










































Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
La natura e le fonti del Diritto Internazionale (DI), con un focus particolare sulla soggettività internazionale di stati e individui. sulla creazione di norme internazionali, il ruolo di attori come imprese e organizzazioni internazionali, e il principio di effettività. Vengono analizzati casi storici come il Congresso di Vienna e la Carta Istitutiva delle Nazioni Unite, e si discute sulla soggettività limitata degli individui nel contesto del DI. Il documento conclude con una discussione sulla diplomazia, la negoziazione e l'intervento umanitario.
Tipologia: Appunti
1 / 50
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!











































“Il manuale di diritto internazionale” di Benedetto Conforti (libro di testo) Nel diritto internazionale non esiste un parlamento. LO STATO È LEGISLATORE E DESTINATARIO DELLE NORME CHE VENGONO CREATE. Queste leggi vengono quindi create dagli Stati stessi e valgono per gli stati medesimi. Spesso infatti queste norme sono a favore degli stati e sono influenzate dalla politica internazionale. INTRODUZIONE ALLA MATERIA: I principali attori del diritto internazionale sono: LO STATO e LE ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI —> Le organizzazioni internazionali sono tantissime e servono per la corretta cooperazione tra i vari Stati. Sono enti creati dagli stati ai fini della cooperazione tra stati. Questi gestiscono le loro decisioni dal punto di vista amministrativo. Tratteremo anche le FONTI DEL DIRITTO INTERNAZIONALE: le norme del diritto internazionale nascono come norme non scritte, fino a non molto tempo fa non esisteva un codice di leggi scritte del diritto internazionale. Furono messe per iscritto nel 1945, prima erano NORME A CARATTERE CONSUETUDINARIO: comportamenti costanti e ripetuti nel tempo da parte degli stati. (es: norma sul mare territoriale, ogni stato reagiva quando stranieri si avvicinavano a più di 6km dalla loro costa. Questo nel tempo del colonialismo)—> adesso, che la norma è stata scritta, il mare territoriale dista 12km. Quando queste norme iniziarono ad essere scritte, si inizia a parlare di TRATTATI INTERNAZIONALI —> un trattato è un atto normativo scritto, formato da una serie di articoli che stabiliscono una regolamentazione. Il diritto internazionale regola una serie di argomenti che trattano e influenzano molti aspetti della vita quotidiana di ogni giorno. Come il diritto internazionale reagisce alle guerre? Come il diritto internazionale protegge e tutela i diritti dei singoli?
DIRITTO INTERNAZIONALE PUBBLICO : norme che vengono create per gestire la comunità degli stati. Norme che servono ad assicurare la convivenza pacifica nel nostro mondo odierno. DIRITTO INTERNAZIONALE PRIVATO : sono norme che prevedono di stabilire se verranno attivate norme italiane oppure straniere —> non lo studieremo. I CARATTERI GENERALI DEL DIRITTO INTERNAZIONALE:
dell’impero romano si crearono tanti piccoli stati, e gli Asburgo rivendicavano il loro diritto di essere gli unici eredi dell’impero romano e si proclamarono cosi imperatori. Gli altri iniziarono ad avanzare pretese per ereditare il trono di imperatore —> guerra che ha poi coinvolto tutti gli stati) Quando la guerra finisce, ci fu il trattato di pace ESSENZIALE per la creazione del diritto internazionale e PER LA COMUNITA’ E PER L’UGUAGLIANZA SOVRANA TRA GLI STATI : tutti gli stati sono uguali, e quindi tutti formalmente indipendenti uno dall’altro. Nessun governante potrà interferire negli affari interni degli altri stati. -1815 : CONGRESSO DI VIENNA: conferenza di pace che viene dopo la sconfitta di Napoleone —> necessità di creare un NUOVO ASSETTO POLITICO, TERRITORIALE E GIURIDICO DELL’EUROPA DOPO NAPOLEONE —> NASCE QUINDI IL DIRITTO DIPLOMATICO e CONSOLARE CIOE’ VENGONO STABILITE LE NORME CHE SERVONO A SOVRINTENDERE LE RELAZIONI TRA GLI STATI : ossia le regole per l’accredito e l’invio degli agenti diplomatici che creano delle immunità (situazione giuridica in cui si trovano i rappresentanti degli stati: danno la possibilità agli stati di avere delle relazioni costanti che non possano essere …
- 1919: i paesi vincitori della IGM, creano la SOCIETÀ DELLE NAZIONI: con il compito di mantenere la pace tra gli stati. Nel 1919 si creano i primi enti che cooperano al fine di ottenere obiettivi comuni: le organizzazioni internazionali. Ciò si sviluppa nel 1945 , ratificando la CARTA ISTITUTIVA DELL’ONU: 55 stati ratificano questa carta istitutiva, che crea un’istituzione internazionale nuova e che tutt’ora funziona: questa ha creato nuovi organi e nuove norme volte al bene comune degli stati. L’ONU è l’organizzazione internazionale che ha competenza e vocazione universale. Le nazioni unite accolgono tutti gli stati del mondo che vogliono farne parte. I SOGGETTI DEL DIRITTO INTERNAZIONALE: Il diritto internazionale è un diritto che nasce e si consolida per il diritto e l’attività degli stati stessi, dopo la pace di Waestfalia. Il DI nei secoli si è evoluto, ha attraversato diverse epoche storiche e si è affermato come universale poiché protegge valori comuni. Si applica a soggetti che dal punto di vista giuridico, sono uguali tra loro. GLI STATI: SONO IL SOGGETTO CLASSICO DEL DIRITTO INTERNAZIONALE LO STATO E’ UN SOGGETTO DI DIRITTO: essere SOGGETTO DI DIRITTO significa avere un’attitudine secondo quel determinato ordinamento giuridico ad essere titolare di diritti e di obblighi previsti dalle varie norme giuridiche. (essere soggetto di diritto significa avere la personalità giuridica e l’attitudine ad essere titolare di diritti e obblighi previsti dalle norme di natura giuridica che cambiano a seconda dell’ordinamento). I soggetti del diritto cambiano a seconda del soggetto che prendiamo in considerazione (i soggetti del diritto civile sono ovviamente diversi dai soggetti del dritto privato in uno stato). Il diritto si può annoverare e può cambiare i propri soggetti (ad esempio le donne, fino al 1700 non erano considerate soggetto di diritto, non potevano votare, non potevano ereditare i beni, non avevano diritto proprio ma solo diritti che arrivavano dal padre o dal marito). —> I soggetti del diritto possono essere diversi da ordinamento a ordinamento. IL SOGGETTO PER ECCELLENZA DEL DIRITTO INTERNAZIONALE E’ LO STATO. Ma cosa è uno stato? Lo dobbiamo dividere in: - STATO COMUNITÀ: lo stato comunità è l’insieme di quella comunità umana che vive in uno stesso territorio e che è regolata da leggi e valori comuni (libro: per stato comunità si intende una comunità umana stanziata su di una parte della superficie terrestre e sottoposta a leggi che la tengono unita). - STATO ORGANIZZAZIONE: per stato organizzazione si intende invece l’insieme di organi che esercitano poteri sovrani sui singoli territori. Uno stato non può esistere senza una popolazione, ma non può esistere neanche se non c’è un’organizzazione stabile che gestisce la popolazione. Per il diritto internazionale, la concezione di STATO CHE CI INTERESSA, E’ QUELLO DELLO STATO ORGANIZZAZIONE: questo perché sono gli organi statali che contribuiscono alla
creazione delle norme del diritto internazionale ed è agli organi statali ai cui si riferisce il contenuto delle norme internazionali (norme tra l’altro, dirette a disciplinare e limitare l’esercizio del potere di governo). Inoltre, sono gli organi internazionali che subiscono dei limiti nell’esercizio dei propri poteri previsti dal diritto internazionale e poi perché la violazione del diritto internazionale, è rilevante quando è commessa da organi dello stato. In genere la responsabilità per la violazione del diritto internazionale è degli organi statali responsabili della violazione. Poi ci sono anche casi in cui è imputabile un singolo. Le norme vengono create dall’attività di questi organi o quando si riuniscono per crearne delle norme oppure vengono create da norme consuetudinarie. QUALI SONO GLI ORGANI DELLO STATO? Quando si parla di organi statali SI INTENDONO TUTTI GLI ORGANI, e quindi TUTTI COLORO CHE PARTECIPANO ALL’ESERCIZIO DEL POTERE DI GOVERNO; non si tratta solo degli organi del potere esecutivo e di quello centrale quindi, ma anche di amministrazioni locali o enti pubblici minori che, per consuetudine, sono considerati com COMPONENTI DELLO STATO IN QUANTO SOGGETTI DI DIRITTO INTERNAZIONALE. Un organo nello stato è tale se secondo l’organizzazione amministrativa dello stato stesso questo può esercitare un potere pubblico. Non c’è differenza tra enti locali (minori) o organi del potere esecutivo. E’ importante che quest’organo faccia parte dell’org amministrativa dello stato e che eserciti una funzione pubblica. Perciò il diritto interno si dirige a tutte le ramificazioni dello stato: riguardano anche il comune, la capitaneria di porto e a tutti gli enti che servono a governare una nazione. Perciò se il diritto internazionale si rivolge allo stato organizzazione , va detto che questa organizzazione viene presa in considerazione solo quando eserciti questo potere in maniera effettiva (principio di effettività: è la prima caratteristica/ requisito per la STATUALITA’ , ossia la qualifica di stato. Uno stato è tale quando agisce EFFETTIVAMENTE sul proprio territorio , non basta che sia una cosa FORMALE. LE QUALIFICHE per la STATUALITA’, per quanto riguarda il territorio: 1) PERMANENT POPULATION : POPOLAZIONE che vive in maniera permanente in un determinato territorio e che è legata da leggi comuni che ne disciplinano la convivenza 2)TERRITORIO : definito, individuabile tramite i confini di quell’area geografica. Anche qui non sono previsti criteri o requisiti di natura quantitativa (vedi microstati, inclavi (stati che si trovano all’interno di stati più grandi es: San Marino, città del vaticano) —> la conformazione del territorio e la sua grandezza non sono fondamentali. 3) CAPACITA’ DI GOVERNARSI: quindi LA PRESENZA DI UN GOVERNO : su quella determinata area geografica, abitata da quella popolazione, la popolazione stessa si è data un’organizzazione. In questo caso il diritto internazionale è neutro: ossia non prescrive un tipo di politica precisa, però per essere stato ci deve essere un organo capace di governare quel territorio e quella popolazione. 4) il quarto requisito è previsto dall’unico atto internazionale a carattere vincolante STIPULATO NEL 1993 CON L’ ACCORDO INTERNAZIONALE DI MONTEVIDEO , è UN ACCORDO INTERNAZIONALE che diversi paesi del mondo hanno sottoscritto, quindi è vincolante per buona parte di questi paesi della nostra comunità internazionale. Qui viene elencato anche il 4 requisito: CAPACITÀ DI INTRATTENERE RELAZIONI INTERNAZIONALI CON ALTRI STATI. —> principio collegato con quello del governo. QUESTO 4 REQUISITO INDICA L’ATTITUDINE A POTER CREARE RELAZIONI CON ALTRI STATI A CONDIZIONI DI PARITÀ. POI CI SONO ALTRI DUE REQUISITI:
**- EFFETTIVITÀ
L’atteggiamento degli altri stati è rilevante per la formazione di un nuovo stato? La risposta si trova nel principio di EFFETTIVITA ’. Al momento che si è integrato quei principi, sei uno stato, gli altri stati non hanno voce in capitolo nella formazione di un altro stato. Gli stati generalmente emanano tra di loro degli ATTI DI RICONOSCIMENTO, ossia degli atti che hanno esclusivamente valore politico, non hanno effetto di natura giuridica. Il riconoscimento non è costitutivo della soggettività internazionale, quindi è un atto che ha solo valore politico. Ad esempio, il Kossovo si dichiara indipendente, e inizia ad avere relazioni con altri stati. L’Italia, esprime il suo appoggio, e decide di sostenere il Kossovo. Questo non significa che serva l’approvazione dell’Italia poiché il Kossovo agisca in maniera indipendente e sovrana sul proprio territorio. L’appoggio dell’Italia mostra solo la loro volontà di interagire e intrattenere dei rapporti con loro. L’atteggiamento degli altri stati non è rilevante ai fini della creazione di un nuovo stato. Ossia, gli altri stati non esercitano potere di ammissione o di certificazione nei confronti degli altri stati. Il riconoscimento NON ha valore COSTITUTIVO, ma solo POLITICO; nonostante questo il riconoscimento è importante perché è una prova che il nuovo stato si possa considerare tale perché ha tutte le caratteristiche per esserlo e che è quindi, di diritto, uno stato. (es. Se anche il Kosovo non avesse avuto atti di riconoscimento, sarebbe comunque uno stato). ES CATALOGNa: E’ possibile che la Catalogna si stacchi solo nel caso in cui si trovi sotto un governo oppressore, sotto oppressione militare o un governo razzista. Solo in quel caso il diritto internazionale darebbe la possibilità di secedere. Ma siccome Madrid non ha mai mostrato questo tipo di atteggiamento, la secessione catalana non è pensabile. I KOSSOVARI invece, sono stati oppressi negli anni da parte DEI SERBI, per questo hanno sentito la necessità di staccarsi, poiché i diritti umani fondamentali dei Kossovari non erano più tutelati. Il riconoscimento può essere considerato un INDIZIO DI STATUALITA’, NON UN REQUISITO MA SICURAMENTE UN INDIZIO. La base del diritto internazionale moderno E’ avere L’ESERCIZIO DELLA SOVRANITÀ TERRITORIALE: la sovranità territoriale è la base del DI moderno, anche questo principio è nato a Westfalia nel 1648. Attorno a questo principio ruota tutto il diritto internazionale. Che significa sovranità? Per sovranità si intende un’autorità massima suprema su un territorio , quindi si è l’unico soggetto che può imporre la sua autorità per quanto riguarda gli affari INTERNI, E ESTERI: in questo caso la sovranità si definisce ESTERNA. L’autorità suprema è quella che ha tutti i tipi di potere: LEGISLATIVO, GIUDIZIARIO E ESECUTIVO. La sovranità è un potere che si esercita in maniera esclusiva. Questi poteri però non sono illimitati: 1- Il primo limite evidente è il TERRITORIO —> ogni volta che uno stato esercita un potere sovrano su territori altrui, viola il diritto internazionale (es storico: dopo la IIGM, una parte dei gerarchi nazisti, scappano dalla Germania e si rifugiano in Argentina per nascondersi e evitare sentenze contro di loro, diventando così latitanti, nonostante la volontà di altri stati (soprattutto dall’Israele) di procedere con la punizione di queste persone, nel 72 viene individuato un gerarca nazista, così gli Israeliani rapirono Echman dall’argentina, lo portarono in Israele e lo giustiziariono. —> Questa è una chiara violazione della sovranità dell’Argentina. Il DI ha quindi creato delle norme che limitano questo potere sovrano delle norme degli stati, ossia lo stato non può fare sempre quello che vuole, ma deve rispettare una serie di obblighi previsti dal DI Es: TRATTAMENTO DEGLI AGENTI DIPLOMATICI : Il nostro paese non può sequestrare documenti nella missione degli stati uniti in Italia, non può controllare la valigia dell’ambasciatore russo. Se anche l’agente diplomatico commettesse un reato, non può essere processato per tutto il periodo della sua carica. Altri casi, LE NORME SUL TRATTAMENTO DELLO STRANIERO : il DI stabilisce che gli stati
hanno una serie di obblighi generali nei confronti degli stranieri, ad esempio lo stato non può obbligare lo straniero a adempire all’obbligo militare, non può chiedere allo straniero di pagare le tasse se non esercita un’attività economica. In pratica, il DI è andato ad erodere il DOMINIO RISERVATO DEGLI STATI (DOMESTIC JURISDICTION) —> il DI si è andato ad occupare di materie che tradizionalmente erano riservate agli stati, dove c’era la presenza di norme nazionali e l’assenza di norme di carattere internazionali. Quindi questo potere sovrano degli stati si è andato in qualche modo limitando. La situazione attuale è che esistono tantissimi accordi internazionali che limitano la libertà di agire degli stati, che limitano il potere e l’autorità suprema dello stato sul proprio territorio. es. TRATTATI SUI DIRITTI UMANI : esistono molti accordi internazionali che stabiliscono dei diritti che devono essere riconosciuti a ogni individuo, solo per essere tale; in materia di diritti umani, gli stati limitano i propri poteri sovrani, assumendo dei cosiddetti obblighi di astensione o negativi: Si impegnano a non ledere i diritti degli individui. Si astengono da emanare degli atti che ledano il nostro diritto alla salute, evitano di mettere in vigore ad esempio, norme che discriminerebbero minoranze etniche o religiose ecc… Quindi, gli stati hanno adottato degli obblighi sia che limitano, ma contemporaneamente hanno assunto anche un obbligo i natura positiva, di protezione. OBBLIGO DI PROTEZIONE : vuol dire che ci si impegna a reprimere ogni violazione dei diritti umani, eventualmente commessa da soggetti che si trovano sul mio territorio. Per tanto si usano tutte le misure giudiziarie per reprimere quella violazione. Lo stato si impegna ad attuare tutte le politiche necessarie per reprimere un qualsiasi atto di violazione. Le norme del DI limitano quello che lo stato può fare e non può fare, sono delle norme che gli stati stessi hanno creato. Essi hanno auto-limitato la loro azione, per poter tutelare i diritti delle persone che vivono all’interno degli stat i. Esistono altri soggetti del DI oltre agli stati? INDIVIDUI E ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI DI= diritto per la comunità degli stati PER INDIVIDUI NON SI FA RIFERIMENTO SOLO AI SINGOLI UMANI ma anche tutte quelle singole entità che operano all’interno delle comunità nazionali, ANCHE ALLE ASSOCIAZIONI, ALLE IMPRESE, E AI SINGOLI ENTI DI CARATTERE COMMERCIALE. Molti studiosi parlano di una SOGGETTIVITÀ INTERNAZIONALE LIMITATA: diversa rispetto alla soggettività piena degli Stati (piena perché gli stati possono creare le norme del diritto internazionale, perché sono responsabili delle varie violazioni del diritto internazionale stesso) mentre per gli individui queste possibilità sono riconosciute in modo molto limitato: pero altri studiosi prendono spunto da accordi internazionali esistenti, che disciplinano diverse attività interne alle comunità statali e in modo particolare dall’esistenza di accordi che proteggono i diritti fondamentali dell’individuo. Questa idea della soggettività internazionale degli individui è legata al fatto che il DI non è più un diritto che regola solo la diplomazia, ma si occupa di regolare tutti i fenomeni della convivenza, e di tutti gli esseri umani in diversi stati del mondo. Perciò gli studiosi credono che si possa riconoscere sì, una soggettività internazionale degli individui, ma si chiedono se si possano applicare le stesse leggi per i singoli individui. SOGGETTIVITÀ INTERNAZIONALE: ESSERE TITOLARI DI DIRITTI E OBBLIGHI REGOLAMENTATI DAL DIRITTO INTERNAZIONALE QUINDI, SI PUO’ PARLARE DI DIRITTI INTERNAZIONALI DEGLI INDIVIDUI (ossia mettere al par gli stati con i singoli individui) E, AGLI OBBLIGHI DEGLI STATI CORRISPONDONO DEI VERI E PROPRI DIRITTI PER I SINGOLI SOGGETTI? Sicuramente gli stati hanno degli obblighi di tutela verso gli individui. IL DI odierno contestualmente, prevede che gli individui possano ricorrere a dei giudici
Per lo stesso motivo NON POSSIAMO ANNOVERARE COME SOGGETTI del di neanche i POPOLI. —> anche se il DI a volte parla del diritto dei popoli (DIRITTO ALL’AUTODETERMINAZIONE DEI POPOLI oppure DIRITTO DEI POPOLI ALLO SFRUTTAMENTO DELLE PRROPRIE RISORSE NATUALI), nonostante esistano queste norme, il termine popolo viene spesso utilizzato come sostituto del termine STATO. (per una formulazione più enfatica di un diritto, per renderlo più solenne) GRUPPI INSURREZIONALI: possono venire in rilievo del DI, i gruppi insurrezionali devono ottenere una parte del territorio su cui esercitare un potere, e poi eventualmente ottenere l’indipendenza. Questi popoli quando si oppongono allo stato, possono essere tutelati dal DI: questo si chiama PRINCIPIO DI AUTODETERMINAZIONE DEI POPOLI ( principio che tutela quei casi in cui i governati si oppongono allo stato ). Questo principio è una regola che si definisce DI DIRITTO COGENTE ossia una norma inderogabile, alla quale non sono previste limitazioni e, per tanto, protegge un valore essenziale della comunità internazionale. ( norma fondamentale che NON PUÒ ESSERE VIOLATA E NON HA LIMITAZIONE, e che quindi PREVALE SU TUTTE LE ALTRE NORME DEL DIRITTO INTERNAZIONALE ). (es. COSTITUZIONE: le norme della nostra costituzione prevalgono rispetto alle norme o alle leggi ordinarie: alcuni valori previsti dalla nostra costituzione non possono essere limitati.) Le norme del diritto cogente, esprimono i valori base di una comunità, quindi non possono essere violate e tantomeno non si possono creare norme con un contenuto diverso da quello delle norme cogenti. SECONDO LA CORTE INTERNAZIONALE DI GIUSTIZIA, QUESTO PRINCIPIO SI APPLICHEREBBE A TUTTI I POPOLI CHE SONO SOGGETTI A UN GOVERNO STRANIERO, I QUALI AVREBBERO IL DIRITTO DI DIVENTARE INDIPENDENTI: TUTTI I POPOLI SOTTOPOSTI A UN GOVERNO STRANIERO (dominazione coloniale/ popoli che sono stati oggetto di un invasione da parte di un altro stato), SECONDO IL PRINCIPIO DI AUTODETERMINAZIONE DEI POPOLI, POTREBBERO DIVENTARE INDIPENDENTI, OPPURE ASSOCIARSI CON UNO STATO GIÀ ESISTENTE. Il contenuto di questo principio è quello di garantire ad un popolo di scegliere liberamente il proprio regime politico. Questo giustificherebbe le istanze indipendentistiche di alcuni popoli soggetti a dominazione straniera. Questo principio però non vuole giustificare tutte le situazioni storiche in cui sono state attuate modifiche territoriali con l’uso della forza, questa norma si applica solo a situazioni insorte dopo la nascita di questo principio e la sua messa in vigore (anni ’50). —> non si può usare questo principio quando la dominazione straniera è avvenuta in un’epoca molto precedente. Quindi questo principio prevede che la dominazione in questione debba essere violenta, forzata e avvenuta in questa epoca storia, non precedentemente alla messa in vigore di questo principio. ES: il Sud Italia non può reclamare la sua indipendenza perché la dominazione sabauda è avvenuta 150 anni fa. Quindi il principio vale e non può giustificare la volontà di indipendenza del Sud Italia. Il principio di autodeterminazione nacque soprattutto per la DECOLONIZZAZIONE DEMOCRATICA. Le colonie, una volta che le potenze coloniali avessero lasciato libero il territorio, avrebbero dovuto avere la possibilità di decidere dell’assetto politico e sociale del proprio stato, e che quindi potesse dichiarare la propria indipendenza. Queste situazioni si identificano come AUTODETERMINAZIONE ESTERNA (quando ti liberi di un soggetto straniero): un soggetto straniero che esercita un potere su un territorio e sulle
persone che abitano in quel territorio. L’autodeterminazione esterna può portare all’indipendenza. AUTODETERMINAZIONE INTERNA : quindi quando si ha un governo nazionale che non rispetta i diritti umani, che usa la forza, che opprime —> questa situazione non giustifica la secessione , ossia una regione non si può staccare da quel paese solo perché lo opprime—> non esiste la possibilità di secedere perché non ci si sente rappresentati da un certo governo, solo perché ci si sente oppressi. ES: e’ il caso di Maduro , a cui stanno tutti andando contro poiché dicono si stia comportando in maniera antidemocratica. Ma i venezuelani, nonostante stiano morendo di fame, non possono secedere dal governo di Maduro perché non si tratta di dominazione straniera. Se la dominazione e’ INTERNA, non si ha il diritto di chiedere l’indipendenza. Se non ci piace un governo, ma si parla del proprio governo interno di un paese, non si ha diritto di ribellarsi. NON ESISTE QUINDI LA POSSIBILITÀ DI CREARE UN NUOVO STATO INDIPENDENTE PER PROBLEMI PRETTAMENTE INTERNI. ES: CASO KOSOVO : il Kosovo ha dichiarato unilateralmente l’indipendenza dalla Serbia. Al DI non interessa come si è arrivati alla creazione dello stato, per essere tale basta che integri i principi di EFFETTIVITÀ. Al DI interessano le situazioni di fatto, poi saranno gli altri stati a decidere arbitrariamente se intrattenere o meno delle relazioni con il Kosovo. La questione è rappresentata dall’unilateralità del Kosovo. Il Kosovo ha reclamato di fatto un’autodeterminazione INTERNA , perché prima faceva parte della Serbia, ERA COME SE FOSSE UNA SUA REGIONE. Allora perché ha secesso? E’ stata chiamata REMEDIAL SECESSION , viste le gravissime violazioni dei diritti fondamentali, non c’era altra opzione, e per questo la corte di giustizia internazionale non si è espressa. Il DI IMPONE AL POPOLO CHE OCCUPA UNO STATO DI CONSENTIRE L’AUTODETERMINAZIONE DEL POPOLO STESSO ad esempio tramite un referendum. Nel caso in cui un governo non lo consenta, sarebbe lecito per gli altri stati non intrattenere relazioni con quel governo e non riconoscerlo come legittimo. Gli obblighi sono in capo agli stati che governano in territorio straniero. NON ESISTONO DEI RAPPORTI GIURIDICI TRA IL POPOLO CHE LOTTA PER L’AUTODETERMINAZIONE E IL GOVERNO STRANIERO CHE LI OPPRIME —> tranne quando il popolo si costituisce un COMITATO DI LIBERAZIONE e ottiene il controllo effettivo esclusivo e indipendente di un dato territorio. Solo quando diventa un MOVIMENTO INSURREZIONALE che ha preso possesso di un territorio, allora avrà SOGGETTIVITÀ INTERNAZIONALE. Se L’INSURREZIONE HA SUCCESSO, IL POPOLO CHE SI RIBELLA DIVENTA UN SOGGETTO DI DIRITTO, CON SOGGETTIVITÀ LIMITATA IN QUANTO INDIVIDUO (come detto prima). IL GOVERNO STRANIERO DEVE SEMPRE GARANTIRE LA LIBERTÀ DEL POPOLO DOMINATO DI AUTODETERMINARSI. Per riassumere gli individui, che siano minoranze indigene o enti, hanno soggettività limitata, e sono sempre sottoposti allo stato che ha invece soggettività piena. Tutti i governi che esistono, devono essere governi democraticamente eletti? Cioè tutti coloro che vivono in un certo territorio, hanno e devono esprimere le loro preferenze possibili e nel caso in cui questo non avvenga, abbiamo il diritto di reclamare un governo politico che ci rappresenta? Il diritto internazionale impone la democrazia? NO, non impone che ogni governo sia il risultato della maggioranza dei voti degli individui di quello stato. E’ anche vero pero che in genere, gli altri stati prendono posizione contro perché si ritiene che quel governo stia violando delle norme che dovrebbero essere rispettati da tutti gli stati, e quindi che stia violando anche i diritti degli individui. —> gli altri stati hanno quindi optato per andare contro a questi stati che si stavano comportano in maniera non democratica (es. Situazione in Venezuela). L’avere un governo che non ti identifica pero, non è abbastanza per richiedere l’indipendenza. L’autodeterminazione è riconosciuta solo quando:
—> ORGANIZZAZIONI NON GOVERNATIVE : es. WWF, AMNESTY INTERNATIONA L. (I membri di queste sono cittadini di ogni paese del mondo che vogliono aderire alle iniziative di queste organizzazioni, che sentono vicini i valori che queste organizzazioni supportano, e vogliono sensibilizzare i governi al rispetto di determinati valori.) ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI GOVERNATIVE Sono degli ENTI CREATI DAGLI STATI , che operano nella comunità internazionale accanto agli stati, in posizione di autonomia e indipendenza rispetto a questi. SONO QUINDI SICURAMENTE SOGGETTI PIENI DEL DIRITTO INTERNAZIONALE ODIERNO ; questo perché stipulano degli accordi internazionali con gli stati stessi, accordi che vengono considerati come produttivi di effetti giuridici propri delle organizzazioni stesse. Sono enti creati dai governi e dagli stati per raggiungere delle finalità comuni che operano in assoluta autonomia rispetto agli stati che l’hanno creata. L’ente è indipendente, dal punto di vista politico, dai singoli stati che l’hanno creato —> è separato dai singoli membr i, non solo dal punto di vista organizzativo , ma anche da quello giuridico (quindi le decisioni che prenderà saranno prese dall’ente, non dai singoli membri). L’ENTE AGISCE IN INDIPENDENZA, ED E’ TITOLARE DELLE NORME E DEGLI OBBLIGHI DEL DIRITTO INTERNAZIONALE. Per raggiungere degli scopi, gli enti devono essere titolari di diritti e obblighi proprio come gli stati, altrimenti non potrebbero raggiungere gli obiettivi comuni. SONO SOGGETTI DEL DI, CREATI DAGLI STATI, E TITOLARI DI RAPPORTI GIURIDICI AUTONOMI, CHE SONO IN CAPO ALL’ORGANIZZAZIONE E NON AI SINGOLI STATI CHE L’HANNO CREATA —> stiamo parlando quindi di PERSONALITÀ INTERNAZIONALE. Esiste anche un altro tipo di personalità, che è LA PERSONALITÀ DI DIRITTO INTERNO : ossia la capacità di assumere obblighi o essere titolari di diritti, previsti dalle norme di un determinato stato (che generalmente è lo “stato di sede”). es. Le nazioni unite che hanno sede a New York, possono avere quel palazzo dove hanno sede, perché lo stato americano da a quell’organizzazione il potere di affittare, comprare o vendere quel palazzo poiché la riconoscono come un ente che può governarsi autonomamente. (ESSERE SOGGETTI DEL DIRITTO INTERNAZIONALE: Avere diritti e obblighi che discendono dal diritto internazionale) Una delle più famose ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI E’ L’ONU (Organizzazione delle nazioni unite): Nata il 26 giugno 1945, dopo la II GM, quando 55 o 25? paesi conclusero il trattato istitutivo dell’organizzazione (un documento che conteneva e contiene tutt’ora la regolamentazione di tutte le attività dell’organizzazione). Prima di tutto ne stabilisce I FINI E GLI SCOPI (art. 1) che sono:
serve ad approvare dei documenti chiamati RISOLUZIONI che contengono una strategia per affrontare dei problemi di carattere generale. (es. tematica: prevenzione delle epidemie di malaria nell’africa centrale. E’ sicuramente un tema di interesse comune in quanto si tratta di salvare la vita umana. RISOLUZIONI: si potrebbero creare pozzi, far circolare medicine che potrebbero prevenire o curare la malattia, informare i soggetti a maggior rischio per renderli coscienti del problema. Ovviamente l’ONU può anche finanziare alcune di queste soluzioni). In genere gli argomenti che vengono trattati devono trovare delle soluzioni in maniera rapida. Quello che viene deciso nell’assemblea generale però sono solo delle RACCOMANDAZIONI GENERALI su come comportarsi. Non sono atti che vincolano gli stati ad ottenere un certo comportamento, è un’esortazione a comportarsi cosi ma non sei obbligato. Quindi SI BASA TUTTO SUL VOLERE POLITICO DEI SINGOLI STATI. Si creano delle linee guida che gli stati possono o meno decidere di supportare e rispettare.
2. CONSIGLIO DI SICUREZZA —> è invece l’unico organo che può emettere norme vincolanti. Su un solo tema però: la pace e la sicurezza internazionale. In questo ambito gli stati possono essere obbligati a tenere un determinato comportamento; questo perché le nazioni unite, nascendo dopo la II GM, nascono appositamente per mantenere la pace tra gli stati, poiché si prevengano delle situazioni di conflitto gravi che possano nuocere all’equilibrio internazionale. Il consiglio di sicurezza ha quindi il potere di emanare decisioni vincolanti in tutti quei casi in cui si possa verificare un evento che può mettere a repentaglio la pace generale. Del consiglio di sicurezza fanno parte solo 15 stati dei 193, questo perché potrebbe essere tenuto ad agire rapidamente, e poi perché di questi 15, 5 stati si sono fatti GARANTI DELL’ORDINE INTERNAZIONALE ossia, i 5 vincitori (GB, USA, CINA, Francia, Russia) della II GM che hanno sconfitto la Germania Hitleriana e l’estremo oriente (impero giapponese), hanno un seggio permanente nel consiglio di sicurezza: ogni due anni il consiglio elegge quindi solo 10 stati, poiché questi 5 sono fissi. Essendo garanti, nessuna decisione può essere presa dal consiglio di sicurezza se tutti questi 5 stati non sono pro a questa azione. Ognuno di questi stati può bloccare una decisione presa dal consiglio di sicurezza, solo votando no o astenendosi. Esprimendo la propria contrarietà, questi 5 stati hanno il potere di bloccare un’azione del consiglio. Il consiglio di sicurezza può decidere di intervenire anche usando la forza militare , ossia i cosiddetti I BERRETTI BLU. In situazioni dove la forza del conflitto è particolarmente intensa, L’ONU può scegliere di inviare il suo esercito: ma, come detto prima, tutti i 5 membri devono essere d’accordo. 3. CONSIGLIO ECONOMICO E SOCIALE —> in cui si discute di argomenti economici 4. CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE FIDUCIARIA —> che invece serviva a sovrintendere alla colonizzazione. Questo controllava il processo di decolonizzazione (ossia quando le colonie venivano liberate dalla madrepatria). 5. SEGRETARIATO —> organo di natura amministrativa (sono gli uffici dell’organizzazione), controllano che chi venga a rappresentare lo stato sia effettivamente un rappresentante dello stato e gestiscono il budget 6. CORTE INTERNAZIONALE DI GIUSTIZIA —> è una corte, un tribunale che serve a risolvere le controversie tra gli stati partecipanti dell’ONU. Un altro tipo di organizzazioni sono quelle NON GOVERNATIVE (ONG): Questi enti che non nascono da un accordo internazionale tra gli stati, ma da PRIVATI , ossia da un gruppo di persone e di individui anche di nazionalità diversa, che si organizzano per farne parte. Ogni cittadino è libero di aderire alle ONG, basta solo che sia interessato all’iniziativa. Queste organizzazioni quindi hanno il carattere della TRANSNAZIONALITA ’: ossia esistono sezioni di queste organizzazioni in diverse parti del mondo, sono una rete di sezioni separate nel mondo della stessa organizzazione. Lo scopo è quello di sensibilizzare i governi e gli individui a determinate tematiche.
INTERNAZIONALE GENERALE , ossia che vincola tutti gli stati del mondo/ si applica a tutti gli stati del mondo. I trattati internazionali invece vincolano solo gli stati che hanno deciso di vincolarsi a rispetto del trattato , quindi solo quegli stati che hanno deciso di aderire a quel trattato. Nel DI è probabile che ci siano norme in contrasto anche riguardanti lo stesso settore; cosa che è invece difficile nell’ordinamento italiano, dove le norme si devono rifare alla costituzione. Come si individua la consuetudine? Come si delimita il contorno di un comportamento? Come si fa a capire che gli stati seguono quel comportamento perché lo sentono come obbligatorio? DIUTURNITAS : comportamento costante nel tempo. Il comportamento identifica una serie di fatti che si ripetono in un tempo più o meno lungo dai soggetti del DI. LA RIPETIZIONE SIGNIFICA CHE IL COMPORTAMENTO SI PROTRAE NELLO STESSO MODO PER UN LASSO DI TEMPO. Come individuare un comportamento:
- ATTI INTERNAZIONALI: si va a vedere I COMPORTAMENTI DELLO STATO A LIVELLO INTERNAZIONALE (QUINDI COME QUELLO STATO SI COMPORTA NELLE RELAZIONI CON GLI ALTRI STATI), oppure la conclusione di trattati internazionali, come vota ecc.. ). - ATTI INTERNI: Oltre a ciò si valuta il COMPORTAMENTO DELLO STATO SUL PIANO INTERNO (atti tipici del comportamento di uno stato). atti tipici di un potere sovrano di uno stato. Gli atti che solo lo stato sovrano può esercitare su quel territorio Ad esempio, QUANDO LO STATO ESERCITA IL PROPRIO POTERE LEGISLATIVO, QUANDO ADOTTA DELLE NORME INTERNE DI UGUALE CONTENUTO AL PRINCIPIO DI DERIVAZIONE INTERNAZIONALE, NORME INTERNE DI UGUALE CONTENUTO ALLA NORMA CONSUETUDINARIA. Se il contenuto degli atti interni è conforme e coincide a questo principio allora può essere definita come consuetudinaria. COMPORTAMENTO: Ovviamente, tutti i comportamenti non devono essere ISOLATI, ma caratterizzati da FREQUENZA E GENERALITÀ ’.
maggior parte degli stati. (dalla maggior parte e non da tutti perché secondo il DI non è necessario che tutti gli stati del pianeta pongano in essere quel comportamento affinché questo diventi una norma consuetudinaria, anche perché gli stati del mondo sono troppi e sarebbe praticamente impossibile raggiungere l’unanimità) —> non è necessario sia per la grande quantità degli stati, ma si valuta anche il comportamento degli stati che sono maggiormente rilevanti su un determinato tema —> per questo il comportamento non deve essere generalizzato a tutti, ma vengono presi in considerazione quei particolari stati che sono più rilevanti di materia in materia.
- FREQUENZA: per quanto tempo un comportamento si deve ripetere per essere rilevante per la nascita di una norma consuetudinaria: devono passare anni poiché un comportamento si possa trasformare in norma. NON C’E UNA QUANTITÀ DI TEMPO PRECISA, PER ALCUNE NORME CI SONO VOLUTI SECOLI, PER ALTRE POCHI ANNI. —> QUESTO DIPENDE DAL COMPORTAMENTO, il tempo sarà più breve quanto più è costante quel comportamento tra gli stati. Più è diffuso il comportamento degli stati e meno sarà il tempo necessario affinché si cristallizzi una norma consuetudinaria.
Quindi:
CONSUETUDINE L’altro elemento necessario è l’ ATTEGGIAMENTO DI NATURA PSICOLOGICA (OPINIO JURIS) , che si accompagna al comportamento costante e ripetuto degli stati. L’OPIONIO JURIS è fondamentale nel trasformare un semplice accadimento in un FATTO NORMATIVO. L’OPINIO JURIS RENDE UN COMPORTAMENTO UNA NORMA.
TRATTATI INTERNAZIONALI / ACCORDI Come si fa quindi.a capire il sentire di un organo? In molti casi, gli stati quando pongono in essere un comportamento, specificano che quel comportamento è dettato da ragioni di cortesia verso gli altri stati. Ex: lo stretto di Messina. Una nave straniera può attraversarlo, se deve andare da punto A a punto B. Ammettiamo che l’Italia per tutta la sua storia non abbia permesso alle navi straniere di attraversarlo. Ma durante un’epoca ha iniziato a permetterlo, solo per attraversarlo, senza farci altro. Il fatto che l’Italia abbia permesso il passaggio delle navi per tanti anni potrebbe dar luogo a una norma di carattere consuetudinario. L’Italia lo ha fatto solo per convivenza e cortesia verso altri stati. Ma manca la convinzione di obbligatorietà, ossia l’elemento psicologico che questa cosa sia considerata come necessaria. Nel caso in cui NON VOGLIONO CHE IL COMPORTAMENTO DIVENTI UNA NORMA, SPECIFICANO CHE LO FANNO SOLO A TITOLO DI CORTESIA E PER RELAZIONI AMICHEVOLI, NON PERCHE SENTONO QUEL COMPORTAMENTO PROPRIO E TALMENTE ABITUDINARIO DA FAR NASCERE UNA NORMA DERIVANTE DA QUEL COMPORTAMENTO. Perciò nessuna legge nasce senza la convinzione di obbligatorietà : la norma consuetudinaria nasce solo nel caso n cui lo stato senta la necessita psicologica di renderla tale; altrimenti è solo un comportamento in ragione di cortesia. Bisogna dimostrare che quello stato si è comportato così per volontà dello stato stesso di agire in quel modo perché convinto di dover rispettare una regola non scritta che gli impone un’azione o dall’astenersi di un’azione. In quel caso nascerebbe una norma giuridica. NON BASTA IL SEMPLICE RIPETERSI DEGLI EVENTI, MA questo DEVE ESSERE ACCOMPAGNATO DALLA VOLONTÀ DI PORRE IN ESSERE QUEL COMPORTAMENTO, CHE IO E ALTRI STATI RITENIAMO ESISTENTI —> questo per dire che NON BASTA SOLO LA FREQUENZA, MA SERVE ANCHE LA CONVINZIONE DI UNO STATO. LO STATO DEVE RICONOSCERE E SENTIRE QUELLA NORMA COME TALE, dandole importanza giuridica. Lo stato deve sentire di doverla mettere in essere, si deve sentire imposto e convinto di volerla attuare. Se lo stato rispetta tutti i termini di frequenza, generalità e convinzione allora abbiamo una consuetudine che è di carattere generale e che tutti gli stati devono quindi rispettare.
( prassi/ diuturnitas) CONVINZIONE OBBLIGATORIETA’ (opinio juris sive necessitatis)
Questo comportamento diventa norma secondo la GENERALITA’ E LA FREQUENZA DI QUESTO COMPORTAMENTO. Più è generale (messo in atto da quegli stati che sono maggiormente toccati dalla materia e dal settore in considerazione), e dalla frequenza.
NORME o CONSUETUDINI PARTICOLARI: ossia consuetudini sentite solo in aree geografiche circoscritte. Queste possono esistere e sono valide. Es. Se solo in America latina, si possa verificare un comportamento ripetuto accompagnato da una Forte convinzione psicologica, si può creare delle consuetudini che hanno valore “regionale”? O per diventare norma deve essere abbracciata da tutti gli stati? POSSONO ESISTERE. Ci sono regole, che sono sentite come consuetudinarie solo da alcuni stati, poiché questi sono sempre stati abituati a seguire determinati comportamenti, affiancati da una forte opino juris. quindi quella norma vincolerà solo gli stati di quell’area. Quindi si creano norme che valgono solo per quell’area. Gli effetti della creazione di una norma consuetudinaria:
1. Le regole devono essere rispettate da tutti i paesi del mondo che hanno quella norma consuetudinaria 2. Se la contestazione è numerosa non c’è un comportamento concorde e quindi possono non rispettarla e a quel punto può non nascere una norma di carattere consuetudinario. La contestazione è rilevante solo se proviene da un gruppo di paesi, che costantemente si oppongono a quella determinata norma; quando la contestazione è forte, questa può far venire meno la consuetudine vera e propria della norma, quindi sicuramente questa norma non verrà applicata a quel determinato gruppo di paesi. QUINDI, COSA E’ LA NORMA CONSUETUDINARIA? Non è un accordo tacito, dato che non serve l’approvazione di tutti gli stati. La norma consuetudinaria NASCE DA UN FATTO, CHE PRODUCE delle CONSEGUENZE GIURIDICHE, E QUINDI, di conseguenza, delle NORME CHE VINCOLANO GLI STATI (per questo è diversa da tutte le altre norme). LE NORME CONSUETUDINARIE SONO TUTTE UGUALI? O ESISTONO NORME PIÙ IMPORTANTI DI ALTRE? Quelle norme che esprimono i principi base della convivenza umana (es. divieto di tortura) sono più importanti rispetto a quelle giuridiche (es. immunità degli agenti diplomatici)? LE NORME CONSUETUDINARIE SONO FLESSIBILI, POICHE POSSONO ESSERE DEROGATE (trasgredite/modificate) DAI TRATTATI INTERNAZIONALI; cioè, IL TRATTATO INTERNAZIONALE PUO’ STABILIRE UNA DISCIPLINA DIVERSA RISPETTO AD UNA NORMA CONSUETUDINARIA. QUESTO ACCADE PERCHE’ IL DI SI BASA SUL COSI’ DETTO PRINCIPIO CONSENSUALISTICO: ossia, TUTTE LE NORME DEL DI, SONO ESPRESSIONE DELLA VOLONTÀ DEGLI STATI e sono loro i padroni del DI. Ne consegue quindi, che se gli stati vogliono una regolamentazione diversa possono concluderla tra di loro attraverso accordi e trattati internazionali. LE REGOLE CONSUETUDINARIE POSSONO ESSERE DEROGATE, APPELLANDOSI A UN TRATTATO INTERNAZIONALE. DOVE NON C’è UN TRATTATO INTERNAZIONALE, SI APPLICANO LE NORME CONSUETUDINARIE. Nonostante gli accordi siano di fonte secondaria, possono sovrastare la consuetudine, fonte invece di grado primario; questo non significa che il trattato debba necessariamente andare contro la norma consuetudinaria, può anche solo semplicemente aggiungere o togliere qualcosa in più. L’accordo è VINCOLANTE SOLO TRA LE PARTI, NON A TERZI. Per lo stesso motivo, terzi non possono porre obiezioni sull’accordo. Se gli stati riescono a raggiungere un accordo, sono liberissimi di farlo e di comportarsi secondo quel trattato. Ovviamente solo gli stati che hanno firmato il trattato dovranno attenersi agli obblighi di questo. Il rapporto tra stati e stati con accordi è comunque regolamentato da norme consuetudinarie. IL TRATTATO E’ VINCOLANTE SOLO PER CHI NE FA PARTE, TERZI STATI NON HANNO NE DIRITTI NE OBBLIGHI DERIVATI DA QUESTI TRATTATI.
NON TUTTE LE NORME CONSUETUDINARIE SONO UGUALI. (Es. il divieto dell’uso della forza è una legge inderogabile).
1. Ci sono delle NORME INDEROGABILI, O COGENTI: JUS COGENT: sono delle norme IMPERATIVE, cioè norme che sono ACCETTATE E RICONOSCIUTE dalla COMUNITÀ INTERNAZIONALE DEGLI STATI NEL SUO INSIEME (DA TUTTI GLI STATI) COME NORME ALLE QUALI NON POTRA’ ESSERE APPORTATA NESSUNA DEROGA e che quindi potranno essere modificate solo da una nuova norma, che abbia il loro stesso carattere di non derogabilità. Ad esempio, la norma sulla violenza è caratterizzata dalla JUS COGENT, a carattere inderogabile. Queste norme JUS COGENT non ammettono deroghe, non sono flessibili. Non esiste una classifica, o un elenco delle Jus cogent, ma si considerano tali quelli che proteggono i valori essenziali della comunità. NON SONO FLESSIBILI TUTTE QUELLE LEGGI CHE PROTEGGONO I VALORI ESSENZIALI DELLA COMUNITÀ E DEGLI INDIVIDUI. (es. tortura, principio di autodeterminazione dei popoli, divieto di usare la forza in relazioni internazionali). LE REGOLE JUS CONGENT SONO NORME CONSUETUDINARIE CON UN FORTE VALORE DI OPINIO JURIS, IN QUANTO GLI STATI LE VEDONO ANCHE COME INDEROGABILI. SONO REGOLE CHE NON AMMETTONO MODIFICAZIONI E NON SONO FLESSIBILI. P ER ESSERE MODIFICATE DEVE NASCERE UN’ALTRA NORMA DI JUS COGENT DI SENSO OPPOSTO O DIVERSO. SI DEVE CREARE UN’ALTRA NORMA A CARATTERE CONSUETUDINARIO CHE DIA UNA DISCIPLINA DIVERSA, MA DEVE SEMPRE ESSERE RICONOSCIUTA COME JUS COGENT. Al vertice della piramide stanno quindi le norme consuetudinarie JUS COGENT 2. poi le NORME CONSUETUDINARIE 3. E, infine, I TRATTATI INTERNAZIONALI. I TRATTATI INTERNAZIONALI POSSONO DEROGARE ALLE CONSUETUDINE, OSSIA POSSONO CREARE UNA REGOLAMENTAZIONE DI NORME DIVERSE RISPETTO A QUELLE A CARATTERE GENERALE, QUINDI STABILIRE UNA REGOLAMENTAZIONE A CARATTERE PARTICOLARE. La consuetudini non prevalgono sempre sui trattati, ma questi possono essere presi in considerazione in maniera primaria rispetto alla norma consuetudinaria quando hanno regolamentazione difformi, tranne per quelle a carattere cogente, le quali non possono mai subire deroghe, ne da parte di trattati internazionali ne da parte di norme consuetudinarie normali. Per essere modificate devono nascere altre norme jus cogent, che abbiano lo stesso valore della prima ma contenuto diverso o opposto, che possa superare la norma pre-esistente.