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diritto ecclesiastico appunti, Dispense di Diritto Ecclesiastico

appunti completi di diritto ecclesiastico

Tipologia: Dispense

2021/2022

Caricato il 24/10/2024

Giulia0545
Giulia0545 🇮🇹

17 documenti

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RELIGIONI, DIRITTO, STATO

1. Le Religioni del Libro del Medio Oriente. Monoteismo esclusivista, radicamento geopolitico. Nell’evoluzione dell’uomo l’evento cristiano provoca l’avvio di due processi storici complementari, in quanto esso:

  • universalizza il messaggio del Dio ebraico estendendolo a tutte le genti
  • porta al superamento della religione naturale che nel paganesimo si esprimeva attraverso il più esasperato politeismo. La tendenza universalista, propria del cristianesimo, relativizza il concetto ebraico del “popolo eletto”, proclamando
  • LA PATERNITÀ DIVINA
  • LA REDENZIONE PER TUTTI GLI UOMINI. Il monoteismo cristiano è meno perfetto di quello ebraico. EBRAICO: Dio è rimasto uno ed unico, senza che nulla eguagli o possa aspirare ad una qualche confidenza con la sua maestosità; CRISTIANESIMO, invece, Dio, da creatore e padrone del suo popolo, diviene
  • colui che promette la vita eterna
  • colui che suggerisce all’uomo di stabilire con lui un rapporto privilegiato, dal quale trarre conforto CON IL CRISTIANESIMO DIO SI UMANIZZA. La promessa mantenuta del Messia inviato agli uomini si traduce
  • nell’incarnazione di Dio attraverso il suo figlio,
  • nella piena manifestazione dello Spirito Santo quale terza componente della realtà divina Resta salva l’unità monoteistica, ma Dio si avvicina talmente all’uomo, attraverso Gesù Cristo, che l’uomo perde il timore che nel profondo coltivava nella trascendenza. La teologia diventerà esclusivista verso: ➢ le altre fedi e religioni ➢ i propri dissenzienti Indissociabile dal cristianesimo è il suo messaggio morale: l’etica cristiana affonda le radici in quella ebraico-mosaica, ma la deformalizza e spiritualizza. Il cammino spirituale del cristiano è
  • cammino etico per eccellenza e
  • contribuisce a formare l’homo faber occidentale o spingendolo verso traguardi di perfezionamento individuale, o inducendolo anche a trasformare il mondo alla luce della legge divina. Il cristiano:
  1. deve agire e realizzarsi in conformità delle proprie doti naturali (etica dell’azione),
  2. deve purificarsi nella propria interiorità per non cadere nell’ipocrisia (etica dell’intenzione) ,
  3. deve seguire un itinerario di sacrifici se vuole raggiungere la perfezione (etica della rinuncia). Il monoteismo cristiano agisce, poi, nella storia ➢ unificando popoli e genti della più diversa derivazione e latitudine; ➢ scaccia gli dei e gli idoli pagani ➢ porta disciplina e profondità nella mente e nell’azione degli uomini, i quali o si sentono partecipi e protagonisti di un comune destino, o si riconoscono figli di un’opera finalizzata alla salvezza ultraterrena per tutti, o iniziano a vivere ed agire nel rispetto delle leggi universalmente valide, capaci di unificare l’umanità. Il messaggio cristiano, le istituzioni ecclesiastiche, il rapporto con lo Stato, si intridono di giuridicismo e divengono fruitori della romanità, di cui assimilano regole, abitudini, mentalità: ❖ se Roma, e l’Occidente, sono debitori al cristianesimo per la spiritualità di cui vengono animate e riempite, ❖ il cristianesimo è debitore a Roma della concezione dello Stato e della organizzazione giuridica.

**4. il digiuno ed i limiti all’alimentazione;

  1. il pellegrinaggio al luogo d’origine della rivelazione.** Nella conquista della terra e nella sua sottomissione alla legge divin a consiste l’altra grande spinta unificatrice dell’Islam, che appare religione universalista al pari del cristianesimo: l’universalismo islamico nasce in un ambiente che riflette al massimo la tendenza alle divisioni ed alla polverizzazione dei gruppi umani: tuttavia, esso costituisce proprio per questo l’antidoto alla dispersione ed alla frantumazione degli uomini. Il Profeta è, ad un tempo,
  1. capo religioso,
  2. capo politico
  3. condottiero militare Ciò è dovuto dal fatto che l’islamismo germina dentro un popolo che non ha istituzioni, che non conosce la forma-Stato, che deve organizzarsi e strutturarsi sulle basi di una nuova legge, la quale è insieme spirituale e temporale, morale e civile.
  • Il cristianesimo , si sviluppa in una società romana politicamente matura e istituzionalmente strutturata,
  • l’Islam , deve fornire il suo popolo di una concezione e di una prassi politica, e lo fa elaborandole in un orizzonte totalmente religioso Per l’Islam non esiste il problema di entrare in rapporti con un potere politico preesistente o con un ordinamento che conosce regole antiche di disciplina e di governo della società civile: l’Islam è esso stesso ordinamento ed il popolo arabo, se non ha istituzioni proprie, ha però costumi ed usi che il Profeta in parte consacra, pur modificandoli e plasmandoli in ogni ambito della vita collettiva. Anche l’Islam pratica un doppio esclusivismo, ma di tipo parzialmente diverso da quello cristiano:
  1. l’uno verso i pagani o i credenti monoteisti,
  2. l’altro nei confronti del diritto e del potere politico, che sono concepiti soltanto all’interno dell’orizzonte della legge coranica. o solo il sistema militare è tollerante e concede alle minoranze religiose di governarsi in MILLET (statuti personali)

2. La diffusione missionaria del cristianesimo e la successiva unione con l’impero.

Il cristianesimo si diffonde con notevole rapidità utilizzando mezzi del tutto pacifici e subendo a lungo intermittenti persecuzioni da parte delle autorità pubblichi sino al 313: l’attività missionaria degli apostoli ha inizio, secondo i Vangeli, dopo la Pentecoste , si svolge

  1. in primo luogo in Palestina e a Gerusalemme,
  2. per poi estendersi progressivamente tra le popolazioni dell’Impero Romano. La diffusione pratica del cristianesimo determina una situazione nuova nell’impero: infatti, gruppi sempre più consistenti e poi vere e proprie comunità di fedeli
  • si distaccano dai costumi e dalla consuetudine di vita dei pagani,
  • vivono principi della propria fede in modo nuovo dal punto di vista sia religioso che etico. La liturgia cristiana, incentrata sin dagli inizi sull’eucarestia, si presenta con forti segni di spiritualizzazione, e si differenzia drasticamente dal culto pagano ancora segnato dal carattere sacrificale cruento: le comunità cristiane vivono un’esperienza etica più rigorosa fondata sulla famiglia e su relazioni solidaristiche, e rifuggono da abitudini e tradizioni violente e cruente tipiche della società dell’epoca. Esse divengono con il tempo delle comunità autonome con
  • una propria organizzazione,
  • una gerarchia ecclesiastica. Tale specificità cristiana viene vista con sospetto dalle autorità pubbliche e sovente dalle popolazioni pagane. Sin dai primi tempi, il formarsi di comunità solidali ed autonoma provoca reazioni da parte di chi vuole addossare ai cristiani ❖ colpe inesistenti ❖ responsabilità per eventi negativi che si verificano in un luogo o in un altro. Le autorità romane, per sé aliene in linea di massima dal perseguitare i sudditi o i cittadini per motivi religiosi, avvertono immediatamente la specificità e la diversità del cristianesimo rispetto a qualsiasi culto pagana e adottano atteggiamenti oscillanti: ➢ a volte sfruttano l’ostilità popolare facendo dei cristiani i capri espiatori da colpire nonostante non sussistano elementi giuridici di colpevolezza; ➢ altre volte, invece, cercano di regolamentare la repressione attenuandone gli eccessi.

Con il tempo le persecuzioni assumono un carattere diverso, sempre più sistematico e sono decise ed avviate per volontà di diversi imperatori. Le comunità cristiane, infatti, tra il II ed il III sec. escono dalla minorità e divengono addirittura maggioranza rispetto ai pagani: l’impero vive dentro di sé una scissione sempre più evidente e lacerante. I cristiani, pur se rispettosi di tutte le leggi dello Stato, rifiutano o di sacrificare agli dei, o di riconoscere la divinità dell’imperatore, o di partecipare alla vita pubblica in tutto ciò che ha di pagano, Insomma costituiscono una realtà a sé. La persecuzione rappresenta, allora, il tentativo ❖ di far regredire il diffondersi della nova religio, ❖ di ricondurre tutti all’osservanza delle leggi dello Stato a cominciare da quelle che hanno a presupposto, o ad oggetto, il paganesimo come religione civile e romana Si susseguono in questo modo le persecuzioni più dure e cruente, da Settimio Severo (200-202) a Massimino (235-239), fino a Diocleziano che nel 303 estende la persecuzione in tutto l’impero sperando di decapitare il cristianesimo. Nel 313 si ha la presa di coscienza ufficiale che la repressione non potrà mai conseguire i suoi obiettivi e, anzi, si valuta con lungimiranza politica, che il cristianesimo:

  1. non costituisce un pericolo per l’impero,
  2. può rappresentare una forza nuova che rafforzi l’impero e la sua unità. Questo, in effetti, è il vero obiettivo dell’EDITTO DI COSTANTINO che: a. riconosce per la prima volta la piena libertà ai cristiani di praticare il loro culto b. pone fine alla frattura delle persecuzioni c. tende ad inglobare il cristianesimo tra le forze vive dell’impero. Il cristianesimo viene, così, legalizzato ed ottiene piena libertà: tuttavia, viene anche inserito in un contesto politico e giuridico che tende ad influenzarlo e a modificarne alcuni caratteri. L’editto di Costantino del 313, infatti, nel momento stesso in cui pone fine alle persecuzioni dei cristiani e trasforma il cristianesimo religio licita , anticipa alcuni tratti della commistione tra Stato e Chiesa, e pone quindi le basi del successivo temporalismo ecclesiastico. ❖ Cristiani e pagani godono d’ora in poi della piena ed uguale libertà religiosa, ❖ ma l’impero si attende in cambio che ciascuno di essi preghi per la propria divinità perché sostenga e favorisca le fortune ed il destino di Roma Questo scambio di favori tra impero e culto cristiano, chiarisce che Roma estende al cristianesimo la concezione strumentale che aveva sempre avuto verso la religione pagana, e che ogni religione è per lo Stato in qualche modo una religione civile. Il cristianesimo viene così attratto ed integrato in strutture giuridiche e politiche dell’impero, elevato quasi allo stesso livello del paganesimo. ➢ 318 sono poste le basi per il riconoscimento della giurisdizione episcopale, con il rilievo dato alla episcopalis audentia , ➢ tra il 321 ed il 323 sono estesi al clero cristiano gli stessi diritti spettanti ai sacerdoti pagani. Il privilegio dell’episcopalis audentia consiste originariamente nell’avvio di una procedura arbitrale valida per risolvere le controversie clericali, MA ben presto la pronuncia del vescovo impedisce al magistrato civile di poter tornare sull’argomento: con il tempo la figura del vescovo acquista un rilievo istituzionale peculiare, perché la sua testimonianza è assimilata a quella dei magistrati. I successori degli apostoli si trovano d’un tratto ad essere autorità tra le autorità, privilegiati tra i privilegiati, ad esercitare prerogative temporali anche nel delicato campo del diritto penale Si forma il nucleo di quello che nei secoli successivi sarà conosciuto come il PRIVILEGIO DEL FORO. Il temporalismo della Chiesa ha come prezzo l’assoggettamento al potere politico ed il fenomeno più interessante è legato al ruolo che l’imperatore viene ad assumere nell’ambito delle strutture e delle vicende cristiane a. Rimane sommo sacerdote e capo della religione pagano , b. si erge sin dall’inizio a difensore dell’unità della Chiesa cristiana La commistione tra potere politico e potere ecclesiastico, e la conseguente giuridicizzazione del cristianesimo, si fanno completi quando esplode la crisi ariana che sconvolge la Chiesa in tutto l’impero: l’insegnamento di Ario , afferma che Cristo : a. non può essere considerato alla stregua di Dio avendo avuto un’origine temporale,

pentimento , o conversione del soggetto, che può portare fino all’estinzione del reato e dei suoi effetti: con il pentimento si raggiungono due obiettivi,

**1. la reintegrazione del dissidente

  1. la tranquillità del potere** che non vede più posta in discussione l’unità spirituale e politica della comunità. Se la posizione, concettuale e giuridica, dei pagani e degli eretici è sufficientemente chiara, meno limpida è la posizione di una terza categoria di persone alla quale il cristianesimo ha sempre guardato in modo ambiguo, quella degli ebrei^3 : questi non sono o né pagani , perché riconoscono ed adorano lo stesso Dio, o né eretici , in quanto non hanno abbracciato la fede cristiana perché non riconoscono la figura ed il ruolo di Cristo. Dunque, ad essi non può applicarsi alcuna delle leggi che cercano di difendere il cristianesimo agli occhi degli infedeli e dagli eretici: gli ebrei sono agli occhi dei cristiani, figli di una promessa e di un dono divini che essi non intendono onorare , e come tali devono essere isolati e privati di ogni possibilità di espansione. La logica dell’isolamento porta alle prime leggi che:
  2. fanno divieto agli ebrei di possedere schiavi cristiani,
  3. puniscono con la morte chi circoncida uno schiavo,
  4. proibiscono il matrimonio tra ebrei e cristiani; Nel corso del V e del VI secolo si sviluppa la legislazione che esclude gli ebrei da una lunga serie di cariche fino a privarli quasi del tutto della capacità giuridica nell’ambito pubblicistico: è l’inizio di una mentalità segregazionista che ❖ impedirà successivamente agli ebrei l’esercizio di qualsiasi professione ❖ che li chiuderà in un ghetto giuridico e civile che scomparirà del tutto soltanto alle soglie dell’evo contemporaneo.

4. Le Chiese orientali e la subordinazione dell’ortodossia al potere politico.

Dal 380 l’Occidente si identifica con il cristianesimo e la sua storia è insieme religiosa e politica: si realizza una speciale commistione tra spirituale e temporale, tra istituzioni civile ed ecclesiastiche che contribuisce a costruire l’identità dell’impero cristiano. L’impero ❖ estende progressivamente i suoi confini insieme con la diffusione del cristianesimo in ogni parte d’Europa ❖ si fa forte di quell’unificazione teologica e dottrinale che si verifica negli otto concili ecumenici celebrati tra il 325 e l’ per definire o il credo cristiano o le basi disciplinari della struttura ecclesiastica. L’unificazione teologica e dottrinale costituisce la base per l’unificazione culturale dell’Europa, in quanto l’uomo occidentale, da qualunque condizione civile provenga e di qualsiasi latitudine, ➢ comincia a parlare un medesimo linguaggio religioso e monoteista, ➢ inizia a nutrirsi degli stessi testi sacri e dello stesso alfabeto morale. La crisi ariana , conclusasi nel 325 con il primo concilio ecumenico di Nicea, continua a sconvolgere la cristianità perché il dubbio sulla divinità di Cristo resterà come un tarlo in molti esponenti e comunità cristiane. Abbiamo vari concili, ecco alcuni esempi:

1. Concilio di Costantinopoli ( 381 ) : condanna l’arianesimo

2. Concilio di Efeso (429): affronta l’eresia di Nestorio (natura divina e umana nell’esistenza di Cristo unite da vincolo morale)

3. Concilio di Calcedonia (451): anatemizza le teorie nestoriane 4. Concilio di Costantinopoli Tuttavia, gli ultimi due concili ecumenici del primo millennio si celebrano in un clima di crescente divaricazione tra Chiesa d’Oriente e Chiesa d’Occidente e riguardano le questioni dell’iconoclastia e i problemi giurisdizionali legati alla posizione del patriarca. La Chiesa ha inizialmente una comune struttura episcopale , che

  • riflette l’originaria struttura apostolica (secondo cui i vescovi sono i successori degli apostoli)
  • si basa sull’esercizio della collegialità che nei concili ecumenici conosce la massima espressione
  • si articola in Patriarcati che agiscono anch’essi collegialmente senza vincoli di subordinazione gerarchica. o uniti nella fede comune, ciascun patriarcato riconosce la sfera autonoma di giurisdizione degli altri: anche per questa ragione le Chiese si definiscono autocefale , nel senso che ciascuna di esse trova in sé la fonte di legittimazione.

In tale ottica anche il vescovo di Roma è considerato un patriarca, e più precisamente è il patriarca dell’Occidente, anche se da sempre gli viene riconosciuta una qualche preminenza in materia di fede e di dottrina (ad esempio, il suo parere ed il suo consenso sono necessari perché una determinata dottrina, o un concilio ecumenico, possano essere ritenuti validi e legittimi universalmente). Nei fatti, la situazione si evolve lentamente verso una gerarchizzazione dei patriarcati , al vertice dei quali si colloca il patriarcato di Costantinopoli : ciò avviene per motivi essenzialmente politici, poiché ❖ il centro dell’impero si è stabilmente situato in oriente , ❖ mentre Roma e l’occidente sono considerati periferia dell’impero. La dignità della Chiesa d’Oriente è fondata sull’elemento politico anziché su quello ecclesiastico, anche perché Costantinopoli non può vantare una fondazione ed un’ascendenza apostolica come Roma o altre sedi patriarcali: ciò ➢ determina le fortune immediate di Costantinopoli, ➢ ma ne plasma anche la natura e ne prepara in qualche misura anche la decadenza ▪ perché il patriarcato lega il suo destino a quello dell’impero e del potere politico. L’imperatore

  • svolge un ruolo politico,
  • è parte integrante del sistema ecclesiastico ➢ poiché a lui sono affidate le sorti della Chiesa e la sua difesa dai nemici interni ed esterni La subordinazione delle Chiese d’Oriente al potere politico si riflette a più livelli.
  1. in primo luogo , gli imperatori convocano i concili, ecumenici e non, e ne influenzano le decisioni, intromettendosi nelle questioni spirituali;
  2. in secondo luogo , anche il patriarca di Costantinopoli dipende a suo modo dall’imperatore, cui deve in sostanza la nomina;
  3. in terzo luogo , il patriarca non può operare scelte diverse da quelle imperiali e se ciò dovesse mai accadere verrebbe subito destituito. Tuttavia, ciò non significa che i patriarchi della massima sede d’oriente siano figura semplicemente subordinate a Cesare, in quanto è inevitabile che quando nasca un conflitto , prevalga il parere dell’imperatore. Su tale base nasce il CESAROPAPISMO ORIENTALE , che si basa su una subalternità strutturale, continua, tra ✓ la Chiesa d’Occidente ✓ la casa imperiale. La subalternità del Patriarcato di Costantinopoli all’imperatore ha un’ulteriore conseguenza storico-politica: per quanto formalmente autonomi ed eguali, i patriarcati d’oriente subiscono l’autorità del collega di Costantinopoli e con essa l’egemonia dell’imperatore, e cominciano così a nutrire sentimenti anti-imperiali.

4. La Chiesa d’occidente. Dall’inferiorità politica all’ascesa primaziale.

La Chiesa d’Occidente segue un altro cammino, in quanto nel V secolo ❖ è fuori dal circuito imperiale, ❖ ma è al centro delle invasioni barbariche che sconvolgono le carte dell’Europa occidentale. Il vescovo di Roma, rispetto al patriarca di Costantinopoli, è una figura debole, geograficamente e politicamente emarginata: tuttavia, al riparo dal controllo imperiale, il papa dà vita ad un apparato dottrinale ed istituzionale che con il tempo diverrà il nucleo centrale dell’Europa cristiana.

  • In Oriente: molti continueranno a guardare all’imperatore ed al patriarca di Costantinopoli,
  • in Occidente: tutti si abitueranno a guardare soltanto al vescovo di Roma come ➢ massima autorità spirituale ➢ come garante della vita politica europea. Il processo attraverso cui Roma prevale su Costantinopoli ha come base la formazione di quel primato pontificio di giurisdizione che, attraverso una lenta elaborazione, porterà il vescovo romano ad imporsi sulla chiesa d’Occidente con un potere che nessun patriarca orientale ha mai avuto: Roma ha sempre fruito, d’altronde, di un primato d’onore, riconosciutole universalmente in quanto sede dell’apostolo Pietro. Tale primato d’onore ❖ costituisce un punto di riferimento per le altre sedi episcopali

Quando nel 1054 Costantinopoli e Roma si separano con uno scambio di scomuniche reciproche, è cambiata la condizione storica ed istituzionale delle Chiese d’oriente e d’occidente ❖ Roma vive integrata nel Sacro Romano Impero ➢ l’episcopato , vera struttura portante a servizio del papa, o è attratto definitivamente nell’orbita imperiale o dei sovrani locali o finisce, quindi, col diventare struttura feudale al pari di altre; ❖ inoltre, il principe esercita una vera potestas sul vescovato, il cui titolare diviene con il giuramento di fedeltà un uomo del re. ➢ Soggetto all’eventuale deposizione da parte del sovrano, il vescovo è membro assiduo di corte, o collaboratore del principe nell’amministrazione dei beni temporali ed ecclesiastici, o ha l’onere di predisporre il servizio della milizia : in questo modo, il vescovo tiene a disposizione del sovrano una milizia armata, e parteciperà con questa alle spedizioni ordinate dal principe. Il sistema trasforma così i vescovi in funzionari imperiali , lasciando che vengano selezionati e scelti tra le grandi famiglie o per via successoria. All’interno di questo più ampio processo di feudalizzazione la Chiesa di Roma vive una particolare esperienza di tipo cesaropapista , consegnando la chiave dell’elezione del pontefice nelle mani dell’imperatore: ❖ si abolisce il diritto del clero ad eleggere il papa ❖ si apre la porta all’intervento e all’arbitrio delle fazioni e dei partiti romani. Infine, una volta eletto, il vescovo di Roma

  • non può essere consacrato se non dopo l’approvazione imperiale,
  • deve prestare giuramento di fedeltà all’imperatore ➢ di fatto si consente che l’imperatore controlli l’elezione del pontefice fin quasi a poterne designare il candidato. Si è ormai nel pieno della decadenza del papato , ridotto quasi ❖ ad un feudo imperiale ❖ ad oggetto di contesa tra le fazioni romane, da cui scaturiscono alcune tra le più degradate figure di papi che la storia ecclesiastica ricordi Però il papato resta comunque l’istituzione primaziale in tutto l’Occidente, e in virtù di ciò, Roma guarda quasi con alterigia a Costantinopoli, nonostante questa sia ancora a capo del sistema politico ed ecclesiastico raffinato, e comincia a sentirsi lontana ed estranea rispetto alla Chiesa d’oriente. Costantinopoli non attraversa nei secoli IX-XI una decadenza così accentuata e, infatti,
  • la sede orientale continua a vivere con fierezza la propria tradizione romana,
  • può rallegrarsi della diffusione del cristianesimo nei popoli slavi, a cominciare dalla Russia Tuttavia Costantinopoli ha cessato di essere il centro della cristianità mediterranea a causa dell’impetuosa avanzata musulmana. L’ondata islamica si riversa sui territori e sulle popolazioni dei grandi patriarcati storici e questi, ridotti a piccole isole in terra islamica, tolgono linfa vitale a quella Chiesa orientale che si fondava su una pluralità di linguaggi, tradizioni ed esperienze religiose: 1054, ❖ determina lo scisma tra le due Chiese, ❖ segna la prima grande divisione religiosa nell’Europa cristiana. Nel 1054 i delegati pontefici depongono, su un altare in Costantinopoli, la sentenza di scomunica contro il patriarca della Chiesa d’oriente: o la bolla dei legati viene bruciata o viene emanato un editto di scomunica nei confronti dei legati pontefici e della Sede romana. I motivi dello scisma a. non risiedono nella vera religione, b. risiedono nelle miserie della due Chiese, infedeli rispetto al messaggio evangelico che pure proclamano ➢ la ragione sta, in buona sostanza, o nella gelosia che l’una nutre verso l’altra o nella evoluzione storico-politica che ciascuna di esse ha vissuto. o

Costantinopoli non ha mai accettato che il vescovo di Roma ➢ si sia costruito un impero ➢ sia considerato l’unico patriarca; ❖ Roma ➢ considera con sufficienza una Chiesa assoggettata al volere degli imperatori ➢ si fa vanto della propria potestà universale.

5. L’espansione militare musulmana e la riduzione del cristianesimo a fenomeno occidentale.

Il cristianesimo subisce dal VII secolo in poi una disfatta di carattere generale ad opera della nuova religione del Libro, fondata da Muhammad , rigidamente monoteista e germogliata all’interno della cultura araba tra le popolazioni nomadi del deserto. La conquista musulmana dell’Asia minore, dell’Africa e di parte della penisola iberica,

  • avviene in un lasso di tempo assai breve
  • si realizza secondo modelli differenziati che prevedono a. la conquista militare , b. un regime di parziale tolleranza e di sottomissione fiscale delle popolazioni, c. un lento ma inarrestabile processo di islamizzazione delle popolazioni locali. Tra le ragioni che in qualche modo spiegano l’inarrestabile espansione araba stanno
  1. il PROFETISMO MAOMETTANO che sin dall’inizio prospetta e promette conquiste religiose e militari insieme,
  2. il SENTIMENTO DI RIVOLTA che serpeggia un po’ ovunque contro la politica religiosa e culturale di Bisanzio Gli ebrei conoscono le persecuzioni, inoltre insieme a loro vi sono molti cristiani che non accettano l’egemonia di Costantinopoli e a fronte di ciò, l’atteggiamento militare e politico arabo è quello di non annientare, almeno immediatamente, le religioni preesistenti. L’Islam distingue nettamente il comportamento da tenere ❖ verso gli idolatri non è lasciato spazio perché devono sottomettersi aderendo all’Islam o morendo ❖ verso i credenti delle altre due religioni monoteiste , ovvero ebrei e cristiani: non si può far violenza per costringerli alla nuova fede, poiché sono seguaci delle religioni del Libro. ➢ Agli ebrei ed ai cristiani si offre, quindi, un trattamento rispettoso delle loro credenze e dei loro costumi, sottomettendoli al tempo stesso solo ad un regime di imposizione fiscale che li differenzia rispetto ai veri credenti: o in pratica devono pagare un contributo ai conquistatori, rimanendo però sottoposti al regime degli statuti personali. In base a ciò, le comunità ebree e cristiane ❖ sono esentate dall’assoggettamento alla legge coranica ❖ restano sottoposte al proprio capo religioso Il sistema di protezione è originato spesso da un patto, tra conquistatori e conquistati, e prevede delle clausole che dovranno essere rispettato dalle parti. Nasce da qui l’idea che l’Islam sia più tollerante del cristianesimo
  3. nella prima fase di ciascuna conquista militare: ➢ non si dà luogo a conversioni forzose ➢ gli ebrei trovano sotto l’Islam una condizione giuridica di legittimazione e di libertà che non avevano nell’ambiente cristiano
  4. ma con il passare del tempo il regime autoritario instaurato dai conquistatori ➢ prevede l’imposizione fiscale per quanti non sono musulmani, ➢ finisce col diventare un regime di pressione sociale e psicologica che o non lascia spazio all’esistenza di popolazioni di diversa appartenenza religiosa. L’adesione di intere popolazioni all’Islam ha, dunque, ragioni sociali e politiche ed in poco tempo la società si struttura secondo l’impostazione islamica: chi non è musulmano appartiene alla categoria di coloro che non hanno eguali diritti , che devono vivere la propria religione in condizioni di disagio crescente.
  5. Le promesse dei conquistatori sono inizialmente mantenute ➢ ciò consente alle Chiese cristiane mediorientali di sopravvivere
  6. con il tempo la maggior parte delle popolazioni aderisce alla nuova religione ➢ lasciando le istituzioni cristiane come cattedrali nel deserto, accerchiate prima e sommerso poi dall’islamizzazione definitiva.

L’obbligo del celibato non ha fondamento divino, ma è stato costantemente preferito dalla Chiesa romana per tre ragioni:

  1. in primo luogo, vi è una motivazione ascetico-morale che vede nella continenza e nella castità gli strumenti privilegiati per il perfezionamento dell’individuo;
  2. in secondo luogo, vi è una motivazione economico-proprietaria , secondo la quale l’inesistenza della famiglia permette di evitare problemi successori sulle eredità del prete sposato ➢ con il celibato, si permette che le diverse proprietà ecclesiastiche restino sempre esenti da possibili rivendicazioni o aspettative successorie.
  3. In terzo luogo, vi è una motivazione pastorale-istituzionale , perché il matrimonio impedirebbe al clero di costituirsi in personale ecclesiastico. Altro fondamento della riforma gregoriana è costituito dalla rivendicazione del diritto esclusivo della Chiesa di procedere alle nomine (investiture) dei titolari degli uffici e delle dignità ecclesiastiche , senza interferenze o sostituzioni da parte civile: si tratta di una rivendicazione antica sancita spesso dai canoni disciplinari dei concili, ma la subalternità della Chiesa all’impero ha poi assoggettato l’episcopato ed i principali uffici ecclesiastici al potere di nomina, revoca e disposizione dell’imperatore. La questione delle investiture per una Chiesa che voglia essere libera ed indipendente dal potere politico è fondamentale, in quanto, se così non fosse, il papa rischierebbe di rimanere capo di un corpo sociale ❖ guidato e comandato da altri, ❖ ispirato a valori essenzialmente mondani come il possesso, la ricchezza ed il potere. Gregorio VII nel 1075 dà inizio alla lotta delle investiture che si protrae per anni e che si conclude soltanto con il Concordato di Worms del 1122 tra Enrico V e Callisto II: l’accordo, però, non segna una vittoria completa del papato, in quanto stabilisce che
  • l’investitura canonica e le regalia appartengono alla Chiesa romana,
  • l’investitura temporale spetta all’imperatore. L’intero movimento di riforma della Chiesa può realizzarsi soltanto con la rinnovata e piena valorizzazione del primato pontificio , il quale teorizza l’emancipazione del papato da ogni confine patriarcale, proponendo il papato come potere unico, universale e non eguagliabile nella Chiesa e nel mondo. Nei DICTATUS PAPAE , Gregorio VII a. delinea i contenuti del primato pontificio:
  1. La Chiesa romana è stata fondata soltanto dal Signore;
  2. Soltanto il pontefice romano ha diritto di essere chiamato universale;
  3. Egli soltanto può deporre o assolvere i vescovi;
  4. Solo il papa può stabilire, secondo le circostanze, nuove leggi o fondare nuove diocesi;
  5. Nessuna scrittura, nessun testo possono essere ritenuti canonici, senza la sua autorità;
  6. Egli non può essere giudicato da nessuno;
  7. Nessuno può condannare una decisione della Sede apostolica;
  8. Chi non concorda con la Chiesa romana non è considerato cattolico. b. afferma , per la prima volta in modo netto e inequivoco, il potere del pontefice sull’impero e sugli imperatori : ➢ solo il papa ➢ può usare le insegne imperiali ➢ può deporre l’imperatore. Si spezza, così, l’equilibrio dualista e si dà l’avvio a quelle ambizioni teocratiche che per secoli alimenteranno la conflittualità tra papato ed impero. Dentro la cornice della riforma gregoriana si afferma e si sviluppa quel sistema giuridico medievale che ❖ è base e fondamento dell’Europa cristiana ❖ nel quale si realizza al massimo grado la presenza e l’invadenza dell’elemento confessionale e delle istituzioni ecclesiastiche. Il suddito non distingue più il dovere da cittadino e da fedele. Esempi: a. battesimo : è un atto di ingresso nella chiesa, senza di esso si è infedele b. obbligo ANNUALE di confessione e eucarestia c. controllo del costume morale e religioso da ❖ visite pastorali ❖ uso del correctio ➢ Il parroco e il vescovo corregono comportamenti tramite ammonimenti. Pena più grave: SCOMUNICA. Si afferma, infine, la competenza della Chiesa sul matrimonio e sulla famiglia : il cristianesimo ha svolto, sin dall’inizio, una funzione di civilizzazione decisiva nell’affinamento dei costumi sessuali e familiari, ➢ influendo sulla legislazione civile,

➢ condannando severamente ogni forma di promiscuità, dall’incesto all’adulterio, dalla bigamia al concubinato. Con il tempo, la Chiesa elabora una normativa sempre più restrittiva sugli impedimenti, la quale contribuirà a fare del matrimonio un istituto fortemente socializzante, oltre che rigorosamente monogamico: nonostante queste influenze civilizzatrici, sino al XII secolo la competenza a regolare matrimonio e famiglia era rimasta saldamente nelle mani dello Stato. Più tardi la Chiesa di Roma ha dato vita ad un vero e proprio sistema matrimoniale canonico , che con il tempo sancisce l’indissolubilità, la forma matrimoniale e la competenza ecclesiastica sulla giurisdizione matrimoniale: la definitiva indissolubilità e l’individuazione delle causae nullitatis rendono la Chiesa arbitra della validità del matrimonio per tutti i fedeli, compresi regnanti ed imperatori. Il concilio di Trento, poi, nel 1563 stabilisce la forma canonica del matrimonio come unica forma valida.

9. La Chiesa, il denaro, l’accumulazione proprietaria. Il privilegio del foro e l’Inquisizione.

La pressione della Chiesa e delle sue istituzioni si fa sentire ed è difficile trovare un campo del vivere civile nel quale la Chiesa non abbia il suo spicchio di competenza:

  • alcune cose la Chiesa se le inventa (è il caso del privilegio del foro ),
  • altre le trae dall’interpretazione di alcuni brani delle scritture (è il caso delle decime ),
  • altre ancora le desume dall’ambito morale per innestarle nel campo del diritto, rendendolo così obbligatorie per tutti (è il caso del matrimonio). Fonti di finanziamento della chiesa:
  1. gli strumenti dell’accumulazione proprietaria , che riguardano ordini monastici e religiosi, gli uffici ecclesiastici veri e propri ed altre realtà fondatizie: gli ordini religiosi si fondano sul voto di povertà individuale dei singoli appartenenti, ma accumulano sempre più ampie ricchezze collettive, soprattutto di tipo immobiliare. ➢ Celebre è il caso del monastero di Cluny che, nel secolo X, sceglie la strada esclusiva della preghiera, lasciando agli altri di lavorare per le esigenze dell’abbazia: i monaci cluniacensi si specializzano poi nella preghiera a favore delle anime dei defunti, stipulando contratti con case regnanti europee, con principi e nobili di ogni livello, nei quali figura l’obbligo dei religiosi di fare preghiera a favore die familiari scomparsi, in cambio di prestazioni in denaro o in altra forma (fondi, privilegi, concessioni). Inoltre, quando ci saranno più morti Cluny decide di fare una commemorazione unica per tutti. Insieme alla liturgia ed alla ricchezza, cresce la potenza di Cluny che in Europa viene ad essere al centro di una rete di monasteri ed abbazie che vogliono seguirne le orme e le pratiche: Cluny è l’esempio più rappresentativo della più vasta realtà religiosa (decaderà quando le furbizie saranno eccessive), in quanto ormai ovunque esiste un monastero od un istituto religioso, si accumulano proprietà sempre crescenti, anche perché si afferma e si radica una regola che impone tendenzialmente di non dismettere mai i beni entrati a far parte del patrimonio ecclesiastico.
  2. lo strumento ➢ della decima ecclesiastica , estesa a tutte le rendite senza eccezione ed a tutte le persone, siano esse laiche o chieriche, ricche o povere, cristiane o ebree ➢ delle decime papali , ossia imposte per eventi straordinari (crociate, esigenze della Chiesa apostolica) che fanno crescere l’insofferenza e l’ostilità della popolazione e delle autorità civili verso una tassazione vessatoria ed ingiusta.
  3. l’istituto del patronato , ➢ al patrono viene chiesto di sostenere le spese per la costruzione dell’immobile, in cambio di alcuni diritti e privilegi (diritto di nomina del rettore o del capo della comunità, diritto di sepoltura in loco, diritto all’assistenza in caso di bisogno).
  4. A livello repressivo abbiamo a. privilegio del foro, nato in epoca costantiniana, si evolve nel tempo, ma conosce la sua massima espansione quando si teorizza che i chierici non possono essere giudicati dal tribunale civile, ma solo dal vescovo. Le prime competenze esclusive dei tribunali ecclesiastici sono le cause riguardanti la fede, i sacramenti, le cerimonie ecclesiastiche, il vincolo matrimoniale, le decime, il patronato, ma con il tempo si aggiungono cause di genere b. tribunali dell’Inquisizione e delle loro pratiche persecutorie: il potere coercitivo in senso stretto continua ad essere esercitato dalle autorità civili, le quali, tuttavia, eseguono le decisioni dei giudici ecclesiastici, le cui sentenze sono equiparate a quelle civili. Il cittadino sottoposto al giudizio dell’Inquisizione rischia tutto ciò che ha, dai beni alla vita, fino all’avvenire della sua famiglia. Per ciò che riguarda la repressione dell’eresia, la Chiesa non deve rivendicare competenze perché le ha sempre avute. Di fronte al diffondersi dell’eresia in ogni area geografica e nel ceto intellettuale, la Chiesa scatena una vera e propria crociata , che viene bandita con una sorta di legittimazione ad uccidere. Lo strumento nuovo con il quale la Chiesa vuole condurre la guerra di sterminio degli eretici è dato dall’Inquisizione che ➢ si sovrappone e si sostituisce alla vecchia competenza dei vescovi, ➢ esercitata per mezzo di delegati pontifici che agiscono in piena autonomia: essi sono inviati nelle diverse nazioni per cercare e reprimere l’eresia ovunque si annidi, a livello individuale o comunitario. L’Inquisizione si fonda sul principio della ricerca degli eretici , anche al di là delle notizie certe sulla loro esistenza ed attività; per questa ragione l’inquisitore viaggia e si sistema nelle diverse località di una regione su cui ha giurisdizione, e vi apre le sessioni del tribunale con

➢ il laicato ed il clero francesi rispondono negativamente: Bonifacio viene umiliato quindi da Filippo Il Bello. Tutti intuiscono che da quel momento in poi nulla sarà come prima nel rapporto tra il potere temporale ed il potere spirituale ed in Europa si rende chiara una nuova situazione: l’impero resta un’aspirazione unitaria dei popoli, ma sono questi ormai i veri protagonisti della storia perché ❖ vogliono governarsi autonomamente ❖ non accettano autorità superiori. Città e Comuni, nuova borghesia e ceto mercantile, a. reclamano sempre maggiori autonomie politiche ed economiche, b. si riconoscono nei rispettivi stati nazionali o nelle rispettive Signorie, c. non tollerano più le infinite pretese confessionali che penetrano dovunque, nel costume e nella finanza, nella politica come nella sfera del pensiero e della scienza. Ora è il papato che perde in potere , autorevolezza, dimensione universale. Inoltre, il re di Francia

  1. continua a rivolgere gravissime accuse a Bonifacio VIII (eresia, simonia, corruzione)
  2. convince Clemente V a trasferire la sede pontifica ad Avignone nel 1309 La cattività avignonese si protrae fino al 1377 e dimostra al mondo intero che il papa è stato sradicato da quella centralità che si era costruita, da quell’altezza nella quale si era collocato. Quando termina il periodo avignonese, si apre per la Chiesa la crisi interna che sfocia nel grande scisma d’occidente e si protrae dal 1378 fino al 1414 - 38: lo scisma è provocato dalla divisione del collegio cardinalizio che nel 1378 elegge due pontefici. Dopo un inutile tentativo di riconciliazione, i papi diventano tre. La crisi viene risolta utilizzando lo strumento ecclesiastico del concilio ecumenico , al quale la canonistica classica riconosceva un certo poter di intervento per eventuali crisi di vertice: la soluzione passa attraverso il ridimensionamento del ruolo del pontefice. Si afferma la superiorità del concilio in materia di fede con due decreti:
  3. Il primo decreto (1415) stabilisce che “il concilio riceve il proprio potere direttamente dal Cristo e chiunque, è tenuto ad obbedire in ciò che riguarda la fede e l’estirpazione dello scisma”;
  4. Il secondo decreto (1417) da parte sua, stabilisce che “i concili generali vengano celebrati ogni cinque anni, poi ogni sette, e a regime ogni dieci anni in quei luoghi che il papa, o in mancanza il concilio stesso, dovrà definire”. La soluzione risolve la crisi, anche perché il concilio, oltre ai decreti approvati,
  5. depone Giovanni XXIII,
  6. condanna Benedetto XIII
  7. ottiene la rinuncia di Gregorio XII
  8. elegge un nuovo, unico papa, Martino V, ➢ il quale dichiara chiuso il concilio e viene riconosciuto da tutta la cristianità. Tuttavia, risolta la crisi Roma continua secondo i moduli della primazia pontificia e la storia ecclesiastica riprende là dove era stata interrotta con lo scisma del 1378: tuttavia, è cambiata l’idea che i sovrani nazionali hanno del papa, in quanto ormai tendono a ridurre i poteri della sede romana. Esempio Prammatica sanzione: inizio del giurisdizionalismo.
  • Abolisce le tasse apostoliche
  • Terminano le interferenze da parte della Chiesa nelle nomine ecclesiastiche. 11. La caduta di Costantinopoli, la riconquista della penisola iberica, il contenimento dell’Islam.
  • Mentre Roma vive la propria decadenza del papato,
  • ad est ed ovest del continente maturano fatti ed eventi storici che: ➢ rimodellano la carta religiosa dell’Europa, ➢ segnano i confini definitivi tra cristianesimo e Islam La conquista di Costantinopoli del 1453 da parte dell’impero ottomano è
  • il coronamento di secolari ambizioni del mondo islamico
  • il risultato delle perduranti divisioni tra Chiese cristiane d’oriente e d’occidente. L’episodio che fa degradare i rapporti tra Roma e Costantinopoli è legato alla conquista ed al saccheggio della capitale dell’impero da parte dei protagonisti della IV crociata nel 1203:

❖ Bisanzio viene spogliata delle sue ricchezze, profane e sacre, molte delle quali ancora oggi si rinvengono in chiese e palazzi occidentali, ❖ al posto delle legittime autorità viene impiantato un impero latino d’oriente. Inizia il dominio occidentale delle chiese bizantine che prosegue fino alla riconquista di Costantinopoli del 1261: l’impero

  • sopravvive ancora a lungo, anche se ormai costretto e pressato dall’Islam che è uscito vincitore dall’epoca delle crociate,
  • si trascina tra tentativi d’unione con la Chiesa di Roma e controversie interne. Nel 1453: o si consuma, poi, l’assedio e la conquista di Costantinopoli o matura la sostituzione dell’Islam in luogo dell’antica religione cristiana: L’islamizzazione di Costantinopoli e delle terre limitrofe segue lo schema classico : ➢ inizialmente, garantiti il Patriarca e la gerarchia ecclesiastica, i cristiani che non si convertono vengono assoggettati al consueto tributo e rimangono sotto la giurisdizione del loro capo spirituale; ➢ con il tempo, però, le chiese cristiano si trasformano in moschee, le conversioni si moltiplicano e la società viene governata dal Corano come codice fondamentale della vita politica e civile. nel 1453: a. l’Europa perde Costantinopoli (in Oriente l’impero ottomano è perfido) ➢ il rapporto tra cristianità e Islam non si esaurisce con la caduta di Costantinopoli, la dominazione turca resterà a lungo e terminerà nel ‘800 con la fine dell’Impero Ottomano. o Il patriarca di Costantinopoli è ormai impotente, non ha più un ruolo di prestigio. b. l’Islam perde la penisola iberica, (l’esperienza dell’impero ottomano è diversa, è più colta) ➢ la riconquista impegna le case regnanti del Portogallo ed i re cattolici della Spagna La riconquista ❖ si completa all’insegna della crociata cristiana, con l’intento di rendere cattolica l’intera penisola, ❖ provoca in Spagna una sorta di pulizia etnico-confessionale condotta congiuntamente dalla monarchia e dai tribunali dell’Inquisizione. ➢ l’inquisizione emana EDITTI DI ESPULSIONE (o ti converti o te ne vai) 12. La riforma protestante e la nuova divisione religiosa dell’Europa. Dopo la caduta di Costantinopoli e la riconquista della penisola iberica, la Chiesa di Roma subisce la lacerazione più dolorosa della sua storia, che provoca una nuova divisione religiosa e politica dell’Europa: la scintilla
    • viene dalle profondità della nazione tedesca che a lungo era stata in contenzioso con il papato
    • è accesa da Martin Lutero , che ha una crisi spirituale, credendo che tutti i suoi anni di sacrificio da monaco siano stati inutili. La risolve rendendosi conto che Dio è talmente grande che, attraverso la fede, giustifica l’uomo e le sue colpe. ➢ La giustificazione per la fede diviene il punto di rottura con ortodossia e dottrina romana. Roma , agli occhi di Lutero, a. si è appropriata della Chiesa e l’ha piegata alle sue esigenze ed ai suoi interessi, b. l’ha trasformata in una gigantesca istituzione, onnivora e piena di orpelli c. l’ha riempita di regole costruite da mano umana, fino a deformarla e farne qualcosa di completamente diverso da quella voluta dal suo fondatore. La critica luterana delle indulgenze tocca una corda malata della Chiesa dell’epoca, perché con le indulgenze
    • Roma vende un po’ dovunque il riscatto per denaro di annate di purgatorio,
    • il loro sfruttamento è talmente lucrativo che non c’è occasione (costruzione di una chiesa, raccolta di fondi per un’impresa, interessi più o meno encomiabili di qualsiasi dignitario ecclesiastico) nella quale la gerarchia non ricorra a questa forma di rastrellamento di denaro illogica e mortificante. Nel momento in cui dalle indulgenze si passa alla critica dell’ecclesiologia e della struttura temporale della Chiesa romana, Lutero è soccorso dall’insofferenza dei prìncipi tedeschi (e poi dei sovrani europei) per tutto ciò che è romano e papista: quando alla porta della chiesa del castello di Wittemberg vengono esposte le 95 Tesi di Lutero (è il 31 ottobre 1517, data convenzionale dell37a nascita del protestantesimo), e la rottura dottrinale è consumata, il suo autore trova immediati e forse inaspettati sostegni da parte di personalità politiche che gli garantiscono per anni l’immunità e la sicurezza contro le tante richieste di consegna nelle mani delle autorità ecclesiastiche che giungono da Roma. Il consenso che Lutero ottiene a livello di opinione pubblica porta:

Con Lutero lo Stato è lasciato libero di fare quel che vuole senza nessuna autorità che possa criticarlo, a differenza di quello che accade nei Paesi cattolici. Nasce in questo modo il terzo polo della cristianità d’Europa , dopo quello ortodosso e quello cattolico. Anche Lutero, come gli ortodossi, vorrebbe tornare alla Chiesa delle origini, ma toglie al rapporto tra uomo e Dio quel rapporto intimo che c’era prima. Scompaiono molte figure ecclesiastiche, come l’incarnazione, i santi, la figura di Maria. Ecco alcune differenze tra cattolici e protestanti: ➢ Cattolico:

  1. popola la sua vita di figure angeliche
  2. ci sono virtù eroiche di povertà e castità
  3. tollera più compromessi e cadute morali perché è convinto del perdono divino
  4. la chiesa domina sullo Stato, si soccombe alle sconfitte e cadute
  5. sono compatti ➢ Protestante:
  6. non ha santi o angeli, crea un rapporto più diretto con la trascendenza
  7. non si abbandonano ad eccessi mistici né pratiche eroiche
  8. tollera molto meno
  9. non vogliono guidare o imporsi su sconfitte o altro, si acquietano alla vita normale
  10. porta alla nascita di mille chiese Lutero cambia la storia d’Europa e provoca una nuova divisione religiosa e politica del continente: in fondo, il monaco agostiniano è il primo eretico che si salva dall’Inquisizione e dal rogo , e di fronte ad un eretico che si salva ne nascono mille di nuovi che prendono alla lettera il suo insegnamento e tornano a leggere ed interpretare direttamente e personalmente la Parola di Dio. Nascono, dunque, movimenti e Chiese nuove, ciascuno dei quali prende dalle Scritture ciò che più gli sembra importante o che più gli aggrada, e vi costruisce attorno un’istituzione, una dottrina, una liturgia. Nasce la Chiesa di Ulrico Zwingli a Zurigo,
  11. nasce con Giovanni Calvino un protestantesimo che quasi eguaglia, per ricchezza culturale e statura morale, quello di Lutero e si afferma a Ginevra. Calvino esaspera la dottrina della predestinazione , affermando che ➢ se si facesse dipendere la salvezza dell’uomo dai suoi meriti si finirebbe per limitare la volontà divina facendola condizionare da cause esteriori; questa cupa considerazione può essere superata dalla ricerca dei segni di salvezza, dall’attività umana che deve essere alacre e produttiva in tutti i campi, compreso quello sociale ed economico Di qui i due caratteri tipici del calvinismo che riflettono una fase importante dello sviluppo dell’occidente: a. l’impegno nel lavoro, inteso come accumulazione di energia e di ricchezza, b. il rigore dell’impegno morale da praticarsi senza attendersi un bene in questa vita o in quelle ultraterrena.
  12. Tra i seguaci di Zwingli, invece, prende forma il movimento degli anabattisti , che si caratterizza a. per un certo pessimismo radicale nei confronti del mondo b. per una concezione della Chiesa fondata sull’adesione volontaria di chi riesce a vivere la propria fede con assoluta coerenza: ad esempio, per gli anabattisti il battesimo degli infanti non è valido perché non è sorretto dalla volontà. A queste prime formazioni cristiani ne seguiranno altre un po’ dovunque, ed in ogni tempo: i puritani, dai quali scaturiranno i battisti ed i quaccheri, i metodisti, i pentecostali, gli avventisti e via di seguito. Ciascuno di questi movimenti, e di queste Chiese, a. rifiuta autorità centrali troppo potenti, b. vuole la sua autonomia c. si dà una struttura istituzionale più o meno marcata Anche queste strutture ecclesiastiche esercitano autorità e poteri sui singoli, ma i fedeli si sentono partecipi della vita comunitaria, come in una piccola polis religiosa, nella quale ciascuno esercita diritti ed adempie doveri che avverte vicini al proprio modo di sentire. Appare chiaro a tutti il significato politico della rivolta di Lutero, il quale diviene il cantore ed il rappresentante degli interessi dei sovrano e degli Stati nazional i, meritandosi un posto tra i fondatori dell’Europa moderna Chi aderisce alla riforma: a. sarà sempre re in casa propria, b. non dovrà più pagare balzelli o decime alla corte romana, c. potrà appropriarsi della maggior parte dei beni ecclesiastici, d. potrà avere una Chiesa in formato nazionale che non riconosce alcun centro universale superiore.

Molto peculiare la vicenda che coinvolge l’Inghilterra, che prende a spunto la rivolta luterano per conseguire il suo obiettivo storico, confezionandosi una Chiesa nazionale fatta in casa , unica nel suo genere e irripetibile in continente: Enrico VIII ❖ si distacca da Roma quando questa non vuole invalidare il suo matrimonio con Caterina d’Aragona, ❖ nel 1534 fa approvare al Parlamento l’atto di supremazia ➢ con il quale si vede riconosciuto il titolo di unico supremo capo della Chiesa d’Inghilterra. Nasce così la Chiesa anglicana che viene organizzata nell’ambito di un sistema dinastico marcatamente cesaropapista,

  • nel quale capo dichiarato della Chiesa è il monarca temporale,
  • mentre chiunque aspiri al trono non può che essere della religione ufficiale dello Stato. La struttura della Chiesa anglicana mantiene non pochi tratti di cattolicesimo, ma su due questioni segue integralmente la lezione protestante, ovvero l’abolizione del celibato dei preti e la soppressione dei monasteri con conseguente incameramento dei beni.

12. Il giurisdizionalismo cattolico e le guerre di religione. Il principio di tolleranza religiosa.

La riforma luterana influenza direttamente anche l’altra parte d’Europa che resta cattolica. Quasi ogni Stato

  • avverte, più di prima, l’importanza nazionale della religione,
  • cerca di strutturarsi in modo confessionalmente omogeneo con l’intento di potenziare la compattezza interna e la propria forza all’estero. I sovrani cattolici ricevono da Lutero un aiuto indiretto anche nei loro rapporti con il pontefice romano, in quanto essi sanno che i protestanti hanno ragione nella polemica antiromana per quanto riguarda il contenzioso che da secoli contrappone lo Stato alla Chiesa: ➢ il costume sovente discutibile del clero e dei religiosi, ➢ la cupidigia di Roma e di tante istituzioni cattoliche, nei confronti del denaro e l’accumulazione delle ricchezza, ➢ l’invadenza del foro ecclesiastico in questioni temporali, ➢ l’attività di una Inquisizione che vede eretici dappertutto seminando paura in ogni ambiente. Rimangono fedeli alla Chiesa ma sanno che devono limitarne l’influenza. Sta qui il significato del giurisdizionalismo che si afferma nell’Europa cattolica e che dal XVI secolo percorre l’epoca moderna sino a lambire il secolo XX; la formula dell’assolutismo regio già riflette un limite posto all’antico potere della Chiesa, giacché il diritto canonico viene progressivamente svuotato di parte del suo potere reale. ❖ in una prima fase, ogni atto normativo della Chiesa acquista efficacia solo se munito dell’exequatur o placet regio , che viene concesso o negato in funzione degli interessi statuali del momento; ❖ successivamente, il placet regio è condizione per la validità stessa dell’atto normativo che di per sé ne è privo. Con l’affermazione del principio secondo cui la legge è il frutto esclusivo della potestà e capacità legislativa dello Stato :
  • il diritto canonico viene di fatto posto ai margini della realtà giuridica statuale,
  • le stesse prerogative ed immunità ecclesiastiche finiscono col diventare vere e proprie eccezioni al diritto comune che lo Stato tollera più o meno malvolentieri. Il giurisdizionalismo ❖ si dispiega un po’ dovunque, a cominciare dalla Francia che resta il Paese delle libertà gallicane , ❖ si avvale dgli Iura maiestatica circa sacra che consentono al sovrano di limitare le invadenze ecclesiastiche. Alcuni diritti sono ancora diretti a proteggere la cattolicità. Altri no.

❖ il sovrano

➢ vuole intervenire per riformare i costumi del clero e dei religiosi ( ius reformandi ), i cui comportamenti sono spesso al di sotto degli ideali evangelici, non di rado al di sotto della morale comune ➢ torna a rivendicare competenza circa la nomina, o la scelta, dei grandi dignitari ecclesiastici ( ius nominandi ), ed esige che ogni atto, provvedimento o nomina siano sottoposti al preventivo placet regio ❖ lo Stato intende difendersi da attività contrarie ai propri interessi politici ( ius cavendi ), controllando e reprimendo invadenza confessionali in questioni statali e dinastiche; Lo Stato, poi, avverte sempre più il peso della proprietà della Chiesa che costituisce una gran parte del patrimonio nazionale,

  • agisce a. sia per incamerare alcuni beni di monasteri ed ordini religiosi frenando l’espansione della manomorta,