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Appunti storia Contemporanea Capuzzo, Appunti di Storia Contemporanea

Dalle rivoluzioni settecentesche a oggi

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 30/04/2020

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STORIA CONTEMPORANEA
03.02.2020
Quando comincia la storia contemporanea è una cosa discussa, tutto ruota attorno alle cause dello scoppio
della Prima guerra mondiale, che determina un cambiamento nella storia del mondo. Si parte quindi
dall’800 e dalla seconda rivoluzione industriale. La contemporaneità si definisce a patire da alcuni processi
di radici storico-economiche, storico-politiche e storico-sociali di fine 700.
04.02.2020
NASCITA DEL CAPITALISMO E PROTOBLOBALIZZAZIONE
Con questo termine si intende la prima parte della globalizzazione. Una prima fase di costruzione di
connessioni globali ha inizio nel 600 e 700, che hanno alla loro base le espansioni geografiche di fine 500.
Con la proto-globalizzazione si aggiunge alla rete globale anche l’America, oltre alla già presente Asia.
Rapporti tra Asia e Europa sono documentati anche nell’impero romano di Alessandro, c’è poi una caduta
di queste connessioni con la fine dell’impero romano.
La prima fase di globalizzazione coinvolge tutti i continenti: l’espansione portoghese del 400 spinge
gli europei nelle coste occidentali dell’Africa per la ricerca di oro e metalli preziosi. Questo tentativo di
esplorare l’Africa e la sua circumnavigazione è anche legato all’ideale cristiano della crociata e alla
percezione di un mitico regno cristiano che stava dietro al mondo islamico, i primi portoghesi che la
raggiungo credono di aver trovato il regno ma in realtà si trattava di altro. Il terzo elemento che spinge i
portoghesi ai viaggi è l’importazione delle spezie, bene più prezioso del commercio a distanza, venivano
da località asiatiche e utilizzate nella preparazione dei banchetti, erano infatti un simbolo di status. Già nel
200-300 portoghesi e genovesi scoprono alcune isole asiatiche, come le Azzorre, le Canarie, viene esplorata
la costa marocchina e verso la metà del 400 comincia la colonizzazione dell’isola di Madeira nella quale i
portoghesi impiantano le prime colonie saccarifere. Inizialmente quello che fanno i portoghesi è in entrare
in dinamiche commerciali con l’insediamento delle colonie saccarifere si istaura così una logica di
produttività, che porta allo sfruttamento dei territori e delle popolazioni locali: con la creazione delle
piantagioni vi è un momento in cui la dinamica colonialista comporta l’aspetto della produzione che
richiede forza lavoro, e alcune popolazioni vengono rese in schiavitù. Gli europei che cominciano le
esplorazioni in Asia, come i portoghesi, gli olandesi e in seguito gli inglesi, trovano un commercio
fiorente nell’oceano Indiano con reti commerciali già stabilite dove non fu facile l’inserimento.
Inglesi in India: lasciano che siano indipendenti se non per le cose da loro ritenute importanti, gli inglesi
controllano alcuni ambiti di fiscalità, la politica estera e le forze armate. È diverso l’impatto dell’espansione
europea nel continente americano: all’arrivo europeo segue un collasso demografico, in seguito alle
guerre di aggressione per la ricerca di metalli preziosi, ma soprattutto causa l’esportazione delle malattie
europee in America, questo avvenne perché c’erano malattie contro le quali per secoli in Europa si erano
sviluppate difese, non presenti nelle popolazioni americane, il collasso demografico impone un movimento
di popolazione con la traffica degli schiavi e con la colonizzazione bianca, si crea quindi una comunità di
colonie bianche nelle Americhe. La dinamica coloniale europea nelle colonie in cui vi fu il popolamento
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STORIA CONTEMPORANEA

Quando comincia la storia contemporanea è una cosa discussa, tutto ruota attorno alle cause dello scoppio della Prima guerra mondiale, che determina un cambiamento nella storia del mondo. Si parte quindi dall’800 e dalla seconda rivoluzione industriale. La contemporaneità si definisce a patire da alcuni processi di radici storico-economiche, storico-politiche e storico-sociali di fine 700. 04.02.

❖ NASCITA DEL CAPITALISMO E PROTOBLOBALIZZAZIONE

Con questo termine si intende la prima parte della globalizzazione. Una prima fase di costruzione di connessioni globali ha inizio nel 600 e 700, che hanno alla loro base le espansioni geografiche di fine 500. Con la proto-globalizzazione si aggiunge alla rete globale anche l’America, oltre alla già presente Asia. Rapporti tra Asia e Europa sono documentati anche nell’impero romano di Alessandro, c’è poi una caduta di queste connessioni con la fine dell’impero romano. La prima fase di globalizzazione coinvolge tutti i continenti : l’ espansione portoghese del 400 spinge gli europei nelle coste occidentali dell’ Africa per la ricerca di oro e metalli preziosi. Questo tentativo di esplorare l’Africa e la sua circumnavigazione è anche legato all’ideale cristiano della crociata e alla percezione di un mitico regno cristiano che stava dietro al mondo islamico, i primi portoghesi che la raggiungo credono di aver trovato il regno ma in realtà si trattava di altro. Il terzo elemento che spinge i portoghesi ai viaggi è l’ importazione delle spezie , bene più prezioso del commercio a distanza, venivano da località asiatiche e utilizzate nella preparazione dei banchetti, erano infatti un simbolo di status. Già nel 200 - 300 portoghesi e genovesi scoprono alcune isole asiatiche, come le Azzorre, le Canarie, viene esplorata la costa marocchina e verso la metà del 400 comincia la colonizzazione dell’isola di Madeira nella quale i portoghesi impiantano le prime colonie saccarifere. Inizialmente quello che fanno i portoghesi è in entrare in dinamiche commerciali con l’insediamento delle colonie saccarifere→ si istaura così una logica di produttività, che porta allo sfruttamento dei territori e delle popolazioni locali : con la creazione delle piantagioni vi è un momento in cui la dinamica colonialista comporta l’aspetto della produzione che richiede forza lavor o , e alcune popolazioni vengono rese in schiavitù. Gli europei che cominciano le esplorazioni in Asia , come i portoghesi, gli olandesi e in seguito gli inglesi, trovano un commercio fiorente nell’oceano Indiano con reti commerciali già stabilite dove non fu facile l’inserimento. Inglesi in India : lasciano che siano indipendenti se non per le cose da loro ritenute importanti, gli inglesi controllano alcuni ambiti di fiscalità, la politica estera e le forze armate. È diverso l’impatto dell’espansione europea nel continente americano : all’arrivo europeo segue un collasso demografico, in seguito alle guerre di aggressione per la ricerca di metalli preziosi, ma soprattutto causa l’esportazione delle malattie europee in America, questo avvenne perché c’erano malattie contro le quali per secoli in Europa si erano sviluppate difese, non presenti nelle popolazioni americane, il collasso demografico impone un movimento di popolazione con la traffica degli schiavi e con la colonizzazione bianca, si crea quindi una comunità di colonie bianche nelle Americhe. La dinamica coloniale europea nelle colonie in cui vi fu il popolamento

bianco con i coloni, come in Nord America, nella colonia del Capo, in Australia e Oceania, sono luoghi in cui il colonialismo ha avuto esiti devastanti per le popolazioni indigene. L’America diventa il luogo di ricerca di metalli preziosi per le colonie ispaniche e luogo di produzione delle materie prime per i commerci europei, come per il legno, lo zucchero, il the, il caffè e il tabacco, che venivano coltivate nelle colonie e lavorate in Europa.

  • Gli attori specifici:
    • l’impero portoghese: che aveva due istituzioni: impresa commerciale con l’asia chiamata “casa Julia”, che aveva il compito di operare in Asia, e l’autorità politico-militare, che doveva fare da supporto. I tempi lunghi di comunicazione tra colonia e madre patria fanno sì che l’impero portoghese in Asia si distanzi dalla madre patria: mentre il governo doveva sostenere l’espansione, quando ci si insediava nella capitale della colonia non si rispondeva sempre alla madre patria.
    • inglesi : hanno il modello più efficace con la compagnia delle inde, questo perché fonde gli aspetti commerciali capitalistici e l’autorità politico militari, in quanto la compagnia delle indie operava come operava la corona inglese. Questo tipo di autorità è possibile perché essa è una concessione di un’istituzione privata che opera a livello statale. La corona non solo non spende ma ci guadagna perché tassa il consumo di queste importazioni, per cui l’espansione coloniale comincia ad avere successo. Queste compagnie potevano prendere dalle borse di Amsterdam e Londra degli investimenti, sia per piccoli e grandi imprenditori, perché la società si finanzia grazie alle quote in borsa che rende possibili i finanziamenti. Alla metà del 600 con gli atti di aggregazione, l’Inghilterra elabora un sistema ancora più sofistico di diritto di navigazione che crea anche una base giuridica molto chiara centrata su Londra: le importazioni dalle colonie dovevano passare da Londra, così come i coloni del nord America che dovevano commerciare con i Caraibi erano obbligati a passare per la capitale inglese, in modo da far rafforzare l’entrata della corona e trasformando Londra nella più grande città del secolo, da qui il Boston tea party che porterà all’indipendenza coloniale. - La triangolazione atlantica : le navi viaggiavano dall’Europa all’Africa caricando merci da scambiare con gli schiavi, che venivano portati nei Caraibi da cui venivano poi venduti nelle colonie del sud America e con questi guadagni venivano comprate mercida portare in Europa. - Esempi di scambi :
    • zucchero: in Europa verso l’anno 1000 è sconosciuto, arriva con la avanzata araba, a quel punto c’è una produzione e le piantagioni di pianta da zucchero si trovano nelle isole mediterranee, come Cipro, Creta e la Sicilia. Nel 400 le piantagioni avvengono con gli spagnoli nelle Canarie e con i Portoghesi a Madeira, ma la prima vera moderna piantagione è quella dell’isola di Sao Tome, grazie al suo clima sud tropicale, tuttavia è un lavoro pensate che porta a malattie e per il clima caldo umido dell’isola, occorreva obbligare al lavoro per cui si introducono gli schiavi. I portoghesi dopo i primi tentativi atlantici lo portano in Brasile dove identificano il terreno più adatto per lo sviluppo di questa coltivazione. Lo zucchero perverrà quindi dal Brasile per il Portogallo e gli altri imperi iniziano a conquistare colonie per lo zucchero, come Cuba per la Spagna e Santo Domingo per la

illegale, che provocava uno scontro con l’Inghilterra. Ciò sfocerà alla I guerra dell’Oppio, in cui la Cina che si sentiva un colosso inattaccabile misura la distanza militare che avevano con la potenza inglese: gli inglesi bombardarono infatti il porto di Kanton e vinsero contro la Cina. Questa vicenda porta ad un cambiamento nel panorama capitalistico: si è entrati in una dimensione nuova basata sulla centralità inglese che è in grado di controllare i mari del mondo e di imporre il libero scambio. Questo tipo di diamina economica ha degli effetti anche sulla vita quotidiana : diffusione di queste bevande e di alcuni cibi, come pomodoro e patata, comportano mutamenti culturali europei che si articolano a seconda delle classi sociali. I modelli di consumo sono differenziai su base culturale: il poter consumare qualcosa che viene da altre parti del mondo segnalano uno status , fino a che non diventano popolari e quotidiani, si mette in campo quindi un’etichetta del consumo che porta ad una ritualità come con le ceramiche e le cineserie. Questo aspetto rituale del consumo assume un’importanza pari a quella della sostanza in sé. Il caffè per esempio non aveva uso domestico, ma si consuma nei caffè, luogo di socialità maschile. La borghesia europea ha uno stile di vita che si associava facilmente al the e al caffè, l’alcool era invece utilizzato dalla nobiltà. Inoltre, ogni impero cerca di costruire al proprio interno gli scambi , per evitare favoreggiamento dell’impero nemico mediante l’acquisto di beni da esso: nasce quindi l’idea di competizione tra imperi. È un regime che resta fino al libero scambio dove i regimi economici vengono rivisitati e che segna la fine delle compagnie monopolistiche.

- ULTIMO COLONIALISMO : tra fine 800 e inizio 900 c’è un’intensificazione della spinta imperialistica e della capacità di colonizzazione di territi che erano già parte dei grandi imperi, i quali lo erano solo formalmente. Il tipo di legittimazione che l’imperialismo si dà è legato a quelle teorie positivistiche di inferiorità biologica , oppure c’erano giustificazioni baste sulla scienza, come quello che il progresso si muove su una selezione che poi permette all’umanità di evolvere, per cui chi è più forte e in grado di trasformare la natura, deve prendere il sopravvento per natura. Alla fine dell’800 il continente risparmiato dalla presenza Europea è l’Africa, ma grazie a sviluppi tecnologici come la navigazione a vapore, che comincia negli anni 40 dell’800, la connessione con il telegrafo delle varie parti del mondo, e le reti ferroviarie, consentono di penetrare all’interno del continente africano. I modelli di relazione con i popoli colonizzati cambiano nel corso dell’800 perché se guardiamo la prima colonizzazione inglese sul continente indiano si vede una tolleranza delle unioni miste, ma dagli anni 30-40 dell’800 man mano che si fa strada ae teoria della razza, il meticciato diventa fonte di paura sull’indebolimento della razza medesima, si cerca di tenere separata la razza bianca europea colonizzatrice e le popolazioni colonizzate, ciò avviene anche con lo spostamento di intere famiglie, e non più solo dei coloni, nelle colonie, vi è la segregazione in settori della città, solo i bordelli sono fonti di unione delle razze. L’Inghilterra ha un idea di assimilazione delle élite, ma dopo l’ammutinamento indiano del 1857, diventa meno incline a promuovere una politica di questo tipo, politica che è quella che ha la Farcia sull’Algeria: sull’Algeria la Francia riproponeva un sogno di assimilazione fatto dall’imposizione di un modello culturale moderno, laico, tecnologico. Anche qui le frequenti rivolte algerine misero dei dubbi sulla possibilità di combinare il dominio con la civilizzazione. I modi con cui si costruiscono le relazioni coloniali influenzano i modi con cui si concluderà il colonialismo stesso :

- amministrazione indiretta : vede il servirsi delle amministrazioni indigene per i priori scopi coloniali, cosa che avvenne in India da parte inglese, che controllavano solo ciò che gli interessava e lasciano liberi gli altri ambiti, li si trova quindi un compromesso. - controllo diretto : porta a maggiori scontri, ciò avviene per esempio negli Stati Uniti, in Namibia con i prigionieri herero, popolo vittima di uno dei primi tentativi di genocidio, la popolazione viene infatti portata in zone desertiche, immobilizzata e lasciata morire, Nuova Zelanda con lo sterminio della popolazione Maori. - SPARTIZIONE DELL’AFRICA : l’area dell’Africa francofona è l’area occidentale africana, Angola e Mozambico sono le colonie portoghesi, il Congo è di proprietà privata del re del Belgio, il colonialismo britannico si estende dall’Egitto al Sudan, all’Uganda e procede con l’unione sud-Africana. L’Italia, dopo alcuni tentativi falliti colonizza Eritrea, Somalia e Libia. 05.02. La seconda metà dell’800 è l’epoca degli sposamenti a vapore e dei collegamenti tramite il telegrafo, tutto ciò consente di organizzare la comunicazione in maniera più facile, così dal punto di vista dei tempi di connessione il mondo viene reso più piccolo. A questo filone che riguarda le connessioni globali dal punto di vista di spostamenti commerciali e di popolazione, come la grande tratta degli schiavi, va affiancato il tema delle istituzioni politiche e della cittadinanza.

❖ RIVOLUZIONE FRANCESE E LA NASCITA DELLA NUOVA POLITICA :

C’è stata una fase preparatoria alla Rivoluzione francese che è la riflessione illuministica, la quale porta ad una nuova coscienza e riflessione dell’uomo sul mondo, con la storia e la comunità politica; c’è un confitto fiscale per il contrasto tra il sovrano e gli ordini cetuali come l’aristocrazia, il clero, il terzo stato, derivante soprattutto dal prelievo fiscale. Tuttavia questo conflitto di interessi tra soggetti sociali diversi genera un dibattito sui modi della rappresentanza , all’inizio del 1789 un abate scrive che cos’è il terzo stato , che riuniva tutti coloro che non erano ne nobili ne clero, il terzo stato è per l’abate la nazione, e chiede perciò che gli stati nazionali, che vedevano una rappresentanza su base cetuale, vengano trasformati in una assemblea nazionale, rappresentati come individui facenti parte della nazione. Dentro l’idea liberale della rappresentanza, da un lato c’è l’individuo singolo e dall’altro la nazione (corpo collettivo), ci si interroga quindi circa il rapporto che ci sia tra queste due sfere, e soprattutto quale elemento vada valorizzato nel momento in cui gli interessi individuali e nazionali non collimano→ la migliore risposta filosofica a questa dicotomia è quella hegeliana. Il terzo stato costituisce un’assemblea nazionale , secondo la nuova concezione del rapporto della nazione e della sua rappresentanza politica, anche i nobili entrano a farne parte ma come individui e non più come classe nobiliare. PRESA DELLA BASTIGLIA: il popolo interviene e taglia la testa a due funzionari, che verranno mostrate per le piazze, ciò mostra il tipico modo di intendere la giustizia nell’antico regime, attraverso il processo rivoluzionario francese si arriverà ad una concezione della giustizia diversa rispetto a quella precedente. Dentro questo processo rivoluzionario si escludono tutte le forme di pena di morte e si decide di utilizzare solo la ghigliottina, perché considerata la più umana, rapida ed indolore. Quello che fa il popolo durante

medioevo e crea le basi per legislazioni 800 in tutti gli stati moderni, è sulla base dell’assimilazione della cittadinanza che nascono ideologie politiche antisemite). Al re viene lasciata un’autorità di tipo esecutivo, ma il potere legislativo era dato all’Assemblea costituente. Nella monarchia costituzionale la fonte del potere che il sovrano può esercitare resta, solo anni dopo la nazione si libererà di questa figura. Quello che temono i rivoluzionari è che il re abbia firmato questa costituzione perché messo alle strette, ma che pensi ad una guerra contro la Francia per riprendere il proprio potere. L’assemblea legislativa viene eletta nel 1791 con suffragio censitario e indiretto , a cui partecipano circa 4 milioni di persone (circa 60% dei maschi adulti), questi eleggono dei delegati a livello locale che poi eleggeranno la composizione dell’assemblea : anche in questa nuova assemblea abbiamo l’ala radicale di giacobini e cordiglieri che conta 1/5 dell’assemblea. Si parte con una riforma del diritto civile: viene instituita l’anagrafe (prima era di compito parrocchiale, ora è lo stato che deve occuparsi della sua popolazione) il matrimonio civile e il divorzio. Viene mossa guerra all’Austria e Prussia per l’espansone della nazione : ci sono varie parti della popolazione che spingono per queste guerre, la guerra venne attuata tramite la guardia nazionale formata da volontari che vogliono difendere la rivoluzione, queste milizie sono quindi milizie volontarie che partono dalle provincie francesi per recarsi a Parigi per entrare nella guardia nazionale, da Marsiglia arrivano cantando la canzone che diverrà l’inno nazionale francese: la marsigliese. Nel corso della guerra si mostra come leader radicale Robespierre, che con un colpo di mano e l’appoggio dei sanculotti, la plebe parigina, riesce ad imprimere una svolta radicale al processo rivoluzionario: assemblea diventa una convenzione eletta a suffragio universale maschile, nella sua seconda seduta vota per l’umiliazione del re che verrà giustiziato e si proclama quindi la repubblica. Nel momento in cui i fronti della guerra si allargano la guardia nazionale volontaria non è più sufficiente, viene quindi introdotta la coscrizione obbligatoria : servizio militare come dovere del cittadino maschio. Scoppia così la rivolta in Vandea che diverrà una ferocissima guerra civile, causa un contrasto culturale e politico tra la direzione urbana della rivoluzione e i contadini delle regioni poco alfabetizzate. La Vandea dall’indomani della fine della Rivoluzione francese è stata vista come un emblema della fazione antirivoluzionaria, ovvero di rivolta contadina contro la modernità, ma ciò presuppone un’idea del corso storico tipica del 700 basata su un’idea di temporalità e progresso della storia che si muove in una certa direzione attraverso passi di improvvisa accelerazione come la rivoluzione o più lentamente con processi di riforma. Questa idea di tempo costituisce un tessuto cognitivo di una certa idea di storia, cui si oppongono le forze reazionarie come quelle papali e dei vecchi imperi con i contadini al loro servizio. Tuttavia, se si lascia da parte l’idea di storia che ha una direzione, allora la rivolta appare come un conflitto tra una direzione urbana illuminista del processo rivoluzionario francese e un mondo contadino che ha altre aspirazioni, desideri e problemi. La prima fase della rivoluzione, che voleva far fuori i nobili, trovava sostenitori in Vandea, ma quando si istituì la coscrizione obbligatoria e le altre norme, la Vandea entrarò in conflitto con la direzione politica parigina. La situazione che si viene a creare è una situazione di inflazione da svalutazione della moneta e accaparramento e li fiorisce una grande differenza sociale. Robespierre prende il potere e instaura una dittatura che si serve del tribunale rivoluzionario, ma il terrore imposto avrà però sempre meno consenso e nell’estate del 1794 con un colpo di stato Robespierre viene giustiziato : i moderati rovesciano Robespierre e con la convenzione del 1795 si ripristina un governo oligarchico , l’elezione a suffragio universale viene abbandonata per il suffragio ristretto, tutto ciò avviene anche nel momento in cui la Francia è sempre più impegnata all’esterno nelle guerre Europee, l’esercito inizia anche ad vere funzione interna per reprimere le rivolte popolari, ed è in queste mobilitazioni che si mete in luce Napoleone Bonaparte, il quale rientra in Francia perché la

situazione di Parigi è in crisi e ne approfitta per un colpo di stato nel nome della nazione. Tra i giustiziati nel periodo del terrore vi furono molte donne come la moglie del re e Olimpe de Gouges che nel 1791 pubblica la dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina che poi invia alla regina, che sottolinea il carattere sessualizzato della rivoluzione: ella prende la dichiarazione e mostra che questa parla solo del cittadino, non della cittadina, mostra che la rivoluzione non ha un carattere neutro. Nell’articolo IV: “la libertà e la giustizia consistono nel restituire tutto quello che appartiene agli altri; così l’esercizio dei diritti naturali della donna a come limiti solo la tirannia perpetua che l’uomo le oppone, questi limiti devono essere riformati dalle leggi della natura e della ragione”. I giacobini con la forza pongono fine a tutte le associazioni femminili, essi erano influenzati da Rousseau che nell’ Emilio aveva tracciato precise distinzioni gerarchie di genere che richiudevano la donna nella sfera provata. durante il terrore i giacobini accusano Olimpe de Gouges di alto tradimento alla rivoluzione, così venne giustiziata il 3 novembre 1793. il suo testo avrà però circolazione internazionale, nell’800 sarà presente in Francia e in Inghilterra, dove iniziano movimenti femministi. I giacobini rappresentano una forza politica radicale sul piano delle opzioni costituzionali, eliminazione della monarchia in favore della repubblica, ma pensano ad un ordine maschilista. C’è inoltre la questione della razza come elemento di crisi dell’idea universalistica della cittadinanza: Santo Domingo, di proprietà francese, vede 30 mila bianchi europei, 30 mila liberi di sangue misto e mezzo milione di schiavi africani: nel 1791 sotto le pressioni dell’isola l’assemblea nazionale garantisce i diritti ai mulatti e ai neri nati liberi, per gli schivi il problema è più complesso in quanto essi sono un bene che è stato acquistato, e la rivoluzione tutela la proprietà privata, si entra quindi in una contraddizione. Quando si comincia ad aprire questa possibilità anche gli schiavi scendono in rivolta e vogliono che la dichiarazione dell’uomo e del cittadino li riguardi, in quanto universale. Per il rischio di invasione spagnola e francese nella colonia causa la sua difficoltà, nel 1794 viene abolita la schiavitù con grande contraddittorietà dei proprietari di schivi che avevano anche grande influenza politica. Nel 1802 Napoleone prese guida della Francia e invia un nuovo esercito per ripristinare la schiavitù. Nel 1803 l’esercito di Dessalines sconfigge i francesi e l’1gennaio del 1804 si sancisce l’indipendenza dell’isola, che viene ribattezzata Haiti in omaggio della popolazione che abitava li prima dell’invasione francese e che chiamava l’isola con tale nome. 10.02.

- Storiografia della Rivoluzione francese : - Adolphe Thiers : vede all’origine della rivoluzione il conflitto tra nobiltà e terzo stato. Non si arriva ad un assestamento ma l’azione della nobilita e del re (controrivoluzionari) e il movimento popolare, mette la borghesia in una situazione di difficoltà in quanto deve decidere da che parte stare. Sceglierà il popolo e tale scelta porterà poi al terrore. - Jules Michlet : interpretazione populista della rivoluzione , vede lo scontro fra nobiltà, clero e monarchia da un lato, e la borghesia appoggiata dal popolo dall’altro. Il populismo vede il popolo come soggetto sociale. - Alexis de Tocquueville : la rivoluzione accelera un processo di omogeneizzazione normativa e amministrativa iniziato dall’Assolutismo. Prosegue quel lavoro di espropriazione del potere dei nobili che avevano cominciato i monarchi assoluti, i quali li avevano infatti sostituiti con una

nadirali ma nasce e si sviluppa sulla base di una natura storica, su questa base si possono formare diverse ideologie→ la rivoluzione vede le differenze ideologiche con sospetto ma allo stesso tempo contribuisce a crearle. Il linguaggio avrà grande importanza perché con esso si individuano le parole chiave della rivoluzione, quali: nazione, patria, costituzione, legge, rigenerazione e virtù. Non c’è più la cerimonia di consacrazione che portava potere al sovrano nell’antico regime, ora è il giuramento rivoluzionario ad essere la fonte del potere. Il processo di integrazione della nazione porta alla consolidazione della propria appartenenza, e ciò avveniva attraverso le feste. Il linguaggio rivoluzionario serviva a persuadere e portare al consenso , si riferiva a dei modelli di libertà del pensiero classico ma poi li astraeva, questo perché la rivoluzione tende a risolvere i legami con il passato, in quanto nell’idea classica bisogna ricostruire un ordine che si è rigenerato, mentre ora la rivoluzione divenne un acceleramento dell’idea di progresso. Per quanto riguarda il Terrore di Robespierre, questo viene visto negli anni 50 del 900 come il nucleo degli stati totalitari, ma questa idea è difficile da sostenere, in quanto i giacobini sono un’unità politica che non hanno parti, mentre i totalitarismi nascono dai partiti e hanno nemici. Nell’iconografia del potere le figure maschili rappresentavano l’autorità politica, mentre con rivoluzione avviene un capovolgimento e si usano figure femminili per sottolineare il distacco dall’antico regime, tuttavia con il periodo del terrore la situazione cambia nuovamente. La rivoluzione ha permesso di superare l’antico regime al quale viene contrapposta l’idea di nazione, idea che non riuscirà ad essere distrutta con i processi controrivoluzionari.

- forme simboliche della politica : il vestiario rappresenta la condizione sociale: durante l’antico regime alcuni tessuti e colori potevano essere utilizzate solo da alcuni esponenti sociali. Abbiamo una idea di gerarchia sociale che si proietta poi nei comportamenti di consumo o nell’aspetto di questi ceti sociali, con la rivoluzione le regole del vestiario vengono albite, solo un aspetto mantiene la sua proibizione: non ci si può mascherare la prioria appartenenza di genere. Si attua una pedagogia della rivoluzione e della nazione: la scuola elementare deve insegnare l’appartenenza rivoluzionaria e alla nazione. Da qui un elemento di contraddittorietà: poiché se la nazione esiste non c’è la necessità di dover essere educati ad essa. 11.02.

❖ CITTADINANZA

Concetto che deriva dalla Rivoluzione francese, le figure sociali escluse dalla piena cittadinanza per ragioni biologiche sono le donne e i neri. Per quanto riguarda la classe operaia vengono esclusi dalla cittadinanza i lavoratori senza proprietà per il fatto che non mettendo in campo un loro patrimonio allora si ritiene che non abbiano sufficiente considerazione della cosa pubblica e che possano usare lo strumento politico per avvantaggiarsi come classe sociale.

  • soggetti politici:
    • contrattualismo di Locke: il portatore dei diritti politici deve essere proprietario ed esercitare la propria libertà.
  • Kant: libertà e uguaglianza formale, c’è una inuguaglianza davanti alla legge perché la giustizia è uguale per tutti, ma solo per quanto riguarda gli indipendenti , ovvero per coloro che sono proprietari, questo perché solo costoro possono fare le leggi.
  • Sieyes: dal contratto alla nazione, il contratto è un’architettura concettuale che definisce la cittadinanza, ma i cittadini sono cittadini di una nazione.
  • nazione e costituzione. L’assemblea degli stati generali che divideva la società francese in ceti viene trasformata di assemblea nazionale: la nazione entra in campo quindi come un soggetto, c’è tensione tra i diritti individuali del singolo e l’partenere ad un’unità nazionale , che è la sede della sovranità, è infatti la nazione che detiene la sovranità. La nazione deve però essere rappresentata, rappresentanza che divenne oggetto di scontro perché chi elegge i rappresentanti non è la totalità della nazione. Si aprono una serie di campi di tensione dentro questo orizzonte politico:
  • tra legge e diritti : se i diritti sono soggettivi e si occupano del singolo ed esiste una costituzione degli apparati che governano lo stato, allora questi diritti del singolo possono entrate in conflitto con l’organizzazione sociale.
  • tra libertà privata e civile : la libertà e l’autonomia del proprio privato e la libertà civile, che è attiva perché permette di adoperarsi nella sfera pubblica, possono entrare in contrapposizione.
  • libertà ed eguaglianza : uguaglianza che entra facilmente in conflitto con la proprietà, che è uno degli elementi che qualifica il soggetto politico e lo rende libero. Uguaglianza che è una delle istanze nella funzione della cittadinanza, da qui il problema la proprietà individuale possa o meno essere limitata per il bene pubblico. L’interesse della nazione entra in contrasto con l’interesse del singolo.
  • Constant: cerca di evitare che le dinamiche dello stato assumano forme violente che vadano a ferire i diritti individuali , che sono il fondamento dell’ordine politico, anche se tali diritti sono i diritti individuali dei cittadini proprietari i quali garantiscono capacità di iniziativa e calcolo, sono infatti coloro che hanno una mentalità adeguata ad occuparsi della cosa pubblica. Le donne non sono considerate adeguate ad occuparsi della cosa pubblica, come anche le classi povere nel corso dell’800, causa una incapacità di costituzione, di praticare comportamenti razionali, e per la loro tendenza all’alcolismo. Sono ragioni antropologico-biologiche, bisogna quindi limitare i loro diritti individuali. Se il fondamento sono i dirti individuali occorre mettere argini ai diritti dello stato affinché esso non comporti una lesione di questi diritti individuali e non travalichi la libertà dei singoli, compito dello stato è infatti quello di salvaguardare la libertà, non deve quindi intervenute nell’economia, rischiando di danneggiare la collettività, ma deve astenersi dall’intervento sociale: non deve occuparsi dei poveri perché vedeva dannoso un intervento arbitrario dello stato rispetto alla libera dinamica del singolo; la cura verso i poveri può essere il frutto di un’iniziativa privata. Questa libertà si coniuga con la libertà politica attraverso il meccanismo della rappresentanza: sono pochi i rappresentanti ma sono pochi i rappresentati: nonostante assumano la funzione di rappresentare la nazione, quelli che eleggono i rappresentanti sono una ristretta minoranza.
  • limiti della rappresentanza :

che si basavano sulla proprietà. Nel momento in cui si universalizzano questi diritti, il diritto al lavoro è il presupposto per gli altri. Gli stati di fine 800 non riconoscono il diritto al lavoro, ma cominciano a introdurre delle leggi di protezione sociale, che diverranno poi il Welfare. Solo con la costituzione di Weimar si riconoscerà il diritto al lavoro perché lo riconosce come elemento fondante della società.

- DISCRIMINANTE DELLA RAZZA : tra i limiti della cittadinanza si colloca anche la discriminante della razza, vi furono movimenti sociali che favorirono l’inclusione, al contempo però le scienze positivistiche cercano di dare fondamento scientifico alle differenze raziali e di genere. Si dividono le razze umane in bianca, gialla e nera, a cui corrispondono determinate caratteristiche che le pongono in gerarchia. Il principale rischio della degenerazione è nella mescolanza delle razze, cosa che porterà al razzismo o al manifestarsi del rispetto della specifica di ogni razza. Questa naturalizzazione delle differenze riguarda genere e razza ma anche la delinquenza, Lombroso in Italia studia il cranio dei delinquenti misurandone la conformazione fisiche a cui vengono collegate criminalità e devianza. Questo mostra come la decodifica delle differenze sociali passasse attraverso la naturalizzazione e la biologizzazione. Nel momento in cui questi comportamenti devianti si fanno derivare dalla natura non sono più modificabili: se qualcuno tende a delinquere è perché ha una disposizione e allora non sarà responsabile: è colpa della sua natura, bisogna quindi solo renderlo innocuo. Razzismo : si distingue dall’intolleranza religiosa perché essa lascia aperta la strada della conversione, non possibile nel razzismo poiché deriva dalla natura. In Spagna tra 400 e 500 c’è un momento in cui l’intolleranza religiosa inizia a sfociare nel razzismo, data dal fatto che gli ebrei convertiti al cristianesimo non hanno comunque la purezza di sangue per cui la loro conversione sarà incompleta o simulata. Negli stessi decenni la Spagna colonizzava le Americhe e incontrò le popolazioni indigene, dei quali si pensavano potessero convertire perché ancora non avevano conosciuto il messaggio evangelico: la chiesa cattolica si impegna quindi in missioni di conversione; nel caso di ebrei e mussulmani è diverso: hanno conosciuto ma rifiutato il vangelo. Fino al 700 è difficile arrivare ad una classificazione delle razze , manca il fondamento scientifico che si trova nel 700- 800. Il razzismo inizia come pregiudizio popolare : ai neri vengono associate qualità inferiori a quelle dei bianchi, è quindi una serie di pratiche, come quelle istituzionali, che portano alle leggi raziali, possono esservi elementi che nascono da un certo sentire popolare, da un modo di rapportarsi a gruppi di persone con loro specificità. Perché il razzismo moderno si affermi c’è bisogno del superamento delle società gerarchica suddivisa in ceti regolata sul diritto dell’antico regime, le altre religioni sono riconosciute come un gruppo specifico avente caratteristiche particolari, ma nel momento in cui avviene la cittadinanza, questa porta l’uguaglianza formale, ma a questo punto gli ebrei non sono più classificati come una comunità particolare ma sono uguali gli altri, per cui chi promuove un sentimento antisemita lo fa con l’ideologia politica, da qui la nascita di partiti antisemiti che ritengono gli ebrei come la principale causa del malessere della popolazione. Nell’impero austro-ungarico nasce il partito cristiano sociale che ha una forte componente antisemita. L’uguaglianza formale apre lo spazio per una discriminazione non più giuridica ma politica. Altro elemento che consente di fonare il razzismo moderno è legato alla scienza con la teoria poligenetica dell’umanità : l’umanità è nata da ceppi differenti che sono le razze originarie. Gli uomini non sono più figli di dio ma provenienti da ceppi diversi o da un ceppo unico che poi si è differenziato, cosa che configura una serie di razze diverse. Filone che da vita al razzismo culturale: legato all’idea di nazione e spirito di un popolo come entità strico culturali definite e diversificate le une dalle altre.

È un’idea cara al nazionalismo aggressivo di inizio 900, come nel fascismo e nel nazionalismo, ritengono che le nazioni abbiano un’anima iscritta nei popoli accomunati da caratteristiche culturali e che queste diversifichino le varie nazioni. Questa idea di popolo, nazione e civiltà come un nucleo coeso è uno dei presupposti del razzismo. 12.02.

❖ STATI E FORMAZIONI NAZIONALI NELL’

Nel corso dell’800 gli stati nazionali sono entità concrete e ciò ci porta ad interrogarci su cosa fossero concretamente le nazioni. Alcune trasformazioni avvengono già nel 700 e riguardano il rapporto tra stato e fiscalità, inoltre la nazione si vede contrapposta alle grandi configurazioni imperiali molto estese territorialmente e molto varie al loro interno. Il processo di privatizzazione della proprietà terriera vede le terre comprate e vendute come ogni altra merce in gran parte dei paesi europei e questo consente un atteggiamento imprenditoriale sulle terre, che porta ad un maggiore ricchezza la quale giova allo stato e soprattutto porta a maggiori entrate per le guerre : gli imperi si muovono quindi con maggior fatica rispetto a stati nazionali più coesi. La questione della privatizzazione delle terre è rilevante per gli stati europei, ma anche per le colonie bianche, come negli USA, nel Canada e in Australia dove le popolazioni indigene non avevano il concetto di proprietà privata, ma dopo il colonialismo bianco europeo viene valorizzato il terreno con la priorità privata di tali territori. Nella fase di espansione territoriale si vengono creando delle élite che reagiscono al dominio imperiale della madre patria , questo soprattutto in America latina dove viene carta una élite locale che non si riconosce più al dominio: non riconoscevano più l’autorità della madre patria, quale istituzione lontana che richiedeva risorse, questo porta all’indipendenza di questi stati. Si avviano trasformazioni sula gestione della cosa pubblica che creano il nucleo della formazione di nuove nazioni. Nel corso dell’800 ciò viene alimentato da spostamenti sempre più consistente di popolazioni , come la tratta degli schivi, che viene poi abolita, tuttavia continuano queste tratte in modo illegale e continuano forme di coercizione del lavoro che assomigliano alla schiavitù. A questo aspetto si accompagnano nuovi processi migratori dall’Europa alle colonie, elemento che poi creerà tensione e condurrà ad un’intensificazioni degli scontri con le popolazioni locali. Questa dinamica globale si accompagna con la compiuta affermazione inglese quale grande potenza navale che avrà il controllo sui mari (per quanto riguarda la Cina sono le guerre dell’oppio ad aprire gli scambi con l’Europa). Il rapporto che si viene a creare in questo contesto segnala un mutamento dei rapporti di forza, nel 700 era infatti l’Europa a dipendere dalla Cina, ma con guerre oppio sarà la Cina a dipendere dall’Europa. Si vede la differenza tra le colonie produttrici di materie prime e l’Europa che dispiega un processo di industrializzazione per la trasforma delle materie prime che verranno messe in circuiti globali.

- NAZIONE-NAZIONALISMO : abbiamo modelli diversi di nazione: Francia e Inghilterra , già nella fase precedente alla nazione come istituzione vedono una coesione molto forte, quindi il passaggio alla nazione è abbastanza lineare perché vi erano già le sue premesse. In alcuni paesi il passaggio è più brusco come in America latina, dove nascono gli stati e da qui si costruisce la nazione , la stessa Inghilterra è una creazione statale, esistevano Gran Bretagna, Scozia, Galles, dove erano presenti popoli

scuola, la stampa e l’esercito, la cartografia quale strumento per disegnare i confini delle nazioni. sono quelle che Anderson chiama comunità immaginate. Anche la religione cristiana è stata usata come modello: miti, riti, credenze, usati per la coesione sociale.

  • Mosse: il nazionalismo viene costruito da una nuova politica che si inaugura con la Rivoluzione francese e la fase napoleonica. Ciò avviene grazie ad u nuovo linguaggio che si applica all’idea nazionale. Queste nazioni iniziano ad avere forze simboliche a cui si unisce la dinamica fiscale, politica e militare. Nel corso dell’ 800 questo movimento nazionale comincia scuotere le terre di confine che sono sempre linee di grande instabilità politica degli imperi. Fuori dall’Europa iniziano ad esserci movimento nazionalistici che potranno alla resistenza dagli imperi coloniali europei, come il movimento nazionalista indiano con la nascita del partito del congresso che porterà all’indipendenza dell’India. Questi movimenti avvengono anche in Corea, Giappone, Etiopia, e Cina. L’area che resta fuori fino agli anni 20 del 900 è l’Africa subsahariana. - modelli di esercizio del potere : il modello di stato nazionale può avere un’articolazione del potere anche molto varia:
  • stati dove l’amministrazione dello stato è fortemente centralizzata → la centralizzazione del potere politico (es: Francia);
  • stati che mantengono il ruolo rilevante delle istituzioni locali (es: Inghilterra);
  • stati dove nasce apparto statale di fianco di un’organizzazione istituzionale della società ;
  • stati nei quali l’amministrazione coincide con quella delle compagnie di sfruttamento coloniale (es: Canada);
  • stati in cui la leadership continua ad essere espressione dei clan o dei consigli anziani;
  • popolazioni nomadi. - ORDINE INTERNAZIONALE : questi cambiamenti portano anche ad un cambiamento riguardante l’ordine internazionale: si doveva trattare con il detentore effettivo del potere di un altro territorio. Gli scambi commerciali vengono modificati perché la fase del libero scambio entra in crisi , causa leggi protezionistiche (es Germania) e si comincia a regolare il movimento delle popolazioni tramite leggi statali. nel 700 i nobili e i mercanti si muovevano liberamente ma la Rivoluzione francese introduce il passaporto, che nel corso del’ 800 divenne uno strumento di controllo sul movimento tra le nazioni.

Vengono controllate le migrazioni economiche, perché gli atti si occupano sempre più della loro economia.

- ruolo dello stato : di raccogliere maggiori risorse, questo perché lo stato inizia ad avere un ruolo economico , è infatti nell’interesse dello stato intervenire nell’economia stimolando il progresso, amministrare la giustizia senza interferenze, occuparsi della questione sociale superando la visione liberale di uno stato che si astiene dall’intervento economico e sociale, perché lo stato è un organismo e deve cercare di mantenersi in salute , cartografa il mondo per delineare i sui confini e forma una burocrazia professionale sempre più composita. - 800 COME SECOLO DI PACE E DI GUERRA : si parla del secolo che mette fine alla fase turbolenta dell’700 e che si proietta come secolo di pace fino allo scoppio della I guerra mondiale. È tuttavia un’illusione ottica eurocentrica, in realtà l’espansione statale e imperialista dell’800 produce ripercussioni sociali sui rapporti delle popolazioni colonizzate. Ciò accade anche in Europa: rivoluzioni del 1848 e 1849 , dove si affaccia anche una rivoluzione sociale dei lavoratori , in quanto i lavoratori sono esclusi dalla sfera politica ma stanno diventando i protagonisti del progresso economico e tecnologico che si sta dispiegando, è quindi inevitabile che esercitino il peso politico che deriva dalla loro funzione. Anche all’interno dei movimenti di 18 48 e 18 49 ci sono popolo e nazione ma il popolo è diviso in cassi che hanno interessi e bisogni diversi. In Cina avviene la ribellione di Taiping , è una rivolta che nasce dalla critica per l’inefficacia del governo imperiale, colpevole della duplice sconfitta delle guerre dell’oppio e quindi asservito agli interessi stranieri. Si basa su una rielaborazione die principi cristiani dell’uguaglianza spirituale, chiede la redistribuzione delle terre (per questo la ribellione fu popolare per i cittadini), viene formato uno stato con capitale Nanchino che abolisce proprietà privata e crea forme di vita comunitaria e proibisce l’uso dell’oppio, dell’alcool e del tabacco. Non è poi capace di creare un ordine alternativo stabile e ciò provoca un intervento inglese e francese che vuole ristabilire una certa stabilità politica che consenta di mantenere la funzionalità dei loro affari e al contempo finisce con una maggiore influenza di queste due nazioni all’interno della Cina. Nel 1864 si ristabilisce il potere comunque condizionato dalle potenze inglesi e russe. Vi fu nel 1857 l’ ammutinamento indiano che decreta la fine della compagnia delle indie, la ragione scatenante è il moschetto che viene introdotto nell’esercito britannico, era formato soprattutto da indiani che combattevano per la madre patria: il soldato apriva la cartuccia con i denti e buttava la polvere da sparo nel moschetto, ma si diffonde l’idea che in questi moschetti vengano usati grassi animali e che quindi i soldati fossero costretti a mangiarli, contravvenendo alle regole della propria religiose. Inizia il rifiuto dell’uso dei moschetti a cui l’Inghilterra risponde: da qui scatta la ribellione indiana e la repressione ad opera inglese. Il potere britannico in India deve andare riformato o non sarà duraturo, da qui la caduta della compagnia delle indie e il controllo diretto della corona inglese sull’India. Avviene la guerra civile americana e si anticipano alcune modalità di guerra che vengono ritrovate nella I guerra mondiale, come la guerra in trincea. Vi fu il conflitto tra i coloni e le popolazioni indigene dell’entroterra coloniale e le rivolte contadine in Russia , dove comincia a nascere il populismo come tentativo di andare verso il popolo. L’800 appare quindi molto meno pacifico di quello che fa sembrare l’assenza delle guerre dei grandi stati europei. 17.02.

❖ NASCITA DEL MOVIMENTO OPERAIO, SOCIALISMO E MARXISMO

si debba muovere. Per quanto riguarda la questione coloniale l’internazionale si vede suddivisa in diverse tipologie di pensiero:

- ala destra : considera l’imperialismo europeo un passaggio della storia che va accettato per quello che è e sviluppato, perché svilupparlo significa sviluppare la forza produttiva. l’imperialismo veniva giustificato perché le popolazioni indigene non erano in grado di sfruttare le loro risorse. Costoro erano consapevoli della dipendenza dei paesi industriali europei dalle materie prime provenienti dalle colonie, perché senza esse il capitalismo europeo sarebbe crollato; - ala di centro : aveva dei seguaci in tutti i paesi, era quindi l’ala di maggioranza, non avevano una posizione radicalmente distinta ma cercavano di rendere maggiormente sensibili e consapevoli che la funzione storica dell’imperialismo si stava dispiegando con violenza sulle popolazioni indigene. Era un male necessario perché si espandevano le forze produttiva ma occorreva temperarne le forze. - ala sinistra : il colonialismo non è mai progresso di popoli ma sfruttamento, l’ideale socialista aveva invece una visione di unità del genere umano, al di là delle differenze. Negli anni successivi emersero movimenti socialistici in Asia, come in Cina e in Turchia. Nell’area tra la Persia e la Russia in alcune città come Baku, sul mar Caspio, il socialismo arriva attraverso la Russia e nel 1920 si terrà una conferenza dei popoli d’oriente per mobilitare i popoli asiatici contro gli imperi. La seconda internazionale, europea, si interroga quindi circa la situazione globale. Fallisce nel 1914 con lo scoppio della Prima guerra mondiale. I partiti socialisti dei vari paesi europei, nel mento in cui si deve scegliere se dare fedeltà alla nazione che entra in guerra con altre nazioni, scelgono l’appartenenza alla nazione, e danno sostengo all’entrata in guerra. I caratteri che assume la III internazionale dipendono da quelli bolscevichi ma anche dal fallimento della II internazionale , dovuto alla I guerra mondiale, dipese infatti dal fatto che il mondo socialista di inizio 900 aveva sottovalutato il livello di adesione anche popolare, all’appartenenza nazionale e all’identità nazionale, si costruirà infatti una pedagogia statale, la costruzione di un passato comune dei popoli, basato sulle abitudini quotidiane del popolo: c’è il tentativo di superare le apparenze locali in favore di una nazione unita. Questa appartenenza nazionale era quindi mediata da istituzioni ed occorreva costruire una fede altrettanto forte in modo da garantire maggiore adesione. Il secondo elemento è quello dei limiti della fase storica socialista, l’idea di molti socialisti era che una guerra fra i vari imperialisti fosse improbabile , questo perché il capitalismo mondiale accelerava il processo di globalizzazione con intensificazione degli scambi e di guadagno, sembrava quindi impossibile che avvenisse una guerra la quale avrebbe posto fine a tali benefici, ma in realtà il capitalismo porta alla guerra perché non è in grado di generare una pacificazione, motivo per cui l’Unione Sovietica deve modernizzarsi. Altra lettura nell’interpretazione delle cause della guerra che vedono i capitalismi imperialistici che hanno occupato il globo non hanno più spazio per l’espansione e che quindi devono entrare in guerra tra loro. Per Gramsci invece la I guerra mondiale è un collasso di classi dirigenti. Tuttavia, a inizio 900 prevale l’idea che lo scoppio di una guerra rappresenti un danno per il capitalismo interazionale, tale che si fermeranno prima. Terzo elemento è il fatto che non si elaborano programmi alternativi: la II internazionale non aveva dato una linea condivisa neppure per quanto riguardava la guerra. Vi sono appelli alla pace. I partiti socialisti che non si allineano con i loro stati nazionali sono quello russo e serbo, l’Italia entrerà in guerra solo dopo e il partito socialista italiano svilupperà una sua propria posizione tra i 1914 e il 1915. Altro elemento è l’abilità della parte interventista di questi stati nazionali: anche laddove ci sono manifestazioni

pacifiste si cerca di non usare una violenza repressiva che avrebbe rischiato di rovinare i rapporti tra stato e popolazione, si cerca così di persuadere la popolazione. PENSIERO MARXISTA: C’è una connessione sviluppata su tre livelli. Il marxismo fu una filosofia, un’interpretazione del mondo e della storia, si è qualificato come scienza non come ideologia, una scienza del capitale ed è stato una politica perché si è tradotto in una serie di movimenti che hanno poi organizzato una pratica politica. È stato un principio di interpretazione della storia ma che una forza operante nella storia per cambiare il mondo. Le opere di Marx vengono pubblicate e redatte da Engels, che trasmette il patrimonio della riflessione marxiana ma ha chiuso Marx in un sistema, laddove dopo la pubblicazione del I libro del Capitale , ha mosso la sua ricerca in varie direzioni. Se si vuole isolare determinati concetti si deve farlo con il lessico.

  • dimessone del soggetto : la soggettività contiene un’istanza di espressione, al contempo è però un elemento di assoggettamento. In alcuni capitoli del Capitale , in particolare quelli sulla cooperazione, c’è una analisi delle tensioni che si generano tra la fabbricazione di un corpo adatto a lavorare nell’industria e la conseguente definizione di uomo-macchina, ovvero il relativo di ingranare l’operaio in questa macchina, e la resistenza dell’operaio stesso.
  • venir meno della dicotomia tra individualità e collettività : Hegel aveva già a aperto l’individuo nelle collettività, per Marx l’individuo non è pensabile se non come parte del collettivo, c’è una parte di collettività a cui siamo legati ma c’è anche una dimensione e quindi una storia personale, tuttavia, queste due parti non si possono separare.
  • materialismo : i materialisti tradizionali hanno pensato la realtà come qualcosa di oggettivo ma non l’hanno considerata come il prodotto dell’attività umana, cosa centrale per Marx.
  • concezione della storia : nel momento in cui il materialismo è tale che tiene conto dell’azione dell’essere umano come agente produttore, c’è un’idea di storia come prodotto della soggettività, che lascia margini di libertà. Gli uomini entrano in rapporti sociali, indipendenti dalla loro volontà, cosa che li rende agenti e non produttori della storia. L’uomo è quindi un prodotto e un produttore della storia, e se noi prendiamo gli scritti storici di Marx, egli parla della rivoluzione come un’accelerazione temporale, ma ci sono diversi livelli che compongono la storia e ci sono molteplici vettori che agiscono nella storia e che hanno specifiche temporalità: la forma dello stato, il capitale e la stria politica die ceti subalterni; sono livelli connessi ma vanno studiati in autonomia.
  • capitale : è un rapporto sociale tra persone mediato da cose, non è quindi un’entità che riguarda essenzialmente l’economia ma è un rapporto sociale che struttura l’intera società al fine di funzionare meglio. Il lavoro astratto è il lavoro normato dal capitale al fine di accumulare capitale, è quindi questo tipo di lavoro a creare valore di scambio, mentre il lavoro concreto crea valore d’uso.
  • forza lavoro : l’insieme delle attitudini fisiche e morali che sono presenti nella personalità di un uomo e che mette in moto quando produce i valori d’uso di ogni genere. Nel momento in cui la forza lavoro diventa una merce, ovvero un fattore della produzione, che può essere comprato e venduto, allora si produce una sorta di duplicità connessa in un rapporto di tensione: da un alto il lavoro è una merce, il capitale lo usa per valorizzare sé stesso, conforma il comportato dei lavoratori al fine di farlo