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Diritto Commerciale - risposte Aperte - CORRETTO E SUPERATO!, Panieri di Diritto Commerciale

Diritto Commerciale - risposte Aperte - CORRETTO E SUPERATO!

Tipologia: Panieri

2021/2022

In vendita dal 03/08/2022

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DOMANDE APERTE DI DIRITTO COMMERCIALE
1)Il candidato illustri sinteticamente il contenuto dell'art. 2083 c.c. (nozione di piccolo
imprenditore)
La definizione di piccolo imprenditore è contenuta nell’articolo 2083 del codice civile:
“Sono piccoli imprenditori i coltivatori diretti del fondo, gli artigiani, i piccoli commercianti e
coloro che esercitano un’attività professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e
dei componenti della famiglia”
La norma in esame qualifica il piccolo imprenditore da un punto di vista soggettivo ed oggettivo.
Dal punto di vista soggettivo viene definito piccolo imprenditore colui che svolge le funzioni e
assume la qualifica di: coltivatore diretto; artigiano; piccolo commerciante.
Dal punto di vista oggettivo, invece, l’attività del piccolo imprenditore deve essere svolta
prevalentemente con lavoro proprio, quindi siamo nel campo della ditta individuale, ovvero con
l’apporto dei componenti della propria famiglia, fattispecie che può assumere la forma civilistica e
fiscale dell’impresa familiare.
2)Il candidato illustri sinteticamente come si colloca la nozione di piccolo imprenditore nel
contesto delle norme civilistiche in tema di imprenditore
Il piccolo imprenditore gode di una serie di semplificazioni che derivano dal suo status particolare,
ovvero: esonero dalla tenuta delle contabili; iscrizione nel registro delle imprese con mera
non assoggettamento, in caso di insolvenza, alla procedura fallimentare ovvero alle altre procedure
concorsuali.
3)Il candidato illustri sinteticamente come si inquadra la fattispecie dell'impresa agricola
nella tipologia degli imprenditori
Art. 2135:
É imprenditore agricolo chi esercita una delle seguenti attività: coltivazione del fondo, selvicoltura,
allevamento di animali e attività connesse.
Possiamo quindi distinguere tra:
» Attività essenziali
= coltivazione del fondo, selvicoltura e allevamento di animali
La riforma del 2001 (2135 c. 2) ha specificato la natura delle attività essenziali visto lo sviluppo
dell’agricoltura che poteva portare a difficoltà nell’applicazione dell’esatta disciplina:
Per coltivazione del fondo, per selvicoltura e per allevamento di animali si intendono le attività
dirette alla cura e allo sviluppo di un ciclo biologico o di una fase necessaria del ciclo stesso di
carattere vegetale o animale che utilizzano o possano utilizzare il fondo, il bosco o le acque dolci,
salmastre o marine.
= sono attività agricole essenziali quelle che riguardano la produzione di specie vegetali e animali,
anche se prescindono dallo sfruttamento della terra.
Si è scelto questo orientamento per:
-Incentivare l’attività agricola
-Il maggior rischio derivante dall’attività agricola stessa
Sono quindi attività agricole essenziali le coltivazioni “fuori terra”, le coltivazioni in serra,
l’orticoltura, la floricoltura, gli allevamenti in batteria, l’allevamento di animali da cortile (animali
invece di bestiame nella norma), l’acquacoltura e l’attività ittica.
Attività connesse (art. 2135 c.3)
funzione di certificazione anagrafica e pubblicità notizia (vedi articolo 8 Legge numero 580/1993);
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DOMANDE APERTE DI DIRITTO COMMERCIALE

  1. Il candidato illustri sinteticamente il contenuto dell'art. 2083 c.c. (nozione di piccolo imprenditore) La definizione di piccolo imprenditore è contenuta nell’articolo 2083 del codice civile: “Sono piccoli imprenditori i coltivatori diretti del fondo, gli artigiani, i piccoli commercianti e coloro che esercitano un’attività professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della famiglia” La norma in esame qualifica il piccolo imprenditore da un punto di vista soggettivo ed oggettivo. Dal punto di vista soggettivo viene definito piccolo imprenditore colui che svolge le funzioni e assume la qualifica di: coltivatore diretto; artigiano; piccolo commerciante. Dal punto di vista oggettivo, invece, l’attività del piccolo imprenditore deve essere svolta prevalentemente con lavoro proprio, quindi siamo nel campo della ditta individuale, ovvero con l’apporto dei componenti della propria famiglia, fattispecie che può assumere la forma civilistica e fiscale dell’impresa familiare.
  2. Il candidato illustri sinteticamente come si colloca la nozione di piccolo imprenditore nel contesto delle norme civilistiche in tema di imprenditore Il piccolo imprenditore gode di una serie di semplificazioni che derivano dal suo status particolare, ovvero: esonero dalla tenuta delle contabili; iscrizione nel registro delle imprese con mera non assoggettamento, in caso di insolvenza, alla procedura fallimentare ovvero alle altre procedure concorsuali.
  3. Il candidato illustri sinteticamente come si inquadra la fattispecie dell'impresa agricola nella tipologia degli imprenditori Art. 2135: É imprenditore agricolo chi esercita una delle seguenti attività: coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento di animali e attività connesse. Possiamo quindi distinguere tra: » Attività essenziali = coltivazione del fondo, selvicoltura e allevamento di animali La riforma del 2001 (2135 c. 2) ha specificato la natura delle attività essenziali visto lo sviluppo dell’agricoltura che poteva portare a difficoltà nell’applicazione dell’esatta disciplina: Per coltivazione del fondo, per selvicoltura e per allevamento di animali si intendono le attività dirette alla cura e allo sviluppo di un ciclo biologico o di una fase necessaria del ciclo stesso di carattere vegetale o animale che utilizzano o possano utilizzare il fondo, il bosco o le acque dolci, salmastre o marine. = sono attività agricole essenziali quelle che riguardano la produzione di specie vegetali e animali, anche se prescindono dallo sfruttamento della terra. Si è scelto questo orientamento per: -Incentivare l’attività agricola -Il maggior rischio derivante dall’attività agricola stessa Sono quindi attività agricole essenziali le coltivazioni “fuori terra”, le coltivazioni in serra, l’orticoltura, la floricoltura, gli allevamenti in batteria, l’allevamento di animali da cortile (animali invece di bestiame nella norma), l’acquacoltura e l’attività ittica. Attività connesse (art. 2135 c.3) funzione di certificazione anagrafica e pubblicità notizia (vedi articolo 8 Legge numero 580/1993); scritture

= attività commerciali esercitate in connessione alle attività agricole essenziali. Requisito soggettivo: stesso soggetto che svolge l’att. agricola e che l’att. connessa sia coerente Deroga per le cooperative di agricoltori e consorzi per chi produce (i soci) e chi evidentemente svolge l’attività connessa (la società). Requisito oggettivo: prodotti ottenuti prevalentemente dall’esercizio dell’attività agricola essenziale. (attività connessa non deve prevalere su agricola essenziale) L’imprenditore agricolo è destinatario delle norme dello statuto generale + l’obbligo d’iscrizione nel registro delle imprese (ma senza effetti di pubblicità legale).

  1. Il candidato illustri sinteticamente come si inquadra la fattispecie dell'imprenditore artigiano nel contesto delle tipologie di imprenditore L'artigiano è una delle figure tipiche che rientra nella categoria di piccolo imprenditore ex art. cc Ai sensi dell’art. 2 e 3 della L.443/1985 è artigiano colui che:
  • "(...) esercit assumendone l professionalmente e in qualità di titolare l’impresa artigiana, abilità con tutti gli oneri e i rischi attinenti alla sua direzione e gestione e svolgendo in misura prevalente il proprio lavoro, anche manuale, nel processo produttivo”;
  • “nell’esercizio di particolari attività che richiedono una peculiare preparazione e implicano responsabilità a tutela e garanzia degli utenti (a titolo esemplificativo attività di installazione di impianti, attività di autoriparazione, servizi di pulizia, attività di estetista, attività di parrucchiere e barbiere ecc ) deve essere in possesso dei requisiti tecnico – professionali previsti da leggi statali”.
  • “svolge un’attività avente ad oggetto la produzione di beni, anche semilavorati, la prestazione di servizi escluse le attività agricole e le attività di prestazione di servizi commerciali, di intermediazione nella circolazione di beni o ausiliarie di queste ultime, di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, salvo il caso che siano solamente strumentali all’esercizio dell’impresa”. AGGIUNGI REQUISITI DIP E REDDITO LEZ 3
  1. Il candidato esponga brevemente l'istituto della rappresentanza con riferimento all'imprenditore commerciale, specificando le diverse figure di rappresentante dalla disciplina codicistica. L'imprenditore nello svolgere la propria attività si avvale della collaborazione di altri soggetti. Essi possono essere ausiliari interni o subordinati oppure ausiliari esterni o autonomi. Nel primo caso si tratta di soggetti che fanno parte dell'organizzazione aziendale per effetto di un rapporto di lavoro subordinato che lega gli stessi all'imprenditore. Nel secondo caso si tratta di soggetti che sono esterni all'organizzazione dell'impresa e che collaborano con l'imprenditore in modo occasionale o stabile secondo determinati rapporti contrattuali che possono avere diversa natura, potendo derivare da mandato, commissione, spedizione, agenzia, mediazione. Questi soggetti che aiutano l'imprenditore nello svolgere la propria attività mettendo a disposizione la loro collaborazione rispondono al nome di institore, procuratore e commessi. INSTITORE: L'articolo 2203 rubricato "preposizioni institoria" recita testualmente: "E' institore colui che è preposto dal titolare all'esercizio di un'impresa commerciale. Se sono preposti più institori, questi possono agire disgiuntamente, salvo che nella procura sia diversamente disposto. Gli obblighi dell’institore si sostanziano nella circostanza che egli è tenuto insieme all'imprenditore all'adempimento degli obblighi di iscrizione nel registro delle imprese e di tenuta delle scritture contabili (ex articolo 2205 del codice civile), e in caso di fallimento dell'imprenditore saranno a piena respons a personalmente,

Le scritture contabili sono i documenti che contengono la rappresentazione degli atti d'impresa. Ai sensi dell'art. 2214 l’imprenditore che esercita un’attività commerciale deve tenere il libro giornale e il libro degli inventari oltre alle scritture contabili richieste dalla natura dell'attività esercitata e dalle dimensione dell'impresa (es.libro mastro,libro cassa,libro magazzino.) Ai sensi dell'art.2216 nel Libro giornale si devono indicare giorno per giorno le operazioni relative all'esercizio dell'impresa. Per quanto riguarda il Libro degli inventari ,ai sensi dell'art.2217 esso fornisce il quadro delle attività e passività dell’imprenditore. L'imprenditore ha l'obbligo di redigere il libro degli inventari all'inizio dell'esercizio dell'attività di impresa e ogni anno successivo,si chiude con il bilancio e con il conto dei profitti e delle perdite dal quale devono risultare con “evidenza e verità” gli utili o le perdite. 7 Il candidato illustri quali sono le modalità di tenuta delle scritture contabili da parte dell'imprenditore commerciale In base all’articolo 2219 del codice civile, la tenuta delle scritture contabili deve avvenire secondo le norme di un’ordinata contabilità, senza: Spazi in bianco; Interlinee; Trasporti in margine. Non si possono fare abrasioni, e se è necessaria qualche cancellazione, questa deve essere eseguita in modo che le parole cancellate siano leggibili. Non sono ammesse, inoltre, le scritturazioni a matita sul libro. 8 LIBRO INVENTARI REDAZIONE E TENUTA LIBRO INVENTARI Secondo le prescrizioni del Codice civile gli imprenditori commerciali devono, obbligatoriamente, tenere, fra gli altri, il libro inventari, che deve essere numerato progressivamente in ogni pagina. Il documento va redatto per la prima volta alla costituzione dell’impresa (per evidenziarne il patrimonio iniziale) e, successivamente, al termine di ogni periodo amministrativo, ai sensi dell'art. 2217 esso fornisce il quadro delle attività e passività dell’imprenditore,si chiude ogni anno con il bilancio e con il conto dei profitti e delle perdite dal quale devono risultare con “evidenza e verità” gli utili o le perdite. ai sensi dell'art.2217 esso fornisce il quadro delle attività e passività dell’imprenditore. L'imprenditore ha l'obbligo di redigere il libro degli inventari all'inizio dell'esercizio dell'attività di impresa e ogni anno successivo,si chiude con il bilancio e con il conto dei profitti e delle perdite dal quale devono risultare con “evidenza e verità” gli utili o le perdite. 9 TERMINI E MODALITA' DI CONSERVAZIONE DI SCRITTURE CONTABILI VEDI DOMANDA 7 LEZ. Il candidato ilustri brevemente la nozione di azienda di cui all'art. 2555 c.c., commentandone gli aspetti peculiari Ai sensi dell'art. 2555 l’azienda è il complesso dei beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa. Con “complesso di beni” non si intende che i beni impiegati nell’attività d’impresa siano di proprietà dell’imprenditore ma basta che ne disponga in base ad un valido titolo giuridico (es. locazione, leasing, comodato d’uso). L'espressione “organizzati per l'esercizio dell'impresa” indica che i beni hanno una destinazione unitaria, il fine produttivo. I beni dell’impresa sono eterogenei ma complementari e inseriti in un contesto che attribuisce all’insieme di tali beni un valore superiore a quello singolo, l’avviamento. L'avviamento si definisce soggettivo quando dipende dall'abilità operativa dell'imprenditore ,oggettivo in caso contrario.

LEZ 5

2 Il candidato illustri sinteticamente quali tipi societari possono essere utilizzati per l'esercizio di un'attività commerciale Di regola la scelta del tipo sociale è lasciata alla libera decisione dei soci. Una sola limitazione generale sussiste all'applicazione di questo principio e riguarda le società che hanno ad oggetto l'esercizio di un'attività commerciale. Queste società infatti devono costituirsi necessariamente secondo il tipo della snc,sas o sapa,spa,srl e non possono assumere (salvo nel settore agricolo) le forme della società semplice. 3 Il candidato illustri sinteticamente quali sono le attività che possono essere svolte in forma di società semplice Il combinato disposto del 1° e 2° comma dell'art.2249 stabilisce che il modello organizzativo della società semplice può essere usato esclusivamente per l'esercizio di un'attività non commerciale,quindi di fatto solo per le attività agricole. Le altre società lucrative,comprese quelle mutualistiche,possono utilizzare tutti gli altri modelli- 4 Il candidato illustri sinteticamente il significato del principio di "tipicità" con riferimento al contratto di società. In deroga al principio dell'autonomia contrattuale sancito dall'art.1322 ,l'art.2249 nella rubrica “Tipi di società” introduce il numerus clausus in ambito societario. Il legislatore ha espressamente sia la configurabilità di una società atipica (ente la cui disciplina non sia espressamente previsto d Codice ),sia la possibilità che gli associati,in via autonoma,possano personalizzare la disciplina della società che intendono costituire. I tipi di società costituiscono dunque un numero chiuso. 5. Il candidato illustri sinteticamente le differenze tra la fattispecie societaria e la comunione di godimento. Gli art. 2247 e 2248 cc ci consentono di distinguere tra il concetto di società e quello di comunione. Secondo la Giurisprudenza e la dottrina il criterio discriminante fra le figure è dato proprio dalla presenza dell'impresa. In entrambi i casi vi è una comunanza di interessi e un'organizzazione unica ma i beni che sono oggetto di comunione non hanno una specifica destinazione e possono essere utilizzati liberamente. Nella società,invece,i beni conferiti sono soggetti ad un vincolo di destinazione in quanto possono essere usati solo per l'esercizio in comune dell'attività sociale. Nella società è prevista l'autonomia patrimoniale perfetta della società rispetto al patrimoni dei singoli soci,nella comunione i creditori possono rivalersi anche sulle quote appartenenti a ciascun soggetto. LEZ 6 1 Il candidato illustri sinteticamente le forme richieste per la costituzione di una società semplice e la disciplina prevista per la modificazione del contratto sociale. La costituzione della società semplice è improntata a regole e criteri di massima semplicità: -Il contratto non è soggetto a forme particolari, salve quelle richieste dalla natura dei beni conferiti (e salve le limitazioni probatorie);

  • per aversi una società semplice è sufficiente l'impegno reciproco dei soci di svolgere insieme un'attività economica lucrativa non commerciale;
  • la società semplice è soggetta all'iscrizione nel registro delle imprese. L'iscrizione avviene in apposita sezione speciale ed è priva di effetti giuridici avendo solo funzione di certificazione anagrafica e di pubblicità notizia. al escluso

L'amministrazione disgiuntiva offre il vantaggio di giungere con rapidità alle decisioni, ma non è senza pericolo dato che il singolo amministratore può porre in essere operazioni non proficue per la società all'insaputa degli altri. Proprio per questo motivo è possibile prevedere il metodo dell'amministrazione congiuntiva. L'amministrazione congiuntiva deve essere espressamente convenuta dai soci nell'atto costitutivo o attraverso una modificazione dello stesso, dato che, nel silenzio delle parti, la regola è l'amministrazione disgiunta. L’amministrazione congiuntiva, inoltre, può essere all’unanimità o a maggioranza. In quella all’unanimità è necessario il consenso di tutti i soci amministratori per il compimento delle operazioni sociali, in quella a maggioranza basta il consenso della maggioranza degli amministratori, calcolata in relazione agli utili agli stessi attribuiti. Sia l'amministrazione disgiuntiva che quella congiuntiva possono essere affidate a tutti i soci oppure ad alcuni soci soltanto. Si può prevedere, infine, che l’amministrazione della società sia affidata ad uno soltanto dei soci. L’art. 2260, 1° comma, dispone che «i diritti e gli obblighi degli amministratori sono regolati dalle norme sul mandato». Agli amministratori di società semplice spettano principalmente i poteri di: -deliberare su tutti gli argomenti attinenti alla gestione della società non riservati all’assemblea; -eseguire le deliberazioni assembleari;

  • rappresentare la società; -presentare il rendiconto Gli amministratori hanno l'obbligo di diligenza del mandatario nello svolgimento della loro attività. LEZ 7 I l candidato illustri sinteticamente la disciplina della ripartizione dei guadagni e delle perdite tra i soci nella società semplice La partecipazione all Civile, che prevede ch in una società semplice è normata dall'articolo del Codice presunte proporzionali ai conferimenti: nel caso in cui il valore dei conferimenti non sia stabilito dal contratto, le parti devono essere presunte uguali. Tale norma può essere derogata dalle parti nel contratto sociale prevedendo una diversa ripartizione,fatto salvo il divieto di patto leonino ex art. 226 5. Spetta al giudice fissare secondo equità la parte che spetta al socio che ha conferito la propria opera nel caso in cui il contratto non la stabilisca. Inoltre, nell'eventualità in cui il contratto dovesse identificare unicamente le parti dei soci nei guadagni, le stesse proporzioni devono essere applicate per la determinazione della partecipazione alle perdite. LEZ 8 2 Il candidato illustri sinteticamente la disciplina della rappresentanza nella società semplice Ai sensi dell'art. 2666 CC “La società acquista diritti e assume obbligazioni per mezzo dei soci che ne hanno la rappresentanza e sta in giudizio nella persona dei medesimi. In mancanza di diversa disposizione del contratto, la rappresentanza spetta a ciascun socio amministratore e si estende a tutti gli atti che rientrano nell'oggetto sociale. Le modificazioni e l'estinzione dei poteri di rappresentanza sono regolate dall'articolo 1396” Potere di amministrazione e potere di rappresentanza possono spesso essere attribuiti in capo allo stesso soggetto, ciò nonostante non devono essere confusi. Il potere di amministrare implica il potere di decidere gli atti che devono essere compiuti, mentre il potere di rappresentare attiene alla esecuzione degli atti stessi in nome e per conto della società. e le parti che spettano ai soci nelle perdite (oltre che nei guadagni) siano e perdite 2263

3 Il candidato illustri sinteticamente i casi di scioglimento del rapporto sociale limitatamente ad un socio nelle società di persone Nelle società di persone,un socio può uscire dalla compagine sociale,oltre che a seguito della cessione della propria quota di partecipazione (in presenza del consenso unanime dei consociati,ove non sia stabilito diversamente dal contratto sociale) anche per morte,recesso o esclusione. Principio fondamentale in materia è che lo scioglimento del singolo rapporto sociale,non comporta,di regola, l'estinzione della società. Il venir meno del singolo socio determina l'estinzione della società soltanto se la sua partecipazione debba,secondo le circostanze,considerarsi essenziale. In materia societaria tale principio,definito PRINCIPIO DI CONSERVAZIONE,opera anche in caso di società composte da due soli soci. In tal caso secondo il Campobasso e l'interpretazione dominante dell'art 2272 c.4 CC ,la società si scioglie solo se la pluralità dei soci non viene ripristinata entro 6 mesi. Quanto alle cause di scioglimento del rapporto sociale limitatamente ad un socio ricordiamo:

  1. te del socio, sono previste tre soluzioni in mancanza di patto contrario: Liquidazione della quota del socio defunto agli eredi entro 6 mesi. I soci superstiti possono decidere: Scioglimento della società = quota agli eredi alla fine delle op. di liquidazione,non si osserva il termine di 6 mesi Continuazione della società con gli eredi con il loro consenso (unanimità soci + consenso eredi) o se previsto da una cd clausola di continuazione.
  2. cesso Società a tempo indeterminato = recesso libero con un preavviso di 3 mesi Società a tempo determinato = recesso immediato solo con giusta causa Possono essere previste altre ipotesi diverse da quelle di legge disposte dai soci. 3 )Esclusione L’esclusione può avere 2 nature -Di diritto a. Socio dichiarato fallito (ma non nell’attività di società naturalmente) b. Socio il cui creditore personale abbia ottenuto la liquidazione della quota. -Rimessa alla decisione dei soci a maggioranza per teste [facoltativa] a. Gravi inadempienze degli obblighi da legge o da contratto sociale b. Interdizione, inabilitazione o condanna del socio c. Sopravvenuta impossibilità del conferimento per cause non imputabili al socio Dopo la delibera >> comunicazione con effetto dopo 30gg entro i quali il socio può far ricorso al tribunale (se 2 soci, esclusione deliberata dal tribunale su domanda di 1) Il socio uscente ha diritto soltanto ad una somma di danaro che rappresenti il valore della quota.

valore determinato in base alla situazione patrimoniale al momento dello scioglimento tenendo conto del valore effettivo dei beni e dell’eventuale avviamento pagamento entro 6 mesi dal giorno in cui si è verificato lo scioglimento della società. 4 Il candidato illustri sinteticamente la disciplina del creditore particolare del socio nella società semplice -Ai sensi dell'art 2270 c.1,finchè dura la società, il creditore può far valere la propria aspettativa colpendo gli utili spettanti al debitore-socio,mediante lo strumento del pignoramento c/o terzi in relazione ad un credito futuro ed eventuale. -Può procedere al sequestro conservativo della quota spettante al socio,in sede di liquidazione,impedendogli di riscuoterla,ex art.678 cpc

f. Cause specifiche quali il fallimento >> procedure concorsuali diverse da quelle normali di liquidazione. Verificata una di tali cause (tranne fallimento) la società entro in stato di liquidazione nel quale gli amministratori possono compiere solo affari urgenti e l’obiettivo è soddisfare i creditori sociali e distribuzione tra i soci dell’eventuale residuo. 6 Il candidato illustri sinteticamente quali sono gli obblighi e le responsabilità dei liquidatori nella società semplice. Ai sensi dell'art.2276 CC Gli obblighi e la responsabilità dei liquidatori sono regolati dalle disposizioni stabilite per gli amministratori, in quanto non sia diversamente disposto dalle norme seguenti o dal contratto sociale. Di conseguenza anche i liquidatori sono sottoposti alle norme relative al mandato per quanto riguarda gli obblighi,per quanto riguarda la responsabilità essi sono solidalmente responsabili verso la società per l'adempimento degli obblighi ad essi imposti dalle legge e dal contratto sociale.Tuttavia la responsabilità non si estende a quelli che dimostrino di essere esenti da colpa. 7 Il candidato illustri sinteticamente quali sono i poteri degli amministratori di una società semplice, dopo che si è verificata una causa di scioglimento Ai sensi dell'articolo 2274 CC Avvenuto lo scioglimento della società, i soci amministratori conservano il potere di amministrare, limitatamente agli affari urgenti, cioè gli atti necessari ad evitare un pregiudizio alla società.fino a che siano presi i provvedimenti necessari per la liquidazione. Gli atti non urgenti compiuti dagli amministratori non saranno, quindi, considerati atti della società e per essi risponderanno solo gli amministratori che li hanno compiuti. 8 Il candidato illustri sinteticamente la disciplina della nomina dei liquidatori nella società semplice. L’attività di liquidazione è gestita da uno o più liquidatori, che possono essere nominati con il consenso di tutti i soci o possono già essere individuati nel contratto sociale; quest’ultimo può prevedere anche dei criteri di nomina, ivi compresa la possibilità che la scelta sia affidata a terzi. In caso di disaccordo tra i soci, la nomina è effettuata dal presidente del tribunale del luogo ove la società ha la propria sede, secondo quanto previsto dall’art. 2275 c.c.. Legittimati alla richiesta di nomina al Tribunale sono i singoli soci, gli amministratori e, secondo l’elaborazione giurisprudenziale, anche i creditori particolari del socio o della quota di liquidazione; controversa è invece la possibilità di richiesta da parte dei creditori sociali e degli eredi del socio defunto. LEZ 10 1 Il candidato illustri sinteticamente la disciplina della responsabilità patrimoniale dei soci in una società in nome collettivo. Per le obbligazioni sociali rispondono in generale:i -in primo luogo la società col proprio patrimonio (garanzia primaria / principale) -in secondo luogo i singoli soci personalmente e illimitatamente. (garanzia secondaria / sussidiaria) La responsabilità personale e illimitata dei soci è inderogabile,fatto salvo il patto con cui i soci decidono una limitazione di responsabilità,tale patto è inopponibile ai terzi e ha solo valenza interna. In particolare, per rispondere alle obbligazioni sociali: SNC Irregolare : il creditore sociale può rivolgersi direttamente al socio ed egli dovrà

invocare il beneficio di preventiva escussione del patrimonio individuando i i beni sui quali il creditore potrà agevolmente soddisfarsi. (art. 2268) » SNC regolare : il beneficio di preventiva escussione funziona automaticamente. I creditori sociali potranno pretendere il pagamento solo dopo aver fatto azione esecutiva sul patrimonio sociale (art. 2304). 3 Il candidato illustri sinteticamente la disciplina della rappresentanza in una società in nome collettivo. Ai sensi dell'articolo 2293 del codice civile trovano applicazione nei confronti della snc le disposizioni elaborate per la società semplice in materia di rappresentanza della società. Per quanto riguarda la rappresentanza della società in nome collettivo, il socio amministratore può compiere tutti gli atti che rientrano nell'oggetto sociale. In questo caso, però, a differenza delle società semplici, le persone autorizzate a rappresentare la società su quelle espressamente indicate nell'atto costitutivo; inoltre, ai sensi dell'articolo 2298, i loro poteri possono essere limitati e mediante specifiche disposizioni risultanti dall'atto costitutivo o dalla procura. Tali limitazioni, tuttavia, "non sono opponibili ai terzi, se non sono iscritte nel registro delle imprese o se non si prova che i terzi ne hanno avuto conoscenza". 4 Il candidato illustri sinteticamente la disciplina delle modificazioni dell'atto costitutivo di una società in nome collettivo Ai sensi dell'articolo 2252 codice civile il contratto sociale può essere modificato con il consenso di tutti soci, se non è convenuto diversamente. Vige dunque il principio dell'unità nelle modificazioni dell'atto costitutivo. Tali modificazioni dell'atto costitutivo rientrando anche il trasferimento delle quote, anche mortis causa, anche se il contratto può prevedere la libera trasferibilità tra vivi e la continuazione automatica che gli eredi alla morte del socio. Se non è convenuto diversamente vige il principio della maggioranza dei soci in presenza di due principi generali fondamentali: L'esecuzione del contratto sociale è in buona fede, vi è parità di trattamento dei soci. Nella SNC regolare le modificazioni dell'atto costitutivo se iscritte nel registro delle imprese sono opponibili ai terzi; sono opponibili anche se non iscritta se si prova la conoscenza dei terzi. Nella SNC irregolare l'opponibilità ai terzi vale solo se le modificazioni sono portate a conoscenza con mezzi idonei. 5 Il candidato elenchi quali sono gli elementi che necessariamente devono essere indicati nell'atto costitutivo di una società in nome collettivo regolare. Innanzitutto la stipulazione dell'atto costitutivo di una snc regolare ai sensi dell'articolo 2296 del codice civile deve essere fatta per iscritto; di conseguenza, il contratto deve essere redatto per atto pubblico oppure per scrittura privata autenticata (cioè con le firme Dei contraenti autenticata da un notaio). In caso contrario iscrizione viene rifiutata e la società con oggetto commerciale viene definita come SNC irregolare. L'atto costitutivo deve contenere al sesto articolo 2295 alcuni elementi essenziali; non tutti i requisiti indicati nell'articolo devono essere necessariamente risultanti dal contratto, in quanto in caso di loro deficienza, si può procedere alla sua integrazione mediante norme suppletive di legge. In particolare vanno indicati i seguenti elementi: -La generalità dei soci, l'oggetto sociale, la sede legale e le eventuali sedi secondarie della società; -La ragione sociale a pena di nullità; -Le prestazioni dei soci d'opera; -Gli associati che hanno l'amministrazione e la rappresentanza della società; -I conferimenti di ogni socio, il valore ad essi attribuito e il modo di valutazione; -La disciplina della ripartizione degli utili e la quota di ciascuno negli utili e nelle perdite;

LEZ 11

1 Il candidato illustri sinteticamente la disciplina della riduzione del capitale sociale in una società in nome collettivo. L’unica norma che disciplina la riduzione del capitale nelle società di persone è l’art. 2306 che prevede soltanto la riduzione per esuberanza, in quanto fa riferimento al rimborso ai soci o alla liberazione di questi da quanto promesso e non ancora conferito. La norma, in particolare, stabilisce che non è possibile rimborsare ai soci i conferimenti eseguiti o liberarli dall’obbligo di ulteriori versamenti se non in presenza di una corrispondente deliberazione di riduzione del capitale sociale. Manca, invece, una descrizione compiuta per la riduzione per perdite, disciplinata dall’art. 2446 per le società per azioni; ma non vi è dubbio che la riduzione per perdite sia ammessa, in quanto ne parla espressamente l’art. 2303, 2° comma. Una riduzione per perdite, in ogni caso, deve essere deliberata dai soci all’unanimità (o a maggioranza se previsto nell’atto costitutivo), in quanto si tratta di modificazione dell’atto costitutivo. 2 Il candidato illustri sinteticamente la disciplina del creditore particolare del socio di una società in nome collettivo Bisogna distinguere due ipotesi: 1)Nelle SNC definite regolari, ossia costituite con atto notarile iscritto al Registro Imprese (a questa formalità provvede il notaio), i creditori particolari del socio non possono chiedere la liquidazione anticipata della quota, finché dura la società. NB la durata della società è quella prevista dall’atto costitutivo. Una volta scaduta la durata della società, i creditori avranno via libera. -nel caso in cui sia eseguita una proroga tacita della durata, ossia quando i soci, scaduto il termine di durata previsto dall’atto costitutivo, continuino di fatto ad esercitare l’attività, il creditore potrà domandare la liquidazione della quota in ogni tempo; -nel caso in cui sia eseguita una proroga della durata espressa, ossia deliberata dai soci con apposito atto, il creditor entro tre mesi dalla data di iscrizione della decisione al Registro Imprese. Se la domanda del creditore è accolta dal Tribunale, la società dovrà liquidare la quota in favore del creditore entro tre mesi dalla notifica della sentenza. 2)Più semplice è invece l’intervento dei creditori nel caso delle società in nome collettivo definite irregolari che sono, ad esempio, le società di fatto o le società che risultano da un contratto fatto tra le parti senza l’intervento del notaio e quindi non iscritto al Registro Imprese. In questo caso i creditori potranno in ogni tempo chiedere la liquidazione della quota del loro debitore, senza dover aspettare che scada la durata della società. Se la società è irregolare sarà sufficiente per i creditori personali del socio dimostrare che i beni del debitore sono insufficienti a soddisfare il loro credito, e la società, salvo che non deliberi di sciogliersi anticipatamente, sarà in questo caso tenuta a pagare. 11 Il candidato illustri la disciplina del divieto di concorrenza del socio di società in nome collettivo Il socio non può, senza il consenso degli altri soci, esercitare per conto proprio o altrui un’attività concorrente con quella della società, né partecipare come socio illimitatamente responsabile ad altra società concorrente Il consenso si presume, se l’esercizio dell’attività o la partecipazione ad altra società preesisteva al contratto sociale, e gli altri soci ne erano a conoscenza. e potrà opporsi con domanda giudiziale,

In caso d’inosservanza delle disposizioni del primo comma la società ha diritto al risarcimento del danno, salva l’applicazione dell’art. 2286 (esclusione del socio). LEZ 12 9 Il candidato illustri sinteticamente la disciplina della ragione sociale di una società in accomandita semplice. La disciplina relativa alla formazione della ragione sociale è sancita dall'articolo 2314 del codice civile. -Essa deve essere "costituita dal nome di almeno uno dei soci accomandatari" con l'indicazione del tipo di società. conservare nella stessa il nome del socio receduto o defunto e purché risulti il loro consenso (o quello degli eredi); -É sancito il divieto di includere il nome degli accomandanti nella ragione sociale. Tale limitazione è finalizzata a tutelare l'affidamento incolpevole dei terzi, normalmente indotti a ritenere che i soci indicati mia ragione sociale siano responsabili illimitatamente per le obbligazioni sociali. Il socio accomandante che “consente che il suo nome sia compreso nella ragione sociale, risponde di fronte ai terzi illimitatamente e solidalmente con i soci accomandatari per le obbligazioni sociali”, perdendo quindi il beneficio della responsabilità limitata. La limitazione ha efficaci ingerirsi nell'amministrazione sociale. Di conseguenza, egli, su richiesta del terzo creditore, sarà tenuto senza limiti a rispondere delle obbligazioni sociali ma avrà un'azione di rivalsa nei confronti degli accomandatari, per ottenere il rimborso di quanto versato. 10 Il candidato illustri la disciplina in tema di società in accomandita semplice "irregolare". L'atto costitutivo della Sas è soggetto alla normativa dettata in materia di SNC (articoli 2295 e 2296 CC) ; ai sensi dell'articolo 2316, tuttavia, nell'atto, vanno altresì indicati e distinti i soci accomandatari e quelli accomandanti. Anche in questo caso il contratto sociale va depositato Intro 30 giorni presso l'ufficio del registro delle imprese competente per l'iscrizione e per i connessi adempimenti pubblicitari; non messa registrazione non impedisce al nascita della società ma la pone in una condizione di irregolarità. In caso di s.a.s. irregolare tutti i soci hanno responsabilità illimitata e solidale e i rapporti con i terzi vengono regolati dalle norme previste per la società semplice, così come previsto dall'art. 2297 del codice civile. In considerazione della mancanza di autonomia patrimoniale, ovvero di una distinzione netta fra il patrimonio personale dei soci accomandatari da quello societario, i creditori possono escutere sia il patrimonio societario, e se insufficiente, quello dei soci. 11 Il candidato illustri sinteticamente le conseguenze sulla società in accomandita semplice del venir meno di tutti i soci accomandanti Ai sensi dell'articolo 2323 CC la società in accomandita semplice si scioglie “oltre che per le cause previste dall'articolo 2308, quando rimangono soltanto soci accomandanti o soci accomandatari, sempreché nel termine di sei mesi non sia stato sostituito il socio che è venuto meno”. Anche in questo caso come per la snc lo scioglimento non è luogo immediatamente, ma solo a seguito del decorso del termine di sei mesi. Qualora vengano a mancare tutti i soci accomandanti, l'attività sociale prosegue regolarmente. Tuttavia, secondo lo pignone dominante, se nel termine a solo nei confronti dei terzi, la comandante non assume la qualità di accomandatario ne può

Pertanto ai sensi dell'articolo 2322: -la quota di partecipazione del socio accomandante è liberamente trasmissibile per causa di morte senza che sia necessario il consenso dei soci superstiti; -punto della quota Inter vivo s'invece, salvo deroga, è sottoposto al consenso della maggioranza calcolata in base al capitale sottoscritto senza distinguere tra soci accomandanti e accomandatari. 16 Il candidato illustri sinteticamente le conseguenze della mancata registrazione di una società in accomandita semplice. La società di persone il cui atto costitutivo non si fa più scritto nel registro delle imprese si qualifica come il regolare. L'ho messa registrazione, comunque non impedisce un'asta della società. Infatti, l'articolo 2317 primo comma dispone che fino a quando la società non è iscritta nel registro delle imprese ai rapporti fra il società e i terzi si applicano le disposizioni dell'articolo 2297 ,dunque si applica la disciplina esaminata per la SNC irregolare. Di conseguenza: -i creditori particolari dei soci potranno chiedere la liquidazione della quota di questi ultimi provando che gli altri beni di questi siano insufficienti a soddisfarli possibilità invece preclusa quando la società è regolare per tutta la durata del contratto. -I creditori sociali invece potranno agire direttamente nei confronti dei soci illimitatamente responsabili, e come nella società semplice, incombe su questi ultimi non richiedere la preventiva escussione del patrimonio sociale indicando i beni sui quali creditori possono agevolmente soddisfarsi viene meno quindi il beneficio dell'escussione automatica operante nella SNC e nella S.a.S. regolari. La disciplina della S.a.S. il regolare diverge da quella relativa alla snc non registrata per una fondamentale differenza: la responsabilità del socio accomandante resta comunque limitata alla quota sottoscritta nonostante l'irregolarità salvo il caso di immissione nella gestione societaria ai sensi dell'articolo 2317 secondo comma. Tale disposizione non richiama l'articolo 2320 comma uno che consentirebbe alla comandante di agire in forza di procura speciale per singoli affari, questo induce a ritenere che nella società in accomandita irregolare il divieto di immistione abbia una portata più ampia, neanche una procura speciale per singoli affari esonera l'accomandante della responsabilità illimitata verso i terzi per tutte le obbligazioni sociali secondo Campobasso. LEZ 13 2 Il candidato illustri sinteticamente la disciplina della responsabilità dell'unico azionista L'articolo 2325 del codice civile chiarisce espressamente che, pure in caso di costruzione unilaterale, delle obbligazioni sociali risponde soltanto la società con il suo patrimonio. Tuttavia, l'articolo 2325 comma due sancisce una deroga a tale principio generale riconoscendo la responsabilità illimitata dell'unico socio azionista quando: -la società è insolvente; -non sia stato versato l'intero ammontare dei conferimenti (articolo 2342 comma due; -gli amministratori (o lo stesso socio unico) non abbiamo depositato la dichiarazione di pubblicità presso registro delle imprese contenente le indicazioni relative all'unico socio (articolo 2362). In questi casi, infatti, all'esigenza di favorire lo sviluppo dell'impresa individuale si contrappone quella di favorire adeguate garanzie ai creditori dell'impresa stessa. La responsabilità illimitata dell'unico socio, peraltro, riguarda le sole obbligazioni sociali sorte nel periodo in cui l'intera partecipazione sia appartenuta ad una sola persona, con esclusione di quelli sorti in precedenza o successivamente al periodo caratterizzato dall'unicità del socio.

3 Il candidato elenchi quali sono le condizioni necessarie per la costituzione di una società per azioni La costituzione della S.p.A. è una fattispecie a formazione progressiva che si articola in due diversi momenti:

  1. la stipulazione dell'atto costitutivo, con la sottoscrizione dell'intero capitale;
  2. L'iscrizione dell'atto costruttivo nel registro delle imprese. Secondo quanto disposto dall'articolo 2329 per la riguarda costituzione di S.p.A. necessaria la presenza delle seguenti tre condizioni:
  3. il capitale sociale deve essere sottoscritto per intero, la sottoscrizione consiste nella promessa assunto da ciascuno degli associati di conferire società il valore corrispondente alle azioni sottoscritte. Accanto alla sottoscrizione dell'intero capitale, l'articolo 2329 richiede come condizione per la costruzione il rispetto integrale delle disposizioni in materia di conferimenti;
  4. Al momento della sottoscrizione deve essere versato presso una banca almeno il 25% dei conferimenti in denaro o, nel caso di costituzione con atto unilaterale, dell'uno intero ammontare. A partire dal 2014 il 25% dei conferimenti in denaro deve essere calcolato sul limite di 120.000 € ma sul nuovo limite di 50.000 €
  5. Devono sussistere altresì "le autorizzazioni governative e le altre condizioni richieste dalle leggi speciali per la costruzione della società, in relazione al suo particolare oggetto”. LEZ 14 5 Il candidato illustri sinteticamente quali sono gli effetti dell'iscrizione della società per azioni nel registro delle imprese Il notaio che ha ricevuto l'atto costitutivo (E, in via sussidiaria, gli amministratori) devono depositare presso l'ufficio del registro delle imprese dell'atto costitutivo, entro 20 giorni dalla sua stipulazione. Se il notaio o gli amministratori non provvedono al deposito dell'atto costitutivo ciascun socio può provvedervi a spese della società (articolo 2330 comma due). Fece costitutiva della S.p.A. si perfeziona, quindi, con l'iscrizione nel registro delle imprese: infatti ex articolo 2331 comma uno, con tale adempimento, che ha efficacia costitutiva, "la società acquista personalità giuridica” e viene, pertanto, a concreta esistenza. LEZ 16 3 Il candidato illustri sinteticamente la disciplina delle azioni e degli strumenti finanziari a favore dei prestatori di lavoro. Ai sensi dell'articolo 2348 c2 del codice civile "Se lo statuto lo prevede, l'assemblea straordinaria può deliberare l'assegnazione di utili ai prestatori di lavoro dipendenti delle società o di società controllate mediante l'immissione, per un ammontare corrispondente agli stessi, di speciali categorie di azioni da assegnare individualmente ai prestatori di lavoro, con norme particolari riguardo alla forma, al modo di trasferimento e ai diritti spettanti agli azionisti. Il capitale sociale deve essere aumentato in misura corrispondente". A tale assegnazione si procede con viva dell'assemblea straordinaria sembra che l'operazione sia previsto per questo.. La previsione mira a favorire il coinvolgimento dei prestatori di lavoro nella gestione sociale attraverso la distribuzione di una parte degli utili direttamente ad essi: tuttavia, piuttosto che essere immediatamente assegnati ai lavoratori, tali utili vengono imputati a capitale e le azioni sociali emesse a fronte dell'aumento del capitale vengono distribuite gratuitamente ai prestatori d'opera i quali acquistano la qualità di soci.

remunerazione non deliberata o superiore a quella approvata dall'assemblea è essere passibile di sanzioni penali, configurando l'ipotesi di danno al patrimonio societario. Il compenso non deliberato e riconosciuto all'amministratore è nullo, non potendo essere ratificato a posteriori nemmeno in sede di approvazione del bilancio. 7 Il candidato illustri il comportamento che deve tenere l'amministratore di una spa che abbia qualche interesse, per conto proprio o di terzi, in una determinata operazione della società. Per quanto concerne la responsabilità verso la società articolo 2392 ribadisce che "gli amministratori devono adempiere i doveri ad essi imposti dalla legge e dallo statuto" e, apportando una rilevante innovazione, precisa che, in adempimento dei propri doveri, è richiesta la diligenza professionale ai sensi dell'articolo 1176 comma due il luogo della più generica diligenza del mandatario sancito dal testo originario della norma. Per determinare la diligenza dovuta si dovranno considerare la dimensione della società e dell'impresa esercitata, tipologia di quest'ultima e le qualità individuali dell'amministratore chiami costituito la base per la sua nomina. Il livello di diligenza dovuto, quindi, sarà tanto più elevato al crescere della dimensione e della complessità dell'impresa gestita, tenendosi conto delle capacità individuali. 8 Il candidato elenchi le cause di ineleggibilità e di decadenza degli amministratori di spa. Ai sensi dell’art.2382 Cc “non può essere nominato amministratore, e se nominato decade dal suo ufficio, l'interdetto, l'inabilitato, il fallito, o chi è stato condannato ad una pena che importa l'interdizione, anche temporanea, dai pubblici uffici o l'incapacità ad esercitare uffici direttivi.”Sono veri e propri casi di incapacità speciale assoluta, cosicché la nomina ad amministratore di un soggetto ineleggibile deve considerarsi radicalmente nulla. Per “decadenza” si intende la situazione in cui la causa di ineleggibilità sopravvenga dopo la nomina, provocando l’automatica cessazione dalla carica. Le cause di ineleggibilità sono principi di ordine pubblico, inderogabili per volontà dei soci, ma possono esserne previste di ulteriori nello statuto (2368). in dottrina si è diffusa la distinzione tra cause di ineleggibilità e di incompatibilità, con queste ultime che non rendono nulla la nomina, ma obbligano l’interessato a scegliere tra le due cariche incompatibili 9 Il candidato illustri sinteticamente le disposizioni relative alla nomina degli amministratori nelle spa. La nomina degli amministratori spetta all'assemblea ordinaria alla quale poi spetta di determinare il numero esatto degli amministratori qualora lo statuto indichi solamente un numero massimo e minimo. Vi sono però 4 eccezioni: -i primi amministratori, che sono nominati nell'atto costitutivo; -lo statuto può riservare la nomina di un componente indipendente del cda ai possessori degli strumenti finanziari. -le legge o lo statuto può riservare allo Stato o a enti pubblici la nomina di uno o più amministratori con gli stessi diritti e obblighi degli altri salvo per il fatto che possono essere revocati solo da parte di chi li ha nominati. -gli stessi amministratori provvedono alla nomina dei componenti del cda venuti a mancare durante l'esercizio con deliberazione approvata dal collegio sindacale (cooptazione) purchè la maggioranza sia rappresentati da amministratori nominati dall'assemblea. Gli amministratori cooptati restano in carica solo fino all'assemblea successiva e che deve provvedere ad una nuova nomina sia che intenda sostituirli sia che intenda confermarli.

10 Il candidato illustri sinteticamente le disposizioni relative alla revoca degli amministratori nelle spa. Il potere dell’assemblea dei soci di revocare gli amministratori si fonda sull’art. 2383, 3° comma, c.c. (“Nomina e revoca degli amministratori”), il quale prevede che gli amministratori “sono revocabili dall’assemblea in qualunque tempo, anche se nominati nell’atto costitutivo, salvo il diritto dell’amministratore al risarcimento dei danni, se la revoca avviene senza giusta causa”. In generale, la norma esprime il principio per cui, da un lato, il consiglio di amministrazione deve perseguire l’interesse sociale e, dall’altro lato, l’assemblea dei soci ha comunque la facoltà di deliberare, in ogni momento, la revoca dei propri componenti, anche se nominati nell’atto costitutivo. Il potere di revoca dell’assemblea dei soci si configura come un recesso ad nutum, che, in quanto tale, non richiede alcun preavviso da parte della società[1]. Per le medesime ragioni, per la validità ed efficacia della revoca, non è necessaria la sussistenza di una giusta causa, la quale vale solo a escludere il diritto dell’amministratore al risarcimento del danno (la norma prevede, infatti, “il diritto dell’amministratore al risarcimento dei danni, se la revoca avviene senza giusta causa”). 11 Il candidato illustri sinteticamente le disposizioni relative divieto di concorrenza per gli amministratori nelle spa. Gli amministratori sono tenuti all'obbligo di nuovo concorrenza ai sensi dell'articolo 2390 del codice civile. In pratica, gli amministratori non possono assumere la qualità di soci illimitatamente responsabili in società concorrenti, né esercitare un attività concorrente per conto proprio o di terzi, né essere amministratori o direttori generali in società concorrenti, salvo autorizzazione dell'assemblea, pena la revoca dall'ufficio e il risarcimento dei danni. 12 Il candidato illustri sinteticamente le disposizioni relative alla sostituzione degli amministratori nelle spa L'articolo 2386 prevede che: -se vengono a mancare uno o più amministratori nel corso dell'esercizio, alla loro sostituzione prevede lo stesso Cda, con una deliberazione che deve essere approvata anche dal collegio sindacale, sempre che sia rimasto in carica la maggioranza degli amministratori nominati dall'assemblea. Gli amministratori così nominati restano in carica fino successiva assemblea, che potrà confermarli o nominarne di nuovi; -se viene meno la maggioranza degli amministratori nominati dall'assemblea, quelli rimasti in carica devono convocare l'assemblea affinché provveda alla sostituzione degli amministratori mancanti. In tal caso, se lo statuto assemblea non disponga diversamente, i nuovi amministratori scadono la scadenza dell'intero consiglio. È possibile inserire nello statuto la clausola “simul stabunt,simul cadent” ma quale prevede che, in caso di dimissioni o di decadenza di una parte degli amministratori, cioè sembrava carica anche la mia sotto i superstiti dell'intero consiglio eletto dall'assemblea ai sensi dell'articolo 2386 comma quattro. LEZ 22 12 Il candidato illustri la disciplina della responsabilità dei direttori generali di spa. L’art. 2396 c.c.1 che si limita a stabilire l’estensione delle regole sulla responsabilità degli amministratori ai direttori generali nominati dall’assemblea o per disposizione dello statuto, in relazione ai compiti loro affidati. L’esperienza della prassi societaria mostra però che la nomina del