagli altri bambini, non provando gioia ma distrazione, che gli permette di pensare al fatto che la mamma non c’è (e non sentire così la sua assenza: è abituato all’assenza della risposta della madre) -> con il tempo questo comportamento viene attivato automaticamente e si trasforma in uno stile di difesa che ha lo scopo di evitare emozioni negative.
- I bambini maschi sembrano avere più bisogno di aiuto nella regolazione del loro stato emotivo e quindi subiscono maggiormente gli e etti del comportamento delle mamme depresse allontananti/isolate. ■ Sviluppi dell’e etto della depressione della madre in età adolescenziale:
- INTRUSIVITÀ: l’abuso dei genitori porta ad uno stato difensivo cronico di rabbia, a un aumento della vigilanza e della paura -> attacca subito per tenere l’altro lontano;
- ALLONTANAMENTO: rischio che può portare il bambino a doversi continuamente autoregolare, con conseguente ritardo nella crescita, comportamento asociale, mancanza di motivazioni -> matura una predisposizione a riprodurre alcuni sintomi della patologia della madre.
I genitori che sono stati cronicamente assenti o intrusivi probabilmente non saranno in grado di aiutare i figli in adolescenza. I figli avranno molto probabilmente bassa autostima e autoe cacia, di coltà nel gestire le relazioni e i cambiamenti richiesti in adolescenza.
➔ GENITORIALITÀ IN ADOLESCENZA
- La gravidanza in adolescenza interferisce nel processo di costituzione della propria identità come donna: allo stesso tempo → la ragazza è ancora coinvolta nei suoi conflitti di figlia → è costretta ad assumere compiti materni =al desiderio di potersi liberare dalla dipendenza verso la propria madre, fa seguito un inevitabile riavvicinamento a questa, in quanto fondamentale nella maternità della figlia.
- I conflitti tipici dell’adolescenza (maggiore di usione dell’identità, bisogno di autonomia, di coltà ad acquisire un senso di responsabilità) si
➔ ALTRE VARIABILI CONSIDERATE IN LETTERATURA
- La qualità della relazione coniugale è essenziale per lo sviluppo delle competenze genitoriali: → una buona qualità del matrimonio è correlata a qualità della relazione genitore-bambino; → il legame di coppia fornisce il supporto emotivo indispensabile per l’educazione dei figli, sono più attenti alle sue richieste e bisogni; → i padri che vivono un legame stressante con la compagna, sono meno coinvolti nell’accudimento del figlio; → la soddisfazione coniugale della madre è un valido supporto anche per il padre, e ciò porta a migliorare la qualità della coppia; → la percezione del coparenting (o negoziazione tra i genitori) ha un’influenza positiva sulla sensazione di sicurezza che il bambino sente all’interno dello spazio familiare ed è un’opportunità di apprendimento sotto il profilo delle acquisizioni sociali; - La nascita di un bambino può però costituire uno dei fattori di rischio della relazione coniugale per le famiglie che esistevano in virtù dell’allevamente del figlio stesso: → declino progressivo della soddisfazione coniugale e contemporaneamente aumento di una conflittualità accesa e pervasiva: ciò soprattutto a causa della distanza tra aspettative sviluppate durante la gravidanza e situazione dopo il parto; → vita quotidiana particolarmente faticosa; → la nascita del bambino può cambiare la rappresentazione del partner, le esperienze di intimità, i rapporti di fiducia; → problema di essere coppia davanti al bambino, e di ritrovarsi nella doppia dimensione di essere partner e genitore; → perdita della qualità e stabilità della relazione coniugale. - La conflittualità tra partner aumenta lungo il primo anno di vita del bambino; il rapporto tende poi a rinsaldarsi nelle coppie con legame solido, e a restare disfunzionante o a disorganizzarsi ulteriormente in quelle originariamente meno sicure.
- La soddisfazione coniugale tende a diminuire durante gli anni di allevamento della prole e ad una ripresa significativa solamente in relazione all’uscita dalla famiglia da parte del figlio già adulto.
CAPITOLO 4 - PSICOPATOLOGIA GENITORIALE
I bambini esposti a condizioni psicopatologiche genitoriali sono a rischio di esiti di sviluppo disadattivi. Più alto rischio per i bambini di sviluppare la stessa condizione psicopatologica del genitore, ma anche di sviluppare condizioni disadattive e/o psicopatologiche diverse da quelle del genitore.
➔ PSICOSI (PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLA SCHIZOFRENIA) :
- Rischio 1% nella popolazione generale.
- Caratterizzata da notevole familiarità: → 4% per parenti di secondo grado → 10% se figli di un genitore schizofrenico → 40% se figli di due genitori schizofrenici → 48% per gemelli monozigoti.
- Non trasmissione ereditaria semplice: presenza di fattori e variabili che moderano il rischio di schizofrenia nella prole, fattori ambientali che entrano in combinazione con quelli biologici nel determinare l’esito psicopatologico.
- Falsa credenza: adulti psicotici hanno un inferiore tasso di fertilità, e la cura di eventuali bambini sia automaticamente a data ai servizi sociali. -> In realtà molti genitori psicotici sono coinvolti nella cura dei propri bambini; inoltre lo status genitoriale non incide ulteriormente sulla condizione psichiatrica della donna.
- Schizofrenia del genitore come fattore di rischio per il figlio (in realtà il rischio è moderato da elementi ambientali) : 2 studi longitudinali 1) Finnish Adoptive Family Study 185 bambini ad alto rischio (figli di madri schizofreniche adottati entro il 4° anno di età da famiglie che non avevano rapporti di parentela con le madri biologiche -> esclusione del fattore ambiente non sano). → Gruppo di controllo: 185 bambini adottati ma senza genitori biologiche con problemi psicotici; → Risultati: in entrambi i gruppi, i bambini adottati all'interno di famiglie sane mostravano livelli di psicopatologia trascurabili. Maggiore psicopatologia nei bambini adottati in famiglie disturbate. Livelli di psicopatologia più alti in assoluto nelle famiglie con entrambi i genitori adottivi disturbati. → Follow-up: dopo 20 anni, solo 35 erano i soggetti francamenti schizofrenici (di cui 32 adottati e cresciuti all’interno di famiglie gravemente disturbate). La famiglia adottiva sana è un forte fattore di protezione per i bambini ad alto rischio di trasmissione genetica. 2) Rochester Longitudinal Study Bambini dalla nascita all’età prescolare: 0-3/4 anni cresciuti nelle famiglie natali. Madri con diverse condizioni psicopatologiche - gruppo schizofrenico - gruppo depressivo - gruppo con disturbi di personalità - gruppo non clinico
influenzata dalla presenza di depressione nella donna (e etti additivi delle due condizioni). → il rischio evolutivo associato ai sintomi depressivi materni è sostanzialmente comparabile a quello associato ai sintomi depressivi paterni; → Le interazioni tra madre depressa e bambino sembrano avere un maggior impatto su autostima e benessere emotivo del bambino, mentre le interazioni tra padre depresso e bambino sulle sue competenze sociali e problemi comportamentali. → Studio longitudinale inglese su 10000 nascituri e i loro genitori, durata 7 anni: la depressione paterna a 8 settimane di vita del bambino, prediceva fortemente la presenza di disturbi psichiatrici nei bambini all’età di 7 anni (12% contro il 6% dei bambini di padri non depressi). In particolare l’associazione era forte per disturbi oppositivi (umore collerico/irritabile, comportamento polemico/provocatorio, vendicatività) e della condotta, comportamento esternalizzante (antisociale), di coltà negli aspetti prosociali e nel rapporto con i pari.
➔ DISTURBO BIPOLARE =l’individuo ha 2 poli in momenti molto ravvicinati: → depressione, tono molto basso, scarse energie; → forte iperattivazione, maniacale. ■ circa il 50 % dei bambini figli di genitori bipolari, presenta quadri depressivi, ansiosi, comportamenti dirompenti e può sviluppare un disturbo bipolare in età adulta; ■ Tuttavia, studi su adolescenti figli di genitori bipolari mostrano dati meno significativi rispetto alla fascia infantile; le condizioni psicopatologiche sono meno accentuate e quando presenti non sono a prevalenza a ettiva.
➔ DIPENDENZA O ABUSO DI SOSTANZE
FAS= sindrome connessa all’abuso di alcol da parte della madre in gravidanza. L’incidenza della sindrome alcolico fetale e sindrome fetale da abuso di sostanze, negli USA va da 3,7 a 7,4 su 1000 bambini che nascono.
- L’abuso di alcol in gravidanza provoca maggiori probabilità di sviluppare: → ritardo mentale → dismorfismi facciali → disturbi cardiaci,renali,uditivi e allo scheletro → deficit attentivi,iperattività, impulsività, antisocialità → disturbi del linguaggio e dell’apprendimento.
- L’abuso di alcol da parte dei familiari provoca nei bambini: → alto rischio di ADHD, → disturbi ossessivo-compulsivi → disturbi della condotta.
- Negli adolescenti si verifica un aumento significativo di disturbi depressivi; TUTTAVIA ci si chiede se sia legata unicamente all’abuso di alcol da parte dei familiari o anche ad altre cause: ad esempio i genitori che abusano di sostanza hanno di coltà a regolare rabbia, violenza, aggressività e ciò negli adolescenti provoca lo sviluppo di isolamento. - Abuso di sostanze da parte dei genitori e sviluppo dei propri bambini
→ durante la gravidanza nel bambino deficit neuro-comportamentali (livello di attivazione, regolazione emotiva, capacità di focalizzare e mantenere l’attenzione). In adolescenza di coltà nell’interazione sociale e apprendimento. → Uno studio rivela che la quantità di cocaina assunta in gravidanza correla con deficit cognitivi del bambino a 8 e 18 mesi dalla nascita; → le madri che abusano di sostanze di solito non abdicano al proprio ruolo materno a di erenza dei padri che ne fanno uso, che tendono a non restare col bambino ed a occuparsene saltuariamente. → Le mamme riconoscono di aver bisogno di aiuto e di un trattamento per poter crescere il proprio figlio, ma generalmente nei fatti lo evitano, soprattutto per paura che ciò comporti la perdita della custodia e/o della podestà genitoriale del proprio figlio. → All’abuso di sostanze nei genitori si associano fortemente sintomatologia depressiva nelle madri e disturbo antisociale di personalità nei padri (a seconda del sesso, la dipendenza aggrava specifiche sintomatologie). In uno studio italiano, sia in madri che padri, preponderanza in disturbi di personalità del cluster B del DSM-IV (borderline, narcisista, antisociale, isterico e istrionico).
➔ ABUSO E MALTRATTAMENTO
- Fattori di rischio nei genitori In passato si riteneva che singole e specifiche condizioni di rischio (psicopatologia genitoriale, povertà, basso status socio-economico, storia personale di abuso e maltrattamento nel genitore) potessero quasi deterministicamente condurre ad abuso e maltrattamento all’infanzia. → Specifici fattori di rischio per l’abuso sessuale intrafamiliare: ❏ presenza di un patrigno ❏ separazione temporanea dalla madre ❏ mancanza di vicinanza con la madre ❏ aspetti punitivi circa la sessualità da parte della madre ❏ assenza di a etto da parte del padre ❏ basso status socio-economico. → Già negli anni ‘70 ricerche epidemiologiche mostravano come l’abuso (soprattutto sessuale intrafamiliare) attraversava diverse classi sociali.
- L’eziologia dell’abuso e del maltrattamento è sempre multideterminata A partire dalla metà degli anni ‘80, attenzione alla interrelazione tra evento (maltrattamento, abuso) e caratteristiche del bambino. → Studi che non considerano predittori fondamentali la psicopatologia genitoriale e/o fattori socio-economici, ma che studiano l’interazione tra aspetti familiari e caratteristiche dell’abusato (età, condizioni fisiche di salute, comportamento) -> Belsky 1993. → Oggi sappiamo che l’eziologia dell’abuso e del maltrattamento infantile è multi determinata a diversi livelli dell’ecologia individuale, familiare e sociale del bambino abusato: per esempio supporto sociale o meno dei genitori, contesto socio-culturale, ecc.
→ Il subire abusi sessuali nell’infanzia aumenta il rischio di mettere in atto abusi sessuali ai danni di bambini, in particolare se gli abusi si sono verificati contemporaneamente ad altri fattori (il bambino ha caratteristiche specifiche a far reagire il genitore in maniera disfunzionale/violenta); → Ciò che sembra contribuire a tale rischio e ad essere trasmesso non è il comportamento maltrattante in sé, quanto i sistemi disfunzionali della relazione caregiving (incapacità di cogliere la dimensione psicologica del bambino con i propri bisogni, desideri, stati intenzionali, problemi, di coltà, specificità delle fasi dello sviluppo). → Lo stato della mente del genitore (pattern di attaccamento) sicuro/insicuro, media la trasmissione intergenerazionale del trauma, perché include/esclude nell’ambito esperienziale e relazionale primario ricordi e percezioni legati a esperienze disfunzionali e traumatiche. → L’insicurezza incide sia sulle capacità di monitoraggio e mentalizzazione del genitore (comprendere i desideri/aspettative e bisogni del proprio bambino nella sua interezza psicologica), sia sulla disorganizzazione dell’attaccamento nel bambino, a causa dell’esistenza di stati dissociati nella mente del genitore.
DISTURBI DELLA RELAZIONE E DELL’ATTACCAMENTO -
CAPITOLO 9
● RUOLO DELL’ATTACCAMENTO
➔ Qualità della relazione:
- parametro fondamentale per comprendere i problemi che possono insorgere in età evolutiva (forte dipendenza del bambino dal contesto interpersonale in cui cresce: dà per scontato che essa è l’unica relazione/modalità possibile).
- Permette di capire la sorgente di alcuni disturbi sviluppati in età evolutiva: periodo in cui è più vulnerabile e propenso a raccogliere le modalità messe in atto all’interno della famiglia. ➔ Relazioni d’attaccamento (Bowlby): come esseri umani siamo inseriti in relazioni diverse, con quote di partecipazione diverse dalla nascita a alla morte.
- predisposizione ad entrare in relazione: protezione;
- le relazioni a ettive determinano la personalità e la vita dell’individuo; tuttavia possono cambiare se incontriamo per un periodo significativo nuove relazioni in cui si sperimentano cose nuove;
- attaccamento= base per la costruzione di nuovi rapporti interpersonali. ➔ Ainsworth (1989): caratteristiche delle relazioni d’attaccamento (le prime 5 sono valgono anche per i legami a ettivi):
- persistenti;
- si instaurano con persone specifiche;
- relazioni emotivamente significative;
- desiderio di presenza e vicinanza fisica della persona;
- angoscia in seguito a separazione;
- ricerca di sicurezza e conforto in tale relazione: inizialmente vicinanza fisica (comportamento di attaccamento), successiva interiorizzazione. ➔ Disturbi dell’attaccamento → caregiving inadeguato, neglect → 2 traiettorie principali:
- Inibito o emotivamente ritirato: assenza comportamenti di attaccamento, di coltà nella responsività sociale e regolazione emozionale;
- Indiscriminato o disinibito: eccessiva e indiscriminata socievolezza, incapacità attaccamento selettivo, nessuna reticenza verso adulti non familiari). → Possibili esiti patologici: ❏ maggior rischio di mancanza di regolazione a ettiva, scarso controllo degli impulsi e autoregolazione, iperattività, bassa tolleranza alla frustrazione, comportamenti violenti, disturbi di personalità, di coltà scolastiche e relazionali ➔ PDM, CD: 0-3R ➔ Attaccamento insicuro: fattore di rischio
➔ fattori protettivi, che aiutano a regolare a etti positivi e negativi: autostima, autoe cacia, insight
● REGOLAZIONE E DISREGOLAZIONE EMOTIVA Studio Kagan 1999: connessione tra teoria psicodinamiche e neuroscienze: indagato il livello di paura, determinato dalla chimica cerebrale
- bambini inibiti: la linea delle paure si abbassa con la crescita
- bambini molto reattivi: tendono a mostrare reazioni più intense di paura man mano che procedono con lo sviluppo;
A 4 anni le paure si sono inibite nei ⅘ dei bambini molto reattivi a stimoli: non solo contributo genetico (importanza maggiore nei primi periodi di vita) ma anche ambientale (fondamentale per le fasi successive). ● ANSIA E DEPRESSIONE Ansia e depressione rappresentano un’esperienza soggettiva universale, con cui la persona tenta di dominare i conflitti, frustrazione, delusione e perdita. Disturbi ansiosi sono in alcuni casi adattivi: permettono di superare alcune prove se in un livello regolabile e non prevalente sul resto; essi hanno a che fare anche con la società in cui siamo inseriti e pressioni interne. ➔ Depressione e ansia sono distinguibili in 2 costrutti o no? Studi diversi:
- 8-16% di comorbilità (copresenza) nel campione non clinico
- nei campioni clinici c’è una copresenza dal 28 al 75% dei casi -> di cile di erenziare ansia e depressione, possibilità che arriva con il crescere dell’età: ansia e depressione manifestano meglio i loro disturbi.
- disturbo d’ansia generalizzato sembra precedere la DDM: rischio più elevato per lo sviluppo del disturbo da depressione maggiore. ● SINDROMI ANSIOSE NELL'INFANZIA E ADOLESCENZA ➔ Ansia e attaccamento:
- ruolo di SAD (ansia da separazione, prevalentemente presente in età evolutiva, prevalenza 8-10 anni, relativa all’assenza delle figure di riferimento): segnale di disagio, avvicino il genitore per ridurre la separazione.
- Attaccamento ambivalente (ambivalenza del genitore nell’essere distratto e poco dopo interessato al bambino): iperattivazione del segnale di disagio per mantenere la vicinanza il più possibile.
- Attaccamento evitante: deattivazione del segnale di disagio/bisogno del genitore. ➔ Definizioni
- Ansia= condizione di generale attivazione delle risorse fisiche e mentali dell’individuo, in presenza di qualcosa che non è immediatamente identificabile -> senza oggetto esterno e per questo percepito come pericolo interno.
- Angoscia= stadio più grave dell’ansia, provoca sensazioni di malessere più intense, associate a manifestazioni somatiche di tipo neurovegetativo.
- Paura= reazione caratterizzata da un pericolo reale e identificato; ha il vantaggio di predisporre l’organismo ad atteggiamenti di attacco o fuga, per salvarsi da una situazione pericolosa.
- Preoccupazione= simile alla paura in quanto si riferisce a reazioni circoscritte, tuttavia è riferita a pericoli futuri.
- Freud
→ 1894: utilizza “nevrosi d’angoscia”, distinguendo 2 forme di ansia
- senso di inquietudine o paura, scatenato da un pensiero o desiderio rimosso; in questo caso l’individuo può essere curato.
- nevrosi attuale: senso di panico collegato ad un’attivazione a livello nervoso (sistema nervoso autonomo: battito cardiaco accelerato, sudorazione…) e da un senso di terrore soggettivo -> non curabile, non dipende da aspetti psicologici ma il risultato di un accumulo della libido (energie connesse all’assenza di attività sessuale) a livello fisiologico. → 1925 (a seguito della formazione del suo modello strutturale), modifica la definizione di ANSIA = risultato di un conflitto psichico tra i desideri inconsci che provengono dall’Es, e dal ruolo del Super-io nel portare minacce qualora gli intenti dell’Es trovano spazio -> ansia come segnale per un pericolo potenziale che ha sede nell’inconscio; e quando arriva tale segnale, l’individuo reagisce chiedendo aiuto all’Io, il quale mette in campo i meccanismi di difesa (evitamento, razionalizzazione) per sbarrare tali pensieri/comportamenti che premono per arrivare alla coscienza. Se i meccanismi di difesa non vengono attivati/non sono su cienti, l’ansia diventa pervasiva e può portare ad una sintomatologia nevrotica. Ansia composta da 2 componenti:
- angoscia reale o automatica: si attiva di fronte ad una situazione reale, per cui l’individuo elabora una risposta innata e involontaria a un pericolo esterno o interno;
- angoscia segnale: paura senza oggetto, risposta di paura appresa in previsione di un pericolo interno o esterno che funziona da segnale d’allarme rispetto a situazioni traumatiche o conflittuali già avvenute in passato.
- KLEIN: Ansia appresa (o segnale) definita attraverso 3 tipologie:
- Attacchi di panico: brevi episodi di terrore in assenza di causa manifesta e identificabile; caratterizzati da senso di catastrofe imminente e reazioni del SNS (simpatico).
- Ansia anticipatoria: breve durata, segnale preciso associato al pericolo (reale o immaginario);
- Ansia cronica: stato di ansia persistente non riconducibile a minacce esterne evidenti.
- PDM : secondo Freud i disturbi d'ansia possono essere ricondotti alle " situazioni di pericolo di base":
- la perdita di un altro significativo;
- la perdita dell'amore;
- paura della castrazione: può esitare in paure che possono manifestare la perdita dell’integrità corporea/funzionamento adeguato del proprio corpo;
- causare angoscia nel bambino o portarlo a evitare attività o situazioni associate all’ansia o paura
- verificarsi durante 2 o più attività della vita quotidiana
- è qualcosa di incontrollabile
- limita il funzionamento del bambino e del nucleo familiare e/o il livello di sviluppo atteso cognitivo-sociale-emotivo
- essere persistente (la durata minima è di 4 mesi)
- la manifestazione dell’ansia nei bambini non sempre è la stessa di quella degli adulti: irritabilità, aggressività, lamentele fisiche (nausea), ritardi nell'apprendimento.
- alta comorbilità: presenza concomitante di due o più disturbi nella stessa persona-essa è però presente anche in altri disturbi:
- depressivi
- del sonno
- ADHD
- DSA
- altri disturbi d’ansia: SAD con GAD e scolare.
➔ Sintomi ansiosi o risposte all’ansia:
- fisici : battiti cardiaci, pressione, tensione muscolare, diminuzione della temperatura a mani e piedi, sudorazione. dispnea e senso di so ocamento, dolore al petto, nausea =il corpo cerca di prepararci a pericolo per cui io devo attaccare o fuggire: blocca la digestione per fornire le energie ad altre parti del corpo più funzionali al momento.
- comportamentali: fuga o evitamento per evitare uno stimolo con conseguenze aversive -> il vantaggio è quello di tenere lontano la paura + vantaggi secondari: es. non andare a scuola per mal di testa così che la mamma resti a casa con la bambina.
- cognitivi: pensieri negativi (irrealistici o esagerati), anticipatori, interpretazioni distorte della realtà
➔ Classificazione DSM-IV dei disturbi ansiosi
- attacco di panico
- agorafobia
- disturbo di panico senza agorafobia
- agorafobia senza anamnesi di disturbo di panico
- fobia specifica
- fobia sociale
- disturbo ossessivo-compulsivo
- disturbo post-traumatico da stress (correttamente rinominato nel DSM-5: da stress post-traumatico) -> tolto dai disturbi d’ansia nel DSM-5 in quanto si enfatizza ciò che è connesso ad altri eventi
- disturbo d’ansia generalizzato
- l’ansia da separazione non classificata tra i disturbi d’ansia: aveva una sua specificità (fase evolutiva e poi spariva).
➔ Classificazione DSM-5: presentati in ordine di età d’esordio
- disturbo d'ansia da separazione
- mutismo selettivo
- fobia specifica
- disturbo d’ansia sociale
- disturbo di panico
- agorafobia
- disturbo d’ansia generalizzata
- disturbo d’ansia dovuto a un’altra condizione medica
- disturbo d’ansia con altra specificazione
- disturbo d’ansia senza specificazione.
Dal dsm-iv tr al dsm- → esclusione DOC, PTSD, disturbo acuto da stress → i criteri per la fobia specifica e fobia sociale non includono la condizione che gli individui maggiori di 18 anni riconoscano la propria ansia come eccessiva e irragionevole. → la durata di 6 mesi è estesa a tutte le età → l’attacco di panico può essere riportato come specificatore per tutti i disturbi del DSM-5.
➔ Epidemiologia ansia
- diagnosi molto frequente in età evolutiva ma prevalentemente DHD -> più del 10% dei bambini -> 4 ansia da separazione -> 12 fobia specifica
- con l'aumento d’età, aumentano le diagnosi di ansia generalizzata e
- di erenze di genere: (F=2M bni, F>M adol)
- di erenza d’età
- di erenze culturali - Beesdo, Knappe et al. 2009: ➔ in entrambi ansia generalizzata cresce con il passare degli anni ➔ fobia sociale e agorafobia, percentuale più elevata con l’aumento dell’età.
➔ SAD =disturbo d’ansia da separazione criteri (indicati da lettere) A. Da un punto di vista evolutivo, paura o ansia inadeguata ed eccessiva relativa alla separazione da coloro ai quali l’individuo è attaccato, come evidenziato da almeno 3 dei seguenti (:
- malessere eccessivo ricorrente quando si anticipa o vive la separazione da casa o dalle principali figure di attaccamento
- Persistente ed eccessiva preoccupazione di perdere le principali figure di attaccamento o in caso di possibile rischio per loro (malattia, infortuni, calamità o morte);
- Persistente ed eccessiva preoccupazione di sperimentare un evento avverso (perdite, essere rapiti, per un incidente, ammalarsi) che causa la separazione da una grande figura di attaccamento;
- Persistente riluttanza o rifiuto ad uscire, allontanarsi da casa, a scuola, al lavoro o altrove per la paura della separazione;
- paura persistente ed eccessiva di stare soli o senza le principali figure di attaccamento casa o in altri ambienti;
- il bambino non si stacca più dai genitori: se la mamma andava a lavorare, chicco si sentiva male. Chicco perennemente in stato di tensione, controllava sempre che la mamma stesse bene e anche per gli altri componenti della famiglia.
- Chicco parto sano. di coltà alimentazione al seno: rigurgiti. Chicco dorme da sempre con i genitori, diceva “addormentarmi mi fa un po’ paura”.
- Chicco di coltà con i coetanei: ricercava sempre la presenza dell’adulto piuttosto che giocare con i compagni.
- ha ripreso ad andare a scuola con la madre che era seduta vicino alla bidella Quadro della famiglia-componente chiave che sembra creare la di coltà
- Ansia di separarsi dai genitori -> in un primo momento poteva sembrare fobia specifica (vomito), -> non è fobia scolare: il bambino riesce andare a scuola se la madre è presente nel corridoio
- Ansia da separazione in adulti: in assenza delle figure di riferimento non riescono a mantenere il lavoro.
➔ RISCHIO E VULNERABILITÀ: i disturbi d’ansia sono caratterizzati da percorsi evolutivi multipli (equifinalità):
- fattori biologici (temperamento inibito/molto reattivo, predisposizione genetica)
- ambientali: vita stressante, eventi traumatici
- familiari: caregiving, abuso, genitori ansiosi, iperprotettivi, attaccamento ansioso-ambivalente, eccessiva dipendenza.
- figli di ansiosi dalle 3 alle 5 volte di possibilità di sviluppare un disturbo d’ansia
➔ CONTINUITÀ DISTURBI ANSIOSI
- omotipica: permangono le stesse manifestazioni cliniche
- eterotipica: assume caratteristiche cliniche diverse
- remissione: si supera il disturbo d’ansia; ad es. per le paure connesse a tappe di sviluppo, senza alcun tipo di intervento (paura del buio, dell’estraneo), o con supporto psicologico o farmacologico o entrambi
- crescono con il crescere del soggetto (ad eccezione di SAD e fobie specifiche).
➔ STRUMENTI PER LA VALUTAZIONE DI DISTURBI D’ANSIA
- spence children anxiety scale (8-10 anni): 40 domande basate per valutare i criteri del DSM-IV -> compilato anche da genitori e insegnanti per il bambino -> tuttavia i soggetti stessi sono i migliori a comprendere i livelli di ansia che esperiscono - state-trait anxiety inventory: per bambini e adulti 20 domande per verificare la predisposizione all’ansia. 2 scale: ➢ di tratto: valutazione durante la prova ➢ di stato: valutazione generale
- depression, anxiety, stress scale: 20 item per adulti, utilizza domande per definire il livello di depressione ansia e stress, mixando tra loro le domande.
● SINDROMI DEPRESSIVE NELL’INFANZIA E ADOLESCENZA
→ condivide con l’ansia un distress generale → Aspetto peculiare: mancanza di un a etto positivo (anedonia=incapacità che il soggetto prova di fronte ad attività comunemente ritenute piacevoli a seconda dell’età; perdita di interesse; tristezza importante) → Bowlby : ansia e depressione hanno due reazioni diverse
- ansia: elevato arousal connesso a separazione, comportamenti messi in atto per ricercare la presenza dell’altro.
- depressione: disinvestimento dalla relazione → Depressione in virtù di una separazione:
- evoca protesta e intensificazione dei comportamenti d’attaccamento/ricerca di prossimità
- se prolungata determina disperazione e distacco emotivo. es. Spitzer e orfanotrofi. → Vulnerabilità alla depressione come incapacità di superare le tappe evolutive connesse all’incapacità di cambiare investimenti e di distaccarsi dagli ideali infantili -> adolescenza (perdita dell’oggetto della libido. Importanza della base sicura, passaggio da genitori a pari/partner. ➔ Secondo il PDM 2 pattern prevalenti ( Spitz)
- Anaclitici: spesso associati a rotture di relazione con il caregiver (di coltà in infanzia, spesso esitano in vissuti di impossibilità di immaginazione di un futuro).
- helplessness e svuotamento
- paura di essere abbandonati, non amati
- di coltà nel tollerare l’attesa e esprimere odio e rabbia
- manifestano disagio e disorganizzazione quando subiscono perdite o separazioni
- funzionamento organizzato intorno ai temi della relazione, degli a etti, della fiducia, dell’intimità, del calore
- si sentono vuoti, incompleti, soli, deboli, senza aiuto anziché moralmente perfezionisti ed eccessivamente autocritici
- spesso mostrano una disperazione esistenziale, il sentimento che la loro vita sia vuota e priva di significato.
- Introiettivi: continue autocritiche, bassa autostima, paura di perdere approvazione.
- cercano dentro di sè la spiegazione delle loro esperienze dolorose;
- quando sono maltratti, rifiutati o abbandonati, tendono ad assumersi il torto; connesso ad un residuo della tendenza tipica dei bambini con famiglie di cile a: → negare che i loro genitori li trascurano, sono abusanti o fragili, idee troppo spaventose; → attribuire la so erenza alla propria cattiveria, che possono provare a cambiare;
- fanno di tutto per essere buoni, ma raramente si sentono soddisfatti
- sono preoccupati da problemi legati al senso del proprio valore invece che da problemi relazionali. ➔ DSM-IV-TR: disturbi dell’umore ➔ DSM-5: disturbo bipolare, disturbi correlati, disturbi depressivi